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Il “Tetris Spaziale” che rivoluziona una mansarda ristrutturata a Praga da boq architekti
L’architettura contemporanea si misura sempre più spesso con la sfida di ridefinire i confini degli spazi storici, trasformando i limiti strutturali in opportunità espressive. Un esempio straordinario di questa attitudine progettuale si trova nel cuore di Praga, in un’area densa di fascino dove il rigore industriale incontra le preesistenze storiche. Qui, lo studio ceco boq architekti, guidato da Jana Stachová e Miroslav Stach, ha firmato il progetto di una mansarda ristrutturata che ridefinisce completamente il concetto di abitare sottotetto, coniugando l’eleganza parigina, il calore del legno naturale e la fluidità volumetrica.
L’appartamento originale, caratterizzato da una superficie di 80 metri quadrati distribuiti su una pianta complessa, presentava la classica disposizione frammentata in tre stanze. La richiesta della committenza era chiara ma ambiziosa: ottimizzare ogni singolo centimetro utile senza sacrificare la luminosità naturale, trasformando la vecchia struttura in una mansarda ristrutturata dal layout flessibile, capace di accogliere una vibrante vita sociale e, al contempo, garantire intimi spazi di lavoro e relax.
Ottimizzazione Volumetrica nella Mansarda Ristrutturata: Il Gioco del Tetris Spaziale
Il vero fulcro dell’intervento su questa mansarda ristrutturata risiede nella gestione tridimensionale delle altezze. Sfruttando la generosa verticalità della zona giorno centrale e la luce zenitale proveniente dai lucernari, i progettisti hanno ideato un vero e proprio “Tetris spaziale”. L’obiettivo primario è stato l’inserimento di una galleria sospesa, concepita non come un volume occludente, ma come una struttura leggera, eterea e trasparente, arretrata rispetto alla parete laterale per preservare l’apporto luminoso della cucina sottostante.
La soletta di questo nuovo livello è stata ingegnerizzata riducendo al minimo lo spessore strutturale, impiegando profili in acciaio HEB all’interno dei quali sono stati integrati i vari strati tecnologici. Per enfatizzare la continuità visiva e la diffusione della luce, il pavimento della galleria è stato suddiviso in tre porzioni distinte, inserendo una sezione centrale in vetro calpestabile. Questa scelta trasparente trasforma lo studio soprastante in un osservatorio luminoso. La sicurezza è affidata a una ringhiera minimale in rete metallica con cavi d’acciaio, che scompare alla vista lasciando intatta la percezione del vuoto.
Il collegamento verticale diventa esso stesso un pezzo di falegnameria monumentale: la scala si configura come un puzzle volumetrico che si aggancia al piano di lavoro della cucina, integrandosi perfettamente negli arredi fissi. L’accesso avviene tramite un ampio gradino incassato nella libreria, mentre l’inclinazione delle rampe è stata millimetricamente adattata per rispondere ai limiti geometrici imposti dalle capriate in legno a vista del tetto — un dettaglio tecnico imprescindibile in ogni progetto di mansarda ristrutturata sotto falde inclinate.
Una Cucina Concepita per la Convivialità
Spostando il focus al livello inferiore, la cucina emerge come il vero cuore pulsante e relazionale della casa. I proprietari, amanti dell’arte culinaria e dell’ospitalità, necessitavano di un ambiente flessibile e altamente performante. Realizzato su disegno dallo studio Devoto, il blocco cucina si sviluppa attorno a un’isola centrale rivestita in massetto cementizio, che amplia la superficie di lavoro e orienta la vista di chi cucina verso la zona giorno. All’isola si innesta un tavolo allungabile in legno, circondato da sedie nere a contrasto.
La palette cromatica della cucina gioca su tonalità desaturate e sofisticate: i frontali dei mobili si tingono di un delicato verde oliva, accostato a un top grigio e retroilluminato da strip LED incassate nelle mensole in legno. La ventilazione è affidata alla cappa Elica Nuage, un elemento di design che sembra scaturire direttamente dalla parete, personalizzato con una finitura in cemento.
L’ingegnosità progettuale di questa mansarda ristrutturata si esprime anche nelle soluzioni di contenimento a scomparsa. Una nicchia semi-chiudibile estende la configurazione a “L” del piano, permettendo di celare alla vista i piccoli elettrodomestici. Inoltre, l’accesso alla zona notte retrostante avviene attraverso porte nascoste, perfettamente integrate nel mobile alto delle colonne elettrodomestici, che garantiscono un eccellente isolamento acustico pur mantenendo una totale pulizia formale delle pareti.
Matericità e Colore: L’Eleganza del Dettaglio
La narrazione visiva degli interni di questa mansarda ristrutturata si affida a un sofisticato contrasto materico e cromatico. Il pavimento in parquet di rovere, posato a spina di pesce con un taglio a 45 gradi, attraversa l’intero appartamento donandogli un’eleganza di matrice francese e unificando i diversi ambiti funzionali. Al calore del legno si contrappone la texture industriale del massetto cementizio, utilizzato per l’isola della cucina, la cappa, il mobile TV e il gradino d’ingresso al soggiorno.
La vera sorpresa del cantiere è emersa durante la fase di demolizione: la rimozione dell’intonaco dalla parete del camino ha svelato i mattoni originali dell’edificio. Dopo un intenso confronto con i committenti, gli architetti hanno scelto di non dipingerli di bianco, preservando la loro vibrante tonalità terracotta. Questa sfumatura naturale è diventata la nota cromatica d’accento dell’intero progetto, ripresa nei complementi d’arredo, come il tavolino del soggiorno e gli sgabelli della galleria.
La transizione verso la zona living ha comportato anche la rotazione dell’orientamento originario del divano e della televisione, massimizzando la percezione della profondità dello spazio. La sostituzione della vecchia porta-finestra con un moderno infisso scorrevole a sollevamento ha eliminato l’ingombro dell’anta battente, consentendo di posizionare gli arredi a ridosso della parete e ottimizzando i flussi di passaggio verso la terrazza.
La Zona Notte della Mansarda Ristrutturata: Privacy ed Atmosfere da Boutique Hotel
La camera da letto padronale si configura come un’oasi di tranquillità sotto i soffitti inclinati di questa mansarda ristrutturata. Dominata dall’essenza del rovere degli armadi impiallacciati, la stanza si distingue per una testiera tessile custom, composta da due pannelli imbottiti ad incastro nelle tonalità del grigio-beige e del verde salvia. Grandi lucernari inondano lo spazio di luce naturale, mentre dettagli ricercati, come le mensole magnetiche della collezione Be myshelf e i complementi Be my ritual, arricchiscono l’ambiente.
Il bagno privato della camera da letto, separato esclusivamente da una sottile parete in vetro fumé, evoca il lussuoso comfort di un boutique hotel. Al suo interno, il rivestimento in terrazzo verdastro fornito da Archtiles dialoga con i mobili in legno e con un box doccia minimale dai toni chiari. Lo specchio circolare con retroilluminazione a LED funge da punto focale, mentre mensole magnetiche verdi sono fissate direttamente sulla parete vetrata per ottimizzare lo spazio.
Il secondo bagno dell’appartamento riprende coerentemente il tema del terrazzo, utilizzato sia a pavimento che per il rivestimento della vasca, integrando un ampio mobile lavabo specchiato. Infine, la ridistribuzione totale delle pareti ha permesso di ricavare un piccolo bagno di servizio separato, dove il massetto cementizio chiaro esalta la luminosità, ponendosi a contrasto con i mobili sospesi in legno scuro.
Con questo straordinario progetto di mansarda ristrutturata, lo studio boq architekti dimostra come la sinergia tra sensibilità storica, rigore geometrico e sapienza artigianale possa trasformare un volume sottotetto in un’architettura complessa, stratificata e incredibilmente accogliente. Un esempio virtuoso di come una mansarda ristrutturata con intelligenza possa diventare un modello di riferimento per chi affronta interventi simili in contesti storici.
Progetto boq architekti, Jana Stachová , Miroslav Stach – Fotografo: Tomas Dittrich – Source: BowerBird
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