31 maggio 2019 / / Blog Arredamento

Quando si ha in casa una persona disabile o un anziano con difficoltà motorie allora si ha il bisogno di trovare un’alternativa sicura che permetta a queste persone di spostarsi tra i vari piani dell’abitazione in totale sicurezza ed autonomia. Una normale rampa di scale, per chi ha difficoltà nel muoversi da solo, può diventare un vero e proprio ostacolo, obbligando a volte la persona a rimanere bloccata in un’unica zona della casa, a meno che non abbia qualcuno sempre pronto ad aiutarla a salire o scendere le scale o, in alternativa, installare un montascale a poltroncina.

I montascale ad oggi sono uno degli strumenti più utilizzati in casa per venire incontro proprio a questo problema, sono facili da installare e, grazie alle agevolazioni fiscali offerte dallo Stato, non si è costretti a spendere una fortuna.

Le agevolazioni fiscali relative ai montascale sono regolate nel nostro Paese dalla legge n. 13/1989, emanata per regolare l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Questa legge prevede che i disabili e le persone affette da menomazioni fisiche che impediscono loro di muoversi se non tramite l’ausilio di un accompagnatore o di strutture mobili specifiche, così come coloro che hanno a carico una persona affetta da uno di questi problemi, abbiano un’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili e per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Inoltre, grazie al Bonus Casa 2019, le persone con handicap fisici hanno diritto ad un rimborso pubblico che copre fino al 50% della spesa sostenuta su una spesa massima di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare per l’installazione di un montascale o di altre strutture analoghe che hanno sempre lo scopo di abbattere le barriere architettoniche.

Il rimborso del 50%, può essere detratto dall’imposta sul reddito di persone fisiche, insieme all’IVA, sia per l’acquisto di un montascale che per la sua installazione.

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

A poter usufruire delle detrazioni fiscali sono tutti i contribuenti soggetti al pagamento di imposte sui redditi, sia i proprietari dell’immobile, che i titolari di diritti di godimento, che coloro che ne sosterranno le spese dei lavori.

Anche gli edifici condominiali possono usufruire di una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, purché i lavori in questione vengano effettuati su parti comuni del condominio (cioè il suolo su cui sorge l’edificio e le parti di cui è composto quest’ultimo, nonché i locali per la portineria, il riscaldamento centrale, ecc.).

Cosa occorre fare per ottenere la detrazione fiscale?

La procedura di richiesta della detrazione è stata semplificata sempre di più nel corso degli ultimi anni. Per ottenerla basterà infatti inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile, gli estremi di registrazione dell’atto e tutti gli altri dati richiesti nella domanda che servono a controllare la detrazione.

Una volta effettuata la richiesta, deve essere comunicato all’Azienda Sanitaria Locale le generalità del committente dei lavori, il tipo di intervento da realizzare, i dati identificativi dell’impresa che effettuerà i lavori con esplicita assunzione di responsabilità e la data di inizio dei lavori di recupero tramite raccomandata o altre modalità richieste dalla Regione di residenza.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2018 di cui fa parte il Bonus Ristrutturazioni, ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori tramite Enea.

Come si ottiene la detrazione fiscale?

È possibile ottenere la detrazione fiscale solo se i pagamenti vengono effettuati tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e quello del beneficiario del pagamento (o la sua partita Iva).

Nel caso di edifici condominiali, in cui potrebbero esserci più soggetti a sostenere la spesa, i bonifici devono riportare i codici fiscali di tutte le persone interessate alla detrazione fiscale. Nel caso in cui gli interventi vengano realizzati su parti comuni condominiali, allora nei bonifici dovranno essere riportati il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di chi effettua il pagamento.

Le agevolazioni fiscali per l’installazione di un montascale, possono essere ottenute anche dai privati?

La Legge n. 13/1989 prevede delle agevolazioni fiscali anche per i privati per l’installazione di montascale per disabili, anche se in percentuale minore (cioè del 19%).

Inoltre, a differenza di altri interventi volti a modificare la struttura dell’immobile, come la costruzione di rampe o l’installazione di appositi ascensori per disabili, l’installazione di un montascale non richiede l’invio di alcuna domanda per la concessione edilizia, né la dichiarazione di inizio lavori per l’installazione.

Chi può usufruire della detrazione fiscale del 19%?

Ad usufruire del contributo del 19% possono essere tutte le persone portatrici di handicap o che abbiano delle limitazioni o menomazioni fisiche permanenti che compromettano in parte o totalmente la mobilità.

Non è necessario essere riconosciuti invalidi, purché si presenti una patologia tale da rendere impossibile l’utilizzo autonomo e sicuro di una rampa di scale o di altri ostacoli attestata da un certificato medico.

I portatori di handicap invalidi al 100% hanno il diritto di precedenza in graduatoria per l’ottenimento della detrazione fiscale.


 
 

 
 
 
22 maggio 2019 / / Architettura

Quando si progetta o si arreda il bagno è molto importante che la progettazione e gli elementi inseriti rispondano non solo a criteri estetici ma anche e soprattutto a ben precisi criteri funzionali.

Questo è un principio generale, che diviene tuttavia ancora più importante quando si deve progettare un bagno facilitato per una persona anziana.

Per una persona anziana con problemi di mobilità l’utilizzo del bagno può diventare molto difficoltoso, e talvolta anche pericoloso. Si pensi ad esempio alla vasca da bagno: entrare o uscire dalla vasca può essere un gesto tanto semplice e banale per una persona nel pieno delle forze, quanto complesso e pericoloso per una persona anziana che fa fatica a muoversi. Non solo infatti diventa difficoltoso e frustrante dover ogni volta fare un’immensa fatica semplicemente per entrare e uscire dalla vasca ma, ancor più importante, c’è ogni volta il pericolo di cadere o scivolare e farsi male.

Occorre poi tener presente che spesso una persona anziana con disabilità o mobilità ridotta viene aiutata da altre persone (una badante, un parente, un caregiver etc.), e il fatto di riuscire a progettare un bagno “facilitato” gioverebbe molto non solo alla persona anziana stessa bensì anche a chi presta aiuto, riducendo ansie e pericoli e migliorando decisamente la situazione.

Abbiamo menzionato più sopra la vasca da bagno: questo è in effetti uno degli aspetti su cui maggiormente si è concentrato il mercato in tempi recenti, riconoscendo una difficoltà oggettiva per le persone anziane ad usare la vasca da bagno tradizionale e facendosi dunque carico di trovare una risposta con delle soluzioni ad hoc.

Sono così nate le cosiddette vasche con porta, o “vasche con sportello”, spesso più semplicemente chiamate “vasche per anziani”. Va in realtà detto che il settore delle vasche con porta si è concentrato su modelli e soluzioni sia per le persone anziane che per le persone disabili, e alcuni modelli esistenti in commercio sono specificamente pensati per agevolare in particolare le persone disabili in generale, non necessariamente anziane. Alcuni modelli di vasche con porta hanno misure e caratteristiche strutturali (altezza, larghezza, accessibilità ecc.) pensate ad esempio per le persone disabili in carrozzina. Qui stiamo facendo naturalmente una panoramica generale senza entrare nello specifico di marche e modelli, è bene comunque ricordare che quando parliamo di vasche apribili con porta ci stiamo riferendo a una possibile soluzione sia per le persone anziane che per le persone disabili a seconda dei casi specifici e dei modelli.

Vasca con porta per bagno anziani

Una delle preoccupazioni, probabilmente secondaria ma non per questo meno legittima, è spesso quella della resa estetica della vasca con porta. Si tratta primariamente di un ausilio che risponde a una necessità specifica, ma è anche un elemento che entra a far parte dell’arredamento del bagno, e a tutti piace un arredo ben curato ed esteticamente gradevole.

Nel caso delle vasche con porta occorre dire che le aziende produttrici negli ultimi anni si sono molto date da fare per proporre soluzioni sempre più curate sotto il profilo estetico, e probabilmente ha molto aiutato la competizione fra i vari produttori in un mercato con una domanda sempre crescente e una clientela attenta ed esigente. Oggi possiamo dunque dire che molti modelli di vasche con porta sono talmente curati nel design da risultare decisamente più belli della vasca tradizionale che vanno a sostituire.

I modelli di vasche con porta oggi in commercio sono davvero tanti, e variano, come accennavamo, non solo per misure ed estetica ma anche per caratteristiche funzionali. Sfogliando ad esempio la sezione dedicata alle vasche con porta del sito web di Centaurus Rete Italia, una fra le più importanti aziende multimarca in Italia nel settore delle soluzioni per la mobilità (con aziende installatrici affiliate su tutto il territorio italiano), vediamo come siano presenti modelli di diversi tipi e misure, e modelli particolari pensati per esigenze specifiche, come ad esempio vasche con porta studiate per bagni piccoli, con misure contenute, o con porta apribile verso l’interno anziché verso l’esterno, fino ad arrivare alle vasche più ampie e spaziose per bagni grandi.

Un altro aspetto fondamentale che tipicamente caratterizza le vasche con porta, oltre al fatto di avere appunto l’accesso facilitato con porta apribile, è la seduta: le vasche per anziani sono infatti normalmente dotate di una seduta che rende l’utilizzo di queste vasche più facile da parte dell’anziano, facilitando altresì anche il compito di chi eventualmente presta aiuto.

9 maggio 2019 / / Idee

Il montascale è uno strumento fondamentale per il superamento
delle barriere architettoniche
che consente di rendere più facile la vita
delle persone anziane o di chi è affetto da una forma di disabilità che rende
difficoltosi i movimenti anche più semplici di tutti i giorni.

Un montascale non deve essere considerato come un
elemento di impaccio
ed estraneo all’arredamento
di un’abitazione
; oggi il mercato propone differenti tipologie di modelli del tutto personalizzabili e che
hanno il grande pregio di essere poco
invadenti
con l’ambiente presso il quale vengono collocati.

Quello che è consigliabile
fare è esaminare i diversi modelli di montascale proposti dal mercato, tenendo
sempre ben presente che ognuno è pensato per una sua specifica esigenza; scegliere il modello di montascale più
adatto
vi consentirà di integrarlo alla perfezione all’interno del vostro
arredo di casa.

Grazie al contributo offerto
dalla ditta di installazione, assistenza e manutenzione Montascale2C, andiamo a conoscere quali
sono le principali categorie in cui
vanno a dividersi i montascale
(o servoscala), per cercare di comprendere
quali sono gli aspetti di cui tenere conto per ognuno di essi.

Montascale a poltroncina

Quando parliamo di questi
modelli consideriamo come utilizzatore principale delle persone di età avanzata le cui difficoltà motorie non consentono di
salire e scendere le scale con facilità
(nonostante non necessitino
comunque di sedie a rotelle per camminare normalmente), risultando più che
altro un impaccio.

Il montascale a poltroncina è ottimo sia per un uso domestico, sia per
essere installato all’interno di condomini o aree esterne della casa
, come
l’ingresso con giardino o su una rampa esterna.

Installare un montascale a
poltroncina non è un’operazione particolarmente complessa in termini di tempo
impiegato; la ditta che avrete scelto
collegherà il montascale alla rampa presente, adattandosi senza alcun problema
all’andamento della scala e garantendo fluidità di manovra
, sia che si
parli di una scala rettilinea, sia che si parli di una curvilinea o di una
scala a chiocciola.

La presenza della poltroncina non crea problematiche di ingombro reale
per chi non ha necessità di doverla utilizzare, in quanto questa può essere
tranquillamente ripiegata, lasciando tutto lo spazio necessario.

Un aspetto di cui tenere conto
è che i montascale di questa tipologia possono essere installati senza effettuare dei lavori di ristrutturazione
dell’impianto elettrico
; sono inoltre dotati di un telecomando per metterlo
in funzione e per fermarlo in qualunque momento lo si desideri. Funzionano,
inoltre con batterie esterne e ricaricabili, non sono vincolate al normale
funzionamento della rete elettrica, consentendo quindi all’intero sistema di
funzionare anche in caso di blackout o cali di tensione.

Montascale a pedana

Il primo aspetto da
considerare è per quale tipologia di utenti è pensato il montascale a pedana;
principalmente stiamo parlando di persone
solitamente costrette a muoversi in sedia a rotelle
anche per i piccoli
spostamenti quotidiani. Di conseguenza, non essendoci modo di potersi sedere
autonomamente su una poltroncina, si
sfrutterà interamente la pedana che avrà la larghezza giusta per poter
accogliere una carrozzina
, consentendo di salirci sopra e di azionarla con
apposito telecomando, spostandoci di conseguenza verso l’alto o verso il basso.

I montascale a pedana sono semplicissimi da utilizzare, proprio
perché non hanno dei percorsi lunghi da completare, grazie soprattutto alla
presenza di comandi intuitivi, azionabili in totale autonomia.

Considerando che la struttura
comprende principalmente una pedana, questa ha la possibilità anche di poterne
aumentare le dimensioni se si ha necessità di avere sempre con noi un
accompagnatore, che può avere così il suo spazio.

L’affidabilità e la sicurezza di questi modelli non è mai messa in
discussione, in quanto possono funzionare tranquillamente anche in caso di
ammanco della corrente, grazie alle batterie ricaricabili che possono
consentire comunque di completare autonomamente il percorso.

Come già detto anche per i
modelli a poltroncina, quelli a pedana non devono essere considerati come un
elemento di ingombro, grazie alla possibilità di poterla richiudere.

Esiste anche un terzo modello
che possiamo suggerire per chi è in cerca di un montascale, ma in questo caso non lo possiamo definire come un elemento
di arredo per casa
, in quanto non necessitano di applicazioni fisse a
parete (e quindi non vengono installati in alcuna stanza). Si tratta dei montascale a cingoli, che vedono
l’utilizzo di una carrozzella ad autospinta, unita all’ausilio manuale di un
accompagnatore.

Consigli per un montascale coerente con l’arredamento di casa

I montascale, come abbiamo
avuto modo di vedere, non hanno particolari problematiche ad inserirsi
nell’arredamento interno di casa, l’importante è prestare attenzione ad alcuni
piccoli accorgimenti. Per poter essere dei modelli realmente adatti per stare
tutti i giorni in un appartamento, date priorità
alla personalizzazione del colore e alle finiture
(pelle o altri materiali)
del montascale, per far si che non risulti come un corpo estraneo al resto
della stanza.

Facciamo ovviamente in modo
che il montascale non sia un elemento d’ingombro, per questo diamo la preferenza ai modelli che sono retraibili o
ripiegabili
per quelle volte in cui non è necessario utilizzarli.

Se non volete che la vostra
parete sia intaccata dalla struttura del montascale, potete optare per modelli che si possono fissare
direttamente a gradino e non a parete
; in questo modo avremo la possibilità
di lasciarla totalmente libera da fissaggi e le uniche cose che rimarranno
visibili saranno la guida metallica posta e fissata sul gradino, oltre alla
poltroncina necessaria per lo spostamento.

L’articolo Integrare un montascale per disabili ed anziani nel tuo arredamento di casa proviene da Architettura e design a Roma.


 
 

 
 
 
19 aprile 2019 / / Blog Arredamento

In casa si sa: ci vuole ordine. Nelle nostre abitazioni di oggi, la presenza di dispositivi elettronici, però, rende questo compito ancora più arduo. Televisione, PC, Tablet, Caricatore del computer, sono tutti dotati di fili più o meno lunghi. I cavi elettrici sono i più difficili da mantenere in ordine, ma aguzzare l’ingegno e la fantasia può aiutare a trovare delle soluzioni originali e pratiche.

Chiaramente, dato che i consigli che ti daremo prendono in considerazione delle soluzioni che tendono ad essere permanenti, sarebbe meglio se prima di adottarle, tu ti dedicassi alla pulizia dei fili.

Una volta puliti i fili ed eliminata del tutto la polvere, ecco di cosa dovrai dotarti:

  • Etichette plastificate;
  • Pennarello indelebile;
  • Pinze da ufficio;
  • Fermacavi in velcro o in alternativa, fascette da elettricista.

Le etichette plastificate ti occorrono per individuare più velocemente i fili corrispondenti ai rispettivi dispositivi elettronici. In questo modo non rischierai ogni volta di impazzire per comprendere quali cavi elettrici puoi staccare e quali no.

Ricordati che i cavi elettrici non vanno mai aggrovigliati, poiché i fili all’interno potrebbero spezzarsi. Bisogna sempre tenerli allungati ed evitare che si attorcigliano tra loro.

Cavi elettrici: scegliere sempre i migliori e mantenerli in ordine con fantasia

Ci sono tanti modi per mantenere i cavi elettrici in ordine, con fantasia e originalità.

  • Cover in legno dove riporre tutti i fili. Può anche essere colorata;
  • Contenitore di plastica lucida;
  • Portachiavi usb a forma di animale domestico;
  • Calzino colorato per vestire le gambe della scrivania, all’interno del quale riporre i fili;
  • Guaina tessile universale;
  • Fermacavi in pvc.

Oltre queste soluzioni contenitive dei fili, puoi anche optare per abbellire i fili con delle decorazioni, a mo’ di rami. O ancora, puoi scegliere dei fermacavi da parete, lungo quali far scorrere i fili, evitando così che tocchino il pavimento.

Altro consiglio importante riguarda la scelta dei cavi elettrici, questa va sempre fatta tenendo conto della qualità che si sta acquistando. In molti preferiscono comprare i cavi elettrici a poco prezzo, pagandone poi dannosamente le conseguenze.

Opta sempre per dei cavi elettrici di qualità, come quelli che trovi su CMT – lo shop dedicato tutti ai materiali elettrici. Scopri tutti i prodotti dedicata alla fornitura e la cura dei materiali tecnologici.

18 aprile 2019 / / Design

Il marchio MCZ, leader nella produzione di stufe e caminetti, ha scelto di coinvolgere grandi nomi del design internazionale nella progettazione di tre dei suoi prodotti novità per il 2019: le stufe firmate da Patricia Urquiola e da Michael Geldmacher e il rivestimento per camino disegnato da aola Navone.

“Collaborare con designer di grande esperienza nel mondo arredo ci ha permesso di ricollocare il fuoco al centro delle ultime tendenze dell’abitare”, spiega Andrea Brosolo, direttore marketing di MCZ Group. “Sempre più i consumatori desiderano abitazioni belle da vivere in senso lato, quindi comode, attente ai consumi, sane e sostenibili. La riscoperta del fuoco domestico si colloca perfettamente in questa linea di tendenza.”

Nel settore del riscaldamento, il marchio MCZ si distingue tra quelli che più hanno lavorato per far dialogare un oggetto tecnico e funzionale come la stufa o il camino con il contesto della casa e dell’arredo. Il 2010 ha segnato l’inizio di questo percorso: con il premio IF Design Award assegnato al modello Toba, MCZ vince il primo importante premio internazionale assegnato ad una stufa a pellet e cambia completamente la prospettiva con cui guardare all’oggetto.

“Quest’anno abbiamo sviluppato contemporaneamente tre progetti innovativi”, continua Brosolo, “collaborando con tre firme del design internazionale che ci hanno saputo offrire un punto di vista alternativo e originale.”

I designer coinvolti si sono avvicinati con curiosità ad un settore, quello del fuoco, che per tutti e tre rappresenta una novità, ma è interessante per i suoi contenuti emozionali e per i temi legati alla sostenibilità ambientale. Il risultato finale è una rilettura raffinata ed evoluta di un oggetto in cui l’estetica deve convivere con la componente tecnologica.

Poetica ed essenziale l’interpretazione di Michael Geldmacher, che ha disegnato la stufa Reflex. Materica e anticonvenzionale la visione di Paola Navone, a cui è stato affidato il rivestimento per camino Sahara. Architettonica la prospettiva di Patricia Urquiola, che ha realizzato per MCZ la stufa Wall.

Ma vediamole nel dettaglio.

Reflex, la nuova stufa a pellet disegnata da Michael Geldmacher per MCZ

Caratterizzata da una forte componente emozionale, che va al di là del prodotto stesso per coinvolgere la soggettività di chi guarda e vive la fiamma. In Reflex la fiamma non si vede direttamente, ma si sente, si intuisce con il suo bagliore, rendendo l’effetto del fuoco molto più forte.

“Se penso ad una caverna di notte, illuminata da un fuoco,” racconta Michael Geldmacher, “ho immediatamente una sensazione di socialità, sicurezza, calore. Sono queste le sensazioni che volevo evocare con Reflex.”

Realizzata interamente in acciaio, Reflex è caratterizzata da una porta a lame verticali, che nasconde il focolare e impedisce la visione diretta e completa del fuoco. Ciò che si coglie è il bagliore della fiamma, la cui percezione varia in base all’angolo di visione.  Una seconda porta in vetro permette di accedere al braciere, alto e profondo per uno sviluppo in verticale della fiamma. A sinistra, è ospitato il serbatoio per il pellet, con uno sportello montato sul top. La verniciatura della porta a lame è Black. Il fianco e lo sportello superiore possono essere Black, per un effetto uniforme in tinta con la griglia, oppure verniciati Gold, per un contrasto bicolore.

Sahara, il rivestimento per camino frontale disegnato da Paola Navone per MCZ

Realizzato in piastrelle zellije di terracotta smaltata, disponibili nelle colorazioni white o grey.

“Abbiamo interpretato la magia del fuoco, usando un materiale non convenzionale, poetico e decorativo, a cui siamo molto affezionati e che usiamo spesso nei nostri progetti di interior”, racconta la designer Paola Navone.

Lo zellije è una ceramica naturale modellata a mano, proveniente dal Marocco. All’argilla cotta in forno viene applicato uno smalto vetrificato con un effetto perlaceo. La caratteristica dello zellije è l’irregolarità: ogni piastrella è unica e diversa dalle altre nelle tonalità, nella brillantezza o nella trasparenza dello smalto.

“I riflessi cangianti della superficie smaltata”, spiega Navone, “raccontano la poesia e la bellezza un po’ imperfetta delle cose fatte a mano.”  Il rivestimento è stato creato in modo da incorniciare il camino in modo irregolare.  L’effetto voluto da Navone è la sorpresa.

“È come se le piastrelle fossero inaspettatamente comparse durante una ristrutturazione,  scrostando dal muro lo strato superficiale di intonaco”, racconta la designer. “Anche la fonte di calore, il fuoco, emerge quasi di sorpresa dalla superficie fresca della ceramica.”

Wall, la stufa a pellet  di Patricia Urquiola per MCZ

Lavorare al progetto è stato estremamente stimolante per la designer spagnola, da sempre attenta ai contenuti di sostenibilità ambientale dei prodotti che disegna. “Nel settore delle stufe a pellet in questi anni c’è stata un’evoluzione di pensiero importante”, spiega Urquiola. “Sono fonti di calore neutrali in termini di CO2 e questo per noi è fondamentale.”

Per qualificare anche dal punto di vista decorativo l’oggetto stufa, Urquiola ha deciso di lavorare tenendo molto contenuto il linguaggio. Ad un concetto cilindrico molto sobrio, privo di griglie di aerazione frontali, si adagia una forma lineare che va in appoggio al muro. Questo particolare disegno della struttura, interamente realizzata in acciaio verniciato Black, è una soluzione semplice ma innovativa pensata da Urquiola per nascondere le tubature e gli elementi tecnici di collegamento della stufa.

L’essenzialità di Wall è esaltata da un dettaglio unico ed altamente evocativo: il basamento.

Il basamento è un elemento di dialogo con la casa, che rende la stufa un elemento di arredo, al di là della sua sobrietà formale”, spiega Urquiola. È disponibile, oltre che in acciaio Black in abbinata alla struttura, in diversi materiali naturali, come la pietra, il terrazzo di marmo, il legno o il cemento. La possibilità di scegliere tra finiture così matericamente diverse tra loro è un particolare che dona carattere all’ambiente e fascino all’intera casa.

Wall è una stufa che si può gestire direttamente dal proprio smartphone. “Le stufe a pellet sono oggetti smart, che nascono già per interagire con noi e dialogare con noi. In breve tempo queste conversazioni con gli oggetti saranno sempre più presenti nelle nostre case”, conclude Urquiola.

L’articolo Patricia Urquiola, Paola Navone e Michael Geldmacher reinterpretano il tema “fuoco” per MCZ proviene da Dettagli Home Decor.

19 marzo 2019 / / Blog Arredamento

C’è chi li odia e chi li ama.
Chi litiga col partner per non accenderli mai, chi non ne può fare a meno.
Chi “mi fanno venire il raffreddore” e chi “migliorano l’aria di casa”.

La verità è che i condizionatori di nuova generazione possono essere un valido aiuto nella vita di tutti i giorni.

Vediamo quali sono le tipologie e come possiamo installare l’impianto giusto.
Condizionatore nascosto e integrato in una libreria

L’ABC: differenza tra condizionatore e climatizzatore

L’impianto di condizionamento interviene sulla temperatura dell’aria all’interno dei locali e sulla velocità con cui questa viene redistribuita nell’ambiente. L’aria emessa è priva di umidità, quindi il tasso igrometrico non può essere regolato o controllato.

Il climatizzatore regola il clima all’interno di un ambiente chiuso, agendo sulla percentuale di umidità, sulla temperatura dell’aria e sulla velocità di distribuzione. Inoltre influisce sulla qualità dell’aria e sulla sua purezza attraverso appositi filtri.

Molto spesso i due termini sono usati per definire lo stesso macchinario, ma in realtà si tratta di due apparecchi diversi.

Tipologie di condizionatori

Condizionatori portatili

Sono i classici condizionatori a pavimento, più economici rispetto agli impianti di condizionamento domestico con split. I modelli più moderni sono senza tubo e si possono spostare per casa in base a dove servono.
Il fai da te qui non porta alcun problema, basta acquistare il modulo e installarlo seguendo le istruzioni del produttore. Sono una valida alternativa al ventilatore ma non sono paragonabili ai condizionatori fissi per performance.

Condizionatori fissi

L’aria condizionata fissa è quella con impianto interno a parete, a soffitto o a pavimento – detto anche “a consolle”. L’aria emessa può essere refrigerata tramite gas o ad acqua (che può essere scaldata se collegata a pompa di calore).

Può essere mono split, dual split o multi split in base alle esigenze personali e alle dimensioni della casa.
Si controlla con i tradizionali telecomandi o wifi.

Esistono poi molte varianti che differiscono per estetica, prezzo e specifiche tecniche:

  • condizionatori tradizionali on/off
  • climatizzatori inverter
  • condizionatori con motore esterno
  • condizionatori senza unità esterna
  • condizionatore canalizzato
  • condizionatore o climatizzatore a pompa di calore (caldo freddo)

Visto? Le opzioni sono tantissime ed ognuna porta con sé vantaggi, svantaggi e costi diversi.
Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi ad un professionista e confrontare vari preventivi per avere un’idea chiara del rapporto costo-beneficio.

Quanto costa installare i condizionatori

Per l’installazione e il montaggio dei condizionatori non andare al risparmio.

Per avere un buon prodotto installato in maniera professionale (quindi sicuro, performante e duraturo) è buona norma chiedere vari preventivi per condizionatori adeguati alle vostre esigenze, ovvero: alla grandezza degli ambienti, al tuo budget e ad altre particolari necessità (vuoi solo raffreddare o anche riscaldare? vuoi purificare l’aria o regolare l’umidità? quanto vuoi spendere?…).

Solo un installatore professionista potrà darti concretamente una mano nella scelta del modello più adatto.

In casi come questo il fai da te può portare a danni seri e costi aggiuntivi notevoli.
Ricorda che un prodotto di bassa qualità e per giunta installato male porta con sé difetti occulti che impattano sul tuo portafoglio.
Meglio investire di più all’inizio per evitare future spese (e fastidi) per tecnici, ricambi, guasti, accessori…!

Approfitta della detrazione condizionatori 2019

Puoi beneficiare del bonus sia per l’installazione di un nuovo condizionatore, sia per la sostituzione di un vecchio impianto.

Ecco i casi in cui puoi detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi:

  • bonus con ristrutturazione edile in corso: 50% di detrazione su impianti a pompa di calore finalizzati al risparmio energetico (+ IVA ridotta al 10%). La spesa rientra nel tetto di spesa sulle ristrutturazioni di € 96.000 totali
  • detrazione condizionatore senza ristrutturazione: 65% di detrazione. Solo per sostituzione di impianti vecchi preesistenti e solo se si installa un nuovo impianto a pompa di calore o ad alta efficienza energetica (dotato di caldaie a condensazione, ibridi, geotermici, biomasse…)
  • bonus risparmio energetico: 65% di detrazione. Per sostituzione dell’impianto di riscaldamento con condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza. Tetto di spesa € 46.145

Ricorda che il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante contenente l’apposita causale relativa a lavori di ristrutturazione, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA del rivenditore. Conserva le ricevute e le fatture di acquisto.

per informazioni dettagliate e specifiche leggi la guida dell’agenzia delle entrate sulla detrazione fiscale condizionatori.

12 marzo 2019 / / Architettura

I condizionatori di ultima generazione raffrescano, riscaldano, deumidificano e rendono l’aria più salutare con un’attenzione particolare ai consumi e alla silenziosità. Ecco qualche consiglio per scegliere l’apparecchio più adatto alla casa e trovare lo specialista con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Se fino a qualche anno fa, i condizionatori avevano un consumo energetico molto elevato, oggi, grazie alle tecnologie avanzate, i nuovi modelli garantiscono rendimenti da classe A o superiori. I motori dei nuovi apparecchi sono infatti quasi tutti inverter, caratteristica che ha il grande vantaggio di modulare il ritmo di funzionamento in base alle effettive necessità, senza sbalzi e picchi di consumo.

I condizionatori di ultima generazione possono inoltre essere comandati anche tramite semplici APP scaricabili sul proprio smartphone, tablet o PC che permettono di programmarli e gestirli con facilità anche quando si è fuori casa.

Quando si sta per scegliere un condizionatore, al di là del costo di acquisto, è necessario valutare diversi fattori al fine di avere l’impianto più idoneo.

Gli aspetti per scegliere un impianto d’aria condizionata

Per orientarsi al meglio nel mondo dell’odierna tecnologia, ecco quali aspetti considerare:

  • Valutare le proprie necessità

E’ importante considerare se si desidera installare il condizionatore solo per il raffrescamento oppure si vuole un sistema utile anche durante i mesi invernali. Valutare se si ha bisogno o meno di un dispositivo con deumidificatore. Inoltre occorre tenere presente il numero di ambienti che si vuole raffrescare, l’esposizione, la forma della stanza, il volume totale e la superficie.

  • La potenza del condizionatore

Sapere questa caratteristica permette di capire se è meglio un sistema di aria condizionata con uno o più split da installare nella stanza o stanze da raffrescare. La potenza del condizionatore si misura in BTU, 1 Kw corrisponde a 3412,142 BTU/hr. Per esempio uno split da 7.000 BTU è adatto per una stanza di circa 20 mq. Naturalmente occorre valutare le potenze degli apparecchi sia in raffrescamento, sia in riscaldamento, spesso differenti tra loro, per capire se l’impianto elettrico è in grado di supportare i consumi o se occorre richiedere un aumento dell’utenza elettrica in chilowatt.

  • Efficienza e risparmio energetico

Prima dell’acquisto di un condizionatore è fondamentale verificare l’etichetta energetica, obbligatoria, per privilegiare i modelli con le classi energetiche da A a A+++. Oltre a minori consumi, hanno ridotte emissioni di anidride carbonica in atmosfera. E’ importante controllare anche le sigle SEER – Stagional Energy Ratio – relativa al raffreddamento e SCOP – Stagional Coefficient of Performance – che indicano l’efficienta stagionale del condizionatore. In questo caso più i valori sono alti, maggiori sono le prestazioni e il risparmio energetico ottenuto.

  • La funzione che migliora l’aria

Molti degli apparecchi in commercio non si limitano a raffrescare, riscaldare e togliere l’umidità, ma permettono anche di migliorare l’aria dentro casa. Se si desidera un condizionatore con questa funzione, in fase di scelta occorre verificare che l’apparecchio sia dotato degli appositi filtri che raccolgono e bloccano le impurità dell’aria, compresi virus e batteri. Alcuni modelli sono anche dotati di ionizzatore, che rende l’aria molto più respirabile e pulita.

  • La rumorosità del condizionatore

I modelli meno recenti possono risultare rumorosi durante l’utilizzo. Presta, quindi, molta attenzione al numero di decibel dell’impianto quando selezioni un condizionatore d’aria, soprattutto se si desidera installarlo in camera da letto o in soggiorno.

Una volta che sono ben chiari quali aspetti considerare per la scelta di un condizionatore, non resta che affidarsi ad un esperto per l’acquisto e la sua installazione.

Trattandosi di una spesa non da poco, il consiglio è di richiedere online più preventivi per i condizionatori al fine di trovare la soluzione più adatta al miglior prezzo.

Ma come scegliere il preventivo migliore?

La scelta del preventivo di fornitura e installazione di un condizionatore d’aria è resa complessa dalle tante marche e modelli di apparecchi disponibili sul mercato, inoltre bisogna considerare anche i servizi di installazione, manutenzione e posa in opera che hanno dei costi a parte.

Una volta ricevuti i preventivi, il consiglio è di confrontarli e verificare che siano riportate alcune informazioni importanti. Prima di tutto il prezzo totale, assicurandosi che sia tutto incluso. In caso contrario è sempre meglio chiedere all’azienda quale lavoro non è compreso nel preventivo. Importante controllare quali marchi di qualità propongono e le informazioni relative alla garanzia dei condizionatori. Da non sottovalutare anche la data di inizio e di fine lavori.

Solo verificando e confrontando queste informazioni sarà possibile scegliere l’azienda con il miglior rapporto qualità-prezzo e procedere all’installazione di un condizionatore in tutta sicurezza.

 

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19 febbraio 2019 / / Blog Arredamento

Con il caldo e l’afa non vedete l’ora di godervi un po’ di fresco, installando un condizionatore o climatizzatore, ma non potete perché abitate in un centro storico ed è vietato, o trovate che l’unità esterna sul balcone sia proprio un pugno nell’occhio? La soluzione giusta sono i condizionatori senza unità esterna, che, fra la miriade di proposte che offre il mercato, stanno sempre più affermandosi, grazie all’evoluzione della tecnologia e al miglioramento del design.

Perché scegliere condizionatori senza unità esterna

Sono molte le ragioni che possono condurre a questa scelta:

  • Mancanza di spazio esterno, come un balcone, o uno spazio aperto sufficientemente ampio, necessario per alloggiare l’unità esterna;
  • Regolamenti condominiali o vincoli architettonici che vietano di installare apparecchi sulla facciata esterna dell’edificio;
  • Personale senso estetico, perché l’unità esterna del condizionatore avrà anche la sua funzione, ma di certo bella non è.

Condizionatori senza unità esterna: cosa sono

I condizionatori senza unità esterna sono macchine che racchiudono nella stessa struttura le funzioni dell’unità esterna ed interna. Che cosa significa esattamente?

Il condizionatore tradizionale è composto da un’unità interna, o evaporante, detta anche split, che distribuisce l’aria negli ambienti, fresca in estate e calda in inverno, e un’unità esterna, o condensante, che è il cuore dell’impianto, perché contiene il motore.

Questa, in genere, è piuttosto voluminosa, ingombrante e rumorosa, e necessita di ampio spazio aperto per svolgere efficacemente il suo lavoro. I due elementi devono essere installati in modo da essere collegati fra loro, quindi si posizionano al di qua e al di là della stessa parete, uniti da condutture in rame, che attraversano la parete stessa, il che comporta un’installazione complessa e opere murarie di una certa importanza.

I condizionatori senza unità esterna comprendono in un solo apparecchio sia l’unità evaporante sia quella condensante e possono essere portatili o fissi.

Quelli portatili possono avere varie dimensioni e presentano un design essenziale, così da adattarsi a ogni esigenza di arredo, sono forniti di rotelline e possono essere facilmente trasportati da un ambiente all’altro. Sono dotati di un tubo di plastica flessibile da cui fuoriesce l’aria calda prodotta durante il funzionamento, che va posto all’esterno, per esempio fuori da una finestra.

Per quanto riguarda i condizionatori senza unità esterna fissi, questi comunicano con l’esterno attraverso due semplici fori da praticare sulla parete, all’interno dei quali va posta una griglia pieghevole.

All’interno dell’abitazione avrete dunque un apparecchio compatto, di dimensioni maggiori rispetto al solo split del condizionatore tradizionale: mediamente le misure si aggirano intorno a 90 cm di larghezza, 51 cm di altezza e 23 cm di profondità, mentre all’esterno nulla andrà a deturpare l’aspetto dell’edificio, poiché i fori si integrano perfettamente allo stile di qualsiasi facciata.

Condizionatori senza unità esterna fissi: installazione

L’installazione dei condizionatori senza unità esterna fissi è simile a quella dei condizionatori tradizionali, ma è più semplice e più veloce. Occorre seguire i seguenti passaggi:

  • Decidere la posizione, che potrà essere in alto o in basso e ovunque sulla parete, purché rispetti le distanze minime dal soffitto e dai muri perimetrali, indicate nelle istruzioni di montaggio, che variano in base alle dimensioni dell’apparecchio; dovrà anche essere posto a distanza dagli altri elettrodomestici presenti nell’ambiente;
  • Fissare la staffa di supporto in dotazione nella parete, in corrispondenza della posizione prescelta;
  • Praticare nella parete due fori con diametro di circa 16 cm, attraverso i quali avverrà lo scambio d’aria da e per l’esterno;
  • Inserire all’interno dei fori le griglie pieghevoli, anch’esse in dotazione.

Anche se il lavoro di installazione è abbastanza semplice, è bene affidarsi sempre a professionisti, per eseguirlo ad opera d’arte e per praticare i fori senza rischiare di danneggiare il muro o eventuali impianti inseriti nella parete.

Condizionatori senza unità esterna: caratteristiche

Per quanto riguarda le prestazioni e le caratteristiche dei condizionatori e dei climatizzatori senza unità esterna, queste sono paragonabili a quelle degli apparecchi tradizionali. Potete scegliere quindi fra diverse opzioni:

  • Condizionatore “a freddo”, con la sola funzione di raffreddare l’aria;
  • Condizionatore “a caldo”, cioè dotato di pompa di calore, che consente anche di riscaldare l’aria;
  • Condizionatore “on-off”, che all’accensione eroga la massima potenza per raggiungere la temperatura desiderata in breve tempo, per poi spegnersi totalmente e riavviarsi ogni volta che c’è una variazione di gradi interni: questo comporta notevoli sbalzi di temperatura e alti consumi energetici;
  • Condizionatore “inverter”, che immette aria fredda o calda con gradualità, secondo le reali necessità dell’ambiente, mantenendo costante la temperatura senza spegnersi mai: ha un costo d’acquisto superiore ma consente un notevole risparmio energetico;
  • Varie funzionalità aggiuntive, secondo i modelli: deumidificatore, ventilatore, ionizzatore, filtraggio dell’aria, timer, modalità sleep, comandi a distanza wi-fi;
  • Possibilità di collegare al monoblocco uno split supplementare per climatizzare un ambiente vicino (climatizzatore “dual”).

Condizionatori senza unità esterna: pro e contro

Riassumendo, i condizionatori senza unità esterna presentano vari aspetti positivi:

  • Ingombro ridotto;
  • Tutela architettonica dell’edificio;
  • Facile e rapida installazione;
  • Manutenzione più agevole;
  • Risparmio energetico;
  • Nessuna emissione d’aria verso il suolo pubblico;
  • Vasta disponibilità di modelli e funzionalità;
  • Ampia scelta per quello che riguarda il design.

I primi esemplari di condizionatori senza unità esterna presentavano problemi di rumorosità, dato che il motore è inserito all’interno della casa, ma il rapido progresso della tecnologia e l’uso di materiali insonorizzanti hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti sotto questo profilo su vari modelli.

Anche per quello che riguarda il design, la ricerca ha messo a punto apparecchi compatti, sottili, dalle linee eleganti e raffinate, tanto da farli diventare dei veri complementi d’arredo, che danno personalità all’ambiente e possono soddisfare ogni esigenza estetica.

2 febbraio 2019 / / Architettura

IKEA sempre più green. Con il sistema di pannelli SOLSTRÅLE l’energia solare ora è democratica e alla portata di tutti grazie alla partnership commerciale con Wölmann.

Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann, coniugando autonomia e risparmio e riducendo gli sprechi, le inefficienze ed i costi dell’attuale modello produttivo e distributivo.

L’Italia è la terra del sole. E proprio il sole potrebbe essere la risposta agli interrogativi circa il futuro del pianeta. Il cambiamento climatico è un dato di fatto tuttavia per vivere comodamente dentro casa nessuno di noi può prescindere dall’energia elettrica: per coprire il consumo medio di una famiglia di quattro persone servono circa 3.500 kWh.

IKEA, da sempre impegnata a migliorare la vita quotidiana delle persone, ha deciso di mettere a disposizione dei clienti la sua expertise nel campo dell’energia rinnovabile, forte degli oltre 700.000 moduli solari installati sui tetti dei suoi edifici, con la serie SOLSTRÅLE. Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann. In 8 store (Milano Carugate, Milano San Giuliano, Milano Corsico, Brescia, Rimini, Villesse, Padova e Catania) saranno inoltre allestiti dei corner informativi dove esperti saranno a disposizione dei consumatori per avere informazioni dettagliate su come ottenere un notevole vantaggio economico. I pannelli solari permettono infatti di ridurre i costi dell’elettricità in bolletta fino al 50%.

L’ingresso del colosso svedese nel mercato dell’energia rinnovabile costituisce una svolta epocale, paragonabile solo all’apertura della prima sede italiana 30 anni fa, ed avrà un notevole impatto sulla vita delle persone. I pannelli solari, costosi e spesso considerati fuori dalla portata di molti, potranno diventare ora più accessibili sia economicamente che culturalmente.

Siamo fatti per cambiare”, tema dell’anno di IKEA, assume quindi una nuova declinazione per l’azienda, da sempre impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, che rende ora accessibile (e democratica) la fonte energetica più pulita e sostenibile di tutti: il sole.

WÖLMANN, UN PARTNER COMMERCIALE D’ECCEZIONE

È la prima volta che IKEA affronta direttamente il campo dell’energia rinnovabile, e lo fa insieme ad un partner commerciale d’eccezione. Con oltre 6.000 sistemi solari installati in tutta Italia, 7.000.000 KWH di energia elettrica prodotta e 5.000 tonnellate di anidride carbonica non emessa nell’atmosfera Wölmann consente di sviluppare soluzioni su misura, rispondendo alle esigenze di tutte le famiglie.

A differenza di quanto avviene per i mobili, la vendita e l’installazione della serie SOLSTRÅLE sarà gestita in toto da Wölmann. I pannelli solari non dovranno essere montati e installati una volta acquistati, ma sarà l’azienda stessa ad occuparsi di tutto, dalla progettazione fino all’installazione. Il nuovo sistema si compone di tre soluzioni, tutte personalizzabili dal punto di vista della potenza, con una garanzia di qualità di 5 anni sull’intero impianto e di 25 anni sui pannelli solari.

COME FUNZIONA IL SISTEMA DI PANNELLI SOLSTRÅLE

Il funzionamento alla base di SOLSTRÅLE è molto semplice: i moduli assorbono la luce del sole e la utilizzano per produrre corrente continua. Un inverter monitora l’impianto e converte la corrente continua in corrente alternata. Se l’elettricità viene consumata direttamente, ad esempio dal frigorifero, dall’aspirapolvere o dalla lavatrice, si parla di autoconsumo. La corrente in eccesso può essere immessa nella rete e retribuita dall’azienda elettrica. Oppure, tramite l’installazione di una batteria, è possibile immagazzinare l’elettricità prodotta durante il giorno e di consumarla la sera, aumentando di fatto l’autoconsumo e riducendo i costi.

La vendita dei pannelli è riservata ai soci IKEA FAMILY e IKEA BUSINESS, per maggiori informazioni e conoscere i costi visitate la pagina dedicata di IKEA

www.ikea.com

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4 dicembre 2018 / / Architettura

Chi mette a casa un pannello fotovoltaico fa del bene all’ambiente e la comunità riducendo l’inquinamento. Inoltre può Guadagnare con impianto fotovoltaico.

Quanto si può guadagnare con impianto fotovoltaico? la risposta a questa domanda non è univoca perché dipende dalla dimensione e la qualità dei materiale utilizzati.

Impianto fotovoltaicoBisognerebbe calcolare anche il costo dell’impianto fotovoltaico. Infatti un fattore da tenere in considerazione prima di decidere di fare questo investimento è calcolare i propri consumi. Per il momento si parla di un consumo minimo di 2200-2500 kWh all’anno per poter installare un impianto fotovoltaico.

Un impianto fotovoltaico presenta un costo iniziale e non solo, ma anche altri costi da tenere in considerazione. Ad esempio costi legati alla sua funzionalità, la manutenzione, le pulizie e la sua assicurazione. Quindi bisogna calcolare tutti i costi che si dovranno sostenere prima di decidere di acquistare un pannello fotovoltaico.

Un esempio di come calcolare il costo impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico per una casa di circa 100 mq ha un costo che si aggira intorno ai 3000 € per kW installato. Generalmente quello che vien installato in una famiglia di 4 persone, è un impianto da 3 kW, cha un prezzo di 9000 € circa. Se, invece, abbiamo necessità di installare un impianto di grandi dimensioni per la nostra azienda, il prezzo si aggira intorno ai 5000 € per kW installato.

In particolare, il prezzo medio di un impianto fotovoltaico dipende sostanzialmente da:

  • il tipo di moduli utilizzati (silicio monocristallino, policristallino o amorfo, altre tecnologie comprese tra i “film sottili”)
  • la dimensione dell’impianto.

Impianto fotovoltaico

Quanto si guadagna con il pannello fotovoltaico?

Per poter fare un calcolo, prima di tutto bisogna considerare la dimensione dell’impianto, il tipo di impianto e il livello di integrazione architettonica nell’abitazione. In Italia, infatti, sono previsti 20 anni di contributi con il conto Energia.

Le tariffe incentivanti generali dal conto Energia sono le seguenti:

  • 0,445 euro per ogni kWh prodotto per impianti con potenza da 1 a 20 kW.
  • 0,460 euro per ogni kWh prodotto per impianti con potenza da 20 a 50 kW.
  • 0,490 euro per ogni kWh prodotto per impianti con potenza da 50 a 1000 kW.

Ipotizziamo per un impianto da 20 kW che produrrà 3000 kW in un anno. Quindi dal gestore abbiamo incentivi pari a 3000 x 0.445 = 1335 Euro.

Impianto fotovoltaico

La detrazione del 50%

L’impianto fotovoltaico domestico beneficia della detrazione fiscale al 50% che consente di recuperare la metà del costo dell’impianto. Quindi 9000 x 50% = 4500 Euro suddivisi in 10 anni.

Il bonus ristrutturazioni potrebbero subire delle modifiche nel 2019, ma fino al 31 dicembre 2018 è pari al 50% con un tetto massimo di spesa che arriva a 96 mila Euro.

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