Un Airstream vintage ripensato come ufficio mobile

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Edmonds + Lee Architects di San Francisco  ha trasformato un caravan degli anni ’60 in un moderno spazio che funge da ufficio e casa mobile .

Negli ultimi il mondo del lavoro è molto cambiato. La tecnologia ha portato a nuove professioni e sempre più persone hanno iniziato a lavorare da casa. Una tendenza, questa, che sta prendendo piede in tutto il mondo. Chi ha la fortuna di poter gestire la propria attività con un computer e una connessione internet, può lavorare ovunque anche girovagando per il mondo, magari con un fantastico caravan come questo.

Progettato da Edmonds + Lee Architects, con sede a San Francisco, in collaborazione con Silver Bullet Trailer, questo Airstream è stato trasformato per un imprenditore della Silicon Valley che desiderava un ufficio pratico da utilizzare come spazio di lavoro ma anche come casa mobile. Insieme a sua figlia, designer industriale, ha acquistato il caravan in Germania. Questo raro Airstream vintage, Bambi II, ha viaggiato da Amburgo alla California, dove ha preso il nome di Kugelschiff (che si traduce in “bullet ship”) ed è stato trasformato in un perfetto ufficio mobile.

Multifunzionale e adattabile a diverse esigenze, l’interno presenta un design elegante e minimalista.  La perfetta integrazione di elementi diversi ha permesso al team di creare uno spazio flessibile in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza. Nonostante le sue dimensioni ridotte, solo 8 mq, il caravan ha un design ottimizzato che sfrutta al massimo ogni centimetro a disposizione.

Da un lato, c’è un divano curvo con rivestimento in lana Maharam e un moderno tavolo rotondo. Sul lato opposto, invece, una scrivania regolabile in altezza che all’occorrenza si trasforma in una pratica base per il letto. Grazie al materasso ad aria, diventa un posto letto confortevole con una vista meravigliosa. Qui, il team ha installato anche armadi in rovere che nascondono attrezzature, un frigorifero, un lavandino e più spazio di archiviazione. L’alluminio verniciato bianco riveste le pareti, mentre i pavimenti sono in legno di frassino.  Il caravan è inoltre dotato di pannelli solari e un ripetitore Wi-Fi, nonché un sistema Nest intelligente.

Fotografie © Joe Fletcher

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Un loft con piscina in un teatro abbandonato

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Questo loft con piscina, dal design elegante e sofisticato, era in origine un teatro; la struttura si trova nel quartiere di Poblenou, nel cuore di Barcellona ed è stato trasformato in un loft con piscina grazie agli architetti di Cadaval e Sola Morales. Gli arredi ricercati e le grandi vetrate contrastano con successo con i vecchi muri in mattoni riportati alla luce.

A loft with a pool in an former theater

This loft with pool, with an elegant and sophisticated design, was originally a theater; the property is located in the Poblenou district, in the heart of Barcelona and has been transformed into a loft with a swimming pool thanks to the architects of Cadaval and Sola Morales. The refined furnishings and large windows contrast successfully with the old brick walls brought to light.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Sandra Pereznieto
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Un loft brutalista per l’architetto

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Questo loft dal mood brutalista si trova sull’ Avenida Paulista, l’arteria principale di San Paolo, in Brasile; scelto come propria abitazione dall’architetto Eduardo F. Correia, l’appartamento di circa 65m², è all’interno di un edificio dallo stile brutalista degli anni ’50, disegnato da Jacques Pillon e Gian Carlo Gasperini. Il progetto ha rivisto il layout della casa e l’arredamento, costituito da arredi in stile minimalista con alcuni pezzi iconici. 

A brutalist loft for the architect

This loft with a brutalist mood is located on Avenida Paulista, the main artery of São Paulo, Brazil; chosen as its own lodge by the architect Eduardo F. Correia, the apartment of about 65m², is inside a building with a brutalist style of the 50s, designed by Jacques Pillon and Gian Carlo Gasperini. The project has revised the home’s layout and furnishings, consisting of minimalist-style furnishings with some iconic pieces.

 

Foto: Salvador Cordaro
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Una casa con gli interni disegnati dal colore

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In Sicilia, sull’isola di Lipari, una casa con gli interni disegnati dal colore: il blu delle barche da pesca con il rosso ed il giallo. Non è la solita casa eoliana che ti aspetti neppure la solita casa in cui la mano dell’ architetto è preponderante: semplicemente è una casa su tre livelli articolata per integrarsi con il mare.

In questo progetto l’ Architetto Fabrizio Miccò, appassionato di mare, propone la sua visione di un’ abitazione che si affaccia sull’ arcipelago delle Eolie.

La casa di 70 metri quadri, di cui 17 dedicati al soppalco che ospita la camera da letto, si sviluppa su due livelli, oltre alla terrazza di 50 mq. Gli ambienti sono piccoli ma misurati con un attenzione alle viste sia interne che esterne. Il risultato della ristrutturazione è uno spazio essenziale, ricco di luce e personalizzato in maniera gioiosa.

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Realizzare ARCHITETTURA (ma non in italia)

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L’innovativo progetto dello studio di architettura tailandese Octane architect&design, ci porta in una villa privata tailandese.
L’architettura è caratterizzata da volumi disposti liberamente fuori terra, la struttura e le coperture convergono verso un cortile centrale che svolge le funzioni dell’Atrium di una Domus dell’antica Roma:
“un cortile, dove la luce del sole è lasciata libera di passare e dove può cadere la pioggia. Il muro diagonale collega la struttura esterna dell’edificio con quella del cortile, così come fa il tetto (inclinato)”

Ma, mettendo da parte per un momento l’eleganza della soluzione, concedeteci per una volta uno sfogo.

Sono quasi 10 anni che su Coffee Break condividiamo con voi i progetti di architettura che ci colpiscono e ci ispirano;
la quasi totalità dei progetti che trovate qui NON sono stati realizzati in Italia

In progetti come questi salta dolorosamente agli occhi la libertà di cui hanno potuto godere gli architetti e i loro committenti:
anno di realizzazione 2019, volumi liberamente disposti sul terreno, grandissime vetrate…

Impensabile per noi!

In Italia ci vorrebbero anni; un progetto del genere starebbe ancora girando per uffici pubblici, in 5 copie, accantonato in un angolo da svogliati impiegati, in attesa del nulla osta, del silenzio assenzo, dell’integrazione, con un faldone si riempirebbe di richieste, solleciti, numeri di protocollo ecc ecc

O peggio, sarebbe stato ferocemente osteggiato da tutti coloro che non concepiscono qualcosa di diverso dall’edilizia vernacolare, la famosa edilizia povera ma sapiente, che dovrebbe “sorprendere per la felice sintesi forma-materia”,  ma che nella maggiorparte dei casi delude, perchè l’edilizia che vediamo girando lo sguardo tutta questa sapienza non ce l’ha.

Così mentre in altri paesi gli architetti hanno la possibilità di portare avanti una ricerca architettonica concreta, sperimentare materiali e soluzioni, realizzare architettura, fare cultura,
in Italia, no, un architetto anche quando riceve carta bianca  dal committente, al massimo può progettare qualcosa che sia accettabile dall’articolo di un tal Regio Decreto e che sia anche mimetico coi palazzotti che stanno intorno, costruiti nel dopoguerra, con un pò di mattoni, tufo, e quel pò di cemento che a giudizio del mastro bastava per farli rimanere in piedi.

L’Italia è famosa in tutto il mondo per la sua meravigliosa architettura perchè i nostri predecessori hanno avuto coraggio, hanno osato sperimentare e spingere le tecniche e i materiali ai limiti.
Oggi invece ci viene imposto di arrenderci all’indolenza di una burocrazia elefantiaca che si nasconde dietro leggi e normative, abbassare il livello, non osare, non progettare.

Questo si traduce in immobilismo e arretratezza

E noi non ci stiamo.

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La casa curva sulla costa Australiana

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Questa casa costruita in un piccolo centro abitato in Australia rispecchia le ondulazioni della marea e del paesaggio con la forma ad arco.

Una lunga curva si estende da Nord a Sud, massimizzando le viste verso il mare e seguire il profilo della scogliera.
Il tetto curvo della Tidal Arc House lascia entrare la luce del mattino in casa ombreggiando l’edificio per il resto del giorno, proteggendolo dal caldo torrido

Dalla facciata esterna, i materiali si estendo con naturalezza agli interni, abbracciando pavimenti e colonne in pietra calcarea e cemento, i freschi toni grigi del cemento contrastano con la brillante luce solare australiana.
Mentre i legni scuri, il marmo grigio, il bronzo e l’ottone danno un senso di lussuosità, accentuata da pezzi di unici realizzati su disegno.

The curved house on the Australian coast

This house built in a small inhabited center in Australia reflects the undulations of the tide and the landscape with the arch shape.

A long curve extends from North to South, maximizing the views towards the sea and following the profile of the cliff.
The curved roof of the Tidal Arc House lets the morning light enter the house shading the building for the rest of the day, protecting it from the scorching heat

From the external façade, the materials extend naturally to the interiors, embracing limestone and concrete floors and columns, the cool gray tones of the cement contrast with the bright Australian sunlight.
While dark woods, gray marble, bronze and brass give a sense of luxury, accentuated by unique pieces made to design.

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Architettura introversa in Messico

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Una casa unifamiliare, solida e chiusa all’esterno, quasi un monolite di cemento disposto attorno a un cortile centrale.
Alla durezza esterna dell’edificio, in cemento e pietra si contrappone un’atmosfera morbida e accogliente per i suoi abitanti, con la facciata sud aperta alla vista e gli interni con pavimenti e pareti in legno naturale

Introverted architecture in Mexico


A single-family house, solid and closed to the outside, almost a concrete monolith arranged around a central courtyard.
The external hardness of the building, in concrete and stone contrasts with a soft and welcoming interior atmosphere for its inhabitants, with natural wood floors and walls.

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Villa con vista alle Cicladi

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In questa affascinante villa a Mykonos lo stile minimalista si incontra con gli elementi distintivi della tradizionale architettura delle Cicladi, costruita su una collina, grazie alla sua posizione privilegiata, domina la magnificenza del Mar Egeo e gode di panorami incontaminati dell’isola

Beautiful Villa in the Cyclades

In this charming villa in Mykonos the minimalist style meets with the distinctive elements of the traditional Cycladic architecture, built on a hill, thanks to its privileged position, overlooking the magnificence of the Aegean Sea and enjoying pristine views of the island.

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Case sull’albero sostenibili nella foresta delle Dolomiti italiane

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Oggi, sempre più architetti sviluppano nuovi concetti di case o rifugi molto diversi dalla classica costruzione di montagna. Alcuni progetti si ripetono dal punto di vista formale, mentre altri presentano soluzioni più sofisticate, ma tutti sono accomunati da criteri di ecosostenibilità.

Un ottimo esempio è il progetto Tree Houses dello studio milanese Peter Pichler Architecture, che ha recentemente sviluppato un concept per un gruppo di case sull’albero sostenibili, caratterizzate da una geometria ispirata agli abeti e ai larici circostanti.

Il progetto è nato come estensione di un hotel esistente con lo scopo di offrire una nuova esperienza di vacanza da trascorrere nella foresta delle Dolomiti a strettissimo contatto con la natura.

Le case sull’albero, caratterizzate da un ripido tetto spiovente, sono realizzate in legno locale annerito e dotate di ampie vetrate che permettono di ammirare la meravigliosa natura del luogo. Ogni casetta si sviluppa su due livelli per una superficie complessiva di 35-45 mq. Al piano inferiore si trova una piccola zona lettura / salotto, mentre al piano superiore la zona notte con un piccolo bagno. I due livelli sono collegati con una piccola scala interna.

Il progetto è concepito come un “rallentamento” – forma di turismo in cui la natura e l’integrazione dell’architettura in essa giocano un ruolo primario. “Riteniamo che il futuro del turismo sia basato sulla relazione tra l’essere umano e la natura: un’architettura integrata e sostenibile può amplificare questa relazione, nient’altro è necessario” – Peter Pichler

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Park Zoo Hotel, il nuovo progetto di Li Xiang

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Nella città di Hanghzou, in Cina, Li Xiang, architetto e designer dello studio X+Living, ha curato il progetto del nuovo hotel. Si tratta di un concept innovativo dalla forte componente grafica il cui design è dedicato al tema degli animali.

La struttura si sviluppa su una superficie di 18.000 mq nel centro della metropoli cinese. In fase progettuale il cliente ha richiesto espressamente che il tema degli animali fosse predominante in tutto l’hotel. Li Xiang, però, non si è limitata a presentare gli animali come semplici elementi di design, ma ha voluto evidenziare il fatto che molte delle specie presenti sono ormai in via di estinzione, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico su questo tema importante.  Da qui l’idea di creare diverse ambientazioni e particolari scenografie che rappresentano tutto ciò che riguarda il mondo e la vita degli animali.

A partire dalla hall fino ad arrivare alle camere, si possono ammirare divertenti e coloratissimi ippopotami, elefanti, zebre, fenicotteri e molte altre specie, tutti esposti come se fosse una galleria d’arte moderna. Il tema degli animali è stato utilizzato anche per creare una varietà originale di arredi e complementi, ma anche quadri e diverse installazioni murali.

Ci auguriamo che il Park Zoo Hotel possa contribuire a sensibilizzare il pubblico su quanto è importante la tutela e la conservazione di tutte le specie animali presenti nel mondo.

Progetto Li Xiang – studio X+LIVING

Fotografo: Shao Feng

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