6 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Nel dibattito contemporaneo sull’edilizia sostenibile, l’efficienza energetica non riguarda più esclusivamente gli impianti, ma coinvolge in modo sempre più diretto anche i serramenti e l’intero involucro edilizio. 

serramenti

Finestre e porte-finestre rappresentano infatti uno dei principali punti di scambio termico tra interno ed esterno. Una loro progettazione corretta consente di ridurre le dispersioni, migliorare il comfort abitativo. In questo scenario, l’adozione di infissi progettati per elevate prestazioni energetiche, come quelli illustrati da Gitici serramenti, consente di intervenire in modo concreto sull’efficienza complessiva dell’edificio, integrando isolamento, durabilità e qualità costruttiva.

Perché i serramenti sono fondamentali per l’isolamento

Dal punto di vista tecnico, i serramenti sono tra i componenti più delicati dell’involucro edilizio. Attraverso superfici vetrate, telai e giunti di posa possono verificarsi dispersioni termiche significative, soprattutto negli edifici realizzati prima dell’introduzione degli attuali standard energetici.

Le prestazioni di un serramento dipendono principalmente da:

  • valore di trasmittanza termica Uw del sistema finestra
  • qualità dei profili e dei materiali isolanti
  • tipologia di vetrocamera (doppia o tripla)
  • continuità dell’isolamento nel nodo finestra–muratura

La scelta di infissi progettati per il risparmio energetico consente di migliorare la tenuta dell’involucro edilizio e di ridurre il fabbisogno energetico complessivo. Gli aspetti che abbiamo appena citato, potete approfondirli in questa guida sull’efficienza energetica dei serramenti, che analizza le caratteristiche tecniche più rilevanti per la riduzione delle dispersioni termiche.

Standard energetici e normative attuali

L’evoluzione normativa in ambito europeo e nazionale ha reso i serramenti un elemento strategico per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica. Gli edifici di nuova costruzione devono sempre più spesso rientrare nella categoria degli edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building), mentre negli interventi di riqualificazione la sostituzione dei serramenti rappresenta una delle azioni più efficaci.

serramenti

Uno dei parametri fondamentali nella valutazione delle prestazioni di una finestra è il valore di trasmittanza termica Uw, che misura la capacità del serramento di limitare le dispersioni di calore. 

Comfort acustico e benessere in casa

Il comfort abitativo non dipende esclusivamente dalla temperatura interna. I serramenti influiscono in modo significativo anche sull’isolamento acustico, sulla qualità dell’aria e sulla gestione della luce naturale.

In contesti urbani o in prossimità di infrastrutture ad alta rumorosità, un adeguato isolamento acustico contribuisce in modo diretto al benessere psicofisico degli occupanti. Vetri stratificati, telai performanti e una posa corretta permettono di ridurre sensibilmente il rumore esterno, migliorando la vivibilità degli ambienti interni.

Le soluzioni Finstral per ridurre i consumi energetici

Nel contesto dell’edilizia a basso consumo, le soluzioni sviluppate da Finstralsi inseriscono in un approccio orientato alle prestazioni misurabili e alla durabilità nel tempo. I sistemi finestra sono progettati per garantire valori di isolamento termico elevati e una buona integrazione con l’involucro edilizio.

Dal punto di vista costruttivo, questi sistemi si caratterizzano per:

  • profili multicamera ad alto potere isolante
  • possibilità di integrazione di vetri basso emissivi e tripli vetri
  • riduzione dei ponti termici nel nodo finestra
  • gestione ottimizzata dell’apporto solare passivo

Alcune soluzioni costruttive, come i serramenti con nucleo isolante in PVC e rivestimento esterno in alluminio, consentono di ottenere valori di trasmittanza particolarmente contenuti. 

Serramenti, riqualificazione energetica e valore dell’immobile

La sostituzione dei serramenti non rappresenta solo un intervento tecnico, ma anche una scelta strategica di valorizzazione dell’immobile. Edifici dotati di infissi ad alte prestazioni ottengono generalmente:

  • classi energetiche più elevate
  • minori costi di gestione nel tempo
  • maggiore attrattività sul mercato immobiliare

In molti casi, inoltre, gli interventi di sostituzione dei serramenti rientrano tra quelli agevolabili ai fini della riqualificazione energetica. Una panoramica aggiornata sugli incentivi disponibili è consultabile in una guida ai bonus per infissi 2026

I serramenti svolgono un ruolo chiave nell’equilibrio tra efficienza energetica, comfort abitativo e sostenibilità. Una scelta consapevole, basata su parametri tecnici, certificazioni e corretta progettazione, consente di ridurre i consumi energetici, migliorare la qualità degli spazi interni e rispondere alle esigenze dell’edilizia contemporanea.

Consulta la scheda tecnica dei nostri serramenti per approfondire prestazioni, soluzioni costruttive e applicazioni progettuali.

5 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Ogni stanza racconta una storia, e spesso sono proprio i tessuti a dettare il tono di quella narrazione. Tende che filtrano la luce del mattino, cuscini che aggiungono un tocco di colore al salotto, coperte morbide appoggiate allo schienale del divano: tutti questi elementi concorrono a creare un’atmosfera che va ben oltre il semplice aspetto estetico.

tessuti

Eppure, nella pianificazione di un interior design curato, la scelta dei tessuti è ancora troppo spesso trattata come un dettaglio secondario, mentre in realtà si tratta di una delle decisioni più influenti che si possano fare per un ambiente domestico. Capire come i tessuti agiscono sullo spazio, sulle proporzioni visive e sul comfort fisico di una stanza è il primo passo per arredare con consapevolezza. Questo articolo esplora i principi fondamentali dietro la selezione dei tessuti per la casa, con uno sguardo speciale al protagonista indiscusso del soggiorno contemporaneo.

Il ruolo dei tessuti nella percezione dello spazio

Un tessuto non è mai neutro. La sua texture, il suo peso visivo, il modo in cui cattura e diffonde la luce naturale influenzano direttamente la percezione delle proporzioni di una stanza. Un lino grezzo e chiaro tende ad ampliare visivamente un ambiente, restituendo una sensazione di ariosità e leggerezza. Al contrario, un velluto profondo e scuro raccoglie lo spazio attorno a sé, rendendolo più intimo e raccolto.

Secondo gli esperti di interior design di idealista.it, ripetere un motivo o un colore in diversi punti dell’ambiente aiuta a dare coerenza all’arredamento, come se ci fosse un filo conduttore che unisce tutti gli elementi. Non è necessario che tutto sia uguale o eccessivamente coordinato: a volte è sufficiente che un cuscino richiami il colore di un tappeto, o che una tenda condivida la texture di una poltrona. Questa sottile ripetizione rende lo spazio curato senza privarlo di naturalezza e freschezza.

Il colore è importante, ma è la qualità materica del tessuto a renderlo davvero vivo. La stessa tonalità di grigio, ad esempio, può risultare fredda e piatta su un cotone liscio, oppure avvolgente e ricca su un bouclé o su un velluto. Questo significa che la scelta del materiale precede logicamente quella del colore nella gerarchia delle decisioni progettuali.

Tessuti naturali o sintetici, un equilibrio possibile

La distinzione tra tessuti naturali e sintetici è stata per anni la grande dicotomia del mondo dell’arredamento. Da un lato cotone, lino, lana, velluto di cotone, seta: materiali che trasmettono calore e autenticità, che invecchiano bene e che respirano in modo naturale. Dall’altro, poliestere, microfibra, acrilico: materiali spesso più economici, più facili da pulire e più resistenti alle macchie, ma storicamente percepiti come meno pregiati.

Negli ultimi anni, però, la tecnologia tessile ha colmato gran parte di questo divario. I mix di fibre naturali e sintetiche offrono oggi soluzioni in cui la morbidezza e l’aspetto del cotone o del lino si combinano con la resistenza all’usura e la praticità di manutenzione tipiche dei materiali tecnici. Questa evoluzione ha aperto nuove possibilità soprattutto per i rivestimenti dei divani, dove l’aspetto deve necessariamente coesistere con la funzionalità quotidiana.

In particolare, i tessuti performanti, progettati per resistere alle macchie, all’abrasione e persino all’umidità, sono diventati una scelta sempre più diffusa tra le famiglie con bambini o animali domestici. Non sacrificano l’estetica, ma aggiungono a essa uno strato concreto di protezione che prolunga la vita del mobile nel tempo.

Il divano al centro del progetto tessile

Il divano è il fulcro visivo del soggiorno. È il primo elemento che attira l’attenzione di chi entra in una stanza, e spesso determina il tono stilistico dell’intero ambiente. Per questo motivo, la scelta del tessuto con cui rivestirlo o proteggerlo è una decisione che merita attenzione e riflessione approfondita.

Pensare al divano come a un piccolo paesaggio aiuta a superare la paura di abbinare materiali e colori diversi. Significa lavorare per strati: il rivestimento di base, i cuscini decorativi, le coperte appoggiate allo schienale, gli eventuali cuscini da pavimento nelle vicinanze. Ogni elemento contribuisce alla composizione finale, e il loro insieme crea un’atmosfera che può variare da elegante a bohémien, da nordica a mediterranea.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la protezione del rivestimento originale. Ogni divano subisce nel tempo l’usura del quotidiano: lo sfregamento continuo, le macchie accidentali, il contatto con la luce solare diretta. Una soluzione intelligente per preservare l’investimento fatto al momento dell’acquisto consiste nell’abbinare al divano una fodera di qualità. I tessuti lavabili che proteggono il divano ogni giorno rappresentano oggi una categoria di prodotti ampia e raffinata, capace di unire funzionalità e stile senza rinunciare all’estetica del soggiorno. Non si tratta più delle vecchie fodere plastificate di un tempo, ma di coperture in jacquard, bouclé, cotone elasticizzato o microfibra che si adattano perfettamente alle forme del divano e possono essere rimosse e lavate con semplicità.

Come abbinare i tessuti agli altri elementi dell’arredo

Un buon progetto tessile non si esaurisce con la scelta del divano. Richiede una visione d’insieme che tenga conto delle tende, dei tappeti, dei cuscini, delle coperte e dei piccoli complementi d’arredo sparsi per la stanza. L’obiettivo non è la perfezione geometrica di uno spazio da catalogo, ma la coerenza percepita di un ambiente che sembra curato in ogni suo aspetto.

Per costruire questa coerenza, è utile partire da una palette cromatica di riferimento composta da due o tre colori principali e uno o due toni neutri. I tessuti di tutto il salotto dovranno rimanere all’interno di questa palette, con variazioni di tono e saturazione che aggiungono profondità senza creare caos visivo.

È altrettanto utile giocare con i contrasti di texture. Se il divano ha un rivestimento liscio, i cuscini potranno essere in materiale più strutturato, come un bouclé o un tessuto a punto. Se il tappeto è morbido e a pelo lungo, le tende potranno essere in un lino liscio e compatto. Questi contrasti creano interesse visivo e rendono la stanza più viva e articolata.

Infine, non bisogna sottovalutare il peso visivo dei tessuti. Un tendone pesante in un piccolo salotto può risultare opprimente, così come un tessuto leggero e semitrasparente può sembrare fuori posto in una stanza ampia e formale. La proporzione tra tessuto e spazio è una variabile sottile ma decisiva per la riuscita del progetto.

Stagionalità e versatilità dei tessuti per la casa

Una caratteristica preziosa dei tessuti è la loro capacità di trasformare l’atmosfera di una stanza in modo rapido, economico e reversibile. Cambiare le fodere dei cuscini o aggiungere una coperta nuova permette di aggiornare l’estetica del soggiorno in poche ore, senza interventi strutturali di alcun tipo.

Questo invita a pensare ai tessuti in chiave stagionale. In inverno, l’uso di velluti, lane e materiali soffici e caldi rende gli ambienti più accoglienti e intimi. In estate, lino, cotone leggero e cotone riciclato in tonalità chiare restituiscono freschezza e luminosità alle stanze. Non si tratta di cambiare tutto: spesso è sufficiente sostituire le fodere dei cuscini e aggiungere o togliere un plaid per ottenere un effetto visivo completamente diverso.

Anche i materiali sostenibili stanno guadagnando spazio in questa dinamica stagionale. Tessuti realizzati con fibre riciclate o a basso impatto ambientale sono oggi disponibili in una qualità estetica e tecnica paragonabile ai materiali tradizionali. La sostenibilità, in questo contesto, non è solo una scelta etica ma anche un investimento in materiali che dimostrano spesso una durabilità superiore nel tempo.

Manutenzione e cura dei tessuti per arredo

Anche il più bel tessuto del mondo perde il suo fascino se non viene curato adeguatamente. La manutenzione regolare è parte integrante di una buona scelta progettuale, e dovrebbe essere considerata fin dal momento dell’acquisto, non come un pensiero successivo.

I tessuti per tende richiedono lavaggi periodici e attenzione all’esposizione solare prolungata, che può sbiadire anche i colori più resistenti nel corso degli anni. I rivestimenti dei cuscini vanno cambiati e lavati frequentemente, specialmente in famiglie con bambini o animali. I tappeti hanno bisogno di aspiratura regolare e di pulizie più profonde almeno una volta l’anno. Per quanto riguarda il divano, scegliere rivestimenti o fodere rimovibili e lavabili fa la differenza tra un mobile che dopo cinque anni appare consumato e uno che conserva la freschezza originale.

Leggere attentamente le etichette dei prodotti prima dell’acquisto, verificare le istruzioni di lavaggio e scegliere materiali adatti allo stile di vita reale della propria famiglia sono abitudini che si traducono in risparmio di tempo, denaro e dispiaceri futuri.

Un approccio consapevole alla scelta tessile

Arredare con i tessuti significa, in ultima analisi, costruire un’esperienza sensoriale. Non si tratta solo di quello che si vede, ma anche di quello che si tocca, di come ci si sente seduti su un certo divano, di come la luce cambia nel corso della giornata filtrando attraverso una tenda. I tessuti sono l’elemento che più di ogni altro fa da mediatore tra chi abita e lo spazio, trasformando una casa costruita in un ambiente davvero vissuto.

Investire tempo nella scelta dei tessuti giusti, comprenderli nelle loro qualità materiali e funzionali, abbinarli con cura e mantenerli nel tempo è una forma di rispetto verso il proprio spazio domestico. Ed è anche, semplicemente, un modo per vivere meglio ogni giorno tra le proprie mura.

4 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

La cucina nel 2026 diventa area living, spazio studio e perfino home office. In questo scenario si inseriscono ad esempio le soluzioni di Arredo3, pensate per creare continuità tra cucina e soggiorno senza rinunciare a design e sostenibilità. 

cucina nel 2026

Cucina e salotto insieme non sono più una semplice tendenza, ma una vera evoluzione dell’abitare contemporaneo. Con il diffondersi degli ambienti open space, cresce l’esigenza di progettare spazi capaci di unire estetica, comfort e funzionalità. 

Oggi la cucina diventa area living, spazio studio e perfino home office. In questo scenario si inseriscono ad esempio le soluzioni di Arredo3, pensate per creare continuità tra cucina e soggiorno senza rinunciare a design e sostenibilità. 

La cucina nel 2026: open space, molto più di un ambiente unico 

Integrare cucina e salotto significa armonizzare funzioni diverse: 

  • Area operativa e conviviale 
  • Spazio relax e intrattenimento 
  • Zona studio o smart working

Le cucine moderne open space devono quindi offrire moduli versatili, scaffalature per libri e documenti, piani d’appoggio per laptop e soluzioni integrate come scrivanie, mobili TV e madie coordinate. 

Le proposte Arredo3 rispondono a queste esigenze attraverso: 

  • Piani snack multifunzione 
  • Isole attrezzate 
  • Mobili living coordinati 
  • Materiali ecosostenibili

Piano snack: la soluzione intelligente per cucina e smart working 

Il piano snack è uno degli elementi chiave nelle cucine open space moderne. Oggi è diventata una superficie ibrida che può trasformarsi in un tavolo per i pasti veloci, angolo studio per tutti i membri della famiglia e spazio per lavorare da casa. 

Modelli Time e Kalì: isola centrale con scrivania integrata 

L’unione dei modelli Time e Kalì crea una cucina con ampia isola centrale che collega perfettamente area operativa e soggiorno. 

Le basi in laccato bianco opaco si affiancano a colonne e vetrine in rovere fumé, generando un contrasto elegante e contemporaneo. Il piano snack, ampio e materico, può sostituire il tavolo tradizionale e diventare una comoda scrivania domestica integrata nella cucina. 

Tuttotondo: design e sostenibilità in cucina 

La trasversalità progettuale di Arredo3 combina il modello Alma, realizzato in PET riciclato Pechino, con il modello Kalì in finitura riga noce. 

Elemento distintivo è il tavolo Tuttotondo, con top in porcellana ecosostenibile Laminam Noir Desir: una scelta che unisce estetica, resistenza e attenzione all’ambiente. 

Il piano rotondo finale rende l’isola più accogliente e perfetta anche come spazio studio o postazione lavoro, confermando come la cucina con tavolo integrato sia una soluzione pratica per gli ambienti unici. 

Cucina con angolo studio: soluzioni home office integrate. 

In un open space privo di pensili, i modelli Asia e Time definiscono ambienti ariosi e luminosi. 

Le colonne in rovere ebano fungono da dispensa e divisorio per ricavare un angolo studio discreto. Le basi in laccato matcha aggiungono personalità, mentre la boiserie LAB con mensole e LED integrati crea una scrivania a muro funzionale e ordinata

La continuità tra cucina e soggiorno si esprime anche attraverso mobili coordinati. Con elementi del modello Tratto_10 nascono: 

  • Madie su basamento 
  • Mobile porta TV con vetrine 
  • Angolo studio integrato

Le finiture in PET riciclato Suez e rovere canapa uniscono design e sostenibilità, dimostrando come una cucina moderna open space possa estendersi armoniosamente nel living. 

Un aspetto distintivo delle cucine Arredo3 è l’attenzione all’ambiente. Il modello Alma in PET riciclato Pechino e i top in porcellana Laminam Noir Desir rappresentano una scelta concreta verso materiali durevoli ed ecosostenibili. 

Dal pranzo veloce allo smart working, dalla zona TV all’angolo studio, la cucina open space diventa il vero cuore della casa. 

La cucina nel 2026: non più solo cucina. Non solo salotto. Ma uno spazio fluido, funzionale e contemporaneo, pensato per vivere ogni momento della giornata. 

27 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Milano ti educa senza indulgenza. Non perché sia “difficile” in senso teatrale, ma perché è una città che ti chiede chiarezza: nello sguardo, nel metodo, nel modo in cui trasformi un’idea in qualcosa che regge. Qui il design non è un vezzo, e la comunicazione non è un accessorio: sono due discipline che si intrecciano ogni giorno — nelle vetrine, nei cataloghi, nei siti, negli showroom, nei set fotografici, nei materiali stampati che sembrano ancora insostituibili quando la qualità deve essere tangibile.

migliori accademie di design

Quando si cerca un’accademia, quindi, la domanda utile non è “qual è la più famosa”, ma “quale scuola mi dà struttura”: cultura visiva, tecnica, capacità di finalizzare, e soprattutto un portfolio che non sia un collage di esercizi ma una prova di maturità. È con questa logica che ho messo in fila le principali realtà italiane: non un verdetto assoluto, ma una classifica editoriale — ragionata, dichiarata, e quindi discutibile nel modo giusto.

I criteri per la nostra selezione

Questa selezione tiene insieme quattro cose:

  1. Metodo progettuale (non solo estetica: processo, rigore, costruzione).
  2. Integrazione tra design e comunicazione (oggi è un vantaggio strutturale, non un “plus”).
  3. Connessione con il mondo professionale (docenza, brief, qualità della finalizzazione).
  4. Ecosistema e contesto (reti, città, opportunità, continuità).

Con questi criteri, e con uno sguardo milanese (cioè attento a ciò che regge “fuori”), ecco la classifica.

Le migliori accademie di design in Italia

migliori accademie di design

1) Hdemy Group: NAD – Accademia del Design + Accademia Cappiello

La metto al primo posto perché intercetta con precisione una richiesta molto contemporanea: non separare più il progetto dal suo linguaggio. Oggi non basta “progettare bene”: bisogna saper rendere il progetto leggibile, coerente, riconoscibile — costruire una grammatica che regga tra spazio, oggetto, identità, canali.

In questo senso, la crescita di NAD – Accademia del Design è significativa anche geograficamente: nel 2025 ha inaugurato la sede milanese in Via Santa Marta 18 (presso SIAM 1838), nel cuore del centro storico, nell’area delle 5VIE — un quartiere che, per cultura progettuale e densità di stimoli, è già di per sé un manifesto. Accanto a Milano, NAD mantiene la sede di Verona, mentre la matrice fiorentina dialoga attraverso Accademia Cappiello (Firenze), parte dello stesso ecosistema formativo. 

Il punto, però, non è “avere più sedi” o “avere due scuole”: è il dialogo tra due posture formative complementari. NAD lavora con un’impostazione fortemente orientata al presente del design (metodo, processo, finalizzazione), mentre Cappiello dal 1956 porta una tradizione visiva più radicale — la cultura dell’immagine e della comunicazione come disciplina della sintesi.

2) IED – Istituto Europeo di Design

IED resta una scelta fortissima quando cerchi un nome con riconoscibilità ampia e una macchina formativa già internazionale. È una scuola che funziona bene per chi vuole stare dentro un sistema grande, con molti percorsi e molte contaminazioni: design, comunicazione, moda, arti visive. È “istituzione” nel senso contemporaneo del termine: un ambiente dove la varietà può diventare un vantaggio, a patto di avere già una direzione (o la lucidità di costruirla presto).

3) NABA – Nuova Accademia di Belle Arti

NABA è una risposta solida per chi vuole una formazione in cui il progetto dialoghi con linguaggi più ampi: visual, comunicazione, media, cultura contemporanea. È una scuola che tende a formare profili capaci di muoversi tra discipline, e questo — nel mercato attuale — può essere un bene enorme, soprattutto se ti interessa lavorare dove design e comunicazione si sfiorano continuamente.

4) Politecnico di Milano – Scuola del Design

Se vuoi rigore accademico, metodo e una struttura universitaria che ti alleni a ragionare in profondità, il Politecnico resta un riferimento. È una scelta che ha senso per chi ama il progetto come disciplina (non solo come espressione), per chi vuole imparare a sostenere le scelte, a costruire ricerca, a maneggiare complessità. E Milano, qui, non è un dettaglio: è un acceleratore naturale di opportunità, stimoli, standard.

5) Domus Academy (Milano)

Domus Academy è spesso la scelta di chi vuole un’esperienza più concentrata e internazionale, tipicamente a livello master. È una scuola che lavora bene quando l’obiettivo è intensificare: dare una direzione forte, costruire un linguaggio, alzare l’asticella in tempi relativamente compatti. Ha senso soprattutto se arrivi già con basi e cerchi un salto di posizionamento.

6) IUAV Venezia

IUAV ha un fascino diverso: non ti promette la velocità di Milano, ti offre un’altra forma di rigore — più legata al pensiero progettuale e alla cultura del progetto. Venezia non è una città “comoda” e proprio per questo educa: alla misura, al contesto, alla relazione tra forma e spazio. Per alcuni profili è un ambiente che fa crescere bene, perché ti costringe a sostanza e coerenza.

7) ISIA (rete nazionale)

Gli ISIA sono una strada importante per chi cerca una formazione pubblica nel design con un’impostazione spesso selettiva e metodica. È un contesto che può risultare meno “spettacolare” nella percezione esterna, ma molto serio nella sostanza: utile se vuoi costruire linguaggio e processo senza farti distrarre troppo dall’apparenza.

Come scegliere davvero l’accademia di design giusta per te

Se Milano ti insegna qualcosa è questo: il nome può aprire una porta, ma a farti restare dentro è la sostanza. E, nel nostro settore, la sostanza ha un volto molto concreto: portfolio, metodo, capacità di finalizzare. Per questo, al netto delle classifiche, la scelta migliore passa da tre domande semplici — ma decisive:

  • Dove vuoi diventare davvero forte?
    Spazio e interior, prodotto e oggetto, oppure linguaggio visivo e comunicazione? Capire il campo non serve per “chiudersi”, serve per costruire una traiettoria coerente.
  • Di cosa hai bisogno adesso: rete o metodo?
    Alcune scuole ti offrono soprattutto ecosistema, contatti, contaminazioni; altre ti allenano alla disciplina del progetto, con un’impostazione più strutturata. L’ideale è trovare un equilibrio: contesto senza struttura ti disperde, struttura senza contesto ti isola.
  • Quanto vuoi integrare design e comunicazione nel tuo percorso?
    Se le tieni separate troppo a lungo, rischi di aggiungere la comunicazione “dopo”, come vernice finale. Ma oggi il progetto vive anche di linguaggio: saperlo raccontare, presentare, rendere leggibile è parte del mestiere.

Ed è proprio per questo che, nel selezionare le accademie citate, abbiamo tenuto un criterio in più — forse il più importante: la capacità di offrire una formazione concreta, che accompagni davvero verso il lavoro. In questo senso realtà come NAD – Accademia del Design e Accademia Cappiello sono interessanti non solo per il posizionamento, ma per l’impostazione: un percorso che mette al centro progetto, metodo, docenza vicina alla pratica e costruzione di output credibili. Perché, alla fine, la domanda non è “dove si studia”, ma come si esce: con che portfolio, con che disciplina, con che solidità.

25 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Se state per rinnovare il soggiorno, vi presentiamo i 5 modelli di divano Maisons du Monde più amati da pubblico.

modelli di divano Maisons du Monde

Il divano, si sa, è il pezzo d’arredo più importante del soggiorno, il perno attorno al quale si progetta tutto il resto. L’angolo conversazione svolge diverse funzioni, dallo svago al ricevimento degli ospiti, e per questo necessita di una cura particolare.

Ogni casa ha un suo stile e le sue esigenze, e per questo vi presentiamo 5 modelli di divano Maisons du Monde, ognuno con caratteristiche diverse. Scopriamoli insieme.

Quando il divano è protagonista

I primi tre divani tra i più gettonati dal pubblico non passano certo inosservati. Si tratti di modelli che dettano lo stile e che caratterizzano tutto lo spazio del living.

Partiamo dal modello più semplice, il divano lineare a 2 o 3 posti, un classico senza tempo. E a proposito di classici, il modello Lilo entra di diritto nella categoria. La forma scultorea e massiccia è ingentilita dall’elegante lavorazione capitonné. L’ampia seduta lo rende comodo e confortevole, e grazie alle dimensioni compatte (240cm di lunghezza per 102cm di profondità) trova spazio in qualsiasi salotto. E’ disponibile con rivestimento in tessuto di velluto o bouclé declinato in 8 colori, oppure in cuoio.

modelli di divano Maisons du Monde

Per un soggiorno giovane e dinamico, la scelta cade sulla collezione Neo Elementary. Si tratta di una gamma di elementi componibili a piacere, che offrono una grande versatilità. La collezione è composta da una chaise longue, da una chaffeuse e da un pouf rettangolare, tutti rivestiti in tessuto di poliestere, morbido e resistente. Neo Elementary è declinato in 4 colori dalle tonalità naturali, che si possono combinare a piacere, scegliendo pezzi di colore diverso.

Infine, un grande soggiorno ha bisogno di un grande divano. Perché non optare per un modello panoramico, per esempio il richiestissimo Times Square. Sobrio ed elegante, è composto da due meridiane ai lati e da due sedute fisse al centro, per un totale 7 posti. Il grande vantaggio di questo divano è che si può convertire in un letto comodo e spazioso, grazie al modulo scorrevole posto sotto le due sedute centrali. E come se non bastasse, le due meridiane sono dotate di un pratico spazio contenitore sotto la seduta.

modelli di divano Maisons du Monde

Modelli di divano convertibili per ogni esigenza

Maisons du Monde offre anche diversi modelli convertibili per ogni esigenza. Il top delle vendite è senza dubbio il divano “clic clac” a due posti Nio, famoso per la linea snella ed essenziale, tipica dello stile scandinavo.

Nio è un divano lineare a due posti che si trasforma in un baleno in un letto singolo o matrimoniale “alla francese”. Disponibile in tessuto declinato in 7 colori, Nio è perfetto per la camera degli ospiti o per integrare l’arredo del soggiorno.

Molto più spazioso il divano convertibile a 3 posti Clio, che riesce a bilanciare egregiamente stile e praticità. Il meccanismo di apertura consente di posizionarlo parallelamente alla parete, così da ottimizzare lo spazio. Clio è dotato di uno spazio contenitore per riporre cuscini e coperte, ed è ideale per monolocali e camere degli ospiti. Il rivestimento è in morbido tessuto riciclato, e si può scegliere tra 5 colori.

Speriamo di avervi dato degli spunti utili per la scelta del vostro nuovo divano. Ad ogni modo potete sempre esplorare il sito di Maisons du Monde, anche per integrare complementi ed accessori che completino l’arredo.

24 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Vivere in una metropoli dinamica come Milano comporta sfide specifiche legate alla gestione domestica, dettate spesso dalle caratteristiche del patrimonio immobiliare cittadino. Molti appartamenti, situati in stabili d’epoca o in condomini degli anni Sessanta, presentano dimensioni contenute e impianti non sempre aggiornati agli ultimi standard di efficienza energetica. In questo contesto, dove intervenire strutturalmente può risultare complesso o eccessivamente oneroso, la tecnologia offre una via alternativa per il controllo dei costi

efficienza urbana a milano

L’uso di dispositivi smart permette infatti di ottimizzare l’uso dell’energia adattandolo ai ritmi frenetici della vita urbana, senza richiedere opere murarie. Tuttavia, è bene ricordare che la domotica agisce sulla quantità di energia consumata, ma non sul suo prezzo unitario: per ottenere un risparmio economico tangibile su quest’ultimo fronte, l’adozione di queste tecnologie deve andare di pari passo con la ricerca delle migliori tariffe per luce e gas disponibili sul mercato, selezionando quelle più coerenti con il proprio profilo di utilizzo.

Il riscaldamento intelligente per chi vive fuori casa

Una delle criticità maggiori per i residenti milanesi è la gestione del calore nei mesi invernali. La vita lavorativa in città implica spesso lunghe assenze durante il giorno e rientri in orari serali imprevedibili. I termostati tradizionali, basati su programmazioni orarie rigide, rischiano di riscaldare inutilmente un appartamento vuoto per ore, oppure di lasciarlo freddo in caso di rientro anticipato. 

L’installazione di termostati intelligenti e valvole termostatiche smart risolve questo problema grazie alla geolocalizzazione. Il sistema rileva la posizione dello smartphone dei residenti e attiva la caldaia solo quando questi si stanno effettivamente avvicinando a casa. Questo garantisce di trovare l’ambiente confortevole al proprio arrivo, eliminando totalmente gli sprechi dovuti al riscaldamento di stanze non abitate durante la giornata lavorativa.

Gestione degli elettrodomestici e carichi fantasma

In appartamenti di metratura ridotta, l’efficienza deve riguardare anche l’uso degli elettrodomestici e l’illuminazione. 

Le prese intelligenti (smart plug) rappresentano uno strumento essenziale per chi vuole sfruttare le fasce orarie più convenienti senza dover essere fisicamente presente. È possibile programmare l’avvio di lavatrici o lavastoviglie nelle ore notturne o nei weekend, monitorando contestualmente quanto consuma ogni singolo apparecchio. Inoltre, questi dispositivi permettono di combattere il cosiddettocarico fantasma“: spegnere completamente TV, computer e console durante la notte o quando si esce di casa, evitando che lo standby eroda silenziosamente il bilancio familiare. 

Anche l’illuminazione smart, che si spegne automaticamente se non rileva presenze nella stanza, contribuisce a ridurre quella somma di piccoli consumi che, a fine anno, incide sulla bolletta.

Climatizzazione estiva e controllo dell’umidità

Negli ultimi anni, le estati milanesi sono diventate sempre più torride e umide, rendendo la climatizzazione una necessità. Anche in questo frangente, la gestione smart fa la differenza. Invece di lasciare il condizionatore acceso tutto il giorno per mantenere la casa fresca, i controller intelligenti per climatizzatori (spesso applicabili anche a macchine vecchie tramite infrarossi) permettono di gestire l’accensione da remoto o di impostare regole basate sull’umidità percepita. 

Questo consente di utilizzare la funzione di deumidificazione, molto meno energivora del raffrescamento puro, per mantenere un comfort abitativo elevato senza far impennare i consumi elettrici nei mesi di luglio e agosto.

La sinergia tra tecnologia e piano tariffario

La smart home diventa così un alleato concreto per abbattere i volumi di consumo tipici della vita in città. Tuttavia, la tecnologia non può modificare il costo dell’energia. A Milano, dove le abitudini portano spesso a concentrare i consumi nella fascia serale e nei fine settimana, l’efficacia di un sistema domotico dipende molto anche dal contratto di fornitura

Se la casa è ottimizzata per consumare di notte, ma la tariffa attiva è una monoraria costosa, il risparmio economico sarà limitato. Al contrario, abbinare una gestione automatizzata degli elettrodomestici a una tariffa bioraria o a prezzo indicizzato permette di trasformare l’efficienza tecnologica in un reale vantaggio economico, chiudendo il cerchio della sostenibilità domestica.

20 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Loto Ad Project firma un nuovo progetto residenziale a Roma. Una reinterpretazione del razionalismo classico che unisce minimalismo e ricercatezza. 

razionalismo classico

I dettagli sono il denominatore comune di tutta l’abitazione, non solo per gli arredi proposti, ma per alcuni particolari e distintivi. 

Razionalismo classico anni ’40 adattato alle esigenze di oggi

Il progetto è stato affidato all’architetto Giorgia Dennerlein per studiare gli interni dell’appartamento. 160 metri quadri in stile razionalista anni ‘40 all’interno di una storica palazzina romana. 

L’idea progettuale trova la prima chiave di ispirazione nell’androne dell’edificio, contraddistinto da un linguaggio razionalista deciso e arricchito da richiami classici, come l’elegante scanalatura che incornicia i balconi e accompagna la scalinata principale. 

Questo segno architettonico viene ripreso e reinterpretato dall’architetto all’interno degli ambienti, dove si traduce in una fascia perimetrale in travertino Santa Caterina. L’elemento si sviluppa lungo le pareti in armonia con l’altezza delle grandi finestre, generando una continuità visiva capace di mettere in relazione gli spazi interni con quelli esterni. 

I dettagli che fanno la differenza

I dettagli sono il denominatore comune di tutta l’abitazione, non solo per gli arredi proposti, ma per alcuni particolari e distintivi. Come nell’oblò del salotto, su cui siede una scultura che crea un gioco interessante di prospettive, così come un utilizzo studiato di specchi e trasparenze in tutto l’appartamento. 

Passando alle camere da letto, i colori sui toni sabbia abbracciano il legno proposto per alcuni arredi ed i colori primari per altri complementi come la cassettiera rosso corallo e la lampada da comodino in un blu a metà tra il ceruleo e il prussia. E vediamo anche il giallo scelto per il cuscino. 

Nei bagni l’elemento predominante è la materia: il marmo. Quest’ultimo predomina sia come parete sia come materiale impiegato per il lavabo. Il tutto incorniciato da lampade e appliques in stile anni ‘40. 

La ricercatezza si esprime anche nelle armadiature, nelle porte e negli arredi, tutti realizzati su misura con grande attenzione alla qualità e alla finitura. La selezione degli elementi è essenziale: pochi oggetti, ma altamente selezionati e raffinati, che scaldano l’atmosfera senza sovraccaricarla, giocando su tonalità neutre e sofisticate

razionalismo classico

Chicca finale! Completa il salotto un balcone con balaustra in marmo bianco. Quest’ultimo si apre su una vista meravigliosa della città, fatta di cielo, luce e vegetazione. 

Progetto: Loto AD Project – Arch. Giorgia Dennerlein

Foto: Eller

Visita altre bellissime case nella rubrica House tour!

18 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Nel panorama degli armadi compattabili, Fantin propone soluzioni che uniscono progettazione tecnica, ricerca estetica e flessibilità compositiva. 

Armadi Compattabili
Modello Binaria

Gli armadi compattabili rappresentano una tipologia di prodotto che da decenni rappresenta uno dei pilastri dell’azienda Fantin. Una gamma sviluppata attraverso progetti capaci di coniugare rigore funzionale e un’identità estetica ben definita, valorizzata dalla tavolozza Fantin, composta da 35 finiture. 

Una proposta cromatica completa che, insieme all’elevata modularità e alla ricca dotazione di accessori, consente di configurare ogni armadio con estrema libertà e precisione, adattandolo a qualsiasi contesto architettonico. 

Armadi compattabili, i modelli

Nel panorama degli armadi compattabili, Fantin propone soluzioni che uniscono progettazione tecnica, ricerca estetica e flessibilità compositiva. 

Tutto ha inizio nel 1995 con il modello Jordan, dal quale prende forma l’intera famiglia dei compattabili Fantin. Disegnato da Dorino Fantin, si tratta di un sistema di archiviazione  apprezzato ancora oggi per la robustezza e per la fluidità dei movimenti. Il suo iconico timone di manovra, consente la movimentazione di moduli fino a sei metri di lunghezza, rendendolo un riferimento nel settore. 

Modello Jordan

Ma il sistema ha continuato ad evolversi e ad adattarsi alle esigenze contemporanee. Nel 2013 Salvatore Indriolo ha firmato tre modelli di armadi che ancora oggi sono un caposaldo contemporaneo dell’azienda

Vela, ad esempio, introduce un approccio architettonico rigoroso e contemporaneo: fronti verticali continui scanditi da maniglie a tutta altezza, che diventano al tempo stesso segno distintivo ed elemento ergonomico. Pensato per studi professionali e ambienti di lavoro, il sistema Vela può essere utilizzato anche come elemento freestanding bifacciale, ideale per organizzare e definire open space sia professionali sia domestici, grazie all’elevata libertà compositiva di ogni modulo. 

Modelo Vela

Con Discovery, Fantin rilegge invece il linguaggio più tecnico degli armadi compattabili tradizionali, mantenendo il caratteristico “timone” di manovra e reinterpretando il tutto in chiave più attuale e formale. Il risultato è un sistema che bilancia design sobrio e grande capacità di contenimento, con superfici lineari che ne facilitano l’inserimento sia in aree di servizio sia in contesti più rappresentativi, come showroom e spazi commerciali. 

Armadi Compattabili
Modello Discovery per HIT technopark di Amburgo

Binaria si distingue per un dettaglio progettuale preciso: la maniglia è ricavata direttamente dalla volumetria del frontale, definendo un carattere discreto ma deciso. Le proporzioni essenziali ne amplificano la versatilità, mentre nella versione con ponte il sistema assume una dimensione quasi architettonica, capace di dialogare con lo spazio e di strutturarlo in modo funzionale. 

La biblioteca del monastero benedettino di Arezzo

Una curiosità! Per la Biblioteca Moderna del monastero bendettino Camaldoli Poppi, in provincia di Arezzo, lo studio Menichetti i+ Caldarelli ha scelto proprio Discovery e Binaria.

I due modelli si sono rivelati perfetti per organizzare gli spazi dedicati alla conservazione di oltre 35.000 volumi, tra pergamene, manoscritti, libri e registri della comunità. Questo è stato il coronamento del progetto che ha unito presente e passato con eleganza, stile e sobrietà. 

Fantin, eccellenza Made in Italy dal 1968

Completiamo il nostro excursus raccontando l’azienda. Fantin è stata fondata nel 1968 a Bannia di Fiume Veneto, nel cuore di una delle principali aree industriali italiane ed europee. È un’azienda 100% Made in Italy a conduzione familiare specializzata nella progettazione e produzione di arredi e soluzioni in metallo. 

Da oltre cinquant’anni il metallo è al centro del suo sapere produttivo, interpretato come sintesi di qualità, bellezza, solidità, funzionalità e sostenibilità. Le collezioni Fantin nascono da una costante attività di ricerca e sviluppo, in un equilibrio virtuoso tra industria e artigianato, innovazione tecnologica ed estrema cura del dettaglio. 

Armadi Compattabili
Modello Vela

Il design essenziale proposto dall’azienda è un equilibrio intelligente tra estetica e versatilità, dando vita ad arredi funzionali e trasversali, adatti a contesti domestici, professionali e industriali. Le collezioni, personalizzabili grazie a una palette di oltre 60 finiture, nascono con l’obiettivodi creare ambienti in cui le persone possano sentirsi a proprio agio, esprimendo identità e creatività. 

L’intero ciclo produttivo è gestito internamente, garantendo flessibilità progettuale e soluzioni su misura, anche per il contract. Una visione fortemente orientata alla sostenibilità guida ogni scelta: materiali 100% riciclabili, vernici atossiche, filiera corta e prodotti pensati per durare nel tempo, riducendo l’impatto ambientale. 

Per info: Fantin sito ufficiale.

13 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

L’8 marzo in Italia non è solo la Giornata Internazionale della Donna, ma un pilastro della cultura sociale. Scopri un questo articolo quali sono i significati dei fiori per la festa della Donna e, per altri approfondimenti su questo bellissimo argomento, vai al sito

mimosa

Il potere psicologico della mimosa: cosa dice la scienza

Oltre alla disponibilità stagionale, la scienza del colore e la biochimica spiegano perché questo fiore sia così impattante. Secondo le ricerche sulla psicologia del colore condotte presso la Vrije Universiteit Amsterdam, i fiori gialli sono direttamente associati a sentimenti di ottimismo, energia e vitalità. Tuttavia, l’effetto non è solo visivo. Uno studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Vienna conferma che i profumi floreali, in particolare quello della mimosa, hanno la capacità di ridurre i livelli di cortisolo nel sangue, promuovendo un rilassamento immediato del sistema nervoso. Questo dato è supportato dalla dottoressa Jeannette Haviland-Jones della Rutgers University, la cui ricerca dimostra che ricevere fiori aumenta i sentimenti di felicità per diversi giorni consecutivi, un fenomeno noto come “effetto di estensione del benessere”.

Non solo mimosa

Sebbene la mimosa resti l’emblema indiscusso, la composizione floreale moderna permette di arricchire il messaggio con altri elementi simbolici. Per chi desidera un omaggio più strutturato, è fondamentale selezionare varietà che mantengano la freschezza. Se stai cercando il mazzo perfetto per celebrare le figure importanti della tua vita, puoi scoprire qui le migliori opzioni per regalare fiori online, garantendo una consegna puntuale e una qualità professionale. Le opzioni più ricercate includono, tra gli altri fiori, le rose gialle, simbolo di vitalità e gioia profonda. Molto richiesti anche i tulipani, che rappresentano l’amore perfetto e la rinascita primaverile. Presenti anche i gigli bianchi, spesso accostati alla mimosa per simboleggiare purezza e stima reciproca.

La tradizione italiana: dati e significati

Secondo i dati rilevati dalle associazioni di categoria e dai monitoraggi sui consumi interni, la Festa della Donna rappresenta uno dei picchi più alti per il settore florovivaistico italiano. La scelta della mimosa fu ufficializzata nel 1946 dall’UDI (Unione Donne in Italia), preferendola ad altri fiori più costosi proprio per la sua resilienza: un fiore che appare delicato ma è capace di crescere in condizioni difficili, esattamente come il movimento per i diritti femminili. La ricerca pubblicata sul Journal of Evolutionary Psychology ribadisce che la presenza costante di fiori negli ambienti domestici innesca risposte emotive positive e aumenta la soddisfazione generale per la vita. Questo spiega perché, nelle case italiane, il rametto di mimosa non sia solo un regalo, ma un elemento di arredo emotivo essenziale durante la prima decade di marzo.

Far durare l’8 Marzo: come conservare la mimosa

Affinché il gesto mantenga il suo valore nel tempo, è necessario seguire protocolli di manutenzione precisi. Gli esperti confermano che la mimosa, essendo un fiore reciso molto sensibile all’evaporazione, richiede cure specifiche. Riguardo la frequenza del taglio, gli esperti consigliano di tagliare degli steli appena ricevuti, per circa 2cm in diagonale, per aumentare la superficie di assorbimento.

L’idratazione deve essere quotidiana, ma bisogna utilizzare acqua tiepida, mai gelata.

Ogni mattina è bene spruzzare leggermente i capolini gialli con acqua per evitare la disidratazione. Il posizionamento è fondamentale: bisogna tenere la mimosa lontano da fonti di calore, come i termosifoni, e correnti d’aria.

11 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Il bagno in età classica, presso gli antichi greci e romani, era forse il luogo più importante. E non parlo del bagno domestico. I ginnasi e le terme rappresentavano molto più di un luogo dove curare la propria igiene e l’estetica.

Terme di Villa Adriana, Tivoli. Foto Cinzia Corbetta

Più che il bagno domestico, che non evolve di molto rispetto alle epoche precedenti, sono i bagni pubblici a rivestire una grande importanza. Nei ginnasi e nelle terme ci si incontra, si stringono alleanze politiche, si siglano contratti d’affari. Questi luoghi pubblici testimoniano come il bagno in età classica abbia raggiunto l’apogeo dell’evoluzione.

Il bagno in età classica: l’apogeo dell’evoluzione

In Europa l’evoluzione del bagno inizia nell’isola di Creta, nel periodo della civiltà Minoica, a cavallo del 1700 a.C. Nel palazzo di Cnosso gli archeologi hanno rinvenuto la prima vasca da bagno conosciuta nella storia.

Nelle stanze reali, o megaron della Regina, erano presenti anche una sorta di tazza con sedile, un serbatoio per l’acqua e un cavedio per la ventilazione. La sala era decorata con meravigliosi affreschi raffiguranti delfini.

Megaron della regina, Cnosso. Crediti: foto di Deror_avi – Opera propria, CC BY-SA 3.0

La civiltà minoica era notevolmente evoluta nella tecnica idraulica e negli impianti igienici, come si evince dai resti rinvenuti.

I Greci svilupparono un culto del corpo che prevedeva allenamenti intensi, seguiti da un bagno con acqua fredda. Questo perché essi ritenevano che l’acqua gelida avesse il potere di fortificare il corpo. Proprio per questo motivo, all’interno di ginnasi e palestre esistevano sempre degli spazi riservati con spogliatoi e piscine.

Il bagno in età classica
Atleti sotto la doccia – pittura vascolare greca- VI sec a.C. – crediti: foto di Milartino, CC BY-SA 3.0

Del resto, il concetto moderno di igiene trae origine proprio dalla cultura greca. Igiene deriva dal nome della dea Igea, figlia del dio della medicina Asclepio e protettrice della salute. 

Per i medici greci, la pulizia era fondamentale per raggiungere l’equilibrio del corpo, insieme a una corretta alimentazione e al ritmo sonno-veglia.

Nell’antica Grecia nacquero anche le prime latrine pubbliche: si trattava di lunghe panche in pietra con fori allineati sopra un sistema di scolo. Anche se l’abitudine di fare i propri bisogni per strada, un po’ dove capitava, resta in auge almeno fino all’arrivo dei Romani.

Latrine pubbliche delle Terme Ellenistiche nell’angolo sud-orientale dell’antica agorà di Salonicco. Crediti: di Nessun autore leggibile automaticamente. CC BY 2.5 

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, Aristotele descrive nella Costituzione degli Ateniesi la figura dei coprologi, incaricati di raccogliere l’immondizia e scaricarla ad almeno due chilometri dalla città per preservare l’igiene del centro abitato. 

Terme, latrine e cloache

I romani, si sa, importarono tutto dall’antica Grecia, dagli dei dell’Olimpo fino alle latrine. Può sembrare un accostamento irrispettoso, ma corrisponde alla realtà. Quello che i romani fecero, nel tempo, fu di introdurre innovazioni nelle tecniche costruttive tali da poter costruire opere monumentali, fino ad allora impensabili in Europa.

Così i bagni pubblici dei greci si trasformarono in complessi termali sofisticati e dotati di confort, uno su tutti, l’acqua calda. In epoca repubblicana le terme erano frequentate da tutte le classi sociali, anche se gli orari erano differenziati: donne e bambini entravano la mattina mentre gli uomini accedevano dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

Tuttavia, dall’età imperiale le terme pubbliche erano frequentate per lo più dal popolo, mentre i più abbienti iniziarono a dotare le proprie abitazioni di terme private. Un esempio su tutti, le terme di Villa Adriana a Tivoli.

Di pubblico a Roma non c’erano sono i bagni. Ad un certo punto si contarono più di un centinaio di latrine pubbliche (foricæ). Il motivo è semplice, ed è dovuto alla struttura delle abitazioni, organizzate in insulæ che potevano arrivare ad avere 5 piani. La maggior parte di questi edifici non erano dotate di acqua corrente, dunque fare i bisogni poteva diventare un problema. Mentre i greci non si preoccupavano di farli in pubblico, per i romani questa usanza non era accettabile, da un lato per pudore, dall’altro per evitare problemi di igiene pubblica.

Il bagno in età classica
Latrine a Ostia Antica

Le latrine pubbliche erano grandi sale con panche in pietra o in marmo, dotate di fori circolari. Sotto i sedili scorreva costantemente un flusso d’acqua che trasportava gli escrementi direttamente verso la cloaca più vicina. Per l’igiene personale si inzuppava una spugna di acqua pulita, immergendola in un piccolo canale di scorrimento posto ai piedi dei sedili. Naturalmente la privacy non esisteva, visto che non erano previste separazioni tra una postazione e l’altra.

Il bagno in età classica
Il bagno in età classica. Le latrine di Roma, struttura.

Il fulcro del sistema idraulico di Roma era la Cloaca Maxima, una delle più antiche condotte fognarie al mondo, oggi ancora parzialmente funzionante. Iniziata nel VI secolo a.C. dal re Tarquinio Prisco, l’opera è realizzata sfruttando le proprietà statiche dell’arco a volta, per garantire stabilità e durata nel tempo. La cloaca riceveva gli scarichi dei bagni e delle latrine pubbliche, oltre a quelli delle domus (ville urbane) dei patrizi, che disponevano di acqua corrente. Infine, le acque nere erano convogliate dalla cloaca direttamente nel Tevere.

Christoffer Wilhelm Eckersberg, Vista della Cloaca Maxima, olio su tela, 1814.

Organizzazione delle terme in epoca imperiale

In epoca imperiale le terme si diffusero in tutte le province dell’impero, dalla Bretagna alla Siria. La loro struttura e il loro funzionamento erano basati su avanzate conoscenze ingegneristiche e idrauliche, in particolare sui precetti dell’architetto Vitruvio e sulle innovazioni per il riscaldamento ideate da Sergio Orata.

Due sono i fattori che contribuirono all’enorme sviluppo delle terme e dei bagni pubblici:

  • la costruzione degli acquedotti, che rendevano disponibile grandi quantità di acqua 
  • l’introduzione dell’ipocausto, dal greco sotto (hypo) e bruciato (kauston). Si trattava di un’intercapedine in laterizio costruita sotto il pavimento, nella quale era insufflata aria calda. L’aria calda proveniva da forni nei quali si bruciava la legna. Questo sistema, usato anche per riscaldare le dimore private, permise ai romani di creare il famoso percorso con alternanza tra acqua calda e fredda.

Chi si recava alle terme doveva seguire un percorso preciso. La prima tappa era l’apodyterium, lo spogliatoio. Dopodiché si poteva accedere alla palestra o direttamente al tepidarium, una sala con acqua tiepida, nella quale ci si immergeva per acclimatarsi. 

Il bagno in età classica
Infografica di Simeon Netchev, crediti CC BY-NC-ND

La tappa successiva era il calidarium, una sala più calda . Entrambi gli ambienti erano riscaldati grazie al calore proveniente dall’ipocausto. Dopo le abluzioni nell’acqua calda, si poteva passare direttamente al frigidarium, o ripassare al tepidario. Nel frigidario ci si immergeva nell’acqua non riscaldata, per tonificare il corpo.

Pianta delle terme di Tito. Crediti CC BY 2.5

Le terme più grandi erano dotate di altre stanze, come il sudatorium, praticamente l’odierna sauna, ambienti per massaggi, piscine all’aperto, latrine. La sauna era riscaldata sia dal sottosuolo che dalle pareti, grazie a dei tubi in terracotta che correvano in verticale, convogliando il calore dall’ipocausto.

Qui puoi leggere tutti gli articoli dedicati alla storia della casa e dell’arredo, nonché le altre puntate della serie sull’evoluzione del bagno.