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Villa Atrium: quando la luce e il lago diventano progetto
C’è una villa a Küsnacht, sobborgo verde alle porte di Zurigo con vista sul lago, dove la luce non entra soltanto dalle finestre — entra come elemento progettuale, come materiale vivo che plasma gli ambienti e detta il ritmo della vita domestica. È Villa Atrium, e il suo racconto è quello di una casa che cambia pelle senza tradire la propria anima.
Lo studio di interior design altoatesino NOA — acronimo di Network of Architecture — è stato chiamato a ripensare gli spazi di questa villa esistente per una giovane coppia con una figlia, nuovi proprietari desiderosi di abitare uno spazio che sentissero davvero loro. Il risultato è un progetto in cui comfort, tranquillità e vitalità convivono in perfetto equilibrio, senza mai sovrapporsi al rigore architettonico originario.
Un’architettura da rispettare
La villa era già, di per sé, un oggetto di design notevole. Progettata nel 2019 dagli studi svizzeri LOT-Z e Meyer Dudesek Architects per i precedenti proprietari — una coppia di appassionati lettori — l’edificio a forma di L si sviluppa su tre livelli abitativi più un piano interrato, per un totale di 610 m². Il linguaggio architettonico è volutamente essenziale: linee pulite, pareti in cemento a vista, parquet in rovere e ampie superfici vetrate con sottili profili in alluminio che annullano quasi il confine tra interno ed esterno. Alcune pareti esposte a ovest sono realizzate in vetrocemento, soluzione che garantisce privacy dai vicini pur lasciando filtrare la luce naturale.
Al cuore dell’edificio si apre l’atrio centrale — da cui la villa prende il nome — uno spazio a tutt’altezza di oltre cinque metri che si rivela subito dopo l’ingresso. Qui si trovava originariamente una imponente libreria a doppia altezza con galleria, elemento identitario del progetto per i precedenti residenti. I nuovi proprietari avevano esigenze diverse, e qui entra in scena NOA.
Il tocco di NOA: colore, tessile, vita
Il brief affidato allo studio era chiaro: aggiornare gli interni in chiave contemporanea, rendere la zona giorno più luminosa e aperta, introdurre il colore in modo mirato e aggiungere una camera per bambini con bagno privato. Richieste concrete, ma da declinare con delicatezza, senza compromettere l’identità architettonica che già esisteva.
La risposta di NOA passa attraverso l’uso sapiente di colori e tessili. I tappeti — selezionati tra le collezioni di Loominology, Walter Knoll e Nanimarquina — diventano strumenti di comfort acustico e sensoriale, capaci di ammorbidire le superfici dure del cemento senza snaturarle. Al posto della libreria a doppia altezza nasce un nuovo elemento modulare a parete: più contemporaneo, pensato per accogliere quadri, fotografie di famiglia e souvenir di viaggio. Il colore dominante scelto per questo accento è il verde eucalipto, un rimando esplicito al paesaggio che circonda la villa e al lago che si intravede dagli spazi interni.
«Con il verde eucalipto come colore principale facciamo riferimento al forte legame della villa con la natura e portiamo questa atmosfera all’interno», spiega Florian Marsoner, interior designer di NOA.
Villa Atrium piano per piano: funzione e intimità
Al piano terra, la zona pranzo — definita dal grande tavolo di Van Rossum, dalle sedie Ethnicraft e dal tappeto Nishati di Walter Knoll — si integra con naturalezza nel linguaggio neutro e desaturato degli ambienti. La palette cromatica è volutamente sobria, costruita su tonalità naturali che dialogano con il cemento a vista e l’esterno verde.
Il primo piano di Villa Atrium ha richiesto un intervento più tecnico: creare una camera per la bambina con bagno en-suite in un’area priva di impianti idraulici. La soluzione è stata elegante quanto pragmatica — la riconversione di un armadio della cucina al piano sotto per far passare le nuove tubazioni con il minimo impatto strutturale. La nuova stanza è un piccolo capolavoro di equilibrio tra gioco e raffinatezza: la zona notte è rialzata su una pedana raggiungibile tramite una scala sfalsata, che introduce un elemento di leggerezza e sorpresa. I due studi esistenti sono stati ripensati con arredi multifunzionali, trasformabili in camere per gli ospiti all’occorrenza.
Il secondo piano è riservato ai genitori e si caratterizza per un’atmosfera più raccolta e intima. Un vero e proprio programma wellness si dispiega tra sauna, vasca da bagno e doccia, connesso alla camera da letto principale attraverso un corridoio boudoir. La terrazza privata completa il quadro, offrendo un angolo silenzioso e protetto dove il tempo sembra rallentare.
L’esterno come estensione del progetto
Anche gli spazi aperti fanno parte del disegno complessivo di Villa Atrium. La terrazza al piano terra è organizzata da NOA in diverse isole di seduta — con Vincent Sheppard, Ethnicraft e A. van Havre — che frammentano la grande superficie in zone intime e funzionali. La vasca d’acqua con un ginkgo e ninfee, in continuità visiva con il lago, è il gesto poetico che lega paesaggio e abitazione. Al primo piano, una terrazza più raccolta e rigogliosa — attrezzata con forno da pizza e arredi in teak di Gommaire — restituisce la sensazione di un’oasi verde sospesa tra il cielo e la città.
«La casa è costantemente orientata verso l’acqua, permettendo di percepire la presenza rasserenante del lago in ogni ambiente. L’interior design estende questo principio, creando un’atmosfera serena», conclude Marsoner.
Villa Atrium non è semplicemente una casa ristrutturata. È la dimostrazione che un buon progetto di interior design non cancella il passato, ma lo abita con nuovi occhi.
Progetto di interior design NOA (www.noa.network) Fotografo Alex Filz
Scopri altri progetti dello studio: “Il progetto Omarama di NOA a InnsbrIuck” ; “Un appartamento parigino dalle linee curve e dal profumo del legno“
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