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Dimora Moncher, il boutique hotel nato dal restauro di una villa anni Trenta
Esiste una Versilia che non coincide con spiagge e lungomari, dove il paesaggio cambia nel giro di pochi chilometri e le Alpi Apuane accompagnano lo sguardo fino alla costa. È qui, a Montignoso, tra la Versilia e le Alpi Apuane, che nasce Dimora Moncher: una villa degli anni Trenta restaurata e trasformata in un boutique hotel di sole cinque camere. Il progetto di recupero e design è firmato da EmmePi Architettura, lo studio degli architetti Alessandro Mori e Tiziana Piccinini.
Una villa anni Trenta restituita al paesaggio
La facciata è la sintesi del progetto. Il volume è compatto e simmetrico, con intonaco chiaro, cornici in rilievo attorno alle finestre, un marcapiano che separa il basamento e il piccolo balcone in ferro battuto sopra l’ingresso. Il tetto sporge con una gronda dai travetti a vista, tipica dell’edilizia dell’epoca. Il dettaglio contemporaneo è il nome Dimora Moncher, dipinto a grandi lettere rosso terracotta direttamente sull’intonaco come una vecchia insegna murale, sotto una fila di lanterne dal tono ramato.
Davanti alla casa, due vasi con limoni e una schiera di sedie da regista verdi segnano il passaggio tra il prato e l’ingresso. L’obiettivo dichiarato del restauro non era trasformare una casa storica in una struttura ricettiva, ma darle una nuova funzione conservando il rapporto con il paesaggio, con il giardino e con la memoria del luogo.
Dentro la villa Dimora Moncher: pietra, cementine e colore
Varcata la soglia, il progetto cambia registro. L’ingresso si sviluppa attorno a una scala in pietra grigia con mattoni a vista e un corrimano in legno. Il bancone della reception è rivestito da un intreccio di listelli chiari, e il pavimento è un mosaico di cementine decorate, ciascuna diversa dall’altra.
Nel salotto la parete in pietra a vista, uno degli elementi originali che il restauro ha voluto mantenere, fa da sfondo a un camino in marmo bianco. Il pavimento a riquadri di colori terrosi e pastello regge una scena fatta di contrasti: una poltrona in velluto verde dai bordi in legno intagliato, cuscini tropicali, un tavolino in ceramica a forma di figura rossa e grandi tele pop ispirate alle copertine delle riviste.
La stessa logica prosegue nella sala da pranzo. Un lungo tavolo in legno scuro e sedie intagliate di gusto antiquario si confrontano con la cucina in nero, il cui fronte in ottone satinato è illuminato da una linea di luce calda. Sopra, un lampadario a sfere cromate e sospensioni cilindriche dorate completano un ambiente dove l’eclettismo è sempre controllato dalla pulizia delle pareti bianche e dalla luce del tetto a travi.
Cinque camere, cinque caratteri
Ogni camera di Dimora Moncher è diversa dalle altre. Nelle tre camere deluxe che vi mostriamo, Il Piano, Il Prado e La Serra, ritorna una grammatica comune, interpretata ogni volta con materiali e atmosfere differenti. Il bagno è un volume aperto sulla camera, separato da pannelli di vetro rigato scorrevoli. Il lavabo free standing è nero e scanalato, la rubinetteria cromata ha le maniglie a croce e gli specchi hanno cornici dorate. Alle pareti e sui letti ricorrono cuscini dipinti con paesaggi esotici, mentre le sospensioni sferiche e le applique in ottone creano un filo conduttore.
Il Piano si distingue per la parete in pietra dietro il letto e per la testiera in canna intrecciata dalle linee morbide. La doccia è rivestita in una pietra chiara venata. La Serra si apre sotto le travi bianche del tetto, con una testiera intagliata color crema, un grande ritratto pop sopra il letto e un bagno in marmo venato di grigio.
Nel dettaglio dei bagni si legge bene la cura per il contrasto: marmo chiaro, vetro rigato, lavabo nero e specchio in oro antico.
Giardino, ruscello e piscina di Dimora Moncher
Fuori, il progetto lascia spazio alla natura. Il giardino è attraversato da un ruscello e custodisce i banani storici, che la tradizione attribuisce a Giorgetto (Georgios). La piscina rettangolare, con bordo in pietra chiara, si inserisce nel prato senza forzarne l’equilibrio, con ombrelloni verdi che richiamano le sedie da regista della facciata.
Un boutique hotel tra Versilia e Alpi Apuane
Dimora Moncher è una base ideale per muoversi tra due anime della Toscana. In pochi minuti si raggiungono le spiagge della Versilia, Forte dei Marmi e Pietrasanta con i suoi laboratori d’arte. Nella direzione opposta ci sono le cave di marmo di Carrara, i sentieri delle Apuane e i borghi dell’entroterra.
Sull’idea di accoglienza che ha guidato il progetto, i proprietari Matteo Goich e Barbara Lorieri spiegano di aver immaginato una dimora che metta al centro “il tempo, la quiete e il piacere delle cose fatte con cura“.
Dimora Moncher in breve
- Dove: Via del Giorgetto, 56, Montignoso (MS), tra la Versilia e le Alpi Apuane
- Cosa: villa degli anni Trenta restaurata, boutique hotel di cinque camere
- Progetto di recupero e design: EmmePi Architettura (Alessandro Mori e Tiziana Piccinini)
- Foto: Diego Laurino
- Sito web: www.dimoramoncher.it
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