Nuove stampe nei colori di tendenza? Esistono delle tinte che non sono solo nuove e di tendenza, sono dei dialoghi, dei segreti pieni di emozioni. Le scopriamo in questo articolo.
Colori che evocano la memoria
Il primo è Soft Terrain, un colore che rappresenta le nostre relazioni più profonde: quelle con la natura, con le persone e con la nostra casa. Parliamo di colori della terra, nuances naturali e forme che celebrano la bellezza e la semplicità.
Con Curious Optimism, ci spostiamo in un quadro di Paul Gauguin, ma non solo. Le stampe ci ricordano anche i manifesti pubblicitari degli anni ‘30 di molte aziende italiane del food&beverage: composizioni giocose, colori accesi e un’allegria contagiosa.
E infine, Decadent Night: rosa e burgundy, tonalità estremamente femminili che avrebbero sicuramente acceso la curiosità di una Miranda Pringsley de Il diavolo veste Prada.
Decadent Night rappresenta l’unione perfetta tra gusto vintage, dettagli cromatici e tendenze ribelli: dedicata a chi è sempre all’avanguardia nella moda. That’s it!
Nuove stampe nei colori di tendenza by Desenio
L’art director di questi 3 colori? Desenio! L’azienda ha lanciato da poche settimane la sua capsule collection con l’intento di dare un’identità distinta ad ogni colore, ciascuno dei quali è spiegato dalla Chief Creative Officer di Desenio, Annica Wallin.
Con 78 nuove opere distribuite nelle tre collezioni, ogni proposta combina stampe esclusive realizzate dagli artisti dell’Atelier Desenio di Stoccolma con le opere di artisti selezionati appositamente per valorizzare e interpretare l’estetica di ciascuna collezione.
Per Soft Terrain, siamo entusiasti di presentare le raffinate stampe dell’artista svedese Anna Mörner, mentre per Decadent Nights le opere dell’artista slovena Tea Rudolf donano un tocco ancora più sofisticato e originale allo stile festoso della collezione.
Come si può riqualificare un condominio urbano senza trasformarlo nell’ennesimo prodotto speculativo? A questa domanda risponde, con notevole equilibrio, un progetto realizzato al confine tra i quartieri di Libeň e Vysočany, a Praga: un intervento di recupero del sottotetto che dimostra come la trasformazione del sottotetto in spazio abitabile non debba per forza passare da una demolizione totale o da una logica di massimizzazione dei volumi.
Da un tetto da ristrutturare a un’opportunità abitativa
L’edificio, risalente agli inizi del Novecento, appartiene a due sorelle che ne hanno ereditato la proprietà. La loro intenzione iniziale era semplice: riparare la copertura, ormai ammalorata dal tempo. È durante i sopralluoghi preparatori che il team dello studio matěj šebek architekti, guidato da Matěj Šebek insieme alla coautrice Rozalie Domoráková, ha individuato un potenziale inatteso: proprio lì, nella capriata esistente, si celava lo spazio per un ampliamento del tetto capace di aggiungere un intero livello abitativo all’edificio.
È un caso esemplare di come un intervento nato per necessità tecnica possa evolversi in un progetto architettonico di valore, senza tradire il budget disponibile né le finalità originarie. Non massimizzare i profitti, non ricostruire da zero: la moderazione, qui, diventa un principio progettuale a tutti gli effetti.
Come trasformare il sottotetto in una mansarda abitabile: la soluzione tecnica
Per chi si chiede concretamente come trasformare il sottotetto in una mansarda abitabile, il caso di Harfa offre indicazioni preziose. La capriata originale è stata tagliata dietro il cornicione storico, creando una facciata arretrata dotata di porte finestre e di una terrazza continua sul fronte strada. Questa scelta ha permesso di superare il limite tipico dei sottotetti tradizionali, illuminati soltanto da lucernari, trasformandoli in ambienti realmente vivibili e connessi con l’esterno.
Il risultato sono quattro nuovi appartamenti compatti. Due di questi sono organizzati su due livelli (duplex), con le zone notte inserite in volumi che si aprono verso il cortile interno attraverso ampi abbaini, garantendo una connessione visiva e spaziale anche con la terrazza rivolta verso il blocco cortile. Il valore aggiunto di questi piccoli alloggi non risiede nella metratura, ma nella generosità verticale degli spazi e nella presenza delle terrazze: un aspetto che ogni professionista alle prese con un recupero del sottotetto in un contesto urbano denso dovrebbe tenere in considerazione.
Il dialogo tra struttura storica e nuovo intervento
Uno degli aspetti più interessanti del progetto di recupero del sottotetto, dal punto di vista tecnico, è la scelta di conservare gran parte della capriata originale, integrandola con elementi in acciaio a vista. Sarebbe stato più semplice — e più economico — sostituirla interamente. Lo studio ha invece scelto la strada più complessa: restaurare gradualmente la struttura esistente, lasciandola visibile e in dialogo aperto con i nuovi materiali.
Questo approccio produce un doppio risultato. Da un lato restituisce autenticità agli interni, dove anche i camini originali e altri elementi distintivi dell’edificio sono stati valorizzati. Dall’altro racconta, attraverso la materia stessa, la stratificazione temporale dell’edificio: il nuovo non finge di essere vecchio, e il vecchio non viene nascosto.
Un cantiere a fasi: la sfida di un edificio abitato
Dal punto di vista cantieristico, l’intervento ha dovuto fare i conti con un vincolo non trascurabile: tutti e sedici gli appartamenti esistenti sono rimasti occupati durante l’intera ristrutturazione. Non era quindi possibile rimuovere e ricostruire il tetto in un’unica soluzione. La struttura è stata restaurata per fasi separate, garantendo in ogni momento la protezione dell’edificio e la continuità abitativa dei residenti.
Un dettaglio tecnico che merita attenzione da parte dei professionisti riguarda anche l’ascensore: contrariamente alla prassi più comune, non è stato inserito nel vano scala storico, ma collocato in un pozzo di luce precedentemente inutilizzato, preservando così l’integrità architettonica della scala originale.
Un ampliamento discreto, visibile solo da vicino
Il nuovo volume in copertura convive con l’edificio storico senza sovrastarlo. Dalla strada, l’ampliamento del tetto risulta quasi invisibile; solo osservando da vicino si notano le sottili ringhiere dei balconi. Da punti di vista più distanti, come la stazione ferroviaria di Libeň, il nuovo intervento si integra armoniosamente nel panorama dei tetti del quartiere. Una scelta possibile anche perché l’edificio non ricade in una zona sottoposta a tutela del patrimonio, condizione che ha permesso un intervento piuttosto insolito per gli standard praghesi.
Perché questo progetto di recupero del sottotetto è un modello di riferimento
Il progetto Harfa non si limita alla creazione di nuovi appartamenti: la facciata sul cortile è stata restaurata, così come l’atrio delle scale comuni e gli spazi di circolazione interni. L’obiettivo dichiarato non era ridisegnare l’intero edificio secondo i canoni dell’edilizia residenziale contemporanea “ideale”, ma adattarlo in modo economicamente sostenibile, affinché possa continuare a funzionare naturalmente per i decenni a venire.
In un contesto come quello di Praga, dove il modello dominante è sempre più quello dell’edilizia guidata dai costruttori e orientata alla massimizzazione della capacità edificabile, il recupero del sottotetto di Harfa rappresenta un’alternativa concreta: punta sull’appropriatezza più che sulla scala, e dimostra come anche un intervento parziale — se ben progettato — possa migliorare sensibilmente la qualità dell’intero edificio, prolungandone la vita utile.
Con l’inizio della scuola, la cameretta torna a essere il centro nevralgico della quotidianità di bambini e ragazzi. Non è più soltanto la stanza in cui dormire, ma un ambiente multifunzionale in cui studiare, concentrarsi, coltivare hobby e ricevere amici. Uno spazio che deve saper cambiare volto più volte nell’arco della giornata, senza mai sacrificare comfort, ordine e libertà di movimento. È proprio in questo scenario che i sistemi trasformabili Clei si confermano una risposta concreta e intelligente alle esigenze delle famiglie contemporanee.
Clei e l’arte dell’abitare flessibile
Da oltre sessant’anni Clei progetta soluzioni d’arredo capaci di reinterpretare il concetto di spazio domestico. I sistemi trasformabili dell’azienda non sono semplici mobili, ma vere e proprie architetture d’interni pensate per moltiplicare le funzioni di ogni metro quadrato disponibile. In un’epoca in cui gli spazi abitativi si fanno sempre più contenuti, questa filosophia progettuale diventa uno strumento prezioso per vivere la casa in modo più consapevole, dinamico e su misura.
Il tema del Back to School rappresenta quindi l’occasione perfetta per raccontare come i sistemi trasformabili Clei possano trasformare la cameretta in un ambiente capace di adattarsi ai ritmi di studio e di riposo dei più giovani, offrendo soluzioni pratiche senza rinunciare al design.
Kali Duo Board: studio di giorno, riposo di notte
Pensato specificamente per lo spazio ragazzi, Kali Duo Board è uno dei sistemi trasformabili Clei più rappresentativi di questa filosofia. In un’unica composizione racchiude un’ampia postazione studio e due letti a castello a scomparsa, rispondendo con eleganza alla necessità di condividere una stanza tra fratelli o sorelle.
Durante il giorno, il sistema mette a disposizione un generoso piano scrittoio, perfetto per i compiti, lo studio o il lavoro al computer, dotato anche di una presa USB integrata nella struttura per ricaricare dispositivi elettronici. Quando arriva la sera, basta un semplice gesto manuale per trasformare l’ambiente: lo scrittoio bascula automaticamente e si posiziona sotto il letto inferiore, senza che sia necessario spostare libri, quaderni o oggetti personali dal piano di lavoro. Al suo posto, prendono forma due letti a castello perfettamente integrati nella composizione.
La sicurezza non è mai sacrificata alla praticità: nella configurazione notte, una scala in alluminio anodizzato garantisce un accesso stabile al letto superiore, dotato di un comodo sistema di inclinazione che semplifica il rifacimento quotidiano. Le barriere di protezione, disponibili sia in versione metallica sia imbottita, completano un progetto pensato per accompagnare la crescita dei ragazzi con la massima tranquillità per i genitori.
Wally Plus: la postazione studio che scompare a parete
Accanto a Kali Duo Board, la proposta Clei dedicata al Back to School si arricchisce di Wally Plus, un sistema pensato per chi desidera ricavare una postazione studio efficiente anche in ambienti condivisi o dalle dimensioni più contenute. Da chiuso, Wally Plus si presenta come un elemento compatto e ordinato a parete, capace di integrarsi armoniosamente in qualsiasi contesto abitativo.
Una volta aperto, si trasforma in un ampio tavolo di lavoro, completo di pratici vani contenitori e mensole, pronto ad accogliere lo studio, le attività creative o anche esigenze di smart working da parte dei genitori. Un esempio perfetto di come i sistemi trasformabili Clei sappiano coniugare estetica, funzionalità e ottimizzazione degli spazi in un unico progetto.
Un investimento pensato per crescere insieme alla famiglia
Ciò che rende i sistemi trasformabili Clei una scelta particolarmente interessante nel periodo del Back to School è la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti della vita familiare. Una cameretta condivisa, uno spazio ridotto, la necessità di conciliare studio e riposo nello stesso ambiente: sono tutte sfide quotidiane a cui Clei risponde con soluzioni progettate nel dettaglio, grazie a meccanismi brevettati che garantiscono transizioni fluide, intuitive e sicure.
Scegliere un sistema trasformabile Clei significa quindi investire in un arredo che accompagna la crescita dei figli negli anni, offrendo sempre la configurazione più adatta al momento della giornata, senza compromessi tra funzionalità e qualità del design.
Back to School con Clei: quando il design incontra la funzionalità
Con Kali Duo Board e Wally Plus, Clei dimostra ancora una volta come i sistemi trasformabili possano ripensare la cameretta come uno spazio in continua evoluzione, capace di accompagnare ogni momento della giornata dei più giovani. Un approccio che conferma il ruolo di Clei come punto di riferimento nel panorama dell’arredo trasformabile, unendo innovazione tecnica, sicurezza e attenzione estetica.
In vista del rientro sui banchi, affidarsi ai sistemi trasformabili Clei significa scegliere una cameretta pronta a cambiare volto insieme alle esigenze di studio, gioco e riposo di bambini e ragazzi, in totale armonia con lo stile della casa.