31 Marzo 2020 / / Architettura

Gli spazi, le strutture destinate all’accoglienza del nuovo turismo, quello fatto del mordi e fuggi, dei soggiorni brevi, dei millennial affamati di tappe sono pensati per competere con le nuove forme di ospitalità. La concorrenza, più che dagli alberghi arriva dalle piattaforme web; chi non le ha mai usate? Sono pratiche, veloci, economiche, numerose, e ne hanno per tutti i gusti.

Non sempre però ciò che si vede è ciò che si presenta nella realtà. Delusione per vacanze rovinate, cattiva cura degli ambienti, arredi mancanti, scortesia possono condizionare il soggiorno. Non è la regola, ma chiunque ne abbia fatto uso più di una volta può dire di aver sperimentato con mano. Prende piede una nuova frontiera, quella delle strutture alberghiere smart; spazi minimi, accessoristica polifuzionale, stretto indispensabile, luce naturale e colori a tema. Tutto all’interno di una struttura all’insegna della sostenibilità e del green new deal in atto, per poter competere sul profilo economico ma aver capacità e disponibilità di offrire servizi e certezze non paragonabili.
ATIproject se n’è già occupato con un discreto successo, progettando strutture ad hoc per tre città europee molto diverse tra loro, ma unite dalla spinta di fare qualcosa per l’ambiente incontrando le esigenze delle nuove generazioni, come Firenze, Praga e Berlino.

26 Marzo 2020 / / Architettura

CH Zero nasce da e per ATIproject, una trasposizione in progetto dello spirito dello studio e del team che lo costituisce. L’intervento è una sperimentazione diretta, dal progetto alla cantierizzazione, di un design bioclimatico e sostenibile, anche attraverso l’adozione di materiali e strategie ecologiche. Centrale è l’utilizzo del legno: la struttura in pannelli XLAM ha permesso tempi di costruzione brevissimi, con una conseguente riduzione sui costi di costruzione. Completamente autosufficiente, l’edificio è dotato di un avanzato sistema domotico per il controllo integrato degli impianti meccanici ed elettrici. CH Zero costituisce la sintesi piena, nella mente e nel corpo, di ATIproject.

Ispirandosi al co-housing di stampo nord europeo, il progetto ha previsto fin da subito la condivisione di determinati spazi destinati ad attività comuni senza tuttavia rinunciare alla privacy una volta all’interno del proprio alloggio. “Zero” connota l’edificio-pilota, a cui dopo il successo e il riscontro della community seguiranno in futuro altri condomini con le medesime caratteristiche. Dopo soli 18 mesi tra nascita dell’idea, progettazione e completamento della costruzione (una tempistica decisamente veloce nel panorama dell’edilizia italiana, la cui fase di costruzione ha avuto una durata di 9 mesi), il sogno prende forma: i quattro piani ospitano abitazioni (12 appartamenti) e ambienti comuni, caratterizzati da una forte impronta green.

Grande importanza è stata data all’orientamento e alla forma dell’edificio: lo studio delle soluzioni formali e di involucro infatti, delle esposizioni e degli affacci permette di massimizzare gli apporti solari invernali e di minimizzare l’irraggiamento diretto in estate limitando il fabbisogno energetico. Sono stati scelti pacchetti d’involucro e infissi ad alta efficienza e inserite tecnologie domotiche. Il fabbisogno dell’edificio è coperto da un impianto fotovoltaico e da collettori solari termici.
Non hanno tardato anche i riconoscimenti: l’edificio è risultato vincitore del concorso di progettazione Viessmann (azienda leader degli impianti di riscaldamento) 2014 tra gli oltre 200 progetti inviati.

L’edificio sorge su un lotto di forma trapezoidale con accesso alla viabilità pubblica su uno dei lati corti e si sviluppa su 5 livelli complessivi, ospitando cantine e posti auto a piano terra, quattro appartamenti per piano nei tre livelli centrali, ambienti comuni, una terrazza panoramica e locali tecnici in copertura.

Il progetto pone particolare attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale della costruzione e del suo esercizio, fattori che da sempre rappresentano il principale focus progettuale di ATIproject. Il tema della sostenibilità è declinato in vari modi all’interno del progetto, dal disegno degli ombreggiamenti alla scelta dei materiali, alla scelta delle dotazioni impiantistiche. Date le ridotte dimensioni del lotto che hanno vincolato la disposizione planimetrica del fabbricato, l’attenzione è stata rivolta alla disposizione degli ambienti interni degli appartamenti in modo da massimizzare l’illuminazione naturale negli ambienti. Tramite l’utilizzo di specifici software di simulazione sono stati analizzati gli ombreggiamenti dell’edificio al fine di verificare la necessità e la tipologia di eventuali elementi schermanti e il posizionamento degli impianti solari.

Un approccio progettuale integrato abbinato a scelte costruttive e impiantistiche innovative applicato tramite un’indagine a tutto campo dei costi e dei benefici che ha consentito di costruire un edificio con elevati standard di vivibilità e risparmio energetico contenendo i costi di costruzione a livelli accessibili a tutti.

Possiamo quindi racchiudere questo intervento, in una sola parola: sostenibilità.

PROGETTO: CoHousing Zero
LUOGO: Pisa, Italia
TIPOLOGIA: Residenze
ANNO: 2014 – 2016
STATO: Completato
DIMENSIONI: 1.200 mq
DISCIPLINE: AR – ST – MEP
MEDIA: https://youtu.be/qBCxT_O4gaw

20 Marzo 2020 / / Architettura

È possibile tenere in considerazione, fin dalla fase preliminare del progetto, la multidisciplinarità delle tematiche che contribuiscono a rendere sostenibile un edificio? Come può il gesto compositivo non essere sottoposto a revisioni radicali durante lo sviluppo successivo del progetto?

È forse la domanda che qualunque progettista si è sempre fatto. L’orientamento della struttura, l’adeguamento al contesto, il numero e la posizione delle aperture, la verifica delle superfici minime, la distribuzione interna, sono solo alcuni dei fattori che incidono sull’efficacia del progetto. Il design computazionale cerca di rispondere a quest’esigenza, e le possibilità odierne dimostrano che sia già impiegato in ambiente BIM con successo. Da un lato i software di progettazione specialistica e analisi: Mold, Therm, EnergyPlus, Daysim, Radiance etc., dall’altra il desiderio e la necessità di rispondere nel modo migliore a domande di carattere estetico-funzionale.

La funzionalità è determinata dalla sostenibilità della struttura: ridotto consumo di materiali, di energia per riscaldamento e raffrescamento, basse emissioni, riduzione della CO2 prodotta, ciclo vita a basso impatto, sono solo alcuni degli aspetti che vengono definiti fin dal principio, durante la genesi del progetto. Le certificazioni, Leed, Bream e in generale di sostenibilità, dipendono sì dall’ingegnerizzazione del progetto, ma sono strettamente correlate alla capacità del progettista di tener conto delle peculiarità dell’ambiente in cui inserire la struttura.

La scelta è oggi mutuabile, orientabile fin dal principio attraverso processi iterativi, euristici o evolutivi, attraverso software specifici. Il design computazionale rende variabile la forma e la correla alle analisi che possono essere svolte con i software di simulazione. Il link che lega la prestazione registrata alla scelta progettale è resa possibile attraverso queste tecniche. Revit e Dynamo integrano questa possibilità per ampliare le metodologie di controllo e valutazione già dalle prime decisioni progettuali. I Loop di ottimizzazione permettono di valutare le configurazioni migliori fissando target obbiettivo precisi. Questo approccio è stato alla base di quanto poi approfondito nelle successive fasi progettuali che hanno permesso al centro Umberto Forti, progettato dallo studio pisano ATIProject, di raggiungere la certificazione Leed Gold rendendolo un esempio di sostenibilità e integrazione con il contesto.

10 Marzo 2020 / / Architettura

Progetto polo culturale Parma

Il progetto di restauro proposto va oltre i convenzionali confini disciplinari e introduce una strategia funzionale intelligente, semplice e flessibile al tempo stesso. Il confronto tra nuovo ed esistente avviene tramite la rottura dei logici rapporti tra spazi e funzioni, permettendo una moltiplicazione delle attività e delle relazioni. Si tratta di un approccio avvolgente tramite cui materiali e finiture trovano un nuovo senso. All’esterno gli edifici vengono conservati nella loro materia originale, custodendo all’interno una costruzione pienamente contemporanea. Un box modulare e componibile completa l’intervento che, consentendo varie modalità di utilizzo, permette l’attivazione puntuale di specifici eventi all’interno di uno spazio pubblico diffuso e interattivo.

Guarda il progetto completo realizzato dallo studio AtiProject

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

PROGETTO: Porto Culturale Parma
LUOGO: Parma, Italia
TIPOLOGIA: Centro Culturale
ANNO: 2016
STATO: Progetto Preliminare
DIMENSIONI: 4.300 mq
DISCIPLINE: AR – ST – MEP

9 Marzo 2020 / / Design

Ci siamo! Dopo aver metabolizzato gli sforzi e l’enorme fatica, siamo pronti per raccontarvi in breve cosa abbiamo fatto.
Partiamo dall’inizio e cerchiamo di procedere per ordine…

L’inizio del progetto di frazionamento

L’arrivo di Baby A. ha un pò modificato le nostre esigenze, siamo partiti con l’idea di acquistare un’appartamento in una determinata zona di Roma, rischiando però di essere troppo lontani dai nonni. Si sa che l’aiuto dei nonni e dei familiari, soprattutto in una grande città, è troppo prezioso. Quindi abbiamo deciso, proprio insieme ai nonni, di trovare un appartamento molto grande da dividere in due unità immobiliari. Detto così sembra tutto molto semplice, ma possiamo assicurarvi che non lo è stato. E’ proprio da qui che siamo partiti per il nostro progetto di frazionamento.

Dopo estenuanti ricerche (durate quasi un anno), abbiamo trovato l’appartamento adatto alle nostre esigenze. Ma come abbiamo fatto a capire che era proprio quello che stavamo cercando?

La scelta dell’appartamento

Bè avere l’architetto in casa è un bel vantaggio.
Il primo passo è capire come gestire lo spazio a disposizione. Nel nostro caso dovendo dividere la casa in due appartamenti è stato fondamentale capire come creare i nuovi servizi e la nuova cucina.

ingresso stato di fatto
il vecchio ingresso

Un consiglio fondamentale: quando trovate un appartamento interessante, non guardate i dettagli, le imperfezioni, ma soffermatevi piuttosto sulla metratura, i servizi, l’esposizione ed infine il palazzo. Un intervento di frazionamento è spesso molto invasivo, quindi la situazione pre-esistente andrà sicuramente modificata radicalmente.

Tornando a noi, verificata la metratura, gli scarichi, la struttura, e l’oggettiva possibilità di frazionare l’appartamento, siamo passati all’analisi delle esigenze delle due famiglie.

I nonni sono stati piuttosto chiari: un salone grande per accogliere tutta la famiglie durante le feste, una cucina separata, una camera spaziosa ed un bagno.

Per quanto ci riguarda, con l’arrivo di Baby A. e l’idea di allargare la famiglia le esigenze si sono così rimodulate: un soggiorno spazioso con cucina anche a vista, due bagni, due camere e possibilmente uno spazio da adibire a lavanderia.

stato di fatto
L’appartamento prima della nostra divisione

Nel prossimo articolo vi parleremo del progetto attuale e di come lo abbiamo realizzato, fino alla scelta di materiali e mobili.
Stay tuned!

L’articolo Casa My Happy Place: il progetto di frazionamento proviene da My Happy Place.

28 Febbraio 2020 / / Architettura

Progetto centro direzionale Umberto Forti

La nuova sede della “Forti Holding SpA” è l’archetipo della filosofia progettuale di ATIproject, sintesi perfetta delle idee di un piccolo team di progettisti, fondatore della grande realtà che lo studio oggi rappresenta. In essa si rileggono gli enzimi della trasversale creatività che ne caratterizzano i progetti. Il Centro Direzionale è un contenitore tecnologico in termini di efficienza energetica. L’uso dei pannelli fotovoltaici diventa parte integrante dell’immagine architettonica che, unitamente ai sistemi schermanti, differenziano il disegno dei prospetti all’interno della strategia bioclimatica di impatto sulle prestazioni dell’edificio. Il progetto, completato nel 2016, ha ottenuto la certificazione LEED GOLD nel 2018, primo nella regione Toscana.
Il nuovo quartier generale della Forti S.p.a., situato tra Pisa e Livorno, ospita gli uffici e il centro direzionale del gruppo aziendale. Il Centro rappresenta un chiaro esempio di architettura sostenibile. Le performance energetiche dell’edificio sono diretta conseguenza di una progettazione attenta agli aspetti bioclimatici; lo studio delle superfici opache e trasparenti è studiato in base al loro specifico orientamento.

Dalla strada principale, una grande hall accoglie i visitatori; il suo triplo volume si apre in una grande facciata ventilata. La facciata sud-est è invece caratterizzata da grandi vetrate continue opportunamente schermate da frangisole lineari a passo variabile. Queste scelte si riflettono all’interno in ambienti di lavoro con vista aperta sul verde e i monti. Il verde è presente anche all’interno dell’edificio con giardini pensili e terrazze rivestite in materiali naturali, contribuendo alla regolazione del microclima. Infine, la facciata sud è stata interamente rivestita con pannelli fotovoltaici. La produzione fotovoltaica copre gran parte dei consumi (>80%) per quanto riguarda il condizionamento invernale ed estivo e l’illuminazione. Grazie allo sviluppo di apposite soluzioni architettoniche, l’involucro diventa il primo impianto tecnologico dell’edificio. Parallelamente all’involucro è stato sviluppato un apparato impiantistico all’avanguardia, che impiega fra le altre cose impianti di illuminazione LED, un sistema geotermico per la climatizzazione degli spazi interni e ricuperatori di calore. Il mix di fonti rinnovabili e strategie di contenimento dei consumi fanno di questo complesso un punto di riferimento per l’edilizia sostenibile di tutta la Regione Toscana.

Scopri il progetto completo sul sito ATIProject

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

Progetto centro direzionale Umberto Forti

PROGETTO: Centro Direzionale “Umberto Forti”
LUOGO: Pisa, Italia
TIPOLOGIA: Uffici
ANNO: 2013 – 2016
COMMITTENTE: Forti Holding S.p.a
IMPORTO LAVORI: 6.690.000,00€
STATO: Completato
DIMENSIONI: 4.750 mq
PREMI: Certificazione LEED Gold
CREDITS: Photo by – Irene Taddei / Daniele Domenicali
MEDIA:

19 Febbraio 2020 / / Blogger Ospiti

Progetto museo della scrittura

Sviluppando l’idea del tratto come essenza della scrittura, il progetto per il Nuovo Museo della Scrittura si presenta come una piega continua all’interno della città. La torsione del volume nega la spazialità alla vista da strada, rivelandosi, al contrario, al Central Park di Songdo. Il movimento fluido dell’edificio, in sé scrittura urbana, è al tempo stesso principio formale e distributivo che si rilegge nel sistema dei flussi, nelle partizioni interne e nel sistema di illuminazione. Il lucernario in copertura fa sintesi di questi concetti, riportando al centro il tema della luce naturale, carattere fondamentale e fondativo di ogni spazio museale.
Il progetto, fonde insieme le due realtà, opposte, presenti nel luogo di intervento (natura e parco da un lato e densa urbanizzazione di grattacieli dall’altro) posizionando l’edificio come un elemento lineare sul confine dove le due realtà si “incontrano”. Il nuovo Museo Nazionale della Scrittura Mondiale è visto come un punto di unione, dove da un lato, l’orizzontalità e la forma dell’edificio abbracciano il parco, mentre, dall’altro, le direttrici del Museo entrano in relazione con la linearità verticale dei grattacieli circostanti.
Le superfici contorte del progetto, non sono solo astrazione concettuale, ma servono come struttura portante, strategia organizzativa, linee di movimento ed elementi che creano spazio in tutto il museo. La torsione della superficie di base nel museo è posizionata strategicamente nell’area della lobby, conferendogli un carattere spaziale unico. La hall del New Museum of World Writing si presenta come una nuova tipologia di ingresso ad un edificio culturale, dove invece di essere monumentale e chiusa, è visto come uno spazio aperto e invitante collegato con l’ambiente circostante. Inoltre, grazie all’orientamento del museo, la lobby ha la funzione di collegare i due contesti opposti, posizionando strategicamente il museo sul percorso tra la città e il parco e viceversa. D’altra parte, le aree espositive e le altre attività pubbliche sono organizzate in modo più tradizionale, in cui lo spazio è concepito attraverso superfici orizzontali e verticali, garantendo efficienza e flessibilità.

Scopri il progetto completo sul sito ATIProject

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

Progetto museo della scrittura

PROGETTO: Museo della scrittura
LUOGO: Corea del Sud
TIPOLOGIA: Culturale
ANNO: 2017
STATO: Progetto Preliminare
DIMENSIONI: 15.000 mq

18 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

Faro Brucoli

Un faro lussuosamente ristrutturato con terrazza panoramica e vista sull’Etna.

Il Faro Brucoli, costruito nel 1911, si trova alle porte della Val di Noto. È situato su una penisola del Mar Ionio, accanto al castello della regina Giovanna D’Aragona del 1400 e gode della miglior vista dell’Etna.

Con il “Progetto Valore Paese – DIMORE”, l’agenzia del Demanio ha selezionato sull’intero territorio nazionale dei beni di grande valore storico artistico e paesaggistico, tra cui il Faro di Brucoli, per essere recuperati e utilizzati a fini turistici culturali.

Il Faro è stato opera di una sapiente ristrutturazione da parte dello Studio Associato Itinera, Arch Giuseppe Di Vita, che ha valorizzato il prezioso faro dell’antico borgo marinario di Brucoli, mantenendo le peculiarità della fortunata posizione naturalistica ed esaltando le caratteristiche architettoniche della struttura.

L’intervento di recupero, oltre a importanti migliorie strutturali, è stato eseguito anche per l’interior design. Tutti gli arredi sono pezzi storici disegnati dei migliori designer italiani come Joe Ponti, Franco Albini, Franco Zanussi, Rodolfo Dordoni, Antonio Citterio.

L’impianto illumino tecnico interno ed esterno è di Viabizuno, le zone benessere sono tutte firmate antoniolupi.

Gli arredi rappresentano il meglio dell’eccellenza del design italiano: Zanotta, Cassina, Arclinea, Molteni, Maxalto, B&B, Porro e Talenti.

L’articolo antoniolupi firma il restauro del Faro di Brucoli a Siracusa proviene da Dettagli Home Decor.

12 Febbraio 2020 / / Blogger Ospiti

PROGETTO: Polo Scolastico “Romolo Capranica”
LUOGO: Amatrice, Italia
TIPOLOGIA: Educazione
ANNO: 2017
STATO: Opera Realizzata
DIMENSIONI: 4.400 mq
DISCIPLINE: AR – ST – MEP
MEDIA:

I terremoti causano vuoti fisici e vuoti psicologici. Operare in contesti post sismici vuol dire operare con semplicità e attenzione all’impatto sociale. È da questa considerazione che nasce il polo ‘Romolo Capranica’ ad Amatrice. L’intervento, basato su un progetto comunale, si articola in sei padiglioni, ognuno con specifica funzione e attività, tutti orientati secondo uno asse specifico garante dei dovuti livelli di comfort interno. La realtà emergenziale, fatta di tempi contratti e requisiti di sicurezza antisismica, è la cifra della sfida affrontata. Il complesso, frutto
di un approccio integrato in cui innovazione e tecnologia sono attori principali, è stato inaugurato a luglio 2019 grazie a un attento Project Management che rispettasse le particolari esigenze del contesto.

L’intervento consiste in un nuovo centro di educazione per i giovani ma è anche un forte simbolo di rinascita, un punto di ritrovo e coesione fruibile anche negli orari extrascolastici. E’ pensato come un insieme composito in cui i singoli elementi si raccolgono attorno all’Agorà centrale, luogo di condivisione. Il plesso scolastico è costituito da 4 edifici mono-piano (scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola media, liceo scientifico), una palestra ed un convitto a due piani; E’ stata garantita la fruibilità di tutti gli edifici che costituiscono il polo scolastico, grazie ad un doppio sistema di accessi. Dall’ingresso sul lato nord-ovest, presidiato dalla ludoteca e dalla palestra, si procede verso la cavità ingresso che accoglie l’entrata alla scuola primaria e dell’infanzia, e più avanti introduce ai due corpi separati e ruotati della scuola media e del liceo scientifico. Il convitto, leggermente rialzato e posizionato trasversalmente all’asse principale, conclude il sistema compositivo. Lo studio delle pavimentazioni garantisce riconoscibilità, facilità di orientamento e inclusione.

Scopri il progetto completo sul sito ATIProject

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

Progetto polo scolastico Capranica

5 Febbraio 2020 / / Architettura

PROGETTO: Nuovo Ospedale Universitario
LUOGO: Odense, Danimarca
TIPOLOGIA: Ospedale
ANNO: 2017 – 2022
STATO: Costruzione in corso
CONCEPT ARCHITETTONICO DEL PROGETTO: C.F. MOLLER
PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, STRUTTURALE, IMPIANTISTICA: ATIProject
DIMENSIONI: 250.000 mq
PREMI: The Plan Award 2019 – Categoria: Future – Hospital
BIM & DIGITAL AWARD 2018 – Categoria: Edifici Pubblici
MEDIA:

Altri video disponibili qui e qui

Il progetto del Nuovo Ospedale Universitario a Odense è un complesso organismo tecnologico e urbano al tempo stesso; dà forma e spazio al sistema di relazioni che lega pazienti, comunità locale e ambiente.

La struttura si articola attorno a quattro blocchi, ospitanti cliniche, day hospital, uffici e spazi di formazione, attraversati trasversalmente da due spine di collegamento che descrivono spazi ora inclusivi e immersi nel verde, ora aperti alla città.

La progettazione integrata del NYT OUH è sviluppata in ambiente BIM e, grazie ai processi di informatizzazione del progetto spazio, estetica e tecnologia lavorano assieme nel definire uno dei più grandi ospedali d’Europa.
Scopo del gruppo di progettazione è quello di creare una struttura sanitaria completamente integrata con il contesto sia a livello architettonico che tecnico-funzionale, ricercando la qualità e la valenza estetica dei diversi elementi studiati.

Il progetto è volto a realizzare un’opera che, mediante l’uso di materiali, soluzioni e metodi edilizi, contribuiscano alla tutela della salute, con il minimo impiego delle materie non rinnovabili e l’uso di materiali ecocompatibili. La fase progettuale è stata caratterizzata dall’individuazione di soluzioni tecniche che consentissero il rispetto del quadro economico previsto dal Cliente, degli standard qualitativi previsti e dei tempi prefissati.

Attraverso l’utilizzo di modelli informativi è stato possibile valutare la fattibilità di ogni soluzione tecnica individuata dal General Contractor (JV Odense Hospital Project Team CMB- ITINERA); L’uso innovativo delle tecnologie BIM, per tutte le discipline coinvolte nel progetto, ha permesso una gestione ottimizzata della progettazione ed un incremento di produttività ed accuratezza impossibili da ottenere con le metodologie tradizionali.

Il Nyt OUH sorgerà all’interno di un lotto di 80 ettari inserito in un contesto verde nella parte Sud-Est della città di Odense e occuperà una superficie a terra di 260.0000 mq.
Orientato su l’asse Nord Sud, il complesso ospedaliero si articola in sei sotto progetti (DP03-DP04-DP05-DP06-DP07): due spine centrali ortogonali tra di loro (DP03-DP04), alle quali sono connessi gli altri quattro blocchi (DP05-DP06-DP07-DP08).
Gli edifici si sviluppano in quattro e cinque piani fuori terra.

Il sottoprogetto DP03 ha una superficie di 60.910 mq per quattro piani fuori terra e rappresenta la spina dorsale dell’edificio che da nord a sud collega l’Università della Danimarca meridionale a Nord, con l’ingresso principale al Nyt OUH a Sud. E’ il corpo centrale e asse focale delle sinergie che si presentano dall’incontro tra ambiente di studio, ricerca e funzionamento ospedaliero; costituisce il collegamento con il DP04 e il SUND (Facoltà di Scienze della salute della Danimarca), ospitando anche funzioni rivolte al pubblico.

L’ingresso principale del Nyt OUH si trova all’estremità meridionale del DP03 e da qui, partendo dalla Hall, si sviluppa la “via” principale che corre lungo tutto il fronte Est arrivando a Nord al collegamento con l’edificio SUND. to progetto DP04 ha una superficie di 98.900 mq per cinque piani fuori terra. Al suo interno presenta reparti di trattamento tra cui: Day Hospital, Endoscopia e sale operatorie e due piani dedicati interamente alle degenze; i due corpi di fabbrica sono limitrofi al DP03, collegati con quest’ultimo mediante passerelle pedonali in acciaio, e costituiranno la zona Est-Ovest su entrambi i lati del DP03.

Gli altri quattro blocchi, chiamati Cluster (DP05-DP06-DP07-DP08), si raggruppano in quattro quadranti attigui ai due corpi di fabbrica principali (DP03-DP04).
Il Cluster DP05 si trova nel quadrante Nord-Ovest e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra per una superficie totale di circa 24000 mq. All’interno si trova il BUP – Reparto psichiatrico infantile (reparto, ambulatorio, uffi¬cio e palestra).
Il Cluster DP06 si trova nel quadrante Sud-Ovest e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra per una superficie totale di circa 20000 mq. All’interno ospita principalmente il Pronto Soccorso (FAM) ed i servizi ad esso interconessi (zone per i malati critici, aree per i pazienti acuti e ambulatori diagnostici).
Il Cluster DP07 si trova nel quadrante Sud-Est e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra e un piano interrato, per una superficie totale di circa 20000 mq. Comprende principalmente strutture per ufficio e ambulatori relativi ai seguenti dipartimenti: Gastroenterologia, Nuerologia, Oculistica, Ortopedia, Medicina infettiva, Neruchirurgia.
Il Cluster DP08 si trova nel quadrante Nord-Est e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra e un piano interrato, per una superficie totale di circa 27000 mq. Ospita i dipartimenti di Ematologia, Oncologia e Radioterapia, Medicina Nucleare, Farmacia Ospedaliera. Per quanto riguarda gli aspetti architettonici delle facciate esterne, una delle principali caratteristiche del progetto è la differenziazione dei diversi livelli dell’edificio, sia usando materiali diversi (facciata continua, rivestimento in corten, pannelli sandwich in cemento, facciata a cellule in vetro e alluminio) che accentuando un particolare orientamento (orizzontale e verticale) degli elementi della facciata.

Questa idea è stata sviluppata e rafforzata, aggiungendo una terza dimensione e un design più dinamico alla facciata, grazie all’estrusione di diversi elementi di rivestimento rispetto al filo esterno. L’uso del corten non è continuo su tutta la facciata e ha una configurazione dinamica che toglie monotonia dalla facciata, e la rende uno spazio più umano, più facile da percepire, da individuare e con cui relazionarsi. Inoltre, la disposizione del rivestimento è legata alla funzionalità e al comfort degli spazi interni.

L’ospedale è inteso come spazio pubblico, luogo di cure e spazio domestico, e la facciata è uno degli elementi che aiuta a comprendere e distinguere tutte queste diverse funzioni. La struttura portante dell’intero complesso ospedaliero sarà realizzata mediante un telaio tridimensionale con elementi in cemento armato prefabbricato e semi prefabbricato. L’uso innovativo delle tecnologie BIM applicate a tutto campo, per tutte le discipline coinvolte nel progetto, nonché gli strumenti di condivisione che il BIM offre, fruibili da tutti gli attori coinvolti nell’opera, hanno permesso una gestione ottimizzata della progettazione ed un incremento di produttività e accuratezza impossibili da ottenere con le metodologie tradizionali.

Il workflow è organizzato in base alle particolari esigenze di un progetto ad elevata complessità ed estensione, in modo che modello BIM e level of Information fossero più facilmente fruibili e verificabili in continuo a livello di coerenza e correttezza. Elemento chiave nella progettazione e nello sviluppo del Nyt OUH è stato quello di assicurare percorsi idonei per i pazienti, pensati per le necessità sia del malato che dei familiari e del personale ospedaliero.
Alla base del dimensionamento e della scelta del design interno c’è oltre ogni cosa l’attenzione al paziente e al suo buon progresso; si prevede, infatti, che questo contribuisca in modo significativo ad un funzionamento più efficiente e razionale dell’ospedale stesso.

Scopri il progetto completo sul sito di ATIProject