8 Giugno 2023 / / Dettagli Home Decor

mobile bagno Siwa di Ceramica Cielo in stile Japandi

Un accostamento inedito dà vita a qualcosa di unico, unendo la semplicità nordica a elementi dal gusto nipponico: nasce così lo stile japandi. Perfetta espressione di questo trend è Siwa di Ceramica Cielo è il mobile bagno disegnato da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano. Oriente e Occidente si fondono armoniosamente nelle sue geometrie nette ed essenziali e nelle linee pulite, sintesi di due trend opposti per un risultato minimal e allo stesso tempo sofisticato.

Un raffinato progetto d’arredo bagno

Siwa di Ceramica Cielo

In grado di creare spazi moderni e raffinati caratterizzati da una forte libertà di movimento, Siwa trae ispirazione dai toni della natura, dalle sue materie prime e dalla concretezza dei colori della terra e offre infinite possibilità di personalizzazione in termini di finiture, cromie e composizioni. Integrato al lavabo in ceramica, rettangolare e profondo, declinabile nelle 16 nuance dell’esclusiva palette cromatica “Terre di Cielo”, è un ampio piano di appoggio che assicura la massima praticità. La struttura a ‘cavalletto’ che sorregge il lavabo è disponibile in 2 finiture in metallo – Nero Matt, Cemento – o in legno nelle pregiate essenze Rovere Naturale, Rovere Sbiancato, Rovere Grigio, Rovere Nero. A impreziosire e rendere ancora più funzionale la struttura sono il vassoio o il cassetto, entrambi disponibili in 8 delicate tonalità per il legno laccato e in 4 essenze in legno Rovere – Naturale, Sbiancato, Grigio e Nero.

Questo raffinato progetto d’arredo bagno è portavoce della tradizione produttiva handmade in Italy di Ceramica Cielo ed espressione delle tendenze nel mondo dell’abitare confermando il ruolo innovatore dell’azienda e la sua capacità di portare la ceramica oltre i limiti conosciuti, creando collezioni di design curate nei minimi dettagli e realizzate con le migliori materie prime, capaci di soddisfare ogni richiesta di customizzazione.

Poposte d’arredo e abbinamenti Siwa di Ceramica Cielo

mobile bagno con lavabo integrato in ceramica

Nell’immagine, Siwa di Ceramica CIELO, disegnato da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano, il mobile con lavabo in ceramica in finitura Talco della gamma cromatica “Terre di Cielo” abbinato a un vassoio e una struttura in legno in finitura Rovere Nero. A parete specchiera Siwa nella versione tonda, con struttura in legno in finitura Rovere Nero e Sacca portaoggetti in cuoio naturale nel colore Nero.

Dimensioni
Siwa: 92 x 51 x 89h cm
Specchiera Siwa:  210 x 103 x 10 cm

mobile bagno con lavabo integrato

Nell’immagine, il mobile con lavabo in ceramica nella finitura Pomice della gamma cromatica “Terre di Cielo” . Completa la composizione un cassetto e una struttura in legno finitura Rovere Nero. Alla parete specchio Oval Box con scocca nella finitura Anemone.

Dimensioni
Siwa: 92 x 51 x 89h cm
Specchio Oval Box: cm 50 x 12 x 90 h

bagno stile japandi con Siwa di Ceramica Cielo

Nell’immagine, il mobile con lavabo in ceramica nella finitura Fango della gamma cromatica “Terre di Cielo” . In questo ambiente è abbinato a un vassoio e una struttura in legno finitura Rovere Naturale. A parete specchiera Siwa nella versione rettangolare, con struttura in legno in finitura Rovere Naturale e Sacca portaoggetti in cuoio naturale. Completa la composizione la vasca Dafne in LivingTec nella finitura Arenaria della gamma cromatica “Terre di Cielo”, disegnata da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano.

Dimensioni
Siwa: 92 x 51 x 89h cm
Specchiera Siwa: 154x 110×10 cm

Dafne: cm 130 x 80x 55h

Per maggiori informazioni visita www.ceramicacielo.it

 

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8 Giugno 2023 / / Dettagli Home Decor

10 regole da seguire per sostituire un calorifero

10 regole da seguire per sostituire un calorifero

La primavera e l’estate sono indubbiamente i periodi migliori dell’anno per apportare modifiche al sistema di riscaldamento. Dunque, se state pensando di sostituire il vecchio, e a volte ingrigito, termosifone, questo è il momento. Per farlo senza commettere errori, occorre avere le idee chiare su come procedere. Ecco i preziosi cosnigli degli esperti.

Meglio con l’impianto di riscaldamento spento

Non esiste una stagione in assoluto migliore delle altre, sicuramente prevedere di iniziare i lavori in primavera-estate avrebbe l’indiscusso vantaggio di non patire il freddo durante i lavori di ristrutturazione e soprattutto con l’impianto di riscaldamento spento si ridurrebbero i tempi di lavoro, con un risparmio anche del costo di manodopera.

Questione di potenza

Fondamentale quando si decide di cambiare il proprio temosifone è quello di installare un modello di pari potenza. Se come nella maggior parte dei casi, i radiatori sono collegati al circuito termosnitario, è importante che questo venga correttamente dimensionato. Occorre, cioè, valutare quanto calore sia necessario per riscaldare i locali e la potenza che serve per ottenere questo risultato. Per fare una stima sul fabbisogno termico invernale di una stanza o di tutta un’abitazione, occorre moltiplicare il volume da riscaldare per un coefficiente termico, che indica le calorie necessarie per metro cubo. Tale parametro oscilla tra le 30 e le 45 Kcla/mc, in base alla tipologia di edificio e alla posizione geografica. Più basso se la casa è ubicata nel sud Italia e in località di mare, più alto dove il clima è più rigido.

radiatore ventilato di design
radiatore ventilato ad alta efficienza SOFI HC di Cordivari Design

Attenzione ai dettagli prima di sostituire  il vecchio calorifero

Fare sempre attenzione alla coibentazione delle stanze, alla dimensione, all’esposizione e alla presenza o meno di serramenti (finestre, portefinestre, lucernari, ecc.). Inoltre, nel calcolo della potenza termica necessaria a riscaldare il locale, questi dati sono essenziali per identificare il coefficiente che poi sarà moltiplicato al volume del locale trattato.

Da quale stanza iniziare?

Volendo valorizzare l’estetica del termoarredo rendendolo protagonista della stanza, la soluzione ideale è quella di sostituire prima quelli presenti nella zona giorno della casa. Se, invece, il progetto prevede oltre al design anche l’aspetto funzionale, allora partire dalla stanza da bagno con l’installazione di uno scaldasalviette diventa la scelta migliore.

come sostituire il vecchio calorifero
Step By Step di Tubes calorifero in alluminio – ph. Beppe Brancato

Il luogo di installazione del nuovo calorifero non va lasciato al caso

Per tradizione, il radiatore è posto sotto la finestra, poiché in questo modo contrasta gli evenuali spifferi di aria fredda provenienti dal serramento. L’aria calda, che si diffonde prevalentemente per convenzione, sale verso il soffitto e si distribuisce in modo più uniforme, garantendo un comfort migliore. Se però la casa è ben coibentata e i serramenti sono a tenuta, si ha maggiore libertà di scelta. Nel caso di un radiatore/scaldasalviette alto, occorre comunque trovare una collocazione diversa, in ogni caso lungo una parete perimetrale esterna, e anche in questo caso meglio se in prossimità della finestra, per agevolare la distribuzione del calore.

La scelta dei materiali: tradizionali o moderni?

Negli anni si è passati dalla ghisa, ottima per le sue capacità di mantenere a lungo il calore anche se più lenta ad arrivare a temperatura, all’acciaio che si scalda più velocemente ed è molto resistente alla corrosione e all’usura. Tra di loro c’è l’alluminio, inizialmente utilizzato solo nei prodotti economici grazie all’elevata resa termica, per poi diventare, con le attuali lavorazioni tecnologiche, molto utilizzato anche nei prodotti di design. A livello ecologico, i termoarredi in alluminio riciclato sono validi, ma ormai anche l’acciaio si ottiene da colate di materiale di recupero.

radiatore di design rosa
SQUARE di Tube Termoarredo orizzontale in alluminio – ph. Beppe Brancato

Con il funzionamento misto si va sul sicuro

Idraulico, elettrico o misto sono tutte e tre soluzioni valide. Ognuna adatta a specifiche esigenze. Potendo scegliere è ideale optare per un radiatore con funzionamento misto, cioè idraulico ed elettrico. Il misto ha il vantaggio di essere molto versatile, in special modo nelle stagioni intermedie, dove con l’impianto di riscaldamento centralizzato spento si può scegliere di scaldare in modalità elettrica i locali della casa che rimangono più freddi, come il bagno. Inoltre, in abitazioni ben coibentate si può ottenere un ottimo comfort termico con una spesa energetica minima.

Gli accorgimenti indispensabili per un lavoro impeccabile

Quando si decide di sostituire il vecchio calorifero con un termoarredo difficilmente la posizione degli attacchi idraulici saranno gli stessi, per via delle forme particolari che assumono spesso i radiatori di design. Per questo in fase di ristrutturazione è fondamentale conoscerne spazi e misure, mentre per le versioni elettriche bisognerà mettere in preventivo di inserire un’opportuna presa di alimentazione.

radiatore tubolare multicolonna bianco
Termoarredo A_25 di AntraxIT

A chi rivolgersi per sostituire il calorifero?

Punto di partenza è la visita allo showroom o negozio, dove ci si può fare una prima idea del modello e delle caratteristiche più adatte alla propria casa. Una volta scelto e acquistato, sarà compito dell’installatore effettuare i lavori. Evitare il fai da te per l’installazione e non solo. Anche nel caso di una semplice sostituzione, vale sempre il consiglio di affidarsi a un tecnico qualificato.

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8 Giugno 2023 / / ChiccaCasa

Se le carte da parati William Morris avessero un segno zodiacale, sarebbero degli Ariete.

Dividono il mondo del design: o le ami o le odi. Questo perché hanno proprio un bel caratterino, non sono per tutti, ma solo per chi apprezza la loro essenza autentica.

Sono ispirate al passato e alla natura e rivendicano il pregio dell’artigianalità.

Elaborate, ricche e romantiche, i pattern di Morris sono perfetti per dare un sapore vintage all’ambiente.

Se non è la prima volta che passi di qui le avrai viste di sicuro in qualche casa scandinava (ebbene sì, nello stile scandinavo tradizionale le pareti non sono tutte bianche) o nell’articolo dedicato allo stile british country.

Ma come abbinare una carta da parati William Morris? Il mood audace e medievaleggiante li rende forse difficili da abbinare?

Solo un po’.

Un buon modo per evidenziare la bellezza dei pattern botanici vintage sta nel procedere per somiglianza.

Mobili vintage e accessori antichi sono elementi perfetti che completano il mood retrò e poetico.

In questo articolo troverai una serie di spunti per abbinare i motivi di Morris, ma prima, lasciamoci ispirare da questa casa strepitosa che ho scovato per te. Ovviamente, è tappezzata dai wallpaper del nostro caro William.

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carte da parati william morris - chiccacasa - carta da parati william morris ingresso

carte da parati william morris - chiccacasa - ingresso con carta da parati william morris

carte da parati william morris - chiccacasa - sala da pranzo vintage con carta da parati william morris

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carta da parati botanica - chiccacasa - carta da parati vegetale in camera da letto

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Tutte le immagini di questo articolo appartengono a Stadshem

Curiosità da sapere sulle carte da parati William Morris

  • William Morris fu un poeta, designer, pittore ed editore inglese. Fu tra i fondatori di Arts and Crafts, il movimento che si opponeva alla produzione in serie, la quale si stava espandendo a macchia d’olio nella seconda metà del 1800 penalizzando l’artigianato. Morris desiderava innalzare ad “artista” la figura dell’artigiano.

    Si batteva per il mantenimento dell’arte del fatto a mano e si ispirava alle manifatture medievali.
    Realizzò insieme Webb la Red House (oggi visitabile), una casa in mattoni rossi stracolma di dettagli handmade. La Red House è entrata nei libri di storia del design. Si rifà all’architettura britannica del tredicesimo secolo e all’arte medievale.

  • L’idea iniziale era di disegnare a mano i motivi direttamente sulla carta da parati. In seguito, Morris si rese conto che non ce l’avrebbe fatta e commissionò la stampa a dei produttori.

  • Ad oggi il principale distributore delle carte da parati del marchio Morris & Co è Sanderson Design Group.

Arriviamo subito al dunque.
Con cosa abbinare la carta da parati di William Morris?

Leggi fino alla fine per scoprire come vincere le sfide di styling che queste fantasie ti mettono davanti.

Carta da parati botanica vintage e altri rivestimenti

carta da parati botanica vintage - chiccacasa - carta da parati william morris e piastrelle metropolitane

I rivestimenti a pavimento e a parete con cui si sposano i pattern di Morris sono perlopiù di stampo tradizionale e vintage. Ecco alcuni esempi:

  • pavimenti in cotto;

  • piastrelle metropolitane;

  • parquet;

  • pavimentazione a scacchiera;

  • zellige;

  • boiserie e perlinato;

  • mattoni e pietre a vista;

  • cementine;

  • pietre antiche e marmi.

Carta da parati vintage e lampade antiche

Abbinare lampade vintage o antiche ai pattern di William Morris è una scelta che ripaga in termini estetici.
Gli apparecchi di illuminazione esaltano la carta da parati e i pattern richiamano l’attenzione verso le lampade: è una combinazione win-win.

Due metalli perfetti per assecondare il mood romantico dei motivi vegetali sono senza dubbio oro e ottone, che possono essere apportati proprio attraverso le lampade.

Alcune chicche che non possono mancare in uno spazio tappezzato dalle trame vegetali di Morris:

  • lampadari con gocce di cristallo e chandelier (trovi una selezione dedicata su Lampade.it);

  • applique da parete a candelabro a una o due luci;

  • piantane antiche;

  • rosoni in gesso da soffitto.

Se preferisci il modernariato all’antico, puoi optare per l’illuminazione Stilnovo (su Etsy, ci sono dei veri e propri tesori).

Pattern William Morris e mobili vintage

Che arredamento sta bene con le carte da parati William Morris?

Modernariato, mobili antichi e arredi classici sono perfetti per creare un look suggestivo e fuori dal tempo.

Per assecondare i pattern bucolici si può optare per lo stile british, lo stile scandinavo oppure il rustico moderno.

Parlando di tradizione italiana, gli arredi che troverai facilmente nei mercatini e che ben si sposano con i pattern Morris sono:

Abbinamenti difficili e da evitare con le carte da parati William Morris

Finora ne abbiamo parlato con leggerezza, ma diciamocelo, le carte da parati di Morris non sono la cosa più facile da abbinare.

Ecco le due principali sfide in cui potrai incorrere e come vincerle.

Essendo pattern molto ricchi, combinarli con altri motivi è un po’ insidioso

Per esempio, se hai un pavimento in graniglia, una palladiana, un granito, delle cementine con un pattern elaborato o qualsiasi altra pavimentazione con una trama notevole, inserire un wallpaper di Morris potrebbe essere una scelta rischiosa.
Valutando con molta cura la scelta, si potrebbe, in questi casi, rivestire solo una parete, magari alleggerendo la fantasia del pavimento con un tappeto monocolore.

La stessa sfida si presenta quando vuoi aggiungere a una stanza rivestita di motivi botanici vintage una serie di tessuti decorati.

A seconda dell’effetto finale che si desidera puoi:

In generale, per abbinare due fantasie diverse, si possono alternare le dimensioni del pattern, combinando per esempio un motivo grande con un motivo piccolo. Inoltre, il colore meno presente nel primo pattern può essere richiamato nel secondo in quantità maggiori.

Usa gli spazi vuoti per non appesantire l’ambiente

Altra sfida: non rendere l’ambiente troppo pieno e visivamente rumoroso.
I motivi di Morris riescono a creare un atmosfera piena di “visual drama” in grado di incantare e coinvolgere i sensi. Si presta bene anche alla creazione di un ambiente massimalista. Tuttavia, se l’abbondanza di oggetti dall’aspetto più o meno importanti non è bilanciata con la giusta quantità di spazio vuoto, l’insieme può diventare caotico e sovrastante.

Oltre agli spazi necessari al movimento, è bene alleggerire le stanze attraverso:

  • angoli lasciati liberi da ingombri;

  • oggetti tono su tono che fondono il loro volume con quello di altri elementi dello stesso colore (in questo reel ti spiego meglio);

  • un po’ di bianco in più.

Se hai ancora dubbi su come abbinare le carte da parati di Morris, scrivimi pure un commento qui sotto oppure scrivimi in direct su Instagram (mi segui già su Instagram, vero?). Sarò molto felice di darti qualche tip extra.