Come cambiare piantina ad un kokedama

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Idee


In ambito botanico questo è l’anno del kokedama. Una tradizione giapponese che vuole le piante più piccole, poste in una sfera di terra e muschio, anziché in vaso. Questa nuova veste delle piante è impazzata su web, diventando una vera e propria tendenza! Sono la prima ad ammettere di essermene innamorata sin dalla prima foto vista su Pinterest!

Puoi comprarli dal fioraio!
Sono composti da una sfera di terricci speciali e uno strato esterno di muschio, attaccato alla terra attraverso vari giri di spago.

Puoi agganciarli al soffitto e lasciarli sospesi, o appoggiarli su un piano (la prima versione è la mia preferita!).
I kokedama sono perfetti per le baby plants ed hanno davvero un grande potere decorativo!

Per innaffiarli basta immergerli per un po’ in un contenitore, per poi strizzarli delicatamente. Originale, non trovi?

Ma che si fa se la piantina del kokedama cresce troppo o appassisce? 
No, non devi necessariamente buttare tutto il pacchetto!
Segui queste istruzioni, per cambiare la piantina al tuo kokedama.

1. Libera il kokedama dagli strati di spago.


2. Apri delicatamente il kokedama in due, con le mani ed elimina la piantina e le vecchie radici.



3. Togli una porzione di terra dal cuore delle semisfere e tienila da parte.



4. Aggiungi, in rapporto 1 a 1, del terriccio universale alla terra ricavata dal kokedama. Mescola il composto ottenuto.



5. Aggiungi al composto un po’ d’acqua, impasta e fai una polpetta che possa essere chiusa all’interno delle due parti del kokedama.




6. Apri la polpetta in due e metti in sede la nuova piantina. Poi richiudi la polpetta.


7. Vaporizza le pareti interne del kokedama e poi ricomponi il tutto: avvicina le semisfere alla polpetta e tienili stretti con le mani.


8. Assicura il kokedama con dei giri di spago e nodi. E voilà, il tuo kokedama è tornato splendente!


Sul web ci sono un sacco di video ed articoli che spiegano come autoprodurre un kokedama, ma raramente si parla di come mantenerlo vivo nel tempo. Quindi, se conosci qualcuno che ha un kokedama, consigliagli questo post! 

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Serre da giardino: i materiali

Pubblicato da blog ospite in Idee, Non Ditelo all'Architetto

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

È in arrivo la brutta stagione ma voi non volete proprio rinunciare al vostro orto che vi permette di mangiare sano, fare conserve e, perché no, passare il tempo in maniera piacevole.

Una soluzione c’è e la potete trovare nel web: serre da giardino online.

serre da guardinoserre da giardinoserre da giardino

Ma, c’è sempre un ma, le soluzioni per quanto riguarda i materiali sono molteplici, vediamole!

Serre da giardino in vetro

Esse permettono di coltivare tutto ciò che volete ricreando le condizioni ottimali per la crescita anche quando le temperature esterne sono avverse. E non dimentichiamo la luce, indispensabile per la fotosintesi delle piante, che provenendo dal vetro antinfortunistico, permette di mantenere il giusto calore e la giusta umidità aprendo o chiudendo gli sfiatatoi.

Per l’esposizione di questo tipo di serra bisogna considerare che il sole mattutino è quello più benefico per le piante, quindi andrà messa a sud e mai sotto alberi che fanno ombra in inverno perché il sole ha meno forza in questo periodo. Se poi riusciste a riciclare l’acqua piovana, magari accostando la serra a un punto dove cade, sarebbe proprio l’ideale per il risparmio idrico.

E la manutenzione è semplice perché basterà tenere puliti i vetri, sostituirli se si rompono ed eventualmente, trattare le superfici che costituiscono lo scheletro della serra con prodotti conservanti.

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in PVC

Parlando di coperture plastiche possiamo dire che ve ne sono di rigide, di semi-rigide o a film plastici. Esse sono anche resistenti, leggere, maneggevoli ed economiche però hanno una durata limitata nel tempo, spesso vanno frazionate per via delle deformazioni che subiscono e trattengono meno calore del vetro. Questo però varia in base allo spessore del materiale plastico che, più sarà rigido e più si assimilerà al vetro in quanto a caratteristiche.

serre da giardino  serre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in policarbonato

Serre leggere ma resistenti, più leggere del vetro e con un punto di rottura più alto (si rompe meno facilmente). Possono essere alveolari (costituite da vari pannelli) oppure compatte con lastre di spessore diverso per ottimizzare l’isolamento termico con proprietà anti UV. Ulteriori vantaggi di questo materiale sono la resistenza agli urti, la flessibilità e la garanzia contro l’ingiallimento tipico della plastica.

Anche queste serre necessitano di manutenzione e pulizia, soprattutto all’interno per evitare il proliferare di funghi e muffe. Inoltre, non bisogna trascurare di oliare tutti i cardini che di porte e sfiatatoi.

serre da giardino

Dopo questa breve panoramica sui tipi di serra in commercio, potrete coltivare i vostri ortaggi preferiti anche con delle temperature esterne non ottimali.

L’articolo Serre da giardino: i materiali proviene da Architettura e design a Roma.

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Giardino giapponese, come realizzarlo a casa tua

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Elegante, armonioso, suggestivo: il giardino giapponese esprime il perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura.

Daigo-ji Kyoto Giappone

Avete sempre sognato di allestire un giardino in stile giapponese, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una piccola guida che può aiutarvi ad orientarvi e a compiere i primi passi. La prima cosa che dovete sapere, è che non è necessario disporre di spazi enormi per avere un giardino giapponese: può bastare un patio interno, un fazzoletto di terreno nel retro della casa, un’aiuola all’ingresso. Inoltre è molto più facile da realizzare e meno costoso di un giardino all’occidentale.

Tipologie di giardini giapponesi

Esistono diverse tipologie di giardino giapponese: le loro origini si perdono nella notte dei tempi, e nel corso della storia hanno subito le influenze culturali e religiose delle varie epoche.

In estrema sintesi, si possono così riassumere:

  1. Chisen: sono i giardini più grandi e lussuosi, nati nei palazzi imperiali. La loro caratteristica principale è la presenza di stagni con percorsi collegati dai tipici ponti di legno.
  2. Roji, o giardino del tè: molto semplice, circonda la casa del tè o Chaniwa. Delimitato da una recinzione, ha sempre un sentiero (tobiishi ) realizzato con pietre piatte (nobedan) e gli unici manufatti ammessi sono  i bacili in pietra per purificarsi e le lanterne di pietra che rischiarano il cammino che conduce alla casa del tè.
giardino giapponese Chaniwa giardino del te
  1. Karesansui, impropriamente denominati giardini zen, furono introdotti in Giappone dai monaci buddisti. Sono i giardini più semplici in assoluto, composti esclusivamente da ghiaia e pietre.

Giardino-giapponese secco Karesansui detto zen

  1. Tsuboniwa sono minuscoli giardini urbani, inseriti nei cortili interni o tra le case a schiera

Giardino-giapponese urbano Tsuboniwa

Progettazione

Prima di cominciare a progettare il giardino giapponese, vi consiglio di documentarvi sulla filosofia che impregna questi manufatti. La sensazione di ordine, armonia e pace è infatti il risultato di una saggezza antica che attribuisce un significato ad ogni elemento. Semplificando, il giardino giapponese riproduce in miniatura una versione astratta e stilizzata del paesaggio ideale. Le rocce simboleggiano montagne o isole; la ghiaia rappresenta l’acqua, e così via. Tutto dovrà essere disposto seguendo uno schema che faccia apparire il giardino allo stesso tempo naturale ma non selvaggio, in cui l’intervento umano non viene percepito. I principi più importanti nella progettazione di un giardino giapponese sono l’asimmetria, il contrasto e la disparità. In questa fase è opportuno consultare un giardiniere professionista, che saprà darvi le indicazioni adeguate: andranno rimossi elementi preesistenti, si dovrà creare un letto per la ghiaia, il drenaggio, stabilire percorsi e scegliere piante e arbusti.

Elementi, piante e colori

Il giardino più semplice è il Karesansui, formato da rocce e ghiaia e circondato da un percorso in pietra che facilita l’operazione della rastrellatura della ghiaia. Le pietre, in numero dispari, devono essere proporzionate alla dimensione del giardino. Vanno collocate in modo da essere viste per intero da ogni visuale: bandita la simmetria, posizionatele in verticale e in orizzontale, formando gruppi a partire da una pietra dominante sulle altre. Questo tipo di giardino può essere riprodotto in qualsiasi dimensione, a partire da quello in miniatura da salotto.

Giardino giapponese

Per un giardino più articolato, il mio consiglio è quello di cominciare allestendo un’area Karesansui e di circondarla con rocce e del verde. Il prato è sostituito da un tappeto di muschio o di ginepro strisciante, che ricopre il terreno e le rocce. Il colore dominante é il verde: sono concesse macchie di rosso, arancione, rosa e bianco. Scegliete aceri, pini, bambù, camelie del Giappone, glicine, ciliegi e pruni. Se poi amate l’acqua, potete ricavare uno stagno da rifinire con bordi di pietre, e da popolare con canne acquatiche e le bellissime carpe koi. Gli unici elementi decorativi concessi sono le lanterne e i bacili in pietra.

Manutenzione

Pur essendo minimalista, anche il giardino giapponese ha bisogno di manutenzione. Oltre alle normali operazioni di pulizia, va dedicata una cura particolare alla potatura. Ogni albero e arbusto va potato con perizia per assicurare fioriture abbondanti e per mantenere le particolari forme cesellate tipiche dei giardini giapponesi.


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I MAESTRI DEL PAESAGGIO 2018 landscape, garden & design

Pubblicato da blog ospite in Architettura, News, Room by Room
L’edizione 2018 si presenta in maniera differente dalle precedenti, viene proposto un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dal vocabolario caleidoscopico di cui si compone il Paesaggio, ovvero dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante. I miliardi di piante presenti oggi sul pianeta giocano un ruolo fondamentale per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, per contrastare l’inquinamento, consolidare il suolo e regimare i corsi delle acque. Prelevate dal loro ambito naturale, tuttavia, e invitate a diventare la materia prima naturale per la realizzazione di un giardino, di un parco, di un paesaggio urbano a piccola o grande scala, spesso non riescono a rivestire lo stesso ruolo di protagoniste che hanno in natura.Infatti, le piante, una volta sottratte dal loro habitat naturale selvaggio, o dalla natura addomesticata di un vivaio, per ripartire come protagoniste della nuova vita, hanno bisogno del supporto di un’azione consapevole e fondamentale che le aiuti: il progetto.
PIAZZA VECCHIA
Per l’ottava edizione della Green Square, l’allestimento trasforma Piazza Vecchia e i diversi angoli di Città Alta in uno straordinario giardino. Protagonista è Piet Oudolf, riconosciuto a livello internazionale come il maestro del plant design, protagonista di un nuovo movimento, il New Perennial, che predilige nel giardinaggio l’utilizzo di fiori ed erbe perenni.

Paesaggista Olandese, la voce più importante di un nuovo movimento nell’utilizzo delle erbe e dei fiori perenni. Ha realizzato centinaia di giardini pubblici e privati in tutto il mondo. Tra i più celebri ricordiamo la High Line di New York e il Lurie Garden al Millennium Park di Chicago, le istallazioni temporanee alla Biennale di Venezia e al Serpentine Gallery Pavilion.

Probabilmente la figura più importante del giardinaggio moderno. I suoi paesaggi, sapientemente composti, evocano il passato del luogo, celebrando l’estetica del mondo vegetale e invitando il visitatore a fermarsi, osservare, riflettere.

Profondo conoscitore del comportamento delle piante, Oudolf progetta paesaggi accostando diverse specie di piante e valorizzandone le specifiche metamorfosi in ogni periodo dell’anno, anche prima e dopo la fioritura.
PORTICO DELLA BIBLIOTECA ANGELO MAI
Il progetto di Zenucchi arredamento si è ispirato al tema guida della manifestazione I Maestri del Paesaggio: PLANT LANDSCAPE, un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante ed i fiori. Grazie alla preziosa collaborazione con Kettal, è stato allestito il portico della Biblioteca progettando ambientazioni outdoor con l’inserimento di arredi di design firmati da architetti internazionali come Patricia Urquiola e Rodolfo Dordoni.

La location si affaccia su Piazza Vecchia, trasformata per l’occasione in uno straordinario giardino che accoglie diverse specie di piante e fiori settembrini. Di fronte ad un panorama simile, l’allestimento di Zenucchi non poteva non avere un legame con il concept intrapreso da Piet Oudolf. Le alte piante che l’anno scorso hanno caratterizzato il portico della Biblioteca, quest’anno lasciano il posto a graminacee e fiori settembrini, sempre accolti dai vasi di Atelier Vierkant: un tocco di colore dato dalla natura stessa.

Gli arbusti vengono invece posti in alto: il verde pende dal cielo grazie a strutture circolari in specchio sospese che accolgono diverse tipologie di piante. L’allestimento di Zenucchi arredamento nasce quindi dalle “parole” originarie che quest’anno stanno alla base di tutta la narrazione della manifestazione: piante e fiori sono i protagonisti del Portico e gli arredi contribuiscono a creare un ambiente in cui queste “parole” possono esprimersi.Proprio per questo motivo sono stati scelti colori tenui e neutrali per gli arredi Kettal, che riprendono i toni del cielo e del prato, per creare uno sfondo in cui il colore si manifesta tramite i fiori: una sola vivace nuance che dà vita alla Biblioteca Angelo Mai.
PIAZZA LORENZO MASCHERONI
Il giardino effimero che Gardenia, con Sarah Eberle e Anna Sbokou, creano quest’anno in Piazza Mascheroni, viene denominato “Mirrored Landscape – Il Paesaggio Rispecchiato”.Una Green Square che sarà il fulcro del Green Design, di cui Gardenia è media partner, che si snoda in nove luoghi, fra piazze, palazzi e cortili suggestivi.
Sarah Eberle gioca con le interazioni fra cespugli e alberi che caratterizzano l’Italia. All’estremità meridionale della piazza le combinazioni di piante riecheggiano le forme montuose; da qui partono elementi illuminanti appositamente realizzati per l’allestimento di forma tubolare, forati, che emergono dalle chiome diffondendo una luce che crea un effetto notte stellata.
In questa zona della piazza l’arredo di Ethimo della linea Flower è nei colori verde salvia e azzurro plumbago. Al centro, i mobili della stessa linea sono in un mix di rosso papavero e arancio. Le aree sotto gli alberi sono pacciamate con mulch colorati che si abbinano con gli arredi mentre dagli alberi pendono piante aeree. A rafforzare l’effetto riflettente si staglia la scultura Torus di David Harber.

L’intervento di lighting designer di Anna Sbokou gioca ad adattarsi con il paesaggio, migliorandone la percezione: gli alberi divengono dei corpi illuminanti, il grande muro di pietra si colorerà in varie tinte, in sintonia con le zone progettate da Sarah, al fine di creare un effetto riflesso di stelle e luna tra le piante. La scultura Torus, realizzata da David Harber, la scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma forata al centro. L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio.

La pacciamatura pop sotto alberi, tavoli e sedie, il cippato di legno della inea Orgacolor di Agresta crea tappeti che definiscono gli spazi e danno continuità cromatica al progetto.
ll progetto di Obi per Piazza Mascheroni si sviluppa attraverso un percorso d’ispirazione naturale che si snoda tra la vegetazione per giungere ad un fulcro centrale. Il percorso, attraversando trasversalmente l’area di progetto, è caratterizzato da un ingresso «in punta di piedi» lungo l’arteria principale di collegamento a Piazza Vecchia e da degli ingressi secondari pavimentati. Tutt’intorno si apre una natura via via sempre più spontanea e rigogliosa, caratterizzata dall’utilizzo di piante perenni, per lo più graminacee e piante cosmopolite molto rustiche e dalla grande adattabilità.

Addentrandosi nel percorso il visitatore avrà modo di scoprire e vivere le quattro isole, che sono state pensate come aree segrete e, proprio per questo motivo, realizzate con una pavimentazione diversa per enfatizzare la differente funzione di sosta e relax. I tre accessi conducono allo snodo centrale, che è stato caratterizzato dall’ utilizzo di una pergola e vuole essere luogo di incontro e di unione tra le altre diverse esperienze, quindi un punto di snodo per raggiungere le isole di relax e contemplazione dove sostare e leggere un buon libro.

Qui trova luogo l’elemento acqua all’interno di un laghetto artificiale delimitato da piante e dalla forma irregolare, in quanto simbolo della spontaneità della natura, che si contrappone al rigore del percorso. Allontanandosi dal nucleo centrale regolare ci si addentra all’interno di una vegetazione più casuale e spontanea, ma allo stesso tempo armonica.La presenza dell’acqua, insieme a questa cornice, vuole regalare momenti di pace e serenità con l’ausilio della vegetazione che circonda l’intero progetto.
ANTICO LAVATOIO DI VIA MARIO LUPO
Un polmone verde nel cuore della città, progettato da Lucia Nusiner. Pedrali abbraccia la filosofia della manifestazione e trasforma la suggestiva piazza dell’Antico Lavatoio in un giardino conviviale, all’interno del quale arredi e vegetazione si fondono armonicamente con l’ambiente circostante.

I visitatori potranno sedersi su sedie, poltrone e sgabelli della nuova collezione Tribeca, disegnata da Mandelli Pagliarulo; prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana sostando sul divano Reva, di Patrick Jouin o immergersi nell’atmosfera di questo angolo di Città Alta resa ancor più magica dalla luce di Giravolta e Happy Apple, lampade disegnate da Basaglia Rota Nodari.
GIARDINO DI CONDOMINIO TRESOLDI
Il Giardino Tresoldi anche quest’anno ospiterà le lampade della collezione Outdoor di Catellani&Smith, studiate per illuminare spazi esterni e terrazzi, giardini verticali e piccole o ampie aree verdi, dove si integrano nell’ambiente circostante. Vicino all’ingresso, gli archi inseriti nelle due strutture laterali sono illuminati da lampade a parete Mora e Syphasfera,che rendono l’ambiente accogliente, come un grande salotto verde.
Numerose Syphaduepassi sono inserite nelle fitte siepi che disegnano l’area interna del giardino, per illuminare il percorso ai visitatori che si inoltrano nei vialetti, dove altre versioni ‘custom’ spuntano dalle aiuole.Un suggestivo Albero di Luce completa l’arredo, simile ad un salice piangente.In una zona dedicata del giardino si accende invece Medousê, realizzata in vetro industriale lavorato a mano, qui proposta in una nuova finitura. Syphasera, Syphaduepassi, Syphasfera, More e Medousê sono alcuni degli articoli a disposizione di architetti e progettisti, per creare nuovi ambienti in cui la luce gioca in perfetta sintonia con la natura.

PORTICO DI PIAZZA DELLA CITTADELLA
Casanova Interior Designers in collaborazione con l’Architetto Katuscia Ratto e Giardini Arioldi, nel progetto che verrà presentato sotto il porticato di Piazza della Cittadella a Bergamo Alta, metteranno insieme tante piante fino a formare un Bosco: il luogo dove avranno luogo favole d’arredo.

Nell’emozionante e vibrante location verranno inseriti arredi dal sapore magico e divertente come i pouf Brioni di Kristaliadai colori discreti e naturali; ricreate zone contemplative con l’accogliente Kokoon di Royal Botania e la raffinata rusticità della collezione Nara progettata da Louis Benech per la medesima azienda; ed allestite zone più consone ad esaltare la convivialità del vivere all’aria aperta con gruppi di tavoli e sedie della collezione outdoor di Kristalia.Tutti gli ospiti che vorranno farci visita saranno accolti sotto l’elegante e raffinata copertura frangisole Opera di Pratic.

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Consigli su come sistemare un piccolo giardino

Pubblicato da blog ospite in Idee, Rooms Interior Design Lab

Premessa: il mio pollice potrebbe essere di tutti i colori dell’arcobaleno tranne che verde. Vi starete quindi chiedendo per quale motivo stia qui a scrivere di giardini, ed effettivamente non lo avrei fatto se non fosse che la mia nuova casa ne ha uno, e richiede anche parecchie attenzioni. Ho pensato quindi che potrebbe essere utile condividere le mie recenti scoperte e alcune considerazioni sul giardinaggio con chi si trova nella mia stessa situazione: mal comune mezzo gaudio, no?! E magari col tempo ci scopriremo dei provetti giardinieri!


Immagine via Pinterest
Cominciamo dicendo che questa non è esattamente la stagione ideale per mettersi a vangare e a seminare, il caldo torrido prosciuga il terreno e non permette ai semi o alle piante di avere una situazione termica ideale. I periodi dell’anno migliori sono le famose mezze stagioni, quindi aprile-maggio e settembre-ottobre, però se state pensando di mettere mano ai vostri giardini potete cominciare a pensare ora a cosa vorreste realizzare e a procurarvi il materiale per farlo. 

Detto questo, la prima cosa da fare, come sempre quando volete intervenire nelle vostre case, è un progetto. Fare le cose senza avere una meta precisa non è mai una scelta adeguata perché il risultato può rivelarsi un disastro. Questo vale sia che abbiate un giardino grande sia che ne abbiate uno piccolo, ma soprattutto in quest’ultimo caso, che è quello più comune ed è quello su cui voglio concentrarmi oggi. 

Immagine via Giardinaggio.it

Decidere come sistemare il vostro piccolo spazio verde deve necessariamente tenere conto di alcuni fattori, e  cioè il tipo di terreno (duro, soffice, acido, basico ecc…), l’esposizione al sole/vento e la disponibilità d’acqua (impianto di irrigazione). Queste tre cose sono la base da cui partire per decidere quali tipi di piante scegliere, dove piantarle e di quanta manutenzione necessiteranno. 

Attenzione se seminate o piantate qualcosa prima dell’inverno o dell’estate perché non tutte le piante sopportano bene il freddo, e non tutte sopportano bene il sole (tipo le ortensie), quindi leggete le istruzioni o chiedete a qualcuno di competente. 

È inoltre importante che decidiate che tipo di giardino volete: prato, ghiaia, rocce, aiuole e via dicendo, perché non tutti hanno bisogno delle stesse cure e un giardino trascurato imbruttisce anche la più bella delle case. Il prato di un giardino piccolo deve essere sempre ben curato, se pensate di non avere voglia o tempo quindi optate per ghiaia (o qualche altro tipo di pavimentazione) e aiuole in cui fare una composizione adeguata di piante.

Immagini via Homedit e via Pinterest

Le piante dovranno essere non enormi ma nemmeno necessariamente di piccole dimensioni, l’importante è che non siano tante e che siano ben distribuite. Se ad esempio volete un po’ di spazio per godere dell’aria aperta d’estate, magari con qualche sedia o delle sdraio, ha più senso mettere le piante sul perimetro o verso gli angoli del giardino, in modo che possiate muovervi. Al contrario, se siete amanti dei fiori e vi piace averli sempre sott’occhio potete fare l’inverso, e cioè comporre una bella aiuola al centro e lasciare il passaggio intorno. Tutto dipende dall’uso che volete fare del vostro piccolo angolo di relax.


Infine gli arredi, che ovviamente nel caso di un giardino di dimensioni contenute non devono essere ingombranti. Via libera quindi a sedie e tavolini pieghevoli in ferro battuto o legno, ma anche a quei bei salotti in rattan che si vedono in molti cataloghi, purché siano proporzionati allo spazio. Se poi volete ricavare una zona d’ombra, oltre agli ombrelloni per esterno si può scegliere tra un piccolo gazebo in ferro battuto o una pergola fatta con assi di legno, l’importante è che diano l’idea di leggerezza.

Immagine via Archzine

L’ultimo consiglio lo voglio dare a chi invece ha uno spazio esterno non facile da gestire: valutate che tutte le energie e i soldi che dovrete spendere per rimetterlo in sesto non valga il costo di giardinieri professionisti.

Se per comodità preferite invece rendere il vostro giardino un cortile utilizzando una pavimentazione per esterni, ci vediamo nel prossimo post!



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Le Piccole cose che ho imparato dalla Natura

Pubblicato da blog ospite in Idee, Paz Garden

La cosa di cui sono più profondamente grata alla Natura è sicuramente l’avermi regalato una nuova visione delle cose. Io che di discorsi filosofici non ne ho mai abbastanza, grazie a lei ho scoperto un modo per filosofeggiare facendo, creando.
Il Giardinaggio custodisce infatti, dentro di sè, questa grande magia. Se non ti sporchi le mani, nulla di incredibile e magico ti verrà rilevato. E questa è l’unica terapia, a volte, alla noia o al sentirsi sempre insoddisfatti senza capirne il perchè.
Vogliamo poi parlare della virtù della Pazienza, esercizio di attesa per nulla facile da mettere in pratica? Non esiste campo migliore di un Giardino per imparare cosa sia, e spesso basta solo un vasetto con dei semini appena innaffiati ad insegnartela, vero?

Quando si comincia ad interagire con la Natura, qualcosa cambia per sempre.
Io personalmente ho imparato e fatto mie queste bellissime Verità:

Quello che vuoi non arriva quando lo decidi tu. O quando credi sia meglio per te. Arriva con i suoi (quasi sempre giustissimi) tempi se ti sei impegnato, se hai messo in secondo piano il tuo ego, se hai ascoltato davvero i segnali intorno a te, invece che chiedere e basta.
Tutto fiorisce quando è giunto il momento.

Non serve a nulla accanirsi contro le cose che non vanno secondo i nostri piani. Forse stiamo sbagliando qualcosa. Quindi di nuovo, torniamo a sederci per osservare meglio. Con occhi più rilassati e concentrati troveremo presto il passaggio che stavamo saltando.

–  Il Tempo ha un valore inestimabile. Tutte le volte che ti ritrovi a pensare a quanto “sembra che non passi mai”, è proprio allora che fugge veloce e lontano. La fretta rende impossibile la concentrazione. E senza di lei non può esserci cura, attenzione, vera presenza o intimità. La Natura ama con calma e ha una stagione dedicata ad ogni cosa.

Tutto in Natura è costante ispirazione. Se amate la creatività, le associazioni di colore, la ricerca di forme o textures. Basta osservare una semplice (si fa per dire!) foglia e infinite idee cominceranno a frullarvi per la testa, ve lo posso assicurare.

Per avvicinarci al benessere e agli infiniti vantagggi che il Giardinaggio porta con sè, basta davvero pochissimo. Possiamo cominciare scegliendo la pianta dai colori che più amiamo, o magari farci incantare da qualche fogliame particolare. Possiamo chiedere in regalo, alla prossima occasione, una pianta o cominciare acquistando una bustina di semi. L’importante è aver fiducia, che qualcosa di bello nasce sempre quando l’ obbiettivo è diventare amici della Natura.

Anche questa volta,  il mio grazie va a SOULGREEN, una stupenda realtà tutta italiana, che crede nella diffusione di una cultura Verde che parte dai piccoli gesti, compiuti dalle persone normali, nella vita incredibilmente ordinaria di cui tutti siamo protagonisti.
La loro passione nel cercare di cambiare, poco alla volta, le nostre abitudini, lasciandoci innamorare della bellezza delle nostre nuove amiche, è incredibile e davvero degna di stima (e qui lo dico da professionista del settore!!!).
Vi ricordo anche che, nella sezione SPECIALE SELEZIONE del loro sito, trovate le schede di approfondimento su tantissime piante mediterranee e ornamentali. Tutte bellissime e ognuna di loro pronta a svelarvi curiosità e consigli tecnici su come diventare giardinieri perfetti.
Ora ditemi, a voi cosa trasmette la Natura? E le vostre piante preferite invece quali sono, vi va di cominciare a parlarne?

Post scritto in collaborazione con SOULGREEN.


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Guida manutenzione piscina cosa fare prima dell’estate

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee
piscina interrata

Estate, sole, relax. Chi di voi non sogna di prendersi una pausa a bordo piscina, per sfuggire dal caldo estivo e assicurarsi una tintarella invidiabile?

Per tutti coloro che possono godere di questo piccolo lusso a casa propria, è bene ripassare insieme le tappe principali della manutenzione piscina prima di inaugurare la stagione estiva.

Prima di tutto bisogna valutare lo stato iniziale della piscina e dei suoi componenti, come filtri, bombola, valvole, skimmer… Prima di riempirla si consiglia sempre una pulizia accurata delle pareti e del pavimento, in questo modo di possono eliminare tutte le incrostazioni e prevenire la futura proliferazione di alghe.

Analizzare il livello del pH è un’altra delle azione indispensabili. È importantissimo che il suo valore si collochi tra 7,2 e 7,6. In caso non rientri in questi valori, bisognerà prendere dei provvedimenti. Quando si fa questo lavoro bisogna sempre tenere presente che la carica di calcare influisce sul pH, ovvero: quanto più calcare, più alto sarà il pH, e se si aggiunge acqua alla piscina, si dovrà controllare che il livello del pH sia ancora dentro i livelli prefissati, oppure provvedere con un regolatore di pH. Anche l’uso della piscina e i cambi climatici influenzano i livelli di pH, quindi si raccomanda di provvedere alla misurazione con regolarità.

Impostare il timer dei filtri della piscina. In estate va benissimo attivarli per un totale di 8 ore al giorno, e l’ideale è ripartire l’azione dei filtri durante il corso della giornata, ad esempio in tre momenti distinti.

Oltre ai filtri, per la qualità dell’acqua, sono da tenere sott’occhio anche i disinfettanti, ossia cloro, bromo, sale e ossigeno liquido. Per una corretta manutenzione della piscina, si dovrà controllare lo stato dei disinfettanti almeno una volta alla settimana. La questione dei disinfettanti è di primaria importanza perché, com’è ben noto, le piscine sono un ricettacolo di batteri e microrganismi che si riproducono a grande velocità.

Ricordarsi sempre dell’antialghe, soprattutto quando le temperature superano i 25º e quando piove. Oltre a questo sono da pulire il cestello skimmer e il prefiltro.


piscina a sfioro

Attenzione, se l’acqua incomincia ad assumere un aspetto torbido e non si vede più il fondo, si dovrà aggiungere del flocculante e una volta che la piscina è a pieno regime, è importante provvedere a una manutenzione quotidiana volta all’eliminazione di foglie e simili che si posano in superficie.
La manutenzione della piscina ha come scopo principale quello di garantire un ambiente sano e non a rischio di infezioni. Ovviamente sono da tenere presenti anche l’aspetto elettrico-meccanico, ovvero che tutte le parti funzionino correttamente per evitare costi enormi causati da piccoli malfunzionamenti che alla lunga possono trasformarsi in problemi ben più seri. Infine, poiché anche l’occhio vuole la sua parte, non sono da trascurare l’ordine e l’estetica: una piscina senza foglie galleggianti e con acqua cristallina, è sicuramente più bella!

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Garden inspiration #3

Pubblicato da blog ospite in Idee, Le Cose Semplici

Uno degli articoli più letti da sempre del mio blog è quello del giardino di Monet a  Giverny.

Cercando ispirazione per la mia rubrica # garden inspiration mi sono imbattuta in questo filmato fatto dal signor Michael Moller che trovo rappresenti bene tutto il mondo che ruota oggi  intorno a questo giardino.

Buona visione!

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Garden inspiration #2

Pubblicato da blog ospite in Le Cose Semplici, Video

Dopo il grande successo che ho riscontrato con il garden inspiration #1 ho deciso di continuare a condividere con voi ciò che amo e mi ispira particolarmente.

Oggi vi porto in un giardino dal sapore di latri tempi, un po’ vittoriano, di Tasha Tudor.

Famosa artista e illustratrice americana, del Vermont, vissuta per 93 anni con ferma convinzione tradizionalista. Ha cresciuto la sua famiglia in una casa colonica senza tv, radio ,telefono e luce elettrica. Usava  lampade a olio ,filava il lino per i  suoi vestiti, allevava capre per il loro latte e tutto l’arredo delle sua case era tipicamente vittoriano.

Ha lavorato per 65 anni, ha scritto o illustrato più di 100 opere,in tipico stile vittoriano, in cui i protagonisti sono quasi sempre cani corgi,gatti e conigli.

Con gli anni è diventata anche famosa per il suo bellissimo giardino, così semplice, curato e naturale.

Ho trovato questo video giapponese che oltre a far vedere bene il giardino ,trasmette una sensazione di pace e tranquillità magica.

Buona visione.

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Garden Party: che la notte (e la giornata) da leoni abbia inizio

Pubblicato da blog ospite in Decor, VDR Home Design

L’estate non è tale se non si organizzano grigliate e garden party. Ma quali sono le regole perfette per organizzare una festa in giardino coi fiocchi?

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Diciamoci la verità, aspettiamo l’estate per le grigliate con gli amici e le feste in giardino. Non c’è bugia che tenga: ci piace scioglierci al caldo e vedere i numeri che fanno i nostri amici sbronzi.

È bello dedicarsi dei momenti di sano relax, staccando la mente dalla noiosa e stressante routine quotidiana. Mettiamo che voi abbiate un giardino di una metratura che vi permetterebbe di invitare diciamo, una decina di amici.

Che fate, una festicciola non la organizzate? Eddddai, non siate asociali 🙂 Pensate a quelli che non hanno neanche un balcone e regalategli una mezza giornata di svago.

Ma lo sapete come si organizza un garden party? Vediamo un po’ qualche idea (a zero sbatti, promesso) per trasformare una festicciola in un mega evento.

GARDEN PARTY: IDEE SEMPLICI PER UN RISULTATO DI SICURO EFFETTO

Partiamo dal presupposto che essendo una festa per rilassarsi e divertirsi, la sua organizzazione non deve farvi venire l’esaurimento. La modalità sciallo deve essere presente già dall’organizzazione della festa.

Cominciamo: che mood (umore, n.d.) volete dare all’evento? Un po’ ingessato con tutti seduti a tavola, ognuno al suo posto? Oppure completamente sbragato, con posti liberi per il giardino?

Una volta definito questo punto, potete proseguire con tutto il resto: disposizione del cibo, bevande, decori….

garden party

Cibo e bevande (alcoliche e non) non possono mancare, in quanto saranno i protagonisti della festa. Preparate piatti freschi e veloci da realizzare, vi risparmieranno tempo ai fornelli.

Un bel tavolo imbandito con tutto quello che avete preparato sarà al centro dell’attenzione: siete a corto di contenitori porta cibo? Riciclate qualche vecchio vaso o qualche vecchio cesto: poca spesa e tanta resa.

E la stazione dei drink? Va bene che non tutti sono alcol addicted, però un bicchiere di vino non fa male a nessuno.

Potreste prevedere un angolo con tutti gli ingredienti necessari per personalizzare i cocktail. Così ognuno sarebbe il barman di se stesso. Avete paura di come / dove trovereste i vostri amici a fine giornata?

Allora preparate voi i drink e rendeteli disponibili in caraffe dispenser.

garden party

garden party

garden party

Che festa è senza la musica e il divertimento? Mai come in questo momento le foto e i selfie sono di vitale importanza. Perché non create un muro per i selfie? 

Non deve essere per forza un muro, basta un angolo con accessori divertenti per creare dei selfie perfetti (guardate che belle le idee di deerpearlflowers.com). Per un garden party social e divertente!

Che la notte da leoni abbia inizio.

garden party

deeapearlflowers.com

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