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20 Maggio 2020 / / Blog Arredamento

Stanca dei pali stendipanni vecchia scuola ereditati dalla nonna nel giardino della bella villetta anni ’60, la nostra lettrice Amalia ci ha scritto per chiederci un consiglio su una soluzione alternativa per stendere il bucato fuori casa.
Requisito essenziale: uno stendipanni salvaspazio ma abbastanza capiente da poter appendere al sole le lenzuola. Insomma, ci scrive, “vorrei avere uno stendino fisso ma alto e sottile, in questo modo elimino i pali e recupero spazio da dedicare al prato, o magari ad un orto”.

foto di Lois Moreno @loismoreno_

Come scegliere

Quando si parla di stendibiancheria da esterno, in particolare da giardino, noi abbiamo pochi dubbi. Su tutti vince lo stendibiancheria ad ombrello. Le ragioni sono semplici ma non scontate. Prima fra tutti: occupa poco spazio.

Come per tutti gli arredi e gli accessori outdoor bisogna optare per una soluzione resistente, costruita per durare nel tempo e per sopportare caldo, freddo, pioggia, neve o vento. Ci sono modelli di varie fasce di prezzo ma noi consigliamo sempre di investire in un prodotto di qualità (tra i vari marchi una sicurezza è sempre Brabantia, che offre vari modelli dall’ottimo rapporto qualità prezzo). Uno stendino progettato per stare sempre all’aria aperta deve essere costruito secondo precisi standard e trattato per non arrugginire o sciogliersi al solleone.

Quale modello

Ok, lo sappiamo. A livello estetico uno stendino fisso non è mai bello da vedere. Ma a differenza di altri modelli, lo stendipanni ad albero è richiudibile in pochi secondi, facendo sparire in un attimo i bracci su cui sono tesi i fili.


Una volta chiuso passa completamente inosservato, sembrerà infatti un normale ombrellone che puoi rivestire con una custodia.

Per la zona esterna puoi scegliere tra due modelli.

Il modello a ombrello fisso prevede il fissaggio a terra con picchetto o con ancoraggio tubolare per cemento. Per il massimo della comodità puoi scegliere uno stendipanni girevole, così non devi muoverti trasportando la pesante cesta del bucato qua e là. Se poi vuoi il non plus ultra scegli un modello regolabile in altezza, comodissimo per stendere al sole biancheria pesante, piumini o cuscini con il minimo sforzo (o per farti aiutare dai bambini a stendere!).

Se non hai il giardino ma ti piace l’idea di questo stendibiancheria salvaspazio, la tipologia a ombrello esiste anche da parete. Si aggancia al muro del balcone, del terrazzo o di una veranda, è richiudibile ed è praticamente a scomparsa. Un’ottima soluzione per avere meno problemi con il regolamento condominiale!

I 5 vantaggi definitivi dello stendibiancheria a ombrello

  1. minimo ingombro, massimo risultato: fino a 60 metri di filo per stendere, occupando solo 3 metri di diametro
  2. è lo stendibiancheria per lenzuola ideale: non serve piegarle, si asciugano più velocemente, si stira di meno
  3. green: più sole e vento = meno spreco di elettricità, meno sgualcimento
  4. i migliori modelli, come i Brabantia, sono garantiti e offrono componenti a prova di agenti atmosferici, comprese corde anti scivolo resistenti ai raggi UV
  5. …niente più dita intrappolate in strutture pieghevoli simili a strumenti di tortura!

20 Maggio 2020 / / Architettura

appartamento d'epoca ristrutturato

Lo studio di architettura Jofre Roca firma il progetto Escudellers con il quale si aggiudica il premio Bronze del prestigioso concorso A’Design Award 2019-2020 nella categoria Interior Space.

Nel centro storico di Barcellona, ​​a pochi metri dalle Ramblas e dal porto marittimo, lo studio Jofre Roca Arquitectes ha da poco ristrutturato un appartamento d’epoca in un edificio del 1840 e situato in Carrer Escudellers. Una strada emblematica di Barcellona, ​​che nel Medioevo era il centro della corporazione dei vasai.

Obbiettivo del progetto creare un’oasi di tranquillità lontano dal rumore e dal ritmo frenetico della città, in una delle strade più trafficate. L’accesso dalla strada è adiacente. Il percorso per raggiungere l’ingresso dell’appartamento crea un’esperienza unica che prosegue anche al suo interno.

In fase progettuale è stata studiata una nuova distribuzione dello spazio per rispondere alle attuali esigenze. Grazie al nuovo lay out tutte le stanze ricevono abbondante luce naturale. In corso d’opera sono state prese in considerazioni le tradizionali tecniche di costruzione. Sono state rimosse due pareti divisorie per unire la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno in un unico ambiente. Le modanature già presenti nell’appartamento risultavano molto danneggiate così sono state ricostruite con un’interpretazione contemporanea. Un lavoro artigianale e meticoloso che ha portato ad un risultato eccellente, infatti, osservandole ora, sembrano scolpite sulle pareti. I pavimenti idraulici originali sono stati recuperati, ma è stato necessario alzarli nelle aree della casa in cui erano più bassi, sostituendo parte dei mosaici con il legno.

appartamento d'epoca ristrutturato cucina appartamento d'epoca ristrutturato corridoio appartamento d'epoca ristrutturato bagno in pietra appartamento d'epoca ristrutturato

Architetti: Studio Jofre Roca 

Premio Bronze A’Design Award 2019-2020 categoria Interior Space

fotografo Adrià Goula Sardà

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Camera da letto mansardata: come arredarla? Lo raccontiamo con il progetto di Ylenia, interior designer del nostro Team di Progettazione che ha sviluppato una soluzione ad hoc per ricavare una deliziosa stanza matrimoniale in un sottotetto di 15 mq.

Il progetto: la camera da letto nel sottotetto

La progettazione della stanza si è basata sulle richieste e le indicazioni fornite dal Cliente, che descrive così l’ambiente da arredare:

Ho da poco acquistato un trilocale con sottotetto e avrei bisogno di un progetto per trasformare la mansarda in camera da letto senza intervenire sul posizionamento delle prese. [...] Non sarà necessario inserire armadiature, poiché possiedo già una cabina armadio.

Con piantine e foto alla mano, Ylenia ha condotto uno studio di progetto basato su 3 elementi fondamentali:

  • la superficie della stanza (15 metri quadri, in linea con lo standard delle moderne camere da letto)
  • la disposizione delle prese (non modificabile e dunque vincolante)
  • l’assenza dell’armadio (sostituito da una stanza guardaroba/spogliatoio indipendente).

Progetto per arredare una camera in mansarda: render fotorealistico


Ne è risultata una gradevole camera mansardata, luminosa ed ampia, suddivisa in due zone funzionali: una per il riposo, con letto e comodini, e una di contenimento/toeletta, completa di comò, specchi e pouf.

Camera mansardata: vista dall'alto

Stanza mansardata: dove posizionare il letto?

Uno dei segreti per sfruttare al meglio una mansarda è posizionare il letto lungo la parete più bassa. Questa non è di certo una regola fissa, ma il buon senso vuole che dove l’altezza è maggiore ci sia spazio a sufficienza per muoversi e camminare agevolmente, e che mobili per il contenimento, reti letto e comodini siano collocati dove l'altezza è minore.

Camera mansardata: dettaglio della parete letto


Detto, fatto.

La parte bassa della mansarda ospita un sommier matrimoniale senza testiera, affiancato da due comodini e completato da pannelli di boiserie modulari. La scelta del letto è stata semplice, poiché suggerita dal Cliente: prima ancora di chiedere una consulenza professionale, aveva già sfogliato la collezione on line e individuato il modello più adatto alle sue esigenze.

Camera mansardata: dettaglio della parete opposta al letto


Per arredare la parete di fronte al letto è stata studiata una soluzione moderna e funzionale: una composizione costituita da comò, elemento a giorno laterale con ripiani e divisorio e specchi. Il modulo aperto può essere utilizzato per appoggiare trousse, portagioie, scarpe o borse, mentre il comò a tre cassetti funge da pratica cassettiera su cui sistemare una lampada da tavolo e qualche accessorio.

Camera mansardata con restringimento a destra


La piantina della stanza ha segnalato la presenta di un restringimento strutturale in direzione della finestra. Per questo motivo, a lato della cassettiera sono stati inseriti pochi elementi dalle dimensioni ridotte, al limite del salvaspazio: tre mensole lineari, che potranno essere fissate all’altezza e nella posizione desiderate, e un piccolo pouf sfoderabile, utile come seduta, piano d’appoggio o semplice elemento decorativo.

I colori per una camera da letto in mansarda

Partiamo dalle considerazioni del Committente:

Il pavimento della mansarda è in parquet scuro, mentre le pareti sono bianche. Vorrei dunque che anche il letto fosse bianco, ma sono aperto ai vostri suggerimenti. Nel caso, preferisco i colori freddi.

Rispettando le richieste del Cliente, Ylenia ha inserito nel progetto arredi personalizzati nel colore da lui indicato. Giroletto, boiserie, comò e comodini sono realizzati in legno bianco, così come bianco è il vetro della lampada da tavolo.

Dettagli dell'uso del colore verde oliva


Seppur molto moderna, una mansarda tutta bianca rischia, alla lunga, di stancare l’occhio di chi la abita. Per questa ragione, Ylenia ha proposto di abbinare il bianco, che tuttavia resta la tinta principale, ad un colore pastello come il verde oliva.

Colore ideale per la zona notte, il verde è stato scelto per personalizzare le mensole, il vano a giorno del comò, il rivestimento del pouf e il tappeto.


I CONSIGLI DELL'ARREDATRICE
Quali sono i colori giusti per la mansarda? Bianco e sfumature chiare in primis, perché contribuiscono ad illuminare il sottotetto e rendono meno angusto lo spazio. Se si vuole osare con tinte più vive, l’idea è di usare blu, azzurro o verde in tonalità pastello. È sufficiente tinteggiare una sola parete, magari dietro al letto o al divano, per conferire all’ambiente una certa personalità.

Idee per una stanza in mansarda: l’arredamento

Quali arredi scegliere per una camera mansardata? Una domanda che in molti si pongono, e che ammette risposte diverse a seconda che la mansarda sia grande o piccola, che il sottotetto sia spiovente o leggermente inclinato, che lo stile dell’ambiente sia classico o contemporaneo.

Come per ogni progetto, la selezione degli arredi è stata in parte influenzata dalle richieste esplicite del Committente, che ha così riassunto i suoi desideri:

Per il letto, vorrei un modello con boiserie. Ho aggiunto il mio preferito nella lista dedicata del mio Account. Non ho bisogno di armadiature perché possiedo già una cabina armadio.

Partiamo dal letto.

La scelta è ricaduta su un sommier matrimoniale senza spalliera, abbinato a boiserie componibile a piacere. Il vantaggio di sostituire la testiera con dei pannelli in legno è duplice: da un lato, lo spazio risparmiato in profondità è notevole; dall’altro, la modularità della boiserie assicura una grande libertà compositiva, indispensabile in ambienti speciali come le mansarde.

Letto con boiserie Beat


Poiché la stanza non avrà armadi, Ylenia ha dovuto trovare una soluzione d’arredo che garantisse, almeno in parte, la presenza di mobili contenitori. Ha dunque deciso di inserire nel progetto due comodini e un comò della stessa collezione, per dare alla camera un senso di omogeneità garantendo, allo stesso tempo, uno spazio contenitivo generoso.


I CONSIGLI DELL'ARREDATRICE
Arredare camere senza armadio non è impossibile, a patto di colmare l’assenza del guardaroba con una soluzione dove riporre biancheria, indumenti di scorta, coperte o cuscini. Scegliere un letto con contenitore è una delle idee migliori, perché permette di ottimizzare lo spazio riducendo al minimo l’ingombro.

Agli accessori è stata dedicata un’attenzione speciale. Molto più che semplici oggetti decorativi, i complementi sono stati selezionati sulla base della loro utilità e funzionalità.

Tappeto rettangolare in tinta unita Bruges


Primo fra tutti, il tappeto.

La scelta di Ylenia è ricaduta su un tappeto rettangolare in fibra sintetica, molto resistente e morbido al tatto. È un prodotto artigianale realizzabile su misura, un vantaggio in termini di adattabilità allo spazio disponibile.
Da notare il posizionamento centrale rispetto al piano di riposo: a destra, a sinistra e ai piedi del materasso, il tappeto funzionerà alla perfezione come pratico scendiletto.

Pouf imbottito in tessuto Cherie


Passiamo al pouf.

Tutt’altro che superfluo, questo piccolo imbottito dà prova di una certa versatilità. È facilmente spostabile, può occupare qualsiasi punto della stanza e trasformarsi in seduta, piano d’appoggio o comodino alternativo a seconda delle esigenze.
Il modello proposto è sfoderabile, un gran vantaggio in termini di praticità e pulizia. Per lavare il rivestimento, basterà rimuovere la fodera in tessuto e seguire le indicazioni specifiche del materiale.

Mensola su misura in legno Alma


Le mensole arredano la parete opposta al letto. Fissati al muro, i ripiani svolgono tre funzioni in una: liberano il pavimento da eventuali mobili a terra; offrono una superficie su cui appoggiare libri, quadri, accessori; decorano una parete spoglia. Ylenia ha scelto un modello su misura, personalizzabile per finiture e dimensioni.
Nello specifico, la composizione inserita nel progetto prevede due mensole lunghe e una mensola corta, un piccolo accorgimento che restituisce un effetto estetico dinamico e originale.

Specchi bisellati asimmetrici Hawaii


Sulla stessa parete sono stati previsti anche due specchi bisellati che fanno della forma irregolare e del profilo sagomato i loro punti di forza. La scelta è ricaduta su un modello di design, disponibile in 7 modelli e personalizzabile in vetro specchiato, fumé o bronzo.
Ne risulta una composizione fluida e dinamica, che contribuisce a riflettere la luce naturale che filtra dalle finestre. e che si pone in netto contrasto con il rigore geometrico della cassettiera sottostante.

Lampada da tavolo in vetro Ricciolo


Infine, le lampade.

Per illuminare al meglio la mansarda, Ylenia ha inserito nell’ambiente tre lampade da tavolo, due sui comodini e una sulla cassettiera. Non si tratta di un posizionamento aleatorio, bensì di un adattamento funzionale alla disposizione delle prese elettriche.
È stato proposto un modello di lampada in vetro bianco, con paralume arrotondato, scelto nelle varianti con e senza stelo, che si integra armoniosamente nell’ambiente circostante.


I CONSIGLI DELL'ARREDATRICE
Se la mansarda è bassa, è sconsigliato l’uso di lampade a sospensione: si correrebbe il rischio di rimpicciolire ulteriormente un ambiente poco spazioso. Al loro posto, si possono scegliere lampade da tavolo uguali o diverse: sono ottime sia per moltiplicare i punti luce diretti che per creare un’atmosfera rilassante.

Di seguito trovi tutte le idee d’arredo per questa camera di 15 mq:

Da non perdere:

Vuoi saperne di più sul progetto realizzato? Scopri tutti i dettagli nella Scheda del Progetto.
Vuoi visualizzare tutti i progetti del nostro Team? Dai un'occhiata al nostro Portfolio.
Vuoi realizzare il tuo progetto personalizzato? Contatta i nostri Interior Designer per trovare la soluzione più adatta a te.


20 Maggio 2020 / / Dettagli Home Decor

Idee e consigli per rinnovare casa con un risultato eccellente

Spesso basta fare dei piccoli cambiamenti per trasformare l’aspetto di una casa senza la necessità di eseguire grandi lavori di ristrutturazione. Tuttavia, occorre una pianificazione preventiva e avere una visione globale, perché ogni singolo lavoro può comportare il rinnovo di altri elementi della casa. Ad esempio, dopo la sostituzione degli infissi è necessario dipingere le pareti, l’installazione di un nuovo pavimento in legno spesso può portare alla modifica delle porte.

Rinnova l’illuminazione per creare nuovi ambienti

Un corretto sistema di illuminazione consente alla luce di giocare a tuo favore. Se scegli una luce con la giusta intensità, lo spazio sembrerà più grande. Quando un ambiente viene utilizzato per diverse attività, è importante delimitare le zone. Si consiglia una luce perimetrale indiretta, nascosta o con faretti e alle quali integrare delle lampade da tavolo, che illumina aree o pezzi specifici per dare una sensazione di spaziosità. La domotica in questo caso è un alleato perfetto.

bagno moderno firmato Ideal Standard

Mobili multifunzionali, versatili e compatti

I mobili versatili e trasformisti guadagnano terreno soprattutto quando si deve arredare uno spazio ridotto. Se ad esempio vuoi dare una sensazione di spaziosità al bagno piccolo, devi scegliere mobili sospesi e senza maniglie, dai colori neutri, come il bianco, che amplifica la luce. Le superfici lucide aiutano ad aumentare la luce.

Ambienti con un pratico soppalco

I soffitti alti sono una valida opzione per ricavare spazio extra. Puoi ricavare uno studio o una piccola camera da letto aperta. La struttura del soppalco dovrà integrarsi con il resto dello spazio in cui è incorporata e, naturalmente, disporre di una scala. La parte inferiore del soppalco, come quella nell’immagine, può essere sfruttata come guardaroba, home office o zona relax.

Punta su armadi a muro e invisibili

Una soluzione che ti consente di godere di spazio extra in qualsiasi zona della casa.  Protek®, azienda italiana con una lunga esperienza nella progettazione e realizzazione di controtelai e sistemi per porte e finestre scorrevoli, ha ideato Bigfoot®, un geniale sistema di arredo a scomparsa, unico in tutto il mondo,, che sfrutta gli elementi strutturali di separazione e zone di passaggio all’interno degli immobili, per offrire soluzioni inedite sia dal punto di vista estetico che funzionale, combinando design, creatività e innovazione. Un nuovo format destinato a diventare sempre più di uso comune nelle abitazioni di nuova realizzazione, progettate per avere complementi d’arredo integrati nelle pareti, o applicati in adiacenza a muri già esistenti, che compaiono e scompaiono all’interno dei locali in base alle proprie esigenze.

Trova soluzioni ingegnose per le zone non utilizzate

Ricavare un mini-ufficio sotto la scala? La scala che funge da mobile per contenere tutto ciò che vuoi? Un piccolo soppalco nel corridoio? Un letto rialzato per ricavare ulteriore spazio di archiviazione? Una nicchia dove poter inserire una libreria, delle mensole o per ricavare un armadio incassato nel muro? … Sì, ci sono soluzioni ingegnose per ottimizzare gli spazi ciechi che sono spesso inutili.

Scegli porte in vetro

Una soluzione che permette di dare un nuovo look alla casa, è quella di sostituire le porte interne con modelli scorrevoli, vetro o pareti mobili. Le porte in vetro per interni di FOA Porte, per esempio, comprendono sistemi scorrevoli, a scomparsa, pieghevoli e a battente. Tutte proposte in un ampio assortimento di modelli che spaziano dal moderno al classico, e in cui il vetro è protagonista assoluto. Scegliendo questa tipologia di porte aumenterà la luce nell’ambiente. Per i piccoli spazi meglio optare per modelli scorrevoli o con chiusura a libro.

Rimuovi le pareti per aumentare la luce

Un’opzione che non richiede grandi lavori, ma occorre la supervisione di un professionista che valuta quali pareti della casa possono essere rimosse. Si tratta di una soluzione sempre più utilizzata per espandere gli spazi e per unire i locali che permettono la condivisione nello stesso ambiente, cucina, ufficio, soggiorno e sala da pranzo e fornire più luce a determinate stanze. Nella maggior parte dei casi è necessario prevedere anche la sostituzione dei pavimenti, che possono essere coperti, in poco tempo, con un pavimento in laminato dallo spessore sottile oppure con della resina.

Una veloce mano di pittura

Una nuova mano di pittura alle pareti è la scelta perfetta per eseguire un restyling rapido e low cost. Grazie al corretto uso del colore puoi ingrandire o ridurre una stanza, giocare con l’altezza dei soffitti o intensificare la luce. Il consiglio è di utilizzare pitture ecologiche non traspiranti, prive di odori e tossicità, che si asciugano rapidamente e sono resistenti.

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19 Maggio 2020 / / Dettagli Home Decor

Un resort dove gli ospiti sono circondati da una lussureggiante vegetazione

Nascosto tra le palme ad Ahangama, nel sud dello Sri Lanka, questo nuovo hotel offre un’esperienza di vacanza rilassata in mezzo alla giungla. Il Palm Hotel accoglie i propri ospiti in uno spazio raffinato dove il design contemporaneo incontra uno stile più rustico. Caratterizzato da una leggera architettura brutalista accostata a dettagli di design oltre a tocchi industriali, l’hotel dispone di un ampio padiglione in cui contenitori di metallo nero e cornici in acciaio si combinano a mobili in rattan, tende a rotolo di bambù e motivi tradizionali.

Gli ospiti possono soggiornare in suite con 2 camere sopraelevate su palafitte o in cabine con struttura a forma di A. Le camere sono caratterizzate da un fresco pavimento in cemento, stesso materiale utilizzato per le basi del letto dotate di materassi king size e lenzuola di morbido lino. I rivestimenti murali in bambù bianco aggiungono più consistenza all’arredamento minimale, mentre i dettagli cromati e in ottone aggiungono un tocco glamour. Grandi aperture incorniciano le vedute della giungla e delle risaie, lasciando entrare molta luce solare. I bagni all’aperto e le docce a pioggia offrono la soluzione perfetta per rinfrescarsi dal caldo sotto il cielo aperto.

I patii privati ​​con amache portano il relax al livello successivo, mentre la piscina di 14 metri e le sedie a sdraio all’aperto permettono di rilassarsi con stile. Il Palm Hotel dispone anche di una palestra e uno spazio dedicato allo yoga. Infine, il ristorante aperto tutto il giorno serve del cibo delizioso. Il menu propone piatti tipici dell’isola, cocktail, frullati freschi e caffè dello Sri Lanka.

fotografie Holly Farrier

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19 Maggio 2020 / / Things I Like Today

Daniela Forti meduse di vetro sculture

Le suggestive sculture di vetro di Daniela Forti sembrano meduse che ondeggiano sinuose nell’acqua

Daniela Forti è un’artista italiana che vive e lavora nel Chianti in Toscana dove realizza le sue originali sculture con la tecnica della vetrofusione. Ogni pezzo è un esemplare unico realizzato a mano e non può che essere così, considerando il modo in cui realizza le sue meduse di vetro.

Nata a Roma nel 1960, Daniela Forti studia Architettura e Interior Design e nel 1982 si trasferisce in Toscana dove apre il suo laboratorio artistico iniziando a collaborare con i produttori di vetro della zona alla ricerca di un nuovo rapporto tra vetro e luce. Tutta la zona di Empoli infatti è luogo di produzione del vetro già dal XV secolo e qui ha sede anche il Museo del Vetro per celebrare tradizione dei vetrai in Toscana.

L’artista ha lavorato a lungo con la vetrofusione fino a mettere a punto la sua personale tecnica di fusione del vetro, sviluppata dopo anni di prove e sperimentazioni.

Daniela Forti Meduse di vetro

La tecnica della vetrofusione

La Forti è riuscita a creare un magico effetto di gocce colorate che scendono dall’alto grazie a particolari stampi a forma di rete attraverso cui far colare il vetro fuso. I frammenti di vetri colorati portati ad alta temperatura, fondono e diventano malleabili. Facendo colare la fusione attraverso la rete, si formano delle gocce che a causa della forza di gravità si allungano e si dilatano creando tentacoli multicolori di diverse lunghezze. La bravura dell’artista sta soprattutto nella capacità di prolungare o interrompere il processo di fusione al momento giusto, in modo da creare l’effetto voluto, con alcuni filamenti più lunghi che arrivano a terra e gocce di vetro cristallizzate in sospensione.

Lei stessa spiega la tecnica della vetrofusione sul suo sito:

La vetrofusione significa fondamentalmente costruire un nuovo vetro dallo stato solido, assemblando diversi pezzi che, a contatto con il calore, variabile da 800 a 850°C diventano così fluidi da unirsi profondamente tra loro e in modo irreversibile. Il raffreddamento è molto lento in modo da permettere la totale riorganizzazione e il recupero della stabilità molecolare che il materiale possedeva prima di essere scaldato. La vetrofusione permette, usando composti colorati (smalti, ossidi) di produrre oggetti policromi. Il lavoro di un artista si avvale di due principali strumenti: il calore e la forza di gravità. Il risultato dipende dal grado di comunicazione tra l’artista, il vetro e il forno che utilizza.

 

Jellyfish Glass Art Daniela Forti

Meduse dai tentacoli di vetro

Daniela Forti ha definito il processo creativo di sua invenzione “arte contemporanea multi-dimensionale“. La sua serie Meduse si ispira a queste creature marine affascinanti e misteriose e si compone di sculture di vetro dalle forme morbide e sinuose, dai molteplici colori.

La luce che attraversa i “tentacoli” o che piove dall’alto, crea con giochi di luce suggestivi che ricordano i raggi del sole nelle profondità marine. Il vetro materiale fragile e delicato, nelle mani di Daniela Forti assume forme inusuali, organiche e avvolgenti mostrando inedite qualità espressive.

Il Vetro è un Materiale Magico, vive di luce, la cattura, la trasforma, la incanala e la disperde, la fa vibrare in un concerto di colori.
È l’alchimia che dal pesante, attraverso il fuoco, conduce al leggero, all’evanescente, al non definito…

Altre opere di Daniela Forti si possono vedere sul suo sito web o sul suo profilo Instagram.

 

Glass Jellyfish Daniela Forti

Meduse Arte del vetro di Daniela Forti

Daniela Forti Glass Art Meduse di vetro

 

• LEGGI ANCHE: Onde di vetro spettacolari di Blaker DeSomma

 

18 Maggio 2020 / / Design

I vincitori del premio A’ Design Award & Competition 2019-2020

Il prestigioso premio internazionale A’ Design Award & Competition 2019-2020 si è concluso e ha comunicato i progetti vincitori per il contest. Nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato di questo prestigioso premio internazionale (leggi l’articolo di Dettagli Mag su A’ Design Award).

Per l’edizione del 2019-20, la giuria internazionale del premio ha selezionato circa 2095 vincitori provenienti da 107 Paesi appartenenti a 104 diverse discipline del design.

Per visitare il sito ufficiale del premio, cliccate qui.

Le categorie del premio A’ Design Award

Le categorie premiate per gli A’ Design Awards sono ben oltre 100. Tra queste vi sono architettura, interior design, arredamento e oggetti per la casa, illuminazione, elettrodomestici, materiali da costruzione, grafica, comunicazione, moda, tecnologia, prodotti per bambini, per animali e molte altre ancora. Potete scoprire tutte le categorie di premi in questa pagina.

Perché partecipare al concorso A’Design Award

Il premio A’Design Award è uno dei premi di design più influenti al mondo.  I vincitori del premio ricevono un trofeo in metallo stampato in 3D e una serie di altri vantaggi: un certificato di eccellenza, la pubblicazione del prodotto nel volume annuale, un’intervista esclusiva pubblicata sul sito web di  A’ Design Awards,  utilizzo gratuito dei servizi di DesignMediator, un invito gratuito per due persone alla cerimonia di premiazione con serata di gala. In quell’occasione sarà inoltre presentata una mostra con esposti tutti i prodotti vincitori. Oltre a ciò non mancherà una ricca campagna pubblicitaria con interviste e articoli su riviste e portali web volta a promuovere e diffondere i progetti vincitori, la progettazione e stampa di manifesti in formato A2 per le mostre e l’inserimento nelle classifiche mondiali del design.

A questo link potete trovare l’elenco completo dei vantaggi.

I vincitori del premio A’ Design Award 2019-2020

Di seguito vi presentiamo una selezione dei premi assegnati nell’edizione del 2019-2020 che abbiamo scelto nelle categorie: Arredamento e oggetti decorativi per la casa, Architettura, Illuminazione, Interior Space, Dispositivi digitali, Elettrodomestici.

Pluto Task Lamp di Heitor Lobo Campos

Loover Sofa di Christos Yordamlis

Sfumato Shelving System di Nedim Mutevelic 

Sedia Haleiwa di Melissa Mae Tan

Lettino e divano Fields Outdoor di Robin Delaere

Sedia per esterno in metallo Tomeo di Hugo Charlet Berguerand

Superfici modulari fingali di Panayiotis Stelikos

Appendiabiti Fllipping e appendiabiti Art Decor di Marco Guariglia e Jui-Ju Lin

Lampada a sospensione Mobius Lampada a sospensione di Nhi Ton

Zhuyeqing Green Tea Flagship Store Flagship Store di Li Xiang

B&B Italia Hong Kong Retail Showroom by Colourliving and B&B Italia

Park Zoo Hotel di Xiang Li

Cosy White Residential di Yu-Chi Liu e Yi-Han Chen

Appartamento residenziale JP House di Chengwen Tang

Gluck Cafe Commercial Space di Hsin Chen

Escudellers Residential House di Jofre Roca

Macchina da caffè Lavazza Desea di Florian Seidl

The Linear House by Christos Pavlou

Zen Mood House di Francisco Eduardo Sa e Felipe Savassi

Panorama Villa Residence di Potiropoulos and Partners 

Se desiderate conoscere tutti i vincitori del premio A’Design Awards 2019-2020 vi basta cliccare su questo link.

Partecipa alla prossima edizione del premio A’ Design Award 2020-2021

Terminata l’edizione 2019-2020, è già partita la selezione per il prossimo anno; i designer interessati, gli artisti, gli architetti e le aziende interessate possono registrarsi e presentare le loro opere sul sito di A’ Design Award & Competition, dove possono anche trovare tutte le informazioni riguardanti il concorso. Questo è il link per iscriversi alla prossima edizione del premio.

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18 Maggio 2020 / / Dettagli Home Decor

box doccia bianco

Box doccia: croce e delizia

Di tutto l’arredamento del bagno, il box doccia è forse l’elemento più difficile da scegliere. Ci sono una serie di aspetti “tecnici”, che bisogna tenere in considerazione per scegliere la soluzione migliore, sia estetica che funzionale.

Bisogna scegliere il piatto doccia delle giuste dimensioni e abbinarlo alle pareti doccia in linea con l’ambiente circostante. Il box doccia ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio oggetto di arredamento.

Ecco allora qualche suggerimento per scegliere bene box doccia e piatto doccia!

Tutto parte dalle dimensioni del bagno

Tenendo come punto di riferimento principale la dimensione del bagno, ci si può sbizzarrire nella scelta dei vari arredi essendo però sicuri di non sbagliare le varie proporzioni e distanze.

Banalizzando un po’, ma per rendere tutto più chiaro, i bagni si possono classificare in bagni grandi e bagni piccoli.

Un bagno grande ha una forma tipicamente rettangolare e il lato corto misura circa 200 cm; un bagno piccolo invece ha il lato corto di circa 140cm.

I bagni grandi non hanno particolari limitazioni, per i bagni piccoli, invece, bisogna ottimizzare per sfruttare al meglio gli spazi e rendere l’ambiente comodo e accogliente nonostante le ridotte dimensioni.

bagno grande con doccia

Il bagno grande

Per un bagno di grandi dimensioni non ci sono vincoli o limitazioni particolari. La distanza tra i sanitari è sufficiente per permettere di scegliere anche un box doccia con apertura con anta a battente (riproduce l’apertura di una porta) senza rischiare di sbattere contro i sanitari.

Oltre alle classiche aperture, è molto bella la parete walk-in: è una parete di cristallo che occupa quasi tutta la lunghezza della doccia: è una soluzione moderna e di grande effetto e che ha però necessità di avere un’entrata di almeno 40cm per permettere alla persona di entrare in doccia agevolmente.

Chi ha a disposizione uno spazio grande, può anche riservare alla zona doccia una dimensione che può arrivare fino a 160×80 e quindi la soluzione con la parete walk-in non ha sicuramente problemi di spazio.

In un bagno così grande puoi anche pensare di non posare un classico piatto doccia ma di prolungare la pavimentazione del bagno anche nella zona doccia e, con l’inserimento di un’apposita canalina per lo scolo dell’acqua e del sifone, ricavare il piatto doccia. In pratica, il box doccia diventa un tutt’uno con il pavimento ed è delimitato dalla parete in cristallo, dalle pareti scorrevoli o, nel caso di un box doccia in nicchia, dalle pareti e dalla porta.

box doccia in nicchia

Il bagno piccolo stretto e lungo

Se devi arredare un bagno stretto e lungo la prima cosa da tenere in considerazione è la disposizione dei sanitari. Se, ad esempio, i sanitari fossero davanti alla doccia bisogna scegliere un’apertura che non vada a sbattere contro wc e bidet e che lasci il giusto spazio per utilizzare sia la doccia che i sanitari.

Per maggiore comodità e per sfruttare al meglio lo spazio, la doccia può essere messa ad angolo e ha solitamente una dimensione che va da 80×80 fino a 100×80. In queste misure sono presenti piatti doccia in ceramica ma anche in acrilico o effetto pietra e puoi scegliere se metterlo sopra pavimento o filo pavimento. Quest’ultima modalità è più moderna ed esteticamente più bella.

Una volta scelta la dimensione del piatto doccia, si passa alla scelta del box doccia. Una delle aperture più classiche e che danno meno problemi di spazio è l’apertura scorrevole ad angolo: le due porte scorrono verso l’interno del piatto doccia e occupano quindi poco spazio. Evitano anche il fastidioso sgocciolamento fuori dal box doccia.

Un’altra apertura che piace particolarmente è l’apertura a soffietto: è una soluzione salva spazio un po’ diversa dal solito e, rispetto alle ante scorrevoli, è più facile da pulire.

Se vuoi lustrarti un po’ gli occhi puoi andare a dare un’occhiata ai box doccia Inda: sono di ottima qualità e anche molto belli. I modelli e le finiture tra cui scegliere sono molte e troverai sicuramente la soluzione ideale anche per il tuo bagno!

Sono prodotti di qualità medio-alta e che hanno, su richiesta, la possibilità di avere sui cristalli il trattamento anti calcare. Si tratta di un trattamento preventivo che viene fatto sulle lastre di cristallo che diventeranno poi i lati di un box doccia e che serve per proteggerle dai depositi ferrosi e di calcare presenti nell’acqua. Il costo del box doccia lievita un pochino, ma è una spesa che vale la pena valutare perché agevola la pulizia dei cristalli e li mantiene “in salute” più a lungo.

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17 Maggio 2020 / / Laura Home Planner

Se state leggendo questo articolo è perchè siete alla ricerca di qualche informazione in più sulla carta da parati per bagno,

continue indagi su internet che non convincono,

“forse non è il rivestimento adatto”, “forse è meglio piastrellare”,

magari non siete sicuri che possa essere la scelta giusta per voi e la paura che non possa resistere in un ambiente umido a contatto con l’acqua vi frena.

Insomma , avete bisogno di qualche spunto in più .

Perfetto, oggi sono qui per questo, per darvi una dritta su questo argomento.

Per farlo mi sono avvalsa della gentilezza dell’ Architetto Giorgia Congiu, fondatrice di Carta Da Parati Artistica alla quale ho fatto una breve intervista.

Carta da Parati per bagno :

la parola ell’esperto

Buongiorno Giorgia,
prima di tutto grazie mille per la collaborazione!

Partiamo con le domande:

L: Che differenza cè tra la carta da parati tradizionale e quella adatta al bagno?

G: La carta da parati che noi proponiamo per le pareti è un rivestimento in tnt con supeficie vinilica, lavabile ma non totalmente impermeabile.

Per i bagni proponiamo la fibra di vetro, un rivestimento impermeabile e molto resistente, che, in caso di posa in pareti soggette ad acqua, viene ulteriormente impermeabilizzato con una resina trasparente.

L: La carta da parati per bagno può essere messa anche a contatto con l’acqua, quindi ad esempio nella doccia?

G: Si assolutamente, la finitura in resina la rende totalmente impermeabile 

L: La carta da parati può essere applicata su piastrelle esistenti?

G: Si, bisogna utilizzare un prodotto autolivellante in modo che non si vedano i punti con le fughe.

L: Costa meno rivestire con carta da parati per bagno o con piastrelle o resina?

G:Dipende dai materiali che si scelgono,non è sicuramente un lavoro economico.

Ma se al posto della carta da parati si posano delle piastrelle da 800€/mq costa sicuramente meno mettere la carta 

L: Consiglia la carta da parati in cucina? che tipo di carta è adatto?

G: Nella cucina, così come in bagno, consiglio la fibra di vetro con resina,

impermeabile e facilmente lavabile con i classici prodotti per l’igiene di questo ambiente.

E’ perfetta anche dietro al piano cottura

L: si può facilmente cambiare? nel senso se domani mi stanco di quella che ho fatto applicare è un lavoro complicato sostituirla?

G:Per quanto riguarda il tnt è abbastanza semplice rimuoverla, per la fibra di vetro è più complesso per via anche dello strato di resina superficiale.

Adesso delle domande dirette un pò più al suo lavoro:

L: In base a cosa sceglie i soggetti per la sua carta da parati?

segue dei trend oppure semplicemente il suo gusto? 

G: Entrambi,

cerco di seguire i trend,

chiaramente se va di moda qualcosa che a me non piace non lo propongo.

L:Può essere personalizzata la carta da parati o richiederebbe dei costi esagerati per la produzione di pochi rotoli?

G:Le nostre carte sono tutte personalizzate parete per parete, non abbiamo rotoli pronti, ogni immagine viene creata in base alle misure della parete da rivestire.

L: Secondo lei qual’è il modo giusto per abbellire con la carta da parati? Meglio decorare una o più pareti?

G: Io preferisco decorare una sola parete, chiaramente molto dipende dalla forma delle stanze e dal tipo di stanza.

In generale, proprio per deformazione professionale, preferisco non eccedere, cerco di togliere invece che aggiungere.

L: Lei trova diffidenza generale nell’acquisto di carta da parati per bagno e cucina  o il problema di fondo è che viene poco proposta, magari proprio da noi arredatori ?

G: Credo che ci sia molta diffidenza e poca formazione al riguardo.

La nostra azienda lavora benissimo con architetti e interior, aperti alle novità, gli arredatori (intersi come venditori di mobili) hanno difficoltà a sperimentare nuovi prodotti.

Io cerco di dare più informazioni possibili ma mi rendo conto che,

mentre un architetto che propone la carta nei suoi progetti convince il cliente,

l’arredatore ,che non crede nel prodotto, non chiude la vendita.

Questa breve intervista all’Architetto Giorgia Congiu è terminata qui,

sperando che sia stata utile a cancellare qualche vostro dubbio.

In conclusione :

TNT : tessuto non tessuto , è un prodotto a base di resina e fibre sintetiche o cellusa e fibre tessili , rinforzate da un collante e può avere superficie vinilica

VINILICA: formata da due strati, il lato decorato in vinile (lavabile ma non idoneo a contatto con l’acqua) e sul retro il Tnt

FIBRA DI VETRO: realizzato con speciali filati ottenuti mediante la fusione del vetro ad alte temperature, adatto a pareti umide e al contatto con l’acqua

Dunque,

non si tratta semplicemente di “carta da parati” per bagno,

forse la diffidenza nasce proprio dal modo in cui viene chiamato questo rivestimento decorativo ,

che tutto è tranne che “carta”

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17 Maggio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Un bel bouquet di fiori freschi recisi è sempre una gioia per gli occhi, e porta in casa una nota di colore e un lieve profumo. Ma come fare perché durino più a lungo? Ecco alcuni piccoli trucchi da mettere in pratica.

Fiori freschi recisi

I fiori freschi recisi portano un tocco di colore e di allegria in casa, decorano con eleganza e leggerezza e a volte emanano un lieve profumo.

Un bouquet di peonie, per esempio, è di una bellezza impareggiabile, ed è adatto a chi ha gusti romantici. Per chi ha gusti più semplici e rustici, sono perfetti i mazzetti di fiori di campo, di diverso tipo e colore, magari accostati a steli d’erba, rametti o spighe.

Fiori freschi recisi

Il problema è che i fiori recisi sono davvero effimeri, la loro bellezza svanisce in pochi giorni, e noi ci ritroviamo con un vaso riempito di fiori avvizziti

Qual’è il segreto per avere un bouquet fresco più a lungo? Ora vi svelo qualche piccolo trucco, ma prima debbo sottolineare una cosa: tutte le cose, per durare, hanno bisogno di cure. E i fiori freschi recisi non fanno eccezione.

Come fare durare più a lungo i fiori recisi

  • Usate sempre un vaso perfettamente pulito e disinfettato. Potete usare una semplice miscela di acqua e aceto, che ha anche il vantaggio di rimuovere le macchie di calcare, rendendo il vaso brillante e trasparente.
  • Riempite il vaso con acqua fresca di rubinetto, calcolando che il livello non deve superare la metà della lunghezza degli steli. 
  • Aggiungete all’acqua un cucchiaino da caffè di zucchero oppure, se il fioraio ve la fornisce insieme al bouquet, un po’ di polverina nutriente. Potete anche immergere una monetina di rame, che evita la nascita dei funghi e la schiusa di eventuali larve di zanzara, oltre a mezzo cucchiaino di candeggina, per ridurre la formazione di microrganismi.
  • Lasciate riposare l’acqua mentre preparate i fiori. Calcolate, in base all’altezza del vaso e alla forma che volete dare al vostro bouquet, il punto in cui recidere lo stelo. Non tagliatelo troppo, perché nei giorni successivi dovrete ripetere l’operazione e gli steli risulterebbero alla fine troppo corti. Tagliate gli steli servendovi di un paio di cesoie  pulite e affilate, con un taglio netto in diagonale, per consentire al fiore di assorbire più acqua. Un trucco i più: tagliate gli steli tenendoli sott’acqua, magari in un catino o nel lavandino. Vedrete che risultati!
  • Togliete tutte le foglie nella parte bassa dello stelo, cosicché non si trovino sotto il livello dell’acqua, con il rischio che macerino e formino batteri.
  • Cambiate l’acqua tutti i giorni, seguendo i punti da 1 a 3, e accorciate gli steli ogni 3-4 giorni. Se fa caldo, vaporizzate i fiori con un po’ d’acqua.
  • Il vostro vaso di fiori freschi recisi è pronto! Non mettetelo alla luce diretta del sole e nelle correnti d’aria, e deliziatevi della sua vista.

La freschezza dei fiori comincia dall’acquisto

Come ben sa chi mi segue, adoro i fiori, tanto da farne il soggetto principale dei miei dipinti, e per ritrarli spesso acquisto dei bouquet. Per questo sono diventata pignola nel curare i fiori, prima e dopo l’acquisto, anche perché un bel bouquet ha un certo costo.

Fiori freschi recisi

Per legge i fiori sono divisi in tre categorie, in base alla grossezza del fiore, al numero di petali, alla lunghezza dello stelo: extra, prima scelta e seconda scelta. Per verificare la freschezza dei fiori controllate sempre l’aspetto dei fiori e delle foglie. Gli steli devono essere dritti e turgidi, nessuna parte deve presentare ammaccature, segni di avvizzimento della presenza di parassiti. 

Fiori freschi recisi

Un dilemma che mi pongo spesso è quello sulla scelta dei boccioli o dei fiori aperti. Per esperienza i boccioli troppo chiusi non riescono a sbocciare in vaso, e avvizziscono ancora in boccio. I fiori troppo aperti, invece, cominciano quasi subito a perdere le foglie, soprattutto se si tratta di rose, peonie, tulipani. L’ideale è sempre una via di mezzo.

Il mio consiglio è quello di acquistare i vostri fiori freschi da un fioraio di fiducia, che garantisca la qualità del prodotto. In alternativa potete recarvi ai chioschi o trovare una bancarella al mercato. Una buona alternativa, soprattutto se non ci sono fiorai di un certo livello vicino a casa, è ordinare i fiori on line.

Per esempio se cercate un fioraio a Firenze e non avete tempo o voglia di uscire, cercate sul web e sicuramente troverete un fioraio o un distributore che effettua la consegna a domicilio. Potreste obiettare che non si può controllare la qualità dei fiori, ma questo problema si risolve rivolgendosi a distributori che abbiano una chiara politica di rimborso in caso il prodotto acquistato non sia conforme. 

Leggi il post arredare con i fiori.


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