15 Settembre 2021 / / VDR Home Design

Colori interni casa: trovarli non è semplice. In questo post ti do una mano a definire degli schemi senza tempo, per ogni stile e ambiente.


Colori per gli interni di casa: quali dovresti scegliere per la tua? 

Sembra una domanda banale, in fondo trovare dei colori per casa è un’azione anche futile, potresti pensare. 

Non è così: i colori hanno una profonda influenza su di noi, perché ci riportano alla mente ricordi di infanzia, ricordi felici o tristi. Se il rosso per te può essere troppo esagerato in casa, per qualcun altro potrebbe essere fonte di calma. 

Oggi voglio cercare di darti una mano facendoti vedere come poter utilizzare uno schema colori in casa e proponendotene qualcuno pronto da usare. 

Cominciamo. 

Colori interni casa: da quali elementi partire e come dosare le tonalità

Partiamo dalle basi: come determino i colori da usare? 

Ci sono diversi metodi, ma il mio preferito rimane partire dal pavimento che hai in casa. Di solito scatto una foto al pavimento e mi aiuto con programmi tipo coolors o colormind per trovare il colore dominante. 

Una volta trovato il colore dominante del pavimento, lo uso per creare degli schemi colore da poter usare in casa. Nella maggior parte dei casi si tratta di schemi colore complementari, perché sono quelli che creano maggior contrasto in un ambiente e permettono di alternare le varie tonalità tra le stanze di casa. 

Una volta che hai lo schema colore come lo gestisci nei tuoi spazi? 

Una delle regole più usate e diffuse è quella del 60-30-10. In pratica secondo questa regola bisognerebbe utilizzare il colore più importante del nostro schema per il 60% dello spazio (quindi pareti e grandi arredi come divani e armadi), il 30% dello spazio (quindi tende, tavolini caffé, piccoli arredi…) dovrebbe essere con il secondo colore più importante dello schema e il 10% (i piccoli accessori come cuscini e vasi) con l’ultimo colore dello schema.

colori interni casa in camera da letto eclettica

Di solito io creo schemi a 5 colori, quindi capita spesso che il 60% e il 30% sia diviso in due tonalità, ma non è un problema, anzi. Avere più colori ti permetterà di creare più profondità nello spazio così come di avere più libertà nel girare le proporzioni dei colori nelle diverse stanze. 

Qui puoi vedere un paio di immagini reali di interni con la proporzione 60-30-10 applicata alla palette scelta per l’ambiente in questione. Anche in questi casi ho evidenziato 5 colori e il modo in cui sono stati dosati nella stanza. 

colori interni casa in soggiorno industriale

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A questo punto però potrebbe esserci ancora dell’indecisione e dei dubbi (più che leciti). Perché i colori su schermo sono completamente differenti dalla realtà. I pigmenti che si usano per le vernici hanno una resa diversa da quelli che vedi sul PC anche grazie alla luce (naturale o artificiale) che li colpisce durante la giornata. 

L’ideale sarebbe avere dei campioni di vernice da provare sulle pareti, di modo che la luce naturale e artificiale ti faccia capire la resa, la luminosità e il modo in cui appare nell’ambiente. Non tutte le aziende danno la possibilità di comprare piccole tolle da 100ml di colore (lo fanno solo alcune aziende inglesi di vernici) e quindi non rimane che affidarsi alle classiche mazzette cartacee o ai campioni su carta in formato A5. 

Non è male, perché almeno così hai una riproduzione più fedele del colore e lo puoi inserire in una moodboard così come portartelo in giro per negozi per accostarlo alle altre finiture. 

soggiorno nordico con divano azzurro

Se vuoi avere un’idea tutto sommato realistica di come un colore apparirà sulle pareti di casa tua potresti utilizzare un simulatore colori per pareti. Ce ne sono un po’ di app da provare, come quello della Dulux, Paint Colour Visualizer. Puoi provare un loro colore su un’immagine di default oppure provarlo su una tua immagine. C’è Color Trainer di Chreon, così come ColorApp di Boero. A questo link di Living Corriere troverai un interessante articolo a proposito con tutti i link alle app. 

Anche la Sikkens ha un app dedicata a questo. La puoi scaricare sullo smartphone e puoi sbizzarrirti a provare sulle pareti di casa tua la cartella colori Sikkens, estremamente ampia e con tantissime varianti colori. 

soggiorno bianco e nero con accenti  in legno

Schemi colori senza tempo: la mia selezione per te 

Passiamo ora al lato pratico della faccenda, cioè io che ti propongo degli schemi colore presi dalla realtà. In questo modo vedrai che si comportano con certi stili e come sono stati distribuiti a livello di quantità colore, materiali e texture ed effetti pittura. 

Sì perché se hai deciso di usare il colore carta da zucchero con il malva ed il grigio perla, potresti valutare la possibilità di usare una pittura materica. Effetto calce, effetto cemento, spatolato o con decori di vario tipo e natura. Non devi per forza imbiancare tutte le pareti tinta unita di uno stesso colore, ma puoi alternarne un colore più chiaro e uno più scuro per evidenziare delle nicchie o degli elementi specifici della tua stanza. 

Potresti aver bisogno di uno smalto, perché magari quel colore andrà in cucina o su una scala, quindi un posto ad alto traffico che avrà bisogno di essere pulito spesso. 

Le palette che vedi in queste immagini si adattano bene a qualsiasi stanza di casa, con stili contemporanei, nordici, rustici ma anche industriali. 

Trovi i riferimenti Ral o Hex, che puoi convertire in NCS a tua esigenza.

Prendi ispirazione da queste immagini per capire come potresti usarle nei tuoi ambienti, come cambiare il dosaggio dei colori più chiari e più scuri per ottenere di volta in volta un effetto diverso. 

credenza con parete galleria
soggiorno open space stile industriale con dettagli vintage

Colori interni casa: hai le idee più chiare? 

Questo lungo ed intenso post ti dovrebbe aiutare a schiarirti le idee sul procedimento da seguire per fare chiarezza sui colori migliori per te e la tua casa. Il procedimento è più lungo e laborioso di quello che pensavi lo so, ma ti assicuro che ne vale la pena. 

Fai pratica con un po’ di immagini di pavimenti ed interni che vedi e prova a sperimentare diversi tipi di schemi colore. Quale funziona meglio e quale no? Che emozioni ti suscitano? 

Vedrai che con la pratica ti si affinerà anche l’occhio critico e ti sarà sempre più immediato pensare ad accostamenti colori. 

Tu come hai scelto i colori di casa tua? Ti piacciono ancora? Ti aspetto nei commenti!

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24 Ottobre 2020 / / Architettura

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Oggi ti portiamo nella casa dell’architetto francese Marion Tixier. La casa ti affascinerà sicuramente, grazie ai soffitti alti, alla luce naturale e agli interni dal design moderno in stile nordico contemporaneo, con tonalità chiare e neutre.

Per gli architetti gli ex spazi industriali o artigianali sono sempre un’opportunità per dare forma ad una casa da zero. E’ quello che è successo all’architetto Marion Tixier che nei dintorni di Parigi ha creato il suo loft da sogno per sé e suo marito. L’edificio si trova a La Garenne-Colombes, un tranquillo comune a circa 14 km dal centro di Parigi, in cui abbondano gli spazi verdi.

Così un cambio di destinazione d’uso e un’attenta ristrutturazione di questi 70 mq in pessime condizioni, hanno trasformato uno spazio commerciale in una splendida casa. Ci è voluto quasi un anno per completare le procedure amministrative e poi sei mesi per la ristrutturazione avvenuta alla fine 2018, con un costo che supera i 100.000 euro, ma ne è valsa la pena.

Situata alla fine di un cortile privato, la dimora è silenziosa e tranquilla. Al laboratorio di 70 mq con soffitti molto alti (3,70 m), si è aggiunto un soppalco. Così, l’appartamento ora è diventato di 95 mq ed ospita un ampio soggiorno con cucina luminosa, due camere da letto, uno spazio ufficio, una zona lavanderia, due bagni e una cabina armadio. Una terrazza esposta a sud sta per essere ultimata.

All’interno, Marion Tixier utilizza una tavolozza di colori e materiali neutri e caldi: bianco, legno e tocchi metallici, che esaltano i diversi livelli della casa. L’atmosfera è contemporanea, chiara e raffinata, con qualche cenno allo stile industriale.

Molto luminosa con le sue vetrate dai profili grigio antracite – dotate di vetri antieffrazione – la casa ha un’atmosfera serena, grazie anche alla scelta dei colori chiari e alla semplicità dei materiali scelti. Uno stile pulito e moderno, caro ai proprietari.

L’ampia superficie di legno a pavimento dona calore al soggiorno, che è completamente aperto sull’esterno e beneficia dei quasi 4 metri di altezza. La grande vetrata è attrezzata con una tenda oscurante elettrica nascosta nella parte superiore del soffitto. Una parete del soggiorno è arricchita con mattoni a vista bianchi, che fanno da sfondo al televisore nero.

Protagonista, al centro del grande spazio centrale, è la lampada Vertigo, ormai una vera icona di design, progetto dello Studio francese Constance Guisset.

Aperta sul soggiorno, la cucina, elemento chiave dell’arredamento, ha un’altezza impressionante! Realizzata su misura, alterna elementi in laminato bianco ad ante a doghe di rovere, che in particolare nascondono il frigorifero. La penisola della cucina funge anche da tavolo da pranzo per otto persone.

L’idea da copiare: le due sospensioni sopra il piano di lavoro sono state realizzate da Marion. Per ognuna ha assemblato un cavo in tessuto intrecciato e una lampadina a filamento racchiusa in un globo di vetro soffiato.

Sul pavimento, il parquet ha lasciato il posto a piastrelle semplici bianche, che risultano più funzionali. Il miscelatore in ottone dona un tocco di originalità e raffinatezza alla cucina.

La scala che porta al soppalco, in legno e ferro con parapetti in vetro, è stata progettata su misura e realizzata da un fabbro. I suoi materiali e toni evocano quelli tipici del loft contemporaneo.

La proprietaria aveva bisogno di un’area ufficio per lavorare a casa e il soppalco (con un altezza di 2,10 metri) ha risolto questa esigenza. L’arredamento gioca anche qui la carta della sobrietà. Lo spazio soppalcato di 25 mq ha permesso anche l’inserimento della camera da letto principale, dalle proporzioni generose, che beneficia di una bellissima luce naturale. La carta da parati in bianco e nero con un’atmosfera tropicale porta un tocco decorativo alla moda, proprio come i tavolini in metallo usati come comodini.

Il piano terra, oltre alla zona giorno, ospita la camera degli ospiti, la cabina armadio, i bagni e un ripostiglio sotto le scale.

Sono tanti i dettagli da cui trarre ispirazione, dall’intera vetrata, al muro che imita il mattone verniciato bianco, alla libreria su misura in soggiorno o alla cucina con penisola.

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Un laboratorio diventa un loft abitabile vicino Parigi

Progetto: Marion Tixier / Fotografia: Eddy Boulares

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Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI

3 Agosto 2020 / / Interiors

Esempi di riqualificazione di aree industriali: il tabacchificio di Brescia. Quando sinergia e rete sul territorio riescono a valorizzare risorse dimenticate


Quante aree industriali abbandonate ci sono in Italia?

Quante di queste sono monumenti e quindi patrimonio culturale? Meriterebbero tutte una seconda vita, invece di essere lasciate al degrado e alla dimenticanza.

Ogni tanto succede che ci siano imprenditori illuminati, dalla visione ampia e futuristica, che riescono a compiere un piccolo miracolo.

È il caso dell’ex Tabacchificio di Brescia che è tornato a splendere col nome di La Tabaccaia.

Te ne parlo ora.

esempi di riqualificazione di aree industriali ex tabacchificio di Brescia esterno
Creative-Cables_Tabaccaia

Ex tabacchificio di Castrezzato: dal passato al futuro

Quando ho visto le foto del progetto di riqualificazione finito, mi sono innamorata del luogo.

Impossibile non succedesse e impossibile non capiti anche a te appena vedrai le foto. Ho quindi voluto scavare un pochino più a fondo per conoscerne meglio la storia e capire chi effettivamente avremmo dovuto ringraziare per tutto questo.

Grazie ad un bellissimo articolo del Giornale di Brescia (che ti invito a leggere), ho scoperto che questa struttura è stata costruita tra il 1933 ed il 1934. Ci hanno lavorato ben 300 persone fino al 1956, anno in cui la struttura ha chiuso.

L’ex tabacchificio negli anni è diventato anche filanda e consorzio, fino a che è subentrato lo stato di abbandono assoluto, tra erbe, muri pericolanti e senzatetto che vi cercavano riparo.

esempi di riqualificazione di aree industriali La Tabaccaia esterno con sedia Lady B ed installazione site specific
SCAB Design_Tabaccaia

Arriviamo nel 2017, quando c’è il punto di svolta. Giordano Agosti con la sua AJ group rileva la struttura, pronto a traghettarla verso il suo nuovo destino. Agosti è a capo anche della Ristorent, azienda che si occupa di noleggio di attrezzature per catering.

La società di Agosti comincia i lavori di messa in sicurezza, consolidamento e di recupero della struttura. Si arriva al fatidico 2020 che obbliga a fermare il cantiere per qualche mese. Ma Agosti non si perde d’animo e decide di utilizzare il cortile esterno della struttura, in queste sere d’estate.

Un open air aperto a tutti anche solo per concedersi una pausa, sorseggiare un buon bicchiere di vino, cenare degustando le numerose e differenti proposte culinarie offerte dallo street food, dal bistrot e dall’osteria, che ospiterà grandi nomi della ristorazione italiana.

La Tabaccaia esterno con tavoli e sedie Lady B
SCAB Design_Tabaccaia

Esempi di riqualificazione di aree industriali. Lo spazio vivo e polifunzionale de La Tabaccaia

In questi 10.000 mq riparte un’estate dai ritmi volutamente più lenti, deputato alla condivisione e agli incontri. Uno spazio che proporrà tante attività, nate dalla collaborazione con aziende e attività presenti sul territorio.

Ed è proprio il legame col territorio la forza propulsiva del progetto, ospitando differenti esperienze, diventando incubatore di idee e startup, promotore di cultura e coscienza ambientale.

Anche il progetto di arredo e allestimento dello spazio vede protagoniste due grandi aziende della realtà Bresciana: Creative-Cables per l’illuminazione e SCAB Design per le sedute.

esempi di riqualificazione di aree industriali La Tabaccaia esterno con sedia Lady B ed installazione site specific
SCAB Design_Tabaccaia

L’area del bistrot è stata infatti arredata con la seduta Lady B, in tecnopolimero (un materiale resistente ai raggi UV e agli agenti atmosferici, nonché leggero ma robusto) ed in vari colori terra. La poltrona fuori scala Lisa Lounge Club con il suo tavolino, invece, è l’oggetto cult di una installazione site-specific.

Tutti questi prodotti sono di SCAB Design, che è proprio di Brescia. Un’azienda che ha come valori fondanti stile, qualità, produzione 100% italiana e rispetto dell’ambiente.

esempi di riqualificazione di aree industriali ex tabacchificio di Brescia esterno
Creative-Cables_Tabaccaia

La parte dell’illuminazione è firmata Creative-Cables. Un’azienda giovane che però si è fatta conoscere subito ed in tutto il mondo. Il prodotto di punta è molto semplice: un cavo elettrico, come quello utilizzato in qualsiasi lampada, lampadario o elettrodomestico, che viene ricoperto in oltre 250 combinazioni colore-tessuto, utilizzando la stessa tecnologia alla base delle produzioni di passamaneria. Quindi da componente elettrico a elemento di design.

Per La Tabaccaia hanno proposta EIVA, il primo portalampada cablabile e riaccessibile in classe IP65 al mondo. Diverse possibili combinazioni per lampade da esterno colorate, durevoli, pratiche e funzionali. Il set-up illuminotecnico è stato seguito da CroVal.

SCAB Design Lady B

Riqualificare aree industriali, valorizzando il territorio e sfruttando il design

Questo progetto di riqualificazione è davvero splendido esempio sotto più punti di vista. Prima di tutto perché sono riusciti a riportare in auge un pezzo splendido di architettura industriale, permettendo a tutta la comunità di poterne godere.

In secondo luogo, perché si è dimostrato che creando sinergia e rete tra le differenti realtà del territorio si può creare qualcosa di unico, che valorizza un paese stupendo come il nostro. Più aziende che lavorano insieme per dare vita ad uno spazio in cui è possibile passare del tempo di qualità.

Tutto questo mentre si sta seduti su elementi d’arredo di assoluta qualità, frutto di ricerche e scelte di design di un’azienda innovativa ed internazionale. Così come le luci: la rappresentazione di un progetto che è nato da poco, ma ha le carte in regola per diventare un’icona.

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30 Agosto 2025 / / Case e Interni

Come abbinare legni diversi in casa: 7 regole semplici e pratiche

Abbinare parquet, mobili e infissi di legno può sembrare un’impresa: troppo simili rischiano di appiattire l’ambiente, troppo diversi possono creare caos visivo, che fa tanto “casa della nonna”.  Come fare?

Il legno naturale è tornato protagonista nell’arredamento e oggi abbiamo a disposizione una varietà infinita di finiture, mobili e accessori.

Proprio per questo, noi di Case e Interni riceviamo spesso domande su come abbinare le tonalità del legno senza che stonino o risultino troppo omogenee. Una delle domande più recenti che abbiamo ricevuto è stata:

Ciao,
Sto per trasferirmi in una nuova casa
che ha un parquet in rovere e ho alcuni mobili in legno naturale, oltre a un tavolo in noce di famiglia a cui sono molto affezionata. Anche le finestre sono effetto legno noce. Vorrei acquistare nuovi mobili, ma mi piacerebbe riuscire ad abbinare le varie tonalità di legno, senza appesantire gli ambienti. Faccio fatica a capire come riconoscere se due legni appartengono alla stessa famiglia di tonalità, ma anche come scegliere un mobile che si abbini a quelli che ho già. Grazie per i consigli! Chiara

Proprio come Chiara, molte persone amano il legno per l’arredamento della propria casa, ma hanno paura ad usarlo perché temono risultati poco armoniosi.

Come progettisti, ci piace mescolare diverse tonalità di legno, perché usare un solo colore in tutto l’ambiente può far sembrare lo spazio piatto e senza carattere. Il vero trucco sta nel trovare l’equilibrio. Tuttavia, combinare più finiture in modo armonioso è un’arte… e non sempre è così semplice come sembra.

L’abbinamento di legni diversi in casa può sembrare un’impresa complicata, soprattutto quando ci sono già elementi a cui non vogliamo rinunciare, come mobili di famiglia o pavimenti o infissi esistenti. La paura di ottenere un effetto disordinato o poco armonioso è comprensibile, ma non c’è nulla da temere: esistono trucchi semplici per creare armonia anche tra essenze e finiture differenti.

Sebbene non esistano regole rigide per mettere insieme le essenze del legno, in questo articolo vedremo come riconoscere le tonalità del legno, come abbinarle tra loro e come scegliere nuovi mobili che si integrino perfettamente con ciò che hai già in casa — senza errori o infinite restituzioni.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Larssonestate

1. Parti dal tono dominante

Per prima cosa individua qual è il legno più “importante” nella stanza: spesso è il pavimento, una parete di armadi, ma può essere anche un grande mobile o la cucina. Quello sarà il punto di riferimento per scegliere gli altri toni, che dovranno completare e non competere.

Consiglio pratico: se il parquet è scuro e imponente, scegli mobili più chiari per dare leggerezza; se il pavimento è molto chiaro, puoi osare con alcuni arredi più scuri per dare profondità.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Entrance

2. Mantieni la stessa temperatura di colore

Il legno ha una sua “temperatura”, infatti le essenze possono essere calde, neutre o fredde. I legni caldi tendono ai colori giallo, arancione e rosso; i legni neutri tendono ai colori beige; mentre i legni freddi tendono ai grigi e agli azzurri.

I legni caldi includono essenze come rovere naturale, noce, ciliegio, faggio, teak e mogano. Tra i legni neutri rientrano invece acero, wengé, frassino, mentre rovere sbiancato, rovere grigio e acero bianco sono esempi di legni freddi. Inoltre, ogni tonalità – calda, neutra o fredda – può presentare sfumature e livelli di luminosità differenti, risultando quindi più o meno intensa e satura. 

Non è da sottovalutare anche il fatto, che il legno, essendo un materiale naturale è soggetto all’ossidazione della luce e all’usura del tempo, che ne può mutare l’aspetto, anche dopo pochi mesi o anni. Per questo alcuni legni biondi diventano più gialli, altri color miele diventano sempre più rossi e scuri ecc. Chiaramente non avviene lo stesso per i materiali sintetici “effetto legno” (laminati, pvc, gres).

E dove collocare i mobili in legno laccati bianchi o neri? Anche quelli laccati a poro aperto, possiamo considerarli due grandi neutri nel mondo dell’arredamento. Bianco e nero restano sempre se stessi: due finiture intramontabili, versatili e facili da abbinare, che si armonizzano senza sforzo sia con legni caldi che con legni freddi.

Mischiare toni caldi e freddi senza un filo conduttore può creare dissonanza, ecco perché, nella maggioranza dei casi, è consigliabile mantenere la stessa temperatura. La maggior parte del legno ha una temperatura calda, ma è vero che soprattutto negli anni passati c’era stata una predilezione per i legni “ingrigiti”, per poi ritornare ai giorni nostri ai toni naturali.

Suggerimento pratico: non c’è bisogno di portarsi dietro un campione di legno, chiediti semplicemente: “Questo pezzo è caldo o freddo?  Tende al giallo/rosso o al grigio/azzurro?”.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Kave home

3. Parola d’ordine: Ripetizione

Uno degli elementi che rende una stanza armoniosa è la ripetizione. Se mescoli diverse tonalità di legno, assicurati che ognuna sia presente almeno due volte nello spazio. Non serve che il secondo elemento sia grande: può essere anche un dettaglio, come una ciotola decorativa o una cornice.

Quando distribuisci le varie tonalità, evita di concentrarle tutte in un unico punto. L’obiettivo è bilanciare i colori del legno in tutta la stanza.

Consiglio pratico: se, ad esempio, hai una sedia o un tavolino in una finitura, aggiungi una cornice nello stesso tono per dare continuità visiva.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Alvhem

4. Gioca con il contrasto

Un abbinamento armonioso non significa tutto uguale. Un contrasto calibrato tra pavimento e arredi aiuta a dare definizione agli spazi, creare profondità e interesse. L’errore dell’effetto catalogo stereotipato è sempre dietro l’angolo, e uno dei modi per dare carattere ad una stanza è usare il contrasto: mescolare i legni potrebbe essere un modo giusto per farlo.

E a proposito di contrasto, non esistono solo i toni di colore, ma anche le venature. Le venature del legno grandi e ben presenti danno un aspetto rustico, mentre le venature piccole e leggere conferiscono alla stanza un aspetto più moderno e raffinato. Anche in un ambiente moderno, puoi  comunque aggiungere un pizzico di venature (proprio come abbini pezzi moderni a quelli tradizionali) o dare un tocco di texture differenti alla stanza, per evitare la monotonia.

Esempio di contrasto interessante: parquet in rovere chiaro + tavolo più rustico in noce scuro + sedie laccate nere.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Larssonestate

5. Usa un elemento ponte

Quando due legni sono molto diversi, inserisci un elemento che “parli” con entrambi: un tappeto, un piano di lavoro o un complemento con venature intermedie. Per una formula riassuntiva: scegli una tonalità chiara, una media e una scura.

Consiglio pratico: una credenza in legno misto (piano scuro e struttura chiara) può legare due toni opposti presenti nella stanza.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Alvhem

6. Non esagerare con le varietà

Tre toni di legno sono il massimo consigliato in un ambiente. Troppi colori di essenze del legno diverse creano confusione e rendono difficile dare coerenza allo spazio.

Esempio pratico: parquet in legno biondo naturale, tavolo in noce, sedie in legno laccato, sono tre toni distinti, ma bilanciati.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Alvhem

7. Considera luce e contesto

Un legno scuro in una stanza buia può appesantire, mentre un legno chiarissimo in un ambiente ampio e luminoso può risultare freddo. La luce naturale e lo stile generale della casa devono guidare le scelte.

Suggerimento pratico: osserva i campioni in diverse ore del giorno prima di decidere.

Come abbinare legni diversi in casa

credit photo: Alvhem

Consigli Bonus

Se i mobili della tua casa sono stati collezionati nel tempo, è quasi certo che i legni non saranno coordinati. Questo non è un difetto, e in molti casi offre la possibilità di combinare diverse finiture per creare contrasti e look interessanti. Tappeti neutri e altri tessuti sono ottimi modi per spezzare e rendere meno stridente la differenza nelle tonalità del legno. 

Se tuttavia guardandoti intorno in casa ti sembra che ci sia troppa confusione a causa di troppe tonalità del legno o troppe venature diverse, fermati un attimo prima di rivoluzionare tutto. Puoi riequilibrare l’insieme in modo semplice: sostituisci uno o due pezzi, oppure rinnova quelli che già hai carteggiandoli e dipingendoli in nero, bianco o anche grigio chiaro o tortora. Aggiungi un tocco di contrasto: il nero, anche nelle versioni legno tinto, crea sempre un bell’effetto. 

Leggi anche: 10 idee per Dipingere mobili e rinnovare la tua casa

A seconda dei pezzi e di come li si abbina, il risultato può essere moderno, rustico o una combinazione equilibrata dei due. Se fatto bene, il perfetto mix di tonalità del legno può fare la differenza nell’interior design della tua casa.

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Come abbinare legni diversi in casa: 7 regole semplici e pratiche

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

31 Maggio 2025 / / A forma di casa

Il Ficus Benjamin, conosciuto anche come fico piangente, è una delle piante da interno più apprezzate: elegante, resistente e perfetto per arredare con gusto qualsiasi ambiente. Con la sua chioma folta e leggermente ricadente e le foglie che possono essere verdi o variegate a seconda dei gusti, il Ficus Benjamin è perfetto per decorare soggiorni, studi o angoli lettura.

Oltre alla sua bellezza, questa pianta è anche resistente e adattabile. Queste caratteristiche la rendono ideale per chi cerca una pianta decorativa facile da gestire. Come ogni pianta, anche il ficus ha le sue esigenze e può mostrare sofferenza se non viene trattato con le dovute attenzioni.

In questo articolo scritto in collaborazione con Giulia di Verdezio ti racconto tutto quello che c’è da sapere per accogliere al meglio il Ficus Benjamin nella tua casa.

Origini, caratteristiche e curiosità

Originario delle zone tropicali dell’Asia e dell’Oceania, il Ficus Benjamin è una pianta della famiglia delle angiosperma, appartenente alle Moraceae.

In natura può diventare un albero maestoso alto fino a 30 metri, coltivato in appartamento mantiene dimensioni più contenute, diventando una pianta d’arredo raffinata ed elegante.

Ha fusti con corteccia grigio-beige, lievemente arcuati, rami sottili e foglie ovate, acuminate in punta e pendule che conferiscono alla pianta un aspetto delicato. Le foglie del Ficus Benjamin si muovono leggere anche con un piccolo soffio d’aria. È una delle sue particolarità più belle: non è solo decorativa, ma porta vita all’interno dell’ambiente.

Il suo nome scientifico, Ficus benjamina, pare derivi da un’espressione sanscrita legata all’abbondanza. Non a caso, in molte culture asiatiche il ficus è considerato un simbolo di prosperità, saggezza e armonia domestica. In Thailandia, per esempio, viene piantato vicino alle case come portafortuna.

Durante gli anni ’80 e ’90, il Ficus Benjamin ha vissuto un periodo di grande popolarità come pianta da ufficio e da interni borghesi, tanto da diventare quasi un’icona. Oggi è tornato protagonista, contribuendo a creare spazi dalle atmosfere eleganti e ricercate.

Ficus Benjamin variegato

Cura e manutenzione del Ficus Benjamin

Ecco una guida punto per punto per mantenere in forma il tuo Ficus Benjamin, con i preziosi suggerimenti di Giulia.

  • luce – posiziona la pianta in un luogo luminoso, ma non in pieno sole, riparandola dalle correnti d’aria.
  • ambiente – mantieni la pianta a una temperatura costante, tra i 10 e i 25/30 gradi, evitando sbalzi che possono far cadere le foglie. Il Ficus Benjamin preferisce ambienti umidi, con un’umidità relativa tra il 40% e il 60%.
  • acqua – innaffiare in modo moderato e costante, facendo attenzione a non lasciare il terriccio fradicio. In estate si innaffia ogni 4-5 giorni, in inverno ogni 8-10 giorni. Prima di innaffiare, tastare il terriccio con le dita.
  • terriccio – terriccio universale
  • concime – oltre alla concimazione di fondo del terriccio universale, somministrare fertilizzanti liquidi per piante verdi o contenenti ferro in primavera e in estate. Questo aiuta a mantenere le foglie verdi.
  • pulizia – in estate, lavare la chioma durante le ore calde in concomitanza delle bagnature. Nelle stagioni fredde evitare di vaporizzare le foglie.

Problemi frequenti e come risolverli

Se il tuo ficus presenta foglie gialle o macchiate, questo potrebbe essere dovuto ad un annaffiatura non corretta della pianta. Ciò può infatti accadere se la pianta non è ben idratata, ma anche se si eccede con le bagnature.

Altri problemi comuni potrebbero essere causati da afidi, cocciniglia o altri insetti introdotti dagli sbalzi climatici.

piante da interni

Benefici in casa per la salute

I benefici che il Ficus Benjamin può portare all’interno delle mura domestiche sono molteplici.

Addirittura uno studio della NASA ha dimostrato che il Ficus Benjamin può assorbire sostanze inquinanti presenti nell’aria di casa, aiutandoci a respirare meglio ogni giorno. Purifica quindi l’aria assorbendo sostanze inquinanti come formaldeide, benzene e tricloroetilene emesse da detersivi, colle edilizie e traffico urbano. Questa pianta aumenta l’umidità nell’ambiente, aiutando a prevenire la secchezza della pelle e degli occhi, le irritazioni nasali e rende più resistenti ai mali di stagione. Inoltre può migliorare l’umore, favorire il rilassamento e migliorare la concentrazione. Il contatto con la natura e il colore verde brillante delle sue foglie riducono lo stress e l’ansia.

Verde in casa: il Ficus Benjamin e le altre piante da interno

Accogliere un Ficus Benjamin nella propria casa significa scegliere una pianta che unisce estetica e benessere. Le sue foglie leggere, il suo portamento elegante e la sua sorprendente capacità di adattarsi agli spazi rendono questa pianta un vero alleato per chi desidera abitare ambienti più naturali, equilibrati e vivi.

In questo articolo, abbiamo voluto raccontarti non solo come prendertene cura, ma anche come guardarlo con occhi nuovi: una pianta decorativa, che diventa anche una presenza viva e benefica nella tua casa.

Se ami il verde in casa sappi che insieme a Giulia di Verdezio stiamo creando una piccola rubrica dedicata alle piante da interno più amate, con consigli pratici, curiosità e approfondimenti. Questo è il primo di una serie di articoli che troverai nella sezione Home Decor del blog. Su Pinterest potrai trovare le schede riassuntive di tutti gli articoli dedicati alle piante da interno.

Ti aspettiamo lì, per aiutarti a conoscere, scegliere al meglio e imparare a prenderti cura delle piante che rendono la tua casa più bella e più viva.

In collaborazione con Verdezio

L’articolo Le piante da interni: il Ficus Benjamin proviene da A forma di casa.

19 Ottobre 2024 / / Case e Interni

Rendi la tua casa unica: consigli per sfuggire all'omologazione dei social

Hai l’impressione che le case sui social si somiglino tutte? Scopri perché accade e come puoi evitare di arredare la tua in modo anonimo e omologato.

Scorri il feed di Instagram o Pinterest e inizi a notare come molte case sembrino cloni. Cucine, soggiorni o camere da letto, tutte con lo stesso stile o palette, sembrano essere tutte uguali. Ma cosa spinge a preferire queste scelte così uniformi?

Stessa palette di colori neutri, stesse pareti, stessi arredi, stesse tendenze. Certo, l’aspetto è ordinato, magari anche piacevole da vedere, ma non senti che manca qualcosa? La personalità.

Se ti domandi perché tutte queste abitazioni sembrino così simili, oggi ti spiegheremo perché accade e soprattutto, come puoi evitare di cadere nella trappola delle case senza personalità. Leggi l’articolo fino in fondo perchè troverai consigli pratici per sfuggire alla tentazione di arredare la tua casa seguendo solo le tendenze viste sui social.

Siamo Anna e Marco e per la nostra esperienza sul campo e passione per l’interior design, oggi ti diamo i nostri consigli di arredamento per la tua casa

Sempre più frequentemente, durante il nostro processo di consulenza, ci confrontiamo con clienti che arrivano armati di smartphone pieni di immagini di interni impeccabili o rendering iperrealistici, spesso provenienti da piattaforme come Pinterest o Instagram. Queste immagini, seppur esteticamente accattivanti, offrono visioni idealizzate, che non sempre si adattano alla realtà quotidiana delle loro case. Infatti, molte di queste soluzioni, pur perfette sullo schermo, si rivelano impraticabili quando applicate ad ambienti con specifiche peculiarità strutturali, dimensioni ridotte o con vincoli che non possono essere ignorati.

È naturale, per chiunque, lasciarsi attrarre dalla bellezza pura, dalla perfezione e dall’eleganza di un’immagine ben curata, ma la nostra missione va ben oltre la semplice replica di queste suggestioni. Il nostro compito è trasformare questi sogni in proposte che siano, non solo realistiche, ma anche altamente personalizzate, mantenendo sempre un equilibrio tra estetica e funzionalità.

Spesso, l’ispirazione online spinge le persone verso scelte preconfezionate che sembrano sicure perché già validate da migliaia di “mi piace” e condivisioni. Il rischio è quello di cedere a una standardizzazione estetica, di replicare formule già viste, senza tenere conto delle specifiche esigenze abitative o della personalità di chi vive in quegli spazi. Le case rischiano così di diventare tutte uguali, vuoti riflessi di un’immagine collettiva, piuttosto che espressioni uniche delle persone che le abitano.

In questi casi, è essenziale che ognuno di noi raggiunga una consapevolezza. E’ un dato di fatto che viviamo in un’epoca in cui gli stimoli visivi sono onnipresenti e massificati. Quello che notiamo meno spesso è che seguiamo inconsciamente schemi ripetitivi, dettati da ciò che vediamo quotidianamente online. Tuttavia, il vero cambiamento e il salto di qualità avvengono quando prendiamo coscienza di questa uniformità estetica. Solo attraverso la consapevolezza possiamo cominciare a rifiutare le soluzioni preconfezionate, liberando il nostro potenziale creativo e costruendo spazi che non solo siano belli da vedere, ma che raccontino storie uniche e personali.

La personalizzazione diventa allora il nuovo lusso, il cuore pulsante di ogni progetto di interior design. Spesso, nel processo creativo, è necessario reinterpretare l’idea che il cliente ha in mente, adattandola alle sue esigenze reali. Ad esempio, una cucina minimalista vista in una maestosa casa a Dubai potrebbe non funzionare allo stesso modo in un piccolo appartamento in una città storica italiana, dove gli spazi sono diversi e i vincoli normativi richiedono soluzioni completamente differenti. In questi casi, l’obiettivo è quello di mantenere il fascino estetico che ha catturato l’immaginazione del cliente, ridefinendolo in modo che sia funzionale e adatto al suo stile di vita e alla sua casa.

Come personalizzare la tua casa e distinguerti dai trend social

Il motivo per cui le case sui social sembrano tutte uguali

E’ sempre stato evidente come ogni periodo storico portasse con sé uno stile di arredamento ben definito. Ogni epoca ha imposto tendenze e gusti distintivi che hanno influenzato le scelte delle persone. Tuttavia, oggi siamo di fronte a un fenomeno completamente nuovo: la tecnologia e i social media stanno accelerando e amplificando la diffusione delle tendenze in un modo senza precedenti, rendendole globali e ubiquitarie.

Lo smartphone, sempre a portata di mano, ha trasformato il nostro modo di vivere e percepire gli spazi. Grazie allo scroll continuo su piattaforme come Instagram, Pinterest, Facebook e TikTok, siamo costantemente inseguiti da immagini di interni super curati, case impeccabilmente decorate e stili di arredamento che diventano immediatamente trend per poi bruciarsi velocemente. L’accesso immediato e illimitato a queste immagini fa sì che le tendenze non siano più un’esclusiva delle riviste di design o dei grandi eventi di settore. Sono, invece, nelle mani di tutti, pronte a essere copiate e adattate ovunque nel mondo.

Se una volta uno stile richiedeva anni per diventare popolare, ora si diffonde in pochi giorni, raggiungendo una dimensione globale. Questo fenomeno ha sicuramente dei vantaggi, come l’accesso a una vasta gamma di idee e la possibilità di sperimentare stili che altrimenti non avremmo mai scoperto. Tuttavia, c’è anche un rovescio della medaglia: le case iniziano a somigliarsi tutte. La personalizzazione e l’individualità rischiano di essere schiacciate sotto il peso di tendenze globali massificate.

C’è anche un altro motivo per cui vediamo case molto simili sui social. Ricorda che queste piattaforme spingono i contenuti più di tendenza che offrono maggiori interazioni. Non è tutto così spontaneo come sembra: ormai sappiamo che video e immagini sono creati ad hoc per il piazzamento di prodotti, anche attraverso gli “influencer”. Le case che vedi potrebbero sottostare, quindi, a leggi di mercato, che spingono a comprare determinati mobili e oggetti alla moda, senza che tu te ne renda conto. Per non parlare poi dell’algoritmo, che una volta messo un like, ci propone tutte cose simili, sperando di guadagnare tempo di permanenza sulla piattaforma.

Un altro aspetto rilevante è che l’incessante scroll ha creato una specie di “ansia di prestazione” estetica. Vediamo case perfette in ogni dettaglio e ci sentiamo spinti a replicare quel livello di perfezione nelle nostre abitazioni. Questo può indurre ad avere false aspettative e a commettere diversi errori, come fare scelte che non sempre sono centrate sui nostri gusti personali o sul nostro stile di vita, ma che vengono fatte per paura di essere fuori moda o “non allineati” ai trend del momento.

La maggior parte delle persone, quando iniziano ad arredare la propria casa, sono piene di dubbi. Il che è normale: la casa incide molto sul nostro budget e sui nostri investimenti, quindi essere insicuri su scelte che ci condizioneranno a lungo termine è perfettamente umano e anche sensato. Una sorta di istinto di sopravvivenza.

Tuttavia, la paura di fare scelte sbagliate, combinata con la pressione sociale per aderire a un certo canone di estetica, porta alla ricerca esasperata di ispirazioni su ogni tipo di piattaforma. Questi social, pieni di splendide immagini di interni, ci offrono una miriade di soluzioni già “testate”, che sembrano la via più giusta per le nostre abitazioni. ma è proprio così?

Perché seguire le tendenze può essere un errore

Quando vediamo ripetutamente case arredate con gli stessi mobili o palette cromatiche o stili, finiamo per convincerci che quella sia la strada giusta da percorrere. Pensiamo che, poiché tutti lo fanno, sia una soluzione “sicura” e quindi valida, che ci possa tenere lontano dagli errori. Nasce così una sorta di conformismo visivo, che ci porta inevitabilmente a riprodurre stili già visti e confermati, senza metterci nulla di nostro, tutto per la paura di sbagliare. E’ il caso del successo dell’ultimo decennio del bianco e del grigio nell’interior design, senza attuare delle strategie per aumentare il comfort.

Il risultato? Case belle, sì, ma vuote di personalità: potrebbero essere le case di chiunque a qualunque latitudine del mondo. Case che, per quanto esteticamente gradevoli, non raccontano nulla delle persone che le abitano. Noi le chiamiamo “case da copertina”, perché sono case progettate per rispecchiare le mode del momento, piuttosto che per riflettere lo stile di vita e la personalità unica dei loro proprietari.

Il pericolo delle case “da copertina”

Il problema maggiore di seguire alla lettera quello che vediamo sui social è che rischiamo di perdere la nostra individualità. Abitare una casa che sembra un catalogo, un set fotografico impeccabile può sembrare l’ideale quando la si vede su un’immagine, ma quanto di quella casa parla davvero di te? Cosa dice della tua storia, dei tuoi gusti, delle tue passioni? E poi è adeguata alla tua famiglia o al tuo stile di vita?

Ogni casa ha una sua anima, un suo carattere e il compito di chi progetta è quello di ascoltarla e interpretarla al meglio. 

Intendiamoci bene, non si tratta di rinunciare alle tendenze, ma di saperle rielaborare con intelligenza e creatività. Una casa non dovrebbe mai essere un semplice “contenitore di cose alla moda”, ma un riflesso autentico della personalità di chi la abita, un luogo che evochi emozioni, che racconti esperienze e sogni.

La sfida che ti proponiamo oggi è questa: quella di prendere coscienza su questo tipo di conformismo nell’interior design e provare a creare un ambiente che ti rispecchi davvero. Vediamo come.

Come evitare di cadere nella trappola delle case tutte uguali

credit photo: Alvhem

Come non farsi influenzare dai social e creare una casa originale

Ecco alcuni consigli pratici per sfuggire alla tentazione di arredare la tua casa seguendo solo le tendenze del momento:

1. Prendi ispirazione, ma non copiare

I social possono essere una fonte straordinaria di idee, questo non significa che sono da copiare alla lettera. Fai un passo indietro. Guarda oltre il colore delle pareti, lo stile di tendenza o i mobili scelti, e prova a capire cosa ti attrae davvero di quell’immagine. È il mood generale che ti piace o qualche dettaglio specifico? Parti da lì e personalizzalo secondo i tuoi gusti.

2. Sperimenta con i colori

Non temere di usare i colori! Molte delle case che vediamo online seguono palette neutre perché sono “sicure” e funzionano con qualunque stile. Spesso infatti gli abitanti (o influencer) di quelle case mostrano le trasformazioni a distanza di settimane o mesi: perché è vero che una base neutra è come una tela, pronta a ricevere qualsiasi tendenza. 

Tuttavia, i colori neutri hanno bisogno di un attento studio delle texture, degli oggetti decor, per evitare ambienti asettici. Il che non è sempre così immediato da comprendere. 

C’è da dire che in molti casi, soprattutto se si è poco esperti, l’uso del colore può fare la differenza e dare carattere: che si tratti di una parete dipinta di una bella tonalità, di una poltrona che si accende di colore, di un grande quadro o di piccoli accessori decorativi, non avere paura di osare. I colori che scegli possono raccontare molto della tua personalità.

3. Aggiungi oggetti significativi

Non sottovalutare l’importanza degli oggetti che raccontano la tua storia. Che siano souvenir di viaggi, vecchie fotografie, acquisti dei mercatini dell’usato o mobili ereditati dalla tua famiglia, questi elementi daranno anima e autenticità alla tua casa. Le cose che amiamo, a cui siamo legati e che ci rappresentano rendono uno spazio unico e più accogliente.

4. Combina stili diversi

L’abbiamo già detto, ma lo ripetiamo: non esiste una regola ferrea che imponga di seguire uno stile d’arredamento in modo rigido. Quando diciamo di avere uno stile coerente per tutta la casa, non significa seguire una sola tendenza di arredamento. 

E’ la ricerca del nostro stile personale quello che conta davvero. Un mix bilanciato di stili, che combina elementi moderni con pezzi vintage o tocchi etnici, ad esempio, può creare un ambiente davvero unico, diverso dal tuo vicino di casa o da quello dei tuoi amici.

Ricorda: la tua casa non deve essere perfetta, ma deve raccontare la tua storia.

5. Investi in pezzi unici o artigianali

Se vuoi un ambiente che si distingua, investi in qualche pezzo antico o vintage, su misura o artigianale. Scegli alcuni mobili che non siano prodotti in serie e che abbiano una storia propria. Un tavolo in legno massiccio fatto a mano, un vecchio comò o un quadro dipinto possono trasformare completamente uno spazio anonimo.

6. Evita i set coordinati per paura

I mobili coordinati sono una tentazione forte e funzionale, che fa parte dello stile contemporaneo, ma non deve essere una scelta obbligata per paura di sbagliare. Non c’è nulla di male nel preferire spazi più originali, con mobili ed oggetti che ti rappresentano. La chiave è sempre l’equilibrio: evita l’eccesso, l’accumulo e mantieni uno stile curato e ordinato, ma non privare la tua casa di elementi che ami solo perché pensi non si adattino a un’estetica contemporanea.

Come evitare di cadere nella trappola delle case tutte uguali

credit photo: Historiskahem

La casa deve parlare di te, non delle mode

Mentre la tecnologia ha reso l’arredamento accessibile e condivisibile a livello globale, ha anche contribuito alla creazione di uno stile d’arredo sempre più omogeneo e ripetitivo. La sfida per te sarà trovare un equilibrio: sfruttare le ispirazioni globali, senza perdere di vista l’importanza della personalizzazione e dell’espressione della propria individualità attraverso la casa.

Alla fine della giornata, la casa è il tuo rifugio, il luogo dove ti senti più a tuo agio e che parla di chi sei. Non c’è nulla di sbagliato nell’essere ispirati dai social, ma cerca sempre di filtrare le idee attraverso il tuo gusto personale.

La casa deve parlare di te, non delle mode

credit photo: Historiskahem

Se vuoi una casa che sia davvero tua, non aver paura di fare scelte che potrebbero sembrare poco convenzionali o fuori moda. Segui il tuo istinto, osa con materiali, colori e oggetti che ti fanno sentire a casa.

E se ti serve aiuto per realizzare una casa che parli di te, siamo qui come professionisti per guidarti attraverso le nostre consulenze. La tua casa deve raccontare la tua storia, non quella di qualcun altro!

Rendi la tua casa unica: consigli per sfuggire all'omologazione dei social

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Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI

1 Maggio 2024 / / Romina Sita

Hai presente quei separatori realizzati coi listelli di legno? Quelli leggermente distanziati tra loro che lasciano intravedere la “stanza dietro”? Questa tipologia di divisoria è molto di tendenza (e sinceramente piace molto anche a me), ma come si fa a realizzarne una per casa propria e soprattutto, come si fa a realizzarne una senza chiamare il falegname e senza praticare fori a parete e soffitto? Nell’articolo di oggi ti spiego delle soluzioni, a cui probabilmente non avevi mai pensato, per realizzare in autonomia una parete divisoria con listelli di legno “già pronte” e quindi senza ricorrere al falegname.

INDICE DEI CONTENUTI
Cos’è (e a cosa serve) una parete divisoria con listelli in legno
Parete divisoria fai da te VS parete divisoria del falegname
#1 Scaffale divisorio con mensole piccole

#2 Scaffale divisorio con mensole grandi
#3 Parete in listelli autoportante
#4 Scaffale freestanding generico

Mi è capitato diverse volte nel mio lavoro, cioè durante le consulenze di arredo online, di dover creare delle divisioni tra spazi all’interno di una stanza. La casistica più comune è quando non è presente l’ingresso in una zona giorno e si ha l’esigenza di creare un piccolo spazio raccolto per separare il momento caotico del rientro a casa, da chi invece è già in casa e sta svolgendo la propria attività in salotto.

Ma non solo nell’ingresso, una parete divisoria in legno può essere utile anche in una camera da letto per separare la zona letto dalla zona armadi o dalla zona studio.

Ecco qualche esempio di parete divisoria realizzata con listelli di legno.

Cos’è (e a cosa serve) una parete divisoria con listelli in legno

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Una parete divisoria in legno non è nient’altro che una serie di listelli di legno stretti e lunghi posizionati paralleli tra loro, generalmente in direzione verticale, e ad una distanza fissa (lasciando uno spazio tra un listello e l’altro). Questa paratia consente di separare senza oscurare del tutto uno spazio dall’altro, aumentandone la funzionalità e dando quel tocco decorativo in più che renderà la tua casa accogliente.

Possiamo aggiungere ancor più funzionalità inserendo ad esempio delle mensole (utili magari per appoggiare un pratico svuotatasche e ulteriori decorazioni come vasi e oggetti) o dei ganci appendiabiti. Qui mi sto immaginando la situazione di utilizzo più frequente di queste pareti divisorie: la zona ingresso.

Se stai progettando il tuo ingresso, in questo articolo ti lascio qualche idea per arredare e organizzare la zona ingresso.

“La zona di ingresso rappresenta il biglietto da visita della casa; entrando avete la prima impressione di tutta la casa, una sensazione che si caratterizza da ciò che vedete davanti a voi.
Se entrando trovate uno spazio organizzato, sapete dove appoggiare la borsa, le scarpe e la giacca, allora le emozioni saranno sicuramente positive.
Se invece, entrando, trovate disordine e appoggiate le cose nel primo posto che capita (perché non sapete dove farlo), allora vi si innescheranno una serie di emozioni negative, di disagio, al limite dell’arrabbiatura.
Quando l’ingresso è in ordine, siamo più invogliati ad agire allo stesso modo per tutto il resto della casa.”

Uno spettacolo di casa di Romina Sita

Avere un ingresso ordinato o piacevole alla vista è fondamentale per scaturire sensazioni di benessere e agio.

Una parete divisoria in legno è una valida soluzione per dare valore a quel momento di rientro a casa, di passaggio tra interno e esterno. Inoltre il legno, essendo un materiale naturale, in abbinamento eventualmente anche al verde delle piante, ha un enorme potere benefico nei nostri confronti, capace di ridurre il cortisolo nell’organismo (ormone dello stress) e quindi migliorare certamente il nostro umore.

Parete divisoria fai da te VS parete divisoria del falegname

Bene, ora che abbiamo capito cos’è e a cosa serve, ti spiego le soluzioni che propongo nei miei progetti per realizzarne una in autonomia, senza bisogno dell’aiuto di un falegname.

Non per togliere nulla al falegname, ma a volte, per necessità e esigenze personali, non sempre si ha la possibilità di ricorrere a un professionista, un pò perché si vuole creare una soluzione temporanea e un pò perché potrebbe non importare più di tanto che l’intervento sia di estrema qualità.

In generale se desideri un lavoro svolto a regola d’arte e durevole nel tempo ti suggerisco di rivolgerti ad un professionista, ma se invece la qualità ti interessa fino a un certo punto e sei alla ricerca del miglior compromesso tra qualità e prezzo allora rimani qui perché ti sto per mostrare 4 valide alternative alle pareti divisorie più comuni che vedi sul web.

4 idee per la parete divisoria

Scaffale divisorio con mensole piccole

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Scaffale divisorio in rovere by La Redoute

Un divisorio di ridotta profondità che lo rende versatile, con mensole integrate. Volendo, sull’altro lato puoi aggiungere dei ganci appendiabiti come questi e incrementare la funzionalità a questo elemento di arredo.

Scaffale divisorio con mensole grandi

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Scaffale a doghe by La Redoute

Questo è un mix tra una scaffalatura e una parete divisoria, ma pur sempre con l’aspetto estetico dei “nostri” listelli in legno accostati tra loro.

Soluzione più adatta a chi non ha uno spazio troppo costretto e può permettersi un arredo di ingombro maggiore.

Parete in listelli autoportante

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Parete divisoria con mensola by XLAB

Ci sono brand come XLAB realizzano pareti divisorie con listelli di legno molto simili a quelle che chiederesti al falegname ma prefabbricate, già pronte in differenti misure, ma la cosa più interessante è che per installarle non devi forare né pavimenti né soffitti. In questa pagina è spiegato il loro procedimento.

Scaffale freestanding generico

Dida: Scaffale legno e metallo by Westwing

Questa tipologia è leggermente diversa dalle precedenti perché è composta da legno e/o altri materiali e colori. Ha un’estetica diversa ma rimane pur sempre una valida alternativa per separare uno spazio dall’altro all’interno della stessa stanza. Di questa tipologia di scaffale ne puoi trovare svariate versioni, forme e colori (ti lascio qui sotto qualche immagine con link).

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(su tutti i prodotti Kave Home puoi usufruire di uno sconto del 5% usando questo codice AFFROMINASITA)

Spero che queste idee ti siano utili per rendere bella, accogliente e funzionale la tua casa.

Desideri supportare il mio progetto?

Condividi il link di questa pagina a quella tua amica, parente o collega che non ha un ingresso vero e proprio, ma che desidera separare la zona ingresso dal resto della stanza. La parete divisoria in legno sarà per lei un ottimo suggerimento da cui prendere ispirazione.

Ciao e alla prossima.

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L’articolo Parete divisoria con listelli in legno: 4 idee pratiche senza ricorrere al falegname (e senza bucare pavimento e soffitto) sembra essere il primo su Romina Sita.

17 Aprile 2024 / / Romina Sita

Ti piacerebbe fare una composizione di oggetti insieme a me? Non sono necessari chissà quali oggetti particolari e costosi. Molto spesso abbiamo già gli oggetti “giusti” in casa, si tratta solo di saperli comporre per valorizzarli al meglio e rendere la nostra casa piacevole da guardare (e da vivere). In questo articolo ti spiego passo a passo, come realizzare lo styling di una composizione facile facile e con semplici oggetti che hai in casa. Sei pronta per metterti subito all’opera? Allora iniziamo, no?

Perché dovresti realizzare una composizione di oggetti (armonica)?

Hai presente quel mobile lì vicino all’ingresso pieno di oggetti, oppure quella mensola che hai tanto desiderato, perché ti sembrava che rendesse più accogliente la casa, ma che però ora che la guardi non è proprio come te l’eri immaginata?

Non ti demoralizzare, comprendo la tua frustrazione, ma c’è una soluzione. Quale? Smettere di piangersi addosso, e iniziare subito a rimediare.

Molto spesso le intenzioni sono buone, si parte con la buona volontà, col piede giusto e poi non si sa perché, ma qualcosa non va secondo i piani. Le superfici di casa cominciano a sovraccaricarsi, oppure quella composizione di oggetti così bella che hai visto sul web, fai fatica a ricrearla.

Gli oggetti decorativi giocano un ruolo fondamentale nella casa (lo spiego attentamente anche qui nel mio corso per diventare la stylist di casa tua), anche se sono apparentemente piccoli e ingenui, quando sono insieme fanno massa. Questa massa può essere bella e quindi valorizzare tutto il contesto o brutta e quindi sminuire e sovrastare anche quello che può essere un bell’arredamento.

Questo è il potere degli elementi decorativi.

Oggi ti voglio spiegare, attraverso un esercizio di styling, come puoi realizzare una composizione di oggetti armonica, piacevole da guardare e che quindi valorizza il tuo contesto di casa.

Esercizio pratico di styling

Ipotizziamo che tu abbia un bel mobile su cui realizzare una piacevole e accogliente decorazione. 

preparazione-composizione

Tutte quante, bene o male, abbiamo in casa un paio di vasi, un paio di libri con una bella copertina e un oggetto decorativo piccolo, come può essere una candela, una statuina o una scatolina carina.

oggetti

Basta, non ti serve altro.

Non servono chissà quali oggetti costosi per realizzare una bella composizione. Questi che andrai ad utilizzare sono oggetti che hai già in casa, che quindi ti piacciono, che quindi ti rappresentano e che quindi caratterizzano tue la personalità.

Hai necessità di identificare la tua personalità? Clicca qui per scoprire insieme a me, una volta per tutte, il tuo stile di arredo.

Ora ti chiedo, tu come posizioneresti questi oggetti sul mobile?

Così?

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Mmh no… così non funziona perché non c’è dinamismo delle altezze.

La linea tratteggiata rappresenta un movimento piatto e costante delle altezze. Per dinamismo si intende più “su e giù” e quindi non solo una grande diagonale, ma tante diagonali che vanno appunto su e giù.

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Ok così va meglio, c’è il dinamismo nelle altezze, ma compare però un altro errore.

Quale secondo te?

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Qui gli oggetti non fanno gruppo, sono singoli e separati, non interagiscono tra loro e gli occhi non sanno bene dove guardare. Quindi anche così la composizione non funziona.

Ok, togliamo tutto e ricominciamo la composizione da capo.

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Prima di dirti come correggere la composizione, ti svelo una tip che (forse) ti svolterà la vita (si beh, forse sono un pò esagerata), però ascoltala bene.

TIP: Non è necessario riempire tutto lo spazio del mobile con gli oggetti.

Sì, si può anche arredare l’intera superficie del mobile, ma l’intera composizione deve risultare armonica. Ti suggerisco di partire dalle cose semplici e pochi oggetti… ad aggiungere si fa sempre in tempo.

Dato che ne utilizziamo pochi, creiamo una composizione laterale.

Quando si realizza una composizione si inizia dall’oggetto più grande o più alto, nel nostro caso iniziamo dal più alto e lo posizioniamo lateralmente rispetto al mobile.

Poi accostiamo di fianco il vaso più basso.

I 2 vasi non devono essere vicini, ma non appiccicati, cioè, guardandoli frontalmente, devono apparire leggermente sovrapposti.

Successivamente appoggiamo la coppia di libri ordinati uno sull’altro (assicurati che quello piccolo sia sopra) e poi rimane la candela.

La candela puoi metterla vicino ai vasi (sempre leggermente sovrapposta) oppure sopra i libri.

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Ecco fatto, tutto qua.

Vedi come risulta tutto più armonico?

Te lo dicono i tuoi occhi…

Chiudili un istante e riaprili guardando l’immagine. Vedi come sanno subito dove devono guardare, cioè verso la composizione?

Fai la stessa cosa con l’immagine iniziale e vedrai la differenza!

E ora?

Volendo ora possiamo arricchire ulteriormente la composizione con altri oggetti.

composizione-oggetti-realizzata

Se hai dei rami essiccati, puoi inserirli in uno dei 2 vasi.

Quale dei 2? Se c’è molta differenza di altezza tra il vaso alto e quello basso, ti suggerisco di metterli in quello basso (altrimenti si creerebbe troppo sbilanciamento di altezza tra i 2 vasi).

Se invece la differenza è poca e desideri slanciare verso l’alto la composizione, allora li puoi mettere tranquillamente nel vaso più alto.

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Hai anche un poster con cornice? Puoi aggiungerlo dietro la composizione, senza che essa lo copra troppo.

In questo caso però allontanerei dai vasi, i libri con la candela e creerei un altro gruppo di oggetti.

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E se hai un bell’oggetto da esibire, come una macchina fotografica vintage?

Mettila bella in vista e sostituiscila alla candela, che andrà vicino ai vasi per fare gruppo con loro, e il tuo bell’oggetto vintage assumerà importanza perché sarà elevato dai 2 libri.

E ora?

Ora non ti resta che metterti all’opera!

Ora non hai più scuse! Sai esattamente come creare una composizione armonica con gli oggetti che hai già in casa.

Sono curiosissima di vedere il risultato, quindi se ti va, puoi condividermi le foto del prima e dopo del tuo mobile (in DM su Instagram o inviando una email a: info@rominasita.it)

Sarò entusiasta di vedere la trasformazione.

Ecco un recap di tutto ciò che ti ho appena spiegato.

L’articolo Esercizio pratico di styling: creiamo insieme una composizione facile, con oggetti che hai già in casa sembra essere il primo su Romina Sita.

7 Marzo 2024 / / Romina Sita

Questo articolo ce l’ho in canna da tempo e finalmente sono pronta per lanciarlo! Desideravo da tanto parlare della stanza più amata dalle donne, ma dato che ne stavo per progettare una per casa mia, ho scelto di aspettare per mostrarti nel dettaglio tutte le scelte progettuali che ho compiuto e messo in pratica, in modo tale che tu possa prendere ispirazione per realizzare la tua. In particolare ti racconterò di tutti gli step che ho compiuto per arredare e organizzare la lavanderia della mia casa nuova.

INDICE DEI CONTENUTI
Immagina la tua lavanderia dei sogni
Come arredare e organizzare la lavanderia in 7 step
#1 Ricerca

#2 Scelta del fornitore
#3 Dimensionamento dei mobili
#4 Planner
#5 Confronto
#6 Montaggio dell’arredo
#7 Organizzazione degli oggetti

Devi sapere che mi sono trasferita da poco più di un mese in una casa nuova che abbiamo ristrutturato nel 2022-23 con tanta fatica e pazienza!

Una casa magnifica, che rispecchia la mia casa dei desideri. Guarda, sono ancora emozionata nel scrivere, da quanto sono entusiasta di questa nuova avventura.

Ho intenzione di mostrartela tutta pian piano qui sul blog andando ad esaminare ogni stanza e dettaglio stilistico compiuto. Che dici, ti piace come idea?

In questo articolo, come ti dicevo, ci dedichiamo alla lavanderia, la stanza credo più amata dalle donne!

Immagina la tua lavanderia dei sogni

Nella casa “vecchia” avevo già una stanza dedicata alla lavanderia, ma era scomoda, in soffitta e inoltre non era organizzata in modo efficiente. Accumulavo i vestiti lavati e asciugati delle lavatrici fatte durante la settimana e solo nel weekend, precisamente il sabato mattina, li portavo giù sul tavolo della cucina e mi mettevo a piegare quella montagna enorme. In questo modo, ogni sabato mattina impiegavo almeno un’ora per piegare i vestiti. Se poi ci aggiungiamo interruzioni varie, come ad esempio seguire i bimbi durante lo svolgimento dei compiti, l’operazione di piegatura si prolungava in modo esponenziale.

Quando ho pensato alla divisione degli spazi di questa casa, ho desiderato fortemente una lavanderia al piano dell’appartamento, una lavanderia con tutto ciò di cui ha bisogno e soprattutto un bel tavolo su cui appoggiare i vestiti da piegare.

Ecco questi erano un pò i miei requisiti principali. Ognuno ha i propri, secondo i gusti ed esigenze personali.

Ti invito, se stai progettando la tua lavanderia, di fare questo primissimo step di ricerca per identificare cosa deve necessariamente esserci, cosa invece desideri e cosa invece ti piacerebbe ma che non è poi così indispensabile (questo è un pò il principio di cui parlo anche nel mio libro “Uno spettacolo di casa”).

La mia lavanderia, per come erano strutturate e organizzate le altre stanze della casa, ho deciso che dovesse contenere anche altre categorie di oggetti come: i prodotti e accessori per la pulizia della casa, la scopa, la scopa elettrica, il secchio, la lavapavimenti, le medicine e altri accessori.

Scendo nel dettaglio, non perché voglio dirti i fatti miei, ma perché voglio farti vedere quanto è importante entrare nel dettaglio quando si progetta la lavanderia o qualsiasi spazio della casa.

Ripeto, ognuno ha le proprie esigenze logistiche, io ti condivido le mie perché penso possano esserti di ispirazione.

Il concetto di base è quello di suddividere le categorie di oggetti che hai in casa e ad ognuna assegnargli un solo posto.

Ad esempio, idea iniziale che poi non ho attuato, potresti mettere il lavanderia i cavi elettrici, dispositivi elettronici, pile, scotch e colla, accessori per incartare i regali, ecc… 

Ora ho una lavanderia che rispecchia le mie esigenze. Sono qui da poco, ma è sempre in ordine!

Prima invece lasciavo indietro i vestiti da piagare e me li accumulavo durante il weekend. Ora invece, essendo tutto su un piano riesco a gestire meglio i tempi, i bimbi che corrono e giocano per casa, la roba sul fuoco e ritagliarmi dei momenti specifici per piegare i vestiti, pur avendo sotto controllo ciò che succede in casa.

Come arredare e organizzare la lavanderia in 7 step

Una volta che ho deciso il luogo, ovvero la stanza, e la categoria di oggetti che la lavanderia deve contenere, sono partita col progetto!

Arredare la lavanderia non deve essere uno stress, anzi ti devi divertire e goderti ogni singolo passaggio che compi per raggiungere il tuo obiettivo.

Ti mostrerò la mia lavanderia nuova come esempio, sperando possa esserti di ispirazione e accompagnandoti attraverso consigli e ragionamenti che ho compiuto per realizzarla.

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Foto by Home Adore

Mi innamoravo ogni volta che vedevo quelle fantastiche lavanderie su Pinterest.

Sono sempre stata attirata da quel tipo di lavanderia con struttura monoblocco come se fosse una cucina.

Così mi son detta: “Ok, voglio anche io arredare la mia lavanderia così!”

Scelta del fornitore

Mi son chiesta: “Bene, come si fa?”

Posso andare nel negozio dove ho comprato la mia cucina Febal (qui metterò il link alla mia cucina non appena le dedicherò un articolo!), oppure affidarmi al mio buon caro e vecchio arredo di Ikea.

Da Ikea avevo 2 opzioni: utilizzare il planner Metod (quello più utilizzato per la cucina) oppure il planner Enhet che è una versione più economica ed è utilizzato per progettare sia la cucina sia la lavanderia perchè ha proprio componenti specifici per la lavanderia.

Ho sviluppato la progettazione con entrambi i planner e alla fine ho scelto Enhet.

Quando si deve arredare la lavanderia, scegliere il fornitore fin dall’inizio è importante per avere un riferimento concreto riguardo le dimensioni dei moduli dei mobili e la loro estetica.

Dimensionamento dei mobili

Mi sono posta alcune domande che mi aiutassero ad analizzare le mie abitudini ed esigenze (in modo tale da riuscire ad arredare la lavanderia nel modo più efficiente possibile):

  • Quali elettrodomestici devo inserire? Lavatrice e asciugatrice
  • Come li voglio posizionare? Uno a lato dell’altro, perché uno sopra all’altro non lo posso fare dato che ho il soffitto basso.
  • Ho bisogno di un lavandino? Sì certo, per lavare a mano e per riempire/sciacquare accessori per la pulizia dei pavimenti. 
  • Ho bisogno di un piano di appoggio? Ovvio che sì, voglio prendere l’abitudine di piegare e riporre subito i vestiti non appena sono pronti dopo il passaggio in asciugatrice. Un piano grande e ad altezza comoda per me, è ciò che mi ci vuole.
  • Che ingombro hanno le categorie di oggetti che voglio inserire? Medio, piccoli, tranne le scope che hanno bisogno di una vano alto almeno …. (e mi sono andata a misurare l’altezza della scopa più alta che ho)
  • Desidero dei vani a giorno? Non li amo particolarmente perché ho sempre la paura di non riuscire a tenerli in ordine come vorrei e inoltre “rubano” spazio contenitivo. Quindi vorrei inserire solo un piccolo vano a giorno, trovando così il giusto compromesso per evitare che la stanza diventi fredda e impersonale.

Planner

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Definiti un pò i vani che mi occorrono, apro il planner e comincio a comporre la mia lavanderia.

Premetto che il planner Enhet non è fatto benissimo come il Metod (ho fatto fatica a personalizzarlo) ma alla fine ce l’ho fatta.

Sull’estetica avevo le idee già precise, volevo mantenere la palette presente in tutta la casa, quindi mi bastava semplicemente seguire quella linea guida (anche qui mi sa devo scrivere un articolo dedicato alla moodboard della mia casa, vero?)

Anche se avessi deciso di affidarmi ad un negozio diverso da Ikea, configurare la disposizione dei mobili con il planner, è utile per fare ragionamenti ed essere più sicuri delle proprie scelte. Infatti la cucina, ad esempio, l’abbiamo acquistata da Febal, ma prima mi ero fatta il progettino da sola col planner Metod….anche per avere un confronto sul prezzo.

Confronto

Mi confronto un attimo con mio marito, architetto anche lui, per chiedere conferma sulla posizione degli elettrodomestici rispetto agli attacchi idrici ed elettrici predisposti… e via con l’acquisto!

Montaggio dell’arredo

Io, con mio marito e anche l’aiuto di mio papà, abbiamo montato la lavanderia (se ti affidi ad un altro negozio, probabilmente il montaggio è già compreso, ma anche con Ikea comunque si può usufruire del servizio di montaggio).

Successivamente è venuto l’idraulico per fare tutti gli allacciamenti idrici: lavandino, lavatrice e asciugatrice.

Organizzazione degli oggetti

L’organizzazione è la parte finale, ma fondamentale, di un progetto di arredo funzionale.

Avevo già pianificato tutto in precedenza, cioè cosa mettere dove, quindi mi è bastato riempire i mobili come da programma.

Mobile alto
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Le scope e oggetti simili nel vano alto. Nei ripiani sopra ho posizionato gli accessori della scopa elettrica, gli stracci, le borsine di carta e le borsine di plastica. Questi ultimi li ho riposti temporaneamente dentro a delle scatole da scarpe  (perchè volevo verificare il loro ingombro), ma ho intenzione di comprare degli organizer uguali (esteticamente) tra loro.

Tips: Organizer uguali donano un ulteriore sensazione di ordine.

Ecco, osserva la foto qui sopra e immagina se al posto delle 2 scatole blu e quella grigia ci fossero 3 scatole carine (tipo in vimini o semplicemente bianche lisce), riesci a percepire come cambierebbe l’estetica di questo vano? Ok che è chiuso e non lo vede nessuno, ma anche l’occhio (di noi donne di casa) vuole la sua parte!

Pensile 1
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Qui ho inserito le medicine, i prodotti per la medicazione, i fazzoletti di scorta e accessori vari come la macchinetta per l’aerosol e quella per provare la pressione.

Pensile 2
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Questo è ancora incasinato perchè non ho ancora finito di sistemare tutte le cose del trasloco! Mancano ancora delle mensole e piani di appoggio in casa, per cui qui vorrei tenere tutti gli oggetti di home decor in fase di non utilizzo (ora li ho buttati temporaneamente qui a caso!)

Pensile a vista
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Questo è la mio piccolo angolino cozy, che ha sia una funzione, perchè tengo a vista i detersivi (ho cercato dei contenitori belli da vedere) e gli accessori di utilizzo frequente per il bucato, sia una funzione estetica, per ricreare un piacevole styling con oggetti decorativi e libri in tema con la stanza in cui sono collocati (libri sull’organizzazione e pulizia della casa).

Mobile sotto il lavandino
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Infine qui ho inserito tutti i prodotti di pulizia di tutta la casa e le scorte (tranne quelli per il bagno che ho preferito riporre in bagno). Sono tutti organizzati in modo che io li possa facilmente vedere e utilizzare. Molto carino e pratico questo accessorio appena acquistato, con il cassetto estraibile per riporre spugne e oggetti più piccoli.

Il portabiancheria 
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Poi c’è lui, quello che io chiamo il mobiletto “Mamma ho perso l’aereo” perché mi ricorda troppo la casa McCallister con la botola per lanciare i vestiti direttamente giù nella lavanderia al seminterrato.

Dato che abbiamo 2 bagni in casa (si si, anche qui urge un articolo dedicato!) volevo trovare una soluzione carina e pratica per riporre la biancheria sporca. Anziché mettere i cesti in ogni bagno, che spesso diciamocela tutta, sono pure bruttini da vedere, ho optato per questa soluzione: un unico vano in cui riporli… e i bimbi (e non solo) si divertono a lanciare i vestiti per infilare il buco!

Nel buco inferiore abbiamo destinato i capi scuri e sopra quelli chiari. Poi ci penserò io a suddividerli ulteriormente per i vari programmi della lavatrice, ma è già un aiuto non indifferente.

Anziché avere un unico cestone, ma i capi già suddivisi, riesco anche ad avere una stima di quando è il momento di fare una lavatrice bella piena.

Sulla mensolina sopra invece ho semplicemente riposto una bacinella per il bucato a mano.

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Eccoci qua, direi di averti detto tutto.

Spero che questo articolo ti sia stato utile o di ispirazione per arredare e organizzare la tua lavanderia.

Mi raccomando, ascolta le tue esigenze, studia le tue abitudini, o quelle che vorresti intraprendere, e organizza il tutto in modo che sia il più possibile funzionale.

A presto e buona trasformazione della tua lavanderia.

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L’articolo Come arredare e organizzare la lavanderia: la soluzione realizzata a casa mia sembra essere il primo su Romina Sita.

1 Novembre 2023 / / Romina Sita

Quando si arreda casa, ci si ritrova nel momento fatidico in cui bisogna scegliere le lampade di ogni stanza. Specialmente negli ambienti più grandi, come la zona living, sorge una problematica: quella di dover abbinare (esteticamente) più lampade insieme. In questo articolo ti illustro quale criterio adottare per imparare a scegliere e abbinare insieme le lampade e sentirti quindi più sicura delle tue scelte.

INDICE DEI CONTENUTI
L’importanza di avere più punti luce in una stanza
Quali sono le tipologie di lampade
Come abbinare esteticamente le lampade in una stessa stanza
#Strada A
#Strada B

L’importanza di avere più punti luce in una stanza

Ogni stanza ha una sua funzionalità generica e, a sua volta, ogni stanza può contenere una o più funzioni.

Per funzioni si intendono specifiche attività che si compiono all’interno di determinate aree della stanza. Ogni funzione ha la necessità di essere illuminata a dovere per poter svolgere la vita domestica in modo agevole e senza stress.

Non necessariamente però l’illuminazione deve rispondere ad una esigenza di tipo funzionale. Magari vogliamo solo creare atmosfera o semplicemente vogliamo decorare in modo unico e personale la nostra casa.

Avere più punti luce, e non solo la luce generale della stanza (quella a soffitto a centro stanza per intenderci), permette di creare un interno sicuramente più interessante sia a livello estetico sia funzionale.

Se prendiamo in esame ad esempio una stanza living, potrebbe presentarsi questa configurazione di lampade:

  • Una lampada a sospensione sopra alla zona salotto, una lampada da terra vicino al divano e un’altra sospensione sopra al tavolo da pranzo.

Oppure:

  • Una lampada da soffitto sopra alla zona salotto, una lampada da tavolo sulla madia e una lampada a sospensione sopra al tavolo da pranzo.

Oppure ancora, se ci spostiamo in camera da letto, potrebbero essere presenti:

  • Una lampada da soffitto a centro stanza e due lampade da tavolo (comunemente chiamate anche abat-jour) sui due comodini.

Da questi esempi hai capito chiaramente che alcune stanze della casa, generalmente quelle più grandi, possono contenere due o più tipologie di lampade.

Quali sono le tipologie di lampade

Per tipologia di lampada intendo il tipo di corpo illuminante, ovvero, detto in parole semplici, quell’arredo che contiene la/le lampadine, che emettono la luce e che quindi illuminano o decorano lo spazio.

Esistono 5 tipologie di lampade (ne ho parlato anche in questo articolo, ma le riassumo anche qui):

LAMPADE A SOSPENSIONE

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Klea by Westwing

LAMPADE DA SOFFITTO

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Pastore by Westwing

LAMPADE DA TERRA

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Lisana by Westwing

LAMPADE DA TAVOLO

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Vica by Westwing

LAMPADE DA PARETE

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Sfera by Westwing

Ora ti chiederai:

“Come faccio ad abbinare più tipologie insieme? Oppure, perché no, anche lampade della stessa tipologia insieme?”

Come abbinare esteticamente le lampade in una stessa stanza

Ci sono 2 strade che possiamo percorrere per abbinare tra loro più lampade.

La prima è sicuramente più semplice da apprendere, ma più limitante, perché non dipende da noi, ma dalle aziende produttrici delle lampade stesse.

La seconda invece è appena più complessa da applicare (ma io te la spiegherò facile!), ma sicuramente più versatile, applicabile ad ogni situazione e più creativa.

Strada A: Il coordinato

Alcune aziende producono linee di lampade di diversa tipologia e coordinate tra loro. Ti basti pensare alla linea IC Lights di Flos, oppure, alla serie Dione di Kave Home, oppure ancora alla linea Pulmi di Kave Home.

Sulla “strada A” non puoi certo sbagliare l’abbinamento.

Strada B: Segui un filo conduttore

Questa strada ti porta a selezionare e scegliere le singole lampade che compongono la tua stanza, seguendo un filo conduttore.

Una linea guida che ti permetterà di abbinare insieme qualsiasi tipologia e quantità di lampade contenute in una stessa stanza.

Come si fa?

Prima di spiegarti come abbinare ogni singola lampada, vorrei prima fare un passo indietro.

Innanzitutto dobbiamo capire quale estetica di lampade si adatta bene allo stile di arredo della tua stanza.

Guardati intorno e osserva i materiali, le forme e i colori prevalenti. Prendi proprio carta e penna e butta giù un elenco di quelli che potrebbero essere i tratti distintivi del tuo stile. Non è necessariamente indispensabile dare un nome al tuo stile, è sufficiente identificare le caratteristiche più ricorrenti.

Ora poniti qualche domanda riguardo l’estetica che potrebbe avere la tua serie di lampade abbinate insieme:

  • “Quale design (linee e forme) di lampada rispetta i medesimi tratti distintivi dello stile esistente della stanza?”
  • “Se la lampada fosse in metallo, di quale colore sarebbe? Lucido, opaco o satinato?”
  • “Potrebbe contenere parti in tessuto? Se sì, si adatterebbero bene al contesto?”
  • “Se ci fosse un inserto in legno, come sarebbe? Liscio oppure impagliato?”

Accompagna queste domande con una ricerca online sulle lampade che potrebbero piacerti.

Puoi attingere da: WestwingNow, Maisons du Monde, Kave Home, ecc… 

Quando avrai più o meno definito lo stile di una lampada tipo, che caratterizzerà il tuo spazio, dobbiamo andare a creare una sorta di coordinato.

Anche se non sarà un coordinato perfetto, come abbiamo visto nel caso della strada A, dobbiamo cercare di trovare un filo conduttore che colleghi l’estetica di una lampada con l’altra, in modo da creare armonia, nonché una selezione accurata e pensata.

Qual è il segreto per abbinare le lampade insieme?

Le lampade che desideri abbinare, dovranno avere uno o più elementi in comune. Per elemento in comune intendo: la forma (anche se non è identica, deve essere chiaro un richiamo), il materiale, oppure il colore.

È un pò come per i cuscini del divano in cui deve esserci un collegamento visivo tra un cuscino e l’altro, in questo caso, tra una lampada e l’altra.

Ti mostro subito qualche esempio per farti comprendere meglio.

ESEMPIO 1.

Elementi in comune: ottone, linee filiformi, forme pulite e geometriche.

ESEMPIO 2.

Elementi in comune: metallo nero opaco, sfere in vetro opalino.

ESEMPIO 3.

Elementi in comune: color avorio, bianco, forme organiche.

Da ora in poi, se devi abbinare più lampade insieme all’interno della stessa stanza, ora sai come procedere.

Quale strada penserai di percorrere, la strada A, più facile e veloce o la strada B, più difficile ma creativa?

Ciao e alla prossima.

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