30 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Spesso la scelta degli zerbini viene sottovalutata e non considerata come importante, tuttavia è dimostrato invece come i tappeti esterni la dicano lunga sia sulla cura dello spazio outdoor che sullo stile dell’abitazione, di un ufficio, di un negozio o altro. Ecco dunque una guida per scegliere gli zerbini da esterni, con tante soluzioni pratiche ed eleganti proposte.

zerbini esterni personalizzatiFoto: tuttozerbini.it

Qual è la loro funzione

La funzione dei tappeti da esterni si è decisamente evoluta nel tempo e anche in fatto di zerbini la scelta diventa sempre più accurata e precisa. La comodità degli zerbini da esterno, quando questi sono di ottima qualità, è innegabile, ma altrettanto innegabile è l’effetto che aggiungono agli spazi outdoor, considerati dei luoghi a tutti gli effetti da arredare al pari degli interni.

Un tappeto comodo consente di fruire dunque degli spazi esterni in maniera più funzionale, e può essere scelto nelle dimensioni desiderate per aumentare la sua funzione. Inoltre, sceglierlo in sintonia con l’abitazione o il negozio o l’ufficio crea un’armonia decisamente migliore, che aggiunge classe ed eleganza ad ogni contesto.

Ecco che la scelta dei tappeti da esterni può cadere su zerbini di piccole o medie dimensioni, oppure su zerbini di dimensioni tali da coprire lo spazio desiderato e dare, oltre alla funzione di decoro, anche una indubbia funzionalità, che è quella di rendere lo spazio esterno calpestabile e in grado di far raggiungere l’interno con estrema comodità.

L’utilizzo degli zerbini esterni assicura anche che la maggior parte dello sporco si fermi all’ingresso e non si accumuli sui pavimenti, per cui i loro benefici sono notevoli e non devono essere mai sottovalutati.

Zerbini da esterni: il materiale fa la differenza

Come già detto, gli zerbini da esterno sono funzionali e comodi e quindi indispensabili da posizionare in tutti gli ingressi. A costituire la differenza nella scelta è il materiale, che bisogna valutare in funzione dell’utilizzo che se ne deve fare, quindi se serve per l’esterno di un’abitazione oppure per metterlo al di fuori di negozi o centri commerciali. Ecco i materiali migliori per scegliere lo zerbino da esterno:

Cocco sintetico

Fra i materiali da scegliere troviamo il cocco sintetico, ottimo per il suo potere pulente e assorbente e per la sua eccezionale resistenza al calpestio e alle intemperie.

Cocco naturale

Realizzato con fibra 100% naturale, offre una valida barriera contro lo sporco ed è facile e pratico da manutenere con un semplice aspirapolvere. È ideale per attività a traffico medio basso e indicato per ambienti rustici e storici.

Ricciolo di vinile

Ottimo è anche il ricciolo di vinile, di facile posa e che non necessita di sottofondo in gomma, altamente resistente ai raggi UV e ideale per produrre zerbini personalizzati.

Chicco di riso

Si tratta di una fibra sintetica resistente alle intemperie, allo schiacciamento e ai raggi UV. Lo zerbino in chicco di riso è dotato di sottofondo in gomma naturale e mantiene il suo aspetto e la sua funzione a lungo nel tempo. Di facile manutenzione e pratico da pulire, basta un getto d’acqua oppure l’aspirapolvere per mantenerlo perfetto.

27 Luglio 2019 / / +deco

Quando vivevo a Londra, i caffè in formica erano abbastanza comuni, sopratutto nei quartieri più popolari; erano generalmente aperti fino alle due del pomeriggio e servivano colazioni all’Inglese o semplici sandwich (prosciutto e formaggio e simili), ovviamente accompagnati da fumanti tazze di tè.

Quando sono comparsi negli anni Cinquanta, questi caffè hanno introdotto un nuovo concetto di catering: un’alternativa ecomica, semplice ai ristoranti ma non così impersonale e veloce come i fast-food.

Erano nuovi e volevano sembrare nuovi. Non sorprende che abbiano scelto per i loro arredi la Formica, un materiale relativamente nuovo facile da pulire e resistente al calore.

Questi posti mi hanno sempre comunicato una sensazione di intimità e familiarità, così, quando ho scoperto che Child Studio aveva decorato un nuovo posto a Kings Cross a Londra chiamato Humble Pizza, definito spesso il Formica Cafè, ero molto curiosa di vederlo.

Humble Pizza è un’esplosione di rosa ma quello che noti di più è un certo feeling anni Cinquanta. In qualche modo il rosa pallido rende l’ispirazione anni Cinquanta senza tempo. La formica rosa copre muri, tavoli, il bancone e una sottile lista di legno di ciliegio divide i pannelli di formica.

Il pavimento a mosaico e qualche lampada di vintage di Poul Henningsen, Jacques Biny e Luigi Massoni completano il look esuberante di questo locale.

Porzioni pitturate con uno sfacciato verde oliva aggiungono interesse allo spazio e definiscono le funzioni dello spazio.

Le due menti creative dietro il Child Studio, Chieh Huang e Alexey Kostikov (nella foto in basso), hanno preso ispirazione dalla storia della zona in cui Humble Pizza si trova, una zona fulcro di tanta creatività alternativa negli anni Settanta e Ottanta, indossolubilmente legata al quelo genio punk che era Vivienne Westwood.

Evidentemente volevano creare un posto dove la gente ama intrattenersi, leggere ed essere energinazzata dal cibo e dall’ambiente.

A mio avviso, sono riusciti benissimo a creare un posto che sia intimo e familiare, come quelli che piacciono tanto a me ma anche un posto che non puoi non voler fotografare.

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Fotografie per gentile concessione di Child Studio.

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18 Luglio 2019 / / Charme and More

Il rattan naturale è un materiale largamente impiegato per realizzare mobili e complementi d’arredo da giardino e da interni.

Si tratta di una fibra vegetale spessa e rigida che deriva dalla lavorazione di alcune specie di palme rampicanti della famiglia delle Calameae che crescono nel sud est asiatico.

Gli arredi e i complementi realizzati dall’intreccio delle fibre sono versatili, estremamente resistenti e capaci di dare un tocco esotico e accogliente agli spazi outdoor e anche agli interni di casa.

Infatti ben si inseriscono e si adattano ad interni con stili diversi; dal minimalista nordico al vintage, passando per lo stile jungle, folk-etnico e classico chic.

I mobili e gli accessori in rattan sono la soluzione ideale per chi vuole arredare la casa in chiave moderna e contemporanea facendo una scelta ecologica, sostenibile, ma anche semplice ed elegante.

Divani, poltrone, tavoli, sedie, pouff, culle e molto altro segnano il ritorno in auge in chiave moderna del rattan nei nostri interni.

Ecco di seguito una selezione di arredi e complementi che daranno alla casa un tocco di ricercatezza dal fascino naturale.

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Sedia in rattan Kubu di Interiorstore (€ 159,00)

rattan-carrello-vintage

Carrello bar e portavivande vintage anni ’50 in rattan di aBohemiansAttic (€ 160,65 € 189,00)

letto-rattan-001

Letto singolo in rattan con base in ferro realizzato a mano in Indonesia da IndoEthnickWicker  (€ 636,65)

culla-rattan-vintage

Culla vintage anni ’60 che accoglierà i bebè per dolci riposini e notti serene.

CribsandCo (€ 553,61)

sedia-rattan-uovo

Sedia fatta a mano in rattan disponibile in tre diverse tonalità e si adatta facilmente a vari tipologie di arredamento. IndoEthnickWicker (€ 433,66)

sedia-rattan-interno-esterno-001

Sedia Atticus in rattan naturale con gambe in metallo adatta all’arredamento moderno o classico e perfetta anche come sedia per gli spazi outdoor.

Fatta a mano da MonnaritaLtd (€ 109,00)

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Lampada a sospensione in rattan intrecciato. Realizzata a mano in Indonesia da mybaliliving (€ 488,10)

rattan-lamapda-da-esterno

Lampada a sospensione dall’estetica semplice; un elegante intreccio per illuminare gli esterni.

mybaliliving (€ 552,68) 

FirmaFellinSMALL

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4 Luglio 2019 / / Architettura

4 materiali tecnologici per la cucina che è bene conoscere, per avere il quadro completo delle opzioni disponibili. In questo post quello che devi sapere su questi rivestimenti altamente performanti.


Penso che sarai d’accordo con me se dico:

E’ DAVVERO difficile riuscire a distinguere i differenti materiali usati per la cucina e capire quale vada meglio per te.

Bè, è proprio per questo che ho deciso di scrivere questo post in due parti. Per poter essere quanto più esaustiva possibile sulle alternative che esistono al giorno d’oggi quando si parla di cucina.

Dopo aver parlato dei materiali più conosciuti, oggi è il turno di quelli di ultima generazione. Qui troverai una lista di 4 finiture che ti aiuteranno a fare la scelta migliore per te.

#1 tra i materiali tecnologici per la cucina c’è l’intramontabile acciaio

L’acciaio è un materiale utilizzato da sempre nell’ambito delle cucine, soprattutto quelle professionali. Questo perché è un materiale altamente resistente e grazie alla presenza di cromo all’interno della sua struttura molecolare, non arrugginisce.

Pro:

  • è 100% riciclabile
  • è biologicamente puro
  • è facilmente lavabile e quindi igienico per il trattamento dei cibi
  • ha una grande resistenza alle sollecitazioni e agli urti

Contro:

  • se pulito con detergenti aggressivi come la candeggina si danneggia in modo irreversibile
  • rischia di rendere l’ambiente asettico se non abbinato correttamente ad altre finiture
  • è un materiale freddo, che non trasmette naturalità
materiali tecnologici per la cucina come l'acciaio

#2 Il nanotecnologico Fenix

Che cos’è il FenixⓇ ? Il FenixⓇ è un materiale nanotech, che fa parte dei laminati ma non ha nulla a che spartire con quelli tradizionali. Dall’aspetto estetico gradevolissimo, si presenta setoso al tatto ed in finitura opaca.

Pro:

  • è antisettico perché trattato con speciali resine acrilico
  • è antimuffa, anti-impronta e morbido al tatto
  • non è fotosensibile
  • Se si graffia con una spugna magica Fenix torna nuovo. In caso di danni più ingenti basterà bagnare un panno con acqua calda e passarci sopra il ferro da stiro

Contro:

  • è un materiale sintetico, che non trasmette il calore dei materiali naturali
  • è disponibile in colori limitati
  • non riproduce l’effetto legno o pietra

#3 l’innovativo RespetⓇ

Il Respet: il primo pannello prodotto con resine PET riciclate al 100%.  Si parte dalle bottiglie di plastica, che vengono selezionate e purificate (tramite eliminazione dei metalli e pulizia delle stesse). Una volta tolte le etichette e i tappi, le bottiglie vengono ridotte in fiocchi che diventano dei fogli (attraverso l’estrusione dei fiocchi). 

Pro:

  • è un prodotto eco-friendly
  • è disponibile in un numero illimitato di colori e finiture
  • è resistente, trattata con verniciatura anti-ingiallente e resistente all’abrasione e agli agenti chimici
  • si adatta a superfici di varia natura e genere

Contro:

  • è ancora poco conosciuto, quindi difficile da trovare
  • è un materiale di origine plastica, che non ha la stessa sensorialità del legno o della pietra
materiali tecnologici per la cucina come la pietra sinterizzata

#4 la magia della pietra sinterizzata

Se ti stai chiedendo cosa voglia dire, te lo spiego subito. Il Lapitec® è una pietra sinterizzata: subisce un particolare trattamento termico che lo rende un materiale indivisibile (cioè che non fa polvere). E’ a tutta massa: la superficie è uguale al supporto, quindi se si sbecca non noterai differenze di colore.

Pro:

  • non ha al suo interno resine o derivati del petrolio, ed è naturale
  • è disponibile in formati enormi
  • è privo di porosità per cui non assorbe liquidi e non si macchia
  • è antibatterico, resistente all’abrasione e agli agenti chimici ed atmosferici

Contro:

  • è costoso
  • è disponibile in un numero limitato di finiture
  • non è offerto come alternativa da tutte le marche di cucine

E quindi…

Questi post avrebbero potuto essere lunghi il triplo data la quantità di materiali e finiture oggi disponibili in commercio. Io ho parlato di quei materiali che coniugano una grande estetica con notevoli prestazioni fisiche.

Quale tra questi materiali sceglieresti per la tua cucina? Fammelo sapere nei commenti!

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L’articolo 4 materiali tecnologici per la cucina: la guida completa (2° parte) sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

2 Luglio 2019 / / Architettura

La prima parte della guida più completa ai materiali usati per l’arredamento delle cucine. Imparerai tutto quello che c’è da sapere per fare la scelta migliore per te.


Questa è la prima parte della guida più completa sui materiali usati per la cucina. Troverai tutto quello che hai bisogno di conoscere sui differenti tipi di materiali, pro e contro di ciascuno così da fare la scelta migliore.

E’ importante conoscere la differenza tra un materiale e l’altro, così come tutte le opzioni a disposizione, per scegliere con cognizione di causa il migliore per te e le tue esigenze. Nel 70% dei casi le cucine vengono scelte prestando scarsissima attenzione a questo punto, che invece dovrebbe essere il primo dettaglio a cui pensare.

La domanda è: ma quanti tipi diversi di materiali esistono? Con questa guida imparerai le diverse categorie di materiali e le differenti prestazioni di ciascuno.

Chi è Valentina, aka VDRHomedesign

Ho deciso di scrivere questo post perché mi viene chiesta spesso la differenza tra un materiale e l’altro e quali siano i migliori quando si tratta di scegliere la cucina. Trovo ci sia poca conoscenza e molta confusione, soprattutto oggi in cui il ventaglio delle possibilità è pressoché infinito.

Se ti stai chiedendo perché dovresti ascoltare proprio me, bé, te lo spiego subito. Dopo 7 anni passati un una grande azienda italiana che produce arredi di alta gamma, mi è molto familiare la differenza tra le finiture.

Per questo voglio renderla semplice e condividere con te le conoscenze acquisite sul campo. Pronto?

Capitolo 1: tra i materiali usati per la cucina il più conosciuto è il legno

Chi non ama il legno? Con le sue venature e le sue sfumature rende accogliente e caloroso qualsiasi ambiente. Capace di esaltare i sensi all’istante, è perfetto per chi vuole un tocco di naturalità in casa. Vediamo però quali sono i pro e i contro di questo materiale.

Pro:

  • Una cucina in legno è naturale, grazie al ridotto contenuto di formaldeide e ai certificati di produzione secondo standard ambientali
  • Una cucina in legno è resistente grazie alle caratteristiche fisiche di resistenza alle sollecitazioni proprie di questo materiale. Se si graffia è facilmente ripristinabile ed è davvero garantita una vita.
  • Il legno si può scegliere in un numero infinito di essenze e colori, sceglili in accordo con quelli che hai già a casa
  • Puoi facilmente cambiare il colore dei tuoi pensili e rinnovare il look della cucina facilmente

Contro:

  • Le cucine in legno sono costose, proprio perché si tratta di un materiale naturale ed unico nel suo genere
  • Le cucine in legno richiedono manutenzione costante nel corso degli anni
  • Il legno è sensibile ad umidità e luce che ne possono alterare la struttura ed il colore. Quindi devi mettere in conto i trattamenti superficiali più spesso
  • Il legno è delicato da pulire: utilizza solo detergenti ad hoc, evitando quelli aggressivi (come la candeggina) che causerebbero macchie.
materiali usati per la cucina: il legno nelle basi e nel top

Capitolo 2: il vetro

Può sembrare incredibile ma le cucine possono essere prodotte con le ante in vetro. Materiale resistente e performante, si declina in mille modi differenti. Ti permetterà di avere uno stile contemporaneo e al passo coi tempi. Di solito le ante sono in vetro temperato di spessore 22 mm, installate su strutture di alluminio.

Pro:

  • Il vetro dona maggiore luminosità alla cucina, grazie alla sua capacità di riflettere la luce
  • E’ resistente alla muffa e agli insetti
  • E’ disponibile in una gamma vastissima di colori e finiture
  • Non si arrugginiscono e non si scollano

Contro:

  • le ante in vetro si sporcano più facilmente e vanno deterse con appositi prodotti
  • in caso di bimbi ed animali è meglio valutare la possibilità di inserire il vetro sono nei pensili
  • per quanto resistente, è molto facile che il vetro si graffi
  • Non è facilmente riparabile se si scheggia o si rovina
Materiali usati per la cucina: vetri e legno

Capitolo 3: il laccato

La laccatura è una verniciatura (di solito poliuretanica) che si effettua sui mobili e può essere opaca o lucida. L’effetto finale è eccezionale in entrambi i casi: morbido nel primo caso e ad effetto specchio nel secondo caso. Per una bellezza inimitabile sia alla vista che al tatto. Ma quali sono i pro ed i contro?

Pro:

  • Le cucine laccate donano luminosità all’ambiente e si integrano perfettamente in ogni contesto
  • Sono relativamente facili da pulire e mantenere nel tempo
  • E’ possibile riparare piccoli danni
  • Si possono scegliere in molti colori

Contro:

  • Se il danno è ingente, non sarà possibile ripararlo a meno di rifare completamente la laccatura
  • Le cucine laccate sono costose
  • Le cucine laccate sono fotosensibili, dettaglio che ne causa la variazione di colore nel tempo
  • Vanno trattate con detergenti non aggressivi né abrasivi
Materiali usati per la cucina: legno e marmo

Capitolo 4: il laminato

Quando si parla di laminato la mente pensa subito al costo inferiore. Il che non è sempre vero, perché esistono differenti tipi di laminato. Ma cos’è il laminato? E’ un rivestimento composto da fogli impregnati di resine fenoliche che si applica a pannelli lignei. Il più diffuso è il HPL (high pressure laminate) perché i fogli vengono incollati tra loro tramite una forte pressione combinata al calore.

Pro:

  • E’ igienico e antistatico
  • E’ impermeabile e resistente agli urti e alle sollecitazioni tipiche della cucina
  • E’ disponibile in un numero illimitato di finiture
  • E’ economico

Contro:

  • Se si danneggia in modo grave non si può riparare
  • Può scollarsi dopo qualche anno, per la presenza di calore molto elevato
  • E’ un materiale artificiale, che non potrà mai restituire il calore di un materiale naturale

Tiriamo un po’ le somme…

In questa prima parte ti ho parlato della resistenza negli anni del legno, della possibilità di avere cucine in vetro, di come le laccature siano splendide alla vista e al tatto e del sempreverde laminato.

Ora è il tuo turno: c’era qualcosa che non sapevi di questi materiali? O qualche punto che manca O vorresti che approfondissi? Fammelo sapere nei commenti!

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9 Maggio 2019 / / Architettura

Cambiare il top e scegliere i materiali è un’altra opzione facile e veloce che ti permetterà di rinfrescare il look e lo stile della tua cucina.


Quale altro elemento della cucina è sempre in bella vista e ci aiuta nel 90% delle attività che ci svogliamo? Il top. Soggetto ad usura, se non scelto del materiale giusto dopo pochi anni potrebbe risentire di graffi, calore ed acqua. Questo comporterebbe sicuramente un disagio dal punto di vista estetico, ma soprattutto pratico.

Come cambiare il top e scegliere i materiali quindi? Le possibilità oggi sono tantissime e tutte molto valide. Dipende sempre dall’uso che fai della cucina e dal livello di prestazioni che ti servono.

Cambiare il top e scegliere i materiali: laminato, quarzo e acciaio

Questi tre materiali dei grandi classici, usati da sempre nella produzione delle cucine. Pratici, resistenti e di facile manutenzione, sono una sicurezza per chi fa un grande utilizzo della cucina.

Ognuno di essi ha pro e contro e differenti metodi di pulizia e mantenimento, quindi da scegliere soprattutto in base all’utilizzo che ne farete.

I laminati sono adatti a chi usa molto la cucina ma non vuole avere preoccupazioni legate al rovinarsi della cucina. La scelta migliore per chi ha fretta e vuole coniugare praticità ed estetica, ma soprattutto cerca un ottimo rapporto qualità – prezzo. I laminati sono fogli impregnati di resine fenoliche che vengono applicati sui pannelli di legno. Si tratta di un materiale resistente, impermeabile e di facile manutenzione: con un panno morbido ed un detergente specifico, il gioco è fatto.

Il quarzo è un agglomerato formato da un insieme di polveri, sabbie silicee, quarzo naturale per il 94% e per il restante da resine. Si tratta di un materiale che ha tantissimi vantaggi: resistenza alle macchie e ai graffi, all’abrasione, agli acidi ed inassorbente (non ci sono pori). Proprio per questo non c’è proliferazione di germi e batterie, dettaglio che lo rende perfetto per la cucina.

Tra i contro, la sensibilità al calore: quindi tra pentole, superfici calde e quarzo assicuratevi di interporre sempre un piano, per evitare di macchiare indelebilmente il piano. Per la pulizia assolutamente da evitare
detersivi aggressivi a base di cloro o ammoniaca e prodotti anticalcare. Meglio usare detersivo per piatti e bicarbonato e aceto.

Infine l’acciaio: per anni è stato il materiale protagonista delle grandi cucine professionali, per molti motivi. Innanzitutto la grande resistenza dello stesso, composto in parte da cromo, che ne impedisce l’arrugginimento (se esposto ad acqua ed aria per molto tempo). E’ biologicamente puro e facilmente lavabile, caratteristiche queste che lo rendono igienico e adatto ad ambienti a contatto col cibo. Infine è riciclabile al 100%, nota non indifferente.

La nota “dolente” se vogliamo, è la pulizia. Bisogna prestare particolare attenzione ai detersivi con cui si pulisce: assolutamente vietati detergenti come candeggina e sgorgatori di lavandini (in generale, tutti gli acidi) perché lo ossiderebbero. Non teneteli neanche sotto i lavandini perché le esalazioni potrebbero provocare danni. Usare sempre panni morbidi e prodotti per l’acciaio.

Top in laminato, Fenix e Quarzo per cambiare il top e scegliere i materiali.
| Da sx: top in laminato – top in Fenix – Top in quarzo – Tutto Leroy Merlin |

Scegliere i materiali tecnologici

Tra i materiali di cui tenere conto ce ne sono alcuni con elevate prestazioni, in quanto materiali di nuova generazione e molto tecnologici (se vogliamo).

Tra questi ci sono il FenixⓇ e il CorianⓇ. Il primo è un materiale nanotech, fortemente innovativo. Fa parte dei laminati ma non ha nulla a che spartire con quelli tradizionali: dall’aspetto estetico gradevolissimo, si presenta setoso al tatto ed in finitura opaca. Trattato con speciali resine acriliche, è antisettico (per cui niente polvere), impermeabile, antimuffa e resistente alla luce (quindi non cambia colore). Cosa succede se si graffia? Se i danni sono lievi con una spugna magica Fenix torna nuovo. In caso di danni più seri ma non irreparabili, basterà bagnare un panno con acqua calda e passarci sopra il ferro da stiro

Il CorianⓇ è un materiale solido, che non si sfalda. E’ un materiale composito, formato da idrossido di alluminio e resina acrilica, con l’aggiunta di pigmenti colorati. Può essere prodotto in qualsiasi forma e colore ed è conosciuto anche come “pietra acrilica”. Resistente a graffi e scalfiture, è altamente resistente. Non essendo poroso non lascia passare i liquidi e quindi anche i germi non proliferano.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un materiale sensibile al calore: per cui assolutamente si a sottopentole (per evitare danni irreparabili) e acqua fredda aperta quando si versano sostanze calde nel lavandino. Per quanto riguarda la pulizia, usa un panno umido con una crema abrasiva leggera o un comune detergente.

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3 Maggio 2019 / / Architettura

Meglio i mobili in laminato o i mobili in impiallacciato? Quali sono i vantaggi, gli svantaggi e le caratteristiche di questi materiali? Leggi il nostro articolo per trovare risposte alle tue domande. Cerchiamo di capire cosa sono i laminati, cosa significa “impiallacciatura” e riassumiamo le principali differenze tra questi pannelli rivestiti, sempre più presenti nelle case moderne.

 

Che cos’è il laminato (nei mobili)?

Il laminato è un rivestimento composto da strati di carte impregnate di resine termoindurenti (melaminiche e fenoliche), applicati su un pannello di MDF, truciolato o tamburato e sottoposti a una pressione più o meno elevata. È conosciuto anche come fòrmica dal nome della società americana, la Formica Products Company, che lo brevettò come sostituto della mica. Il laminato più diffuso ha uno spessore di circa 0,6 mm, anche se non è raro imbattersi in laminati di 1,2 mm o in pannelli autoportanti di 2 cm, detti compatti. Se lo spessore del pannello può variare a seconda della tipologia, quello che resta pressoché costante è la sua stratificazione interna.

Di norma, i laminati sono composti da 3 strati. Procedendo dalla superficie al cuore del pannello, si trovano:

  • l’overlay, ovvero un film in pura cellulosa impregnato di resina melaminica con funzione protettiva
  • un foglio decorativo su cui sono riprodottii motivi e i colori visibili sul pannello
  • il kraft, ovvero una stratificazione di fogli di carta robusti e resistenti impregnati di resine fenoliche.

Ogni elemento ha una funzione ben precisa e contribuisce a definire la qualità del materiale. Se la pellicola è indispensabile per creare uno strato di protezione da calore, graffi o liquidi, il foglio decorativo risulta altrettanto importante per nobilitarne l’aspetto. Infatti, a parità di disegno, una stampa accurata restituirà un pannello più fedele all’originale ed esteticamente più gradevole.

I tipi di laminato

In commercio esistono diversi tipi di laminato, classificati a seconda della procedura di lavorazione o dei fogli decorativi applicati. Prima di tutto, in base alla lavorazione si parla di:

  • HPL (acronimo dell’inglese High Pressure Laminate), ovvero un pannello ottenuto dalla forte pressione dei fogli con presse piane abbinate ad alte temperature, ciò che rende il materiale molto resistente
  • CPL (acronimo dell’inglese Continuous Pressure Laminate), ovvero un pannello sottoposto ad una pressione minore ma costante con presse a rullo (chiamate calandra)
  • CHPL (acronimo dell’inglese Continuous High Pressure Laminate), un pannello di nuova generazione sottoposto a pressione continua in calandra per ottenere un laminato molto simile a quello ad alta pressione

In base al materiale del foglio decorativo utilizzato, si possono ottenere diversi tipi di laminato, tra cui:

  • laminato melaminico: pannello di legno rivestito con fogli di carta impregnati di resina melaminica, che può essere verniciata in superficie
  • laminato polimerico, in cui del materiale sintetico (PVC) è applicato sul supporto di legno. Il foglio plastico viene riscaldato, stirato, adeso alla superficie e ripiegato lungo i bordi affinché il rivestimento interessi la totalità del pannello. Grazie alla capacità di stiratura, che differenzia i polimerici da altri tipi di laminato, questo materiale è impiegato nella produzione dei rivestimenti 3D
  • laminati di nuova generazione come il Fenix NTM® e il PET

Cos’è il laminato Fenix NTM®? Si tratta di un tipo di laminato ottenuto da lavorazioni nanotecnologiche e composto di resine acriliche fissate sul pannello con polimerizzazione a freddo. Quanto a caratteristiche, il Fenix NTM® è opaco e liscio, anti-impronte digitali e si ripara termicamente. Questa proprietà permette di riparare piccoli graffi o segni con l’ausilio del calore per riportare la superficie del laminato ad uno stadio pressoché originale. Impiegato per fabbricare top da cucina eleganti e resistenti, il Fenix NTM® non imita l’effetto legno, ma è proposto in una gamma di colori neutri e di tendenza: scale di grigi, nero, bianco, beige, tortora.
Il PET, invece, è una materiale plastico molto resistente e setoso al tatto, completamente riciclabile, igienico e privo di emissioni tossiche. Costituisce una vera e propria evoluzione delle foglie polimeriche.

Infine, a seconda dell’effetto estetico ottenuto, in commercio si trovano:

  • laminati colorati, lucidi o opachi
  • laminati in finto legno: il più celebre della famiglia, è disponibile in moltissime varianti, che spaziano dalle essenze più scure a quelle più chiare
  • laminati materici: riproducono fedelmente la texture del cemento, della pietra, del marmo o dei materiali tessili, restituendo l’impressione di porosità o irregolarità

Dettaglio di un tavolo con piano in legno laminato effetto ossidato

Caratteristiche tecniche del laminato

Come per tutti i materiali, le caratteristiche del laminato possono cambiare a seconda del tipo di pannello, ma i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Se ne stai valutando l’acquisto, il consiglio è di scegliere un laminato HPL, considerato dagli esperti come il migliore del gruppo. In particolare, il laminato ad alta pressione presenta le seguenti caratteristiche tecniche:

  • durezza, compattezza e omogeneità
  • buona resistenza agli urti, alle sollecitazioni meccaniche e ai graffi; ottima resistenza all’usura
  • impermeabilità e resistenza all’umidità, alle infiltrazioni e al vapore
  • resistenza al calore, ma non a quello elevato (il limite si aggira intorno a 180° per l’HPL)
  • resistenza alle macchie e al calcare
  • ottima igiene e antistaticità
  • praticità di utilizzo
  • ricchezza cromatica e resa estetica gradevole, soprattutto nel caso dell’effetto legno o pietra
  • stabilità alla luce e resistenza alla luce solare (questo è dovuto alla natura sintetica della stampa)
  • durata di vita lunga
  • manutenzione rapida e limitata

Tra i principali svantaggi del laminato si annovera il colore rossastro delle resine fenoliche, che nel caso di laminati molto chiari potrebbe risultare leggermente visibile (ad eccezione dei pannelli di nuova generazione). A partità di materiale, il laminato lucido è meno resistente ai graffi (gli addetti ai lavori lo paragonano al laccato).

Mobili in laminato

In virtù delle sue molteplici caratteristiche, il laminato è sempre più spesso usato nel settore dell’arredo. L’ottima resistenza, l’ecletticità estetica, la grande praticità e il prezzo abbordabile ne fanno il materiale ideale per la produzione di mobili bagno, top per la cucina, ante per pensili, piani per tavoli da pranzo.
Il laminato HPL è in assoluto la scelta migliore per le superfici orizzontali sottoposte a sollecitazioni severe, come appunto il piano della cucina. Il laminato stratificato HPL ne rappresenta l’evoluzione. Oltre ad averne ereditato le caratteristiche, questo materiale ha perfezionato la sensibilità al calore e l’impermeabilità, doti che lo rendono particolarmente apprezzato nelle cucine moderne. Non resta che citare nuovamente il laminato Fenix NTM®: dati l’impatto estetico notevole, la resistenza all’usura e la capacità di auto-rigenerazione (sì, proprio come le fenici!), non è difficile immaginare il motivo della sua scalata verso l’Olimpo dei migliori materiali per i top da cucina.

I laminati in PVC o PET, invece, sono preferibilmente applicati su superfici verticali che non subiscono particolari sollecitazioni. Nel caso delle ante, i fogli polimerici giocano un ulteriore asso nella manica: il rivestimento tridimensionale. Si tratta di una speciale tecnica di lavorazione delle foglie polimeriche, che in seguito a riscaldamento e stiratura, sono applicate su tutta la superficie lignea, rivestendo i bordi ed eventuali irregolarità del pannello (come nel caso delle ante bugnate o a telaio). In virtù di queste caratteristiche, il laminato polimerico è un’alternativa ottima (e meno costosa) al laccato.

Ecco qualche esempio di mobili in laminato:

Esempio di un mobile bagno in laminato

Esempio di un tavolo da pranzo con piano in laminato

Esempio di una cucina con top in laminato effetto materico

Manutenzione: come pulire un top in laminato?

Come abbiamo visto, il laminato è un materiale resistente e duraturo, rapido da pulire e di facile manutenzione. Basta seguire pochissimi accorgimenti per garantire ai mobili in laminato una lunga vita e un aspetto sempre impeccabile. Ecco un piccolo esempio pratico.

Per la pulizia ordinaria, è sufficiente utilizzare un panno morbido (la microfibra è perfetta), imbevuto in acqua e sapone neutro da strofinare dolcemente sul piano. In alternativa si può usare anche l’aceto, ottimo per sciogliere il calcare in modo naturale ed ecosostenibile. L’importante è ricordarsi di strizzare il panno e asciugare bene la superficie trattata perché ristagni di acqua potrebbero, alla lunga, creare piccoli e antiestetici rigonfiamenti nei punti di giuntura. Rimuovi macchie di vino o caffè immediatamente, quando sono ancora liquide, per prevenire la formazione di aloni sul piano della cucina.
Non utilizzare pagliette, creme abrasive o detersivi in polvere, soprattutto sui laminati lucidi, perché rischieresti di graffiarli irrimediabilmente e di rimuovere la pellicola protettiva. Evita anche l’uso di acetone, trielina, ammoniaca o detergenti aggressivi che potrebbero danneggiare l’omogeneità e la lucentezza del colore. Non utilizzare il top come piano di taglio né per appoggiare pentole molto calde, perché nonostante la sua resistenza, il materiale potrebbe danneggiarsi.
Nel caso di laminati polimerici, è sconsigliato l’uso di getti di vapore durante la pulizia.

Che cos’è l’impiallacciato?

Partiamo da una semplice definizione: impiallacciare significa rivestire una superficie lignea con sottilissimi fogli di vero legno nobile. Questa operazione di falegnameria, chiamata impiallacciatura, può essere applicata su pannelli di varia natura: truciolato, compensato, multistrato, MDF, truciolare o tamburato, giusto per citare i più comuni.
Utilizzata fin dal Rinascimento, l’impiallacciatura era conosciuta con il nome di lastronatura, una tecnica che consisteva nel ricoprire legno di scarso valore con lastre di essenza di circa 6 millimetri. L’evoluzione della tecnologia e l’introduzione di macchinari sempre più precisi hanno permesso di perfezionare le tecniche di taglio fino ad ottenere fogli di pochi decimi di millimetro, usati anche per impiallacciare superficie curve.
Ecco nel dettaglio le fasi di cui si compone la moderna impiallacciatura del legno:

  • scortecciatura e taglio: è la prima operazione di lavorazione del legno, in cui il tronco è privato della corteccia e di eventuali irregolarità. Il blocco così ottenuto è porzionato in blocchi più piccoli e sottoposto ad una prima e grossolana rifilatura. Successivamente, il legno subisce un’operazione di vaporizzazione per allentare le fibre e garantire una qualità di taglio ottima
  • tranciatura: si tratta della vera e propria fase di creazione dei piallacci. I blocchi di legno sono sottoposti ad un’operazione di taglio che può avvenire con lame o laser. Si tratta di una fase determinante, poiché la direzione di taglio (transversale o longitudinale) definisce l’orientamento delle fibre e il disegno visibile sui tranciati. Oltre alla tranciatura, esiste una tecnica chiamata sfogliatura: in questo caso, il taglio viene effettuato con movimento rotatorio, alle volte anche sul tronco tondo. I piallacci così ottenuti sono più grandi, ma la loro resa estetica è meno pregiata
  • essiccazione: una volta tagliati, i piallacci sono essiccati, stirati, spianati e accorpati in più fogli (detti pacchi)
  • impiallacciatura: è la vera e propria fase di creazione del legno impiallacciato. I piallacci sono ulteriormente rifiniti, accostati tra loro e incollati sul supporto ligneo.

Come abbiamo visto, l’impiallacciatura si basa sull’utilizzo di legno nobile per rivestire mobili meno pregiati ed ottenere una resa estetica davvero impagabile. A questo proposito, per classificare i legni impiallacciati ci si riferisce a:

  • l’orientamento delle fibre del legno, per cui si distinguono piallacci fiammati, rigati e misti
  • la disposizione dei tranciati, che a seconda del loro accostamento creano pattern di fiammature e venature parallele o asimmetriche (si parla di disposizioni “a correre”, “a libro” o “baciata”)
  • il tipo di essenza: nazionali o esotiche, tra le essenze impiallacciate più diffuse ci sono il noce (nazionale e canaletto), l’ulivo, il mogano, il frassino, l’olmo, il rovere, il palissandro, il ciliegio, l’acero, la betulla, l’ebano, il tanganika. A questi si aggiungono i legni di recupero come quello riciclato dalle Briccole della laguna di Venezia
  • le laccature e le tinture: l’impiallacciato può essere naturale, verniciato, laccato, tinto (sono noti il rovere e il frassino tinti grigio o wengé)

Piccolo chiarimento
Finora abbiamo considerato i piallacci come fogli ricavati dal tronco degli alberi, ma bisogna precisare che non sono i soli. Ne esistono altri due tipi: i piuma e la radica. Gli impiallacciati piuma sono ottenuti dalla tranciatura della porzione di tronco da cui dipartono i rami. La radica, invece, è una massa legnosa molto fibrosa, che si trova in prossimità delle radici. Particolarmente apprezzata per l’intricato gioco di venature, la radica di noce è in assoluto la tipologia più celebre.

Caratteristiche tecniche del legno impiallacciato

Ecco, in breve, le principali caratteristiche del legno impiallacciato:

  • buona impermeabilità e stabilità
  • resistenza ai graffi, al calore e alla luce *
  • manutenzione rapida e pulizia facile
  • ottima ecosostenibilità
  • ricca gamma di essenze, colori e motivi
  • unicità, calore e aspetto tipici del vero legno
  • costi contenuti rispetto al massello

* Precisazione:
trattandosi di un rivestimento in vero legno, l’impiallacciato potrebbe presentare, nel corso degli anni, le tipiche e lievi variazioni che interessano i materiali naturali. Uno fra tutti, il cambiamento cromatico, che si accentua in caso di prolungata esposizione alla luce diretta del sole.

L’impiallacciato nei mobili

In virtù del pregio e dell’eleganza che lo caratterizzano, l’impiallacciato è diventato uno dei principali materiali utilizzati nel mondo dell’arredo e della produzione di mobili di qualità eccellente. Per quanto riguarda l’ambito domestico, è possibile integrare arredi impiallacciati in qualsiasi ambiente della casa:

  • in sala da pranzo, con tavoli o sedie
  • in soggiorno, con credenze e buffet
  • in camera da letto, sottoforma di armadi o strutture per il letto
  • in cucina, come ante per pensili, cassetti e cassettoni
  • in bagno, come mensole e piani per il lavabo

Esempio di un tavolo con piano in legno impiallacciato

Esempio di una parete attrezzata con piano impiallacciato in legno riciclato

Esempio di mobile bagno con piano per lavabo in legno impiallacciato

Tra gli arredi in legno impiallacciato possiamo annoverare anche mobiletti intarsiati, in cui piallacci di dimensioni ridotte sono utilizzati per creare disegni e motivi decorativi di forte impatto. In Italia, i mobili in stile Maggiolini sono un vero e proprio punto di riferimento per gli estimatori del genere.

Come pulire il legno impiallacciato

La manutenzione dei mobili in impiallacciato è tanto semplice quanto quella del laminato. Trattandosi però di vero legno, è bene rispettare qualche accortezza in più per godere a lungo della sua qualità e della sua bellezza.
Per la pulizia ordinaria è sufficiente munirsi di un panno morbido, inumidito con acqua e ben strizzato. Sono da evitare spugnette o panni abrasivi e detergenti non idonei. Prima di pulire, assicurati di aver spolverato la superficie da trattare; passa il panno umido seguendo le venature del legno e infine asciuga accuratamente.

Impiallacciato o laminato: le differenze

Dopo aver chiarito cos’è il laminato, di cosa è fatto l’impiallacciato e le rispettive caratteristiche, non resta che riassumere quali sono le principali differenze tra i due materiali. Se non sai dove orientarti o cosa scegliere, prima di affrontare un acquisto definisci le tue esigenze, le tue aspettative e un orizzonte di spesa da rispettare. Se ti trovi nella condizione di dover scegliere tra un mobile in laminato e un arredo in impiallacciato, puoi valutare questi elementi:

  • il rivestimento: il laminato è ricoperto di materiale sintetico, mentre l’impiallacciato è rivestito in vero legno
  • l’aspetto: l’impiallacciato preserva le caratteristiche autentiche del legno (colore, venature, sfumature), mentre il laminato ne imita, seppur magistralmente, l’effetto
  • la varietà di gamma: entrambi i materiali presentano una gamma di colori e texture ricca e variegata. I pannelli in legno laminato possono riprodurre anche effetti materici come la pietra, il marmo o il cemento; l’impiallacciato, invece, si limita alle essenze più celebri, ma si declina sia in versione naturale che laccata
  • il prezzo: il legno impiallacciato è sensibilmente più costoso rispetto ai pannelli in laminato (ad eccezione dei laminati di nuova generazione come il Fenix NTM®, che hanno un costo più elevato)
  • la manutenzione: i pannelli in laminato sono di facile manutenzione, mentre gli impiallacciati richiedono trattamenti specifici per il vero legno
  • la resistenza: in linea generale, il laminato è più resistente rispetto al legno impiallacciato (il PVC, però, non possiede una grande resistenza al calore)
  • bordi postformati: più che di una differenza, si tratta di una caratteristica da conoscere in fase di scelta. Il pannello subisce un’operazione di postforming, lavorazione che permette di ottenere una base leggermente arrotondata su cui applicare carta melaminica. Il rivestimento viene fatto aderire alla superficie del pannello, bordi compresi, con un’operazione di piegatura a caldo. Questo processo garantisce una resa estetica gradevole, senza giunture a vista, ed è impiegato soprattutto per rivestire linee morbide e curve.
    In alternativa, il pannello può essere rifinito con bordi applicati sullo spessore. In questo caso, il materiale utilizzato agisce sulla resistenza del piano, dell’anta o del cassetto a cui viene aggiunto. Comunemente, i bordi dei pannelli lignei sono realizzati in materiale plastico come il PVC o l’ABS; tra i due, l’ABS risulta più resistente ad urti, graffi, sollecitazioni meccaniche, all’esposizione alla luce e a diverse temperature.

Certificazioni e Norme di Legge

Come per tutti i pannelli a base di legno, la produzione dei laminati e degli impiallacciati è controllata e certificata da normative europee. Le regolamentazioni internazionali definiscono gli standard produttivi e qualitativi che i pannelli lignei devono rispettare, i test di laboratorio da superare e l’elenco delle caratteristiche che il prodotto deve possedere per poter essere lavorato e trasformato per il cliente finale.
Per quando riguarda i laminati HPL o HPDL (sigla che sta per High-Pressure Decorated Laminates), sono due le norme di riferimento: ISO 4586 e EN 438. Quest’ultima, in particolare, classifica il laminato in base alla destinazione d’uso (utilizzo interno o esterno, per superfici orizzontali o verticali, e via dicendo).
Ultima ma non meno importante, la celebre normativa UNI EN 13986 certifica che i pannelli a base di legno appartengano alla classe E1 (a bassa e limitata emissione di formaldeide, materiale che – allo stato gassoso – diventa nocivo per la salute). Prima di valutare un acquisto, è prudente informarsi sulla conformità dei pannelli alla normativa vigente.

Per approfondire
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7 Febbraio 2019 / / ChiccaCasa



Ci sono correnti e trend che rubano il cuore e che fanno sperare che non passino mai di moda. Non perché se non è di moda non è bello (disdegno del tutto questo concetto), ma perché quando qualcosa è di tendenza, è più facile da trovare ed in più, è più facile scoprire le millemila ispirazioni a tema.


Due dei trend riemersi dal passato ultimamente, hanno reso felici un sacco di vintage lovers. Sto parlando di paglia di Vienna e canne, fibre naturali che, intrecciate, creano motivi regolari e geometrici. 

Sono tornati sulla cresta dell’onda da più di due anni ormai. Inizialmente, la loro diffusione è stata incoraggiata dalla collezione IKEA Stockholm 2017 (madre della panca qui in basso e dalla ambita ed introvabile credenza, entrambi attualmente non acquistabili in Italia) e dalla corrente natural che già dal 2015 aveva preso piede nel mondo dell’interior design.

Per fortuna non è stata solo una ventata passeggera!
Molte aziende hanno fatto dei mobili cannage i loro capolavori.

La combo vincente li vede insieme a strutture curvilinee di legno. Sarà merito delle sedie Thonet?
A guardare la paglia di Vienna, la prima cosa che mi viene in mente, per associazione, è proprio la sedia Thonet: il primo arredo ad essere stato realizzati in legno curvato. 
Le sedie ideate nel 1861 ed ora rappresentate dal marchio Ton, si sono presto tramutate in vere e proprie icone di design grazie all’abbinamento ben riuscito della struttura sinuosa e sottile con la seduta in paglia di Vienna.

Il connubio tra figure circolari, ovali o curve con la texture disciplinata del cannage rivela un design essenziale e retrò, visivamente leggero e, nel complesso, molto raffinato.

Ecco una selezione dei pezzi più interessanti presenti sul mercato e, alla fine del post, una gallery dalla quale puoi acquistare i tuoi mobili direttamente con un click!


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5 Febbraio 2019 / / Architettura

Il cedro è un albero imponente della famiglia delle Pinacee, originario del vicino oriente, è il simbolo nazionale del Libano, dove purtroppo le poche centinaia di esemplari sono minacciate dal riscaldamento globale.
Dalla fine del Settecento è stato introdotto e coltivato nei parchi e nei giardini di tutta Europa ed è molto diffuso anche alle nostre latitudini.

L’apprezzamento del Cedro è millennario, rinomato per il suo profumo fortemente balsamico e aromatico capace di assorbire i cattivi odori e depurare l’aria, il profumo per noi molto gradevole è invece sgradito agli insetti come le tarme.
E’ un legno stabile e pesante, molto resistente agli urti e al passare del tempo, viene impiegato per la fabbricazione di mobili di pregio e soprammobili.

Per queste caratteristiche quando progettiamo arredi su misura come cassettiere e cabine armadio noi amiamo molto usare il legno di cedro per gli interni

The beauty of the materials 6: the cedar

Cedar is a massive tree of the Pinaceae family, originally from the Near East, it is the national symbol of Lebanon, where unfortunately the few hundred specimens are threatened by global warming.
Since the end of the eighteenth century it has been introduced and cultivated in parks and gardens throughout Europe and is very widespread even in our latitudes.

The appreciation of the Cedar is millennial, renowned for its strongly balsamic and aromatic scent capable of absorbing bad odors and purifying the air, the smell for us very pleasant is instead unpleasant to insects such as moths.

It is a stable and heavy wood, very resistant to shocks and over time, it is used for the manufacture of fine furniture and ornaments.

For all these characteristics when we design custom furniture such as dressers and walk-in closets we love to use cedar wood for the internal elements

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CAFElab | studio di architettura

29 Gennaio 2019 / / Coffee Break

Il legno di Teak è un’essenza pregiata, che noi adoriamo tanto per le sue caratteristiche estetiche quanto per quelle meccaniche e fisiche.
Poter progettare mobili in teak è per noi sempre un piacere, soprattutto sapendo che un mobile in teak durerà per decenni con poca manutenzione, anche se è un legno notoriamente costoso.

Le foto che accompagnano questo articolo sono di una home spa che abbiamo avuto il piacere di realizzare.

Come altri legni pregiati il nome Teak è usato per una serie di altre specie come “Teak Brasiliano” (Cumaru) e “Teak Africano” (Afrormosia)
Ma il teak autentico, chiamato anche Burma Teak originario della Birmania, consiste in una sola specie: Tectona Grandis
L’albero cresce fino a 30-35m nelle regioni tropicali a nord dell’Oceano Indiano si trovano piantagioni in Asia, Africa e Sud America.

Il teak naturale a crescita lenta è molto difficile da trovare al giorno d’oggi in quanto le varietà Birmane e Filippine sono rischio di estinzione e il mercato è dominato dal legno di piantagione che però, pur mantenendo le stesse proprietà manca della colorazione profonda e delle belle venature del teak naturale.

E’ un legno facile da lavorare, relativamente leggero e soffre di movimenti stagionali minimi, è abbastanza duro da resistere a graffi e ammaccature pur rimanendo facile da tagliare e modellare, la sua rinomata resistenza all’umidità ha reso il legno di teak la scelta preferita per i deck delle imbarcazioni
Questa incredibile resistenza è principalmente attribuibile all’elevato contenuto di olio del legno, altri legni sono altrettanto resistenti ma sono pochi quelli lavorabili e leggeri come il teak.
Come tutti i legni soffre l’esposizione al sole, diventando progressivamente sempre più grigio, ma per ripristinarne la tonaltà naturale del legno bastano semplici trattamenti

Anche il peso ridotto è importante per il suo utilizzo sui mobili da esterno: una sedia in teak sarà molto più leggera di una in Ipe

The beauty of the materials 5: teak

We absolutely love the teak, both for its aesthetic and mechanical and physical characteristics.
Being able to design teak furniture is always a pleasure for us, especially knowing that a teak furniture will last for decades with little maintenance, even if it is a notoriously expensive wood.

The photos that accompany this article are a home spa that we had the pleasure to design.

Like other precious woods, the name Teak is used for a number of other species such as “Brazilian Teak” (Cumaru) and “African Teak” (Afrormosia)
But the authentic teak, also called Burma Teak, originally from Burma, consists of one species: Tectona grandis
The tree grows up to 30-35m in the tropical regions north of the Indian Ocean are plantations in Asia, Africa and South America.

Slow-growing natural teak is very difficult to find nowadays because the Burmese and the Philippine varieties are endangered and the market is dominated by the plantation wood which, though maintaining the same properties, lacks deep coloration and beautiful veins of natural teak.

It is a wood that is easy to work, relatively light and suffers from minimal seasonal movements, it is hard enough to withstand scratches and dents while remaining easy to cut and shape, its renowned moisture resistance has made teak wood the preferred choice for boat decks
This incredible resistance is mainly attributable to the high oil content of the wood, other woods are just as resistant but few are workable and light as teak.
Like all woods, it suffers from exposure to the sun, becoming progressively more and more gray, but simple treatments are needed to restore the natural tonality of the wood.

Even the low weight is important for its use on outdoor furniture: a teak chair will be much lighter than one in Ipe

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CAFElab | studio di architettura