29 Luglio 2019 / / Architettura

cortile interno residenza di lusso

Nella città vecchia di Palma un edificio del XVI secolo è stato sapientemente restaurato e trasformato in nove residenze di lusso: quattro appartamenti e cinque attici in stile classico contemporaneo.

Pont i Vic è il nome del nuovo progetto residenziale firmato dallo studio Gras Arquitectos. La sfida più importante ha riguardato il restauro degli elementi storici presenti nell’edificio, come la facciata e il cortile interno, tipici dell’architettura medievale. Particolare attenzione è stata inoltre prestata agli elementi di forgiatura presenti nei pilastri e corrimano, oltre al restauro della pietra Marés, componente principale in gran parte dell’edificio combinato con altri elementi strutturali più moderni. I materiali scelti per la realizzazione di questo progetto sono nobili e di alta qualità: pietra, legno e ferro.

facciata restaurata di un edificio storico

Storia dell’edificio

Per oltre quattro secoli, Pont i Vic ha incarnato la raffinatezza e il patrimonio dei suoi dintorni. Costruito dalla famiglia Morei all’inizio del XVI secolo, il Signore di s’Estorell lo acquistò, mantenendo la proprietà fino al 1811 come Posada de s’Estorell. Nel corso della sua storia i proprietari hanno eseguito continue opere di restauro all’edificio.

Dal 16 ° secolo in poi, sono stati aggiunti svariati elementi tipici del periodo rinascimentale ed è stato un continuo rinnovamento fino alla sua vendita a metà del 20 ° secolo, dove divenne una casa molto amata ed elegante per le famiglie.

La nuova visione dell’edificio apre un nuovo capitolo moderno dove passato e presente si fondono in un perfetto connubio.

edificio del XVI secolo a Palma di Maiorca

Il residences Pont i Vic

Dopo l’accurato restauro, al piano terra si trova l’accesso all’edificio attraverso un cortile dallo stile medievale tipico di Maiorca, dove si possono trovare alcuni dettagli risalenti all’inizio del Rinascimento.  Ai piani superiori, il team di architetti ha realizzato 4 appartamenti da 1 o 2 camere da letto e 5 attici; tutti sono disposti intorno al cortile e dotati di ampie finestre che permettono di inondare gli interni con tanta luce naturale. Gli attici dispongono di terrazze private sul tetto, che offrono ampie vedute della città vecchia e viste sulla Cattedrale.

cortile in stile medievale edificio storico

terrazza con vista panoramica

Il progetto di interior design è stato curato da House by Sanz.

Appartamenti e attici sono caratterizzati da ampi spazi abitativi a pianta aperta, soffitti alti con travi a vista, boiserie in legno alle pareti e la più raffinata selezione di materiali per un perfetto stile classico contemporaneo.

cucina con finiture di lusso

soggiorno in stile classico contemporaneo

camera da letto dai toni naturali

bagno con dettagli in ferro nero

living e zona pranzo in stile classico contemporaneo

camera da letto elegante e luminosa

bagno con grande lavabo in pietra

Nonostante la posizione centralissima, i residenti di Pont i Vic possono godere della massima privacy.

Per maggiori informazioni su queste 9 residenze di lusso vi invitiamo a visitare il sito www.potivic.com

L’articolo Restauro di un edificio storico nel cuore di Palma proviene da Dettagli Home Decor.

17 Luglio 2019 / / Architettura

Can Manuel d’en Corda è il risultato di un interessante progetto di rinnovamento di un edificio tradizionale, il volume dell’ampliamento di frammenta per tutto il lotto in una serie di volumi non ortogonali che si adattano alla topografia dei luoghi e alle viste migliori

Minimalism in Formentera

Can Manuel d’en Corda is the result of an interesting renovation project of a traditional building, the fragment expansion volume throughout the lot in a series of non-orthogonal volumes that adapt to the topography of the places and the best views.

VIA

_________________________
CAFElab | studio di architettura

16 Luglio 2019 / / Architettura

terrazzo villa Lago di como

“Appoggiata sull’acqua del Lago di Como come una barca, una villa celebra il proprio passato industriale con finiture e soluzioni ruvide, contemporanee, urbane.”

Breakwater è il risultato ottenuto da una ristrutturazione di un’industria di barche medio piccole situata sulle rive del Lago di Como.

Dal 1921 questo edificio era la sede del cantiere navale Cramar dei fratelli Cranchi, attivo sul lago fin da metà 800 e dal quale sono usciti, negli anni, motoscafi entrobordo, cabinati, imbarcazioni a vela, a remi e da canottaggio. Dell’antico fabbricato rimangono i volumi e l’aspetto di massima, che oggi appare geometricamente lineare: “un parallelepipedo di cemento bianco con grandiose aperture sul lago che entra nelle stanze”.

sala da pranzo con vista sul lago

zona giorno con pareti vetrate

piscina e solarium villa sul lago di Como

Trattandosi di una ristrutturazione, l’interior designer Dario Turani e l’architetto Massimiliano Nutricati hanno dovuto progettare il nuovo edificio con la stessa volumetria del precedente, ovviamente ridistribuendola in modo che venisse incontro alle richieste della committenza.

Particolari degni di nota sono i pilastri in pietra di Moltrasio, il resto è volutamente contemporaneo, nell’aspetto ammicca più a un loft urbano che a una casa di villeggiatura, ha un dècor ruvido e industriale; legno di recupero grigio e rovere marchiato per pavimenti e boiserie, resine, cemento e serramenti in ferro contrastano con la delicatezza del paesaggio.

cucina stile industriale
interno Villa Breakwater

ex cantiere navale trasformato in villa privata

Appoggiata sul lago come una barca, la villa si sviluppa su tre livelli. Al piano lago si trova la zona giorno (cucina e living), la palestra attrezzata con macchine Techongym, una sala fumatori, la cuba room e una sala gioco con un grande tavolo da biliardo Sir William Bentley; al primo piano le camere da letto composte dalle rispettive sale da bagno; mentre al secondo piano vi sono due ulteriori proprietà immobiliari separate, che il proprietario ha tenuto per sè.

Una terrazza di 350 metri quadrati circonda il primo piano, dove si trovano la piscina e il solarium, arredato con poltroncine e letti Royal Botania.

zona giorno Villa Breakwater

living con vista sulla piscina e il lago

zona relax in terrazza

camera da letto vista lago

poltrone di Royal Botania

interno di Villa Breakwater

boiserie in legno nel living classico contemporaneo

bagni di Villa Breakwater

Per avere maggiori informazioni e affittare questa meravigliosa Villa di lusso sul Lago di Como, visita www.breakwatercomo.com

L’articolo Breakwater, una Villa di lusso sul Lago di Como proviene da Dettagli Home Decor.

22 Giugno 2019 / / Architettura

appartamento in stile nordico

L’architetto Tommaso Giunchi ridisegna completamente un appartamento con terrazzo a Milano. Il risultato è N House, un’abitazione dalla vocazione nordica: sobrio, pulito nelle linee, definito nei materiali e luminoso, che coniuga estetica e funzionalità.

Il bianco candido di pareti e soffitti amplificano la luce naturale e al tempo stesso esaltano le macchie di colori pastello che ritroviamo in alcune pareti dipinte di un bellissimo turchese e nei complementi tessili.

La ristrutturazione ha previsto la demolizione totale seguita da una nuova disposizione degli ambienti. Così facendo è stato possibile ricavare un secondo bagno riservato alla camera matrimoniale, oltre ad ampliare la zona giorno con cucina aperta sul living. L’ottimizzazione degli spazi e la funzionalità che caratterizzano N House si ritrovano anche negli arredi scelti, e non solo nelle soluzioni architettoniche adottate.

cucina aperta sul soggiorno

soggiorno stile nordico

pareti attrezzate soggiorno

zona giorno open space

zona pranzo stile nordico

parete turchese corridoio

bagno bianco e turchese

parete turchese dietro il letto

cameretta minimal in stile nordico

 

L’articolo N House: funzionalità, comfort e freschezza degli ambienti proviene da Dettagli Home Decor.

19 Giugno 2019 / / Architettura

Lo studio di architettura Eifler & Associates Architects, con sede a Chicago, ha condotto una minuziosa ristrutturazione di una casa di F.L.Wright, finora raramente pubblicata, costruita per l’interior designer Louis B. Fredrick, a Barrington Hills, nell’Illinois.

Il rapporto fra l’architetto e il cliente non fu dei più idilliaci, Fredrick incaricò Wright nel 1954 e rifiutò i primi due progetti presentati, due anni dopo, nel marzo del 1956, la tensione tra gli uomini era arrivata a un punto tale che Wright mandò a Fredrick un telegramma caustico:

“Ci può essere solo un Louis Fredrick. Mi ha impressionato con l’idea che avesse bisogno di un architetto. Ora ci conosciamo meglio. Non sa cosa vuole e cosa non vuole. Ci è costato più fatica in termini di tempo e denaro di quanto non possa mai ripagare.
Se mai arriverà ad avere una casa, ne sarà lui l’architetto, e che Dio aiuti sia lui che la casa”


I grandi maestri dell’architettura hanno affrontato le stesse difficoltà che affrontiamo noi ogni giorno, cosa meno consolante di quanto possa sembrare…

Nonostante tutto giunsero ad un accordo quando Wright presentò una terza serie di progetti, nel Novembre del 1956, quello che Fredrick probabilmente non sapeva era che la proposta di Wright era una versione leggermente rivista di una casa progettata per George Dlesk a Manistee, nel Michigan!

Il progetto è una pianta lunga e snella parzialmente seminterrata di 240 metri quadri
Due corridoi finestrati partono dal blocco centrale, il primo termina in una sala giochi, mentre l’altro conduce a tre camere da letto, tra cui la suite principale.

La meticolosa ristrutturazione ha rispettato i caratteri della casa, dalle tegole del tetto alla tinta del pavimento in cemento, realizzando persino i mobili progettati su misura da Wright per il progetto, ma che non erano mai stati costruiti prima.

Great architects and tough customers: Wright and the Fredrick House

Eifler & Associates Architects, based in Chicago, conducted a meticulous renovation of a F.L.Wright home, so far rarely published, built for interior designer Louis B. Fredrick, in Barrington Hills, Illinois.

The relationship between the architect and the client was not the most idyllic, Fredrick commissioned Wright in 1954 and refused the first two projects presented, two years later, in March 1956, the tension between men had reached such a point that Wright he sent Fredrick a caustic telegram:

“There can be but one Louis Fredrick. He has impressed me with the idea that he needed an architect. We know better now. He does not know what he wants nor what he does not want. He has cost us more pains in time and money therefore than he can ever repay. If ever he gets into a house he will be the architect and God help both him and the house.”

The great masters of architecture have faced the same difficulties that we face every day, which is less comforting than it may seem …

In spite of everything they came to an agreement when Wright presented a third series of projects, in November 1956, what Fredrick probably didn’t know was that Wright’s proposal was a slightly revised version of a house designed for George Dlesk in Manistee, Michigan!

The project is a long, slender, partially basement plant of 240 square meters
Two windowed corridors start from the central block, the first ends in a games room, while the other leads to three bedrooms, including the main suite.

The meticulous renovation has respected the character of the house, from the roof tiles to the color of the concrete floor, even realizing the custom-designed furniture by Wright for the project, but which had never been built before. 

Fonte Dwell

_________________________
CAFElab | studio di architettura

12 Giugno 2019 / / Architettura

Sulla costa meridionale di Creta, nei pressi della località balneare di Agia Galini, lo studio di architettura greco decaARCHITECTURE ha trasformato il progetto per una residenza moderna in un’opportunità di conservazione e recupero del territorio.

Denominata Ring House per la sua forma arrotondata, la casa, circondata da viste magnifiche del mar Egeo è stata disegnata per seguire la topografia esistente e apparire come un’estensione della collina stessa

Il sito era stato sfregiato da uno sviluppo infrastrutturale insensibile all’ambiente ma ora ha recuperato la sua morfologia originale ed è stato ripiantato con flora autoctona, il materiale di scavo estratto è stato utilizzato per recuperare la morfologia originale della collina.

Per mantenere un microclima fresco anche nelle calde estati greche, gli architetti hanno aggiunto diverse aree ombreggiate protette e un giardino interno piantumato con alberi di agrumi e piante commestibili.

“La casa è uno sforzo di conservazione del paesaggio” spiegano gli architetti ” è stata condotta un’indagine approfondita sulla flora autoctona al fine di comprendere i biotopi predominanti, prima della costruzione, in primavera, sono stati raccolti i semi che coltivati in serra sono stati poi seminati sulle tracce della vecchia strada eliminata”

Travi in cemento seguono la topografia esistente della collina e incorniciano il giardino interno

A villa on the hills of Crete

On the southern coast of Crete, near the seaside resort of Agia Galini, the Greek architecture firm decaARCHITECTURE transformed the project for a modern residence into an opportunity for conservation and recovery of the territory.

Called the Ring House due to its rounded shape, the house surrounded by magnificent views of the Aegean was designed to follow the existing topography and appear as an extension of the hill itself

The site had been scarred by an infrastructure development insensitive to the environment but has now recovered its original morphology and was replanted with native flora, the extracted excavation material was used to recover the original morphology of the hill.

To create a cool microclimate, in the hot Greek summers, the architects built part of the structure into the earth and added several shaded shaded areas, and an interior garden planted with a variety of citrus trees and edible plants.

“The house is an effort to conserve the landscape”, the architects explain, “Furthermore, a thorough investigation was conducted on the native flora in order to understand the predominant biotopes, during the spring, before the construction, the seeds collected and cultivated in greenhouses were then sown on the scars of the road for the regeneration of the flora “

Concrete beams follow the existing topography of the hill and frame the inner garden

immagini VIA

_________________________
CAFElab | studio di architettura

5 Giugno 2019 / / Architettura

Uno specchio d’acqua in cui immergersi ogni volta che lo si desidera per rilassarsi, per trovare refrigerio o per fare sport. Un tempo privilegio di pochi, la piscina si trasforma da sogno a realtà. Vi spieghiamo come.

Da sempre desiderio di chi possiede uno spazio adeguato, la piscina in giardino oggi è diventata un sogno raggiungibile per molti. Grazie infatti ai nuovi sistemi di fabbricazione proposti dal mercato, i costi si sono notevolmente abbassati, permettendo a chiunque di realizzare un impianto privato. Inoltre la piscina rappresenta anche un’opportunità per aumentare il valore del proprio immobile.

Un ultimo elemento che ha sicuramente incentivato la voglia di piscina è rappresentato dalle temperature che negli ultimi anni hanno raggiunto valori più alti del normale. Quindi sempre più persone optano per creare un luogo di refrigerio nella propria abitazione, dove potersi rilassare in totale privacy senza essere costretti a weekend fuori porta.

Progetto piscina

Il primo passo per realizzare una piscina in giardino è quello di valutare l’utilizzo che se ne vorrà fare, aspetto che condiziona forma, dimensioni e posizione, e il luogo dove la vasca verrà realizzata. Quest’ultimo rappresenta infatti un elemento importante su cui riflettere: se il terreno prescelto è sottoposto a vincoli geologici o urbanistici,oppure è destinato a usi agricoli, sarebbe addirittura vietato costruire una piscina. E’ bene quindi rivolgersi sempre al proprio Comune di  residenza per conoscere eventuali vincoli o regolamenti .

Detto questo si può procedere a delineare la nostra piscina valutando lo spazio a disposizione, la posizione della casa e la presenza di eventuali alberi o siepi. La cosa più importante è che la piscina riesca ad integrarsi con l’ambiente circostante, e che la sua posizione venga studiata nei minimi dettagli. Se, per ragioni climatiche la piscina potrà essere utilizzata per pochi mesi all’anno è sconsigliabile costruirla in una posizione visibile dalla casa. Una piscina vuota per 8/9 mesi all’anno non è certo esteticamente piacevole e può togliere parte del fascino al giardino. In questo caso, infatti,  è bene sfruttare i dislivelli naturali del terreno per evitare lo sguardo sull’impianto.

Oltre a ciò è bene pensare al personale utilizzo della piscina. Se, per esempio, verrà utilizzata dai bambini è meglio realizzarla vicino all’abitazione, per avere un controllo costante da parte di un adulto.

Un altro fattore che incide sulla scelta della posizione  è l’esposizione al sole: sfruttando le risorse energetiche naturali, si potrà innalzare la temperatura dell’acqua fino a 5/6 gradi. Sempre a questo proposito bisognerà valutare anche le ombre, proiettate dalla casa o da piante ad alto fusto per decidere dove creare uno spazio ombreggiato. Generalmente vicino al solarium.

Dimensioni

La cosa principale da considerare è lo spazio a disposizione: se si ha un immenso giardino, la piscina dovrebbe avere delle dimensioni notevoli  per  non sfigurare. Le dimensioni considerate ideali per un impianto privato sono di 5×10 o, meglio ancora, 6×12. Se amate praticare tuffi ricordatevi che nella zona a essi dedicata la profondità dovrà essere di almeno 3 metri, mentre per i tuffi dal bordo della vasca la profondità minima è di 2/2,25 metri.

Una forma classica o creativa?

Le attuali tecnologie permettono di realizzare qualsiasi forma vogliate. Attenzione però ai costi: più ci si allontana dalla classica forma rettangolare e più questi lieviteranno. Inoltre le forme geometriche e regolari sono quelle che stancano meno e permettono una manutenzione più semplice. Le piscine in cemento armato sono quelle che permettono una maggiore libertà espressiva. Questa tecnica di costruzione tradizionale garantisce una durata e una stabilità maggiori, ma è anche la più costosa e i tempi di realizzazione sono più lunghi.

Come soluzioni alternative esistono le vasche in cemento armato prefabbricato con ottime doti di resistenza  e costi di costruzione simili a quelli degli altri modelli prefabbricati. Un’ulteriore alternativa  è quella delle vasche monoblocco in vetroresina: un materiale resistente e impermeabile, realizzato con poliesteri stratificati e armati con fibre di vetro. Il montaggio è veloce, avviene a secco e si conclude in pochi giorni. Infine esistono anche vasche a tecnologia mista, che abbiano cioè il fondo in calcestruzzo armato a pareti costituite da elementi modulari prefabbricati  realizzati in diversi materiali.

Piscine fuoriterra smontabili e fuoriterra interrate

Una soluzione economica è rappresentata dalle piscine fuoriterra che vengono spesso utilizzate per la loro facilità di essere smontate e traslocate, nel caso in cui l’abitazione non sia di proprietà. Si installano velocemente e non richiedono interventi particolari sul terreno.

L’impatto estetico di una piscina fuoriterra è sicuramente inferiore rispetto a quello di una interrata. Per questo, a volte, possono essere interrate, previo scavo e drenaggio del terreno. Ovviamente, in questo caso, il costo sarà maggiore.

Ma quanto costa una piscina?

I costi di realizzazione sono molto vari perché dipendono dalla tipologia, dalle dimensioni e dal produttore e così via.  In linea di massima si può dire che realizzare una piscina interrata in cemento armato (fra materiali, opere murarie e di scavo, installazione) può avere un costo compreso tra 13.000,00 € e 20.000,00 €.

Per l’acquisto e l’installazione di una piscina interrata prefabbricata in vetroresina, come riferimento si può dire che la spesa si aggira intorno ai 16.000,00 € – 18.000,00 €.

Il costo delle piscine fuoriterra dipende dal materiale con cui sono realizzate, dalla dimensione e dall’azienda produttrice. Indicativamente, per una piscina fuori terra in PVC di 12 mq, il costo va da 400,00€ a 1800,00€; una vasca fuoriterra in acciaio di 24 mq può costare dai 900,00 € fino a 6.000,00 €; per una piscina fuori terra in legno di 50 mq si va da una spesa di circa 1.750,00 € fino a 15.000,00 €.

Costi di manutenzione 

Una piscina di medie dimensioni (6×12 m) costa, in linea di massima, tra i 1.200 e i 1.500 euro all’anno e comprende  il consumo dell’acqua, dell’energia elettrica, il gasolio per il riscaldamento, i prodotti chimici, le spese di manutenzione dell’impianto e polizza assicurativa, non obbligatoria ma raccomandata.

 

 

L’articolo La piscina in giardino, da sogno a realtà proviene da Dettagli Home Decor.

2 Giugno 2019 / / Architettura

Linee pulite e geometrie semplici ma moderne caratterizzano la casa della Roccia, disegnata da Christian Sintes di LUV Architecture & Design sulle scogliere dell’Algarve in Portogallo.
I proprietari infatti volevano una casa che desse dato l’impressione di essere sempre stata lì, nata e cresciuta sulle scogliere di un ocra rossastra dell’Algarve, di fronte all’Atlantico.

The Rock House in Portugal

Clean lines and simple but modern geometries characterize the house of the Rock, designed by Christian Sintes of LUV Architecture & Design on the Algarve cliffs in Portugal.
The owners actually wanted a house that gave the impression of having always been there, born and raised on the cliffs of a reddish ocher in the Algarve, facing the Atlantic.

Via

_________________________
CAFElab | studio di architettura

30 Maggio 2019 / / Architettura

Situata a Highett, un sobborgo di Melbourne, questa estensione contemporanea rende omaggio al design moderno di metà del secolo e allo stesso tempo amplia gli spazi abitabili collegandoli al giardino.

Progettata dallo studio di architettura Megowan , gli elementi che caratterizzano Plated House sono indubbiamente la forma del tetto e il rivestimento in legno di cipresso carbonizzato del nuovo volume.

Prima dei lavori di ristrutturazione i pavimenti erano irregolari, l’intonaco si stava sgretolando, il retro della casa stava cadendo a pezzi  e la disposizione degli ambienti pessima con poca o nessuna connessione con il grande giardino sul retro“, affermano i progettisti.

Per portare più luce naturale all’interno dell’abitazione, lo studio ha installato sulla copertura della nuova struttura sei lucernari. Al centro, il tetto forma una depressione che segna l’ingresso alla casa. Il rivestimento in legno di cipresso carbonizzato mimetizza la struttura nell’ambiente, creando al tempo stesso un netto contrasto con l’interno bianco e luminoso. Anche la cuccia del cane ha subito il medesimo trattamento.

Internamente sono stati aggiunti due nuovi bagni, inoltre, sono state spostate alcune pareti interne per ricavare una camera padronale  e due camere da letto.

Pieno di luce naturale, l’interno appare arioso e luminoso. Gli spazi abitativi presentano pareti bianche, pavimenti in legno o piastrelle e mobili dal design contemporaneo. La cucina è l’ambiente della casa che collega l’interno con l’esterno dove i clienti hanno accesso a una spaziosa terrazza attrezzata con tavolo e sedie, al riparo dal sole grazie alla presenza di alberi secolari.

Fotografie © Tom Blachford

L’articolo Un ampliamento moderno per collegare la casa con il giardino proviene da Dettagli Home Decor.

29 Maggio 2019 / / Architettura

Un giardino senza barriere è un giardino accogliente, godibile, accessibile a tutti. Alcune soluzioni e consigli per rendere fruibile il giardino anche per chi ha una mobilità ridotta.

Giardino senza barriere: soluzioni innovative e consigli

La progettazione senza barriere architettoniche è ancora considerata una branca accessoria, dedicata solo ad utenti con ridotta capacità motoria. Spesso le strutture senza barriere sono considerate esteticamente poco attraenti, e i vincoli imposti ai progettisti sono vissuti come restrizioni alla creatività.

Mentre per alcune strutture pubbliche la rimozione delle barriere architettoniche è obbligatoria, nell’edilizia privata si è meno sensibili al tema dell’accessibilità. In realtà gli ostacoli fisici possono creare difficoltà alla mobilità di tutti, e anche in condizioni di perfetta salute, l’età avanzata può rendere disagevole e pericoloso affrontare determinate barriere, come le scale.

In linea generale, l’accessibilità dei luoghi dovrebbe essere uno dei principi cardine di una progettazione di qualità. 

Come vedremo, eliminare o ridurre le barriere architettoniche non è un’impresa impossibile, anche nel tuo giardino. 

Barriere in giardino, le soluzioni reversibili

Le scale e i dislivelli in generale rappresentano l’ostacolo più comune per l’accesso agli spazi outdoor. Passaggi stretti e tortuosi, porte e cancelli difficili da aprire, ostacoli come fioriere o arredi collocati sui punti di passaggio, un suolo irregolare e sdrucciolevole completano un quadro non proprio confortevole. 

Tra le soluzioni reversibili per superare i dislivelli ci sono le rampe, le pedane e l’ultima generazione di montascale da esterno, che non richiedono opere murarie importanti.

 

Le scalinate brevi con gradini bassi si possono superare grazie alle rampe, con o senza corrimano. Va tenuto conto che, in presenza di sedia a rotelle, una pendenza superiore all’8% non è affrontabile senza un accompagnatore. 

Per il vostro giardino, il mio consiglio è quello di adoperare le rampe in legno: sicuramente sono più eleganti di quelle in metallo e più adatte per gli esterni.

Se siete bravi con il fai da te, potete anche pensare di costruirle voi stessi, magari recuperando il legno dei pallet, come spiegato in questo simpatico video.

 

Per rendere inoffensivi cordoli, soglie di portefinestre e altri ostacoli simili a livello del suolo, si possono utilizzare delle pedane o le apposite rampe da soglia.

I sistemi di elevazione

Per scalinate più lunghe e ripide, esistono ottimi sistemi automatici di elevazione espressamente studiati per gli esterni. Questi montascale da esterno, che si tratti di servoscala a pedana o di poltroncine, devono avere determinate caratteristiche per essere montati in esterno. Innanzi tutto, l’alimentazione deve essere indipendente dall’impianto elettrico, sopratutto nel caso in cui l’apparecchio vada montato lontano dall’edificio. Assicuratevi che i materiali siano di buona qualità, trattati per resistere agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti. Infine, controllate che il sistema sia sicuro e affidabile. Il mio consiglio, in questo caso, è quello di evitare il fai da te, rivolgendosi a ditte specializzate nella produzione di questi dispositivi e qualificate per un montaggio in assoluta sicurezza.

Interventi permanenti

Gli interventi permanenti riguardano principalmente gli accessi, i vialetti e la pavimentazione. Cominciando dagli accessi, oggi esistono sul mercato porte e portefinestre a soglia ribassata, che eliminano ogni soluzione di continuità tra il pavimento interno e quello esterno. Questo escamotage garantisce un transito agevole, a patto che il livello del suolo all’esterno sia complanare. Per questo dovete prevedere una piattaforma in cemento che faccia da filtro tra il giardino vero e l’interno. Una terrazza per sostare in sicurezza, che può diventare, se lo spazio lo consente, il vostro salotto all’aperto per le belle giornate di sole.

Per collegare la terrazza al giardino, oltre alle rampe in legno o metallo di cui parlavo sopra, si può ricorrere alle rampe fisse in cemento, 

 

Che aiutano ad eliminare i dislivelli in modo permanente. 

Accesso alle aree coltivate

Anche i vialetti del giardino andranno adeguati per permettere a chi ha difficoltà di movimento di godere anche degli angoli più lontani dall’edificio. La larghezza dei camminamenti deve essere di almeno un metro e mezzo, e per il suolo vanno assolutamente evitati la ghiaia, la sabbia, la pietra irregolare e le doghe in legno. 

Per le terrazze, le rampe in cemento e per i vialetti, optate per rivestimenti antiscivolo.

Utilizzate linee curve e sinuose, evitando gli angoli retti, che rendono difficile manovrare una carrozzella. Questa soluzione ha il pregio di rendere gradevole e armonioso il vostro giardino anche dal punto di vista estetico.

Nulla vieta di rendere accessibile anche il prato, se presente, a patto che il suolo sia compatto e che l’erba sia sempre ben rasata.

I giardini sono fatti per rilassarsi e godersi l’aria e il sole, ma anche per svolgere attività ricreative, come la coltivazione di erbe aromatiche, fiori, verdure. 

Giardino senza barriere soluzioni innovative e consigli

Perché non costruire delle aiuole rialzate o un orto verticale? Oltre a consentire ai nonni di accudire le piante senza doversi chinare fino a terra, questa soluzione è anche elegante e di tendenza.

In conclusione, un giardino senza barriere, se ben progettato, oltre a essere accessibile a tutti, è molto più sicuro, bello da vedere e ha più valore sul mercato immobiliare.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la guida Interior Trends 2109 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail: