5 Gennaio 2021 / / Design

Affacciato sulle sponde del Lago Maggiore con vista sulle Isole Borromee, il Grand Hotel Dino di Baveno è il luogo perfetto per godersi le bellezze di una località turistica di pregio fuori dalle solite rotte mainstream, ricchissima di mete culturali e naturalistiche.

Foto di Gérard Jaworski

Il Grand Hotel Dino appartiene al prestigioso gruppo Zacchera Hotels, i cui proprietari sono attivi nel settore hotellerie dal 1873.
Come tutte le storie imprenditoriali di successo, quella della famiglia Zacchera ha inizio “in piccolo” con l’apertura dell’Osteria Milanese in riva al Lago Maggiore. Nei decenni successivi gli eredi del capostipite Francesco hanno saputo espandersi rilevando 5 tra i più begli hotel della zona, situati tra Stresa e Baveno.
Questi prestigiosi edifici storici, come l’Hotel Simplon, lo Splendid e lo stesso Grand Hotel Dino, sono immersi in parchi secolari, circondati da giardini lussureggianti che si specchiano nelle acque del lago. Si tratta di strutture alberghiere di altissimo livello che si rivolgono in particolare al turismo congressuale, ma anche di leisure familiare e culturale.

Il Dino offre deliziose camere vista lago, giardini, piscine e spa, oltre che uno dei più grandi centri congressi in Italia.
Venue per eventi business tra i più rilevanti in Europa, il Congress Centre ha una capienza totale fino a 1200 persone, con 36 sale modulabili e dotate di luce naturale, con soffitti alti oltre 6 metri.

Sala congressi Marte
Sala congressi Giove
Sala Conferenze

Il progetto: ristrutturazione del Centro Congressi

Grazie alla collaborazione con l’Architetto Claudio Maria Fimiani De Riseis D’Aragona abbiamo imparato a conoscere bene il Grand Hotel Dino, in particolare la sezione meeting e congressi.

L’Architetto Fimiani si è occupato della ristrutturazione delle zone congressuali dedicate al relax, affidandosi a noi per gli arredi di alcune parti. Nel dettaglio, l’intera operazione di riqualificazione è stata finalizzata a modernizzare le sale conferenza, i salotti e il bar esterni alle conference hall.

Le Sale del Centro Congressi principale, estese su una superficie di oltre 1600 metri quadrati, hanno subito un totale restyling improntato alla resa di un’immagine contemporanea fondata sull’idea di tridimensionalità, leggerezza e mutevolezza. Concetti che ci portano immediatamente ad una cultura del vivere e dell’abitare, quella zen di origine giapponese, che l’Architetto ha voluto trasmettere attraverso soffitti d’oro e pareti mobili ispirate ai pannelli fusuma. All’interno delle sale meeting queste paretine sono caratterizzate da un pattern ad intreccio, mentre nelle parti comuni troviamo una fantasia a origami. Ispirato ai templi del lontano Oriente – in particolare al tempio Chusonji di Hiraizumi, nella prefettura di Iwate – il progetto fa un uso prettamente “anticlassico” della scomposizione quadridimensionale, del colore e della luce.

L’importanza delle aree comuni

Le aree comuni sono fondamentali per garantire un’esperienza ottimale ai clienti business.
Ci sono tre aspetti da considerare: la viabilità, la comunicazione e la convivialità. Qui ci si riunisce prima, dopo e durante gli eventi, si raccolgono informazioni, ci si sposta da una sala all’altra, si scambiano chiacchiere, si approfondiscono conoscenze o semplicemente ci si gode un drink o un caffè nei break tra gli interventi. Differenziare lo stile di questo ambiente da quello delle sale conferenza è importante per dare ai partecipanti la sensazione di pausa e permettere loro di staccare.

Per questo motivo gli spazi comuni vanno attentamente progettati e arredati, per favorire il networking mantenendo però un’estetica degna di un ambiente prettamente destinato ad uso professionale.

L’area relax: divani trapuntati moderni

Una serie di divani chesterfield trapuntati su misura moderni, liberamente ispirati ai celebri divanetti Bauhaus Kubus disegnati da Josef Hoffmann, arredano la zona destinata al relax e alla conversazione. In ecopelle ignifuga in colori vivaci, delineano uno spazio conviviale ma formale, grazie ad un’estetica impeccabile e sempre attuale. Il rosso, il giallo e l’arancione sono tinte energizzanti perfette per un’area che, seppur di riposo, rimane strettamente legata all’operatività di grandi meeting di lavoro.
Un altro grande vantaggio del divano trapuntato è che non è mai in disordine. Niente cuscini da riordinare o sprimacciare, struttura e linee sempre “in forma”.

Il bar: la libreria portabottiglie componibile

Dove gli altri vedono una libreria in acciaio dallo stile industriale, l’Architetto vede uno scaffale portabottiglie componibile per un bar dallo stile essenziale.

Basta progettare i ripiani alla giusta altezza e aggiungere dei contenitori con ante in metacrilato trasparente per ottenere un mobile bar decisamente moderno e funzionale.

Modernità e storia si incontrano e si fondono in un progetto orientato alla creazione di un’armonia non sempre facile da trovare: quella tra antico e contemporaneo. Lo stile neo classico che permeava le sale del Centro Congressi doveva essere rivoluzionato per ritrovare il giusto dialogo con il mondo moderno, trasformandosi per riflettere l’impostazione dinamica del cliente business di oggi. Spezzare nettamente lo stile degli ambienti leisure da quelli di lavoro concilia da una parte la concentrazione, dall’altra la leggerezza necessaria a staccare e riposare la mente dopo ore di lavoro.

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5 Gennaio 2021 / / Case e Interni

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

Pareti vetrate, attenzione ai dettagli e muri in cemento: questa è la dimora scandinava della home stylist Linnéa Salmén e del suo compagno Magnus.

Questo monolocale elegante di Stoccolma ha qualcosa di prettamente nordico: una combinazione di colori basati sui toni grigi e naturali. Tuttavia è una dimora abbastanza diversa dai tipici interni scandinavi che siamo soliti vedere, in primo luogo per i muri di cemento, visto che gli scandinavi tendono a preferire la pittura o la carta da parati. Ha soffitti alti, una bella luce che proviene dalle alte finestre industriali e piccoli oggetti insoliti qua e là.

Il monolocale degli anni ’50 era in precedenza uno studio di un artista. Era in cattive condizioni quando è stato acquistato, si trattava solo di una stanza senza elettricità né acqua. Ora troviamo cucina, bagno, ingresso, soggiorno, camera da letto e ripostiglio il tutto in poco più di 50 metri quadrati.

Durante i lavori di ristrutturazione, gli operai hanno rimosso dei vecchi pannelli dal muro, dietro i quali si nascondevano muri di cemento grezzo, che Linnéa ha deciso di mantenere. Sono lo sfondo perfetto per l’arredo della sua casa, visto che ama utilizzare principalmente toni di grigio, sabbia e nero. Anche se Linnéa utilizza principalmente colori freddi, la casa è comunque calda e accogliente grazie alle texture (come quel meraviglioso tappeto soffice), gli elementi in legno e i tanti oggetti personali con cui ha decorato la sua casa: elementi vintage, classici del design e cose che ha realizzato da sola.

Linnéa ama acquistare mobili ed oggetti usati, non necessariamente antichi. Lei crede che si possa trovare qualsiasi cosa possa servire all’arredamento di una casa, anche se è usato, pagandolo ad un prezzo irrisorio. È anche un buon modo per pensare in modo sostenibile.

La zona giorno è illuminata da grandi finestre industriali, che corrono lungo quasi l’intero muro, che si affaccia sul giardino e sono state sostituite di recente. Lasciano comunque un ricordo del passato di questo luogo, quando era un atelier di artista.

Situato in alto il piccolo ingresso, è possibile raggiungerlo tramite una scala. Il sottoscala è un ripostiglio che serve anche a deposito degli oggetti di scena che Linnéa utilizza per il suo lavoro: creare scene per le foto da pubblicare su riviste e pubblicità. Usa il tavolo della cucina come scrivania (quando si dice smart working). Al momento ha grandi clienti come Granit, Ikea, Mateus e H&M Home.

La cucina è stata progettata da Linnea e l’ha costruita suo padre, che fa il falegname. Il piano del tavolo da pranzo è una vecchia porta. Sopra uno scaffale minimalista di Muuto trovano spazio tazze artigianali.

In soggiorno vediamo il divano Söderhamn di IKEA e la credenza creata con gli elementi Ivar sempre di IKEA, dipinti in grigio. Guarda altre idee per personalizzare Ivar qui. La lampada a sospensione francese Vertigo di Petite Friture è un’icona di design molto amata dagli scandinavi.

Non ci sono partizioni nella piccola casa, ma è stata aggiunta una porzione di parete vetrata industriale per creare la privacy per lo spazio dedicato alla notte, senza perdere la luce naturale. Per oscurare, la coppia tira semplicemente una tenda nera, che va dal pavimento al soffitto. Un morbido plaid in maglia grigia sopra al letto con retro letto, aggiunge calore alla stanza.

Il consiglio di Linnea è di non dar troppo retta alle tendenze: se è trendy, scomparirà. Quindi coltiva il tuo stile, acquista l’usato nei mercatini delle pulci. È più economico e più rispettoso dell’ambiente.

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

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piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

piccola casa studio in stile industriale scandinavo

Foto: Emily Laye e Emelie Sundberg

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Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI