25 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Soluzioni per case piccole: il divano curvo componibile

Le idee migliori per l’arredamento nascono a chi di case ne ha viste e arredate tante. Queste idee nascono sempre da un presupposto fondamentale: la casa non è solo uno spazio da riempire, bensì un ambiente da vivere e fruire quotidianamente.
Chi capisce questo sa interpretare anche un altro elemento chiave della progettazione, ovvero le esigenze delle persone e la necessità di organizzare al meglio gli interni.

Questa esigenza è particolarmente sentita quando ci si trova ad arredare un monolocale o una casa piccola, come anche una seconda casa magari riservata alle vacanze.
Quali mobili scegliere per non sprecare spazio, per non usarlo male o per evitare l’effetto horror vacui con mobili e mobiletti sparsi ovunque…ognuno con la propria funzione.

Ecco il segreto: evitare di accumulare arredi “monofunzione” optando invece per mobili multifunzionali, componibili e modulabili. Deve essere il mobile ad adattarsi alle nostre esigenze di spazio e di gusto, e non viceversa!

È partendo da queste riflessioni che nasce un progetto di arredo molto particolare, un divano componibile con moduli curvi, capace di adattarsi a qualsiasi spazio, interno o esterno.

Il progetto: flessibilità ed eco-sostenibilità

Nelle case di piccole dimensioni è forte il bisogno di unire due tra gli arredi più ingombranti: il divano e il letto.

Questi sono indubbiamente i due elementi che occupano di più perché, rispetto ad un armadio, a un mobile bagno, alla cucina o ad altri arredi contenitivi che si sviluppano in altezza, divano e letto rubano spazio a terra ed in questo modo influenzano anche l’ergonomia e la fruizione degli ambienti domestici.
Per questo motivo (e anche per la mancanza di una vera e propria camera da letto) quando bisogna arredare un monolocale o un ambiente contract si ricorre, nella maggior parte dei casi, a divani letto o a letti a scomparsa.

Ma passiamo al progetto.
Il suo ideatore, Vincenzo di Lello, ha una lunga esperienza come arredatore di interni ed esterni. È proprio la sua professione che l’ha spinto a trovare una soluzione flessibile per spazi ridotti, a pensarla e idearla mettendo in pratica tutto il know how accumulato negli anni.

Chi per decenni ha dedicato la propria vita ad arredare case grandi o piccole conosce per filo e per segno i bisogni di chi le abita. Non a caso il primo progetto di Vincenzo è stato proprio un divano curvo componibile, con pouf integrato e perfino con un materasso.

Il divanetto verrà realizzato con poliuretani flessibili ecologici e riciclabili e materasso in schiuma di lattice che può essere ripiegato e riposto nel pouf contenitore quando non serve.

Il divano, soprannominato dal suo ideatore “Tondoletto” non è solo un grande sistema di sedute adattabili a qualsiasi ambiente, ma diventa un comodo letto matrimoniale o, se declinato in versione outdoor, un grande lettino da spiaggia per due.

Tondoletto per monolocali, spiaggia, terrazzo: parola d’ordine versatilità

Ricapitoliamo tutti i possibili usi del divanetto curvo modulare Tondoletto:

  • divano componibile: da creare su misura in base allo spazio a disposizione
  • divano e poltrone: per un salotto completo e trasformabile in qualsiasi momento (basta unire gli elementi!)
  • divano con pouf: perfetto per un salottino piccolo ma funzionale
  • divano letto circolare: il geniale materassino pieghevole si nasconde nel pouf durante il giorno e si estrae di sera per trasformare il divanetto in un letto matrimoniale
  • divanetto per sala d’attesa, aeroporto, atelier di moda…ovunque ci sia bisogno di una soluzione comoda e modulare, da modificare e riconfigurare in qualsiasi momento
  • lettino da spiaggia, terrazzo, veranda: ovunque ci sia bisogno di sedute componibili e confortevoli, facili da spostare, igieniche e di agevole manutenzione

Un work in progress con un occhio di riguardo al low cost

Imbottiture e rivestimenti saranno pensate per offrire un prodotto finito economico, rivolto a soddisfare le esigenze di tutti. Il design tutto italiano sarà diretto ad uso abitativo o contract, con la possibilità per tutti gli utenti di personalizzare divano e divanetti con cuscini e rivestimenti su misura di produzione artigianale.
Tondoletto diventerà una soluzione flessibile e tailor made, ideale per ambienti moderni informali e formali.

Se sei interessato al brevetto contatta: vincenzodilello@gmail.com

25 Giugno 2019 / / Architettura

Le differenze tra resina e micro-cemento sono molte a livello tecnico e pratico. Esteticamente quasi identici, come scegliere uno o l’altro? Con Sara Concato di Studio S ti togliamo tutti i dubbi.


Tra i materiali più in voga ed utilizzati del momento godono tuttavia di poca conoscenza pratica. Vengono confusi e usati con poca intenzionalità, anche se celano un mondo di differenze.

Resina e micro-cemento sono differenti già alla base, nella natura della loro composizione. Punto questo che potrebbe farti propendere per un materiale piuttosto che l’altro.

Ma quali sono i punti di cui tenere conto per fare la scelta migliore per te e il tuo progetto? Ne parlo oggi con l’Interior Designer Sara Concato, dello Studio S.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

Le differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato

Ciao Sara e benvenuta sul mio blog! Cominciamo subito. Resina e micro-cemento: quali sono le principali differenze?
Partiamo dal presupposto che per chi non li conosce potrebbero sembrare due materiali a prima vista molto simili, e infatti l’effetto finale che si può ottenere a livello visivo non si discosta di molto tra i due.
Sono entrambi senza fughe e permettono a colpo d’occhio di avere una visione continua e pulita della superficie sulla quale sono posati. Entrambi possono essere posati su pavimenti esistenti grazie al loro spessore minimo (2-3 mm) e hanno un’ottima conducibilità termica: sono perfetti per il riscaldamento a pavimento.
Per entrambi ne esistono davvero di molti tipi e quindi diventa in questo caso quasi impossibile dare una sentenza definitiva su quale dei due sia migliore. In linea generale però possiamo dire che:

  1. Una prima differenza sostanziale l’abbiamo nella loro composizione.
    La resina è un materiale sintetico mentre il micro-cemento è naturale e composto da una base cementizia più acqua.
  2. Essendo un materiale derivante da processi chimici, la resina tende a dare spesso una sensazione plastica mentre il micro-cemento si caratterizza per una maggiore matericità (anche in questo caso mi preme specificare che per entrambi esistono comunque diversi tipi di lavorazione e finitura).
  3. La resina con il passare del tempo può essere soggetta ad ingiallimento, il micro-cemento no.
  4. La resina viene solitamente posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. Il micro-cemento è più facile da riparare solo nel punto in cui lo necessita.

In ambito domestico, quale dei due consigli?
La resina ha una grande resistenza alle sollecitazioni, dal canto suo il micro-cemento è ancora più resistente a scalfiture, abrasioni e calpestio. La caratteristica materica di quest’ultimo permette di rendere quasi invisibili possibili graffi che nel tempo potrebbero crearsi: più si “usura” nel tempo, più diventa bello e vissuto.
Per questo motivo probabilmente mi sentirei di consigliare il secondo.
Ci tengo comunque a specificare che non è in ogni caso un materiale indistruttibile: se prendiamo un oggetto appuntito e di proposito lo strisciamo sul pavimento non aspettiamoci che non succeda nulla!
Nel caso in cui volessimo rivestire ad esempio delle pareti doccia invece, mi sentirei di consigliare entrambi: se tutte le fasi di lavorazione, impermeabilizzazione e finitura vengono svolte da un professionista che usa prodotti di alta qualità, entrambi svolgeranno bene la loro funzione impermeabile.

In quali casi consigli l’utilizzo della resina e in quali il micro-cemento?
A questa domanda credo di aver già risposto quasi completamente con la risposta precedente.
Personalmente non mi sento di preferire in toto un materiale rispetto ad un altro: ogni ambito ha il suo.
Per fare un ulteriore esempio: se volessimo ricoprire una parete verticale tra il piano cucina e i pensili il cui scopo è semplicemente quello di preservare il muro da macchie e schizzi d’olio, entrambi sono consigliati.
Con una passata di spugna torneranno subito puliti. Consiglio di valutare di volta in volta il singolo caso.

Per creare effetti continui tra superfici verticali ed orizzontali, è meglio la resina o il micro-cemento?
Anche qui mi rimetto ai punti precedenti.
Se l’effetto che si cerca è più lucido e plastico: resina.
Se invece preferite l’effetto materico e opaco al tatto: micro-cemento.
In entrambi i casi non vi sono problemi per i punti d’incontro tra le due pareti, i materiali si comportano bene nei punti di giuntura tra
verticale e orizzontale.
In questo caso una precisazione però è d’obbligo:
solitamente nel massetto interno sottostante il pavimento viene utilizzato un materassino i cui lati vengono piegati e portati ad appoggiarsi alle pareti verticali. In questo caso deve essere premura del posatore prestare particolare attenzione alla stesura del materiale perché potrebbe crepare.
Per evitare qualsiasi problema si può ricorrere ad un battiscopa.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

A livello decorativo (colori ed effetti artistici), quale dei due materiali è più prestazionale?
Essendo la resina una materiale pigmentato in pasta, è possibile scegliere tra una gamma infinita di colori.
Ad oggi inoltre, oltre alla classica finitura lucida, si possono avere anche realizzazioni opache (non con la matericità del micro-cemento ma avvicinandosi molto). Gli effetti decorativi che si possono ottenere sono diversi: dai classici nuvolato e spatolato, a veri e propri disegni astratti o geometrici (è possibile infatti applicare sul pavimento un materiale e ricoprirlo poi con una colata di resina trasparente).
Per quanto riguarda il micro-cemento anche qui abbiamo la possibilità di variare da una stesura liscia e omogenea ad una più mossa e ruvida.
Personalmente io amo rispettare sempre la natura del materiale (soprattutto se naturale) e in questo caso la parola stessa richiama l’effetto cemento: matericità e disomogeneità dovrebbero a mio parere farla da padrone.

CONCLUSIONI
Negli ultimi anni la ricerca della perfezione in questo come in ogni altro ambito sta portando ad avere materiali sempre più performanti. Ad oggi non è facile dare un giudizio univoco quando si parla di resina o micro-cemento:se di alta qualità e posati nel modo giusto, entrambi sono molto resistenti.
Consiglio quindi di riferirsi sempre e solo ad un professionista: ai miei clienti consiglio di risparmiare su altro ma mai su pavimenti e rivestimenti (vorreste davvero trovarvi a smantellare mezza casa dopo poco tempo solo per un lavoro fatto male?).
Personalmente ove possibile prediligo sempre o quasi i materiali naturali:
in questo caso quindi tra i due tendo per il micro-cemento.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Intervista con Studio S: le differenze tra resina e micro-cemento sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

25 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Rinfrescare la casa d’estate è una scelta rigenerante, ma è determinante assicurarsi che l’operazione non risulti troppo dispendiosa in termini di costi e consumi.
Dotare gli interni del vostro appartamento di un impianto di condizionamento merita tutta una serie di considerazioni, essenziali per garantirsi una scelta conveniente.
Un impianto obsoleto, o poco efficiente, può incidere in maniera spropositata sulle bollette energetiche.
Chi pensa di procedere con l’installazione di un condizionatore cerca risposte esaustive sui costi dell’impianto e sui relativi consumi.

Il modello adeguato consente di risparmiare sui consumi

Il primo nodo da sciogliere è la valutazione del modello da collocare, per questo è necessario chiedersi se si sta acquistando quello giusto, considerando le necessità effettive e raffrontandole con le potenzialità del sistema di condizionamento che si intende acquistare.
Un aiuto reale per garantirsi la scelta perfetta ci arriva dai professionisti di settore, in grado di guidarci verso la soluzione adeguata.
La scelta dei condizionatori per casa ruota attorno ad un discreto numero di proposte, da scegliersi fra impianti fissi, ovvero i classici condizionatori a parete, che considerano l’installazione di un condizionatore dual split o trial split, oppure un più semplice condizionatore senza unità esterna.

Fatta chiarezza sul modello non resta che assicurarsi l’impianto ad un prezzo ragionevole, per questo è estremamente utile consultare i prezzi dei condizionatori, comparando cifre, qualità e caratteristiche, valutando ad esempio la proposta del condizionatore Samsung Maldives.
Per il posizionamento di un condizionatore fisso è inoltre necessario assicurarsi l’intervento di un installatore serio e preparato, che esegua un lavoro a regola d’arte senza compromettere la qualità del condizionatore, e garantendo le migliori prestazioni dell’impianto stesso.

Quanto consuma un condizionatore

Un condizionatore consuma in base all’efficienza di cui gode, qualità determinata in primo luogo dal grado tecnologico di cui è dotato, e in seconda battuta dalle condizioni in cui funziona, considerando temperatura, umidità dell’ambiente, efficienza energetica e non ultima l’esposizione più o meno diretta ai raggi solari.
Per calcolare il consumo effettivo si può utilizzare un qualsiasi misuratore di consumo di corrente.
Potenza elettrica ed efficienza energetica sono invece i valori di riferimento per valutare i consumi di un climatizzatore.
In entrambi i casi il costo chilowatt dipende anche dalle tariffe applicate dal fornitore di energia e dalla fascia oraria di consumo.

Rinfrescare casa? Facciamolo evitando sprechi
Collocare un dispositivo sovradimensionato rispetto alle effettive necessità della casa genera uno spreco energetico piuttosto elevato, per questo motivo l’acquisto di un impianto deve essere calibrato alle reali esigenze dell’unità immobiliare.
Assicurarsi l’acquisto di un moderno condizionatore inverter, specie se connotato dalla sigla A+++, consente di risparmiare sui consumi, alleggerendo la bolletta.
Per evitare sprechi non dimenticate di impostare la temperatura adeguata, perfetta quella fra i 24-26° C. In linea generale, per risparmiare, la temperatura interna non deve differire da quella esterna se non oltre gli 8 gradi.
Fate attenzione a non aprire le finestre quando il condizionatore è acceso, favorirebbe un inutile spreco. E’ quindi determinante areare i locali a condizionatori spenti.
Liberate lo spazio intorno all’unità interna, così come a quella esterna per garantire la massima circolazione dell’aria e un perfetto funzionamento senza il benché minimo sforzo, che in caso contrario sarebbe conseguenza dell’aumento dei consumi.

25 Giugno 2019 / / Easy Relooking

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Il design del bagno per il 2020 è in stile eco, che finisce per creare piccoli spazi rilassanti con un’atmosfera spa e Zen.

Gli elementi essenziali di un bagno bello e moderno in stile eco si possono riassumere in:

  • materiali naturali
  • layout confortevole
  • colori neutri, tenui colori pastello
  • pareti e porte in vetro
  • luci soffuse

Le ultime tendenze dei bagni in stile ecologico mostrano come è possibile ottenere questa sensazione di relax nel tuo bagno e creare una sensazione piacevole e confortevole con un’atmosfera spa. 

Creare un’oasi urbana

Usa piastrelle a motivi geometrici su pareti e pavimenti per dare un tocco moderno al bagno. Scegli una vasca e un lavabo ad angolo, un set di rubinetteria e accessori neri e posiziona diversi vasi con piante tropicali, poiché amano il vapore.

Usa il blu

Dai al tuo bagno un po’ di carattere aggiungendo un tocco di colore blu brillante, che è una valida alternativa al classico bianco. I bagni colorati stanno tornando molto di moda negli ultimi anni, ma in sfumature più audaci rispetto alle tendenze degli anni ’70; in questo modo, darai anche un tocco di lusso al tuo bagno. Questi sanitari possono essere abbinati a rubinetti cromati o dorati.
I mobili bianchi, invece, sono sempre alla moda e sono particolarmente sorprendenti se rifiniti con frontali in marmo o superfici in pietra strutturata.

Ceramica Cielo

Geometria e pattern 3D

Nei rivestimenti a parete, sempre più aziende hanno sviluppato collezioni che si ispirano a forme geometriche o in rilievo.  Mutina è sempre all’avanguardia in questo ambito e ha numerose collezioni che rispecchiano questa tendenza.

Usa la carta da parati

Questa  può essere una soluzione più economica del rivestimento, che riesce a dare più colore e vivacità al bagno. Esistono carte da parati adatte ad ambienti umidi e al contatto con l’acqua.

Aggiungi le rifiniture in ottone o nero opaco

Il cromo è sempre stato il materiale più presente in tanti bagni, ma non sembra essere di tendenza in quelli di ultima generazione.
Anche se non si tratta di un ritorno di vistosi oggetti in ottone a forma di cigno, c’è sicuramente una tendenza emergente per il moderno rivestimento metallico, e vale la pena cimentarsi per il nuovo design del bagno.
L’ottone è un materiale durevole perché il suo interno è trattato con cromo o nichel, inoltre produce un look metallico lucido molto in voga nei bagni di ultima generazione.

by Vaia

Molto in voga anche l’utilizzo delle finiture in nero opaco.

by Vaia

L’articolo Trend 2020 per il bagno proviene da easyrelooking.