9 Marzo 2020 / / Blogger Ospiti

Colore in architettura
Capita spesso di associare a un significato un colore specifico. Ne siamo circondati, il mondo è fatto di segni e i colori fanno parte di questo schema. Il semaforo ne usa tre, i parcheggi, i cartelli, tutto o gran parte di ciò che si possa definire antropizzato è un sistema di segni e significati.
Non abbiamo inventato nulla, è solo un riprendere ciò che ci circonda. La natura, le piante hanno sviluppato con colori metodi di riproduzione, di difesa, di mutamento. È un sistema complesso, ma anche smart che ha sempre fatto parte di noi.
La trasposizione del significato al simbolo è ciò che l’uomo, osservando l’ambiente, ha semplicemente preso in prestito. La mimesi, lo stacco, la sfumatura, sono tante declinazioni dello stesso metodo comunicativo. È innegabile che i riflessi si vedano anche nell’arte, nell’architettura e, dal ‘900 in particolare, queste tecniche sono diventate parte di studi approfonditi. Tanto per citarne alcuni: il periodo rosa e blu di Picasso, Mondrian e i colori prima, Itten e il Bahuaus, Aldo Rossi e i suoi padiglioni.
L’architettura usa tale strumento anche per definire la funzione. Tecniche di cromotorapia associano a spazi comuni colori caldi ma tenui, zone del riposo hanno bisogno di colori freddi per rallentare il battito e conciliare il sonno.
Sostenibile è anche lo spazio che si adegua al suo utilizzatore; ne favorisce il comfort, è smart ma ricercato, usa la luce per definirne i volumi. Questo è ciò che si ritrova in ambienti del Co-Housing pisano, fiore all’occhiello di uno studio giovane ma pieno di risorse: ATIproject. Il richiamo al colore è un tocco preciso, puntuale, non esteso. È la firma che lega gli ambienti. È ciò che contribuisce a rendere uno spazio ospitale e combatte lo stress di una vita frenetica. Il colore diventa condivisione, in un modello di edificio residenziale che ridefinisce il concetto di socialità.
In una società in cui lo sharing, il peer to peer prendono campo, questa è forse la chiave di lettura migliore.

Colore in architettura

9 Marzo 2020 / / Design

Ci siamo! Dopo aver metabolizzato gli sforzi e l’enorme fatica, siamo pronti per raccontarvi in breve cosa abbiamo fatto.
Partiamo dall’inizio e cerchiamo di procedere per ordine…

L’inizio del progetto di frazionamento

L’arrivo di Baby A. ha un pò modificato le nostre esigenze, siamo partiti con l’idea di acquistare un’appartamento in una determinata zona di Roma, rischiando però di essere troppo lontani dai nonni. Si sa che l’aiuto dei nonni e dei familiari, soprattutto in una grande città, è troppo prezioso. Quindi abbiamo deciso, proprio insieme ai nonni, di trovare un appartamento molto grande da dividere in due unità immobiliari. Detto così sembra tutto molto semplice, ma possiamo assicurarvi che non lo è stato. E’ proprio da qui che siamo partiti per il nostro progetto di frazionamento.

Dopo estenuanti ricerche (durate quasi un anno), abbiamo trovato l’appartamento adatto alle nostre esigenze. Ma come abbiamo fatto a capire che era proprio quello che stavamo cercando?

La scelta dell’appartamento

Bè avere l’architetto in casa è un bel vantaggio.
Il primo passo è capire come gestire lo spazio a disposizione. Nel nostro caso dovendo dividere la casa in due appartamenti è stato fondamentale capire come creare i nuovi servizi e la nuova cucina.

ingresso stato di fatto
il vecchio ingresso

Un consiglio fondamentale: quando trovate un appartamento interessante, non guardate i dettagli, le imperfezioni, ma soffermatevi piuttosto sulla metratura, i servizi, l’esposizione ed infine il palazzo. Un intervento di frazionamento è spesso molto invasivo, quindi la situazione pre-esistente andrà sicuramente modificata radicalmente.

Tornando a noi, verificata la metratura, gli scarichi, la struttura, e l’oggettiva possibilità di frazionare l’appartamento, siamo passati all’analisi delle esigenze delle due famiglie.

I nonni sono stati piuttosto chiari: un salone grande per accogliere tutta la famiglie durante le feste, una cucina separata, una camera spaziosa ed un bagno.

Per quanto ci riguarda, con l’arrivo di Baby A. e l’idea di allargare la famiglia le esigenze si sono così rimodulate: un soggiorno spazioso con cucina anche a vista, due bagni, due camere e possibilmente uno spazio da adibire a lavanderia.

stato di fatto
L’appartamento prima della nostra divisione

Nel prossimo articolo vi parleremo del progetto attuale e di come lo abbiamo realizzato, fino alla scelta di materiali e mobili.
Stay tuned!

L’articolo Casa My Happy Place: il progetto di frazionamento proviene da My Happy Place.

9 Marzo 2020 / / Dettagli Home Decor

Instagram oggi può essere considerato un metodo di valutazione delle location che la gente sceglie per passare il suo tempo. Se un locale viene fotografato significa che merita dal punto di vista estetico, per l’arredo e per il cibo. Le ricerche confermano che la tendenza è quella di scegliere proprio un ristorante o un bar per l’atmosfera e l’estetica della tavola, inoltre il cibo diventa anch’esso fashion e supercool. Così il nuovo motto non sarà più dove si mangia oggi – ma – dove si scatta oggi?

locale Rosa & Co di Milano

Rosa & CoPartiamo da Milano per un mood total pink come dice il nome stesso che crea un’atmosfera rilassante ed accogliente. Attentissima la ricerca del dettaglio, non solo monocromatico ma con tocchi gold e cactus qua e là su un pavimento dal gusto retrò.

ristorante White Rabbit di Mosca

White RabbitFamoso per la cucina russa contemporanea e per il suo giovanissimo chef dal punto di vista estetico colpisce l’effetto scenico per le vetrate panoramiche proprio di fronte al Ministero degli Esteri di Mosca. Il cielo diventa l’arredo predominante per un pasto a cinque stelle.

ristorante Noma di Copenaghen

NomaIl ristorante di Copenhagen è stato dichiarato come migliore al mondo. Si trova nei pressi della città libera di Christiania ed è stato realizzato in collaborazione con lo studio BIG Bjarke Ingels Group. Anche qui grandi vetrate che in questo caso rafforzano il legame con la natura per un “villaggio giardino” dagli interni estremamente minimalisti come il design nordico prevede.

Élan Café a Londra

Élan Café – Ancora rosa, questa volta a Londra dove trovare un localino elegante dalle poltrone vellutate. Qui si gustano decoratissimi piatti per una pausa golosa in stile britannico / francese con cappuccino italiano, anch’esso con schiuma rosa. Inoltre fiori cadenti come se non esistesse un domani. Questi dettagli sono il top per i social!

Broken Coconut a New York

Broken Coconut – Infine eccoci catapultati a New York per un menù super healthy fatto di avocato, latte e bowls. Un muro in mattoncini underground con i cappelli di paglia appesi sarà solo uno sfondo per le foto ai piatti superdecorati, senza dimenticare carte da parati e scritte al neon. Può bastare?

Articolo di Silvia Fabris

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