Una villa sulle colline di Creta

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Sulla costa meridionale di Creta, nei pressi della località balneare di Agia Galini, lo studio di architettura greco decaARCHITECTURE ha trasformato il progetto per una residenza moderna in un’opportunità di conservazione e recupero del territorio.

Denominata Ring House per la sua forma arrotondata, la casa, circondata da viste magnifiche del mar Egeo è stata disegnata per seguire la topografia esistente e apparire come un’estensione della collina stessa

Il sito era stato sfregiato da uno sviluppo infrastrutturale insensibile all’ambiente ma ora ha recuperato la sua morfologia originale ed è stato ripiantato con flora autoctona, il materiale di scavo estratto è stato utilizzato per recuperare la morfologia originale della collina.

Per mantenere un microclima fresco anche nelle calde estati greche, gli architetti hanno aggiunto diverse aree ombreggiate protette e un giardino interno piantumato con alberi di agrumi e piante commestibili.

“La casa è uno sforzo di conservazione del paesaggio” spiegano gli architetti ” è stata condotta un’indagine approfondita sulla flora autoctona al fine di comprendere i biotopi predominanti, prima della costruzione, in primavera, sono stati raccolti i semi che coltivati in serra sono stati poi seminati sulle tracce della vecchia strada eliminata”

Travi in cemento seguono la topografia esistente della collina e incorniciano il giardino interno

A villa on the hills of Crete

On the southern coast of Crete, near the seaside resort of Agia Galini, the Greek architecture firm decaARCHITECTURE transformed the project for a modern residence into an opportunity for conservation and recovery of the territory.

Called the Ring House due to its rounded shape, the house surrounded by magnificent views of the Aegean was designed to follow the existing topography and appear as an extension of the hill itself

The site had been scarred by an infrastructure development insensitive to the environment but has now recovered its original morphology and was replanted with native flora, the extracted excavation material was used to recover the original morphology of the hill.

To create a cool microclimate, in the hot Greek summers, the architects built part of the structure into the earth and added several shaded shaded areas, and an interior garden planted with a variety of citrus trees and edible plants.

“The house is an effort to conserve the landscape”, the architects explain, “Furthermore, a thorough investigation was conducted on the native flora in order to understand the predominant biotopes, during the spring, before the construction, the seeds collected and cultivated in greenhouses were then sown on the scars of the road for the regeneration of the flora “

Concrete beams follow the existing topography of the hill and frame the inner garden

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La piscina in giardino, da sogno a realtà

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Uno specchio d’acqua in cui immergersi ogni volta che lo si desidera per rilassarsi, per trovare refrigerio o per fare sport. Un tempo privilegio di pochi, la piscina si trasforma da sogno a realtà. Vi spieghiamo come.

Da sempre desiderio di chi possiede uno spazio adeguato, la piscina in giardino oggi è diventata un sogno raggiungibile per molti. Grazie infatti ai nuovi sistemi di fabbricazione proposti dal mercato, i costi si sono notevolmente abbassati, permettendo a chiunque di realizzare un impianto privato. Inoltre la piscina rappresenta anche un’opportunità per aumentare il valore del proprio immobile.

Un ultimo elemento che ha sicuramente incentivato la voglia di piscina è rappresentato dalle temperature che negli ultimi anni hanno raggiunto valori più alti del normale. Quindi sempre più persone optano per creare un luogo di refrigerio nella propria abitazione, dove potersi rilassare in totale privacy senza essere costretti a weekend fuori porta.

Progetto piscina

Il primo passo per realizzare una piscina in giardino è quello di valutare l’utilizzo che se ne vorrà fare, aspetto che condiziona forma, dimensioni e posizione, e il luogo dove la vasca verrà realizzata. Quest’ultimo rappresenta infatti un elemento importante su cui riflettere: se il terreno prescelto è sottoposto a vincoli geologici o urbanistici,oppure è destinato a usi agricoli, sarebbe addirittura vietato costruire una piscina. E’ bene quindi rivolgersi sempre al proprio Comune di  residenza per conoscere eventuali vincoli o regolamenti .

Detto questo si può procedere a delineare la nostra piscina valutando lo spazio a disposizione, la posizione della casa e la presenza di eventuali alberi o siepi. La cosa più importante è che la piscina riesca ad integrarsi con l’ambiente circostante, e che la sua posizione venga studiata nei minimi dettagli. Se, per ragioni climatiche la piscina potrà essere utilizzata per pochi mesi all’anno è sconsigliabile costruirla in una posizione visibile dalla casa. Una piscina vuota per 8/9 mesi all’anno non è certo esteticamente piacevole e può togliere parte del fascino al giardino. In questo caso, infatti,  è bene sfruttare i dislivelli naturali del terreno per evitare lo sguardo sull’impianto.

Oltre a ciò è bene pensare al personale utilizzo della piscina. Se, per esempio, verrà utilizzata dai bambini è meglio realizzarla vicino all’abitazione, per avere un controllo costante da parte di un adulto.

Un altro fattore che incide sulla scelta della posizione  è l’esposizione al sole: sfruttando le risorse energetiche naturali, si potrà innalzare la temperatura dell’acqua fino a 5/6 gradi. Sempre a questo proposito bisognerà valutare anche le ombre, proiettate dalla casa o da piante ad alto fusto per decidere dove creare uno spazio ombreggiato. Generalmente vicino al solarium.

Dimensioni

La cosa principale da considerare è lo spazio a disposizione: se si ha un immenso giardino, la piscina dovrebbe avere delle dimensioni notevoli  per  non sfigurare. Le dimensioni considerate ideali per un impianto privato sono di 5×10 o, meglio ancora, 6×12. Se amate praticare tuffi ricordatevi che nella zona a essi dedicata la profondità dovrà essere di almeno 3 metri, mentre per i tuffi dal bordo della vasca la profondità minima è di 2/2,25 metri.

Una forma classica o creativa?

Le attuali tecnologie permettono di realizzare qualsiasi forma vogliate. Attenzione però ai costi: più ci si allontana dalla classica forma rettangolare e più questi lieviteranno. Inoltre le forme geometriche e regolari sono quelle che stancano meno e permettono una manutenzione più semplice. Le piscine in cemento armato sono quelle che permettono una maggiore libertà espressiva. Questa tecnica di costruzione tradizionale garantisce una durata e una stabilità maggiori, ma è anche la più costosa e i tempi di realizzazione sono più lunghi.

Come soluzioni alternative esistono le vasche in cemento armato prefabbricato con ottime doti di resistenza  e costi di costruzione simili a quelli degli altri modelli prefabbricati. Un’ulteriore alternativa  è quella delle vasche monoblocco in vetroresina: un materiale resistente e impermeabile, realizzato con poliesteri stratificati e armati con fibre di vetro. Il montaggio è veloce, avviene a secco e si conclude in pochi giorni. Infine esistono anche vasche a tecnologia mista, che abbiano cioè il fondo in calcestruzzo armato a pareti costituite da elementi modulari prefabbricati  realizzati in diversi materiali.

Piscine fuoriterra smontabili e fuoriterra interrate

Una soluzione economica è rappresentata dalle piscine fuoriterra che vengono spesso utilizzate per la loro facilità di essere smontate e traslocate, nel caso in cui l’abitazione non sia di proprietà. Si installano velocemente e non richiedono interventi particolari sul terreno.

L’impatto estetico di una piscina fuoriterra è sicuramente inferiore rispetto a quello di una interrata. Per questo, a volte, possono essere interrate, previo scavo e drenaggio del terreno. Ovviamente, in questo caso, il costo sarà maggiore.

Ma quanto costa una piscina?

I costi di realizzazione sono molto vari perché dipendono dalla tipologia, dalle dimensioni e dal produttore e così via.  In linea di massima si può dire che realizzare una piscina interrata in cemento armato (fra materiali, opere murarie e di scavo, installazione) può avere un costo compreso tra 13.000,00 € e 20.000,00 €.

Per l’acquisto e l’installazione di una piscina interrata prefabbricata in vetroresina, come riferimento si può dire che la spesa si aggira intorno ai 16.000,00 € – 18.000,00 €.

Il costo delle piscine fuoriterra dipende dal materiale con cui sono realizzate, dalla dimensione e dall’azienda produttrice. Indicativamente, per una piscina fuori terra in PVC di 12 mq, il costo va da 400,00€ a 1800,00€; una vasca fuoriterra in acciaio di 24 mq può costare dai 900,00 € fino a 6.000,00 €; per una piscina fuori terra in legno di 50 mq si va da una spesa di circa 1.750,00 € fino a 15.000,00 €.

Costi di manutenzione 

Una piscina di medie dimensioni (6×12 m) costa, in linea di massima, tra i 1.200 e i 1.500 euro all’anno e comprende  il consumo dell’acqua, dell’energia elettrica, il gasolio per il riscaldamento, i prodotti chimici, le spese di manutenzione dell’impianto e polizza assicurativa, non obbligatoria ma raccomandata.

 

 

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La casa della Roccia in Portogallo

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Linee pulite e geometrie semplici ma moderne caratterizzano la casa della Roccia, disegnata da Christian Sintes di LUV Architecture & Design sulle scogliere dell’Algarve in Portogallo.
I proprietari infatti volevano una casa che desse dato l’impressione di essere sempre stata lì, nata e cresciuta sulle scogliere di un ocra rossastra dell’Algarve, di fronte all’Atlantico.

The Rock House in Portugal

Clean lines and simple but modern geometries characterize the house of the Rock, designed by Christian Sintes of LUV Architecture & Design on the Algarve cliffs in Portugal.
The owners actually wanted a house that gave the impression of having always been there, born and raised on the cliffs of a reddish ocher in the Algarve, facing the Atlantic.

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Un ampliamento moderno per collegare la casa con il giardino

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Situata a Highett, un sobborgo di Melbourne, questa estensione contemporanea rende omaggio al design moderno di metà del secolo e allo stesso tempo amplia gli spazi abitabili collegandoli al giardino.

Progettata dallo studio di architettura Megowan , gli elementi che caratterizzano Plated House sono indubbiamente la forma del tetto e il rivestimento in legno di cipresso carbonizzato del nuovo volume.

Prima dei lavori di ristrutturazione i pavimenti erano irregolari, l’intonaco si stava sgretolando, il retro della casa stava cadendo a pezzi  e la disposizione degli ambienti pessima con poca o nessuna connessione con il grande giardino sul retro“, affermano i progettisti.

Per portare più luce naturale all’interno dell’abitazione, lo studio ha installato sulla copertura della nuova struttura sei lucernari. Al centro, il tetto forma una depressione che segna l’ingresso alla casa. Il rivestimento in legno di cipresso carbonizzato mimetizza la struttura nell’ambiente, creando al tempo stesso un netto contrasto con l’interno bianco e luminoso. Anche la cuccia del cane ha subito il medesimo trattamento.

Internamente sono stati aggiunti due nuovi bagni, inoltre, sono state spostate alcune pareti interne per ricavare una camera padronale  e due camere da letto.

Pieno di luce naturale, l’interno appare arioso e luminoso. Gli spazi abitativi presentano pareti bianche, pavimenti in legno o piastrelle e mobili dal design contemporaneo. La cucina è l’ambiente della casa che collega l’interno con l’esterno dove i clienti hanno accesso a una spaziosa terrazza attrezzata con tavolo e sedie, al riparo dal sole grazie alla presenza di alberi secolari.

Fotografie © Tom Blachford

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Giardino senza barriere: soluzioni innovative e consigli

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Un giardino senza barriere è un giardino accogliente, godibile, accessibile a tutti. Alcune soluzioni e consigli per rendere fruibile il giardino anche per chi ha una mobilità ridotta.

Giardino senza barriere: soluzioni innovative e consigli

La progettazione senza barriere architettoniche è ancora considerata una branca accessoria, dedicata solo ad utenti con ridotta capacità motoria. Spesso le strutture senza barriere sono considerate esteticamente poco attraenti, e i vincoli imposti ai progettisti sono vissuti come restrizioni alla creatività.

Mentre per alcune strutture pubbliche la rimozione delle barriere architettoniche è obbligatoria, nell’edilizia privata si è meno sensibili al tema dell’accessibilità. In realtà gli ostacoli fisici possono creare difficoltà alla mobilità di tutti, e anche in condizioni di perfetta salute, l’età avanzata può rendere disagevole e pericoloso affrontare determinate barriere, come le scale.

In linea generale, l’accessibilità dei luoghi dovrebbe essere uno dei principi cardine di una progettazione di qualità. 

Come vedremo, eliminare o ridurre le barriere architettoniche non è un’impresa impossibile, anche nel tuo giardino. 

Barriere in giardino, le soluzioni reversibili

Le scale e i dislivelli in generale rappresentano l’ostacolo più comune per l’accesso agli spazi outdoor. Passaggi stretti e tortuosi, porte e cancelli difficili da aprire, ostacoli come fioriere o arredi collocati sui punti di passaggio, un suolo irregolare e sdrucciolevole completano un quadro non proprio confortevole. 

Tra le soluzioni reversibili per superare i dislivelli ci sono le rampe, le pedane e l’ultima generazione di montascale da esterno, che non richiedono opere murarie importanti.

 

Le scalinate brevi con gradini bassi si possono superare grazie alle rampe, con o senza corrimano. Va tenuto conto che, in presenza di sedia a rotelle, una pendenza superiore all’8% non è affrontabile senza un accompagnatore. 

Per il vostro giardino, il mio consiglio è quello di adoperare le rampe in legno: sicuramente sono più eleganti di quelle in metallo e più adatte per gli esterni.

Se siete bravi con il fai da te, potete anche pensare di costruirle voi stessi, magari recuperando il legno dei pallet, come spiegato in questo simpatico video.

 

Per rendere inoffensivi cordoli, soglie di portefinestre e altri ostacoli simili a livello del suolo, si possono utilizzare delle pedane o le apposite rampe da soglia.

I sistemi di elevazione

Per scalinate più lunghe e ripide, esistono ottimi sistemi automatici di elevazione espressamente studiati per gli esterni. Questi montascale da esterno, che si tratti di servoscala a pedana o di poltroncine, devono avere determinate caratteristiche per essere montati in esterno. Innanzi tutto, l’alimentazione deve essere indipendente dall’impianto elettrico, sopratutto nel caso in cui l’apparecchio vada montato lontano dall’edificio. Assicuratevi che i materiali siano di buona qualità, trattati per resistere agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti. Infine, controllate che il sistema sia sicuro e affidabile. Il mio consiglio, in questo caso, è quello di evitare il fai da te, rivolgendosi a ditte specializzate nella produzione di questi dispositivi e qualificate per un montaggio in assoluta sicurezza.

Interventi permanenti

Gli interventi permanenti riguardano principalmente gli accessi, i vialetti e la pavimentazione. Cominciando dagli accessi, oggi esistono sul mercato porte e portefinestre a soglia ribassata, che eliminano ogni soluzione di continuità tra il pavimento interno e quello esterno. Questo escamotage garantisce un transito agevole, a patto che il livello del suolo all’esterno sia complanare. Per questo dovete prevedere una piattaforma in cemento che faccia da filtro tra il giardino vero e l’interno. Una terrazza per sostare in sicurezza, che può diventare, se lo spazio lo consente, il vostro salotto all’aperto per le belle giornate di sole.

Per collegare la terrazza al giardino, oltre alle rampe in legno o metallo di cui parlavo sopra, si può ricorrere alle rampe fisse in cemento, 

 

Che aiutano ad eliminare i dislivelli in modo permanente. 

Accesso alle aree coltivate

Anche i vialetti del giardino andranno adeguati per permettere a chi ha difficoltà di movimento di godere anche degli angoli più lontani dall’edificio. La larghezza dei camminamenti deve essere di almeno un metro e mezzo, e per il suolo vanno assolutamente evitati la ghiaia, la sabbia, la pietra irregolare e le doghe in legno. 

Per le terrazze, le rampe in cemento e per i vialetti, optate per rivestimenti antiscivolo.

Utilizzate linee curve e sinuose, evitando gli angoli retti, che rendono difficile manovrare una carrozzella. Questa soluzione ha il pregio di rendere gradevole e armonioso il vostro giardino anche dal punto di vista estetico.

Nulla vieta di rendere accessibile anche il prato, se presente, a patto che il suolo sia compatto e che l’erba sia sempre ben rasata.

I giardini sono fatti per rilassarsi e godersi l’aria e il sole, ma anche per svolgere attività ricreative, come la coltivazione di erbe aromatiche, fiori, verdure. 

Giardino senza barriere soluzioni innovative e consigli

Perché non costruire delle aiuole rialzate o un orto verticale? Oltre a consentire ai nonni di accudire le piante senza doversi chinare fino a terra, questa soluzione è anche elegante e di tendenza.

In conclusione, un giardino senza barriere, se ben progettato, oltre a essere accessibile a tutti, è molto più sicuro, bello da vedere e ha più valore sul mercato immobiliare.


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Un Airstream vintage ripensato come ufficio mobile

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Edmonds + Lee Architects di San Francisco  ha trasformato un caravan degli anni ’60 in un moderno spazio che funge da ufficio e casa mobile .

Negli ultimi il mondo del lavoro è molto cambiato. La tecnologia ha portato a nuove professioni e sempre più persone hanno iniziato a lavorare da casa. Una tendenza, questa, che sta prendendo piede in tutto il mondo. Chi ha la fortuna di poter gestire la propria attività con un computer e una connessione internet, può lavorare ovunque anche girovagando per il mondo, magari con un fantastico caravan come questo.

Progettato da Edmonds + Lee Architects, con sede a San Francisco, in collaborazione con Silver Bullet Trailer, questo Airstream è stato trasformato per un imprenditore della Silicon Valley che desiderava un ufficio pratico da utilizzare come spazio di lavoro ma anche come casa mobile. Insieme a sua figlia, designer industriale, ha acquistato il caravan in Germania. Questo raro Airstream vintage, Bambi II, ha viaggiato da Amburgo alla California, dove ha preso il nome di Kugelschiff (che si traduce in “bullet ship”) ed è stato trasformato in un perfetto ufficio mobile.

Multifunzionale e adattabile a diverse esigenze, l’interno presenta un design elegante e minimalista.  La perfetta integrazione di elementi diversi ha permesso al team di creare uno spazio flessibile in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza. Nonostante le sue dimensioni ridotte, solo 8 mq, il caravan ha un design ottimizzato che sfrutta al massimo ogni centimetro a disposizione.

Da un lato, c’è un divano curvo con rivestimento in lana Maharam e un moderno tavolo rotondo. Sul lato opposto, invece, una scrivania regolabile in altezza che all’occorrenza si trasforma in una pratica base per il letto. Grazie al materasso ad aria, diventa un posto letto confortevole con una vista meravigliosa. Qui, il team ha installato anche armadi in rovere che nascondono attrezzature, un frigorifero, un lavandino e più spazio di archiviazione. L’alluminio verniciato bianco riveste le pareti, mentre i pavimenti sono in legno di frassino.  Il caravan è inoltre dotato di pannelli solari e un ripetitore Wi-Fi, nonché un sistema Nest intelligente.

Fotografie © Joe Fletcher

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Un loft con piscina in un teatro abbandonato

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Questo loft con piscina, dal design elegante e sofisticato, era in origine un teatro; la struttura si trova nel quartiere di Poblenou, nel cuore di Barcellona ed è stato trasformato in un loft con piscina grazie agli architetti di Cadaval e Sola Morales. Gli arredi ricercati e le grandi vetrate contrastano con successo con i vecchi muri in mattoni riportati alla luce.

A loft with a pool in an former theater

This loft with pool, with an elegant and sophisticated design, was originally a theater; the property is located in the Poblenou district, in the heart of Barcelona and has been transformed into a loft with a swimming pool thanks to the architects of Cadaval and Sola Morales. The refined furnishings and large windows contrast successfully with the old brick walls brought to light.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Sandra Pereznieto
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Un loft brutalista per l’architetto

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Questo loft dal mood brutalista si trova sull’ Avenida Paulista, l’arteria principale di San Paolo, in Brasile; scelto come propria abitazione dall’architetto Eduardo F. Correia, l’appartamento di circa 65m², è all’interno di un edificio dallo stile brutalista degli anni ’50, disegnato da Jacques Pillon e Gian Carlo Gasperini. Il progetto ha rivisto il layout della casa e l’arredamento, costituito da arredi in stile minimalista con alcuni pezzi iconici. 

A brutalist loft for the architect

This loft with a brutalist mood is located on Avenida Paulista, the main artery of São Paulo, Brazil; chosen as its own lodge by the architect Eduardo F. Correia, the apartment of about 65m², is inside a building with a brutalist style of the 50s, designed by Jacques Pillon and Gian Carlo Gasperini. The project has revised the home’s layout and furnishings, consisting of minimalist-style furnishings with some iconic pieces.

 

Foto: Salvador Cordaro
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Una casa con gli interni disegnati dal colore

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In Sicilia, sull’isola di Lipari, una casa con gli interni disegnati dal colore: il blu delle barche da pesca con il rosso ed il giallo. Non è la solita casa eoliana che ti aspetti neppure la solita casa in cui la mano dell’ architetto è preponderante: semplicemente è una casa su tre livelli articolata per integrarsi con il mare.

In questo progetto l’ Architetto Fabrizio Miccò, appassionato di mare, propone la sua visione di un’ abitazione che si affaccia sull’ arcipelago delle Eolie.

La casa di 70 metri quadri, di cui 17 dedicati al soppalco che ospita la camera da letto, si sviluppa su due livelli, oltre alla terrazza di 50 mq. Gli ambienti sono piccoli ma misurati con un attenzione alle viste sia interne che esterne. Il risultato della ristrutturazione è uno spazio essenziale, ricco di luce e personalizzato in maniera gioiosa.

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Realizzare ARCHITETTURA (ma non in italia)

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L’innovativo progetto dello studio di architettura tailandese Octane architect&design, ci porta in una villa privata tailandese.
L’architettura è caratterizzata da volumi disposti liberamente fuori terra, la struttura e le coperture convergono verso un cortile centrale che svolge le funzioni dell’Atrium di una Domus dell’antica Roma:
“un cortile, dove la luce del sole è lasciata libera di passare e dove può cadere la pioggia. Il muro diagonale collega la struttura esterna dell’edificio con quella del cortile, così come fa il tetto (inclinato)”

Ma, mettendo da parte per un momento l’eleganza della soluzione, concedeteci per una volta uno sfogo.

Sono quasi 10 anni che su Coffee Break condividiamo con voi i progetti di architettura che ci colpiscono e ci ispirano;
la quasi totalità dei progetti che trovate qui NON sono stati realizzati in Italia

In progetti come questi salta dolorosamente agli occhi la libertà di cui hanno potuto godere gli architetti e i loro committenti:
anno di realizzazione 2019, volumi liberamente disposti sul terreno, grandissime vetrate…

Impensabile per noi!

In Italia ci vorrebbero anni; un progetto del genere starebbe ancora girando per uffici pubblici, in 5 copie, accantonato in un angolo da svogliati impiegati, in attesa del nulla osta, del silenzio assenzo, dell’integrazione, con un faldone si riempirebbe di richieste, solleciti, numeri di protocollo ecc ecc

O peggio, sarebbe stato ferocemente osteggiato da tutti coloro che non concepiscono qualcosa di diverso dall’edilizia vernacolare, la famosa edilizia povera ma sapiente, che dovrebbe “sorprendere per la felice sintesi forma-materia”,  ma che nella maggiorparte dei casi delude, perchè l’edilizia che vediamo girando lo sguardo tutta questa sapienza non ce l’ha.

Così mentre in altri paesi gli architetti hanno la possibilità di portare avanti una ricerca architettonica concreta, sperimentare materiali e soluzioni, realizzare architettura, fare cultura,
in Italia, no, un architetto anche quando riceve carta bianca  dal committente, al massimo può progettare qualcosa che sia accettabile dall’articolo di un tal Regio Decreto e che sia anche mimetico coi palazzotti che stanno intorno, costruiti nel dopoguerra, con un pò di mattoni, tufo, e quel pò di cemento che a giudizio del mastro bastava per farli rimanere in piedi.

L’Italia è famosa in tutto il mondo per la sua meravigliosa architettura perchè i nostri predecessori hanno avuto coraggio, hanno osato sperimentare e spingere le tecniche e i materiali ai limiti.
Oggi invece ci viene imposto di arrenderci all’indolenza di una burocrazia elefantiaca che si nasconde dietro leggi e normative, abbassare il livello, non osare, non progettare.

Questo si traduce in immobilismo e arretratezza

E noi non ci stiamo.

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