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Casa a Las Rozas: quando la geometria cilindrica reinventa il vivere contemporaneo
Alle porte di Madrid, dove il paesaggio urbano cede il passo ai profili della Sierra de Guadarrama, sorge un progetto che ridefinisce il concetto stesso di abitare attraverso la forma. La casa a Las Rozas, firmata dallo studio spagnolo Fran Silvestre Arquitectos, è un esercizio di precisione compositiva che trasforma cinque volumi cilindrici in altrettanti capitoli di un racconto architettonico coerente, sospeso tra rigore geometrico e apertura totale verso il paesaggio circostante.
Un sistema di cilindri per abitare il paesaggio
Completata nel 2026 su un lotto di 2.500 metri quadrati, la residenza si sviluppa su una superficie di 370 metri quadrati organizzata attorno a cinque volumi cilindrici, ciascuno con una funzione precisa. Un cilindro accoglie la zona notte, un secondo la zona giorno, mentre un terzo integra l’accesso carrabile, il garage e l’area wellness. Un ulteriore volume ospita la piscina e i vani tecnici, mentre l’ultimo segna simbolicamente l’ingresso alla casa. Questa suddivisione funzionale, lungi dall’essere un semplice espediente distributivo, conferisce a ogni spazio un’identità autonoma, pur restando parte di un linguaggio architettonico unitario e riconoscibile.
Camminare attraverso gli ambienti della casa a Las Rozas significa attraversare una sequenza di superfici curve che orientano il movimento, ammorbidiscono i passaggi tra un ambiente e l’altro e costruiscono un dialogo costante con il paesaggio. Fran Silvestre Arquitectos rinuncia deliberatamente alla decorazione superflua, affidando l’intero progetto alla proporzione, alla precisione costruttiva e alla tensione formale tra geometrie curve e volumi ortogonali.
Tagli obliqui e falde: la risposta al contesto
Una delle scelte più interessanti del progetto riguarda i tagli obliqui applicati ai volumi cilindrici, una soluzione che risponde a due necessità pratiche ben distinte. Al piano terra, questi tagli permettono all’edificio di adattarsi con naturalezza alla pendenza del terreno, evitando artifici strutturali invasivi. Al piano superiore, invece, i tagli rispondono all’esigenza normativa e culturale del tetto a falde, elemento tipico dell’architettura della zona, trasformandolo però in un dispositivo capace di catturare la luce da angolazioni multiple. Il risultato è un profilo dinamico, mai statico, che smentisce l’idea stessa di cilindro come forma chiusa e autoreferenziale.
Il cortile centrale, cuore pulsante della casa a Las Rozas
Se i cilindri raccontano la funzione, è il cortile interno a raccontare l’atmosfera. I volumi ortogonali si dispongono ad angoli di 120 gradi, generando un piccolo cortile che diventa lo spazio più significativo dell’intera residenza. Qui la luce si muove sulle superfici seguendo il ritmo delle ore, modificando continuamente la percezione di scala, profondità e intimità. Non un semplice vuoto architettonico, dunque, ma un vero e proprio organizzatore dell’esperienza abitativa, capace di orchestrare la vita quotidiana dall’interno verso l’esterno.
Vista sulla Sierra de Guadarrama e riferimenti scultorei
Il panorama non è un accessorio, ma un protagonista del progetto. Le aperture sono studiate per incorniciare scorci precisi sulla Sierra de Guadarrama, permettendo al paesaggio di entrare nella quotidianità degli abitanti. Ogni volume dispone di un proprio spazio esterno dedicato: alcuni beneficiano di cortili protetti dal vento e dagli sguardi, altri si aprono su ampie terrazze, costruendo una gerarchia articolata di privacy ed esposizione.
Non stupisce che Fran Silvestre Arquitectos citi l’Omaggio a Brancusi di Andreu Alfaro come chiave di lettura del progetto: un riferimento che colloca la casa a Las Rozas in quello spazio ibrido tra architettura e scultura, dove i cilindri diventano forme abitabili plasmate dalla funzione ma animate da un fascino quasi plastico per la ripetizione, la rotazione e il taglio delle superfici.
Una firma riconoscibile nel panorama residenziale spagnolo
Con questo progetto, Fran Silvestre Arquitectos conferma la propria cifra stilistica: ridurre l’architettura a gesti essenziali senza mai sacrificarne la complessità spaziale. La casa a Las Rozas dimostra come la geometria possa farsi strumento non solo di ordine distributivo, ma anche di atmosfera, capace di adattarsi al terreno, catturare la luce e aprirsi verso l’orizzonte montano. Un equilibrio raro tra precisione costruttiva e fluidità spaziale, che consacra questa residenza madrilena come uno degli esempi più interessanti dell’architettura contemporanea spagnola.
Casa a Las Rozas di Fran Silvestre Arquitectos, Foto Fernando Guerra
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