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Lucas Museum of Narrative Art: a Los Angeles atterra l’astronave di George Lucas, tra arte e Star Wars
Il Lucas Museum of Narrative Art apre al pubblico martedì 22 settembre 2026, e a Los Angeles sembra davvero atterrata un’astronave. Nel cuore dello storico Exposition Park, la creatura di George Lucas e Mellody Hobson è un volume scultoreo e senza spigoli, che si solleva dal suolo e lo sfiora appena. Dentro c’è un’idea precisa: la narrazione per immagini è una tradizione unica e continua, dalle pitture rupestri ai fumetti, dal cinema agli affreschi. Arte alta e cultura popolare stanno sullo stesso piano, e i fan di Star Wars troveranno una mostra dedicata, costruita sugli Archivi Lucas.
L’edificio di 28.000 metri quadrati porta la firma di Ma Yansong di MAD Architects, con Stantec. Intorno si estende un campus di 13 acri, circa 5 ettari, con parco e giardini pubblici.
Un museo per tutte le storie
Illustrazione, fumetto e cinema non hanno sempre ricevuto lo stesso riconoscimento di pittura, scultura e fotografia. Il museo rimedia con oltre 1.300 opere distribuite in più di 30 gallerie, per 9.300 metri quadrati di spazio espositivo.
Le firme in collezione vanno da Artemisia Gentileschi a Norman Rockwell, da Frida Kahlo a Robert Colescott, fino a Frank Frazetta e Robert Crumb. A queste si aggiunge l’intero archivio cinematografico Lucas, dal 1971 al 2012. Per Mellody Hobson l’obiettivo è che ogni visitatore possa ritrovare, in qualche galleria, se stesso e il proprio mondo.
MAD Architects: un’astronave senza una linea retta
Ma Yansong ha parlato di un edificio leggero come una nuvola o un sogno. Il profilo fluido, privo di una sola linea retta, ricorda però un’astronave posata con delicatezza sul parco. L’architetto lo ha concepito come un ambiente, una scena, più che come un semplice volume. Nasce dall’immagine delle grandi chiome di Exposition Park: la struttura si solleva al centro e tocca il suolo solo in pochi punti, creando una piazza centrale riparata e dinamica.

L’arco centrale si estende per 56 metri e conduce alle hall nord e sud. Sopra la piazza, un oculo ellittico sospeso per quattro piani apre una vista continua dal suolo al cielo.

La pelle dell’edificio è composta da oltre 1.200 pannelli curvi in polimero rinforzato con fibra di vetro (FRP). Il materiale consente superfici lisce e ha un peso minimo rispetto ad altre soluzioni. Ogni pannello ha forma e posizione uniche. Le tecnologie di sagomatura e assemblaggio, usate da un team di oltre 150 architetti, ingegneri e designer, sono nate appena una decina di anni fa.

Al piano inferiore si trovano due sale cinematografiche all’avanguardia. Ci sono poi la biblioteca a ferro di cavallo, con vetrate a tutta altezza sul parco, dieci spazi tra studi e aule, un negozio, una caffetteria e una galleria di circa 930 metri quadrati.
Il parco di Mia Lehrer: il paesaggio come racconto
Il campus sorge al posto di un parcheggio asfaltato ed è oggi una nuova area verde pubblica per il sud di Los Angeles. Il progetto è di Mia Lehrer dello Studio-MLA. La topografia ondulata richiama colline, valli, altipiani e canyon della California, con variazioni di terreno, vegetazione, luce e scala.

Il verde comprende oltre 300 alberi, tra cui jacarande, querce e pini. Le specie native e resistenti alla siccità sono state scelte per il clima regionale del futuro. Il parco ha un giardino pensile, un anfiteatro, un prato e una fontana concepita come una cascata. Dieci sculture monumentali all’aperto, lungo percorsi accessibili, lo trasformano in un’estensione delle gallerie. L’ingresso è gratuito.
Le mostre inaugurali: dai Tori alati a Star Wars in Motion
Il percorso comincia al primo piano con “La storia dell’arte narrativa: eroi, miti e il sacro“. Accanto alle opere della collezione, la sala presenta riproduzioni di grande fedeltà di capolavori e siti archeologici, realizzate con istituzioni di tutto il mondo. Tra queste figurano la volta della Cappella Sistina, i Tori alati del Palazzo di Sargon II dal Louvre, le pitture rupestri di Altamira e la Pietra del Sole azteca. Le scansioni 3D prodotte dal museo sono state donate ai partner.
Al quarto e quinto piano le gallerie si organizzano per temi, generi e tecniche. Si spazia dai miti dell’amore e della famiglia alla letteratura per l’infanzia, da Van Gogh a Beatrix Potter. Fantasy e avventura convivono con fumetto, manga, graphic novel e fotografia, tra Charles Schulz, Jim Lee, Takashi Murakami e Robert Capa. Non mancano le sale dedicate ai giganti americani dell’illustrazione del Novecento, da Rockwell a N.C. Wyeth, da Maxfield Parrish a Thomas Hart Benton.

Per chi arriva sulla scia della saga, la galleria Cinema debutta con Star Wars in Motion. La mostra si concentra sui veicoli terrestri dei primi sei film. Bozzetti, oggetti di scena e costumi accompagnano un viaggio dallo speeder di Luke in Guerre Stellari (1977) alla prima versione fisica della moto a ruote del Generale Grievous ne La vendetta dei Sith (2005).
Un omaggio speciale va a Ma Yansong, riconosciuto come narratore per immagini: un’installazione di disegni, rendering e fotografie ripercorre le sue opere per MAD. Al quinto piano, la galleria sul muralismo ospita l’archivio di Judith F. Baca e il suo “The Great Wall of Los Angeles“, insieme a Diego Rivera, JR e acquisizioni provenienti dallo studio di Banksy.
Biblioteca di ricerca e Skywalker Grill
La Biblioteca di Ricerca è gratuita per tutti i visitatori. Occupa una sala di lettura luminosa dalle linee curve al piano terra e due livelli superiori. Tra i fondi spiccano alcuni volumi della Skywalker Ranch Library, le fonti consultate da George Lucas, e circa 3.000 libri d’arte donati da Steve Martin e dalla moglie Ann.

C’è poi la raccolta di oltre 2.900 volumi di Joseph Campbell, con annotazioni e appunti personali. Autore de L’eroe dai mille volti, Campbell ha teorizzato il monomito, il “viaggio dell’eroe” che ha ispirato Lucas nella creazione di Star Wars.
In cima all’edificio, lo Skywalker Grill è firmato da Rockwell Group e gestito da Rhubarb Hospitality Collection. Propone cucina americana classica con ingredienti californiani, a pranzo, a cena e nel brunch del fine settimana. Gli interni uniscono modernismo di metà secolo e forme scultoree: legno di ciliegio su pareti e soffitto, superfici in Corian onice bianco, una terrazza nel verde e una sala privata con vetri commutabili. Il locale resta aperto oltre l’orario del museo, con una vista panoramica su Los Angeles.

Informazioni utili per visitare il Lucas Museum of Narrative Art
Dopo le anteprime per soci e residenti del quartiere 90037 e la serata di gala del 19 settembre, il museo deicato a Star Wars apre al pubblico il 22 settembre 2026. Informazioni e biglietti sono su lucasmuseum.org/plan-your-visit.
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