26 Maggio 2020 / / Blog Arredamento

La giusta illuminazione degli ambienti domestici è un aspetto da tenere in grande considerazione per la vivibilità della casa.
Una stanza ben illuminata è più “sana”, allegra e soprattutto viva e vivibile.
Oggi, illuminare in modo corretto i vari ambienti della casa significa dover tenere conto di molteplici aspetti, non soltanto il tipo di luce, la posizione o l’ampiezza degli ambienti ma anche, ad esempio, i costi che si devono affrontare, l’attenzione per il risparmio energetico e per l’ambiente.
Per assicurarsi di non avere brutte sorprese sulle bollette è importante, innanzitutto, confrontare le diverse offerte luce, in modo tale da poter scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e alla tipologia di consumi.

Foto di luizclas da Pexels

Oltre a ciò, è possibile risparmiare sul consumo di energia facendo delle scelte consapevoli, come la sostituzione delle lampadine classiche con luci a LED.
Le lampadine a LED sono notevolmente più durature e altrettanto efficaci e, a differenza delle classiche, possono anche essere recuperate e riparate.

Possono poi adattarsi a qualsiasi tipo di illuminazione: lampadari a sospensione, lampade da tavolo ma anche fari e faretti da incasso, possono essere usate in qualsiasi ambiente.

Inoltre, oramai non hanno più costi considerevoli come in passato, sono molto più diffuse ed economiche; utilizzare esclusivamente lampadine a LED porterà ad un notevole risparmio sul lungo termine.

Per ottenere l’illuminazione perfetta per la propria casa non c’è bisogno di illuminare a pieno giorno tutti gli ambienti, piuttosto, è meglio scegliere in modo accurato “come” illuminare, in modo tale, ad esempio, da valorizzare anche gli arredi.

È importante saper scegliere i punti luce migliori, così da sfruttare al massimo la fonte di luce che si ha a disposizione, in questo modo si evitano gli sprechi e di non illuminare a sufficienza gli spazi.

Se non ci si sente sicuri di come fare si può sempre ricorrere al parere di un consulente specializzato, come un architetto, che sarà in grado di conciliare alla perfezione l’aspetto estetico con quello funzionale.

Ecco delle linee guida essenziali per farsi un’idea di come illuminare al meglio i diversi ambienti della casa:
– per quanto riguarda la cucina, ad esempio, occorre ricordarsi che si tratta in primis di un ambiente necessario ed operativo, pertanto l’aspetto funzionale deve prevalere su quello estetico. Nel caso della cucina pertanto, il focus dell’illuminazione deve ricadere sul piano cottura che deve essere ben illuminato con luce diretta e di conseguenza senza zone d’ombra, che possono risultare anche pericolose.
– per quanto riguarda invece la zona relax, ovvero il soggiorno, sono consigliabili più fonti di luce indiretta. Se ci si trova sul divano a leggere un libro o a vedere un film dei piccoli fari ben posizionati o una lampada da terra sono più che sufficienti per illuminare la stanza. In questo caso, mantenere la luce tenue e soffusa è la scelta migliore in quanto favorisce il rilassamento senza affaticare gli occhi.
– nella sala da pranzo, invece, meglio evitare di usare solo luce indiretta, essendo questo solitamente uno degli ambienti più ampi della casa, c’è il rischio che la luce si disperda e che il tavolo, focus della stanza, non sia adeguatamente illuminato.
– nel caso del bagno sono invece necessarie due fonti di illuminazione, una generale per tutta la stanza e una per lo specchio.
Per la luce generale è meglio puntare sulle tonalità naturali, ma l’illuminazione più importante è quella che riguarda lo specchio. Puntate una luce frontale, è inoltre opportuno evitare apparecchi dotati di vetri che possono alterare i colori della stanza, in quanto possono creare fastidio durante i momenti di cura della persona, come ad esempio l’applicazione del make up.
– per quanto riguarda le camere, si raccomanda di evitare l’errore, piuttosto comune, di esagerare con la luce. Si tratta di uno degli ambienti più intimi in cui si passano più che altro le ore serali, una luce soffusa, naturale e indiretta è più che sufficiente. Se necessario, si può puntare la luce sulla zona dell’armadio, in quanto necessita di maggiore visibilità.

Un consiglio funzionale è quello di non collegare tutte le luci di un ambiente ad un unico interruttore, ciò infatti vuol dire non poter regolare la luminosità nell’ambiente e consumare tanta energia in più rispetto al necessario.

Le luci a LED hanno il considerevole vantaggio di poter essere regolate, così da poter aumentare o ridurre di intensità. Come? Grazie a dei dimmer, cioè dei regolatori di luce appunto che possono essere applicati direttamente sull’interruttore.

Con alcuni dimmer, oltre all’intensità della luce è possibile anche regolare la tonalità di bianco o cambiare colore.

Si tratta di uno dei dispositivi essenziali se si punta ad avere una casa Smart, ossia dotata di un sistema che gestisce in maniera intelligente le risorse domestiche.

I dimmer, così come altri dispositivi di illuminazione, possono essere usati anche da remoto con lo smartphone attraverso l’uso di app.

Si possono anche accendere e spegnere le luci cliccando sullo smartphone o con comando vocale, e anche se non si è in casa!

Si possono, infine, anche applicare sensori che percepiscono il passaggio della persona e si accendono solo quando necessario per poi spegnersi una volta che la stanza è di nuovo vuota.

31 Gennaio 2020 / / Idee

Gli scarichi di bagno e cucina, al pari dell’impianto di riscaldamento, dei muri e delle colonne portanti, sono elementi fissi che spesso limitano i progetti di rinnovamento. In alcuni casi, tuttavia, è possibile spostarli. Vediamo cosa c’è da sapere.

scarichi di bagno e cucina

Spostare gli scarichi di bagno e cucina è un’operazione complessa che in genere si cerca di evitare. Oggi è possibile ristrutturare anche senza toccare i muri o i pavimenti, come vi ho illustrato in numerosi esempi che trovate nella categoria ristrutturare. Qualora decideste di spostare il bagno e la cucina, sappiate che sarà necessario intervenire sull’involucro della vostra casa, e di conseguenza i costi aumenteranno. Tuttavia, in certi casi, i costi risultano inferiori ai benefici, e dunque vale la pena di procedere, salvo impedimenti tecnici insormontabili.

Cosa c’è da sapere sull’impianto idraulico domestico

Può sempre essere utile conoscere in linea di massima come è fatto e come funziona un impianto idraulico domestico. Così, quando avremo a che fare con l’impresa e con gli idraulici incaricati dei lavori, saremo in grado di fare domande sensate e di sollevare eventuali obiezioni.

In generale, l’impianto idraulico domestico è composto da un impianto di carico e da uno di scarico. L’acqua potabile in entrata viene prelevata dall’acquedotto e viene distribuita ai vari apparecchi sanitari e agli elettrodomestici tramite una rete di tubature verticali e orizzontali. Una parte dell’acqua in entrata viene indirizzata alla caldaia, a gas o elettrica, per la produzione di acqua calda sanitaria. 

Credit ph Bricoportale.it

L’erogazione ai vari terminali in passato si faceva con il sistema detto in derivazione, cioè con i sanitari collegati in serie alle tubature per acqua calda e fredda, che corrono sotto il massetto.

Oggi si preferisce il sistema a collettore, dal quale partono tubi flessibili che si collegano singolarmente ad ogni apparecchio. Questo sistema ha innumerevoli vantaggi: nel nostro caso, lo spostamento di un singolo terminale non comporterà interventi sugli altri, che rimangono indipendenti.

Il vostro progettista dovrà quindi verificare anche della tipologia di impianto di distribuzione dell’acqua nel nostro appartamento.

Abbiamo poi il sistema di scarico, che raccoglie le acque usate, divise in nere -provenienti dai wc- e grigie-proveniente da tutti gli altri terminali-.

Anche in questo caso, il progettista verificherà il tipo di impianto di scarico, che può essere a tubo singolo o con acque nere e grigie separate. Ogni apparecchio è collegato al tubo di scarico da un sifone, un elemento a forma di S che, essendo sempre riempito d’acqua, impedisce il passaggio dei cattivi odori.

Credit ph Bricoportale.it

Le tubature di scarico sono collegate alle colonne di scarico, che corrono verticalmente in una colonna in muratura o cemento armato, e che terminano nel cosiddetto sfiato collocato sul tetto.

Spostare gli scarichi di bagno e cucina, quando è possibile

Come dicevo, a volte i vantaggi di questa operazione superano i costi e i disagi. Per esempio, in vista di una redistribuzione più funzionale degli spazi, per creare un open space o per ricavare una stanza in più. A volte vi è l’esigenza di creare un secondo bagno o una lavanderia, sfruttando un ripostiglio inutilizzato.

Il primo passo da fare è quello di rivolgersi a un progettista, che farà un rilievo dello stato di fatto, nel quale annoterà la posizione degli scarichi e delle colonne che alloggiano le tubature. 

scarichi di bagno e cucina

L’altro dato importante che il progettista dovrà ricavare è lo spessore del solaio, che sarà determinante per stabilire la nuova posizione degli apparecchi sanitari.

Per poter scaricare l’acqua, infatti, i tubi devono correre con una pendenza di almeno 1%, il che determina che per ogni metro avremo più di 1 cm di inclinazione. Visto questo rapporto, più lo scarico è lontano dal terminale, maggiore dovrà essere lo spessore del solaio. 

Per quanto riguarda lo scarico del wc, le cose sono un po’ più complicate. Lo scarico è costituito da un bocchettone che collega il water alla colonna di scarico e che ha un diametro di almeno 70 mm. Dunque creare una tubazione di questo tipo per lunghe distanze non è praticamente possibile. Una soluzione può essere quella di mantenere il wc sulla medesima parete, così da incorporare il bocchettone nel muro o, in caso lo spessore non sia sufficiente, in una controparete in muratura o in cartongesso. Con questa soluzione avete la possibilità di annegare la cassetta nella muratura, magari formando un comodo ripiano, così da avere anche un vantaggio estetico.

scarichi di bagno e cucina

Infine, per spostare l’apparecchio sulla parete di fronte o su quelle laterali, a volte è necessario costruire un gradino per non perdere la pendenza.

Per quanto riguarda i costi, come sempre vi consiglio di contattare diverse imprese per poter comparare i preventivi. In questo caso la voce già consistente sarà quella relativa all’impianto idrico, quindi cercate di avere ben chiaro il costo orario di un idraulico.


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1 Dicembre 2019 / / Blog Arredamento

Siamo nell’era della smart home, in cui i vantaggi della rivoluzione tecnologica e digitale migliorano costantemente il nostro ambiente domestico rendendolo al contempo sempre più ecosostenibile.

Tra gli strumenti protagonisti del processo d’innovazione che stanno attraversando le abitazioni si annoverano senza dubbio i termostati smart, che permettono tanto di tenere sotto controllo quanto di regolare a distanza la temperatura di tutti gli ambienti.

Questi dispositivi, infatti, possono essere controllati anche attraverso smartphone e tablet, garantendo in questo modo un utilizzo mirato delle risorse energetiche. Il tutto è reso possibile da specifiche app che, sfruttando la connessione Wi-Fi, garantiscono il controllo da remoto delle apparecchiature. I vantaggi principali dell’utilizzo di un termostato smart, allora, sono rappresentati dalla possibilità di limitare il consumo energetico quando non si è in casa o di fare in modo che il dispositivo provveda a riattivare il riscaldamento per l’ora del rientro.

Ovviamente, un termostato smart può essere parte integrante di un sistema di domotica e interagire al meglio con la centralina e con i sensori ambientali.

Come scegliere il migliore termostato smart

Il mercato, attualmente, offre un’ampia gamma di soluzioni smart tra cui i consumatori possono scegliere. Per essere certi di optare per proposte sicure e all’avanguardia è sufficiente rivolgersi ad aziende dalla grande esperienza nel settore, come per esempio Ariston.

Il termostato wifi Ariston Cube S Net, per esempio, è un dispositivo innovativo di ultima generazione e di dimensioni contenute, che include numerose nuove funzionalità. Il design è moderno ed accattivante, così da permettere al mezzo una facile integrazione nello stile di casa. Presenta un’interfaccia intuitiva e immediata, con interfaccia touch e display ben visibile, dove sono riportate tutte le informazioni necessarie. È dotato del sistema di connettività Ariston NET, che gli permette di essere connesso non solo con i dispositivi dell’utente, ma anche con la rete, attraverso cui il termostato ha accesso alla temperatura esterna per adattare al meglio quella dell’ambiente domestico. È un dispositivo che può essere collegato anche con l’apposito centro assistenza, al fine di comunicare eventuali malfunzionamenti e consentire un intervento risolutivo da remoto o pianificare un intervento in loco rapido ed immediato. Cube S Net, inoltre, opera in modo naturale con le caldaie Ariston Alteas e Genus e Clas, prodotti concepiti per essere interamente compatibili tra loro.

Perché scegliere un termostato smart

Scegliere un termostato smart implica un risparmio economico ed una comodità di utilizzo senza precedenti. Il termostato smart, come altri dispositivi, rientra nella normativa sull’efficientamento energetico delle abitazioni e consente, dunque, di accedere ai corposi sgravi fiscali previsti dalla legge.

Oltre al risparmio per l’installazione, fino al 65%, il termostato smart consente di risparmiare sull’energia necessaria al riscaldamento della casa in modo consistente, se abbinati a una caldaia a condensazione in sostituzione di un impianto con caldaie convenzionali. Il risparmio energetico, ovviamente, non riguarda il solo nucleo familiare ma si riflette sulle emissioni di CO2 nell’ambiente. Impiegare dispositivi che migliorano la qualità della vita e preservano l’ambiente è importante per il futuro del pianeta e dei nostri figli.

4 Ottobre 2019 / / Architettura

stufa a legna bianca

Pratiche, ad alta efficienza e dalle dimensioni compatte, i modelli più attuali possono riscaldare anche tutta la casa e sono capaci di garantire nel tempo rendimenti elevati e basse emissioni in atmosfera.

Caratteristiche e Vantaggi

Dal design moderno o in stile più classico, le stufe a legna e pellet moderne rappresentano un sistema di riscaldamento pulito ed efficiente. I modelli di ultima generazione, sono spesso dotate di tecnologia a doppia e post combustione, che permette di recuperare il calore dei fumi di combustione, ottenendo rendimenti più elevati. Le stufe a pellet, così come le più innovative a legna, offrono anche il vantaggio di essere automatiche. Questo comporta una maggiore autonomia di funzionamento, inoltre è possibile programmare l’accensione e lo spegnimento attraverso display digitali e telecomandi, persino dal proprio smartphone.

In fase di scelta è opportuno sapere che la stufa deve avere la potenza adeguata alle dimensioni dell’ambiente che deve riscaldare. In caso contrario, l’apparecchio non sarà in grado di bruciare in modo ottimale. Alcuni modelli sono anche in grado di riscaldare tutta la casa e possono sostituire la caldaia.

I plus unici delle stufe a pellet Ecofire® Palazzetti

stufa a pellet in soggiorno

Ecofire® Miriam di Palazzetti disponibile da 9 e 12 Kw

Le stufe a pellet Ecofire® Palazzetti rispondono a diverse esigenze. Oggi gli spazi abitativi e le abitudini delle persone richiedono funzioni mirate: ecco perché l’Azienda ha creato differenti sistemi di distribuzione del calore.

La gamma di stufe canalizzabili permette di scaldare velocemente più ambienti, senza importanti lavori di muratura. È una soluzione perfetta per chi vuole ridurre i costi del riscaldamento tradizionale, senza rinunciare alla comodità della programmabilità di funzionamento.

Air Pro System permette di soddisfare anche le canalizzazioni d’aria più esigenti dato che consente di scaldare intere abitazioni. Questa tecnologia prevede che nelle stufe ci siano due o tre ventilatori distinti (a seconda della potenza della stufa), gestibili indipendentemente, per consentire una canalizzazione dell’aria calda in più ambienti.

Le stufe Palazzetti di nuova generazione che hanno una potenza di 9 e 12 kW prevedono rispettivamente la versione APS2 (Air Pro System 2) ed APS3 (Air Pro System 3).

Air Pro System 2

Due ventilatori, uno in ambiente e uno per la canalizzazione posteriore: consentono la distribuzione di calore fino a 14 metri lineari (con diametro da 8 cm).

La gestione della potenza del ventilatore posteriore può avvenire direttamente dal display digitale con comandi a sfioramento.

Air Pro System 3

Tre ventilatori, uno in ambiente e due per la canalizzazione posteriore: consentono la distribuzione di calore fino a 28 metri lineari – 14 metri per ciascun canale (con diametro da 8 cm). In questa versione è possibile variare la potenza dei ventilatori posteriori attraverso due manopoline che comandano i due rami di canalizzazione in modo indipendente.

In entrambe le versioni, si può collegare a ciascun ventilatore posteriore un termostato esterno che, in funzione della temperatura rilevata nell’ambiente da riscaldare, è in grado di attivare o disattivare la ventilazione su ciascun ramo, in modo indipendente.

Le stufe dotate di questa tecnologia sono particolarmente flessibili dal punto di vista della diffusione e distribuzione del calore. Se da una parte possono consentire canalizzazioni spinte, che non hanno pari nel panorama delle stufe a pellet, dall’altra sono tutte implementate con lo Zero Speed Fan: una funzione che permette di escludere completamente la ventilazione a favore del riscaldamento per convezione naturale. In questo modo la stufa risulterà più silenziosa e non ci sarà una movimentazione forzata di aria nell’ambiente.

Palazzetti Elsa Star con accumulo: la nuova dimensione della legna

stufa a legna nel soggiorno

Elsa di Palazzetti è l’innovativa stufa a legna in cui tradizione e tecnologia si incontrano e danno vita a una proposta senza tempo, affidabile e ad alte prestazioni.

Il fuoco della legna che, nell’immaginario comune, è  legato alla memoria del focolare domestico, assume nella stufa Elsa anche il significato di massima efficienza grazie alla tecnologia del suo focolare interno.  Elsa esprime un’estetica tradizionale: la forma squadrata e rassicurante, i solidi piedini in ghisa e la preziosa ceramica che richiama le sensazioni di calore e comfort.

L’armoniosità di Elsa si combina con un cuore ad alta tecnologia che offre alla legna una dimensione inedita: all’interno, infatti, il focolare Ecopalex 66 T Glass si contraddistingue per le innovative caratteristiche tecnologiche e funzionali. Una speciale valvola automatica aumenta il tiraggio all’apertura della porta per evitare eventuali sbuffi di fumo e alla chiusura lo riduce, ottimizzando l’efficienza del focolare. Il focolare è in Thermofix di elevato spessore: un cemento refrattario chiaro ad alte prestazioni che ottimizza l’irraggiamento, migliora la combustione ed enfatizza la luminosità della fiamma.

A garanzia di rendimenti elevati, Elsa gode della possibilità di canalizzare l’ingresso dell’aria di post combustione che può anche essere regolata con un dimmer.

La versione Elsa Star è fornita di O2ring per l’abbattimento delle emissioni e di un particolare sistema di accumulo per prolungare la cessione di calore per irraggiamento.

O2ring è il dispositivo composto da elementi attivi che, a contatto con i fumi della combustione, innescano una reazione chimica controllata che neutralizza le polveri e il co mediamente fino all’80%.

Elsa può scaldare più ambienti grazie alla possibilità di essere canalizzata: consente la distribuzione di calore fino a 20 metri lineari – 10 metri per ciascun canale (con diametro da 8 cm).

Palazzetti ha racchiuso in Elsa bellezza,  efficienza  e affidabilità, consapevole che la suggestione della legna possa incontrare alta tecnologia e massime prestazioni.

Per maggiori informazioni visita www.palazzetti.it 

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2 Ottobre 2019 / / Architettura

Risparmiare energia e contenere i costi senza rinunciare al nostro standard di vita ed evitare il più possibile gli sprechi di calore, è possibile. Vediamo nel dettaglio alcuni sistemi per riscaldare una casa ecosostenibile molto efficaci.

Per riscaldare una casa ci sono tanti soluzioni, ma bisogna tenere in conto la necessità di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Un impianto di riscaldamento ecosostenibile, infatti, non solo consuma di meno e fa risparmiare, ma riduce anche l’inquinamento grazie alle tecnologie e l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Impianto con caldaia a condensazione

Un impianto di riscaldamento a condensazione funziona grazie ad una caldaia in grado di recuperare il calore dei fumi di combustione per riutilizzarlo nella produzione di calore. Infatti, questo impianto ha consumi minori di gas, dal 15 al 20 % di meno rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, possono essere installate in qualsiasi ambiente e hanno bisogno soltanto di un tubo di scarico per l’acqua di condensa. Il costo per l’installazione della caldaia di solito di aggira dai  200 ai 300 Euro a caldaia.

riscaldare una casa con caldaia a condensazione

Termostato intelligente o smart

Il termostato smart utilizza informazioni aggiuntive in modo da rendere personalizzato il riscaldamento della casa, permettendo allo stesso tempo un buon risparmio energetico. Si connettono alla rete Wi-Fi di casa, che a sua volta si connette ad un’app per smartphone, con il quale si può controllare a distanza.

riscaldare una casa

Impianto a pompa di calore

Le pompe di calore sono generatori che operano tra una sorgente fredda e una calda. Può essere installato ad un impianto di riscaldamento a pavimento. Quando la temperatura dell’acqua è intorno ai 35 °C, che è la temperatura media per far funzionare l’impianto, la pompa di calore funziona a costi zero.

riscaldare una casa

Caldaia a biomassa

Le caldaie alimentate a biomassa sfruttano combustibili di origine vegetale e che non hanno subito alcun processo di fossilizzazione. Come ad esempio, la legna, il pellet oppure il cippato. Questa tipologia di caldaia è dotato di efficienti sistemi automatici che generano il calore per riscaldare casa oppure l’acqua sanitaria. Hanno costi di installazione più elevati rispetto altre caldaie tradizionali, ma bassi costi di gestione.

biomassa

I pannelli solari

I pannelli solari per acqua calda sanitaria e riscaldare una casa, si stanno diffondendo negli ultimi anni. Da una parte permettono un notevole risparmio sulle bollette dell’energia e dall’atra sostengono il concetto di casa ecosostenibile, sfruttando la fonte di energia naturale e rinnovabile come il sole.

pannelli fotovoltaici


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30 Settembre 2019 / / Design

radiatore elettrico con purificatore d'aria

Per riscaldarsi nelle mezze stagioni senza accendere la caldaia, o per chi non ha un impianto autonomo, Tubes offre una valida soluzione con la collezione Plug&Play ad alimentazione elettrica.

Primavere che tardano ad arrivare o autunni caldi caratterizzando sempre più il clima a livello globale. Tubes Plug&Play va incontro alle esigenze di calore supplementare in questi periodi dell’anno, caratterizzati da instabilità del meteo e temperature non in linea con le medie stagionali.

Collezione Plug&Play Tubes: comfort termico di design e doppia funzionalità tutto l’anno, anche nelle mezze stagioni

Oggetti scaldanti che non necessitano di installazione, Astro, Eve, Scaletta, Square Bench, Milano Free-standing e Origami hanno inaugurato una nuova concezione di calore personale: un comfort termico che si avvicina al corpo umano e lo segue nei diversi ambienti domestici. Oltre a scaldare e ad avere un valore arredativo grazie al design ricercato, i modelli della collezione Plug&Play Tubes vantano una doppia funzionalità.

EVE

Da una parte Eve, disegnato da Ludovica+Roberto Palomba, riscalda ed è al tempo stesso una sorgente luminosa dimmerabile. Calore e luce, due elementi vitali ed essenziali per l’equilibrio del corpo e della mente, si uniscono in un oggetto inedito, che regala energia e serenità nell’uso quotidiano.

radiatore elettrico con luce incorporata

ASTRO

Astro invece, progettato da Luca Nichetto, igienizza l’aria e cattura gli odori, purificando l’ambiente quasi totalmente da pollini, batteri, muffe e spore.

radiatore elettrico rosso

Ambedue sono attivabili attraverso l’utilizzo di un’applicazione per smartphone che si collega al wi-fi di casa, una comodità in più per chi desidera predisporre da remoto l’accensione ed entrare in un ambiente riscaldato alla temperatura ottimale e/o programmata.

SQUARE BENCH e SCALETTA

Square Bench, design Ludovica+Roberto Palomba, può costituire un comodo piano di appoggio o riscaldare le salviette o gli abiti, così come Scaletta, firmato Elisa Giovannoni, iconico prodotto Tubes nonché uno dei best seller a catalogo.

panca con funzione di radiatore

radiatore elettrico a forma di scaletta

ORIGAMI

Infine Origami, progettato da Alberto Meda e vincitore del Compasso d’Oro, riscalda e garantisce privacy separando gli ambienti.

radiatore elettrico a forma di paravento

MILANO FREE-STANDING

Milano Free-standing, di Antonia Astori e Nicola De Ponti, ha una notevole forza arredativa ed una personalità unica grazie all’aspetto scultoreo da cui è caratterizzato.

radiatore elettrico di design

Con la collezione Plug&Play, Tubes si candida ancora una volta ad essere un punto di riferimento tra i più innovativi del settore sia in termini di ricerca tecnologica che di declinazione della “forma” del calore, un calore che si adatta al costante movimento dell’uomo, seguendolo ovunque e adattandosi ad ogni spazio.

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25 Settembre 2019 / / Architettura

I pannelli solari fotovoltaici oppure panelli solari termici?

I pannelli solari, o più precisamente, i collettori solari, sono una valida alternativa alle fonti tradizionali per la produzione dell’energia. Possono contribuire all’efficienza energetica e il rispetto per l’ambiente. Si distinguono in tre tipologie: pannelli solari fotovoltaici, pannelli solari termici, pannelli solari termodinamici o a concentrazione

Ora vediamo insieme le caratteristiche di queste tre tipologie per capire meglio le differenze:

I pannelli solari fotovoltaici per convertire il calore del sole in elettricità, usano le celle solari. Infatti, le celle solari sono composte dal silicio che permette l’avvenimento di questo processo, producendo energia elettrica quando irraggiato dal sole. Invece, per quanto riguarda l’installazione di un impianto di pannelli fotovoltaici sul tetto della propria abitazione può costare in circa 10.000 Euro Può sembrare un costo elevato considerando anni necessari per ammortizzare l’investimento, ma questo periodo potrebbe ridursi. Se i singoli impianti vengono collegati alla rete elettrica nazionale, generando ricavi per il possessore dell’impianto. Qui ho scritto su come un impianto fotovoltaico ci fa guadagnare.

pannelli fotovoltaici

I pannelli solari termici sono realizzati per convertire l’energia solare in energia termica (calore) e non producono l’energia elettrica. Quindi, l’obbiettivo del pannello solare termico è quello di produrre l’acqua calda sanitaria. Questa acqua può essere utilizzata anche per riscaldare l’ambiente, facendo scorrere in tubazioni disposte nei muri o a pavimento. Il costo di realizzazione di un impianto di pannelli solari termici varia dai 3.000 ai 9.000 Euro con un periodo di ammortamento che varia tra i cinque e i dieci anni.

I pannelli solari termodinamici producono energia all’interni di un impianto solare a concentrazione. Questi pannelli sono in sostanza specchi parabolici capaci di concentrare l’energia del sole verso un collettore dove all’interno scorre un liquido termo vettore. Infatti, la temperatura di questo liquido può arrivare fino a 600 gradi permettendo di generare vapore ed energia adatta anche all’utilizzo industriale. per produrre energia con questa sistema è necessaria una superficie ampia su cui installare i pannelli solari termodinamici.

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Per avere un’idea sui prezzi dei pannelli solari conviene confrontare i preventivi e trovare l’esperto con le tariffe e il servizio migliore.

Gli incentivi per i pannelli solari

Il Decreto Ministeriale 16-02-2016 “Conto Termico 2.0” e le incentivazioni di detrazione IRPEF 50% e 65% consentono ai Soggetti Privati (persone fisiche o aziende) di recuperare buona parte della spesa sostenuta per interventi di riqualificazione energetica su immobili esistenti (es. sostituzione infissi, nuovi impianti termici, caldaia a condensazione, sistemi a pompa di calore,  sostituzione, integrazione o nuova installazione di generatori a biomassa, pannelli solari, ed altri) mediante un rimborso ottenibile con varie modalità.


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24 Luglio 2019 / / Architettura

Le valvole termostatiche sono state incensate per anni da installatori e venditori come la risposta magica alla tua necessità di abbattere i consumi energetici in casa.

Ma la realtà è che nessuno ti ha mai raccontato fino in fondo la verità sulle valvole termostatiche, sugli obblighi di installazione, sull’effettiva convenienza e su come massimizzarne l’efficienza.

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Ad esempio sono sicuro che nelle tue ricerche hai letto di qualche obbligo in merito all’installazione delle valvole termostatiche se a casa tua c’è il riscaldamento centralizzato, ma se invece hai un impianto autonomo questo obbligo decade quindi puoi stare tranquillo.

Questa informazione è errata. O almeno lo è nei termini che servono a te che devi ristrutturare casa.

Ecco perchè è fondamentale che, prima di fare qualsiasi intervento sul tuo impianto di riscaldamento, tu conosca realmente quali sono i pregi, i difetti, gli obblighi e la reale convenienza delle valvole termostatiche.

Cominciamo col buttare fuori da questo articolo tutti i lettori che non troverebbero informazioni utili: vediamo in sostanza in quali impianti le valvole termostatiche non c’entrano nulla.

Le valvole termostatiche sono dei sistemi di controllo legati agli impianti di riscaldamento, quindi togliamo subito di mezzo i condizionatori.

Inoltre sono legati ad impianti di riscaldamento che utilizzano l’acqua per scaldare gli ambienti, quindi togliamo di mezzo anche gli impianti di riscaldamento elettrici.

Tra gli impianti ad acqua rimangono quelli a termosifoni e quelli a pannelli radianti (riscaldamento a pavimento): le valvole termostatiche non si possono installare sugli impianti a pannelli radianti.

Quindi rimangono solo gli impianti a termosifoni: se in casa tua hai un impianto di riscaldamento a termosifoni, o se hai intenzione di installarne uno nuovo, stai leggendo l’articolo giusto.

COSA SONO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

cosa sono le valvole termostatiche?

Partiamo proprio da questo punto perchè comprendere il funzionamento delle valvole termostatiche è importante per inquadrarne correttamente l’utilità e gli obblighi connessi.

Se hai mai visto un termosifone sai benissimo che è presente una valvola per aprire o chiudere l’afflusso d’acqua. Le valvole termostatiche vanno montante in sostituzione delle valvole classiche.

E ad una prima vista le valvole termostatiche possono sembrare poco differenti dalle normali valvole che sono presenti su tutti i termosifoni. In fondo si tratta di una manopola che ruota come le valvole normali e che in più ha solo una scala graduata che va da 0 a 5.

Dov’è quindi la differenza?

Naturalmente c’è e sta tutta dentro la valvola.

Una valvola classica non fa altro che aumentare o diminuire la quantità di acqua (calda durante il funzionamento dell’impianto) che entra nel termosifone. Ti da un po’di controllo perchè chiaramente meno acqua calda entra nel termosifone, più bassa è la temperatura dello stesso e quindi meno calda è la stanza.

Ma nella sostanza non ti aiuta a regolare la temperatura dell’ambiente in cui è installata: se tu in un determinato ambiente vuoi 20°, con una valvola classica non riuscirai mai ad ottenere tale temperatura e sarà un continuo lottare tra girare un po’a destra e un po’a sinistra la valvola per trovare un equilibrio.

Consentirti di regolare e mantenere precisamente la temperatura che desideri in ogni ambiente di casa è esattamente quello che fa una valvola termostatica.

Infatti le valvole termostatiche ti permettono di settare la temperatura dell’ambiente in cui sono installate e mantenerla una volta raggiunta.

Alla scala graduata che va da 0 a 5 corrispondono precise temperature.

Il motivo per cui si utilizza una scala numerata e non le temperature espresse in gradi è che ogni produttore fa corrispondere ad ogni valore una temperatura leggermente diversa.

Per semplicità qui sotto ti metto una indicazione di massima delle temperature associate ai vari valori della scala graduata:

  • 0 = valvola completamente chiusa
  • 1 = temperatura 12°-16°
  • 2 = temperatura 16°-18°
  • 3 = temperatura 18°-20°
  • 4 = temperatura 20°-24°
  • 5 = temperatura 24°-28°

C’è poi solitamente un’altra posizione contraddistinta dal simbolo di un fiocco di neve che corrisponde indicativamente alla temperatura di 8°. Questa posizione, detta “antigelo”, serve per fare in modo che l’impianto non si rovini in caso di prolungato inutilizzo durante l’inverno facendo circolare una minima quantità d’acqua.

Come fanno le valvole termostatiche a garantirti la temperatura desiderata?

Le valvole termostatiche si chiamano così perchè hanno una “testa termostatica”: in sostanza è un sensore posto nella testata della valvola che rileva la temperatura ambiente.

Quando la temperatura ambiente rilevata si avvicina alla temperatura impostata nella scala graduata la valvola comincia a chiudersi automaticamente facendo affluire meno acqua calda all’interno del termosifone, fino a chiuderlo completamente al raggiungimento della temperatura desiderata.

All’abbassarsi della temperatura la valvola si riapre automaticamente facendo passare una maggiore quantità di acqua calda.

Questa capacità di aprirsi e chiudersi automaticamente in base alla temperatura esterna fa sì che le valvole termostatiche siano considerate dei sistemi di regolazione della temperatura modulanti.

La cosa bella di questo meccanismo automatico è che non è necessario nessun collegamento elettrico e nemmeno una batteria: avviente tutto in modo totalmente meccanico grazie ai materiali contenuti all’interno delle teste termostatiche.

Infatti si tratta di materiali che si espandono e contraggono a seconda della temperatura esterna, facendo chiudere o aprire la valvola.

I materiali utilizzati sono cere (risposta lenta alle variazioni di temperatura), liquidi (risposta media) o gas (risposta rapida). E qui mi fermo perchè non credo che tu voglia diventare un super esperto di questi dettagli.

Anche perchè ci sono cose più importanti di cui dobbiamo parlare. A partire dal rispondere alla seguente domanda:

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HAI L’OBBLIGO DI INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

Su questo argomento c’è un enorme caos!

Come al solito in Italia ci sono leggi che si rincorrono in continuazione e anche chi prova a spiegartele non ti aiuta a chiarire le cose!

Lo faremo in questo articolo.

Per capire cosa dice la legge dobbiamo partire da una prima essenziale distinzione tra:

  • Impianti di riscaldamento esistenti
  • Nuovi impianti di riscaldamento o rifacimento/modifica di impianti esistenti

Una volta capito che la legge tratta in modo diverso questi due casi tutto va decisamente liscio. Partiamo dal primo.

Gli impianti esistenti e il d.lgs. 141/2016

Non ti voglio annoiare con leggi, leggine, interpretazioni, etc.

Sappi solo che il decreto legislativo 141/2016 non fa altro che recepire la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. E che nel caso delle valvole termostatiche sancise alcuni principi relativamente agli impianti esistenti.

Cosa intendiamo per impianti di riscaldamento esistenti?

Semplicemente quelli attualmente installati e per cui non c’è intenzione di fare modifiche (di cui parleremo nel prossimo paragrafo…).

La legge afferma che hai degli obblighi anche se non hai intenzione di fare alcuna modifica al tuo impianto. Bella seccatura vero?

Però la realtà è che si tratta di una seccatura solo per una parte dei possessori di impianti di riscaldamento a termosifoni. E tra l’altro per queste persone è una seccatura che dovrebbe essere già stata affrontata e risolta nel 2017…

gestione valvole termostatiche

In sostanza tutti gli impianti di riscaldamento a termosifoni instatllati in edifici in cui ci sia il riscaldamento centralizzato hanno l’obbligo di installare le valvole termostatiche sui termosifoni e un contabilizzatore di calore che rilevi i consumi effettivi.

Se invece hai un impianto di riscaldamento autonomo, cioè hai una tua caldaia a cui sono collegati i tuoi termosifoni, non hai nessun obbligo, anche se stai in condominio.

Perchè questo obbligo?

Il censimento ISTAT del 2011 (quindi ormai un po’datato…ma questi sono i dati che abbiamo a disposizione) diceva che le case collegate ad un impianto di riscaldamento centralizzato sono il 15,7%. Quasi 5 milioni…un bel numero.

Siccome il pagamento delle bollette in caso di riscaldamento centralizzato è direttamente collegato alla dimensione dell’immobile (in pratica si paga quotaparte della bolletta in base ai millesimi) e non ai consumi reali, si venivano a creare situazioni assurde per cui lo spreco era all’ordine del giorno.

Infatti se non paghi in base ai reali consumi chi te lo fa fare di stare attento a quanto tieni calda la casa? (e quindi a quanta energia consumi?)

Conosco persone che mi raccontavano di inverni passati totalmente in maniche corte…

Naturalmente tutto ciò porta ad aumentare i consumi, quindi a produrre più inquinamento. E per questo la Comunità europea è intervenuta con la direttiva 2012/27/UE .

L’Italia l’ha recepita e dal 30 giugno 2017 tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati devono avere le valvole termostatiche e soprattutto il contabilizzatore di calore: questo strumento, che deve essere presente in ogni appartamento, consente di calcolare esattamente il consumo energetico per il riscaldamento e quindi fa pagare la quota giusta della bolletta ad ogni condomino.

Occhio che se non sei in regola e ti vengono a fare un controllo sono multe fino a 2.500 euro!

Ma ti ribadisco che questa cosa è legge solo per gli impianti centralizzati, mentre per il tuo impianto autonomo su cui non fai interventi di ristrutturazione no.

Però se devi ristrutturare cambia la musica…

Il rifacimento degli impianti di riscaldamento, le valvole termostatiche e il d.m. 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”

Se stai leggendo questo articolo i motivi sono 2: o hai fatto una ricerca generica sulle valvole termostatiche o devi ristrutturare casa.

Se devi ristrutturare casa e prevedi interventi sull’impianto di riscaldamento devi metterti l’anima in pace: hai l’obbligo di installare le valvole termostatiche.

Tale obbligo attualmente te lo dice il decreto che ho citato sopra, 26 giugno 2015 – “Requisiti minimi”, ma in realtà esiste da quasi dieci anni prima, dal 2007, ed era sancito in un allegato della legge sul contenimento dei consumi energetici (allegato I del d.lgs. 192/2015, allegato ora abrogato).

Quindi se hai rifatto o installato un nuovo impianto di riscaldamento dal 2007 in avanti e non hai messo le valvole termostatiche occhio! Anche in questo caso rischi multe salate…

Gli obblighi sanciti dal decreto “requisiti minimi”

Partiamo col chiarire una cosa: tutti gli obblighi di cui parleremo sono validi sia per gli impianti centralizzati che per gli impianti autonomi. Nessuna differenza.

Tutti gli obblighi valgono per ogni nuovo impianto di riscaldamento a termosifoni (quindi se prima avevi la stufa a legna o le stufette elettriche e ora metti una caldaia con termosifoni stai facendo un nuovo impianto), o per il suo rifacimento o ristrutturazione.

Per “ristrutturazione” dell’impianto si intende tutto ciò che determina un cambio dei consumi: cambiare la caldaia, cambiare le tubazioni ma anche cambiare i termosifoni. Tutto contribuisce a modificare i consumi.

(pss…chiaro che se cambi solo un termosifone magari puoi evitare, però se li cambi tutti no! …ma io non ti ho detto nulla…)

Nel decreto “requisiti minimi” sono queste le due diciture usate per determinare l’obbligo di valvole termostatiche:

7. Gli impianti di climatizzazione invernale devono essere dotati di sistemi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone termiche […]

nel caso di nuova installazione di impianti termici di climatizzazione invernale in edifici esistenti, o ristrutturazione dei medesimi impianti o di sostituzione dei generatori di calore […]

b) installazione di sistemi di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica;

Le valvole termostatiche sono a tutti gli effetti “sistemi di regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali”, quindi è una soluzione accettata dalle norme in vigore.

Attenzione però: all’inizio di questo paragrafo ti ho parlato di obbligo di valvole termostatiche per nuovi impianti o ristrutturazione di quelli esistenti perchè sono il sistema più semplice (ed economico) per raggiungere i risultati prescritti da legge. Ma come hai potuto leggere da nessuna parte si cita tali sistemi come obbligatori: infatti esistono anche altri sistemi di regolazione, anche più raffinati (con vari sensori interni, esterni, centraline, etc.) che sono anche più prestanti.

Diciamo che le valvole termostatiche sono il dispositivo minimo necessario per raggiungere i requisiti richiesti per legge.

Bene…ora che sai tutto sulle valvole termostatiche, non è che ti stai chiedendo se servono realmente queste valvole termostatiche?

Cioè sono solo un obbligo (diretto e indiretto…) di legge, oppure hanno una reale utilità?

CONVIENE INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

valvole termostatiche: sono convenienti?

Il modo con cui le valvole termostatiche dovrebbero far diminuire i consumi (e quindi le bollette) credo che sia chiaro: chiudendo in modo automatico l’accesso dell’acqua calda dove non serve (perchè si è già raggiunta la temperatura desiderata) diminuisce la richiesta di acqua calda alla caldaia che quindi modula la produzione diminuendo i consumi.

Tutto molto semplice e lineare, però se chi ti vende le valvole termostatiche le spaccia per il santo graal del risparmio energetico devo darti una brutta notizia: ti sta prendendo in giro.

Non mi fraintendere: un contributo a diminuire i consumi lo danno, però meno significativo di quello che puoi pensare.

In compenso le valvole termostatiche hanno altre ricadute positive importanti sul benessere che puoi raggiungere in casa.

Prima di parlare di numeri e benessere però ti invito a fare una riflessione.

Il risparmio energetico inizia dall’isolamento

Quella che faremo in questo paragrafo è una riflessione che vale in generale per risparmiare sui consumi energetici per il riscaldamento (e raffrescamento) delle case e che quindi calza a pennello anche quando parliamo di valvole termostatiche, soprattutto se te le spacciano come la risposta all’abbattimento delle bollette.

Fai attenzione: puoi installare le migliori e più efficienti tecnologie per abbattere i consumi in casa tua ma se non c’è un isolamento adeguato stai solo sprecando i tuoi soldi.

Gli impianti da soli non possono modificare la quantità di calore che esce da muri, solai e finestre.

Certo, ottimizzare i consumi di energia passando da sistemi che la sprecano a sistemi più efficenti è un’ottima operazione. Ma valuta attentamente anche di effettuare interventi sull’involucro quando ti è possibile. Te ne ho parlato in un articolo dedicato proprio all’isolamento.

E vedrai come i numeri di cui parleremo nel prossimo paragrafo sono la dimostrazione di questa mia affermazione.

Quello che dicono i freddi numeri: quando le valvole termostatiche convengono (e quando no)

Partiamo da alcuni dati che sono stati pubblicati ad aprile 2017 sulla rivista Energia e Dintorni (se ti interessa è la rivista del Comitato Termotecnico Italiano ed è liberamente scaricabile dal loro sito).

In sostanza sono stati monitorati 15 condomini tra Torino e Roma in cui sono state installate le valvole termostatiche e i sistemi di contabilizzazione del calore (indispensabili per avere una misura corretta dei consumi reali).

Questi condomini erano dotati di riscaldamento centralizzato, ma i risparmi ottenuti dai singoli appartamenti sono del tutto assimilabili a quelli di un impianto autonomo a servizio.

Il risultato è stato un risparmio medio dell’8% il primo anno e del 10% dal secondo anno. Sicuramente un buon risultato, ma lontano da quello che ti raccontano venditori e installatori.

Però c’è un’altra cosa da dire: l’Italia non è tutta uguale…Aosta e Palerno hanno climi profondamente diverso e in mezzo c’è di tutto. Pertanto anche i sistemi di riscaldamento devono essere opportunamente valutati, progettati e dimensionati.

Per capire bene gli effetti delle valvole termostatiche a seconda della zona d’Italia in cui si trova l’immobile, sono interessanti altri dati pubblicati nella rivista “La termotecnica” del novembre 2016 (anche questa scaricabile).

Anche in questo caso si è fatto riferimento agli edifici con riscaldamento centralizzato, ma le conclusioni a cui si è giunti sono interessanti per fare una riflessione generale sulle valvole termostatiche.

In sostanza è emerso che in tutto il nord Italia (dove nel complesso vive la maggior parte della popolazione italiana) e nelle zone montane (zone climatiche E e F) i tempi di ritorno dell’investimento per installare le valvole termostatiche è compreso tra i 2,3 e i 5,1 anni, sfruttando le detrazioni fiscali.

Cioè i risparmi generati in bolletta dalla loro installazione copre il costo sostenuto in un periodo compreso tra i due e i cinque anni.

I tempi sono relativamente brevi e quindi sono investimenti convenienti.

La maggior parte delle zone costiere e pre-montane del centro-sud Italia (zona climatica D) hanno tempi di ritorno dell’investimento compresi tra i 5 e gli 8 anni. Continua ad essere un investimento conveniente anche se siamo al limite.

Nelle zone climatiche più calde, le coste e parte dell’entroterra del sud Italia (zone A, B e C), i tempi di ritorno dell’investimento variano da 9 a oltre 24 anni.

Risulta chiaro già ad una lettura di questo dato che non ha senso, in termini di risparmio sulle bollette, installare le valvole termostatiche in tali zone d’Italia.

E il motivo è dato principalmente dalla durata media di vita di una valvola termostatica, che è stimata essere di circa 10 anni.

E come la mettiamo con la legge?

Abbiamo visto che in alcuni casi la legge impone di installare le valvole
termostatiche (impianti centralizzati)…e se dove stai tu non conviene?
Fortunatamente viene data la possibilità di evitarle se dimostri che la loro installazione è tecnicamente impossibile (per esempio nei pavimenti
radianti) oppure non è economicamente conveniente.
Però deve esserci un tecnico che si prende la responsabilità di dichiarare questa cosa.

Adesso che i dati ci hanno dato una maggiore chiarezza della situazione devi farti l’ultima domanda…ma l’unico scopo delle valvole termostatiche è risparmiare?

La ricerca del benessere in casa e le valvole termostatiche

Diciamocelo: sono finiti da molto i tempi in cui ci si riuniva la sera davanti al focolare per cenare e scaldarsi e poi si andava a letto in camere gelide coprendosi con strati su strati di vestiti e coperte. Oppure in cui si andava in bagno con sciarpa e berretto rischiando di congelarsi ogni volta che ci si sedeva sul vaso.

In casa si cerca un livello minimo di benessere durante tutte le stagioni. E le valvole termostatiche possono aiutare a raggiungere un benessere ideale durante l’inverno.

Infatti saprai meglio di me che non ti serve a niente tenere la temperatura costante di 20° in tutti gli ambienti domestici: in bagno sarà troppo freddo, in cucina troppo caldo, in camera dovrai dormire continuando a coprirti e scoprirti…

E’ dagli anni ’60 del secolo scorso che sono stati fatti studi sulle temperature che, mediamente, garantiscono condizioni di benessere. Indicativamente possiamo considerare:

  • Zona giorno (soggiorno e cucina) circa 20°
  • Zona notte (camere da letto) circa 18°
  • Bagni circa 22°

Il modo più semplice per raggiungere queste condizioni è…installare le valvole termostatiche: setti in ogni stanza la temperatura desiderata e sei a posto.

Quindi in alcuni casi, anche se non potrebbero darti questo grande risparmio in bolletta, le valvole termostatiche potrebbero aiutarti a raggiungere le condizioni di benessere che cerchi in casa.

E proprio con questo duplice obiettivo, cioè risparmiare sulle bollette e ottenere un vero confort in casa, prima di montare le valvole termostatiche devi fare un’ultima riflessione.

COME SFRUTTARE AL MASSIMO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

valvole termostatiche con controllo wifi

Questo ultimo paragrafo è quello classico dei consigli. Ma non ti dirò le solite cose che puoi leggere in giro e che anzi ti riassumo in questo elenco:

  • Non coprire i termosifoni con tendaggi, mobili o griglie
  • Imposta valori differenti di temperatura nelle varie stanze
  • Chiudi le tapparelle la sera per non sprecare calore
  • Non tenere aperte le valvole e accesi i termosifoni quando arieggi la casa
  • Lascia la valvola a massima apertura (5) durante il periodo estivo

Questi sono la base di consigli legati all’utilizzo delle valvole termostatiche e tienili sempre come buoni.

Qui però voglio fare uno step in più: siccome le valvole termostatiche sono un (piccolo) investimento, non devi prendere le prime che ti capitano sotto mano e soprattutto devi valutare cosa abbinarci (e se farlo).

Partiamo da un dato di fatto: in un impianto centralizzato devi installare un contabilizzatore di calore oltre alle valvole. Ma in un impianto autonomo no.

Nel senso che le valvole funzionano benissimo da sole senza contabilizzatore (che serve per monitorare i consumi).

Però con ogni probabilità sarà previsto un termostato o un cronotermostato nel tuo impianto di riscaldamento.

Come si interfaccia questo termostato con le valvole termostatiche? Può dare dei problemi?

Ti tranquilizzo subito: nessun problema.

Però devi mettere in conto che il termostato, che accende o spegne l’impianto al raggiungimento della temperatura desiderata, deve perdere quella funzione, perchè saranno le valvole a regolare il flusso di calore che serve ai termosifoni.

Se ad esempio tu in una stanza vuoi 22° (un bagno per esempio) e il tuo termostato generale è impostato a 20°…non avrai mai la temperatura desiderata in bagno.

Come fare? Imposta il termostato alla temperatura più alta desiderata e modula le temperature dei vari ambienti con le valvole termostatiche.

Soluzione ancora più pratica è far lavorare il termostato come cronotermostato: cioè decidi a che orari deve essere acceso/spento l’impianto e al resto ci pensano le valvole termostatiche.

Questo però è un lavoro che puoi fare in modo semplice con le valvole termostatiche normali.

Ma se vuoi qualcosa di più sofistica trovi in commercio valvole termostatiche evolute che, tramite sistemi wifi, si connettono a delle unità di controllo che consentono di gestire le temperature nei vari ambienti senza doverle andare ad impostare nelle singole valvole ma direttamente da uno schermo touch. E l’unità si connette, sempre tramite wifi, ad un terzo apparecchio installato sulla caldaia per comandarla in relazione alle richieste dell’impianto.

Sistemi di questo tipo sostituiscono totalmente i sistemi cablati (i termostati), rispondono alle prescrizioni che abbiamo visto nel decreto “requisiti minimi” e soprattutto consentono di accedere alle detrazioni fiscali del 65% se abbinati alla sostituzione della caldaia con una a condensazione di ultima generazione.

Infatti la detrazione per questi interventi da un paio di anni è scesa al 50% a meno di installare anche sistemi di termoregolazione evoluti modulanti, caso in cui le detrazioni sono del 65%. E i sistemi di regolazione di cui ti ho accennato in queste ultime righe consentono di trasformare il tuo impianto classico in uno di tipo modulante.

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L’articolo Valvole termostatiche: oggi ti dico la mia! (Cioè tutto quello che tecnici e installatori non ti rivelano e che invece devi sapere) sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

23 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Le case sono sempre più intelligenti ed ecosostenibili grazie alle continue innovazioni sia in edilizia che domotica. Ecco, quindi, alcune novità del settore da cui prendere spunto per innovare la tua abitazione.

Sistemi domotici per sicurezza e comfort

La domotica è oggi sempre più alla portata di tutti. Grazie agli incentivi statali e ai costi accessibili, è facile realizzare un sistema domotico in casa per la sicurezza ma anche il comfort.
Esistono diversi sistemi che ti permettono di automatizzare diversi aspetti.
Puoi installare particolari luci in ogni stanza in modo da poterle facilmente accendere con comandi vocali o semplicemente tramite smartphone.

Se vuoi aumentare la sicurezza della tua abitazione, installa le telecamere di sicurezza intelligenti, tramite cui potrai monitorare l’intera casa, anche da remoto. Queste possono essere collegate a infissi intelligenti, con serrature che possono essere aperte o chiuse da un semplice tasto. Inoltre, parlando di infissi, un aiuto interessante sono le tende da sole o altre tipologie di oscuranti intelligenti. Questi si possono automaticamente chiudere quando il sole batte sulla tua abitazione. Un meccanismo semplice come questo ti permette di mantenere le stanze fresche e risparmiare energia.

Pannelli solari per energia pulita

Negli ultimi anni i pannelli solari sono sempre di più elementi essenziali per abitazioni private e fonte di ispirazioni per opere di grandi dimensioni che coinvolgono diversi paesi. Si legge spesso, infatti, di progetti innovativi che hanno come scopo l’installazione di pannelli solari in aree estese, come nel Mar del Nord o nel deserto.
Perché non installare un impianto fotovoltaico nella tua casa?
I pannelli solari producono energia pulita per la tua abitazione, ma oggi è sempre più frequente l’installazione dei pannelli solari termici. Questi dispositivi convertono le radiazioni solari in energia termica che viene utilizzata per riscaldare l’acqua e gli ambienti della tua abitazione. I costi di questa tipologia di pannelli può essere leggermente più alto dei pannelli solari classici, ma vedrai subito notevoli risparmi in bolletta.

2 Luglio 2019 / / Idee

I condizionatori di ultima generazione, portatili o fissi, coniugano efficienza e design. Ecco i modelli che ho selezionato per voi.

Condizionatori di design portatili o fissi quale scegliere

Finalmente è arrivata l’estate e, come ogni anno, ci si ritrova a fare i conti con l’immancabile ondata di calore. Il cambiamento climatico è una realtà ormai assodata, e se vogliamo vivere in un ambiente confortevole anche durante i roventi mesi estivi, la climatizzazione è l’unica soluzione.

Fin qui siamo tutti d’accordo, ma quale condizionatore scegliere? La decisione non è facile, visto che si tratta di una spesa non indifferente e che vanno valutati alcuni aspetti tecnici. Se poi siamo attenti anche al design, le cose si complicano: i condizionatori tradizionali, diciamo la verità, non sono poi così belli da vedere.

Condizionatori di design portatili o fissi quale scegliere

Fortunatamente oggi esistono sul mercato condizionatori di design che si inseriscono perfettamente nell’ambiente e che possono risolvere il dilemma dell’estetica ad ogni costo. Inoltre, per i patiti della Smart Home, molti modelli si possono comandare anche da remoto tramite le apposite App. Ecco i condizionatori di design che ho selezionato per voi, tra luci LED, rivestimenti in alcantara e split da appendere come quadri.

Condizionatori di design portatili

Il condizionatore portatile è la soluzione meno impegnativa e costosa, visto che non comporta spese di installazione. Dovete però prevedere la predisposizione di un foro per installare il tubo che convoglia l’aria calda all’esterno, generalmente praticato nel vetro o nel telaio della finestra. Prima di scegliere il modello, oltre al prezzo, valutate i consumi, le prestazioni e la rumorosità, che è più elevata rispetto ai modelli con motore esterno.

Per darvi un’idea, la rumorosità ideale, misurata in decibel, dovrebbe essere intorno ai 40/45, mentre con valori superiori ai 65 db il rumore può essere fastidioso, soprattutto di  notte. 

Dal lato estetico, alcuni modelli di condizionatori si distinguono per il design accattivante, per la compattezza e le dimensioni ridotte.

Condizionatori di design portatili o fissi quale scegliere
1. Dados -Argo // 2. Extreme – Argo // 3. Pinguino PAC WE128 Eco Silent – De Longhi // 4. Dolceclima Cube – Olimpia Splendid // 5. Dolceclima silent, design di S. Ercoli e A. Garlandini – Olimpia Splendid

Fate attenzione a non confondere i condizionatori portatili con i cosiddetti condizionatori portatili senza tubo: tutti i condizionatori prevedono l’espulsione dell’aria calda all’esterno della stanza, quindi sono necessariamente dotati di un condotto collegato con l’esterno. Per i condizionatori senza tubo sarebbe corretto parlare di “raffrescatori” d’aria, o ventilatori un po’ più evoluti, che utilizzano l’acqua o il gas refrigerante.

Dovete tenere presente il fatto che i condizionatori portatili assolvono unicamente la funzione di raffreddamento degli ambienti. Se desiderate climatizzare la vostra casa, ovvero gestire la temperatura e il tasso di umidità, anche in inverno, dovete pensare ad un condizionatore fisso di ultima generazione.

Condizionatori fissi

I condizionatori fissi offrono, rispetto ai cugini portatili, un’ampia varietà di prestazioni, maggiore efficienza e un consumo energetico più contenuto. Tutte queste caratteristiche giustificano il maggiore investimento che questa scelta comporta. Il mio suggerimento è quello di farsi fare diversi preventivi per condizionatori da installatori qualificati ed esperti, prima di prendere qualsiasi decisione.

In questa categoria rientrano i condizionatori con unità esterna nei modelli split e multisplit, e i condizionatori senza unità esterna, o monoblocco da incasso.

Condizionatori di design portatili o fissi quale scegliere
Il condizionatore senza unità esterna Unico di Olimpia Splendid

Visto che lo split viene fissato al muro in modo permanente, negli ultimi anni le case produttrici più hanno fatto a gara per presentare modelli di split dal design accurato, consapevoli del fatto che il pubblico si dimostra sempre più sensibile all’estetica. Dimenticatevi i vecchi parallelepipedi anonimi e ingombranti: i condizionatori fissi di nuova generazione, oltre ad essere molto efficienti, si comandano con dispositivi smart e sono dei veri e propri complementi d’arredo.

Condizionatori di design portatili o fissi quale scegliere

Come potete vedere nell’infografica, c’è l’imbarazzo della scelta:

1.Artcool Gallery – LG // 2. Artcool Stylist – LG // 3. AF9000 – Samsung // 4. Emura Alcantara – Daikin // 5. Kirigamine Zen – Mitsubishi // 6. Emura – Daikin // 7.Artcool Slim – LG
//8. Wind Free – Samsung // 9. Deluxe – Mitsubishi

Con questo post spero di avervi dato qualche suggerimento utile per scegliere il condizionatore di design che fa al caso vostro. 


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