24 Luglio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Keracoll colors ci porta a casa di Claudio, uno degli 8 artisti che hanno scelto l’azienda per rinnovare i colori delle proprie pareti. 

Keracoll Colors

Il programma si basa sulle tonalità delle otto nuove Color Chart di Keracoll Colors – Neutral, Blue, Green, Brown, Yellow, Terracotta, Magenta e Purple, protagoniste in case reali.

Nello scorso articolo dedicato alle 8 case rinnovate con la collaborazione di Keracoll Colors avevamo visitato la casa di Amelianna, giocata sui toni pastello.

Oggi andiamo a casa di Claudio, e scopriamo una palette più intensa, giocata sul contrasto tra blu profondi, nero e un più rassicurante marrone chiaro.

Keracoll colors: il blu della Grecia

Nostalgico stilista, entriamo a casa sua a Milano dove ogni richiamo è alle sue origini della Magna Grecia, come afferma lui stesso. 

Keracoll Colors

Ne abbiamo conferma in sala da pranzo, un bianco minimal adornato con leggere cornici in blu, che ci ricorda i tetti sferici di Santorini. 

Il motivo geometrico ritorna anche in salotto con scelte cromatiche differenti che possano esaltare gli arredi minimal dai colori chiari e la luminosità dell’ambiente accompagnata dal calore del parquet. 

La stessa alternanza cromatica è presente in camera da letto, ma qui il blu si fa più intenso e brillante, con la scelta della tonalità KK 2519. Il bianco KK 1333 definisce anche gli spazi della cucina, facendo da sfondo perfetto per le mensole blu e i pavimenti bianchi e neri in graniglia di marmo che creano un suggestivo effetto ottico. 

Ma in bagno anche stavolta, il contrasto. Claudio sceglie il nero, valorizzato ulteriormente dallo specchio tondo, le lampade e la mensola in marmo. 

Conosciamo Claudio più da vicino attraverso le sue stesse parole: 

“Il colore è fondamentale nella mia vita”, racconta Claudio. “E non soltanto nel mio lavoro”.

La sua casa è l’espressione più autentica di questa visione: un luogo in cui ogni sfumatura, ogni arredo e ogni dettaglio contribuiscono a costruire un racconto personale. Qui memoria e sperimentazione si intrecciano con naturalezza, dando vita a un ambiente che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici. 

Ecco i colori scelti da lui per il progetto: KK2155, KK1333, KK2519, KK1330, KK1335, KK1339, KK1040. 

ph. Daniel Farò

Per info: sito ufficiale Kerakoll

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23 Luglio 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Il “Tetris Spaziale” che rivoluziona una mansarda ristrutturata a Praga da boq architekti

L’architettura contemporanea si misura sempre più spesso con la sfida di ridefinire i confini degli spazi storici, trasformando i limiti strutturali in opportunità espressive. Un esempio straordinario di questa attitudine progettuale si trova nel cuore di Praga, in un’area densa di fascino dove il rigore industriale incontra le preesistenze storiche. Qui, lo studio ceco boq architekti, guidato da Jana Stachová e Miroslav Stach, ha firmato il progetto di una mansarda ristrutturata che ridefinisce completamente il concetto di abitare sottotetto, coniugando l’eleganza parigina, il calore del legno naturale e la fluidità volumetrica.

L’appartamento originale, caratterizzato da una superficie di 80 metri quadrati distribuiti su una pianta complessa, presentava la classica disposizione frammentata in tre stanze. La richiesta della committenza era chiara ma ambiziosa: ottimizzare ogni singolo centimetro utile senza sacrificare la luminosità naturale, trasformando la vecchia struttura in una mansarda ristrutturata dal layout flessibile, capace di accogliere una vibrante vita sociale e, al contempo, garantire intimi spazi di lavoro e relax.

Soggiorno di mansarda ristrutturata con travi in legno a vista, parete in mattoni originali e scala sospesa

Ottimizzazione Volumetrica nella Mansarda Ristrutturata: Il Gioco del Tetris Spaziale

Il vero fulcro dell’intervento su questa mansarda ristrutturata risiede nella gestione tridimensionale delle altezze. Sfruttando la generosa verticalità della zona giorno centrale e la luce zenitale proveniente dai lucernari, i progettisti hanno ideato un vero e proprio “Tetris spaziale”. L’obiettivo primario è stato l’inserimento di una galleria sospesa, concepita non come un volume occludente, ma come una struttura leggera, eterea e trasparente, arretrata rispetto alla parete laterale per preservare l’apporto luminoso della cucina sottostante.

La soletta di questo nuovo livello è stata ingegnerizzata riducendo al minimo lo spessore strutturale, impiegando profili in acciaio HEB all’interno dei quali sono stati integrati i vari strati tecnologici. Per enfatizzare la continuità visiva e la diffusione della luce, il pavimento della galleria è stato suddiviso in tre porzioni distinte, inserendo una sezione centrale in vetro calpestabile. Questa scelta trasparente trasforma lo studio soprastante in un osservatorio luminoso. La sicurezza è affidata a una ringhiera minimale in rete metallica con cavi d’acciaio, che scompare alla vista lasciando intatta la percezione del vuoto.

Il collegamento verticale diventa esso stesso un pezzo di falegnameria monumentale: la scala si configura come un puzzle volumetrico che si aggancia al piano di lavoro della cucina, integrandosi perfettamente negli arredi fissi. L’accesso avviene tramite un ampio gradino incassato nella libreria, mentre l’inclinazione delle rampe è stata millimetricamente adattata per rispondere ai limiti geometrici imposti dalle capriate in legno a vista del tetto — un dettaglio tecnico imprescindibile in ogni progetto di mansarda ristrutturata sotto falde inclinate.

Soppalco della mansarda ristrutturata con divano bianco, pouf arancione e sezione di pavimento in vetro calpestabile

Lucernari sul soffitto della cucina nella mansarda ristrutturata, con isola centrale in massetto cementizio

Una Cucina Concepita per la Convivialità

Spostando il focus al livello inferiore, la cucina emerge come il vero cuore pulsante e relazionale della casa. I proprietari, amanti dell’arte culinaria e dell’ospitalità, necessitavano di un ambiente flessibile e altamente performante. Realizzato su disegno dallo studio Devoto, il blocco cucina si sviluppa attorno a un’isola centrale rivestita in massetto cementizio, che amplia la superficie di lavoro e orienta la vista di chi cucina verso la zona giorno. All’isola si innesta un tavolo allungabile in legno, circondato da sedie nere a contrasto.

La palette cromatica della cucina gioca su tonalità desaturate e sofisticate: i frontali dei mobili si tingono di un delicato verde oliva, accostato a un top grigio e retroilluminato da strip LED incassate nelle mensole in legno. La ventilazione è affidata alla cappa Elica Nuage, un elemento di design che sembra scaturire direttamente dalla parete, personalizzato con una finitura in cemento.

L’ingegnosità progettuale di questa mansarda ristrutturata si esprime anche nelle soluzioni di contenimento a scomparsa. Una nicchia semi-chiudibile estende la configurazione a “L” del piano, permettendo di celare alla vista i piccoli elettrodomestici. Inoltre, l’accesso alla zona notte retrostante avviene attraverso porte nascoste, perfettamente integrate nel mobile alto delle colonne elettrodomestici, che garantiscono un eccellente isolamento acustico pur mantenendo una totale pulizia formale delle pareti.

Open space cucina soggiorno della mansarda ristrutturata con tavolo in legno, sedie nere e scala a giorno

Dispensa a scomparsa color verde oliva nella cucina della mansarda ristrutturata, con mensole retroilluminate

Matericità e Colore: L’Eleganza del Dettaglio

La narrazione visiva degli interni di questa mansarda ristrutturata si affida a un sofisticato contrasto materico e cromatico. Il pavimento in parquet di rovere, posato a spina di pesce con un taglio a 45 gradi, attraversa l’intero appartamento donandogli un’eleganza di matrice francese e unificando i diversi ambiti funzionali. Al calore del legno si contrappone la texture industriale del massetto cementizio, utilizzato per l’isola della cucina, la cappa, il mobile TV e il gradino d’ingresso al soggiorno.

La vera sorpresa del cantiere è emersa durante la fase di demolizione: la rimozione dell’intonaco dalla parete del camino ha svelato i mattoni originali dell’edificio. Dopo un intenso confronto con i committenti, gli architetti hanno scelto di non dipingerli di bianco, preservando la loro vibrante tonalità terracotta. Questa sfumatura naturale è diventata la nota cromatica d’accento dell’intero progetto, ripresa nei complementi d’arredo, come il tavolino del soggiorno e gli sgabelli della galleria.

La transizione verso la zona living ha comportato anche la rotazione dell’orientamento originario del divano e della televisione, massimizzando la percezione della profondità dello spazio. La sostituzione della vecchia porta-finestra con un moderno infisso scorrevole a sollevamento ha eliminato l’ingombro dell’anta battente, consentendo di posizionare gli arredi a ridosso della parete e ottimizzando i flussi di passaggio verso la terrazza.

ettaglio strutturale della mansarda ristrutturata con trave portante in legno, muro in mattoni e parquet a spina di pesce

Libreria su misura e scaletta a vista nella mansarda ristrutturata, con parete in mattoni originali sullo sfondo

La Zona Notte della Mansarda Ristrutturata: Privacy ed Atmosfere da Boutique Hotel

La camera da letto padronale si configura come un’oasi di tranquillità sotto i soffitti inclinati di questa mansarda ristrutturata. Dominata dall’essenza del rovere degli armadi impiallacciati, la stanza si distingue per una testiera tessile custom, composta da due pannelli imbottiti ad incastro nelle tonalità del grigio-beige e del verde salvia. Grandi lucernari inondano lo spazio di luce naturale, mentre dettagli ricercati, come le mensole magnetiche della collezione Be myshelf e i complementi Be my ritual, arricchiscono l’ambiente.

Camera da letto padronale della mansarda ristrutturata con doppio lucernario e testiera imbottita grigio-beige

Armadio in rovere impiallacciato nella camera da letto della mansarda ristrutturata, con trave a vista sul soffitto

Il bagno privato della camera da letto, separato esclusivamente da una sottile parete in vetro fumé, evoca il lussuoso comfort di un boutique hotel. Al suo interno, il rivestimento in terrazzo verdastro fornito da Archtiles dialoga con i mobili in legno e con un box doccia minimale dai toni chiari. Lo specchio circolare con retroilluminazione a LED funge da punto focale, mentre mensole magnetiche verdi sono fissate direttamente sulla parete vetrata per ottimizzare lo spazio.

Il secondo bagno dell’appartamento riprende coerentemente il tema del terrazzo, utilizzato sia a pavimento che per il rivestimento della vasca, integrando un ampio mobile lavabo specchiato. Infine, la ridistribuzione totale delle pareti ha permesso di ricavare un piccolo bagno di servizio separato, dove il massetto cementizio chiaro esalta la luminosità, ponendosi a contrasto con i mobili sospesi in legno scuro.

Bagno en-suite in stile boutique hotel nella mansarda ristrutturata, con rivestimento in terrazzo e specchio circolare LED

Bagno di servizio della mansarda ristrutturata con mobili sospesi neri e sanitari sospesi

Con questo straordinario progetto di mansarda ristrutturata, lo studio boq architekti dimostra come la sinergia tra sensibilità storica, rigore geometrico e sapienza artigianale possa trasformare un volume sottotetto in un’architettura complessa, stratificata e incredibilmente accogliente. Un esempio virtuoso di come una mansarda ristrutturata con intelligenza possa diventare un modello di riferimento per chi affronta interventi simili in contesti storici.

Progetto boq architekti, Jana Stachová , Miroslav Stach – Fotografo: Tomas Dittrich – Source: BowerBird

L’articolo Il “Tetris Spaziale” che rivoluziona una mansarda ristrutturata a Praga da boq architekti proviene da dettagli home decor.

23 Luglio 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Come dividere cucina e soggiorno senza costruire muri: 8 idee con vetrate

Quando si progetta una casa open space, il dubbio è sempre lo stesso: come dividere cucina e soggiorno senza rinunciare alla luce, alla continuità visiva e alla libertà di movimento tipiche degli ambienti aperti? Le pareti vetrate mobili sono oggi tra le soluzioni moderne per separare cucina e soggiorno in open space più richieste, perché permettono di dividere cucina e soggiorno senza costruire muri fissi, mantenendo la casa flessibile e reversibile nel tempo. A seconda dello spazio a disposizione e dell’ingombro consentito, la scelta può ricadere su un’apertura scorrevole, a battente o a pacchetto (con ante che si ripiegano su sé stesse fino a impacchettarsi lateralmente).

Abbiamo selezionato otto progetti firmati da studi di architettura italiani che rispondono a questa domanda con soluzioni moderne diverse per materiale, colore, meccanismo di apertura e carattere. Dal vetro trasparente al metallo microforato, dal legno con vetro fluted alle boiserie laccate: ecco come i migliori interior designer risolvono il rapporto tra cucina e living.

Perché scegliere una parete divisoria mobile per la cucina?

Una parete mobile tra cucina e soggiorno — scorrevole, a battente o a pacchetto — permette di modulare lo spazio in base al momento della giornata, senza dover scegliere in modo definitivo tra open space e ambienti separati. È una delle soluzioni moderne per separare cucina e soggiorno in open space più efficaci, perché consente di dividere cucina e soggiorno senza costruire muri e senza perdere la possibilità di tornare, quando serve, a un unico grande ambiente.

I vantaggi principali sono tre. Il primo è il blocco degli odori: chiudendo il pannello durante la cottura, i profumi restano confinati in cucina e non invadono il salone. Il secondo è l’isolamento acustico, prezioso quando in soggiorno si guarda la TV o si ricevono ospiti mentre qualcuno cucina. Il terzo è la flessibilità degli spazi aperti: che si tratti di un’anta scorrevole a scomparsa, di una porta a battente o di un sistema a pacchetto che si ripiega lateralmente, la parete lascia inalterata la percezione dell’open space quando è aperta, ma consente di ritagliare un ambiente più intimo e raccolto quando serve privacy o ordine visivo. È una soluzione ideale per chi vuole vivere la casa in modo dinamico, senza rinunciare né alla convivialità né alla funzionalità.

8 soluzioni moderne per separare cucina e soggiorno in open space

Se ti stai chiedendo come dividere cucina e soggiorno senza costruire muri, ecco otto idee creative organizzate per materiale e cromia, tratte da progetti di ristrutturazione realmente realizzati.

  1. Vetro colorato e metallo verniciato — Casa Kaleido, area dieci

cucina verde con parete vetrata rosa neon di Casa Kaleido, tra le idee su come dividere cucina e soggiorno
Fotografo Carlo Oriente

A Napoli, lo studio AreaDieci Architetti (Ciro Scognamiglio e Francesca Sannino) ha firmato Casa Kaleido, un progetto dove il colore diventa vera e propria struttura narrativa dello spazio. La cucina verde salvia si intravede attraverso una grande vetrata rosa dai riflessi cangianti, pensata su disegno per mutare tonalità con la luce del giorno. Il pavimento a scacchi bianco e nero e l’illuminazione scultorea sopra l’isola completano un ambiente dove la parete di separazione non isola, ma “racconta” il passaggio da un ambiente all’altro. Un esempio perfetto di come dividere cucina e soggiorno in modo moderno e funzionale senza rinunciare a un forte carattere cromatico.

  1. Legno di noce e vetro fluted — Casa Emme, EMPATE studio

come dividere cucina e soggiorno, pareti scorrevoli legno e vetro, Casa Emme
Fotografo Davide Maria Palusa

Nel cuore di Trieste, EMPATE STUDIO ha ripensato la distribuzione di un appartamento dei primi del Novecento inserendo un sistema di porte scorrevoli in legno di noce e vetro fluted come gesto architettonico principale. La texture rigata del vetro filtra la luce e modula il rapporto tra continuità e intimità, mentre l’isola su misura funge sia da piano operativo sia da luogo di relazione conviviale. Il rivestimento blu petrolio della cucina dialoga con il pavimento a scacchi bicolore, in un equilibrio tra materia calda del legno e freschezza del vetro satinato:una delle idee su come dividere cucina e soggiorno senza costruire muri più eleganti quando si vuole preservare il carattere di una casa d’epoca.

  1. Vetro trasparente e boiserie bianca — Casa Sage, Spread Out Studio

come dividere cucina e soggiorno, parete vetrata di Casa Sage
Fotografo Federico Villa

Nel fashion district di Tortona a Milano, Spread Out Studio e l’architetto Marco Maiorana hanno progettato una cucina racchiusa in un box completamente vetrato, con profili sottili bianchi e una porta a battente che la isola visivamente dal soggiorno lasciando filtrare ogni raggio di luce. I dettagli in rame — dalle luci a sospensione ai profili delle ante — riprendono i toni caldi del distretto tessile milanese, mentre il parquet in rovere a spina francese unifica il pavimento tra i due ambienti. Una soluzione minimale, ideale per chi cerca una parete vetrata che separi senza mai interrompere la prospettiva.

  1. Metallo microforato color verde acqua — Casa Posillipo, Punto Zero

come dividere cucina e soggiorno, parete scorrevole in metallo di Casa Posillipo

Affacciata sul golfo di Posillipo, questa casa firmata Punto Zero utilizza un setto scorrevole in metallo microforato come elemento filtrante tra cucina e soggiorno, dimostrando come dividere cucina e soggiorno anche con un materiale insolito come il metallo forato.Il pannello, verniciato in un verde acqua che risalta sul pavimento in cotto terracotta, introduce una soglia dinamica capace di modulare privacy e permeabilità visiva senza mai chiudere del tutto la vista. È una delle proposte più originali tra le soluzioni moderne per separare cucina e soggiorno in open space, per chi punta su un materiale industriale reso morbido dal colore.

  1. Vetro con telaio giallo e soffitto a contrasto — Residenza B05, Chromastudio

Vetrata con telaio giallo per dividere cucina e soggiorno, Residenza B05 di Chromastudio
Fotografia Riccardo Gasperoni & CHROMASTUDIO

Chromastudio firma un progetto dove il colore è vero e proprio strumento architettonico: la cucina, rivestita in verde salvia con piastrelle quadrate, è separata dal soggiorno da un’imponente vetrata scorrevole dal telaio giallo senape, sormontata da un motivo ad archi che richiama le vetrate liberty. Il soffitto viola sopra la zona cottura crea un contrasto scenografico con il pavimento a scacchi colorati. Un progetto che dimostra come dividere cucina e soggiorno in modo moderno possa diventare anche un’operazione di puro design decorativo.

  1. Struttura dorata e vetro trasparente — Casa DFZ, KICK.OFFICE

Parete vetrata a pacchetto con telaio oro tra cucina e soggiorno, Casa DFZ di KICK.OFFICE
Fotografia di Jessica Soffiati

KICK.OFFICE ha progettato per Casa DFZ un ampio volume vetrato incorniciato in metallo color oro spazzolato, con ante che si ripiegano a pacchetto per unire completamente cucina e zona pranzo quando serve: un esempio di come dividere cucina e soggiorno mantenendo intatta la connessione visiva. La cucina bordeaux, con isola in graniglia bianca e rivestimenti in piastrelle lucide a rilievo geometrico, resta sempre visibile grazie alla trasparenza del vetro, mantenendo la connessione visiva anche a parete chiusa. Il pavimento in rovere a spina francese scorre continuo sotto la struttura, unificando i due ambienti. Guarda il progetto globale: “Quando Kick.Office incontra MO.1950: un progetto dove l’artigianalità diventa design contemporaneo

  1. Porta a libro in metallo nero e vetro — Manzoni 76, Paola Sola

Parete vetrata a pacchetto con telaio nero tra cucina e soggiorno, attico Manzoni 76 di Paola Sola
Fotografo Dario Borruti

Nell’attico Manzoni 76, progettato da Paola Sola, una lunga parete a pacchetto in metallo nero e vetro trasparente, con ante che si ripiegano su sé stesse fino a impacchettarsi contro il muro, separa all’occorrenza l’area cucina dal salone, senza però interrompere mai la vista sul panorama di Napoli. È un altro esempio di come separare visivamente cucina e soggiorno senza costruire muri, affidandosi a un elemento scultoreo più che a una parete tradizionale. La cucina, volutamente neutra con pareti contenitive a scomparsa Bulthaup, dialoga con gli arredi scultorei del living, dal camino in marmo alla scala elicoidale in alluminio. Il telaio nero riprende il linguaggio industrial-chic delle vetrate a specchiatura multipla, oggi tra le soluzioni più richieste per chi ristruttura open space di grande metratura.

  1. Vetro scorrevole fumé e cucina blu laccata — Casa “GS”, MAMESTUDIO

Porte scorrevoli in vetro fumé con profili neri tra cucina blu e soggiorno, Casa "GS" di MAMESTUDIO
Fotiografo Eller Studio

Per Casa “GS” a Roma, MAMESTUDIO Architetti (Maria Elena Amori e Matteo Bernardi) ha costruito un progetto basato su ritmi di colore che attraversano tutti gli ambienti. La cucina, laccata in un blu avio intenso con rivestimento a mosaico geometrico, è separata dal soggiorno da ampie porte scorrevoli in vetro fumé con profili neri, che lasciano filtrare la luce mantenendo un effetto quasi a specchio. Il parquet in rovere a spina francese e il controsoffitto continuo legano visivamente i due ambienti, mentre la parete scorrevole permette di isolare acusticamente la cucina quando necessario.

Guida alla scelta dei materiali e dei colori

La scelta del materiale — e del meccanismo di apertura, scorrevole, a battente o a pacchetto — per una parete mobile tra cucina e soggiorno dipende da budget, stile della casa, ingombro disponibile e livello di privacy desiderato. È il tassello decisivo per capire come dividere cucina e soggiorno senza costruire muri nel modo più adatto alla propria abitazione.

Vetro. È la soluzione più versatile per chi vuole dividere gli ambienti senza sacrificare la luce naturale: trasparente, satinato, fluted o fumé, mantiene sempre un legame visivo tra cucina e living, come dimostrano i progetti di Casa Sage, Casa DFZ e Manzoni 76. Il costo aumenta con lavorazioni su misura e vetri temperati, ma resta la scelta più adatta a chi cerca continuità con lo stile contemporaneo.

Legno. Caldo e materico, il legno — magari abbinato al vetro come nel caso di Casa Emme — è perfetto per chi ristruttura appartamenti d’epoca o vuole un effetto più tradizionale. Ha un costo generalmente più contenuto del metallo su disegno, ma richiede manutenzione periodica, soprattutto in ambienti umidi come la cucina.

Metallo. Che sia verniciato a fuoco, microforato o dorato, il metallo è la scelta di chi vuole un elemento scultoreo e importante, come nei progetti di Casa Posillipo, Residenza B05 e Casa DFZ. È molto resistente e permette lavorazioni decorative complesse (traforo, telai ad arco, texture), ma essendo quasi sempre realizzato su misura ha in genere un costo più alto rispetto a soluzioni standard in vetro o legno.

In tutti e tre i casi, il colore resta la leva più economica per personalizzare la parete divisoria: dal verde salvia al bordeaux, dal giallo senape al blu avio, è spesso proprio la tinta a fare la differenza tra una semplice separazione funzionale e un vero elemento di design.

Conclusioni 

Come dimostrano questi otto progetti, non esiste un’unica risposta a come dividere cucina e soggiorno: la soluzione giusta dipende dallo stile della casa, dal budget a disposizione e dal grado di privacy che si desidera ottenere. Chi cerca soluzioni moderne per separare cucina e soggiorno in open space senza opere murarie invasive troverà nel vetro la scelta più versatile per non rinunciare alla luce e alla continuità visiva, nel legno il calore ideale per ristrutturazioni di appartamenti d’epoca, e nel metallo — verniciato, microforato o dorato — la possibilità di trasformare la parete divisoria in un vero elemento scultoreo.

In ogni caso, il vero valore aggiunto emerge quando la parete mobile — scorrevole, a battente o a pacchetto — non viene trattata come un semplice diaframma tecnico, ma come un’occasione progettuale: un dettaglio capace di raccontare l’identità della casa, proprio come dimostrano il colore, i telai su disegno, il meccanismo di apertura e i materiali protagonisti dei progetti selezionati. Prima di scegliere, vale la pena richiedere un sopralluogo o una consulenza a un architetto d’interni, così da individuare la soluzione più adatta alla metratura, alla luce naturale e allo stile della propria abitazione.

Leggi anche:Cucina open space: i consigli di StudioS Interiors

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