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7 Novembre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Visitiamo il Saddle And Sky Bar, un rooftop con vista sui tetti di Budapest, progettato da Este’r partners. Con questo progetto lo studio ungherese non vuole solo riportarci indietro nella storia, fa qualcosa di più! Riesce a portarci sia in un’altra epoca e al tempo stesso vivere un concept contemporaneo in cui la principessa Sissi del XXI secolo possa rispecchiarsi in tutte quelle occasioni in cui è alla ricerca di svago e divertimento. 

Saddle & Sky Bar un rooftop

Este’r Partners amplia ancora il proprio universo, questa volta nel segno dell’impero asburgico e della sua figura più iconica: la principessa Sissi. Lo studio di architettura ungherese (e in parte anche milanese) ha progettato Saddle & Sky Bar, il neo inaugurato rooftop bar sul tetto del primo Moxy Budapest Downtown by Marriott. 

L’hotel sorge in quella che una volta era l’accademia di danza di Budapest, e già solo questo dettaglio ci riporta subito ad un’altra epoca. Ma Este’r partners non vuole solo riportarci indietro nella storia, fa qualcosa di più! 

Riesce a portarci sia in un’altra epoca e al tempo stesso vivere un concept contemporaneo in cui la Sissi del XXI secolo possa rispecchiarsi in tutte quelle occasioni in cui è alla ricerca di svago e divertimento. 

Saddle & Sky Bar, un rooftop aperto a tutti

L’intento del Saddle & Sky Bar è proprio questo: essere aperto a tutti, non soltanto agli ospiti dell’hotel e questo la rende una meta attrattiva, indipendentemente dalla presenza dell’hotel, una dinamica molto comune a tante capitali europee come Madrid, Tirana o Parigi. 

Saddle & Sky Bar un rooftop

Piacevole durante i mesi più caldi, ma vivibile anche in inverno grazie alla bioclimatica che chiude gli ambienti all’occorrenza, per gli arredi l’ispirazione è al mondo delle giostre, i cuscini scelti per le poltrone outdoor richiamano la stessa fantasia in rosso e bianco dei carousel (o anche di un’atmosfera circense se vogliamo osare un pò di più). 

Saddle & Sky Bar un rooftop

I colori caldi di tavolini e poltrone sono poi bilanciati dal bellissimo bancone decorato con piastrelle sui toni del verde acqua in cui spicca una colonna centrale decorata con lampadine di forma circolare, a metà tra un teatro stile burlesque e l’illuminazione tipica delle giostre. Interessante anche la scelta delle altre lampade che si accostano perfettamente al soffitto industriale a vista. 

Altro grande particolare il Sissi’s hat, un’installazione scultorea giallo sole che emerge tra le piante. Insomma, 250 mq di vista spettacolare sulla città, apprezzabile a tutte le ore della giornata, ma soprattutto al tramonto, il momento più romantico di tutti. 

L’intero concept è stato ideato per coinvolgere l’ospite in una sorta di performance continua, in cui un design audace e ricco di personalità si fonde con un’atmosfera dinamica e vibrante, rendendo omaggio all’anima artistica e cinetica dell’istituzione che lo ha preceduto. 

Attraverso un sapiente incontro tra architettura, intrattenimento e lifestyle, il Saddle & Sky Bar si propone così di ridefinire l’esperienza della nightlife nella capitale ungherese e affermarsi come una nuova destinazione di riferimento. 

Progetto: https://www.esterpartners.com/en/

Sito ufficiale bar : https://saddleandsky.com

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7 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Lexon design: sveglie, lampade e radio di design che arredano la casa

Lexon è il brand parigino che ha trasformato sveglie, lampade, speaker e caricatori in piccoli oggetti d’arredo: forme semplici, colori vivaci e un’idea precisa di funzionalità quotidiana. Oggi la sua proposta arriva anche nella distribuzione di Moroni Gomma a Milano, con una selezione che attraversa tutta la casa, dal comodino alla scrivania.

Non si tratta di semplici gadget. Lexon design nasce da un principio chiaro: prendere un oggetto di uso comune e renderlo più bello, più intuitivo e più accessibile. Il risultato sono prodotti tecnologici che non si nascondono in un cassetto, ma trovano posto su una mensola, accanto al letto o sul piano di lavoro, e contribuiscono all’atmosfera dello spazio in cui vivono.

Vediamo la selezione per categoria: sveglie, lampade, audio, ricarica e la collezione in colori Pantone.

Chi è Lexon: oltre trent’anni di design accessibile

Il brandè stato fondato nel 1991 con una missione dichiarata: reinventare gli oggetti comuni per renderli più estetici, facili da usare e accessibili a un pubblico ampio (Lexon). Da allora il marchio ha costruito un’identità visiva riconoscibile, che unisce innovazione e funzionalità.

Il catalogo si è formato attraverso la collaborazione con numerosi designer internazionali, tra cui Marc Berthier, autore della radio Tykho, e Adrian e Jeremy Wright, ideatori della sveglia Flip. Tykho è arrivata anche sulla copertina del Time nel marzo 2000, un segno di quanto un oggetto tecnologico possa entrare nell’immaginario del design.

È questa la chiave per leggere la selezione che oggi si trova da Moroni Gomma: la tecnologia non è un elemento da mascherare, ma una presenza che dialoga con gli spazi della casa e del lavoro.

Lexon sveglia: il tempo in forme compatte

La sveglia più riconoscibile è la linea Flip, disponibile nelle versioni Classic, Mini e Premium. Il suo gesto è immediato: per attivare o disattivare la sveglia basta ribaltarla. Non servono pulsanti da cercare al buio né menu da imparare, e proprio per questo funziona anche come piccolo oggetto da comodino.

Sveglia Lexon Flip rossa con scritta ON su un tavolino in legno
Sveglia Flip rossa

Per chi cerca un’alternativa più discreta, Minut è una sveglia compatta pensata per ingombrare poco. Mina Sunrise introduce invece una funzione di risveglio luminoso: la luce aumenta gradualmente, per un inizio di giornata meno brusco. Completano la selezione gli orologi Ray Clock e Conic Clock, dalle geometrie definite, adatti a una mensola o a una parete dello studio.

Sveglia luminosa Lexon Mina Sunrise accesa su un tavolino accanto al letto
Sveglia Lexon Conic Clock con display tondo su un comodino accanto al letto

Lexon lampada: luce portatile e colorata

Le lampade Lexon sono ricaricabili e portatili: si spostano dal soggiorno al balcone, dalla camera al tavolo del giardino, seguendo i momenti della giornata. La lampada diventa così un oggetto flessibile, che non dipende da una presa fissa. La famiglia Mina comprende le versioni Mina, Mina M e Mina L, scelte in base allo spazio e all’uso.

Lampada portatile Lexon Mina blu accesa con un tocco della mano su un tavolo in giardino
Mina blu

La serie Luma è disponibile nei formati S, M, L e XL, quindi si adatta sia a un angolo di lettura sia a un ambiente più ampio. A completare la gamma ci sono Orbee e Steli Lounge-Shade, espressioni complementari dello stesso linguaggio progettuale.

Lampade Lexon Luma ricaricabili in quattro formati su un tavolo da esterno
Luma ricaricabili

In una casa, queste lampade funzionano come luce d’accento: una Mina sul comodino, una Luma su una mensola o sul tavolo della terrazza, per aggiungere calore e colore senza interventi sull’impianto.

Lampada Lexon Orbee rossa e blu con cavo giallo su una mensola di libreria
Lampada Lexon Steli Lounge-Shade blu accesa, con la mano sopra il paralume, su una pila di libri

Lexon radio e speaker: audio in formato piccolo

Nell’audio Lexon la parola chiave è la misura contenuta. La famiglia Lexon Mino comprende speaker portatili ultracompatti: Mino+ è la versione base, Mino T ha un aggancio integrato che lo rende facile da portare con sé, Mino+ L offre un altoparlante di dimensioni maggiori per un suono più pieno in casa. Mino è uno dei prodotti più popolari del marchio, con 1,5 milioni di unità vendute in due anni.

Speaker portatile Lexon Mino T arancione con aggancio integrato e base conica
Mino T arancione

La Lexon radio per eccellenza è Tykho 3, disponibile nelle versioni Resin e Soft. Discende dalla Tykho disegnata da Marc Berthier, un piccolo classico del design contemporaneo, e porta in casa una radio con carattere da oggetto da collezione.

Radio Lexon Tykho 3 blu con antenna su un mobile bianco accanto a una pianta
radio Tykho 3

Ricarica e accessori per la scrivania

La gamma dedicata a ricarica e connettività accompagna le attività quotidiane a casa, al lavoro e in movimento. Ne fanno parte Poweron, Powerup e Metali-C, insieme a Power Sound, una stazione multifunzione che combina ricarica wireless e diffusore audio: un solo oggetto per due funzioni, utile quando lo spazio sul comodino o sulla scrivania è poco.

Stazione Lexon Power Sound con ricarica wireless e speaker su una mensola in legno
Stazione Power Sound con ricarica wireless e speaker

Per la postazione di lavoro c’è Peas Hub-C, l’hub USB che permette di collegare più dispositivi insieme. Sono accessori di servizio che, nel linguaggio Lexon, diventano parte dell’arredo e non cavi e adattatori da nascondere.

Lexon x Pantone: il colore come accento d’arredo

Il colore è protagonista nella collaborazione del brand con Pantone, che unisce il linguaggio progettuale del brand all’universo cromatico Pantone. La collezione veste alcuni dei prodotti più rappresentativi con una selezione di colori Pantone, mettendo in risalto le forme e trasformando gli accessori tecnologici in accenti di colore.

Lampade Orbee, radio Tykho e lampade Mina Lexon x Pantone su una tavola apparecchiata
Lampade Orbee, radio Tykho e lampade Mina Lexon x Pantone

In un interno neutro, un oggetto colorato funziona come punto focale: una sveglia su un comodino chiaro, un diffusore su una libreria, un hub su una scrivania ordinata. È un modo semplice per introdurre colore senza cambiare mobili o pareti, e per aggiornare l’ambiente con piccoli gesti.

Dove trovare i prodotti Lexon

La selezione Lexon è disponibile attraverso la distribuzione Moroni Gomma, a Milano. Il punto vendita di Corso Garibaldi 2 è aperto il lunedì dalle 14:00 alle 19:30 e dal martedì alla domenica dalle 11:00 alle 19:30. Per informazioni: garibaldi@moronigomma.it, tel. +39 02 89095375. La distribuzione per l’Italia ha sede in Via Moscova 40 (info@moronigomma.it).

Domande frequenti su Lexon

Come funziona la sveglia Lexon Flip? Si attiva e si disattiva ribaltandola: basta capovolgerla per cambiare modalità. È disponibile nelle versioni Classic, Mini e Premium.

Le lampade Lexon sono ricaricabili? Sì, le lampade Lexon sono ricaricabili e portatili, e si usano sia negli spazi interni sia all’esterno.

Quali speaker fanno parte della famiglia Lexon Mino? Mino+, Mino T (con aggancio integrato) e Mino+ L (con altoparlante più grande).

Che cos’è la collezione Lexon x Pantone? È la collaborazione che veste alcuni prodotti iconici del brand con una selezione di colori Pantone.

 

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7 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Roma, un appartamento d’epoca dove il nuovo non imita l’antico, lo accompagna

Nel cuore dell’Esquilino, in un palazzo costruito alla fine dell’Ottocento, un appartamento d’epoca al secondo piano ritrova la propria voce grazie al progetto di damaSTUDIO. Rimasta quasi intatta fino ai lavori recenti, la residenza è stata riletta con un approccio contemporaneo consapevole e misurato. Volte a botte, soffitti dipinti e pavimenti in cotto non sono soltanto memoria da preservare: diventano il riferimento attivo che orienta spazi, materiali e cromie.

Un dialogo paritario tra memoria e progetto

Il cuore dell’intervento è un’idea semplice da dire e difficile da realizzare: affermare un’identità contemporanea senza prevaricare ciò che c’era prima. Il linguaggio nuovo si innesta con chiarezza sulla trama storica, resta leggibile e non cerca mai il mimetismo. Le aggiunte, dai nuovi varchi alle scelte materiche e volumetriche, sono misurate, coerenti e riconoscibili. Ne nasce un equilibrio in cui nessuno dei due registri prevale e l’antico non è sfondo, ma interlocutore.

Una pianta a ferro di cavallo, più fluida

Nel corridoio d’ingresso, la rimozione degli intonaci più recenti ha riportato a vista la tessitura muraria e la volta a botte. La materia costruttiva entra così nel racconto dello spazio, esaltata da una luce radente che ne disegna la curvatura.

Corridoio d’ingresso con volta a botte in pietra a vista e applique a luce radente
Rimossi gli intonaci recenti, la volta a botte torna a mostrare la tessitura muraria originaria.

L’ingresso introduce a una pianta a ferro di cavallo: la zona giorno si sviluppa sul lato destro, mentre a sinistra un disimpegno conduce alle camere e ai servizi. Per aggiornare l’impianto ottocentesco a un modo di abitare più attuale, tra cucina e soggiorno è stato aperto un ampio varco che mette in relazione i due ambienti senza alterarne l’equilibrio. Il risultato è una maggiore fluidità interna, con percorsi più semplici e stanze più leggibili.

Ampio varco tra soggiorno e cucina che mette in relazione i due ambienti di un appartamento d’epoca ottocentesco
La nuova apertura collega cucina e soggiorno senza alterare l’equilibrio della pianta.

Soffitti a tempera e cotto esagonale: il restauro conservativo

Il restauro conservativo ha restituito luminosità alle pitture a tempera dei soffitti attraverso puliture, stuccature e reintegrazioni cromatiche puntuali. I pavimenti esagonali in cotto sono stati preservati con interventi minimi di levigatura e trattamento a cera. La composizione a tre tonalità, terracotta, tortora e antracite, costruisce geometrie che variano da una stanza all’altra mantenendo una palette coerente. Colori e finiture seguono le cromie esistenti, con pareti dai toni caldi e polverosi che lasciano la scena a decori e pavimenti.

Tavolo nero con sedie in paglia di Vienna su pavimento in cotto esagonale, sotto un soffitto dipinto a tempera
Terracotta, tortora e antracite: la composizione a tre tonalità cambia disegno da una stanza all’altra.

La cucina: acciaio spazzolato e arredi scuri

In questo appartamento d’epoca i decori storici restano protagonisti accanto a presenze contemporanee di forte carattere. La penisola in acciaio spazzolato, dai riflessi mutevoli, e gli arredi scuri portano un segno deciso senza competere con l’esistente, mentre le sedute colorate attorno al tavolo tondo aggiungono una nota di leggerezza. Una pluralità di presenze architettoniche trova posto in un unico ambiente, in un rapporto sempre equilibrato.

Cucina con isola in acciaio spazzolato, armadi scuri e soffitto decorato in un appartamento d'epoca di Roma
L’isola in acciaio porta un segno deciso senza competere con le decorazioni storiche.
Dettaglio dell’isola in acciaio spazzolato con riflessi, ortaggi sul piano e pavimento in cotto esagonale
I riflessi mutevoli dell’acciaio dialogano con il cotto e con le pitture del soffitto.
Tavolo tondo con sedute colorate in cucina e, sullo sfondo, il varco che si apre sul soggiorno
Dalla cucina lo sguardo attraversa il varco e arriva fino al soggiorno.

Zona notte e servizi: un gesto contemporaneo, leggero

La zona notte e gli spazi di servizio sono stati ripensati integralmente, con nuovi collegamenti che riorganizzano la sequenza originaria delle stanze mantenendone la riconoscibilità.

Disimpegno della zona notte con pareti color tortora, lampada circolare a parete e vista sul bagno
Il disimpegno introduce alla zona notte con pareti materiche e tinte morbide.

Oggi la casa ospita due camere singole e una matrimoniale. In quest’ultima, il volume della cabina armadio e un soppalco-studio sfruttano l’altezza interna, introducendo nuove funzioni con un gesto contemporaneo leggero e ben integrato, sotto la tempera storica del soffitto.

Camera matrimoniale con letto a baldacchino in metallo, scala scura e soppalco-studio sopra la cabina armadio
Il volume della cabina armadio sostiene un piccolo studio sospeso che sfrutta l’altezza della stanza.

Nei locali di servizio, demolizioni e ricostruzioni mirate hanno ridefinito superfici e rapporti: un bagno è stato ampliato, sono stati ricavati un antibagno e una lavanderia, e la relazione tra i due spazi finestrati è oggi più funzionale. Superfici continue e tinte materiche, dal tortora al rosato, mantengono un tono sobrio e coerente con il resto della casa.

Bagno con pareti rosate, lavabo sospeso in marmo nero, box doccia in vetro e rubinetteria nera
Nei bagni, superfici continue e tinte materiche mantengono un tono sobrio e coerente.

Un appartamento d’epoca che guarda avanti

Il progetto di damaSTUDIO mostra come, in un appartamento d’epoca, il valore delle preesistenze possa diventare la vera matrice del disegno. Il nuovo ha una voce propria, ma si inserisce come naturale prosecuzione dell’anima della casa.

Soppalco-studio con scrivania scura e libreria sotto un soffitto dipinto a tempera con decori floreali
Una scrivania contemporanea sotto la tempera storica: il progetto riassunto in un’immagine.

Progetto: damaSTUDIO associati | Luogo: Roma, quartiere Esquilino | Fotografo: Vito Corvasce

Leggi anche: “Ristrutturazione appartamento modernista: a Barcellona il passato torna a respirare“

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7 Novembre 2026 / / Case e Interni

Arredamento: 13 colori di tendenza per il 2027

I verdi, i blu e le terre scelti dalle grandi marche di vernici, letti da chi i colori li porta nelle case vere

Hai letto che nel 2027 tornano i colori? Anche noi. Poi abbiamo messo in fila i campioni scelti dalle grandi marche di vernici e abbiamo notato una cosa: non ci sono grandi rivoluzioni, ma per una volta, le scelte non sembrano del tutto scollegate tra loro, hanno una direzione precisa.

Siamo Anna e Marco di DM Studio, un architetto e un geometra interior designer. Il colore lo scegliamo per case vere. Per questo guardiamo i colori dell’anno con curiosità, ma senza farci incantare.

Da qualche anno il colore guarda alla natura, con verdi e marroni sempre più presenti. In fondo, ogni colore nasce da lì. Quelli del 2027 hanno però qualcosa in più: sono più concreti, legati a cose che conosci e per questo ci sembrano più rassicuranti e rilassanti. Risulta più facile usare uno di loro per abbandonare il monocromatico neutro.

Una premessa: manca ancora il Pantone Color of the Year 2027, che verrà svelato ufficialmente il 3 dicembre 2026 a Miami. Quello del 2026 è Cloud Dancer, un bianco. Se arriverà una sorpresa, ne riparleremo.

Sembrano colorati, ma non sono rivoluzionari

Dopo anni di bianco e beige, il racconto è semplice: adesso arriva il colore. Poi guardi i campioni da vicino e il quadro cambia. Verdi spenti, blu fumosi, rosa polverosi, marroni caldi. Su tredici colori, quasi tutti desaturati, uno solo si avvicina ad essere vivace: Celery, “sedano” e anche lui è un verde pallido.

Non è il ritorno del colore, è il neutro che ha cambiato faccia. Alcuni di questi toni fanno il lavoro dei toni neutri: stanno sullo sfondo, non disturbano, scaldano. Hanno solo un sottotono in più. Le stesse marche li chiamano “nuovo neutro” (Graham & Brown) e “neutro saturo” (PPG).

C’è anche una ragione pratica. Un colore dell’anno deve funzionare in milioni di case, quindi si sceglie qualcosa che non faccia pentire. Il caldo ammesso è solo quello della terra: niente rossi accesi, niente fucsia, al massimo una terracotta o un prugna chiaro desaturato.

Una nota sulle marche: citiamo soprattutto nomi anglosassoni perché sono quelli che ogni anno annunciano un singolo colore. In Italia si ragiona di più per collezioni e palette, quindi un vero colore dell’anno non c’è.

I verdi

1. Soulful Sage (AkzoNobel, Dulux)
Un verde salvia chiaro, sempre un tono desaturato, con un sapore d’epoca. Funziona dove vuoi calma senza freddezza, come in camera da letto o in studio.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

2. Celery (Sherwin-Williams, SW 6421)
L’unico che prova a essere vivace. È un verde erbaceo chiaro, fresco, che la marca definisce brillante. Resta comunque pallido e lo vediamo bene in cucina o in una stanza molto luminosa.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

3. Grounded (Behr, T27-01)
Un verde oliva muschiato con sottotoni marroni. Cambia con la luce: più energico di giorno, più profondo la sera. Sta benissimo con legno e fibre naturali.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

4. Webster Green (Benjamin Moore, HC-130)
Annunciato il 14 ottobre, è un verde scuro e classico, il più profondo della lista dei verdi. Benjamin Moore lo affianca a marroni fulvi, pastelli polverosi e ocra.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

I blu

5. Cottage Door (Valspar, 8004-38E)
Un blu grigio chiaro, vicino all’azzurro polvere. È sobrio e non appesantisce i volumi, quindi lo potresti usare ovunque, sia sulle pareti del soggiorno, sia in camera da letto che nei dettagli.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

6. Artifact (Glidden e Pittsburgh Paints, PPG10-16)
Un blu caldo e fumoso, di tono medio, con molto grigio. È un camaleonte: a nord tende al grigio azzurro, a sud si ammorbidisce e diventa più neutro. Con ottone, bronzo e legno scuro sta benissimo. 

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

7. Vantage Point (Clark+Kensington, 38B-4)
Un azzurro cielo chiaro, con una nota pervinca, il più luminoso dei tre blu. Funziona anche solo sul soffitto, per avere un’idea di giornata limpida senza dipingere tutta la stanza.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

I rosati e la terracotta

8. Rose Earth (Graham & Brown)
Un rosa caldo e terroso, ispirato ai pigmenti delle argille italiane, come la terra di Siena. Di giorno è un rosa polveroso, al tramonto emergono terracotta e tortora. Chiede legno naturale, pietra e lino.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

9. Pueblo (C2 Paint, C2-510)
Un rosato con una punta di prugna. È per chi vuole il rosa, ma lo cerca meno “zuccheroso”. Lo vediamo bene in ingresso, lo spazio dove puoi osare di più, perché ci passi poco tempo e dà subito carattere alla casa.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

10. Deep Rooted (Dutch Boy, 311-7DB)
Un arancio terroso, una terracotta di tono medio. È il più caldo del gruppo, ma resta terra: pensa a un vaso di coccio, non a un’arancia.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

I marroni

11. French Press Coffee (Dunn-Edwards, DEBN07)
Un marrone espresso con sottotono prugna, che si rivela piano. Le stesse marche lo descrivono come un neutro scuro e avvolgente.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

12. Country Soil (PPG, PPG15-30)
Un neutro saturo tra beige, tortora e grigio, che diffonde la luce e avvolge. È il passo più semplice per chi vuole uscire dal bianco o dal grigio senza scossoni: va bene in soggiorno e in camera, dove cerchi calma.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

13. Marle (Little Greene)
Un marrone medio ispirato all’argilla, morbido ma ricco. Dà calore agli spazi aperti e luminosi che ne hanno bisogno.

Arredamento: colori di tendenza per il 2027

 

Come usarli senza dipingere tutta la casa

Se in casa hai beige, grigio o panna e l’idea di cambiare tutto ti spaventa, non serve farlo. Questi colori funzionano benissimo anche a dosi piccole e sono pensati proprio per stare vicino ai neutri.

  • Il mobile al posto della parete. Una madia, una libreria o una consolle su misura in un verde o in una terracotta danno carattere senza toccare i muri. 

  • Una sola parete, ma quella giusta. Non neccessariamente la prima che vedi entrando. Scegli quella dove ti siedi o dove dormi, come la parete dietro il divano o la testata del letto.

  • Il fondo di una nicchia o di una libreria. Dipingere solo il retro cambia l’effetto e la profondità e basta pochissima vernice.

  • Porta e telaio. Una porta in un blu fumoso o in un verde oliva, con telaio dello stesso colore, funziona anche su pareti panna.

  • La fascia bassa. Un colore da terra a metà parete, con bianco nella parte sopra, è un’idea adatta a ingressi e corridoi, che sono spazi di passaggio dove è più facile sperimentare.

Prima di scegliere, guarda come il colore si porta con il bianco o il beige che hai già. Un panna caldo accoglie bene terracotta, rosati e verdi con sottotono giallo. Un grigio sta bene con le terracotta e i marroni, perché il contrasto li valorizza e con i blu. Con rosati e verdi chiari, invece, funziona meglio un grigio caldo (quello che sfuma verso il tortora). Il motivo è sempre lo stesso: il sottotono.

Il consiglio in più: sottotono, esposizione e luce artificiale

Il nome del colore conta poco. Conta il sottotono: giallo nel verde, marrone nell’oliva, prugna nel caffè, grigio nel blu. È quello che cambia da una casa all’altra a seconda dell’abbinamento con il pavimento o i mobili.

L’esposizione fa il resto. Lo stesso blu a nord sembra grigio, a sud si scalda.

Prova sempre il campione su un pannello, accanto al pavimento che non cambierai, a orari diversi. Poi accendi le luci della sera: i rosati e i marroni cambiano parecchio.

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    Arredamento: 13 colori di tendenza per il 2027

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    Anna e Marco – CASE E INTERNI

    5 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

    dettagli home decor

    Case piccole: 25 mq trasformati in una casa sorprendentemente funzionale

    Vivere in pochi metri quadrati non significa necessariamente rinunciare al comfort, alla privacy o alla qualità estetica degli ambienti. A dimostrarlo è Living Small, un progetto residenziale realizzato nel cuore di Islington, a Londra, dove uno spazio di appena 25 mq è stato trasformato in una vera e propria abitazione, completa di tutte le funzioni necessarie alla vita quotidiana. Un intervento che dimostra come, nelle case piccole, la qualità del progetto architettonico possa fare la differenza molto più della metratura disponibile.

    Firmato dallo studio londinese CIAO – Creative Ideas & Architecture Office, il progetto affronta il tema dell’abitare compatto attraverso un’attenta organizzazione degli spazi, arredi realizzati su misura e una selezione di materiali capaci di dare continuità visiva agli interni. L’obiettivo non è semplicemente far entrare tutto in una superficie ridotta, ma creare un ambiente armonioso, luminoso e accogliente, nel quale ogni elemento contribuisce al funzionamento complessivo della casa.

    Zona living di una casa piccola a Londra con parete attrezzata in multistrato di betulla e pannelli in sughero

    Case piccole: quando il progetto architettonico fa la differenza

    In un appartamento di soli 25 metri quadrati, la distribuzione degli ambienti rappresenta una delle sfide progettuali più importanti. La soluzione adottata da CIAO ruota attorno a un elemento architettonico centrale, una sorta di spina dorsale che attraversa l’abitazione e organizza le diverse funzioni domestiche.

    Realizzata alternando pannelli in multistrato di betulla e vetro traslucido rigato, questa struttura definisce le aree interne senza ricorrere a una successione di pareti opache. Il risultato è una separazione discreta tra le diverse zone, che permette di preservare la privacy dove necessario senza interrompere la percezione di continuità dello spazio.

    Percorso verso la zona notte in una casa piccola con panca contenitore su misura lungo la finestra

    La scelta del vetro traslucido è particolarmente significativa: lascia filtrare la luce naturale e contribuisce a mantenere una maggiore leggerezza visiva, evitando l’effetto di chiusura che potrebbe derivare dalla presenza di divisori tradizionali. Il multistrato di betulla, invece, introduce una componente materica calda e riconoscibile, diventando il filo conduttore dell’interior design.

    Divisorio in vetro traslucido rigato e multistrato di betulla che separa le zone di una casa piccola senza chiudere la luce

    Anche gli arredi partecipano alla definizione degli ambienti. Alcuni elementi contenitivi e funzionali si sviluppano direttamente dalla struttura centrale, integrandosi nell’architettura e creando delimitazioni leggere tra le diverse aree. Una strategia particolarmente interessante per chi cerca soluzioni per case piccole da arredare, dove ogni mobile deve essere scelto considerando non soltanto l’ingombro, ma anche la sua capacità di svolgere più funzioni.

    Arredare case piccole: mobili su misura e spazi multifunzionali

    Quando la superficie disponibile è limitata, progettare gli arredi insieme all’architettura permette di sfruttare anche gli spazi che normalmente rimarrebbero inutilizzati. In Living Small questo principio viene applicato con coerenza, attraverso soluzioni integrate che riducono gli ingombri e contribuiscono a mantenere ordinato l’ambiente.

    Zona notte di una casa piccola arredata con armadio a giorno e boiserie in multistrato di betulla

    Uno degli interventi più interessanti riguarda lo sfruttamento dello spazio verticale. Sopra la cucina e il bagno è stato ricavato un soppalco destinato al contenimento, una soluzione che permette di utilizzare l’altezza disponibile senza sottrarre superficie alla zona principale dell’abitazione. Una scelta progettuale intelligente, soprattutto nei piccoli appartamenti con soffitti sufficientemente alti, dove lo sviluppo verticale può offrire nuove possibilità organizzative.

    Soppalco contenitivo sopra cucina e bagno raggiungibile con scala in betulla in un appartamento di 25 mq

    La cucina è concepita come un volume lineare e integrato, inserito all’interno dell’involucro in legno. Le ante a filo, gli elettrodomestici integrati e la composizione essenziale contribuiscono a ridurre la frammentazione visiva, facendo apparire l’insieme più ordinato e compatto.

    Cucina verde su misura in una casa piccola arredata, con tavolo semicircolare in betulla e sgabello

    Anche la porta che conduce al bagno e al locale lavanderia è completamente rivestita in multistrato di betulla. La superficie si raccorda visivamente alle pareti circostanti, rendendo meno evidente la presenza del vano di servizio. È un dettaglio che racconta bene l’approccio progettuale dello studio: eliminare le interruzioni superflue e trasformare gli elementi funzionali in parti integrate dell’architettura.

    Porta in multistrato di betulla che nasconde il locale lavanderia in una casa piccola ben arredata

    Queste soluzioni dimostrano quanto, nelle case piccole ben arredate, la progettazione personalizzata possa incidere sulla qualità della vita quotidiana. Armadiature integrate, contenitori nascosti, cucine compatte e mobili disegnati in funzione della planimetria consentono infatti di recuperare spazio senza appesantire gli ambienti.

    Case piccole moderne: luce, materiali e colori per ampliare gli spazi

    Oltre alla distribuzione funzionale, un altro aspetto determinante del progetto riguarda la scelta dei materiali e della palette cromatica. In un’abitazione di dimensioni così contenute, la continuità delle superfici contribuisce a creare una percezione di maggiore ampiezza, evitando che le diverse funzioni domestiche sembrino compartimenti separati.

    Angolo lavoro integrato nel mobile in betulla e sughero in una casa piccola moderna a Londra

    Le pareti e i soffitti sono caratterizzati da tonalità bianco caldo, abbinate ai rivestimenti in betulla e alla pavimentazione in legno. Questa combinazione definisce uno sfondo neutro e luminoso, nel quale le diverse componenti dell’arredo dialogano senza creare contrasti eccessivi.

    A introdurre una nota cromatica più decisa è la cucina verde realizzata su misura, affiancata dalla presenza di piante, tessuti e opere d’arte selezionate. Piccoli accenti che conferiscono personalità all’ambiente senza compromettere l’equilibrio complessivo.

    La luce naturale, lasciata circolare attraverso il vetro rigato della struttura centrale, diventa parte integrante del progetto. Non si tratta soltanto di illuminare uno spazio ridotto, ma di valorizzare la profondità degli ambienti e rendere più piacevole la percezione delle diverse zone funzionali.

    L’attenzione alla continuità materica e alla semplicità delle forme dimostra come anche le case piccole moderne possano avere un’identità estetica precisa. Non è necessario ricorrere a un arredamento minimalista e impersonale: attraverso pochi elementi ben progettati, materiali naturali e dettagli accuratamente selezionati, anche un micro-appartamento può diventare uno spazio ricco di carattere.

    Vivere in piccolo senza rinunciare alla qualità

    Living Small rappresenta un esempio interessante di come ripensare il rapporto tra superficie disponibile e qualità dell’abitare. In 25 mq, ogni scelta risponde a una precisa esigenza funzionale, ma nessun elemento sembra essere stato progettato esclusivamente per risolvere un problema di spazio.

    Bagno di un progetto di case piccole a Londra con piastrelle bianche verticali e rivestimento in terrazzo

    La struttura centrale, gli arredi integrati, il soppalco contenitivo e la continuità dei materiali concorrono a creare un ambiente domestico completo, nel quale architettura e interior design lavorano insieme.

    Tra i progetti di case piccole, questo intervento dimostra che la vera sfida non consiste nel riempire ogni centimetro disponibile, ma nel dare a ogni spazio una funzione precisa, mantenendo leggerezza, comfort e armonia visiva. Un modo intelligente e contemporaneo di vivere in piccolo, nel quale la qualità del progetto diventa il vero valore aggiunto.

    Progetto: Living Small di studio CIAO

    Fotografie: di French + Tye

    Leggi anche: “Casa Gastòn: il piccolo monolocale milanese che sembra molto più grande” ; “Clichy, il piccolo appartamento parigino che contiene tutto — e lo fa con stile” ; “Venti metri quadri, zero compromessi: il monolocale che ridefinisce l’abitare contemporaneo“

    L’articolo Case piccole: 25 mq trasformati in una casa sorprendentemente funzionale proviene da dettagli home decor.

    5 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

    dettagli home decor

    Søstrene Grene Natale 2026: il bordeaux intenso illumina la casa

    Ogni anno, tra la fine dell’estate e i primi freddi, c’è un momento in cui la casa inizia a desiderare il Natale. Quest’anno a dargli forma è Sostrene Grene, il marchio danese che ha fatto dell’estetica accessibile e dei dettagli ricercati la sua firma. La nuova collezione natalizia è già in negozio e online dallo scorso 8 ottobre. Mette in dialogo i classici del passato con le tendenze del momento, in un universo che invita a rallentare e a prendersi cura degli angoli di casa.

    Il bordeaux, colore dell’inverno

    Se il rosso tradizionale ha sempre dominato le feste, la proposta di questa stagione lo rende più profondo. Il protagonista è il bordeaux intenso, tinta che ricorda il velluto, il vino speziato e le luci basse delle sere di dicembre. Elegante senza essere formale, si accosta con naturalezza ai toni del legno, ai verdi più tenui e ai riflessi caldi del metallo.

    Il bordeaux dialoga con una palette dorata dal gusto romantico: decorazioni luminose ma mai invadenti, che catturano la luce delle candele e quella dell’albero. Il risultato è un’atmosfera calda e accogliente, lontana dall’eccesso e vicina a quel Natale fatto di memoria e intimità che molti desiderano ritrovare.

    Albero di Natale con angioletti di carta e fiocco bordeaux, collezione Sostrene Grene Natale 2026

    Pallina bordeaux con fiocco in velluto e decorazioni in ceramica Sostrene Grene

    Leggi l’articolo: “Albero di Natale: come disporre gli addobbi natalizi”

    Campanelle, colombe e motivi intrecciati

    Le novità decorative giocano su un vocabolario riconoscibile e poetico. Tornano i motivi natalizi intrecciati, che richiamano il lavoro artigianale e le ghirlande di una volta. Le campanelle decorative aggiungono un tocco sonoro e nostalgico. Le colombe, simbolo di pace e delicatezza, appaiono come figure leggere da appendere ai rami o da posare su una mensola.

    Tutto concorre a un’idea di decorazione stratificata, in cui ogni oggetto ha una storia da raccontare. Per chi ama costruire il proprio Natale un pezzo alla volta, è un invito a mescolare pezzi nuovi e ricordi di famiglia.

    Ghirlanda con campanelle decorative e nastri bordeaux, novità Natale 2026 di Sostrene Grene

    Ghirlanda con colomba dorata e cuori intrecciati, Sostrene Grene Italia

    Il presepe cresce, i regali si vestono a festa

    Tra le conferme più apprezzate c’è il presepe, che quest’anno si arricchisce di nuove aggiunte. È una scelta che parla soprattutto al pubblico italiano, per cui la natività resta il cuore simbolico delle feste. Completano la proposta confezioni regalo suggestive e articoli convenienti pensati per ogni angolo della casa, dall’ingresso alla camera da letto.

    confezioni regazo carta bordeaux e nastri avorio, Natale di Sostrene Grene Italia

    Leggi anche: “Addobbare casa a Natale: la checklist chic per decorare con stile”

    Il Natale di Sostrene Grene comincia in cucina

    Sostrene Grene sposta l’attenzione sul luogo dove, per molti, le feste iniziano davvero: la cucina. Prima ancora della Vigilia, sono i biscotti in forno e il tè in infusione a riempire la casa di profumi, e le novità di quest’anno sono pensate per quei momenti.

    Scatole per biscotti e casette di Natale, novità cucina Sostrene Grene

    L’oggetto più curioso è il cofanetto da tè musicale, a 7,36 €. Ruota lentamente al suono di una classica melodia natalizia e contiene un tè nero alle mandorle, morbido e dolce, con note di marzapane. Un regalo che sa di infanzia e che funziona anche come centrotavola.

    Altrettanto delicate le palline natalizie decorative riempite di tè, a 2,18 €. La versione bordeaux contiene tè nero, quella verde chiaro tè bianco. Sono un pensierino perfetto per chi ospita o un augurio da lasciare accanto a un biglietto scritto a mano.

    Per la dispensa golosa arrivano le scatole per biscotti, decorate con i colori e i motivi classici delle feste. Tra le novità spicca quella a forma di casetta di Natale, a 4,58 €, che trasforma la conservazione dei dolci in un piccolo elemento d’arredo.

    Una tavola d’oro e ceramica

    Chi ama apparecchiare con cura troverà ciotole, piatti e tazze con motivi festivi, pensati per grandi e piccini. Tornano anche i popolari cucchiaini dorati con piccoli motivi natalizi, a 1,34 €. Sono un dettaglio minimo che cambia il tono di una tavola: abbinati a una tovaglia neutra o a un runner bordeaux, bastano a dare un’aria di festa.

    Piatto con motivo natalizio e cucchiaino dorato, Sostrene Grene shop online

    Leggi anche: “Decorare la tavola a Natale. I trucchi degli interior design”

    Dove trovare la collezione Natale 2026 di Sostrene Grene

    La proposta di Sostrene Grene Italia è disponibile nei negozi del marchio e sullo Sostrene Grene shop online, comodo per chi preferisce scegliere con calma e organizzare in anticipo regali e decorazioni. Trattandosi di collezioni stagionali, la disponibilità è fino a esaurimento scorte: chi ha puntato gli occhi su un pezzo in particolare, come il cofanetto musicale, farà bene a non aspettare troppo.

    Credenza con alberelli in ceramica verde e teiera, Natale 2026 di Sostrene Grene

    Il nostro punto di vista

    Il Natale 2026 secondo Sostrene Grene non rincorre l’effetto speciale. Punta su un calore domestico fatto di colori profondi, materiali evocativi e piccoli rituali condivisi, dal tè delle cinque ai biscotti di famiglia. Con prezzi che restano alla portata di tutti, la collezione permette di rinnovare la casa senza stravolgerla, scegliendo pochi oggetti ben pensati. Come spesso accade nel design scandinavo, la bellezza sta nella misura.

    Per acquistare le novità va su www.sostrenegrene.com/it

    Leggi anche: “Ikea per Natale 2026: decorazioni, luci e sapori delle feste”

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    5 Novembre 2026 / / Case e Interni

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Un monolocale nel cuore di Parigi, completamente reinventato. Una lezione di stile, funzionalità e soluzioni su misura per chi vuole ristrutturare e arredare piccoli spazi di 20 mq.

    Il progetto: 22 mq con personalità nel cuore di Parigi

    Sul tema dei micro-appartamenti, la prima reazione è spesso di scetticismo: come si può vivere bene in soli 20 o 22 metri quadrati? In Francia la normativa è più elastica ed è possibile vivere in microscopici monolocali o bilocali dei centri storici. E’ facile trovare in affitto a Parigi per gli studenti o lavoratori soffitte di 15 mq o anche meno. Ecco perché gli studi di progettazione francesi offrono spesso idee intelligenti per sfruttare lo spazio e rendere comunque gli ambienti confortevoli e chic.

    Questo piccolo appartamento parigino, situato nel vivace 9° arrondissement di Parigi, dimostra che lo spazio non è tutto o meglio, che lo spazio si può creare anche dove apparentemente non esiste.

    Il proprietario, appassionato di oggetti vintage e mercatini delle pulci, ha acquistato questo immobile con una visione chiara: abitarci davvero, in pieno centro città. L’unico elemento di carattere era un divisorio in vetro preesistente, una verrière interna in stile parigino classico. Per tutto il resto era necessaria una ristrutturazione completa: impianto elettrico, idraulico, finiture. Ha così affidato il progetto all’interior designer France Lepoutre dell’agenzia Mon Plan d’Appart, che ha avuto carta bianca per ripensare interamente lo spazio. Il risultato? In appena due mesi e mezzo, un appartamento privo di personalità si è trasformato in un’abitazione ricca di carattere, comfort e soluzioni intelligenti.

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Piccolo ma (quasi) bilocale: la distribuzione degli spazi

    Uno degli aspetti più interessanti di questo progetto è la distribuzione. Grazie a una parete divisoria preesistente, l’appartamento si articola in due zone distinte: un soggiorno con angolo cottura e una zona notte separata. Non proprio un monolocale quindi, ma un quasi bilocale di 22 mq, una distinzione fondamentale in termini di qualità della vita.

    La disposizione generale non è stata stravolta, ampliare non era possibile, ma ogni centimetro è stato ripensato per creare una nuova percezione di apertura. La verrière interna con montanti in metallo, che separa l’ingresso dalla zona notte, svolge un ruolo essenziale: permette alla luce naturale di filtrare attraverso gli ambienti, eliminando quella sensazione di oppressione tipica degli spazi chiusi e bui.

    L’ingresso: sfruttare ogni centimetro in verticale

    Nei progetti di piccoli appartamenti, l’ingresso è spesso sacrificato. Qui, invece, è trattato come uno spazio a tutti gli effetti. Il soffitto è stato abbassato per ricavare un vano contenitivo sopraelevato, accessibile tramite una botola, quello che nel nostro gergo di architetti si chiama “ripostiglio in quota”. Una soluzione architettonica intelligente per sfruttare lo spazio verticale senza occupare superficie a terra, fondamentale quando ogni centimetro quadrato conta.

    Il divisorio in vetro con montanti in ottone visibile dall’ingresso regala subito un’atmosfera parigina autentica, filtrandola visivamente con la zona notte e creando profondità prospettica anche in un corridoio strettissimo.

    Il soggiorno: mobili su misura e intonaco decorativo

    Nel soggiorno di questo micro-appartamento la sfida principale era la parete del divano, che forma un angolo obliquo, difficile da sfruttare con mobili standard. La soluzione? Un mobile basso su misura in bianco e legno naturale, che funge contemporaneamente da contenitore e da panca. Ante chiuse per nascondere il superfluo, nicchie aperte per esporre libri e oggetti decorativi. La scelta del divano stesso è finalizzata al risparmio di spazio, poichè si tratta di una panca resa accogliente con tappeti e cuscini etnici. 

    La parete di fondo del divano è trattata con un intonaco decorativo dall’effetto grezzo, una scelta nata quasi per caso, quando durante i lavori non è emersa la pietra a vista sperata. L’interior designer ha trasformato la “delusione” in un punto di forza estetico, scegliendo una finitura materica che dialoga perfettamente con il pavimento in resina grigia e con i tavolini in legno massello vintage scelti dal proprietario. Il risultato è una parete texture che aggiunge calore e profondità visiva, evitando la freddezza di una superficie bianca piatta.

    I tavolini, le lampade, lo specchio in ottone: molti elementi di arredo sono pezzi vintage trovati dal proprietario, che conferiscono all’insieme uno spirito autentico e irripetibile, lontano dall’estetica patinata e anonima degli appartamenti arredati in serie. 

    La zona pranzo integrata: la panca contenitore

    Uno dei problemi ricorrenti nei piccoli appartamenti è trovare posto per mangiare senza rinunciare a spazio prezioso. In questo progetto, la zona pranzo è stata risolta con eleganza e funzionalità: una panca contenitore su misura, leggermente rialzata su uno scatolare che ospita gli impianti tecnici, si integra perfettamente nell’angolo cucina. Un tavolo moderno rotondo e uno sgabello in legno vintage completano l’angolo pasti, luminoso grazie a un ampio lucernario.

    La cucina: nera opaca e dettagli in rame

    La cucina è piccola, ma d’impatto. I mobili in nero opaco, una scelta coraggiosa in uno spazio ridotto, ma efficace per dare carattere, sono valorizzati da maniglie effetto rame, che aggiungono calore e profondità. Il piano di lavoro e l’alzata sono in quarzo bianco, un contrasto netto e sofisticato. Mensole aperte in legno naturale completano la zona cottura, alleggerendo visivamente la composizione e offrendo praticità quotidiana.

    La camera da letto: verde rame e armadio a ponte

    Separata dal soggiorno dalla verrière interna, la zona notte è la vera sorpresa di questo appartamento. Tutto lo spazio attorno al letto è stato trasformato in un armadio a ponte con retroletto su misura, dipinto in una tonalità di verde rame profondo. Ante, ripiani, zona contenitiva integrata: ogni millimetro lavora. Il colore pieno, portato anche sulle pareti, crea un’atmosfera avvolgente e coesa, un esempio virtuoso dell’uso del colore per dare identità a uno spazio compatto senza appesantirlo.

    Il letto è posizionato a lato dell’unica finestra del monolocale, inondato di luce naturale. Lungi dall’essere claustrofobica, la camera risulta ariosa proprio grazie alla parete vetrata interna, che mette in comunicazione visiva i vari ambienti.

    Il bagno: resina, pietra e legno grezzo

    Il bagno è forse l’ambiente più riuscito del progetto. La scelta di rivestire pavimento e pareti con la stessa resina grigia, la stessa utilizzata in tutto l’appartamento, crea una continuità materica che amplia visivamente lo spazio ed elimina la necessità di moltiplicare i materiali.

    La doccia walk-in è arricchita da nicchie a muro per l’organizzazione, mentre il protagonista assoluto è il mobile lavabo in legno grezzo, con piano a bordo vivo e lavabo in pietra naturale. Un pezzo che sembra uscito da un brocante di campagna, eppure perfettamente a casa in questo bagno urbano e sofisticato. Lo specchio rotondo con cornice in ottone e la piccola applique completano il quadro.

    Continuità materica: il segreto per far sembrare grande un piccolo spazio

    Una delle lezioni più preziose di questo progetto riguarda la gestione dei materiali. In un appartamento di 22 mq, moltiplicare i rivestimenti significa frammentare visivamente lo spazio e farlo sembrare ancora più piccolo. Qui la scelta è stata opposta: la resina grigia scorre continua dal pavimento dell’ingresso alle pareti del bagno, passando per la doccia. Pochi materiali, scelti con cura e ripetuti con coerenza: legno grezzo, resina, pietra, rame.

    Questo principio di ridurre la palette materica per aumentare la percezione di spazio è applicabile a qualsiasi progetto di ristrutturazione di piccoli appartamenti, dai mini-loft ai bilocali compatti.

    Micro-appartamenti in Italia: cosa dice la normativa

    Questo progetto parigino acquista un interesse ancora maggiore alla luce delle recenti novità normative italiane. Il Decreto Salva Casa 2024 (Legge 105/2024) ha infatti ridefinito i requisiti minimi per l’abitabilità dei piccoli alloggi, rendendo finalmente regolarizzabili molti immobili che prima non potevano ottenere l’agibilità.

    Le nuove soglie prevedono una superficie minima di 20 mq per una persona (ridotta dai precedenti 28 mq) e 28 mq per due persone (ridotta da 38 mq), con un’altezza minima del soffitto abbassata a 2,40 metri (prima 2,70 m), questo solo dopo una ritrutturazione. Il Ministero ha inoltre chiarito che è applicabile una tolleranza del 2%, portando l’altezza minima effettiva a circa 2,35 metri. Attenzione: la normativa si applica esclusivamente a interventi su edifici esistenti e a progetti presentati dopo il 28 luglio 2024.

    In pratica, oggi in Italia è possibile ristrutturare e rendere abitabili micro-appartamenti che in passato erano esclusi dalle regole standard, aprendo nuove opportunità sia per i proprietari che per i professionisti del settore.

    Idee da copiare per ristrutturare un piccolo appartamento

    Ecco le soluzioni più replicabili di questo progetto parigino:

    • Abbassare il soffitto localmente per ricavare vani contenitivi sopraelevati con botola

    • Mobili su misura che seguono le geometrie irregolari dello spazio

    • Colore pieno su parete e mobili nella zona notte per creare identità e nascondere l’ingombro visivo

    • Resina o microcemento su pavimento e pareti del bagno per continuità e semplicità

    • Verrière interna per dividere gli ambienti senza bloccare la luce

    • Palette materica ridotta: legno, pietra, metallo, tre materiali al massimo, ripetuti con coerenza

    • Pezzi vintage selezionati per personalizzare senza appesantire

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Micro appartamento 22 mq: idee di ristrutturazione e arredo secondo le nuove norme per case piccole

    Foto: Agathe Tissier; Progetto: France Lepoutre — Mon Plan d’Appart | Luogo: Parigi | Superficie: 22 mq; via cotemaison.fr


    Leggi anche:

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    Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI

    4 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

    dettagli home decor

    Ristrutturazione appartamento modernista: a Barcellona il passato torna a respirare

    Nell’Eixample di Barcellona, dove ogni portone custodisce un frammento di modernismo catalano, la ristrutturazione appartamento modernista è prima di tutto un esercizio di ascolto. Lo ha dimostrato SIGLA Studio con Casa Salvador: 150 metri quadrati in un edificio del 1904, firmato dall’architetto Lluís de Miquel i Roca, restituiti alla loro identità e aperti alla vita di oggi.

    Ristrutturazione appartamento modernista: salvare l’edificio dai restauri sbagliati

    Casa Salvador Viladevall III è un esempio emblematico del modernismo catalano. Eppure, quando lo studio ha ricevuto l’incarico, la visita ad alcuni appartamenti dello stabile, compreso quello dei clienti, ha rivelato sempre lo stesso copione: pavimenti idraulici ricoperti, cornici originali nascoste dai controsoffitti, lucernari sostituiti da faretti incassati.

    Da qui il punto di partenza del progetto: recuperare l’essenza originaria dell’edificio e adattarla alla vita contemporanea, senza tradire l’autenticità del disegno modernista. È una ristrutturazione che sceglie di togliere prima ancora di aggiungere, e di far parlare ciò che il tempo ha lasciato in piedi.

    Struttura intatta, un solo gesto decisivo

    Muri portanti e volte catalane sono rimasti com’erano, insieme agli alti soffitti con cornici in gesso e ai pavimenti idraulici, restaurati con rispetto. Si entra dal corridoio originale, che distribuisce le stanze attraverso porte in massello di pino, anch’esse restaurate.

    Corridoio originale con pavimento idraulico e porte restaurate

    L’intervento più importante riguarda la cucina, aperta verso il corridoio e il resto della casa. Il gesto rende fluida la circolazione e crea viste incrociate dal cuore dell’appartamento, la zona più buia, verso la parte più luminosa. Una nuova finestra verso il soggiorno, simmetrica a quella già presente sul cortile interno, amplifica l’effetto di spazio e di luce.

    Finestra interna che collega la cucina al soggiorno, con cornici originali e pavimento idraulico

    La cucina: acciaio, marmo rosso Alicante e legno di ciliegio

    Nella ristrutturazione appartamento modernista di Casa Salvador, l’unico elemento davvero nuovo è il soffitto a volta della cucina, che richiama lo spirito classico e modernista dell’edificio. Il progetto è contemporaneo ma rispettoso: struttura in acciaio, frontali e pavimento in marmo rosso Alicante, mensole in legno di ciliegio. Materiali nobili, che portano calore e dialogano con il carattere storico della casa.

    Cucina in acciaio con pavimento in marmo rosso Alicante in un appartamento modernista di Barcellona

    L’idea è far convivere nuovo e antico senza che si contrastino, lasciando che si valorizzino a vicenda. Così una cucina prima buia e chiusa diventa uno spazio aperto, luminoso e vitale.

    Bagni come rituale, con lavabi in marmo fatti a mano

    Nei bagni vale la stessa filosofia. Lo studio ha disegnato lavabi in marmo su misura, pezzi unici realizzati a mano che celebrano il rituale del bagno e l’artigianalità dell’epoca in cui il palazzo fu costruito.

    Lavabo su misura in marmo rosso Alicante con rubinetteria a parete

    Lontani dall’idea di locali ermetici, i bagni restano a porte aperte quando non sono in uso e sono inquadrati dal corridoio: più luce, più ampiezza e una continuità visiva in cui i materiali comunicano da una stanza all’altra.

    Bagno visto dal corridoio attraverso la porta aperta, con lavabo in marmo rosso

    Quattro camere senza toccare mosaici e cornici

    Nelle camere l’intervento è stato minimo: pavimenti idraulici, cornici e porte originali sono stati conservati e consolidati. Anche una ristrutturazione appartamento modernista deve però rispondere alle esigenze di oggi: i nuovi proprietari desideravano quattro camere anziché le tre originarie, in modo che tutti i figli possano dormire a casa quando vengono a trovarli. La camera principale è stata quindi divisa con un mobile nuovo, che fa anche da distributore e cabina armadio, senza intaccare mosaico e cornici.

    Camera da letto con rosone in gesso, lampada di carta e mosaico idraulico originale

    Armadio su misura che divide la camera e distribuisce il passaggio, senza toccare le cornici

    Materiali e tecniche: i mosaici di Teotim Fortuny

    Nella ristrutturazione appartamento modernista l’autenticità dei materiali fa la differenza. I pavimenti idraulici, emblema del design modernista, sono stati recuperati con grande cura. Cercando i pezzi mancanti nei magazzini edili, l’occhio esperto di @rajolesdebarcelona ha riconosciuto i mosaici come opera di Teotim Fortuny, importante produttore catalano, attivo dal 1895 e noto per disegni elaborati che univano influenze moderniste ed elementi della tradizione locale.

    Pavimento in mosaico idraulico restaurato nella sala da pranzo

    Nelle zone di nuovo intervento, cucina e bagno, il marmo rosso Alicante è stato scelto in armonia con il tono dei mosaici. Insieme a ceramica, finiture a cera e pitture ai silicati, aiuta a fondere il nuovo con l’antico. Porte e finestre originali sono state restaurate e rese più efficienti con i doppi vetri.

    Dettaglio del pavimento: marmo rosso Alicante accostato al mosaico idraulico a triangoli

    Il tavolo da pranzo in travertino romano

    Pezzo centrale del progetto firmato SIGLA Studio è il tavolo da pranzo, disegnato dallo studio su richiesta dei clienti: una struttura in compensato marino tagliato meccanicamente, che compone uno zigzag con giunzioni incollate, e un piano in travertino romano di 2 cm di spessore. Un oggetto dal forte carattere scultoreo, che porta nella zona giorno la stessa idea dell’intera casa: un dialogo tra la geometria dello zigzag e la pietra naturale del piano, tra segno contemporaneo e materia antica.

    Tavolo da pranzo disegnato dallo studio, con piano in travertino romano e struttura in legno

    Ristrutturazione appartamento modernista: ripartire da ciò che esiste

    SIGLA Studio con il progetto Casa Salvador mostra che una buona ristrutturazione non cancella la storia: la mette in luce. Per chi sogna una casa d’epoca, la lezione è chiara. Si parte da ciò che esiste, si aggiunge poco e con materiali nobili, e si lascia che pavimenti, cornici e porte originali tornino a essere protagonisti. È questo, in fondo, il senso di ogni ristrutturazione appartamento modernista riuscita: non fingere che il tempo non sia passato, ma farlo dialogare con il presente.

    Soggiorno con porte-finestra, poltrona nera e pavimento idraulico geometrico

    Progetto: Casa Salvador , Barcellona

    Anno: 2024

    Progettisti: SIGLA Studio

    Fotografie: Marta Vidal

    Leggi anche: “Casa con finestre blu a Praga: la ristrutturazione che rilegge lo stile modernista“

    L’articolo Ristrutturazione appartamento modernista: a Barcellona il passato torna a respirare proviene da dettagli home decor.

    4 Novembre 2026 / / Dettagli Home Decor

    dettagli home decor

    Il ristorante La Maruca Azca a Madrid: l’atmosfera di una baita tra i grattacieli

    La Maruca Azca è un progetto di interior design firmato ZOOCO ESTUDIO che trasforma un ristorante nel distretto finanziario di Madrid in un rifugio urbano dall’atmosfera calda e accogliente. Forme organiche, materiali naturali e suggestioni paesaggistiche reinterpretano il linguaggio della baita di montagna in chiave contemporanea, dando vita a uno spazio inaspettato nel cuore della città.

    La Maruca Azca: un rifugio contemporaneo nel distretto finanziario di Madrid

    Nel cuore di Azca, tra le geometrie rigorose degli edifici in vetro e acciaio che caratterizzano il principale distretto finanziario di Madrid, La Maruca introduce un linguaggio architettonico decisamente diverso. Il ristorante, progettato nel 2025 da ZOOCO ESTUDIO, nasce infatti da un concept che guarda ai paesaggi montani e all’idea di rifugio, contrapponendo al dinamismo del contesto urbano un’atmosfera intima, raccolta e domestica.

    Se nei precedenti progetti dello studio il riferimento era rivolto al mare, in questa occasione la narrazione architettonica si sposta verso la montagna. L’obiettivo è ricreare la sensazione di una baita contemporanea, un luogo capace di accogliere e trasmettere una percezione di calma attraverso un’attenta composizione di volumi, materiali e superfici.

    Angolo relax con divano e camino acceso nel ristorante La Maruca Azca a Madrid, ispirato a un rifugio di montagna

    Il risultato è un ambiente in cui l’architettura non si limita a definire le diverse funzioni del ristorante, ma contribuisce a costruire un’esperienza sensoriale, allontanando idealmente i visitatori dal paesaggio metropolitano che si sviluppa appena oltre le sue pareti.

    Architettura organica: soffitti scultorei e forme ispirate alla natura

    Il primo elemento che definisce l’identità dello spazio è il trattamento architettonico delle superfici. Per prendere le distanze dall’ortogonalità degli edifici circostanti, ZOOCO ESTUDIO introduce un vocabolario di forme morbide e sinuose che attraversa l’intero progetto.

    L’intervento parte dall’alto, dove il soffitto assume il ruolo di una vera e propria quinta architettonica. Attraverso un lavoro di modellazione per sottrazione, il piano orizzontale viene scolpito insieme agli elementi strutturali, dando origine a volumi che definiscono le diverse aree e accompagnano la distribuzione delle funzioni.

    Soffitto scultoreo e colonna arrotondata in intonaco naturale nel ristorante La Maruca Azca a Madrid

    I controsoffitti modellati sembrano creare una protezione naturale, quasi un involucro che avvolge gli ambienti e restituisce quella sensazione di riparo propria delle architetture montane. Anche le colonne partecipano a questa trasformazione: gli spigoli vengono eliminati e le superfici assumono profili arrotondati, richiamando la forma dei tronchi degli alberi. Le finiture in intonaco naturale accentuano ulteriormente il carattere materico e organico dell’insieme.

    Colonna dalle forme organiche e sedute curve in rovere nel ristorante La Maruca Azca

    Legno di rovere, pietra calcarea e marmo: il dialogo tra materiali

    La scelta dei materiali contribuisce in modo determinante alla definizione dell’atmosfera. Il legno di rovere, con la sua presenza calda e naturale, attraversa gli interni e dialoga con la pietra calcarea, creando un equilibrio tra superfici e tonalità ispirate alla natura.

    A catturare l’attenzione è soprattutto il grande bancone in marmo, elemento centrale del progetto e protagonista della composizione spaziale. Le sue linee curve, decise e scultoree ne accentuano la presenza, trasformandolo in una sorta di altare contemporaneo attorno al quale si sviluppa l’esperienza del ristorante.

    Grande bancone in marmo con linee curve nel ristorante La Maruca Azca a Madrid

    Il disegno degli arredi, curato dallo stesso studio, segue la medesima ricerca formale. Le geometrie organiche e la fluidità delle linee diventano il filo conduttore di un interior design pensato per coniugare espressività estetica e comfort, senza interrompere la continuità visiva tra i diversi elementi.

    Consolle in legno di rovere dalle linee curve accanto al bancone in marmo del ristorante La Maruca Azca

    I paesaggi dei Picos de Europa e l’atmosfera di un rifugio di montagna

    Il concept si completa attraverso un intervento decorativo che rafforza il legame con il paesaggio. Lungo le pareti trovano spazio immagini fotografiche di grande formato dedicate ai Picos de Europa, la catena montuosa della Spagna settentrionale. Non semplici fondali decorativi, ma riferimenti visivi che contribuiscono a costruire l’identità del locale, evocando i paesaggi della Cantabria e trasportando idealmente gli ospiti lontano dal contesto urbano.

    Tavolata in rovere con lampade a cono e fotografia dei Picos de Europa nel ristorante La Maruca Azca a Madrid

    A questa dimensione immersiva si aggiunge un rivestimento tessile perimetrale che avvolge gli ambienti come una seconda pelle. La morbidezza del tessuto introduce una componente tattile e contribuisce a definire un’atmosfera più intima e riservata, in continuità con l’idea di rifugio che guida l’intero progetto.

    Tende in tessuto lungo il perimetro e séparé curvi nel ristorante La Maruca Azca a Madrid

    Come elemento distintivo dello studio, anche la cucina a vista mantiene un ruolo centrale. Illuminata e caratterizzata dall’essenzialità dell’acciaio inossidabile, viene interpretata come il focolare del ristorante: il cuore operativo e simbolico dello spazio, proprio come il fuoco al centro di una baita.

    Cucina a vista del ristorante La Maruca Azca a Madrid, interpretata come il focolare di una baita

    Con La Maruca Azca, ZOOCO ESTUDIO dimostra come il progetto di interior design possa ridefinire la percezione di un ambiente attraverso un’attenta ricerca sulle forme, sui materiali e sulle atmosfere. Anche all’ombra dei grattacieli di Madrid, un ristorante può così trasformarsi in un luogo capace di evocare il calore e la familiarità di casa.

    Leggi anche: “Ristorante MCC a Santander: il brutalismo di Zooco incontra il mare”

    Scheda Progetto

    La Maruca Azca

    Anno: 2025
    Luogo: Madrid, Spagna

    Team di progetto: Miguel Crespo Picot, Javier Guzmán Benito, Sixto Martín Martínez – ZOOCO ESTUDIO (www.zooco.es)

    Collaboratori: Jorge Alonso
    Fotografie: David Zarzoso
    Realizzazione: NIMBO
    Progetto illuminotecnico: ZOOCO ESTUDIO
    Progetto degli arredi: ZOOCO ESTUDIO

    L’articolo Il ristorante La Maruca Azca a Madrid: l’atmosfera di una baita tra i grattacieli proviene da dettagli home decor.

    3 Novembre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Chi ristruttura casa investe tempo in pavimenti, colori, luci e arredo, e poi si trova davanti a un dettaglio che rischia di rovinare tutto: dove mettere il condizionatore. Lo split a parete, con la sua unità bianca sopra la porta o sopra il divano, è la soluzione più diffusa, ma non sempre la più elegante.

    climatizzazione canalizzata

    Quando la casa si rifà da zero, esiste un’alternativa che molti progettisti d’interni apprezzano proprio perché sparisce alla vista: l’impianto di climatizzazione canalizzato.

    Climatizzazione Canalizzata: cos’è e come funziona

    Il principio è semplice. Al posto di tante unità interne distribuite nelle stanze, c’è un’unica macchina nascosta nel controsoffitto, collegata a un’unità esterna. Da questa partono dei canali che portano l’aria trattata nei vari ambienti, dove escono da bocchette o griglie lineari, spesso a filo con il soffitto. Il risultato visivo è che in casa restano visibili solo le griglie, mentre la macchina, i condotti e lo scarico della condensa lavorano nascosti.

    È lo stesso ragionamento che si fa con altri impianti “invisibili”. Chi ha letto con attenzione che cosa c’è da sapere su la ventilazione meccanica controllata sa che i sistemi a condotti hanno vantaggi e costi di progetto in comune: richiedono spazio tecnico, un tracciato pensato prima dei lavori e un accesso per la manutenzione dei filtri. Per questo il momento giusto per valutarli è la ristrutturazione, non dopo.

    Perché piace a chi ama il design

    Le ragioni estetiche sono le più evidenti.

    • Pareti libere. Niente unità a muro significa più spazio per quadri, librerie, boiserie o una parete attrezzata disegnata su misura.
    • Linee pulite. Le bocchette lineari o le griglie quadrate si integrano nelle finiture e possono seguire il disegno dell’illuminazione, invece di competere con essa.
    • Comfort più uniforme. L’aria viene distribuita in modo diffuso, senza il getto diretto tipico di uno split puntato verso il letto o la zona pranzo.
    • Una sola unità esterna. Anche sul balcone o in facciata si riduce il numero di apparecchi, e questo conta negli stabili in cui il regolamento condominiale o i vincoli estetici limitano le installazioni.

    Il prezzo da pagare: altezze e spazi tecnici

    Nessuna scelta di progetto è gratuita, e qui il costo si chiama controsoffitto. Per far passare i canali serve un ribassamento, e questo va pianificato con attenzione. Di solito si interviene su corridoi, disimpegni e bagni, dove l’altezza ridotta di qualche decina di centimetri si nota poco, mentre le stanze principali restano alla quota piena. Nelle case d’epoca, con soffitti molto alti, il problema quasi non si pone. Negli appartamenti più recenti, con soffitti vicini ai tre metri, ogni centimetro va invece contato.

    Ci sono poi altri limiti da considerare onestamente:

    • serve un controsoffitto, quindi conviene soprattutto quando si rifà l’intera casa;
    • la zonizzazione, cioè la possibilità di regolare in modo diverso zona giorno e zona notte, va prevista in fase di progetto;
    • l’unità interna deve restare accessibile per i controlli periodici;
    • in case molto disperdenti, o collegate a un impianto centralizzato, il canalizzato è spesso un complemento e non l’unica fonte di comfort.
    climatizzazione canalizzata

    Come si ragiona in fase di progetto

    Un buon impianto canalizzato nasce da un ragionamento ordinato, che parte dal calcolo dei carichi termici dei locali e arriva fino al coordinamento con gli altri impianti presenti in casa. In sintesi, vanno decisi:

    1. la potenza necessaria, in base a superfici, esposizione e uso degli ambienti;
    2. la posizione dell’unità interna, in un locale di servizio o in un disimpegno;
    3. il percorso dei canali, evitando incroci con altri impianti;
    4. le altezze del controsoffitto nei vari ambienti;
    5. la posizione di diffusori e ripresa dell’aria, in dialogo con luci e arredi;
    6. il coordinamento con elettrico, idraulico e finiture.

    L’esempio più chiaro viene da un appartamento milanese di circa 95 metri quadrati, in un palazzo degli anni Settanta, con zona giorno open space, tre camere e due bagni. Con un soffitto di circa 2,95 metri, si può ribassare in modo mirato solo le zone di passaggio, lasciando intatta l’altezza nelle stanze in cui si vive di più. Chi vuole approfondire i dettagli tecnici, dai componenti ai limiti fino agli adempimenti, trova un’ampia guida all’impianto canalizzato di Creo Casa Milano, pensata per chi sta valutando questa scelta in una ristrutturazione.

    Regole, detrazioni e manutenzione

    Come per ogni impianto, ci sono aspetti normativi da non trascurare. L‘installazione va affidata a un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008. Chi lavora sull’impianto deve inoltre avere le certificazioni richieste per la gestione dei gas refrigeranti, tema su cui interviene anche la normativa europea sui gas fluorurati. La posizione dell’unità esterna, infine, dipende dal regolamento edilizio comunale, da eventuali vincoli paesaggistici e dal regolamento condominiale, quindi conviene verificarla prima di acquistare qualsiasi macchina.

    Sul fronte economico, per le spese sostenute nel 2026 sono previste detrazioni fiscali, del 36% e fino al 50% per l’abitazione principale, a condizioni e con adempimenti (come il bonifico parlante) che è bene verificare con il proprio consulente fiscale. Per la manutenzione basta poco, ma va fatta: i filtri vanno puliti o sostituiti all’inizio e alla fine della stagione estiva, e l’unità deve restare raggiungibile da una botola ispezionabile, magari integrata nel disegno del controsoffitto.

    Quando la climatizzazione canalizzata conviene davvero

    La risposta onesta è che il canalizzato non è per tutti. Conviene quando la casa si ristruttura per intero, quando le altezze lo permettono e quando l’estetica ha un peso reale nelle scelte. Se si interviene su una sola stanza, o se il soffitto è già basso, uno split ben posizionato resta un’ottima soluzione.

    In tutti gli altri casi, l’impianto nascosto nel controsoffitto è uno dei pochi interventi tecnici che migliora il comfort senza lasciare tracce visibili. Pianificarlo insieme alle finiture, alle luci e agli arredi, invece di aggiungerlo a lavori finiti, è la differenza tra una casa in cui si respira bene e una casa che, oltre a respirare bene, appare esattamente come era stata immaginata.