8 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Una rovina sul mare trasformata in rifugio: Casa Beata di Davide Andracco a Imperia

Nel centro storico ligure, un piccolo appartamento al mare rinato dall’abbandono attraverso un restauro chirurgico che fa della stratificazione storica la sua materia prima.

Un piccolo appartamento al mare strappato all’abbandono

Ci sono progetti in cui l’architettura smette di essere un atto di aggiunta e diventa, al contrario, un gesto di sottrazione rigorosa. Casa Beata, firmata dall’architetto genovese Davide Andracco nel cuore del centro storico di Imperia, è uno di questi. Un piccolo appartamento al mare strappato all’abbandono, riconsegnato alla vita con una precisione quasi chirurgica e una sensibilità che raramente si incontra nel panorama del restauro contemporaneo italiano.

Il cliente è svizzero. Questo piccolo appartamento al mare che ha scelto era, al momento dell’acquisto, tecnicamente inabitabile: muri fatiscenti, volumi irrisolti, un passato che pesava senza tuttavia offrire soluzioni immediate. Eppure proprio in quella condizione limite si è aperta la possibilità di un progetto radicale, capace di trasformare ogni vincolo in vocazione.

Il metodo di Andracco si fonda su un principio decoloniale rispetto alla storia dell’edificio: non sovrapporsi al passato, ma dialogarci. Le murature in pietra sono rimaste a vista, le volte in mattoni rossi del bagno conservano tutta la loro rugosità, le travi lignee del soffitto portano ancora i segni del tempo. Il contemporaneo si inserisce come strato distinto e leggibile — superfici in microcemento bianco, geometrie nette, metallo satinato — senza mai fingere continuità con ciò che era prima.

casa beata davide andracco bagno lavabo volta mattoni
casa beata davide andracco bagno doccia arco illuminato

Il bagno: la volta originale in mattoni dialoga con superfici lisce e continue in microcemento. L’illuminazione integrata amplifica la profondità dello spazio.

Il segreto sotto il pavimento: storia e contemporaneo a confronto

La scoperta più straordinaria di questo piccolo appartamento al mare è stata quella di un bacino ipogeo sotto il pavimento dell’area abitativa, probabilmente utilizzato in origine per la raccolta dell’acqua piovana. In molti casi, un ritrovamento del genere viene semplicemente occultato sotto una soletta. Andracco ha scelto la strada opposta: il bacino è diventato il fulcro narrativo dell’intero progetto, visibile attraverso un pavimento strutturale in vetro sorretto da travi in legno che reinterpretano — in chiave contemporanea — la lastra originale. Il risultato è una sovrapposizione temporale che si cammina letteralmente sotto i piedi, senza alcun effetto scenografico di troppo.

«I vincoli non sono stati aggirati: sono stati trasformati in opportunità spaziali, in sequenze che ricordano le tavole impossibili di Escher.»

Living di Casa Beata a Imperia: pavimento in vetro sul bacino ipogeo e scala sospesa, Davide Andracco architetto

 

La sezione living: la scala minima che attraversa lo spazio, la cucina celata nell’ex ingresso principale, la complessità verticale tipica dei palazzi storici liguri.

Come Davide Andracco ha risolto la complessità verticale

La distribuzione degli spazi in questo piccolo appartamento al mare segue una logica verticale complessa, quasi labirintica, tipica dei tessuti edilizi medievali della Liguria. Una sequenza di scale minime collega i diversi livelli: una in particolare — metallica, apparentemente sospesa sopra il bacino — incarna con grande efficacia il concetto che percorre tutto il progetto, quello di purezza e leggerezza come condizione raggiunta, non come punto di partenza.

L’ex ingresso principale è stato riconvertito in cucina, inserita con discrezione grazie a geometrie bianche e handle-free che ne limitano il peso visivo. Un piccolo soppalco metallico amplifica ulteriormente la sensazione di sospensione. Ogni elemento su misura — il divano ricavato direttamente nella muratura, l’armadio integrato sotto il letto a soppalco — sottolinea il carattere sartoriale del progetto e la volontà di non sprecare un centimetro di spazio.

casa beata davide andracco cucina scala mensole
casa beata davide andracco cucina bancone bianco terracotta

La cucina di Casa Beata: bianca, geometrica, incastrata tra la scala e il muro in pietra. I vasi in terracotta e i fiori gialli rompono il rigore cromatico con calore mediterraneo.

Materiali tono su tono, dettagli mediterranei

La tavolozza di Casa Beata è intenzionalmente contenuta: bianco, beige, pietra, legno naturale. Nessun materiale si prende la scena a discapito degli altri. I colori tono su tono evitano ogni protagonismo formale e amplificano invece l’intensità dello spazio, lasciando che siano le texture originali — la pietra grezza, il mattone cotto, il legno antico — a portare la complessità visiva. Gli unici tocchi cromatici sono affidati agli oggetti del quotidiano: i vasi in terracotta, i fiori gialli, una caffettiera blu, un oggetto trovato esposto come una scultura.

Soggiorno e zona notte di Casa Beata: travi originali, colonne in pietra e tavolo in legno naturale, piccolo appartamento al mare a Imperia

Il soggiorno di Casa Beata: travi in legno originali, colonne in pietra viva e la zona notte soppalcata. Ph. Davide Andracco Studio

Casa Beata: quando il piccolo appartamento al mare diventa manifesto

Il progetto Casa Beata è, in definitiva, un manifesto discreto sulla capacità dell’architettura di fare molto con poco. Un piccolo appartamento al mare che non cerca di sembrare grande, ma che è profondamente ricco: di storia, di luce, di invenzione spaziale. Davide Andracco dimostra che il rispetto per la memoria materiale e il design contemporaneo non sono in contraddizione — anzi, è proprio dalla loro tensione che nascono i progetti più memorabili.

Leggi anche:Appartamento di 30 mq al mare: 12 idee geniali per arredarlo con stile e sfruttare ogni centimetro

L’articolo Una rovina sul mare trasformata in rifugio: Casa Beata di Davide Andracco a Imperia proviene da dettagli home decor.

8 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Quando lo spazio diventa paesaggio: Casa AT, la ristrutturazione che riscrive le regole dell’abitare

C’è un momento preciso, entrando in Casa AT, in cui si smette di leggere l’architettura come una somma di stanze e si comincia a percepirla come un respiro unico. È questo il risultato più potente della ristrutturazione completa firmata UNODE Estudio per una casa unifamiliare a schiera nel quartiere di Aravaca, a Madrid: un progetto che non si limita a rinnovare una pianta frammentata, ma la reinventa come sequenza fluida, come narrazione continua tra dentro e fuori.

Un impianto ritrovato

L’esistente era ciò che spesso si eredita nelle abitazioni a schiera di prima generazione: una distribuzione rigida, compartimentata, dove ogni ambiente viveva per sé, ignaro dei suoi vicini. UNODE Estudio ha scelto di non correggere, ma di ricominciare. Casa AT è oggi una ristrutturazione completa che riorganizza il piano terra attorno a una sequenza precisa: dall’ingresso alla cucina, dall’area soggiorno-pranzo fino al giardino, il percorso si dispiega con la logica di una promenade architetturale domestica.

 Il volume curvo in rovere di Casa AT segna la transizione tra ingresso e giardino nel progetto UNODE Estudio

Al centro di questa regia spaziale, un volume curvo lavora in silenzio e con intelligenza: cela un bagno per gli ospiti, nasconde una colonna strutturale esistente e, soprattutto, orchestra la circolazione. Non è un dettaglio tecnico, è un gesto di design. Quella curva ammorbidisce, guida, invita. Trasforma un vincolo in un’occasione formale.

Dettaglio del volume curvo in rovere su misura firmato Adalise in Casa AT, Aravaca

Il rovere come grammatica

Se c’è un materiale che governa il carattere di Casa AT, è il rovere su misura. Cucina, bancone, scaffalature e camino si fondono in una struttura incassata continua — un sistema che la designer del progetto, Adalise, ha costruito per organizzare l’uso senza generare rumore visivo. È il principio del less is more portato alle sue conseguenze più coerenti: non rinuncia, ma sintesi. Ogni elemento fa parte di un unico sistema spaziale, e niente sporge fuori dalla logica dell’insieme.

Soggiorno di Casa AT con libreria e camino in rovere su misura: il sistema continuo firmato UNODE Estudio

La palette dei materiali è volutamente contenuta. Non perché manchino le ambizioni, ma perché la sobrietà cromatica lascia spazio a ciò che conta davvero: le texture del legno, le proporzioni degli elementi costruiti, la qualità della luce nelle diverse ore del giorno. È un’architettura che non urla. Preferisce il sussurro calibrato.

Dentro e fuori: un solo paesaggio

Lo spazio abitativo principale scivola verso il giardino senza soluzione di continuità. Una piscina ancora il fondo del terreno e completa la visione: interno ed esterno non si fronteggiano, si fondono. Il progetto di UNODE Estudio ragiona con la logica dell’ambiente unificato — una casa permeabile, aperta, che cambia con la luce e con le stagioni.

Vista dall'esterno verso l'interno di Casa AT: il mattone originale dialoga con il soggiorno e la cucina nel progetto UNODE Estudio

La zona pranzo di Casa AT si apre sul giardino: interno ed esterno come paesaggio unificato

È qui che la ristrutturazione completa di Casa AT raggiunge la sua affermazione più eloquente. Non si tratta di lusso esibito né di minimalismo dogmatico. Si tratta di qualcosa di più difficile da ottenere: un equilibrio tra forma e funzione, tra controllo e apertura, tra il peso del costruito e la leggerezza dell’abitare contemporaneo.

Un progetto che guarda lontano

Casa AT è la prova che una ristrutturazione può essere, al tempo stesso, un atto critico e poetico. UNODE Estudio dimostra come sia possibile lavorare sull’esistente senza nostalgia e senza tabula rasa, ma con la lucidità di chi sa che ogni vincolo — strutturale, funzionale, spaziale — può diventare il punto di partenza per un’idea nuova.

Il giardino con piscina di Casa AT ad Aravaca: un paesaggio domestico aperto firmato UNODE Estudio

Le fotografie di Francisco González restituiscono tutto questo con la stessa economia di mezzi che governa il progetto: luce radente, materiali parlanti, silenzi abitati. Casa AT non ha bisogno di altro.

Progetto: UNODE Estudio | Fotografia: Francisco González | Location: Aravaca, Madrid

 

L’articolo Quando lo spazio diventa paesaggio: Casa AT, la ristrutturazione che riscrive le regole dell’abitare proviene da dettagli home decor.