24 Luglio 2019 / / Architettura

Le valvole termostatiche sono state incensate per anni da installatori e venditori come la risposta magica alla tua necessità di abbattere i consumi energetici in casa.

Ma la realtà è che nessuno ti ha mai raccontato fino in fondo la verità sulle valvole termostatiche, sugli obblighi di installazione, sull’effettiva convenienza e su come massimizzarne l’efficienza.

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Ad esempio sono sicuro che nelle tue ricerche hai letto di qualche obbligo in merito all’installazione delle valvole termostatiche se a casa tua c’è il riscaldamento centralizzato, ma se invece hai un impianto autonomo questo obbligo decade quindi puoi stare tranquillo.

Questa informazione è errata. O almeno lo è nei termini che servono a te che devi ristrutturare casa.

Ecco perchè è fondamentale che, prima di fare qualsiasi intervento sul tuo impianto di riscaldamento, tu conosca realmente quali sono i pregi, i difetti, gli obblighi e la reale convenienza delle valvole termostatiche.

Cominciamo col buttare fuori da questo articolo tutti i lettori che non troverebbero informazioni utili: vediamo in sostanza in quali impianti le valvole termostatiche non c’entrano nulla.

Le valvole termostatiche sono dei sistemi di controllo legati agli impianti di riscaldamento, quindi togliamo subito di mezzo i condizionatori.

Inoltre sono legati ad impianti di riscaldamento che utilizzano l’acqua per scaldare gli ambienti, quindi togliamo di mezzo anche gli impianti di riscaldamento elettrici.

Tra gli impianti ad acqua rimangono quelli a termosifoni e quelli a pannelli radianti (riscaldamento a pavimento): le valvole termostatiche non si possono installare sugli impianti a pannelli radianti.

Quindi rimangono solo gli impianti a termosifoni: se in casa tua hai un impianto di riscaldamento a termosifoni, o se hai intenzione di installarne uno nuovo, stai leggendo l’articolo giusto.

COSA SONO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

cosa sono le valvole termostatiche?

Partiamo proprio da questo punto perchè comprendere il funzionamento delle valvole termostatiche è importante per inquadrarne correttamente l’utilità e gli obblighi connessi.

Se hai mai visto un termosifone sai benissimo che è presente una valvola per aprire o chiudere l’afflusso d’acqua. Le valvole termostatiche vanno montante in sostituzione delle valvole classiche.

E ad una prima vista le valvole termostatiche possono sembrare poco differenti dalle normali valvole che sono presenti su tutti i termosifoni. In fondo si tratta di una manopola che ruota come le valvole normali e che in più ha solo una scala graduata che va da 0 a 5.

Dov’è quindi la differenza?

Naturalmente c’è e sta tutta dentro la valvola.

Una valvola classica non fa altro che aumentare o diminuire la quantità di acqua (calda durante il funzionamento dell’impianto) che entra nel termosifone. Ti da un po’di controllo perchè chiaramente meno acqua calda entra nel termosifone, più bassa è la temperatura dello stesso e quindi meno calda è la stanza.

Ma nella sostanza non ti aiuta a regolare la temperatura dell’ambiente in cui è installata: se tu in un determinato ambiente vuoi 20°, con una valvola classica non riuscirai mai ad ottenere tale temperatura e sarà un continuo lottare tra girare un po’a destra e un po’a sinistra la valvola per trovare un equilibrio.

Consentirti di regolare e mantenere precisamente la temperatura che desideri in ogni ambiente di casa è esattamente quello che fa una valvola termostatica.

Infatti le valvole termostatiche ti permettono di settare la temperatura dell’ambiente in cui sono installate e mantenerla una volta raggiunta.

Alla scala graduata che va da 0 a 5 corrispondono precise temperature.

Il motivo per cui si utilizza una scala numerata e non le temperature espresse in gradi è che ogni produttore fa corrispondere ad ogni valore una temperatura leggermente diversa.

Per semplicità qui sotto ti metto una indicazione di massima delle temperature associate ai vari valori della scala graduata:

  • 0 = valvola completamente chiusa
  • 1 = temperatura 12°-16°
  • 2 = temperatura 16°-18°
  • 3 = temperatura 18°-20°
  • 4 = temperatura 20°-24°
  • 5 = temperatura 24°-28°

C’è poi solitamente un’altra posizione contraddistinta dal simbolo di un fiocco di neve che corrisponde indicativamente alla temperatura di 8°. Questa posizione, detta “antigelo”, serve per fare in modo che l’impianto non si rovini in caso di prolungato inutilizzo durante l’inverno facendo circolare una minima quantità d’acqua.

Come fanno le valvole termostatiche a garantirti la temperatura desiderata?

Le valvole termostatiche si chiamano così perchè hanno una “testa termostatica”: in sostanza è un sensore posto nella testata della valvola che rileva la temperatura ambiente.

Quando la temperatura ambiente rilevata si avvicina alla temperatura impostata nella scala graduata la valvola comincia a chiudersi automaticamente facendo affluire meno acqua calda all’interno del termosifone, fino a chiuderlo completamente al raggiungimento della temperatura desiderata.

All’abbassarsi della temperatura la valvola si riapre automaticamente facendo passare una maggiore quantità di acqua calda.

Questa capacità di aprirsi e chiudersi automaticamente in base alla temperatura esterna fa sì che le valvole termostatiche siano considerate dei sistemi di regolazione della temperatura modulanti.

La cosa bella di questo meccanismo automatico è che non è necessario nessun collegamento elettrico e nemmeno una batteria: avviente tutto in modo totalmente meccanico grazie ai materiali contenuti all’interno delle teste termostatiche.

Infatti si tratta di materiali che si espandono e contraggono a seconda della temperatura esterna, facendo chiudere o aprire la valvola.

I materiali utilizzati sono cere (risposta lenta alle variazioni di temperatura), liquidi (risposta media) o gas (risposta rapida). E qui mi fermo perchè non credo che tu voglia diventare un super esperto di questi dettagli.

Anche perchè ci sono cose più importanti di cui dobbiamo parlare. A partire dal rispondere alla seguente domanda:

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HAI L’OBBLIGO DI INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

Su questo argomento c’è un enorme caos!

Come al solito in Italia ci sono leggi che si rincorrono in continuazione e anche chi prova a spiegartele non ti aiuta a chiarire le cose!

Lo faremo in questo articolo.

Per capire cosa dice la legge dobbiamo partire da una prima essenziale distinzione tra:

  • Impianti di riscaldamento esistenti
  • Nuovi impianti di riscaldamento o rifacimento/modifica di impianti esistenti

Una volta capito che la legge tratta in modo diverso questi due casi tutto va decisamente liscio. Partiamo dal primo.

Gli impianti esistenti e il d.lgs. 141/2016

Non ti voglio annoiare con leggi, leggine, interpretazioni, etc.

Sappi solo che il decreto legislativo 141/2016 non fa altro che recepire la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. E che nel caso delle valvole termostatiche sancise alcuni principi relativamente agli impianti esistenti.

Cosa intendiamo per impianti di riscaldamento esistenti?

Semplicemente quelli attualmente installati e per cui non c’è intenzione di fare modifiche (di cui parleremo nel prossimo paragrafo…).

La legge afferma che hai degli obblighi anche se non hai intenzione di fare alcuna modifica al tuo impianto. Bella seccatura vero?

Però la realtà è che si tratta di una seccatura solo per una parte dei possessori di impianti di riscaldamento a termosifoni. E tra l’altro per queste persone è una seccatura che dovrebbe essere già stata affrontata e risolta nel 2017…

gestione valvole termostatiche

In sostanza tutti gli impianti di riscaldamento a termosifoni instatllati in edifici in cui ci sia il riscaldamento centralizzato hanno l’obbligo di installare le valvole termostatiche sui termosifoni e un contabilizzatore di calore che rilevi i consumi effettivi.

Se invece hai un impianto di riscaldamento autonomo, cioè hai una tua caldaia a cui sono collegati i tuoi termosifoni, non hai nessun obbligo, anche se stai in condominio.

Perchè questo obbligo?

Il censimento ISTAT del 2011 (quindi ormai un po’datato…ma questi sono i dati che abbiamo a disposizione) diceva che le case collegate ad un impianto di riscaldamento centralizzato sono il 15,7%. Quasi 5 milioni…un bel numero.

Siccome il pagamento delle bollette in caso di riscaldamento centralizzato è direttamente collegato alla dimensione dell’immobile (in pratica si paga quotaparte della bolletta in base ai millesimi) e non ai consumi reali, si venivano a creare situazioni assurde per cui lo spreco era all’ordine del giorno.

Infatti se non paghi in base ai reali consumi chi te lo fa fare di stare attento a quanto tieni calda la casa? (e quindi a quanta energia consumi?)

Conosco persone che mi raccontavano di inverni passati totalmente in maniche corte…

Naturalmente tutto ciò porta ad aumentare i consumi, quindi a produrre più inquinamento. E per questo la Comunità europea è intervenuta con la direttiva 2012/27/UE .

L’Italia l’ha recepita e dal 30 giugno 2017 tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati devono avere le valvole termostatiche e soprattutto il contabilizzatore di calore: questo strumento, che deve essere presente in ogni appartamento, consente di calcolare esattamente il consumo energetico per il riscaldamento e quindi fa pagare la quota giusta della bolletta ad ogni condomino.

Occhio che se non sei in regola e ti vengono a fare un controllo sono multe fino a 2.500 euro!

Ma ti ribadisco che questa cosa è legge solo per gli impianti centralizzati, mentre per il tuo impianto autonomo su cui non fai interventi di ristrutturazione no.

Però se devi ristrutturare cambia la musica…

Il rifacimento degli impianti di riscaldamento, le valvole termostatiche e il d.m. 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”

Se stai leggendo questo articolo i motivi sono 2: o hai fatto una ricerca generica sulle valvole termostatiche o devi ristrutturare casa.

Se devi ristrutturare casa e prevedi interventi sull’impianto di riscaldamento devi metterti l’anima in pace: hai l’obbligo di installare le valvole termostatiche.

Tale obbligo attualmente te lo dice il decreto che ho citato sopra, 26 giugno 2015 – “Requisiti minimi”, ma in realtà esiste da quasi dieci anni prima, dal 2007, ed era sancito in un allegato della legge sul contenimento dei consumi energetici (allegato I del d.lgs. 192/2015, allegato ora abrogato).

Quindi se hai rifatto o installato un nuovo impianto di riscaldamento dal 2007 in avanti e non hai messo le valvole termostatiche occhio! Anche in questo caso rischi multe salate…

Gli obblighi sanciti dal decreto “requisiti minimi”

Partiamo col chiarire una cosa: tutti gli obblighi di cui parleremo sono validi sia per gli impianti centralizzati che per gli impianti autonomi. Nessuna differenza.

Tutti gli obblighi valgono per ogni nuovo impianto di riscaldamento a termosifoni (quindi se prima avevi la stufa a legna o le stufette elettriche e ora metti una caldaia con termosifoni stai facendo un nuovo impianto), o per il suo rifacimento o ristrutturazione.

Per “ristrutturazione” dell’impianto si intende tutto ciò che determina un cambio dei consumi: cambiare la caldaia, cambiare le tubazioni ma anche cambiare i termosifoni. Tutto contribuisce a modificare i consumi.

(pss…chiaro che se cambi solo un termosifone magari puoi evitare, però se li cambi tutti no! …ma io non ti ho detto nulla…)

Nel decreto “requisiti minimi” sono queste le due diciture usate per determinare l’obbligo di valvole termostatiche:

7. Gli impianti di climatizzazione invernale devono essere dotati di sistemi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone termiche […]

nel caso di nuova installazione di impianti termici di climatizzazione invernale in edifici esistenti, o ristrutturazione dei medesimi impianti o di sostituzione dei generatori di calore […]

b) installazione di sistemi di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica;

Le valvole termostatiche sono a tutti gli effetti “sistemi di regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali”, quindi è una soluzione accettata dalle norme in vigore.

Attenzione però: all’inizio di questo paragrafo ti ho parlato di obbligo di valvole termostatiche per nuovi impianti o ristrutturazione di quelli esistenti perchè sono il sistema più semplice (ed economico) per raggiungere i risultati prescritti da legge. Ma come hai potuto leggere da nessuna parte si cita tali sistemi come obbligatori: infatti esistono anche altri sistemi di regolazione, anche più raffinati (con vari sensori interni, esterni, centraline, etc.) che sono anche più prestanti.

Diciamo che le valvole termostatiche sono il dispositivo minimo necessario per raggiungere i requisiti richiesti per legge.

Bene…ora che sai tutto sulle valvole termostatiche, non è che ti stai chiedendo se servono realmente queste valvole termostatiche?

Cioè sono solo un obbligo (diretto e indiretto…) di legge, oppure hanno una reale utilità?

CONVIENE INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

valvole termostatiche: sono convenienti?

Il modo con cui le valvole termostatiche dovrebbero far diminuire i consumi (e quindi le bollette) credo che sia chiaro: chiudendo in modo automatico l’accesso dell’acqua calda dove non serve (perchè si è già raggiunta la temperatura desiderata) diminuisce la richiesta di acqua calda alla caldaia che quindi modula la produzione diminuendo i consumi.

Tutto molto semplice e lineare, però se chi ti vende le valvole termostatiche le spaccia per il santo graal del risparmio energetico devo darti una brutta notizia: ti sta prendendo in giro.

Non mi fraintendere: un contributo a diminuire i consumi lo danno, però meno significativo di quello che puoi pensare.

In compenso le valvole termostatiche hanno altre ricadute positive importanti sul benessere che puoi raggiungere in casa.

Prima di parlare di numeri e benessere però ti invito a fare una riflessione.

Il risparmio energetico inizia dall’isolamento

Quella che faremo in questo paragrafo è una riflessione che vale in generale per risparmiare sui consumi energetici per il riscaldamento (e raffrescamento) delle case e che quindi calza a pennello anche quando parliamo di valvole termostatiche, soprattutto se te le spacciano come la risposta all’abbattimento delle bollette.

Fai attenzione: puoi installare le migliori e più efficienti tecnologie per abbattere i consumi in casa tua ma se non c’è un isolamento adeguato stai solo sprecando i tuoi soldi.

Gli impianti da soli non possono modificare la quantità di calore che esce da muri, solai e finestre.

Certo, ottimizzare i consumi di energia passando da sistemi che la sprecano a sistemi più efficenti è un’ottima operazione. Ma valuta attentamente anche di effettuare interventi sull’involucro quando ti è possibile. Te ne ho parlato in un articolo dedicato proprio all’isolamento.

E vedrai come i numeri di cui parleremo nel prossimo paragrafo sono la dimostrazione di questa mia affermazione.

Quello che dicono i freddi numeri: quando le valvole termostatiche convengono (e quando no)

Partiamo da alcuni dati che sono stati pubblicati ad aprile 2017 sulla rivista Energia e Dintorni (se ti interessa è la rivista del Comitato Termotecnico Italiano ed è liberamente scaricabile dal loro sito).

In sostanza sono stati monitorati 15 condomini tra Torino e Roma in cui sono state installate le valvole termostatiche e i sistemi di contabilizzazione del calore (indispensabili per avere una misura corretta dei consumi reali).

Questi condomini erano dotati di riscaldamento centralizzato, ma i risparmi ottenuti dai singoli appartamenti sono del tutto assimilabili a quelli di un impianto autonomo a servizio.

Il risultato è stato un risparmio medio dell’8% il primo anno e del 10% dal secondo anno. Sicuramente un buon risultato, ma lontano da quello che ti raccontano venditori e installatori.

Però c’è un’altra cosa da dire: l’Italia non è tutta uguale…Aosta e Palerno hanno climi profondamente diverso e in mezzo c’è di tutto. Pertanto anche i sistemi di riscaldamento devono essere opportunamente valutati, progettati e dimensionati.

Per capire bene gli effetti delle valvole termostatiche a seconda della zona d’Italia in cui si trova l’immobile, sono interessanti altri dati pubblicati nella rivista “La termotecnica” del novembre 2016 (anche questa scaricabile).

Anche in questo caso si è fatto riferimento agli edifici con riscaldamento centralizzato, ma le conclusioni a cui si è giunti sono interessanti per fare una riflessione generale sulle valvole termostatiche.

In sostanza è emerso che in tutto il nord Italia (dove nel complesso vive la maggior parte della popolazione italiana) e nelle zone montane (zone climatiche E e F) i tempi di ritorno dell’investimento per installare le valvole termostatiche è compreso tra i 2,3 e i 5,1 anni, sfruttando le detrazioni fiscali.

Cioè i risparmi generati in bolletta dalla loro installazione copre il costo sostenuto in un periodo compreso tra i due e i cinque anni.

I tempi sono relativamente brevi e quindi sono investimenti convenienti.

La maggior parte delle zone costiere e pre-montane del centro-sud Italia (zona climatica D) hanno tempi di ritorno dell’investimento compresi tra i 5 e gli 8 anni. Continua ad essere un investimento conveniente anche se siamo al limite.

Nelle zone climatiche più calde, le coste e parte dell’entroterra del sud Italia (zone A, B e C), i tempi di ritorno dell’investimento variano da 9 a oltre 24 anni.

Risulta chiaro già ad una lettura di questo dato che non ha senso, in termini di risparmio sulle bollette, installare le valvole termostatiche in tali zone d’Italia.

E il motivo è dato principalmente dalla durata media di vita di una valvola termostatica, che è stimata essere di circa 10 anni.

E come la mettiamo con la legge?

Abbiamo visto che in alcuni casi la legge impone di installare le valvole
termostatiche (impianti centralizzati)…e se dove stai tu non conviene?
Fortunatamente viene data la possibilità di evitarle se dimostri che la loro installazione è tecnicamente impossibile (per esempio nei pavimenti
radianti) oppure non è economicamente conveniente.
Però deve esserci un tecnico che si prende la responsabilità di dichiarare questa cosa.

Adesso che i dati ci hanno dato una maggiore chiarezza della situazione devi farti l’ultima domanda…ma l’unico scopo delle valvole termostatiche è risparmiare?

La ricerca del benessere in casa e le valvole termostatiche

Diciamocelo: sono finiti da molto i tempi in cui ci si riuniva la sera davanti al focolare per cenare e scaldarsi e poi si andava a letto in camere gelide coprendosi con strati su strati di vestiti e coperte. Oppure in cui si andava in bagno con sciarpa e berretto rischiando di congelarsi ogni volta che ci si sedeva sul vaso.

In casa si cerca un livello minimo di benessere durante tutte le stagioni. E le valvole termostatiche possono aiutare a raggiungere un benessere ideale durante l’inverno.

Infatti saprai meglio di me che non ti serve a niente tenere la temperatura costante di 20° in tutti gli ambienti domestici: in bagno sarà troppo freddo, in cucina troppo caldo, in camera dovrai dormire continuando a coprirti e scoprirti…

E’ dagli anni ’60 del secolo scorso che sono stati fatti studi sulle temperature che, mediamente, garantiscono condizioni di benessere. Indicativamente possiamo considerare:

  • Zona giorno (soggiorno e cucina) circa 20°
  • Zona notte (camere da letto) circa 18°
  • Bagni circa 22°

Il modo più semplice per raggiungere queste condizioni è…installare le valvole termostatiche: setti in ogni stanza la temperatura desiderata e sei a posto.

Quindi in alcuni casi, anche se non potrebbero darti questo grande risparmio in bolletta, le valvole termostatiche potrebbero aiutarti a raggiungere le condizioni di benessere che cerchi in casa.

E proprio con questo duplice obiettivo, cioè risparmiare sulle bollette e ottenere un vero confort in casa, prima di montare le valvole termostatiche devi fare un’ultima riflessione.

COME SFRUTTARE AL MASSIMO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

valvole termostatiche con controllo wifi

Questo ultimo paragrafo è quello classico dei consigli. Ma non ti dirò le solite cose che puoi leggere in giro e che anzi ti riassumo in questo elenco:

  • Non coprire i termosifoni con tendaggi, mobili o griglie
  • Imposta valori differenti di temperatura nelle varie stanze
  • Chiudi le tapparelle la sera per non sprecare calore
  • Non tenere aperte le valvole e accesi i termosifoni quando arieggi la casa
  • Lascia la valvola a massima apertura (5) durante il periodo estivo

Questi sono la base di consigli legati all’utilizzo delle valvole termostatiche e tienili sempre come buoni.

Qui però voglio fare uno step in più: siccome le valvole termostatiche sono un (piccolo) investimento, non devi prendere le prime che ti capitano sotto mano e soprattutto devi valutare cosa abbinarci (e se farlo).

Partiamo da un dato di fatto: in un impianto centralizzato devi installare un contabilizzatore di calore oltre alle valvole. Ma in un impianto autonomo no.

Nel senso che le valvole funzionano benissimo da sole senza contabilizzatore (che serve per monitorare i consumi).

Però con ogni probabilità sarà previsto un termostato o un cronotermostato nel tuo impianto di riscaldamento.

Come si interfaccia questo termostato con le valvole termostatiche? Può dare dei problemi?

Ti tranquilizzo subito: nessun problema.

Però devi mettere in conto che il termostato, che accende o spegne l’impianto al raggiungimento della temperatura desiderata, deve perdere quella funzione, perchè saranno le valvole a regolare il flusso di calore che serve ai termosifoni.

Se ad esempio tu in una stanza vuoi 22° (un bagno per esempio) e il tuo termostato generale è impostato a 20°…non avrai mai la temperatura desiderata in bagno.

Come fare? Imposta il termostato alla temperatura più alta desiderata e modula le temperature dei vari ambienti con le valvole termostatiche.

Soluzione ancora più pratica è far lavorare il termostato come cronotermostato: cioè decidi a che orari deve essere acceso/spento l’impianto e al resto ci pensano le valvole termostatiche.

Questo però è un lavoro che puoi fare in modo semplice con le valvole termostatiche normali.

Ma se vuoi qualcosa di più sofistica trovi in commercio valvole termostatiche evolute che, tramite sistemi wifi, si connettono a delle unità di controllo che consentono di gestire le temperature nei vari ambienti senza doverle andare ad impostare nelle singole valvole ma direttamente da uno schermo touch. E l’unità si connette, sempre tramite wifi, ad un terzo apparecchio installato sulla caldaia per comandarla in relazione alle richieste dell’impianto.

Sistemi di questo tipo sostituiscono totalmente i sistemi cablati (i termostati), rispondono alle prescrizioni che abbiamo visto nel decreto “requisiti minimi” e soprattutto consentono di accedere alle detrazioni fiscali del 65% se abbinati alla sostituzione della caldaia con una a condensazione di ultima generazione.

Infatti la detrazione per questi interventi da un paio di anni è scesa al 50% a meno di installare anche sistemi di termoregolazione evoluti modulanti, caso in cui le detrazioni sono del 65%. E i sistemi di regolazione di cui ti ho accennato in queste ultime righe consentono di trasformare il tuo impianto classico in uno di tipo modulante.

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L’articolo Valvole termostatiche: oggi ti dico la mia! (Cioè tutto quello che tecnici e installatori non ti rivelano e che invece devi sapere) sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

23 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Le case sono sempre più intelligenti ed ecosostenibili grazie alle continue innovazioni sia in edilizia che domotica. Ecco, quindi, alcune novità del settore da cui prendere spunto per innovare la tua abitazione.

Sistemi domotici per sicurezza e comfort

La domotica è oggi sempre più alla portata di tutti. Grazie agli incentivi statali e ai costi accessibili, è facile realizzare un sistema domotico in casa per la sicurezza ma anche il comfort.
Esistono diversi sistemi che ti permettono di automatizzare diversi aspetti.
Puoi installare particolari luci in ogni stanza in modo da poterle facilmente accendere con comandi vocali o semplicemente tramite smartphone.

Se vuoi aumentare la sicurezza della tua abitazione, installa le telecamere di sicurezza intelligenti, tramite cui potrai monitorare l’intera casa, anche da remoto. Queste possono essere collegate a infissi intelligenti, con serrature che possono essere aperte o chiuse da un semplice tasto. Inoltre, parlando di infissi, un aiuto interessante sono le tende da sole o altre tipologie di oscuranti intelligenti. Questi si possono automaticamente chiudere quando il sole batte sulla tua abitazione. Un meccanismo semplice come questo ti permette di mantenere le stanze fresche e risparmiare energia.

Pannelli solari per energia pulita

Negli ultimi anni i pannelli solari sono sempre di più elementi essenziali per abitazioni private e fonte di ispirazioni per opere di grandi dimensioni che coinvolgono diversi paesi. Si legge spesso, infatti, di progetti innovativi che hanno come scopo l’installazione di pannelli solari in aree estese, come nel Mar del Nord o nel deserto.
Perché non installare un impianto fotovoltaico nella tua casa?
I pannelli solari producono energia pulita per la tua abitazione, ma oggi è sempre più frequente l’installazione dei pannelli solari termici. Questi dispositivi convertono le radiazioni solari in energia termica che viene utilizzata per riscaldare l’acqua e gli ambienti della tua abitazione. I costi di questa tipologia di pannelli può essere leggermente più alto dei pannelli solari classici, ma vedrai subito notevoli risparmi in bolletta.

25 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Rinfrescare la casa d’estate è una scelta rigenerante, ma è determinante assicurarsi che l’operazione non risulti troppo dispendiosa in termini di costi e consumi.
Dotare gli interni del vostro appartamento di un impianto di condizionamento merita tutta una serie di considerazioni, essenziali per garantirsi una scelta conveniente.
Un impianto obsoleto, o poco efficiente, può incidere in maniera spropositata sulle bollette energetiche.
Chi pensa di procedere con l’installazione di un condizionatore cerca risposte esaustive sui costi dell’impianto e sui relativi consumi.

Il modello adeguato consente di risparmiare sui consumi

Il primo nodo da sciogliere è la valutazione del modello da collocare, per questo è necessario chiedersi se si sta acquistando quello giusto, considerando le necessità effettive e raffrontandole con le potenzialità del sistema di condizionamento che si intende acquistare.
Un aiuto reale per garantirsi la scelta perfetta ci arriva dai professionisti di settore, in grado di guidarci verso la soluzione adeguata.
La scelta dei condizionatori per casa ruota attorno ad un discreto numero di proposte, da scegliersi fra impianti fissi, ovvero i classici condizionatori a parete, che considerano l’installazione di un condizionatore dual split o trial split, oppure un più semplice condizionatore senza unità esterna.

Fatta chiarezza sul modello non resta che assicurarsi l’impianto ad un prezzo ragionevole, per questo è estremamente utile consultare i prezzi dei condizionatori, comparando cifre, qualità e caratteristiche, valutando ad esempio la proposta del condizionatore Samsung Maldives.
Per il posizionamento di un condizionatore fisso è inoltre necessario assicurarsi l’intervento di un installatore serio e preparato, che esegua un lavoro a regola d’arte senza compromettere la qualità del condizionatore, e garantendo le migliori prestazioni dell’impianto stesso.

Quanto consuma un condizionatore

Un condizionatore consuma in base all’efficienza di cui gode, qualità determinata in primo luogo dal grado tecnologico di cui è dotato, e in seconda battuta dalle condizioni in cui funziona, considerando temperatura, umidità dell’ambiente, efficienza energetica e non ultima l’esposizione più o meno diretta ai raggi solari.
Per calcolare il consumo effettivo si può utilizzare un qualsiasi misuratore di consumo di corrente.
Potenza elettrica ed efficienza energetica sono invece i valori di riferimento per valutare i consumi di un climatizzatore.
In entrambi i casi il costo chilowatt dipende anche dalle tariffe applicate dal fornitore di energia e dalla fascia oraria di consumo.

Rinfrescare casa? Facciamolo evitando sprechi
Collocare un dispositivo sovradimensionato rispetto alle effettive necessità della casa genera uno spreco energetico piuttosto elevato, per questo motivo l’acquisto di un impianto deve essere calibrato alle reali esigenze dell’unità immobiliare.
Assicurarsi l’acquisto di un moderno condizionatore inverter, specie se connotato dalla sigla A+++, consente di risparmiare sui consumi, alleggerendo la bolletta.
Per evitare sprechi non dimenticate di impostare la temperatura adeguata, perfetta quella fra i 24-26° C. In linea generale, per risparmiare, la temperatura interna non deve differire da quella esterna se non oltre gli 8 gradi.
Fate attenzione a non aprire le finestre quando il condizionatore è acceso, favorirebbe un inutile spreco. E’ quindi determinante areare i locali a condizionatori spenti.
Liberate lo spazio intorno all’unità interna, così come a quella esterna per garantire la massima circolazione dell’aria e un perfetto funzionamento senza il benché minimo sforzo, che in caso contrario sarebbe conseguenza dell’aumento dei consumi.

31 Maggio 2019 / / Blog Arredamento

Quando si ha in casa una persona disabile o un anziano con difficoltà motorie allora si ha il bisogno di trovare un’alternativa sicura che permetta a queste persone di spostarsi tra i vari piani dell’abitazione in totale sicurezza ed autonomia. Una normale rampa di scale, per chi ha difficoltà nel muoversi da solo, può diventare un vero e proprio ostacolo, obbligando a volte la persona a rimanere bloccata in un’unica zona della casa, a meno che non abbia qualcuno sempre pronto ad aiutarla a salire o scendere le scale o, in alternativa, installare un montascale a poltroncina.

I montascale ad oggi sono uno degli strumenti più utilizzati in casa per venire incontro proprio a questo problema, sono facili da installare e, grazie alle agevolazioni fiscali offerte dallo Stato, non si è costretti a spendere una fortuna.

Le agevolazioni fiscali relative ai montascale sono regolate nel nostro Paese dalla legge n. 13/1989, emanata per regolare l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Questa legge prevede che i disabili e le persone affette da menomazioni fisiche che impediscono loro di muoversi se non tramite l’ausilio di un accompagnatore o di strutture mobili specifiche, così come coloro che hanno a carico una persona affetta da uno di questi problemi, abbiano un’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili e per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Inoltre, grazie al Bonus Casa 2019, le persone con handicap fisici hanno diritto ad un rimborso pubblico che copre fino al 50% della spesa sostenuta su una spesa massima di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare per l’installazione di un montascale o di altre strutture analoghe che hanno sempre lo scopo di abbattere le barriere architettoniche.

Il rimborso del 50%, può essere detratto dall’imposta sul reddito di persone fisiche, insieme all’IVA, sia per l’acquisto di un montascale che per la sua installazione.

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

A poter usufruire delle detrazioni fiscali sono tutti i contribuenti soggetti al pagamento di imposte sui redditi, sia i proprietari dell’immobile, che i titolari di diritti di godimento, che coloro che ne sosterranno le spese dei lavori.

Anche gli edifici condominiali possono usufruire di una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, purché i lavori in questione vengano effettuati su parti comuni del condominio (cioè il suolo su cui sorge l’edificio e le parti di cui è composto quest’ultimo, nonché i locali per la portineria, il riscaldamento centrale, ecc.).

Cosa occorre fare per ottenere la detrazione fiscale?

La procedura di richiesta della detrazione è stata semplificata sempre di più nel corso degli ultimi anni. Per ottenerla basterà infatti inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile, gli estremi di registrazione dell’atto e tutti gli altri dati richiesti nella domanda che servono a controllare la detrazione.

Una volta effettuata la richiesta, deve essere comunicato all’Azienda Sanitaria Locale le generalità del committente dei lavori, il tipo di intervento da realizzare, i dati identificativi dell’impresa che effettuerà i lavori con esplicita assunzione di responsabilità e la data di inizio dei lavori di recupero tramite raccomandata o altre modalità richieste dalla Regione di residenza.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2018 di cui fa parte il Bonus Ristrutturazioni, ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori tramite Enea.

Come si ottiene la detrazione fiscale?

È possibile ottenere la detrazione fiscale solo se i pagamenti vengono effettuati tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e quello del beneficiario del pagamento (o la sua partita Iva).

Nel caso di edifici condominiali, in cui potrebbero esserci più soggetti a sostenere la spesa, i bonifici devono riportare i codici fiscali di tutte le persone interessate alla detrazione fiscale. Nel caso in cui gli interventi vengano realizzati su parti comuni condominiali, allora nei bonifici dovranno essere riportati il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di chi effettua il pagamento.

Le agevolazioni fiscali per l’installazione di un montascale, possono essere ottenute anche dai privati?

La Legge n. 13/1989 prevede delle agevolazioni fiscali anche per i privati per l’installazione di montascale per disabili, anche se in percentuale minore (cioè del 19%).

Inoltre, a differenza di altri interventi volti a modificare la struttura dell’immobile, come la costruzione di rampe o l’installazione di appositi ascensori per disabili, l’installazione di un montascale non richiede l’invio di alcuna domanda per la concessione edilizia, né la dichiarazione di inizio lavori per l’installazione.

Chi può usufruire della detrazione fiscale del 19%?

Ad usufruire del contributo del 19% possono essere tutte le persone portatrici di handicap o che abbiano delle limitazioni o menomazioni fisiche permanenti che compromettano in parte o totalmente la mobilità.

Non è necessario essere riconosciuti invalidi, purché si presenti una patologia tale da rendere impossibile l’utilizzo autonomo e sicuro di una rampa di scale o di altri ostacoli attestata da un certificato medico.

I portatori di handicap invalidi al 100% hanno il diritto di precedenza in graduatoria per l’ottenimento della detrazione fiscale.

22 Maggio 2019 / / Architettura

Quando si progetta o si arreda il bagno è molto importante che la progettazione e gli elementi inseriti rispondano non solo a criteri estetici ma anche e soprattutto a ben precisi criteri funzionali.

Questo è un principio generale, che diviene tuttavia ancora più importante quando si deve progettare un bagno facilitato per una persona anziana.

Per una persona anziana con problemi di mobilità l’utilizzo del bagno può diventare molto difficoltoso, e talvolta anche pericoloso. Si pensi ad esempio alla vasca da bagno: entrare o uscire dalla vasca può essere un gesto tanto semplice e banale per una persona nel pieno delle forze, quanto complesso e pericoloso per una persona anziana che fa fatica a muoversi. Non solo infatti diventa difficoltoso e frustrante dover ogni volta fare un’immensa fatica semplicemente per entrare e uscire dalla vasca ma, ancor più importante, c’è ogni volta il pericolo di cadere o scivolare e farsi male.

Occorre poi tener presente che spesso una persona anziana con disabilità o mobilità ridotta viene aiutata da altre persone (una badante, un parente, un caregiver etc.), e il fatto di riuscire a progettare un bagno “facilitato” gioverebbe molto non solo alla persona anziana stessa bensì anche a chi presta aiuto, riducendo ansie e pericoli e migliorando decisamente la situazione.

Abbiamo menzionato più sopra la vasca da bagno: questo è in effetti uno degli aspetti su cui maggiormente si è concentrato il mercato in tempi recenti, riconoscendo una difficoltà oggettiva per le persone anziane ad usare la vasca da bagno tradizionale e facendosi dunque carico di trovare una risposta con delle soluzioni ad hoc.

Sono così nate le cosiddette vasche con porta, o “vasche con sportello”, spesso più semplicemente chiamate “vasche per anziani”. Va in realtà detto che il settore delle vasche con porta si è concentrato su modelli e soluzioni sia per le persone anziane che per le persone disabili, e alcuni modelli esistenti in commercio sono specificamente pensati per agevolare in particolare le persone disabili in generale, non necessariamente anziane. Alcuni modelli di vasche con porta hanno misure e caratteristiche strutturali (altezza, larghezza, accessibilità ecc.) pensate ad esempio per le persone disabili in carrozzina. Qui stiamo facendo naturalmente una panoramica generale senza entrare nello specifico di marche e modelli, è bene comunque ricordare che quando parliamo di vasche apribili con porta ci stiamo riferendo a una possibile soluzione sia per le persone anziane che per le persone disabili a seconda dei casi specifici e dei modelli.

Vasca con porta per bagno anziani

Una delle preoccupazioni, probabilmente secondaria ma non per questo meno legittima, è spesso quella della resa estetica della vasca con porta. Si tratta primariamente di un ausilio che risponde a una necessità specifica, ma è anche un elemento che entra a far parte dell’arredamento del bagno, e a tutti piace un arredo ben curato ed esteticamente gradevole.

Nel caso delle vasche con porta occorre dire che le aziende produttrici negli ultimi anni si sono molto date da fare per proporre soluzioni sempre più curate sotto il profilo estetico, e probabilmente ha molto aiutato la competizione fra i vari produttori in un mercato con una domanda sempre crescente e una clientela attenta ed esigente. Oggi possiamo dunque dire che molti modelli di vasche con porta sono talmente curati nel design da risultare decisamente più belli della vasca tradizionale che vanno a sostituire.

I modelli di vasche con porta oggi in commercio sono davvero tanti, e variano, come accennavamo, non solo per misure ed estetica ma anche per caratteristiche funzionali. Sfogliando ad esempio la sezione dedicata alle vasche con porta del sito web di Centaurus Rete Italia, una fra le più importanti aziende multimarca in Italia nel settore delle soluzioni per la mobilità (con aziende installatrici affiliate su tutto il territorio italiano), vediamo come siano presenti modelli di diversi tipi e misure, e modelli particolari pensati per esigenze specifiche, come ad esempio vasche con porta studiate per bagni piccoli, con misure contenute, o con porta apribile verso l’interno anziché verso l’esterno, fino ad arrivare alle vasche più ampie e spaziose per bagni grandi.

Un altro aspetto fondamentale che tipicamente caratterizza le vasche con porta, oltre al fatto di avere appunto l’accesso facilitato con porta apribile, è la seduta: le vasche per anziani sono infatti normalmente dotate di una seduta che rende l’utilizzo di queste vasche più facile da parte dell’anziano, facilitando altresì anche il compito di chi eventualmente presta aiuto.

9 Maggio 2019 / / Idee

Il montascale è uno strumento fondamentale per il superamento
delle barriere architettoniche
che consente di rendere più facile la vita
delle persone anziane o di chi è affetto da una forma di disabilità che rende
difficoltosi i movimenti anche più semplici di tutti i giorni.

Un montascale non deve essere considerato come un
elemento di impaccio
ed estraneo all’arredamento
di un’abitazione
; oggi il mercato propone differenti tipologie di modelli del tutto personalizzabili e che
hanno il grande pregio di essere poco
invadenti
con l’ambiente presso il quale vengono collocati.

Quello che è consigliabile
fare è esaminare i diversi modelli di montascale proposti dal mercato, tenendo
sempre ben presente che ognuno è pensato per una sua specifica esigenza; scegliere il modello di montascale più
adatto
vi consentirà di integrarlo alla perfezione all’interno del vostro
arredo di casa.

Grazie al contributo offerto
dalla ditta di installazione, assistenza e manutenzione Montascale2C, andiamo a conoscere quali
sono le principali categorie in cui
vanno a dividersi i montascale
(o servoscala), per cercare di comprendere
quali sono gli aspetti di cui tenere conto per ognuno di essi.

Montascale a poltroncina

Quando parliamo di questi
modelli consideriamo come utilizzatore principale delle persone di età avanzata le cui difficoltà motorie non consentono di
salire e scendere le scale con facilità
(nonostante non necessitino
comunque di sedie a rotelle per camminare normalmente), risultando più che
altro un impaccio.

Il montascale a poltroncina è ottimo sia per un uso domestico, sia per
essere installato all’interno di condomini o aree esterne della casa
, come
l’ingresso con giardino o su una rampa esterna.

Installare un montascale a
poltroncina non è un’operazione particolarmente complessa in termini di tempo
impiegato; la ditta che avrete scelto
collegherà il montascale alla rampa presente, adattandosi senza alcun problema
all’andamento della scala e garantendo fluidità di manovra
, sia che si
parli di una scala rettilinea, sia che si parli di una curvilinea o di una
scala a chiocciola.

La presenza della poltroncina non crea problematiche di ingombro reale
per chi non ha necessità di doverla utilizzare, in quanto questa può essere
tranquillamente ripiegata, lasciando tutto lo spazio necessario.

Un aspetto di cui tenere conto
è che i montascale di questa tipologia possono essere installati senza effettuare dei lavori di ristrutturazione
dell’impianto elettrico
; sono inoltre dotati di un telecomando per metterlo
in funzione e per fermarlo in qualunque momento lo si desideri. Funzionano,
inoltre con batterie esterne e ricaricabili, non sono vincolate al normale
funzionamento della rete elettrica, consentendo quindi all’intero sistema di
funzionare anche in caso di blackout o cali di tensione.

Montascale a pedana

Il primo aspetto da
considerare è per quale tipologia di utenti è pensato il montascale a pedana;
principalmente stiamo parlando di persone
solitamente costrette a muoversi in sedia a rotelle
anche per i piccoli
spostamenti quotidiani. Di conseguenza, non essendoci modo di potersi sedere
autonomamente su una poltroncina, si
sfrutterà interamente la pedana che avrà la larghezza giusta per poter
accogliere una carrozzina
, consentendo di salirci sopra e di azionarla con
apposito telecomando, spostandoci di conseguenza verso l’alto o verso il basso.

I montascale a pedana sono semplicissimi da utilizzare, proprio
perché non hanno dei percorsi lunghi da completare, grazie soprattutto alla
presenza di comandi intuitivi, azionabili in totale autonomia.

Considerando che la struttura
comprende principalmente una pedana, questa ha la possibilità anche di poterne
aumentare le dimensioni se si ha necessità di avere sempre con noi un
accompagnatore, che può avere così il suo spazio.

L’affidabilità e la sicurezza di questi modelli non è mai messa in
discussione, in quanto possono funzionare tranquillamente anche in caso di
ammanco della corrente, grazie alle batterie ricaricabili che possono
consentire comunque di completare autonomamente il percorso.

Come già detto anche per i
modelli a poltroncina, quelli a pedana non devono essere considerati come un
elemento di ingombro, grazie alla possibilità di poterla richiudere.

Esiste anche un terzo modello
che possiamo suggerire per chi è in cerca di un montascale, ma in questo caso non lo possiamo definire come un elemento
di arredo per casa
, in quanto non necessitano di applicazioni fisse a
parete (e quindi non vengono installati in alcuna stanza). Si tratta dei montascale a cingoli, che vedono
l’utilizzo di una carrozzella ad autospinta, unita all’ausilio manuale di un
accompagnatore.

Consigli per un montascale coerente con l’arredamento di casa

I montascale, come abbiamo
avuto modo di vedere, non hanno particolari problematiche ad inserirsi
nell’arredamento interno di casa, l’importante è prestare attenzione ad alcuni
piccoli accorgimenti. Per poter essere dei modelli realmente adatti per stare
tutti i giorni in un appartamento, date priorità
alla personalizzazione del colore e alle finiture
(pelle o altri materiali)
del montascale, per far si che non risulti come un corpo estraneo al resto
della stanza.

Facciamo ovviamente in modo
che il montascale non sia un elemento d’ingombro, per questo diamo la preferenza ai modelli che sono retraibili o
ripiegabili
per quelle volte in cui non è necessario utilizzarli.

Se non volete che la vostra
parete sia intaccata dalla struttura del montascale, potete optare per modelli che si possono fissare
direttamente a gradino e non a parete
; in questo modo avremo la possibilità
di lasciarla totalmente libera da fissaggi e le uniche cose che rimarranno
visibili saranno la guida metallica posta e fissata sul gradino, oltre alla
poltroncina necessaria per lo spostamento.

L’articolo Integrare un montascale per disabili ed anziani nel tuo arredamento di casa proviene da Architettura e design a Roma.

19 Aprile 2019 / / Blog Arredamento

In casa si sa: ci vuole ordine. Nelle nostre abitazioni di oggi, la presenza di dispositivi elettronici, però, rende questo compito ancora più arduo. Televisione, PC, Tablet, Caricatore del computer, sono tutti dotati di fili più o meno lunghi. I cavi elettrici sono i più difficili da mantenere in ordine, ma aguzzare l’ingegno e la fantasia può aiutare a trovare delle soluzioni originali e pratiche.

Chiaramente, dato che i consigli che ti daremo prendono in considerazione delle soluzioni che tendono ad essere permanenti, sarebbe meglio se prima di adottarle, tu ti dedicassi alla pulizia dei fili.

Una volta puliti i fili ed eliminata del tutto la polvere, ecco di cosa dovrai dotarti:

  • Etichette plastificate;
  • Pennarello indelebile;
  • Pinze da ufficio;
  • Fermacavi in velcro o in alternativa, fascette da elettricista.

Le etichette plastificate ti occorrono per individuare più velocemente i fili corrispondenti ai rispettivi dispositivi elettronici. In questo modo non rischierai ogni volta di impazzire per comprendere quali cavi elettrici puoi staccare e quali no.

Ricordati che i cavi elettrici non vanno mai aggrovigliati, poiché i fili all’interno potrebbero spezzarsi. Bisogna sempre tenerli allungati ed evitare che si attorcigliano tra loro.

Cavi elettrici: scegliere sempre i migliori e mantenerli in ordine con fantasia

Ci sono tanti modi per mantenere i cavi elettrici in ordine, con fantasia e originalità.

  • Cover in legno dove riporre tutti i fili. Può anche essere colorata;
  • Contenitore di plastica lucida;
  • Portachiavi usb a forma di animale domestico;
  • Calzino colorato per vestire le gambe della scrivania, all’interno del quale riporre i fili;
  • Guaina tessile universale;
  • Fermacavi in pvc.

Oltre queste soluzioni contenitive dei fili, puoi anche optare per abbellire i fili con delle decorazioni, a mo’ di rami. O ancora, puoi scegliere dei fermacavi da parete, lungo quali far scorrere i fili, evitando così che tocchino il pavimento.

Altro consiglio importante riguarda la scelta dei cavi elettrici, questa va sempre fatta tenendo conto della qualità che si sta acquistando. In molti preferiscono comprare i cavi elettrici a poco prezzo, pagandone poi dannosamente le conseguenze.

Opta sempre per dei cavi elettrici di qualità, come quelli che trovi su CMT – lo shop dedicato tutti ai materiali elettrici. Scopri tutti i prodotti dedicata alla fornitura e la cura dei materiali tecnologici.

18 Aprile 2019 / / Design

Il marchio MCZ, leader nella produzione di stufe e caminetti, ha scelto di coinvolgere grandi nomi del design internazionale nella progettazione di tre dei suoi prodotti novità per il 2019: le stufe firmate da Patricia Urquiola e da Michael Geldmacher e il rivestimento per camino disegnato da aola Navone.

“Collaborare con designer di grande esperienza nel mondo arredo ci ha permesso di ricollocare il fuoco al centro delle ultime tendenze dell’abitare”, spiega Andrea Brosolo, direttore marketing di MCZ Group. “Sempre più i consumatori desiderano abitazioni belle da vivere in senso lato, quindi comode, attente ai consumi, sane e sostenibili. La riscoperta del fuoco domestico si colloca perfettamente in questa linea di tendenza.”

Nel settore del riscaldamento, il marchio MCZ si distingue tra quelli che più hanno lavorato per far dialogare un oggetto tecnico e funzionale come la stufa o il camino con il contesto della casa e dell’arredo. Il 2010 ha segnato l’inizio di questo percorso: con il premio IF Design Award assegnato al modello Toba, MCZ vince il primo importante premio internazionale assegnato ad una stufa a pellet e cambia completamente la prospettiva con cui guardare all’oggetto.

“Quest’anno abbiamo sviluppato contemporaneamente tre progetti innovativi”, continua Brosolo, “collaborando con tre firme del design internazionale che ci hanno saputo offrire un punto di vista alternativo e originale.”

I designer coinvolti si sono avvicinati con curiosità ad un settore, quello del fuoco, che per tutti e tre rappresenta una novità, ma è interessante per i suoi contenuti emozionali e per i temi legati alla sostenibilità ambientale. Il risultato finale è una rilettura raffinata ed evoluta di un oggetto in cui l’estetica deve convivere con la componente tecnologica.

Poetica ed essenziale l’interpretazione di Michael Geldmacher, che ha disegnato la stufa Reflex. Materica e anticonvenzionale la visione di Paola Navone, a cui è stato affidato il rivestimento per camino Sahara. Architettonica la prospettiva di Patricia Urquiola, che ha realizzato per MCZ la stufa Wall.

Ma vediamole nel dettaglio.

Reflex, la nuova stufa a pellet disegnata da Michael Geldmacher per MCZ

Caratterizzata da una forte componente emozionale, che va al di là del prodotto stesso per coinvolgere la soggettività di chi guarda e vive la fiamma. In Reflex la fiamma non si vede direttamente, ma si sente, si intuisce con il suo bagliore, rendendo l’effetto del fuoco molto più forte.

“Se penso ad una caverna di notte, illuminata da un fuoco,” racconta Michael Geldmacher, “ho immediatamente una sensazione di socialità, sicurezza, calore. Sono queste le sensazioni che volevo evocare con Reflex.”

Realizzata interamente in acciaio, Reflex è caratterizzata da una porta a lame verticali, che nasconde il focolare e impedisce la visione diretta e completa del fuoco. Ciò che si coglie è il bagliore della fiamma, la cui percezione varia in base all’angolo di visione.  Una seconda porta in vetro permette di accedere al braciere, alto e profondo per uno sviluppo in verticale della fiamma. A sinistra, è ospitato il serbatoio per il pellet, con uno sportello montato sul top. La verniciatura della porta a lame è Black. Il fianco e lo sportello superiore possono essere Black, per un effetto uniforme in tinta con la griglia, oppure verniciati Gold, per un contrasto bicolore.

Sahara, il rivestimento per camino frontale disegnato da Paola Navone per MCZ

Realizzato in piastrelle zellije di terracotta smaltata, disponibili nelle colorazioni white o grey.

“Abbiamo interpretato la magia del fuoco, usando un materiale non convenzionale, poetico e decorativo, a cui siamo molto affezionati e che usiamo spesso nei nostri progetti di interior”, racconta la designer Paola Navone.

Lo zellije è una ceramica naturale modellata a mano, proveniente dal Marocco. All’argilla cotta in forno viene applicato uno smalto vetrificato con un effetto perlaceo. La caratteristica dello zellije è l’irregolarità: ogni piastrella è unica e diversa dalle altre nelle tonalità, nella brillantezza o nella trasparenza dello smalto.

“I riflessi cangianti della superficie smaltata”, spiega Navone, “raccontano la poesia e la bellezza un po’ imperfetta delle cose fatte a mano.”  Il rivestimento è stato creato in modo da incorniciare il camino in modo irregolare.  L’effetto voluto da Navone è la sorpresa.

“È come se le piastrelle fossero inaspettatamente comparse durante una ristrutturazione,  scrostando dal muro lo strato superficiale di intonaco”, racconta la designer. “Anche la fonte di calore, il fuoco, emerge quasi di sorpresa dalla superficie fresca della ceramica.”

Wall, la stufa a pellet  di Patricia Urquiola per MCZ

Lavorare al progetto è stato estremamente stimolante per la designer spagnola, da sempre attenta ai contenuti di sostenibilità ambientale dei prodotti che disegna. “Nel settore delle stufe a pellet in questi anni c’è stata un’evoluzione di pensiero importante”, spiega Urquiola. “Sono fonti di calore neutrali in termini di CO2 e questo per noi è fondamentale.”

Per qualificare anche dal punto di vista decorativo l’oggetto stufa, Urquiola ha deciso di lavorare tenendo molto contenuto il linguaggio. Ad un concetto cilindrico molto sobrio, privo di griglie di aerazione frontali, si adagia una forma lineare che va in appoggio al muro. Questo particolare disegno della struttura, interamente realizzata in acciaio verniciato Black, è una soluzione semplice ma innovativa pensata da Urquiola per nascondere le tubature e gli elementi tecnici di collegamento della stufa.

L’essenzialità di Wall è esaltata da un dettaglio unico ed altamente evocativo: il basamento.

Il basamento è un elemento di dialogo con la casa, che rende la stufa un elemento di arredo, al di là della sua sobrietà formale”, spiega Urquiola. È disponibile, oltre che in acciaio Black in abbinata alla struttura, in diversi materiali naturali, come la pietra, il terrazzo di marmo, il legno o il cemento. La possibilità di scegliere tra finiture così matericamente diverse tra loro è un particolare che dona carattere all’ambiente e fascino all’intera casa.

Wall è una stufa che si può gestire direttamente dal proprio smartphone. “Le stufe a pellet sono oggetti smart, che nascono già per interagire con noi e dialogare con noi. In breve tempo queste conversazioni con gli oggetti saranno sempre più presenti nelle nostre case”, conclude Urquiola.

L’articolo Patricia Urquiola, Paola Navone e Michael Geldmacher reinterpretano il tema “fuoco” per MCZ proviene da Dettagli Home Decor.

19 Marzo 2019 / / Blog Arredamento

C’è chi li odia e chi li ama.
Chi litiga col partner per non accenderli mai, chi non ne può fare a meno.
Chi “mi fanno venire il raffreddore” e chi “migliorano l’aria di casa”.

La verità è che i condizionatori di nuova generazione possono essere un valido aiuto nella vita di tutti i giorni.

Vediamo quali sono le tipologie e come possiamo installare l’impianto giusto.
Condizionatore nascosto e integrato in una libreria

L’ABC: differenza tra condizionatore e climatizzatore

L’impianto di condizionamento interviene sulla temperatura dell’aria all’interno dei locali e sulla velocità con cui questa viene redistribuita nell’ambiente. L’aria emessa è priva di umidità, quindi il tasso igrometrico non può essere regolato o controllato.

Il climatizzatore regola il clima all’interno di un ambiente chiuso, agendo sulla percentuale di umidità, sulla temperatura dell’aria e sulla velocità di distribuzione. Inoltre influisce sulla qualità dell’aria e sulla sua purezza attraverso appositi filtri.

Molto spesso i due termini sono usati per definire lo stesso macchinario, ma in realtà si tratta di due apparecchi diversi.

Tipologie di condizionatori

Condizionatori portatili

Sono i classici condizionatori a pavimento, più economici rispetto agli impianti di condizionamento domestico con split. I modelli più moderni sono senza tubo e si possono spostare per casa in base a dove servono.
Il fai da te qui non porta alcun problema, basta acquistare il modulo e installarlo seguendo le istruzioni del produttore. Sono una valida alternativa al ventilatore ma non sono paragonabili ai condizionatori fissi per performance.

Condizionatori fissi

L’aria condizionata fissa è quella con impianto interno a parete, a soffitto o a pavimento – detto anche “a consolle”. L’aria emessa può essere refrigerata tramite gas o ad acqua (che può essere scaldata se collegata a pompa di calore).

Può essere mono split, dual split o multi split in base alle esigenze personali e alle dimensioni della casa.
Si controlla con i tradizionali telecomandi o wifi.

Esistono poi molte varianti che differiscono per estetica, prezzo e specifiche tecniche:

  • condizionatori tradizionali on/off
  • climatizzatori inverter
  • condizionatori con motore esterno
  • condizionatori senza unità esterna
  • condizionatore canalizzato
  • condizionatore o climatizzatore a pompa di calore (caldo freddo)

Visto? Le opzioni sono tantissime ed ognuna porta con sé vantaggi, svantaggi e costi diversi.
Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi ad un professionista e confrontare vari preventivi per avere un’idea chiara del rapporto costo-beneficio.

Quanto costa installare i condizionatori

Per l’installazione e il montaggio dei condizionatori non andare al risparmio.

Per avere un buon prodotto installato in maniera professionale (quindi sicuro, performante e duraturo) è buona norma chiedere vari preventivi per condizionatori adeguati alle vostre esigenze, ovvero: alla grandezza degli ambienti, al tuo budget e ad altre particolari necessità (vuoi solo raffreddare o anche riscaldare? vuoi purificare l’aria o regolare l’umidità? quanto vuoi spendere?…).

Solo un installatore professionista potrà darti concretamente una mano nella scelta del modello più adatto.

In casi come questo il fai da te può portare a danni seri e costi aggiuntivi notevoli.
Ricorda che un prodotto di bassa qualità e per giunta installato male porta con sé difetti occulti che impattano sul tuo portafoglio.
Meglio investire di più all’inizio per evitare future spese (e fastidi) per tecnici, ricambi, guasti, accessori…!

Approfitta della detrazione condizionatori 2019

Puoi beneficiare del bonus sia per l’installazione di un nuovo condizionatore, sia per la sostituzione di un vecchio impianto.

Ecco i casi in cui puoi detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi:

  • bonus con ristrutturazione edile in corso: 50% di detrazione su impianti a pompa di calore finalizzati al risparmio energetico (+ IVA ridotta al 10%). La spesa rientra nel tetto di spesa sulle ristrutturazioni di € 96.000 totali
  • detrazione condizionatore senza ristrutturazione: 65% di detrazione. Solo per sostituzione di impianti vecchi preesistenti e solo se si installa un nuovo impianto a pompa di calore o ad alta efficienza energetica (dotato di caldaie a condensazione, ibridi, geotermici, biomasse…)
  • bonus risparmio energetico: 65% di detrazione. Per sostituzione dell’impianto di riscaldamento con condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza. Tetto di spesa € 46.145

Ricorda che il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante contenente l’apposita causale relativa a lavori di ristrutturazione, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA del rivenditore. Conserva le ricevute e le fatture di acquisto.

per informazioni dettagliate e specifiche leggi la guida dell’agenzia delle entrate sulla detrazione fiscale condizionatori.

12 Marzo 2019 / / Architettura

I condizionatori di ultima generazione raffrescano, riscaldano, deumidificano e rendono l’aria più salutare con un’attenzione particolare ai consumi e alla silenziosità. Ecco qualche consiglio per scegliere l’apparecchio più adatto alla casa e trovare lo specialista con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Se fino a qualche anno fa, i condizionatori avevano un consumo energetico molto elevato, oggi, grazie alle tecnologie avanzate, i nuovi modelli garantiscono rendimenti da classe A o superiori. I motori dei nuovi apparecchi sono infatti quasi tutti inverter, caratteristica che ha il grande vantaggio di modulare il ritmo di funzionamento in base alle effettive necessità, senza sbalzi e picchi di consumo.

I condizionatori di ultima generazione possono inoltre essere comandati anche tramite semplici APP scaricabili sul proprio smartphone, tablet o PC che permettono di programmarli e gestirli con facilità anche quando si è fuori casa.

Quando si sta per scegliere un condizionatore, al di là del costo di acquisto, è necessario valutare diversi fattori al fine di avere l’impianto più idoneo.

Gli aspetti per scegliere un impianto d’aria condizionata

Per orientarsi al meglio nel mondo dell’odierna tecnologia, ecco quali aspetti considerare:

  • Valutare le proprie necessità

E’ importante considerare se si desidera installare il condizionatore solo per il raffrescamento oppure si vuole un sistema utile anche durante i mesi invernali. Valutare se si ha bisogno o meno di un dispositivo con deumidificatore. Inoltre occorre tenere presente il numero di ambienti che si vuole raffrescare, l’esposizione, la forma della stanza, il volume totale e la superficie.

  • La potenza del condizionatore

Sapere questa caratteristica permette di capire se è meglio un sistema di aria condizionata con uno o più split da installare nella stanza o stanze da raffrescare. La potenza del condizionatore si misura in BTU, 1 Kw corrisponde a 3412,142 BTU/hr. Per esempio uno split da 7.000 BTU è adatto per una stanza di circa 20 mq. Naturalmente occorre valutare le potenze degli apparecchi sia in raffrescamento, sia in riscaldamento, spesso differenti tra loro, per capire se l’impianto elettrico è in grado di supportare i consumi o se occorre richiedere un aumento dell’utenza elettrica in chilowatt.

  • Efficienza e risparmio energetico

Prima dell’acquisto di un condizionatore è fondamentale verificare l’etichetta energetica, obbligatoria, per privilegiare i modelli con le classi energetiche da A a A+++. Oltre a minori consumi, hanno ridotte emissioni di anidride carbonica in atmosfera. E’ importante controllare anche le sigle SEER – Stagional Energy Ratio – relativa al raffreddamento e SCOP – Stagional Coefficient of Performance – che indicano l’efficienta stagionale del condizionatore. In questo caso più i valori sono alti, maggiori sono le prestazioni e il risparmio energetico ottenuto.

  • La funzione che migliora l’aria

Molti degli apparecchi in commercio non si limitano a raffrescare, riscaldare e togliere l’umidità, ma permettono anche di migliorare l’aria dentro casa. Se si desidera un condizionatore con questa funzione, in fase di scelta occorre verificare che l’apparecchio sia dotato degli appositi filtri che raccolgono e bloccano le impurità dell’aria, compresi virus e batteri. Alcuni modelli sono anche dotati di ionizzatore, che rende l’aria molto più respirabile e pulita.

  • La rumorosità del condizionatore

I modelli meno recenti possono risultare rumorosi durante l’utilizzo. Presta, quindi, molta attenzione al numero di decibel dell’impianto quando selezioni un condizionatore d’aria, soprattutto se si desidera installarlo in camera da letto o in soggiorno.

Una volta che sono ben chiari quali aspetti considerare per la scelta di un condizionatore, non resta che affidarsi ad un esperto per l’acquisto e la sua installazione.

Trattandosi di una spesa non da poco, il consiglio è di richiedere online più preventivi per i condizionatori al fine di trovare la soluzione più adatta al miglior prezzo.

Ma come scegliere il preventivo migliore?

La scelta del preventivo di fornitura e installazione di un condizionatore d’aria è resa complessa dalle tante marche e modelli di apparecchi disponibili sul mercato, inoltre bisogna considerare anche i servizi di installazione, manutenzione e posa in opera che hanno dei costi a parte.

Una volta ricevuti i preventivi, il consiglio è di confrontarli e verificare che siano riportate alcune informazioni importanti. Prima di tutto il prezzo totale, assicurandosi che sia tutto incluso. In caso contrario è sempre meglio chiedere all’azienda quale lavoro non è compreso nel preventivo. Importante controllare quali marchi di qualità propongono e le informazioni relative alla garanzia dei condizionatori. Da non sottovalutare anche la data di inizio e di fine lavori.

Solo verificando e confrontando queste informazioni sarà possibile scegliere l’azienda con il miglior rapporto qualità-prezzo e procedere all’installazione di un condizionatore in tutta sicurezza.

 

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