Scopriamo come ristrutturare con il microcemento, un materiale versatile e performante che presenta numerosi vantaggi e una grande varietà di applicazioni.
Carmen House-foto Mariela Apollonio-progetto Carles Faus
L’evoluzione dei materiali nell’edilizia e nella decorazione permette oggi di affrontare progetti impegnativi in tempi rapidi e disagi ridotti al minimo. Uno di questi materiali è il microcemento, con il quale è possibile rivestire le superfici sia in interni che in esterni. Un rivestimento di ultima generazione perfetto per progetti di ristrutturazione e di decorazione dal forte impatto estetico.
Cos’è il microcemento
Il microcemento è un rivestimento decorativo la cui composizione è costituita da cemento e resine a base d’acqua, cui vengono aggiunti additivi e pigmenti minerali. Il suo spessore estremamente sottile, pari a 3 mm, e la superficie senza soluzione di continuità offrono un grande possibilità di soluzioni per rinnovare li ambienti in modo rapido ed efficace. Per esempio, si può rivestire un intero appartamento, senza dover livellare le porte. Il microcemento è caratterizzato inoltre da un’elevata resistenza meccanica, qualità che lo rende adatto anche per gli esterni, per esempio nella realizzazione dei rivestimenti per piscine.
Carmen House-foto Mariela Apollonio-progetto Carles Faus
L’ampia scelta di finiture e colori inoltre, rende possibile realizzare progetti decorativi di ogni tipologia. I colori, determinati dal pigmento incorporato direttamente nell’impasto, combinati con la finitura della vernice protettiva, che può essere opaca, lucida o satinata, offrono infinite possibilità di personalizzazione.
Applicazioni del microcemento
Essendo altamente adesivo, può essere applicato sia in orizzontale che in verticale. A parte il legno, il microcemento può essere applicato su diversi supporti, dal cemento alle piastrelle, dal gesso all’intonaco. La resistenza alle sollecitazioni meccaniche, all’abrasione e al calpestio lo rendono adatto a rivestire le superfici di bagni e cucine, ingressi e altre zone di passaggio.
Inoltre, si possono realizzare lavandini e lavabi, piatti doccia, vasche da bagno. Scegliendo i giusti colori e finiture, il microcemento può rivestire anche ambienti eleganti e di rappresentanza, sia nel pubblico che nel privato.
Vi presentiamo una nostra selezione di 20 progetti vincitori del concorso di design A’ Design Award & Competition. L’anno prossimo potresti esserci anche tu.
Oggi vi presentiamo una selezione di 20 progetti vincitori della scorsa edizione del concorso A’ Design Award & Competition. Se l’anno prossimo vorresti esserci anche tu, con uno dei tuoi progetti, leggi il resto dell’articolo.
A’ Design Award & Competition in breve
L’ A’ Design Award & Competition dei più prestigiosi concorsi internazionali di design. Scopo del premio è quello di dare visibilità ai migliori designer emergenti e mettere in evidenza i migliori progetti. Il premio è organizzato da OMC Design Studios SRL, membro di ADI e ICSID, con sede a Como.
Se sei un designer, un architetto, uno stilista, un grafico, un web designer, e desideri promuovere il tuo lavoro, non esitare a presentare la tua candidatura al concorso.
Per saperne di più su come partecipare, ti basta cliccare qui:
Dalla sua creazione, il concorso ha continuato a crescere, sia in termini qualitativi che quantitativi. Basta dare un’occhiata ai numeri della scorsa edizione:
2.500.000.000+ impressions
138.932.825 pageviews
156.647 registrazioni
35.237 progetti candidati
14.556 vincitori
1800 siti coinvolti nella promozione
750 ospiti alla serata di gala finale
180 nazionalità
212 giudici
122 categorie
108 lingue diverse
100 press partner
12 anni di premi
6 livelli di premiazione
Chi può candidarsi e le categorie
Le categorie nelle quali è possibile presentare i propri progetti sono moltissime, ben 122.
Non solo oggetti di design, dunque, ma anche servizi, progetti di comunicazione, web design, progetti di arredo urbano, architettura del paesaggio e via dicendo.
Per sapere se hai i requisiti, consulta la lista delle categorie e scegli tra Good Industrial Design Award, Good Architecture Design Award, Good Product Design Award, Good Communication Design Award, Good Fashion Design Award, solo per citarne alcune. Consulta la lista delle categorie a questo link:
La giuria del Good Design Award è multidisciplinare e comprende designer, professori, imprenditori, giornalisti ed editori internazionali con un background ed un’esperienza che garantisce una valutazione equa e autorevole.
Qui trovi i membri della giuria selezionati, mentre in questa pagina puoi avere informazioni complete sulla metodologia di valutazione.
La giuria offre inoltre un utilissimo servizio gratuito a tutti i candidati, ovvero la fornitura gratuita di punteggi, feedback e suggerimenti per aiutare i designer o le aziende che intendono partecipare al concorso.
Scopri i premi e i vantaggi che ti aspettano
I vincitori dell’A’ Design Award & Competition ricevono un kit che contiene gli strumenti per promuoversi su scala internazionale, oltre al trofeo in metallo stampato in 3D, l’annuario in versione digitale e cartacea, il certificato di eccellenza del design, un invito per due persone alla serata di gala conclusiva e molti altri vantaggi. Inoltre, è prevista la partecipazione gratuita alla mostra dei vincitori. Cliccando su questo link potete consultare tutti i benefits cui avranno accesso i vincitori.
La nostra selezione di 20 progetti vincitori
Ecco la nostra selezione di 20 progetti vincitori dell’edizione 2021 nelle categorie Furniture, Decorative Items and Homeware Design – Architecture, Building and Structure – Interior Space, Retail and Exhibition – Lighting Products and Projects – Pet Supplies and Products for Animals:
La nostra selezione di progetti vincitori, dal n.1 al n.20 – descrizione e link nell’elenco seguente
L’evoluzione delle specchiere, un accessorio da sempre irrinunciabile. Dalle origini, legate a rituali sacri, fino ai giorni nostri.
L’uomo ha sempre amato guardare la propria immagine riflessa. Ciò gli ha sempre dato un aumento della propria autostima, potendo egli dunque rispecchiarsi in canoni di bellezza che gli sono stati imposti prettamente dalla società.
Addirittura, resti di prime specchiere risalgono al lontano 3000 a.C. resti dell’antico popolo turco. Erano degli strumenti piccoli e molto costosi, ai quali veniva a essere attribuita una funzione sacra, ragion per cui erano molto utilizzati durante i rituali religiosi, frutto di credenze antiche che attribuivano alla propria immagine riflessa una funzione trascendentale. Un altro popolo particolarmente prodigo nell’utilizzo di queste specchiere era quello egizio. Infatti, loro utilizzavano piccoli specchietti in metallo realizzati in bronzo lucido e aventi una maniglia avente funzione di sostegno. Anche l’antico popolo dei romani era particolarmente prodigo nell’utilizzo degli specchi, che venivano a essere interpreti come oggetti divini, propri appunto di esseri superiori quali gli dei che vivevano sul monte Olimpo.
Evoluzione delle specchiere
Arriviamo dunque a tempi relativamente più vicini ai nostri: nel Medioevo arrivarono i primi specchi in vetro, molto più simili a quelli utilizzati durante i nostri giorni. La superficie era resa riflettente grazie all’utilizzo di una lamiera metallica lucidata. Ma si trattava di un processo che risultava essere alquanto impreciso, per cui la superficie dello specchio appariva ricurva.
Successivamente, piccoli specchi incominciavano a far parte della vita delle donne di ogni giorno, soprattutto di quelle facenti parti della classe più nobile. Nessuna di esse, infatti, osava uscire di casa senza portarne uno con sé. Gli stessi risultavano essere, inoltre, particolari, in quanto erano finemente decorati.
I Veneziani, successivamente, affilarono in modo particolare la loro arte, diventando particolarmente esperti nell’arte manifatturiera della produzione degli specchi. Questi, infatti, diventarono davvero molto ricercati, in quanto erano formati da cornici molto sagomate e si trovavano a stare al di sopra di comodini antichi, rendendo dunque la struttura particolarmente delicata e, al tempo stesso, ricercata. Addirittura, i maestri specchiai di Murano si riunirono tra di loro in modo tale da proteggere il loro segreto manifatturiero, tanto famosi erano ormai diventati per ciò che riguarda l’arte di produzione degli specchi.
Successivamente, i maestri francesi si specializzarono nella produzione degli specchi utilizzando una nuova tecnica, detta della colata, che consisteva nel versare il vetro fuso all’interno di degli appositi stampi.
Specchi e tempi moderni
A partire dal barocco si rafforzò l’idea che lo specchio dovesse diventare uno strumento comune, banale arredamento di ogni abitazione che si rispetti. Ma dobbiamo arrivare finalmente al diciannovesimo secolo per avere l’invenzione dello specchio in vetro argentato, tecnica con la quale un sottile strato di argento metallico veniva posto sulla lastra di vetro. Questa tecnica, infatti, permise di fabbricare specchi su larga scala. Ecco in che modo gli specchi sono diventati un oggetto di uso comune, e si trovano praticamente in ogni casa che si rispetti.
Dove acquistare specchiere antiche
Visitando il sito nowarc.com, potrete trovare una vasta gamma di specchiere antiche, i quali si adatteranno alle esigenze dei vari compratori. Dagli specchi più antichi, fino agli specchi vintage si potranno selezionare una serie di prodotti utili a rendere la vostra abitazione un regno ideale.
Apparecchiare la tavola per un pasto in compagnia è un gesto che compiamo quotidianamente e per il quale il mercato ha riscoperto una nuova e coinvolgente attenzione.
Tutto merito delle severe dritte di Csaba, l’esperta di Bon Ton del seguitissimo programma di Cortesie per gli Ospiti? In realtà le tradizioni a tavola, nel nostro Paese, sono una questione molto seria e, tra queste, figurano anche gli accorgimenti per farlo nel migliore dei modi. Dopotutto una bella tavola risulta invitante e gioiosa ancor prima di servire le pietanze ai commensali. Ecco quindi qualche consiglio per trasformarla in modo originale.
Apparecchiare la tavola: gli abbinamenti ideali
Parlare di originalità per la tavola non è così facile perché ogni pasto che si rispetti è sempre accompagnato da posate da cucina, piatti, bicchieri, tovaglioli e così via. Essere originali, quindi, non significa andare alla ricerca di chissà quale innovazione ma saper trovare abbinamenti giusti che vadano d’accordo con tutto il contesto. Come si abbinano gli elementi da tavola? Quali sono le regole da seguire?
Per prima cosa deve esserci armonia tra le forme e poi tra materiali e colori. Per esempio i piatti tondi e tradizionali non stanno bene con bicchieri di design dall’ampiezza squadrata o irregolare. Al tempo stesso una posata minimale in acciaio inox non andrà molto d’accordo con un piatto in ceramica dipinto finemente.
Lo stesso discorso si applica ai colori e ai materiali che, talvolta, vanno in contrasto tra loro anziché creare un’unione invitante ed armoniosa. Avere l’accortezza di saper abbinare tra loro i vari elementi per la tua tavola è già di per sé un buon modo per dare un aspetto diverso dai soliti che sicuramente non passerà inosservato.
La ricerca del gusto
Ora ti starai chiedendo quali sono gli elementi che dovresti andare a cercare per far emergere la tua originalità a tavola, vero? Il punto è che la scelta è quasi sempre una questione di gusto personale sul quale nessuno può sindacare. Per esempio, una delle tendenze degli ultimi anni è quella di possedere dei taglieri e dei vassoi in legno con cui servire, pizza, torte, affettati o verdure.
Uno stile del genere, per esempio, è perfetto per le case boho chic dove la semplicità e l’accoglienza vengono trasmesse agli ospiti tramite il gusto per le piccole cose. La ricerca del gusto, quindi, non è una semplice questione di bellezza estetica perché comprende anche il pregio dei materiali e l’unicità della proposta.
Lo stile tra casa, accessori e tavola
Quindi l’originalità a tavola non si misura tramite ciò che è più bello ma attraverso la sapiente unionetra tutti gli elementi ed il contesto. Una tavola originale è imbandita con elementi che si sposano con il resto e che sanno creare un’armonia d’insieme così gradevole da invogliarti a sedere. Ricorda sempre che l’unica regola importante da seguire per apparecchiare la tavola alla perfezione è la simmetria. Assicurati che i commensali siano perfettamente gli uni di fronte agli altri e disponi i vari elementi in modo speculare. Ordine e proporzione renderanno il tutto ancora più bello!
Una difficoltà comune tra coloro che vivono in abitazioni di piccole dimensioni, magari anche sprovviste di sbocchi verso l’esterno, come un balcone o una veranda, è quella di trovare il giusto spazio per il classico stendino per asciugare la biancheria.
In questo nostro articolo vogliamo aiutarti a trovare una valida alternativa al classico stendibiancheria, proponendoti una mini giuda all’acquisto della migliore asciugatrice slim. Scoprirai inoltre tutti i vantaggi derivanti dal possedere un’asciugatrice slim, quali sono i fattori che dovrai valutare prima dell’acquisto e quali potrebbero essere le eventuali problematiche che potresti dover affrontare.
Per approfondire ulteriormente l’argomento, potrebbe anche interessarti un’altra recensione, più ricca e dettagliata, da leggere al seguente link: https://casamoree.it/asciugatrice-slim/.
Perché acquistare un’asciugatrice slim
Siamo sicuri che molti di voi vorrebbero veramente comprare un’asciugatrice slim, ma non l’hanno ancora fatto perché non sono pienamente convinti se valga la pena farlo o meno. In effetti, il costo d’acquisto di questi elettrodomestici non è indifferente, soprattutto per i modelli di ultima generazione. inoltre, potreste incontrare dei problemi anche nel collocare la vostra nuova asciugatrice, nonché affrontare ulteriori spese, seppur minime, legate al consumo energetico.
Detto ciò, dobbiamo subito ribadire che i benefici di cui potrai godere grazie ad un’asciugatrice slim sono nettamente superiori rispetto ai possibili piccoli svantaggi, quindi, possiamo assicurarti che se deciderai di sostenere questa spesa, alla fine, non te ne pentirai. Partiamo subito dalla caratteristica principale delle asciugatrici slim che, come ci suggerisce il nome stesso, rispetto a quelle “classiche” si distinguono per le dimensioni più contenute. Si tratta di un aspetto fondamentale, grazie al quale potrete risolvere il problema legato alla collocazione dell’elettrodomestico. Nel caso tu fossi già a corto di spazio e trovare un posto dove posizionare la tua nuova asciugatrice dovesse essere impossibile, ricorda che potrai sempre piazzarla sopra la tua lavatrice, occupando così spazio solo verticalmente.
Acquistando un’asciugatrice slim potrai così finalmente mettere da parte il tuo ingombrante quanto scomodo stendino apri e chiudi che, in particolar modo per chi abita in case di piccole dimensioni, può creare non poco disturbo. Allo stesso modo, anche chi dispone di spazi all’aperto più o meno grandi, sa che usare uno stendibiancheria può essere problematico, soprattutto nei mesi invernali quando pioggia e vento possono compromettere lo stato dei vestiti messi ad asciugare.
Un altro grande vantaggio che può assicurare un’asciugatrice è quello di avere i propri capi completamente asciutti nel giro di pochissimo tempo. Ti basteranno poche decine di minuti (tempo di esecuzione che varia in base al carico, alla quantità di acqua presente nei capi e al ciclo di asciugatura selezionato) per avere il bucato appena lavato pronto per essere sistemato all’interno dell’armadio. In questo modo, inoltre, potrai anche pensare di fare più lavaggi al giorno, senza dover mai più aspettare che i capi lavati in precedenza debbano asciugarsi.
Cosa valutare prima dell’acquisto
Prima che tu faccia la tua scelta e ti getti a capofitto sul primo modello che ti capita sottomano, sappi che tra un’asciugatrice e l’altra possono esserci delle differenze non di poco conto, con caratteristiche tecniche variabili che potrebbero anche non adattarsi alle tue personali esigenze. Per queste ragioni, prima di effettuare il tuo acquisto, dovresti considerare attentamente tutti gli aspetti che contraddistinguono questi strumenti e, solo dopo, sarai in grado di individuare il modello di asciugatrice slim che più fa al caso tuo.
Tipo di asciugatrice
In commercio puoi trovare due tipologie di asciugatrici slim: quelle a condensazione e quelle a pompa di calore. Le prime sono, solitamente, quelle meno costose e con un funzionamento “vecchio stile”, nel senso che sfruttano un sistema di asciugatura in circolazione ormai da diverse decine di anni. Il loro meccanismo è piuttosto basilare: all’interno dell’asciugatrice troviamo una o più ventole che mettono in circolo aria calda riscaldata tramite resistenza elettrica. Il loro costo d’acquisto più basso corrisponde, però, a consumi energetici solitamente più alti.
Le asciugatrici a pompa di calore sfruttano, invece, una tecnologia più avanzata e funzionano come un comune condizionatore, emettendo a varie intensità sia aria calda che fredda, a seconda della tipologia dei tessuti messi ad asciugare al loro interno.
Capacità di asciugatura e volume cestello
Nonostante si tratti di strumenti “slim”, con delle dimensioni minori rispetto ai modelli standard, queste asciugatrici sono comunque in grado di asciugare un intero carico di una comune lavatrice. I loro cestelli, infatti, possono generalmente contenere dai 7 agli 8 kg di biancheria e, quindi, ottimi per un giornaliero uso domestico.
Dal punto di vista delle prestazioni, la capienza limitata di queste asciugatrici permette loro di ridurre i tempi di lavoro, con meno spazio da riscaldare e meno capi da asciugare.
Programmi di asciugatura
Come avviene con le moderne lavatrici, anche le asciugatrici slim dispongono di diversi programmi ed intensità di asciugatura che vanno selezionati a seconda dei tessuti che si stanno trattando e dalla quantità di acqua che bisogna rimuovere.
In questo modo, potrai trattare sia i capi più delicati, come la seta o la lana, sia quelli più duri e resistenti come la pelle e il jeans, gestendo tra le altre cose la velocità di centrifuga e la temperatura dell’aria.
Conclusioni
Come avrai sicuramente già intuito, acquistando un’asciugatrice slim potrai rivoluzionare il modo in cui asciugare la biancheria e i tuoi capi più delicati. Valuta con attenzione i vari modelli in circolazione e tutti gli aspetti tecnici che li contraddistinguono per trovare l’asciugatrice slim che più si adatta ai tuoi bisogni.
Avere uno stile personalevuol dire esprimere se stesse. Di solito, questo aspetto viene fuoriin due grandi protagonisti della nostra vita: la casa e l’armadio. Una tendenza esercita un enorme ascendente su ambedue le parti.
È il motivo per cui non possiamo fare a meno di rivoluzionare l’arredo, o di fare un po’ di shopping sfrenato, per esprimere il nostro stile personale. Dare un’impronta agli ambienti casalinghi o al look è tutto: conta tantissimo, anche a costo di spendere più del dovuto.
Il fattore in comune irrinunciabile è la spinta a rinnovarsi, affidandosi ai brand che si amano, come Yoox (nel caso tu sia una fashion victim) o B&B Italia (se apprezzi enormemente i classicismi). Nella ricerca del tuo stile personale, non perderti le offerte migliori che solo il web sa offrire, grazie alla presenza degli shop online. Per ovviare alle spese, le grandi occasioni sono un supporto essenziale: scarica il codice sconto Yoox e rinnova il tuo look con lo stile che senti più tuo e che ti rappresenta davvero.
Stile personale classico
Ci troviamo di fronte a chi ama lo stile senza tempo: il classico. Questo aspetto si rivede in ogni scelta che compi: jeans classici, design classico. Un taglio abbastanza impostato, nel quale si rifiuta ogni forma di “anormalità”. Spesso additato come uno degli stili più noiosi, è in realtà una grande fonte di ispirazione continua.
Se non ci fosse la normalità, dopotutto, non potremmorompere schema alcuno, non trovi? Se la tua è una personalità classica, sei sempre in cerca di pochi dettagli, ma preziosi (e soprattutto firmati dai grandi brand).
Personalità sporty glam
Un look comodo e contemporaneo, una tendenza iniziata nel 2016 e difficilmente tramontata: ami la comodità. La tua ricerca di un’impronta unica e particolare si manifesta mediante il forte desiderio di puntare alla praticità, sia nell’abbigliamento che nell’arredo. Non vai quasi mai a caccia dell’eccesso, ma dosi sapientemente lo sporty con il glam.
Per l’arredo della tua casa, sei una grandissima fan dello stile minimalista. L’essenziale è il tuo forte, e non rinunci alle Capsule Collection, molto di moda negli ultimi tempi.
Personalità fashion victim
Il look della fashion victim non è mai uguale, perché ami sfoggiare capi nuovi e all’ultima moda. Le tendenze sono il tuo “pane quotidiano”. Adori sfogliare i cataloghi dell’arredo, investendo su oggetti di design di lusso. Non c’è nulla di male nell’essere vittime del cosiddetto fashion – tutto ciò che evoca in noi il forte desiderio di acquisto irrinunciabile.
Tale neologismo, oltretutto, fu coniato da una delle più grandi personalità del mondo dell’abbigliamento: Oscar de la Renta. L’impulso irrefrenabile di essere alla moda e di tendenza ti porta a cambiare ogni aspetto della tua vita con il trascorrere delle stagioni. Il momento più emozionante? Quando viene annunciato il pantone dell’anno, un nuovo stile di design o la collezione del tuo brand preferito.
Stile personale shabby chic
Lo stile personale shabby chic – anche definito romantico – è un vero e proprio stile di vita. Arredare casa con lo stile della propria personalità o rivoluzionare l’armadio sulla base dei gusti personali è ciò che facciamo ogni giorno. Per te, i look vintage, i dettagli romantici, le ispirazioni del passato sono tutto. Ma non dimentichi l’importanza di un po’ di sana modernità.
Lo shabby chic è una corrente stilistica che ha avuto una grande influenza sul mondo dell’arredamento e dell’abbigliamento (anche se solo di recente in quest’ultimo). È appannaggio delle personalità estremamente romantiche, di chi ama una casa confortevole e con un’atmosfera calda e in grado di far sognare. La moda shabby chic, poi, è un’esplosione di tonalità chiare, pizzi e merletti, Sangallo e cotone. Da sogno.
Chi ama viaggiare sa bene che ogni paese e ogni luogo ha le proprie caratteristiche peculiari,e questo non riguarda soltanto il cibo e le usanze, ma anche gli stili d’arredo. In questo articolo si esploreranno alcune soluzioni provenienti da diverse parti del mondo al fine di ispirare chi sta muovendo i primi passi verso il mondo dell’interior design.
Gli stili d’arredo ispirati agli altri paesi
Ognuno di questi stili può adattarsi ad una certa volontà di arredare in modo diverso la propria casa, a seconda dei propri gusti e delle personali inclinazioni estetiche. Ovviamente, investire sull’arredamento è molto importante, poiché lo stile della casa riflette l’estro del proprietario e soprattutto conferisce un’atmosfera accogliente e avvolgente alla propria dimora: in sintesi, trovarsi in un ambiente arredato come si desidera migliora la qualità della vita all’interno dell’abitazione e di conseguenza anche l’umore del proprietario. Questi sono i motivi principali per cui l’arredamento domestico non va assolutamente sottovalutato, anzi, i complementi d’arredo andrebbero sempre selezionati con amore e cura.
Tuttavia, in alcuni casi una ristrutturazione capillare può comportare un investimento non indifferente; per questo motivo, se non si dispone della liquidità necessaria per effettuare degli interventi strutturali, è sempre possibile diluire la spesa rivolgendosi ad alcune banche che offrono finanziamenti per la casa. Come, ad esempio, Santander che propone soluzioni mirate per le spese legate all’arredo del proprio appartamento al fine di adattarlo ai propri desideri, senza doversi accontentare. Analizziamo adesso una serie di soluzioni per la propria abitazione ispirate alle diverse parti del mondo.
Soluzioni ispirate alle diverse parti del mondo
Stile orientale: Giappone e Cina rappresentano un prezioso calderone di opzioni d’arredo, specialmente se si fa riferimento ad un must come lo stile zen, molto minimal e incentrato sulla presenza del legno e di altre componenti naturali. Lo stesso discorso può essere facilmente applicato ad un altro stile orientale molto famoso, ovvero il Feng Shui. Si tratta di una tendenza che ha uno scopo che va ben oltre dell’estetica: la capacità di mettere in contatto lo spirito dell’essere umano con il flusso energetico della natura circostante.
Stile scandinavo: a proposito di minimal, impossibile non citare lo stile scandinavo, concettualmente vicino allo stile orientale ma molto diverso per quel che riguarda i colori. Qui dominano infatti i colori freddi come il grigio tempesta, il bianco e il blu, ma ritroviamo la filosofia del Feng Shui, ovvero la creazione di un ambiente armonico e bilanciato per la mente e per il corpo.
Stile inglese: è molto difficile descrivere lo stile inglese, in quanto si tratta di un vero e proprio melting pot di tendenze e di varie influenze, come quelle coloniali. Non esiste nulla di più lontano dal minimal, dato che lo stile inglese prevede un arredo sfarzoso ed elegante, ricco di orpelli e tappeti decorati fino ad arrivare ai soprammobili vintage e ai mobili d’antiquariato.
Stile mediterraneo: la cromoterapia gioca un ruolo fondamentale nello stile mediterraneo, che richiama in gran parte i colori dell’arredamento scandinavo, con il grigio e il blu grandi protagonisti dell’interior design. Anche in questo caso vi è una particolare predilezione nei confronti del legno, che non può assolutamente mancare, e lo stesso discorso vale per toni cromatici come il giallo sabbia e le tinte tenui.
Stile etnico: senza ombra di dubbio una delle opzioni più affascinanti ed evocative in assoluto. Lo stile etnico riempie la propria casa di cultura e colore, e racconta le sue tradizioni attraverso complementi d’arredo come gli arazzi e i tappeti dai tessuti morbidi e pregiati. Non mancano poi altri elementi come il legno e il vimini a completare questo particolare stile a tratti semplice ma al tempo stesso sorprendentemente ricercato.
Lasciarsi, si sa, è sempre doloroso: che si tratti di matrimonio o di convivenza, serve un periodo più o meno lungo per uscirne e riprendersi dopo una separazione.
Oltre a tutti i fattori psicologici e sociali che ne conseguono, ci sono anche dei fattori pratici che bisogna affrontare: molti hanno difficoltà a stare a casa, a mangiare, a dormire, a vivere in spazi che prima erano condivisi e adesso non lo sono più; una casa piena di ricordi e di momenti passati con una persona che adesso non fa più parte della nostra vita.
Perché oggi, quello, non è più un luogo dove vivono due persone, ma una soltanto; bisogna “ricucire quel vestito” addosso alla persona che lo abita, perché si deve riadattare a una vita nuova, a una persona diversa.
Trasformare la casa dopo una separazione può essere difficile, ma può veramente aiutare a voltare pagina e a riprendere in mano il proprio tempo e la propria vita.
Riprendersi i propri spazi dopo una separazione
Se pensate di non avere abbastanza soldi da spendere, vi dico subito che non c’è bisogno di avere grossi budget per fare qualche cambiamento. Potete anche farlo gradualmente e spendere periodicamente delle piccole cifre, vedrete che ne varrà la pena.
La prima cosa che consiglio di fare, è riordinare e pulire: in queste situazioni il decluttering è fondamentale, perché vi aiuterà a non avere quotidianamente, davanti agli occhi, ricordi della vita che avete passato insieme ai vostri ex.
Eliminate tutto quello che era di sua proprietà o che avete acquistato insieme; dovete circondarvi di cose che piacciono a voi, che siano vostre, che vi facciano sorridere quando le guardate. Esponete delle foto, ad esempio, di viaggi che avete fatto, di momenti felici, di giornate passate con persone care. Questo è un modo semplice ed economico per avere bene in mente chi siete e rimettervi in contatto con voi stessi.
Dopo il decluttering, passate a una profonda pulizia di tutta la casa, compreso l’interno di armadi e mobili, che vi aiuterà a rinfrescare l’ambiente e a rimettere in moto l’energia.
Guarire con i colori
Abbiamo già parlato di cromoterapia e di quanto sia importante circondarsi dei colori giusti per rallegrare e alleggerire le nostre giornate. Il periodo che viene subito dopo una separazione, può essere davvero buio e pesante, per questo io consiglio di farsi aiutare dai colori per ritrovare gioia e luce.
Scegliete una palette leggera, fresca, che non vada ad appesantire l’atmosfera. Utilizzate colori chiari, luminosi, rilassanti: in questo caso i toni del verde e dell’azzurro sono perfetti, perché rinfrescano gli ambienti e aprono la percezione degli spazi.
Abbinate qualche tocco di giallo, trasmetterà energia e allo stesso tempo darà il giusto tocco di luce alla vostra casa.
Dopo una separazione, oltre alla tristezza e alla malinconia, si può anche sperimentare una fase di svalutazione e di bassa autostima. In questo caso vi consiglio di aggiungere delle decorazioni o degli elementi color oro, che trasmettono calore e stimolano la voglia di darsi valore.
State tranquilli, un po’ di oro sta bene con tutto!
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La tipologia di bagno stretto e lungo è piuttosto diffusa e la sua progettazione può risultare difficoltosa proprio per le caratteristiche che la contraddistinguono. In questo articolo vediamo quindi qualche consiglio e stratagemma per arredarlo in modo ottimale.
Francesca Macellari
Generalmente un bagno con questo tipo di pianta ha una larghezza intorno ai 140 cm – o anche meno – una lunghezza dai 3 metri in su e la finestra sulla parete di fondo, opposta all’entrata. La difficoltà principale è che tali dimensioni sproporzionate, in cui la larghezza è abbastanza ridotta, impediscono di collocare i principali elementi frontali tra loro.
Per evitare di occupare ulteriore spazio all’interno del bagno, dunque, una buona soluzione di partenza è quella di usare una porta scorrevole a scomparsa: non rimanendo aperta sul lato del muro, consente di recuperare quello spazio dato dall’ingombro di una porta a battente quando aperta, sfruttando appieno la larghezza del bagno.
Porta a battente vs porta a scomparsa – ZeumaDesign
Dove collocare la doccia?
La doccia è l’elemento più ingombrante del bagno e per collocarla ci sono varie possibilità:
1) La prima è realizzare una doccia passante,al centro del bagno, che ne occupa l’intera larghezza. Ha anche una funzione divisoria tra la prima area col lavabo e la seconda, più nascosta, con wc e bidet. Con questa soluzione otterrete una maxi doccia, che sarà lunga quanto l’ampiezza del bagno.
Bagno con doccia passante – ZeumaDesignArch. Francesco AndrescianiAngelo Pozzoli architetto
2) Altra possibilità per arredare un bagno stretto e lungo che prevede di inserire una grande doccia è posizionarla tutta in fondo al bagno, lì dove c’è la finestra. C’è da considerare, però, che per aprire e chiudere la finestra, dovrete entrare nella doccia.
Bagno con doccia in fondo – ZeumaDesign + Pierattelli Architetture (Ph. Matteo Zita+ GAAP studio associatiMF Studio designBB1 Laboratorio Di Architettura & Design
3) Potete poi posizionare la doccia a una delle due estremità. Vicino alla finestra, se rimane uno spazio libero di almeno 70 cm, oppure vicino alla porta. La larghezza del bagno per questa soluzione, però, deve essere tale da consentire il passaggio oltre al volume della doccia.
Bagno con doccia alle estremità – ZeumaDesign
Mamestudio + Ideastudio
Gli altri sanitari in un bagno stretto e lungo
Una volta collocata la doccia, la posizione degli altri sanitari quali lavabo, wc e bidet, risulta più semplice.
Il lavabo potete trovarlo già abbastanza stretto, intorno ai 50 cm di profondità, solitamente dalla forma rettangolare, tutt’uno col top oppure da appoggio. Ad esempio, se il vostro bagno è largo 130 cm, rimangono comunque 80 cm di passaggio.
Wc e bidet sarebbe preferibile collocarli vicini e sullo stesso lato del lavabo, così da avere l’altra parete tutta libera e dedicata al passaggio. Se avete un bagno molto stretto o comunque piccolo, scegliete quelli di dimensioni più ridotte, per cui invece dei 55 cm classici di lunghezza, ci sono anche di 45 cm. Per schermarli potete usare elementi contenitori da posizionare trasversalmente rispetto alla larghezza del bagno, che fungono da muretti, e se li collocate in fondo potete rialzare questa zona su un gradino per spezzare la monotonia.
Moodcreativo
Babel architettura + Mamstudio
Se desiderate una progettazione ottimale del bagno, consultate il sito https://zeumadesign.com/.
Grazie al recente Decreto Rilancio, gli incentivi ed ecobonus statali come il Superbonus 110% hanno avuto un nuovo slancio.Queste misure, come è noto, interessano gli interventi di media e grande entità, volti a migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.
Per chi deve sostituire i propri infissi a Milano, il Superbonus 110% risulta utile in quanto questo tipo di lavoro rientra nella tipologia di interventi previsti. Questo incentivo, infatti, ha come requisito base l’aderenza ad alcuni parametri, i quali possono essere riassunti in:
isolamento termico degli involucri
efficientamento energetico stagionale
miglioramento della climatizzazione invernale su edifici unifamiliari o su immobili plurifamiliari funzionalmente indipendenti
interventi antisismici
passaggio ad impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici
eliminazione di barriere architettoniche
A patto che il lavoro riguardi una di queste categorie, sarà possibile usufruire del Superbonus 110% sull’investimento iniziale. Vale la pena ricordare che, nel caso non si rientri in queste casistiche, è comunque possibile sfruttare gli incentivi statali in misura diversa, solitamente pari al 50% delle spese sostenute.
Ottimizzare la casa con gli infissi a Milano
Un trattamento di coibentazione interna ed esterna, il cosiddetto cappotto, è essenziale per creare un ambiente domestico protetto dall’umidità e dalle infiltrazioni. Tuttavia, è necessario completare il lavoro d’isolamento termico con l’installazione di porte e finestre di ultima generazione. Si tratta di infissi per il risparmio energetico con telaio in alluminio e isolamento realizzato con vetri doppi. Questi modelli sono dotati di camera a gas inerte o rivestimenti in PVC, a seconda della tecnica di realizzo, i quali combinati con una buona coibentazione strutturale riescono ad abbattere drasticamente le dispersioni e gli scambi termici in estate e inverno. Ma cosa significa questo, in termini economici?
Una casa ben isolata a livello termico, consuma meno per scaldarsi quando è freddo, così come è meno propensa a diventare molto calda durante i mesi estivi. Le bollette di gas e luce, rispettivamente di caldaie, pompe di calore o condizionatori, avranno una significativa diminuzione. Proprio per questo risparmio energetico, al di là della questione economica, sono nati gli incentivi statali. Meno consumo di energia significa anche meno inquinamento.
In molte abitazioni, specie quelle antiche e situate nei centri storici, è comune trovare ancora installati infissi di vecchia concezione con intelaiatura in legno non trattato, i quali necessitano di una quantità eccezionale di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che una periodica riverniciatura. Queste dotazioni sono, anche quando mantenute al meglio, molto meno efficienti in termini di isolamento termico a causa delle tecniche di realizzo ormai superate. Non è raro che problemi di infiltrazioni e umidità vengano causati proprio da un problema con gli infissi rovinati. La problematica più diffusa è infatti la tendenza del legno a marcire e gonfiarsi, andando a compromettere anche il sistema di chiusura, con cui si creano poi spiragli e fessure.
Tutti i vantaggi degli infissi a risparmio energetico
Gli infissi studiati appositamente per il risparmio energetico riescono ad eliminare completamente questi problemi. Il PVC è un materiale inalterabile dalla luce solare e, se la laminatura viene danneggiata, può essere sostituita in pochissimo tempo.
Il telaio di alluminio non risente degli effetti di caldo, freddo e umidità come i vecchi infissi in legno e persino i cardini sono protetti contro l’ossidazione, garantendo quindi un’alta longevità e di conseguenza un risparmio capace di essere notato di anno in anno sempre di più.
Se si è scelto di sostituire gli infissi per migliorare l’efficienza energetica, sia che si tratti di porte che di finestre, serrande e simili, si ha accesso agli incentivi menzionati.
Rimane comunque necessario capire l’importanza del miglioramento della classe energetica. Sia che si stia parlando di spazi comuni, che privati, è necessario il miglioramento di almeno una classe per poter accedere all’incentivo del 110%. Tutti i bonus sono sempre da considerarsi sull’investimento iniziale e calcolati quindi presentando la regolare fattura agli enti preposti. Le tecnologie che proponiamo, quindi, non sono soltanto atte a dare nuova vita ad abitazioni trascurate negli anni, ma anche per creare un ambiente più sicuro, più efficiente dal punto di vista energetico e, soprattutto, più confortevole.
Investire su una casa a basso impatto energetico, oggi, non è più un lusso per pochi. Tutti possono finalmente avere quelle comodità che hanno sempre sognato persino nelle situazioni più critiche, dove l’età media degli infissi montati è ben oltre il mezzo secolo.