11 Settembre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

I toni caldi della calce definiscono le pareti di Villa a Recco. Un progetto in cui la materia naturale dialoga con la luce e il paesaggio.

toni caldi della calce
Ph Studio Campo

Nel borgo ligure di Recco, quattro distinte unità abitative sono state riunite per realizzare un’unica residenza unifamiliare di 730 metri quadrati. Il progetto è stato sviluppato da Gosplan e Giordano Hadamik Architects, in collaborazione con caarpa per il paesaggio e con studio.skeyper l’arredamento, le opere d’arte e lo styling. 

La trasformazione di Villa a Recco in una residenza unifamiliare

L’intervento ha coinvolto gli edifici, gli interni, e il parco circostante di oltre 4.500 metri quadrati. La configurazione degli ambienti nasce dalla relazione con il parco, aprendo la casa verso il mare e il giardino terrazzato.

Il cuore dell’abitazione è il salone, strutturato come una grande loggia coperta con un’altezza di 5 metri; le ampie vetrate amplificano la percezione dello spazio e collegano la stanza con i diversi livelli del giardino. Uno degli elementi architettonici più caratteristici dell’interno è la scala elicoidale.

Ph Studio Campo

Le pareti in calce costituiscono uno sfondo neutro e uniforme progettato per valorizzare gli arredi d’interno, orientati su toni caldi e naturali.

Spazi luminosi e sfondo naturale: la scelta dei toni caldi della calce

Gli interni sono definiti da una spiccata uniformità nei toni e nei materiali. 

La palette cromatica e i materiali della villa sono definiti da una forte continuità materica e dall’impiego della calce naturale come elemento centrale del progetto.

toni caldi della calce
Ph Studio Campo

Tutte le pareti interne sono rivestite con la finitura naturale Zer04 (nel colore Goccia 5308) dell’azienda La Calce del Brenta. Questo rivestimento opaco, vellutato e morbido alla vista offre una superficie delicata al tatto, capace di donare profondità e luminosità all’ambiente in sintonia con le sfumature del paesaggio mediterraneo. 

La finitura costituisce lo sfondo per soluzioni d’arredo dai toni caldi e naturali, in linea con le tendenze attuali.

Progetto: Gosplan e Giordano Hadamik Architects

Arredo, opere d’arte e styling: studio.skey

Paesaggio: caarpa

Rivestimenti: La calce del Brenta

10 Settembre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

AEG a IFA 2026: quando la cura del bucato diventa un gesto d’amore per i tessuti

C’è un paradosso silenzioso che attraversa le case europee, ed è quello raccontato dai numeri prima ancora che dai proclami dei brand: amiamo i nostri vestiti, ma non ci fidiamo di chi dovrebbe prendersene cura. È da questa contraddizione che parte la narrazione di AEG a IFA 2026, la fiera berlinese che dal 4 all’8 settembre trasforma i padiglioni della Messe in un osservatorio privilegiato sulle tecnologie domestiche del futuro. Nello stand 101 del padiglione 4.1, il marchio nato a Berlino nel 1887 presenta una gamma dedicata alla cura del bucato che non è solo un aggiornamento di prodotto, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: restituire fiducia a un gesto quotidiano che, per molti, resta avvolto da incertezza.

Il paradosso del bucato: capi amati, elettrodomestici temuti

I dati parlano chiaro, e sono quelli raccolti in cinque anni di ricerca The Truth About Laundry, condotta in 14 Paesi europei su un campione cumulativo di oltre 70.000 persone. Il quadro che ne emerge è quasi cinematografico nella sua ambivalenza: due terzi degli intervistati non si fidano completamente della propria lavatrice quando si tratta di lavare la lana, mentre l’85% ha visto almeno un capo rovinato — sbiadito, ristretto, infeltrito — dopo un lavaggio andato storto. Nel dubbio, la maggioranza sceglie la strada apparentemente più sicura: lavare a 40°C o oltre, pur sapendo, quasi con un senso di colpa, che le temperature più basse allungherebbero la vita dei tessuti. È un comportamento che racconta più la sfiducia verso la macchina che l’ignoranza del consumatore, ed è esattamente il terreno su cui AEG ha deciso di intervenire.

Lana come a mano: la certificazione Woolmark e il nuovo standard di delicatezza

Se c’è un tessuto che incarna questa diffidenza collettiva, è la lana. Da qui nasce la collaborazione pluriennale tra AEG e The Woolmark Company, che ha portato oggi a un traguardo significativo: l’intera gamma di lavatrici AEG, asciugatrici AEG e lavasciuga a marchio è certificata Woolmark, con il 93% delle lavatrici a caricamento frontale e il 57% delle asciugatrici che hanno ottenuto il riconoscimento. AEG è inoltre il primo produttore al mondo ad aver conquistato per le proprie asciugatrici il Woolmark Green, il livello più alto di accreditamento della categoria.

Confronto tra un maglione in lana asciugato con AEG AbsoluteCare e uno asciugato con un'asciugatrice concorrente, senza restringimento

Dietro l’etichetta si nasconde un lavoro ingegneristico non banale: i cicli lana calibrano il movimento del cestello per replicare la delicatezza del lavaggio manuale, mentre in asciugatura il controllo di temperatura e rotazione previene il restringimento delle fibre. Il modello Serie 9000X AbsoluteCare® Pro spinge oltre l’asticella con la tecnologia 3DScan, capace di scansionare l’umidità in profondità nei capi per un’asciugatura uniforme, mentre la Serie 8000 AbsoluteCare® affida la stessa missione a una pompa di calore a controllo di precisione, promettendo che perfino la seta mantenga la propria forma originale. “Nessun marchio di elettrodomestici padroneggia la cura dei tessuti come AEG“, ha dichiarato Ian Banes, SVP Regional Product Line Care BA EMEA, sottolineando come oltre un secolo di ricerca tecnologica converga oggi in un unico obiettivo: sfatare l’idea che la lana non possa essere trattata in sicurezza tra le mura di casa.

Piumino asciugato con la tecnologia 3DScan dell'asciugatrice AEG Serie 9000X AbsoluteCare Pro, a confronto con l'asciugatura all'aria

AEG Care Index: quando la scienza misura la longevità di un colore

Accanto all’ingegneria meccanica, AEG ha scelto di affidarsi ai numeri anche per dimostrare, non solo raccontare, l’efficacia delle proprie soluzioni. Nel 2024 il brand ha introdotto l’AEG Care Index, un parametro inedito nel settore che misura l’impatto dei diversi programmi di lavaggio sulla tenuta del colore nel tempo. Il confronto tra un ciclo standard a 40°C e uno più breve e delicato a 30°C ha prodotto un indice di 1,5, a dimostrazione che un trattamento più rispettoso può mantenere i colori vividi fino al 50% più a lungo. È un dato che sposta il discorso dal marketing alla scienza applicata, e che riflette una tendenza più ampia dell’industria del design domestico: la sostenibilità passa anche dalla capacità di far durare gli oggetti — vestiti compresi — più a lungo.

Design Onyx, velocità e intelligenza artificiale al servizio del bucato

Lavatrice AEG Onyx con programma MaxWash 45' e cestello aperto con bucato colorato

Sul fronte estetico e funzionale, la nuova gamma AEG Onyx introduce un linguaggio di design scuro ed elegante, pensato per chi vuole capacità e rapidità senza compromessi. Il programma MaxWash 45′ lava un carico pieno a 30°C in appena 45 minuti, mentre AI WashAssist regola automaticamente tempo, acqua ed energia in base al volume del bucato, riducendo consumi e durata fino al 30%. Non manca una risposta alle famiglie numerose, con una lavatrice da 12 kg abbinata a un’asciugatrice da 10 kg, e la funzione SpecialCare Wash-to-Dry, che consente di aggiungere una fase di asciugatura a qualsiasi programma, adattando il movimento del cestello anche ai tessuti più delicati.

Asciugatrice AEG con funzione SpeedDry che asciuga fino a 4 kg di tessuti leggeri in 75 minuti

L’intelligenza artificiale, del resto, è il filo conduttore silenzioso di tutta la gamma: AEG AI Wash&Dry Assist rileva il volume del bucato e adatta automaticamente tempi e consumi idrici ed energetici a ogni carico, in un’ottica di efficienza che non sacrifica la cura del capo.

Illustrazione della tecnologia AEG AI Wash&Dry Assist che regola automaticamente tempo, acqua ed energia della lavasciuga

UniversalDose, la partnership con P&G e la lavasciuga IntelliQuick

Tra le novità presentate a IFA 2026 spicca anche il cassetto UniversalDose, progettato per accogliere le capsule PODS® in un vano dedicato dove vengono perforate prima di raggiungere il cestello, garantendo un’attivazione più rapida e una dissoluzione completa anche nei lavaggi freddi e veloci. Su questo fronte AEG annuncia una partnership strategica con P&G per integrare le prestazioni di UniversalDose con le capsule Ariel MaxPower PODS®. Chiude il quadro delle novità la lavasciuga Serie 9000 con IntelliQuick, capace di lavare, asciugare o completare entrambe le fasi in un ciclo continuo che si adatta al carico: da 1 kg in due ore fino a 5 kg in quattro.

Cassetto UniversalDose della lavatrice AEG con capsule Ariel MaxPower PODS® in dosaggio singolo

Una missione che va oltre il prodotto

Ciò che emerge dallo stand AEG a IFA 2026 non è soltanto un catalogo di elettrodomestici aggiornato, ma una visione più ampia sulla relazione che abbiamo con i nostri oggetti quotidiani. In un momento storico in cui il design abita sempre più la sfera della sostenibilità e della durabilità, la scelta di AEG di investire in ricerca — dal Care Index alle certificazioni Woolmark, dalla partnership con P&G all’intelligenza artificiale applicata al bucato — racconta un’azienda che prova a colmare il divario tra la cura che riserviamo ai nostri capi e quella che, fino ad oggi, riuscivamo davvero a garantire loro a casa.

Per maggiori informazioni  www.aeg.it/laundry/laundry/

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