BOLLYWOOD APARTMENT Il Cantiere

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Una casa non è un iglù
Ehi, chi si rivede ?! Lo so, lo so…non ditemi niente…è tanto, anzi troppo che non scrivo un post qui all’Iglù…la verità è che davvero difficile conciliare il lavoro e il blog e lo è ancora di più da quando sono cominciati i lavori al Bollywood Apartment; per chi si fosse perso la puntata precedente, andate a vedere qui .
Avrei voluto fare una cronostoria quotidiana del cantiere dall’inizio fino alla fine…ma non sono riuscita a mantenere la costanza per questo impegno giornaliero; oggi però mi sono detta che non è mai troppo tardi per iniziare ! Ed eccomi qui a riassumervi quello che è successo in questi 2 mesi …
Siamo partiti con le demolizioni, è stato demolito praticamente tutto!
il soggiorno
il bagno ( e la parete attrezzata per la lavanderia)

la camera da letto padronale
Questa è la pianta definitiva di come sarà l’appartamento: sono indicati i punti luce di ogni ambiente e i relativi interruttori. Rispetto al progetto iniziale ho cambiato la disposizione del letto nella camera padronale, poiché in fase di esecuzione ci siamo accorti che il letto sarebbe risultato troppo a ridosso della porta; viste le dimensioni ridotte della stanza, ho studiato un’armadiatura a ponte per ottimizzare gli spazi contenitori.
I mobili della cucina, l’armadio della nostra camera, una libreria a nicchia e alcuni sportelli saranno realizzati su misura da un falegname; ho optato per pannelli lisci, con la gola (senza quindi maniglie a vista) e molto minimalisti con finitura laccata color tortora; ci sarà un filo conduttore comune in  ogni ambiente della casa.

Il pavimento nel living e nelle camere è un parquet di rovere spazzolato formato 18 x 190 cm , con una finitura molto calda e naturale. In bagno ho scelto un unico rivestimento a terra e alle pareti, effetto pietra grigio chiarissimo.Il mobile lavabo sarà di legno, a riprendere il pavimento del soggiorno.

Per oggi mi fermo qui…ci sono tantissime cose da fare ancora, ma la casa sta cominciando a prendere vita! Oggi monteranno la scala…speriamo vada tutto liscio, incrociamo le dita….

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Isolare casa: il primo baluardo contro le bollette energetiche prosciuga-stipendi

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Ristrutturazione Pratica

Nelle ristrutturazioni, soprattutto di appartamenti all’interno di condomini, non viene quasi mai presa in considerazione l’idea di isolare casa.

Quello che stai per leggere è la prima parte di un approfondimento in due articoli sull’isolamento delle case, su quanto sia importante e su come, anche se abiti in condominio, ci sono sistemi per intervenire sull’isolamento senza ricorrere al cappotto termico.

Solitamente in una ristrutturazione la parte del budget dedicato al miglioramento energetico dell’immobile (sempre che sia stato stanziata una somma a tale scopo…) viene investito nel rifacimento dell’impianto di riscaldamento, nell’installazione di condizionatori e, al massimo, nella sostituzione degli infissi.

Tutti interventi giusti e importanti ma che non riescono ad essere sfruttati al massimo in quanto trascurano completamente un aspetto essenziale per garantire il benessere in casa (e il risparmio in bolletta): l’isolamento degli elementi opachi, cioè di pareti e solai.

Oggi ti parlerò di come isolare casa può aiutarti in modo significativo ad abbattere le bollette e raggiungere un super benessere in casa.

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Ti sei mai fermato a guardare la vetrina di un’agenzia immobiliare? Da qualche anno di fianco ad ogni annuncio trovi la scritta “classe energetica ….” seguita da un numero, che esprime il consumo stimato espresso in Kwh/mq anno, e una lettera, compresa tra A e G. Tale cartello ti permette di capire facilmente se ti trovi di fronte ad un buon immobile o a una macchina mangia-soldi.

Tieni presente che tutti gli immobili realizzati fino agli anni ’80 solitamente sono in classe energetica G, la peggiore tra tutte, il chè significa che consumano tantissimo senza garantirti un reale benessere interno.

Per determinare di quanta energia ha bisogno il tuo immobile vengono considerati essenzialmente due aspetti:

  1. L’efficienza degli impianti installati (riscaldamento/raffrescamento)
  2. La qualità dell’involucro che racchiude tali ambienti

L’involucro di un immobile è composto da questi elementi:

  • gli infissi (finestre, balconi, tapparelle, porte di ingresso),
  • i muri che separano la casa dall’ambiente esterno ma anche dai vicini e dagli spazi comuni (i pianerottoli),
  • i solai che separano la casa sia dai vicini (sopra e sotto), da eventuali spazi non climatizzati (una cantina ad esempio), dall’ambiente esterno (ultimo piano) o dal terreno.

Affichè gli impianti super tecnologici che installerai in casa siano realmente efficienti, un requisito indispensabile è che anche l’involucro sia efficiente. Anzi, è prioritario.

COSA DICE LA LEGGE IN MERITO ALL’ISOLAMENTO DELLA CASA

Quando affronto aspetti tecnici cerco sempre di supportare le mie affermazioni con elementi tangibili. E in questo caso partiamo dai parametri di isolamento stabiliti dalla legge e che devi rispettare in una ristrutturazione se decidi di intervenire sull’isolamento.

La legge di riferimento in Italia è il d.lgs. 192/2005 relativa al “rendimento energetico degli edifici” che detta i principi generali. A questa sono stati afiancati tre decreti attuativi che invece dettano le procedure, e sono stati pubblicati nel giugno del 2015 (almeno le versioni in vigore al momento in cui scrivo questo articolo).

Per quanto riguarda l’isolamento la legge ti dice quanto dovranno isolare le pareti di casa, se decidi di intervenire, e in quali casi sei obbligato a rispettare questi valori, anche se non vorresti.

Provo a spiegare questa seconda affermazione: capita spesso, soprattutto nei condomini, che si rendano necessari degli interventi sulle facciate esterne perchè l’intonaco, dopo tanti anni, si sta staccando. Solitamente l’intervento previsto è il solo rifacimento dell’intonaco. Ma la legge ti dice che, se l’intonaco su cui stai intervenendo supera una determinata percentuale rispetto alla superficie complessiva della parete, non è sufficiente rifare l’intonaco ma devi anche adeguare l’intero immobile ai valori di isolamento previsti per legge. Ecco perchè ti ho parlato di obbligo.

Cerchiamo di capirne di più.

Interventi che richiedono il rispetto dei requisiti di isolamento

La legge individua tre tipologie di ristrutturazione a cui associa degli obblighi di rispetto di determinati parametri.

  1. Ristrutturazione importante di tipo 1: in caso di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) e intervento su oltre il 50% dell’involucro di casa;
  2. Ristrutturazione importante di tipo 2: in caso di intervento su oltre il 25% dell’involucro di casa e di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) (NB: questa seconda condizione non è obbligatoria per rientrare in questo caso);
  3. Riqualificazione energetica: in caso di intervento su meno del 25% dell’involucro di casa e/o di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) (NB: vale anche se non si verificano entrambe le condizioni).

Facciamo tre esempi per chiarire:

1.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e contemporaneamente decidi di isolare una porzione importante dell’involucro di casa tua (ad esempio isolando le pareti esterne e cambiando gli infissi) ricadi nel primo caso.

2.Se decidi di isolare una parte dell’involucro (ad esempio solo i prospetti a nord) che supera il 25% dell’involucro complessivo (compensivo dei solai eh!) ricadi nel secondo caso. Anche se non tocchi gli impianti.

3.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento ricadi nel terzo caso. Se isoli solo una parte dell’involucro, per meno del 25%, ricadi nel terzo caso.

In tutti gli altri casi non hai obblighi. Quindi se decidi di non toccare impianti o involucro non devi fare niente (ma in una ristrutturazione seria è una cosa plausibile?).

A queste tre tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge sono legati dei precisi obblighi.

La legge da molto risalto agli aspetti impiantistici, diversificando in modo sostanziale i requisiti prestazionali da raggiungere nelle le tre casistiche individuate, però anche per l’involucro fornisce delle indicazioni importanti. Vediamole rapidamente concentrandoci solo sugli aspetti legati all’involucro “opaco” (muri e solai).

Se invece vuoi sapere qualcosa di più in merito agli infissi puoi leggere questo primo articolo sulla sostituzione degli infissi (fa parte di una guida in cinque parti che ho pubblicato poco tempo fa).

I requisiti che l’involucro deve rispettare (se isoli casa)

Tutte tre le tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge richiedono che gli interventi che deciderai di fare sull’involucro rispettino due requisiti principali:

  1. Dentro la muratura o sul solaio non si deve formare condensa: spesso la causa di macchie di umidità o di rovina di pitture e intonaci (e quindi di clima poco salubre negli ambienti) è proprio la presenza di acqua nelle pareti che non sono state correttamente progettate (pensa che fino oltre gli anni ’80 questo aspetto non veniva minimamente preso in condierazione);
  2. Le murature e i solai devono rispettare dei valori di isolamento ben precisi che sono tabellati.

Tali valori di isolamento sono individuati con un dato fisico: la trasmittanza.

La trasmittanza, dicendola alla buona, è quanto calore passa da una parte all’altra di un elemento edilizio. Meno calore un muro o un solaio fanno passare, migliore è l’isolamento che garantiscono; quindi valori più bassi significano maggiori prestazioni.

I valori di trasmittanza sono tabellati, vediamoli rapidamente.

Isolamento, trasmittanza, zone climatiche

L’Italia è una nazione con un clima molto vario: tra la Valle d’Aosta e Lampedusa c’è un abisso. Quindi la legge ha individuato delle zone climatiche, con condizioni più o meno omogenee, a cui applicare gli stessi requisiti. Sarebbe assurdo isolare una casa di Palermo come una casa di Aosta.

Per mostratele ti faccio vedere un’immagine che ho già utilizzato in uno degli articoli della serie dedicata alla sostituzione degli infissi che ho pubblicato qualche tempo fa:

Isolamento delle pareti: zone climatiche

Come vedi il territorio italiano è per la maggior parte in zona D e in zona E. Le zone più calde hanno le lettere A e B e le più fredde la lettera F.

Sulla base di questa suddivisione sono stati dettati dei limiti di trasmittanza per le varie zone: cioè devi valori sopra i quali gli elementi dell’involucro, se decidi di isolare, non devono salire. Naturalmente dove fa più freddo è richiesto un isolamento maggiore e di conseguenza i valori limite di trasmittanza sono più bassi.

Oltre a dividere l’Italia in zone climatiche la legge fornisce dei valori di trasmittanza limite differenti a seconda della funzione del singolo elemento, dividendo tra:

  • Trasmittanza di pareti verticali verso l’esterno e verso ambienti non riscaldati
  • Trasmittanza di solai superiori verso l’esterno o verso ambienti interni non riscaldati
  • Trasmittanza di solai inferiori (pavimenti) verso l’esterno e verso ambienti non riscaldati
  • Tramisttanza di muri e solai verso ambienti riscaldati

Ecco i valori:

Trasmittanza di pareti verticali verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
Isolamento delle pareti per muri verso l'esterno
Solai superiori (succielo) verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
isolamento solai verso l'esterno
Solai inferiori (pavimenti) verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
Isolamento pavimento
Muri e solai verso verso ambienti interni riscaldati (altri appartamenti)
isolamento verso locali riscaldati

Come vedi, e come è normale che sia, le prime tre tabelle riportano valori più bassi rispetto all’ultima, perchè si tratta di condizioni più sfavorevoli (ambienti non riscaldati): l’ultimo caso solitamente è soddisfatto senza alcun isolamento.

La seconda osservazione da fare è la notevole differenza di trasmittanza da rispettare tra le varie zone climatiche: più la zona è fredda minore è la trasmittanza limite, che nella sostanza significa uno spessore dell’isolante maggiore.

Ma tutto quello che abbiao detto finora credo che, agli occhi di un non addetto ai lavori, possono essere solo numeri senza grande valore…a cosa corrisponde una trasmittanza di 0,26 w/mqk? Quanto isolamento serve?

Facciamo qualche esempio per capire meglio.

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ESEMPI DI ISOLAMENTO E PRESTAZIONI RAGGIUNGIBILI

Prima di mostrarti gli esempi voglio farti una premessa: i sistemi di isolamento possibili sono infiniti così come le loro applicazioni. E questo vale a maggior ragione nel caso di ristrutturazioni, dove è necessario ingegnarsi per rispondere a situazioni di volta in volta differenti e spesso non prevedibili.

Quindi prendi tutto ciò che stai per leggere come un tentativo di aiutarti a comprendere quanto isolamento ti serve per riuscire a rispettare le prescrizioni di legge (e di conseguenza anche a stare bene in casa).

Isolamento delle pareti verticali

Come hai potuto vedere nelle tabelle che ti ho inserito poco sopra, l’isolamento di una parete deve essere uguale sia verso l’ambiente esterno che verso altri ambienti non riscaldati.

Per ambienti non riscaldati si intendono quelli dove solitamente non è previsto l’impianto di riscaldamento: vani scale, locali tecnici, etc. Se l’appartamento affianco al tuo non è abitato o al tuo vicino piace vivere al freddo e al gelo e non accende mai il riscaldamento, non hai l’obbligo di rispettare i valori prescritti (a meno che non sia tu a volerlo naturalmente…)

Prenderemo come ipotesi di partenza una tipologia di parete non isolata molto diffusa fino agli anni settanta, realizzata con la tecnica detta a “cassa vuolta”: cioè composta da una fila di laterizi esterni di spessore solitamente variabile tra 12 e 25 cm, una camera d’aria, anche questa di valore variabile, e una fila di laterizi interni dello spessore di 8cm.

Partedo da questa parete vedremo quanto isolante serve per raggiungere le prestazioni di isolamento minime richieste dalla legge.

La parete esterna a cassa vuota

 

isolare casa: il muro non isolato

 

muro esterno non isolato

A sinistra trovi uno schizzo del muro di cui stiamo parlando, mentre a destra vedi quali sono le prestazioni di questa parete, calcolate con un software professionale. Non fare caso a tutti i numeri ma solo a quello che ho cerchiato in rosso:

Trasmittanza = 0,826 W/mqK

Decisamente sopra i valori minimi previsti per legge per una parete perimetrale verso l’esterno, anche per le zone climatiche più calde che richiedono prestazioni minori.

Vediamo ora quanto isolante ci vuole per far rientrare questa parete nelle previsioni di legge.

La parete esterna isolata per le zone D ed E e quella per la zona C

Ho provato a simulare due casi: uno per le zone D ed E ed un altro per la zona C (che è quella dove opero io…).

isolare casa: il muro isolato

L’isolante che ho ipotizzato è uno dei più utilizzati (anche se probabilmente, per vari aspetti, non il migliore): il polistirene espanso. Per farti capire possiamo assimilarlo al polistirolo.

isolamento zona C
Parete isolata nella zona C
isolamento zona D e E
Parete isolata nelle zone D ed E

Come vedi ho posizionato l’isolante all’esterno, come se fosse un cappotto termico: questa è sicuramente la miglior soluzione tecnica perchè consente di risolvere facilmente i ponti termici.

Però se abiti in condominio non è sempre perseguibile, soprattutto se gli altri condomini non hanno la minima intenzione di spendere soldi per l’isolamento. In ogni caso non credere che tu non possa lo stesso isolare lo stesso la tua casa in modo efficace. Nella seconda parte di questa guida ti mostrerò un caso pratico in cui ho affrontato proprio un problema come questo.

Tornando a noi, come puoi leggere, per rientrare nei limiti di legge, gli spessori non sono certo limitati:

  • Se la casa fosse in zona D ed in zona E, per raggiungere i valori minimi di legge avresti bisogno di almeno 10cm di isolamento
  • Se la casa fosse in zona C, per raggiungere i valori minimi di legge avresti bisogno di almeno 7cm di isolamento

Isolamento dei solai

Per quanto riguarda i solai abbiamo già detto che la legge prevede tre casi distinti:

  • Solai che dividono appartamenti riscaldati (uguale ai muri che dividono appartamenti riscaldati) -> solitamente sono tutti i solai dal primo al penultimo piano dell’edificio;
  • Solai di copertura che dividono dall’esterno o da ambienti non riscaldati -> i solai dell’ultimo piano ma anche quelli che dividono da un sottotetto o da un terrazzo superiore;
  • Solai di calpestio che dividono dall’esterno, da locali non riscaldati, dal terreno -> i solai al piano terra, i solai su loggiati.

In questo articolo approfondiamo solo il caso del solaio di copertura. Comunque le riflessioni che faremo sullo spessore dell’isolamento valgono anche per i pavimenti verso locali non climatizzati

Solaio-base di copertura

solaio copertura non isolato

copertura non isolata

I solai di copertura, così come quelli intermedi, dal secondo dopoguerra in poi sono stati realizzati quasi sempre con la tecnologia del latero-cemento (ancora la più diffusa): cioè dei travetti in cemento intervallati da mattoni forati di alleggerimento il tutto ricoperto da una soletta in calcestruzzo di pochi centimetri.

Nel caso di coperture piane sopra questo solaio spesso veniva messo solo un massetto, detto di pendenza, per far defluire le acque e una guaina a protezione. Che è il caso che vedi qui sopra.

Nel caso di tetti a falde il massetto non c’era ma spesso si usavano le tegole sopra la guaina.

Comunque solitamente non era previsto nessun isolamento e, come puoi vedere, siamo ben lontani dai valori richiesti per legge, infatti la trasmittanzza risulta essere:

tramittanza = 0,862 w/mqK

Vediamo un’ipotesi di isolamento.

La copertura isolata per le zone D ed E e quella per la zona C

Anche in questo caso ho provato a simulare due casi: uno per le zone D ed E ed un altro per la zona C (che è quella dove opero io…).

solaio isolato

Come vedi in questo caso abbiamo previsto semplicemente di inserire uno strato isolante sopra al massetto e sotto la guaina. In realtà ci sarebbero molte cose da dire in merito a questa soluzione: nella maggior parte dei casi è necessario inserire altri strati per garantire sia la perfetta ipermeabilità della copertura che la non formazione di macchie di umidità all’interno degli ambienti sottostanti. Però noi concentriamoci solo sullo spessore dell’isolante, che anche in questo caso è polistirene.

Isolante nelle zone D ed E
Solaio isolato nelle zone D ed E
Copertura isolata nella zona C
Solaio isolato nella zona C

I risultati sono questi:

  • Nelle zone C (più calde) “bastano” 8 cm di isolante per rientrare nei parametri previsti per legge. Arriviamo infatti ad una trasmittanza di 0,309 W/mqK a fronte di un valore massimo accettato di 0,33 W/mqK
  • Nelle zone D ed E (più fredde) servono almeno 13 cm di isolante per rientrare nei parametri di legge. Arriviamo ad una trasmittanza di 0,22 W/mqK a fronte di limiti pari a 0,26 (zona D) e 0,22 (zona E)

In questo caso ti ho fatto vedere ancora una volta un isolamento posizionato sopra al solaio, quindi all’esterno. Ma se hai un appartamento all’ultimo piano e i condomini non vogliono isolare il tetto (solitamente la scusa è “tanto a noi non serve”) ci sono comunque altre soluzioni.

ISOLARE E’ VERAMENTE COSI’ IMPORTANTE?

Guardando le notizie che ti propinano tutti i giorni su giornali e telegiornali relativamente all’inquinamento non puoi non pensare che le principali cause non siano le auto (maledetti diesel!) e le industrie.

La realtà è che non è affatto così: la principale fonte di inquinamento ambientale sono le case in cui viviamo tutti noi.

Guarda l’immagine qui sotto che paragona l’inquinamento da PM10 nel 2005 e nel 2015:

Fonti di inquinamento

Questo grafico è preso da un articolo pubblicato sul sole 24 ore e ci dice che se nel 2005 poco più di un quarto dell’inquinamento da PM10 era dovuto alle emissioni residenziali, nel 2015 questa percentuale è salita a oltre la metà. E questo con l’inquinamento complessivo diminuito sensibilmente e di conseguenza quello residenziale aumentato.

I motivi? Certamente impianti che hanno dieci anni di più sulle spalle, in fondo la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento non è stata così importante come si può credere. Ma non solo.

Infatti negli ultimi dieci anni si è diffuso in modo capillare anche l’utilizzo del condizionatore, prima scarsamente diffuso, che ha influito sull’inquinamento complessivo.

La soluzione quindi è installare impianti più efficienti?

Sicuramente è una risposta valida ma pensaci bene: i veri motivi per cui devi tenere acceso un termosifone o un condizionatore per tante ore quali sono? Che fa tanto freddo o tanto caldo? Certo…ma perchè fa tanto freddo o tanto caldo?

Perchè l’isolamento di casa tua non è efficace.

La prima causa dell’inquinamento ambientale è la scarsa qualità edilizia con cui sono state realizzate la maggior parte delle abitazioni costruite negli anni del boom economico italiano, dagli anni quaranta agli anni settanta del secolo scorso. Probabilmente una di quella in cui abiti tu.

Potrebbe anche non fregartene nulla dell’inquinamento ambientale, però pensa che a maggior inquinamento corrispondono maggiori consumi, con il prezzo dell’energia che è in costante aumento. Quindi bollette più care. Molto più care.

E pensa che realizzando un buon isolamento abbinato ad un impianto efficiente la tua casa potrebbe passare da un’energivora classe energetica G ad una virtuosa classe energetica B o anche A nelle migliori delle ipotesi, anche se abiti in condominio.

Risultato?

Consumi a picco, bollette abbattute e comfort in casa ai massimi livelli.

Nella tua ristrutturazione non devi sottovaluare l’isolamento di muri e solai.

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Consigli (sinceri) per ristrutturare casa: quanto costa e cosa dovresti fare prima di iniziare

Pubblicato da Eleonora Caseri in Architettura, Blog Arredamento

Hai acquistato un vecchio appartamento anni 70 e vuoi ristrutturarlo? Oppure non sopporti più quelle piastrelle rosa confetto in bagno?
Se è così starai sicuramente pensando di ristrutturare casa.

Io ci sono appena passata e ti assicuro che non è una passeggiata.

Per questo voglio darti alcuni consigli per non compiere gli stessi errori che ho fatto io.

Ristrutturazione ingresso: prima

Un esempio? Fidarti del lontano cugino del tuo amico che fa “l’idraulico a tempo perso” e scegliere l’elettricista che si fa pagare la metà rispetto a tutti gli altri.

Quando decidi di ristrutturare casa improvvisamente intorno a te spuntano decine di esperti e tuttologi pieni di consigli e di amici “che sanno fare un po’ di tutto”.

Ristrutturare un’abitazione non è cosa per chi “ha le mani d’oro”: l’edilizia è una cosa seria.

Ristrutturazione ingresso: dopo
Foto via: www.thereseknutsen.no

Non è questione di saper fare dei lavoretti.
Ci vogliono capacità specifiche, in molti casi ci vuole l’intervento di un geometra e può succedere sia necessario anche un ingegnere.

Hai bisogno di professionisti.
Sai perché?

Perché ne va della sicurezza e della salubrità della tua famiglia e dei tuoi vicini (o vuoi una querela nel bel mezzo dei lavori perché ai vicini cade acqua in casa o hanno una crepa nel muro o i calcinacci nei vasi di fiori???).

In secondo luogo, perché ne va dell’integrità del tuo conto in banca!

Prima di iniziare a ristrutturare

Chiediti cosa vuoi.
Il primo direttore dei lavori sei tu, insieme al/la tuo/a partner.

È giusto e in molti casi obbligatorio rivolgersi a degli specialisti, ma non affidatevi completamente a loro per quanto riguarda le scelte legate ai gusti e al vostro modo di vivere la casa. Cosa intendo? Un esempio: se non sopportate l’odore di cibo e la cucina per voi è una zona quasi intima, non fatevi convincere a fare tutto open space “perché adesso si usa così”. La casa poi la vivrete voi, non il geometra / interior designer / architetto.

Prima di tutto quindi  dovete avere le idee chiare su ciò che volete, poi ascoltare consigli e indicazioni.
Ho visto amici trovarsi con piastrelle a mosaico dorate non richieste – e costosissime – o con pareti azzurro puffo dopo aver detto al geometra “in soggiorno siamo indecisi tra il blu balena e il denim drift” (entrambi colori di super tendenza nel 2017, ma ancora adesso!).

Le piastrelle dovete vederle e toccarle con i vostri occhi e mani.
Le mazzette dei colori dovete studiarle insieme e capire se si abbinano ai mobili.
La finitura delle pareti “a stabilitura” è diversa da quella “a gesso”.

…e tutto questo dovete saperlo in modo da scegliere in maniera consapevole e non subire le scelte altrui.

Quanto costa una ristrutturazione

Il primo pensiero è: ristrutturare casa quanto mi costi? Vero?

Il costo di una ristrutturazione viene spesso definito al metro quadro.
Un altro fattore determinante è il luogo in cui si trova la casa (nel nord Italia ad esempio ristrutturazioni e manodopera costano di più, ma anche a Roma o in Costa Smeralda…i fattori sono diversi, insomma).

È inutile che ti dica dei costi a caso, tutto dipende da cosa devi fare.
Ti posso dire che io a conti fatti ho speso circa 914 € / mq per ristrutturare 35 mq (due locali uniti ad un’abitazione pre-esistente) quindi: demolizione parziale di una parete portante per integrare una porta, 2 porte in laminato, 4 serramenti triplo vetro antisfondamento e anti-scasso, impianto idraulico per il riscaldamento tradizionale con termosifoni, impianto elettrico, vespaio a igloo isolanti e posa di putrelle per il rinforzo del massetto, pavimento in gres effetto legno e posa, imbiancatura, permesso di costruire e fine lavori, parcella di geometra e ingegnere.

La prima cosa che ho fatto è stata affidarmi ai calcolatori online che si trovano in vari siti specializzati. Devo ammettere che si sono rivelati abbastanza affidabili ma ottimistici.
Più che altro mi hanno dato una mano a individuare i professionisti coinvolti e gli esperti da interpellare.

È importante quindi stabilire di chi hai bisogno e poi chiedere preventivi a:

  • geometra, architetto, ingegnere
  • impresa edile, costruttore, muratore
  • piastrellista
  • elettricista
  • idraulico
  • serramentista

Una volta scelti, definisci con loro tempistiche e responsabilità, compensi e cadenza dei pagamenti.
Il professionista abilitato che sceglierai procederà con un progetto preliminare che include anche la stima dei costi. Seguiranno i progetti definitivi e il computo metrico dettagliato.

Le imprese edili più strutturate offrono spesso pacchetti chiavi in mano. Risparmi tempo perché non devi saltare qua e là e mettere d’accordo tutti.
Poi, ovvio: se devi ristrutturare il bagno non avrai bisogno di un direttore lavori, ma se la ristrutturazione coinvolge l’intera casa, più stanze, gli impianti, gli esterni, il tetto, lavori di riqualificazione energetica…hai ASSOLUTAMENTE bisogno di un direttore dei lavori che coordini il cantiere e tutti i professionisti e gli artigiani coinvolti.
Sarà lui a dirigere la ristrutturazione e a fare in modo che tutto scorra liscio. Non in ultimo: la BUROCRAZIA.

Conclusioni: idee chiare e (almeno 2) preventivi

Adesso sai cosa devi fare: mettiti intorno ad un tavolo con la famiglia e fate un brainstorming su cosa volete per la vostra nuova casa o stanza. Poi partite con la richiesta di preventivi. Per fortuna online puoi trovare immediatamente una serie di siti attraverso cui ricevere e confrontare vari prospetti.
Se hai un architetto, un geometra o un muratore di fiducia, fatti aiutare, chiedi opinioni e consigli.
Spero di esserti stata d’aiuto con la mia piccola esperienza personale! Buona ristrutturazione!

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Affitti brevi: Ispirazioni per una casa in città

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Case e Interni, Interiors, Interni
Affitti brevi: Ispirazioni per una casa in città

 

Oggi grazie ai portali web di affitti brevi per vacanza c’è molta concorrenza. Ecco che l’immagine gioca un ruolo fondamentale, poiché le fotografie della casa dovranno subito catturare l’attenzione del possibile cliente. Vediamo insieme ispirazioni e suggerimenti per aiutarci ad affittare i nostri spazi, creando ambienti accoglienti.

Se hai una piccola casa in città, puoi prendere in considerazione di affittarla per brevi periodi ai turisti. E’ quello che hanno fatto i proprietari di questo appartamento, situato a Barcellona molto vicino alla Sagrada Familia.

Sono sempre di più le persone che amano viaggiare, ma invece di andare in un anonimo hotel, preferiscono godersi un soggiorno in case in affitto. Ecco perchè occorre sfruttare appieno questa tendenza nella ricezione, se hai una casa sfitta che vuoi mettere a reddito senza ‘impegnarti’ con un affitto di anni.

Certo la concorrenza è molta (vedi Booking, Airbnb…) per cui non si può improvvisare, né lasciare le cose al caso. Se una casa viene messa in affitto per brevi periodi sui portali web, occorre prima di tutto curare il design d’interni e le fotografie. Questo non significa per forza spendere un patrimonio. La casa che abbiamo scelto oggi è proprio un esempio di come si possa rifare il look ad un vecchio appartamento di soli 45 mq, in modo da renderlo più piacevole ed accattivante per il web.

Questo appartamento in affitto offre ai suoi ospiti uno spazio pieno di comfort per un soggiorno in una delle città più belle della Spagna. La casa riflette molto bene il concetto moderno di affitto breve. Ricorda che per “affitto breve” si intende la locazione di un immobile per un periodo non superiore ai 30 giorni.

Piccoli interventi di ristrutturazione

Nel rinnovo dell’appartamento si è scelto di intervenire soprattutto in due modi: ristrutturando il bagno e inglobando la cucina al soggiorno.

Per aprire l’angolo cottura sul soggiorno, è bastato semplicemente demolire una parete. La zona living è fondamentale in una casa di vacanza, soprattutto se si tratta di un bilocale. In questo modo la luce naturale può entrare in tutto l’ambiente, ma anche in camera e in bagno, grazie alle porte a vetro nello stile dell’edificio storico.

Il bagno era troppo vecchio e con vasca, così si è provveduto alla sua ristrutturazione, in modo da renderlo funzionale con un’ampia doccia. La doccia, senza dubbio è più pratica e veloce e gli ospiti si sentiranno più a loro agio. Indispensabile in bagno un piano d’appoggio dove mettere gli effetti personali.

Un pavimento in resina è stato realizzato in tutti gli ambienti della casa, per creare unità e stile.

Si nota inoltre, che è stata aggiunto un impianto di aria condizionata, che è sicuramente un valore aggiunto (diremo noi: indispensabile) per una casa data in affitto breve nel sud Europa.

Giocare con il colore

I colori scelti per la casa puntano soprattutto sui toni terra, grigio e bianco, con accenti in giallo senape e verde, oltre al rosso tradizionale usato per porte finestre e travi.

I colori neutri sono rassicuranti e fanno sentire chiunque a proprio agio, mentre gli accenti di colore opportunamente scelti (senza esagerare) danno carattere e attirano l’attenzione tra le varie proposte sul web.

Personalità mescolando gli stili

Non c’è un unico stile, ma un mix di stili rende questo appartamento interessante ed accogliente.

La collezione di mobili tra le varie cose comprende, infatti, una cucina Ikea, sedie e tavoli tradizionali e alcuni complementi vintage, mixando con equilibrio texture e materiali.

C’è anche un’attenzione ai dettagli, come nella scelta delle lampade, dei quadri e degli oggetti acquistati in base alla palette di colori predefinita.

Fai da te per contenere i costi

Lo spazio interno è pieno di idee e dettagli fai da te da copiare, che danno ad ogni angolo un tocco distintivo e originale, come:

  • l’ampio divano creato con i pallet, che grazie a grandi cuscini o materassi, rende disponibili altri due posti letto
  • la ghirlanda di lucine che incornicia l’angolo relax
  • la scala a pioli che fa da appendiabiti in camera
  • i copricuscini cuciti a mano
  • il tavolino creato con una porta
  • le sedie tradizionali ridipinte in due colori per un tocco di contemporaneità

Vedi anche : 8 Idee per arredare con i pallet

Non perderti dunque il boom degli affitti brevi ed affidati ad un professionista dell’interior design per poter valorizzare il tuo immobile! Il nostro studio potrà aiutarti!

Affitti brevi: Ispirazioni per una casa in città

 

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[Fonte booking.com appartamenti Sweet inn >>> www.sweetinn.com]

Anna e Marco – CASE E INTERNI

Leggi altre idee per affitti brevi: Ispirazioni per una casa in montagna da affittare

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Il recupero di un piccolo appartamento in Spagna

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break, Interiors, Interni
 
Sarebbe stato interessante sapere com’era questo piccolo appartamento spagnolo prima della sua ristrutturazione; in ogni caso, il risultato ci sembra davvero piacevole ed attuale, con un layout comodo e funzionale, nonostante gli spazi ridotti. Le travi in legno originali gli danno un certo carattere, così come i muri in mattoni riportati a vista. L’arredamento è costituito da un mix di arredi contemporanei e pezzi di modernariato, per un’atmosfera piacevole e rilassata; pezzo forte, il banco da lavoro  da falegname, recuperato come mobile bagno!

The restoration of a small apartment in Spain

It would have been interesting to know how it was this small Spanish apartment before its renovation; in any case, the result seems to us really nice and up-to-date, with a comfortable and functional layout, despite the small spaces. The original wooden beams give it a certain character, as well as the exposed brick walls. The furniture consists of a mix of contemporary furnishings and modern pieces, for a pleasant and relaxed atmosphere; strong piece, the carpenter’s workbench, recovered as a bathroom cabinet!

 

Via

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CAFElab | studio di architettura

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Quando tecnologia e tradizione si incontrano…

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Voglia Casa

Abbiamo già presentato delle realizzazioni di contesti storici dove il moderno entra nel progetto creando un connubio perfetto, bello e funzionale.

Anche questa volta ALBA DOORS non delude le aspettative in questo edificio nel cuore dell’Abruzzo. Consorzio Angioino a L’Aquila.

Un palazzo con caratteristiche architettoniche particolari, specialmente per quanto concerne le cornici a rilievo delle aperture che trova serramenti e sistemi oscuranti d’avanguardia nella versione EASY, dove le prestazioni di una finestra sono legate al materiale dell’infisso e alla complessità dei suoi accessori, ovvero vetro e guarnizioni.

Questi elementi, se di qualità e
correttamente montati, rendono le prestazioni di isolamento acustico e termico
di livello eccelso.

ll legno utilizzato è esclusivamente Made in Italy e di provenienza eco-sostenibile certificata, garantendo un valore estetico naturale, isolamento termico ed acustico, malleabilità e versatilità.

La componente trasparente è un
elemento fondamentale per ottenere infissi performanti e il brand abruzzese
utilizza solamente vetro del colosso francese Saint Gobain, con la funzione
comfort inverno-estate per mantenere un’atmosfera piacevole tutto l’anno.

Affidarsi ai grandi professionisti del settore con esperienza pluridecennale può soltanto garantire progettazioni innovative, originali ed esteticamente eccellenti!

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Cà Giovanni: progetto di recupero di un fabbricato rurale

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor, Interiors, Interni

A Sondrio, l’architetto Alfredo Vanotti firma il progetto di recupero di un fabbricato risalente agli inizi del ‘900, adibito a stalla e magazzino al piano terra, a fienile e deposito al primo piano, trasformandolo in Ca’ Giovanni.

Un intervento di recupero che ha voluto ridare vita ai materiali del passato, restando il più possibile fedele al fabbricato esistente.

L’intonaco presente sulle facciate esterne è stato mantenuto, mentre all’interno della casa le pareti sono state completamente ripulite per riportare alla luce la pietra originaria. Per quanto riguarda la copertura sono state mantenute, mediante un intervento di recupero e ripristino, sia la struttura portante e l’assito in castagno che il manto di copertura in lamiera ondulata arrugginita. Sono state mantenute anche tutte le aperture inserendo serramenti in legno.

Il pavimento è stato realizzato in cemento senza alcuna finitura al fine di riproporre i pavimenti tipici delle abitazioni di una volta. Quanto all’impianto di illuminazione lo stesso è stato realizzato utilizzando dei semplici cavi a cui sono stati collegati gli interruttori di accensione delle luci.

 

Al piano primo, nell’originario fienile sono stati realizzati cucina e soggiorno mentre dove c’era il deposito sono stati realizzati camera e bagno. Al piano terra, nella porzione di fabbricato adibita a stalla, è stata realizzata una taverna mentre il magazzino è stato trasformato in studio.

Gran parte degli arredi sono stati disegnati dall’architetto e realizzati su misura da abili artigiani. Il blocco cucina e il camino sono stati realizzati in ferro verniciato; il blocco cucina è stato completato con opere di falegnameria (cassetti e ante); anche i catenacci dei portoni d’ingresso sono stati commissionati ad un abile ed esperto fabbro.

Ca’ Giovanni è un progetto di recupero totale, infatti anche parte degli arredi (sedie, poltrone, armadi, lampadari ecc..) sono stati “salvati” dalla distruzione, restaurati e riutilizzati.

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Ristrutturazione bagno low cost. Risparmiare è possibile

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor

ristrutturazione bagno low cost

Se il tuo bagno necessita di una ristrutturazione, o più semplicemente desideri rinnovarlo nello stile per donargli un look più attuale, ecco 5 pratici consigli per una ristrutturazione bagno low cost.

Oggi, infatti, grazie alle tante soluzioni innovative disponibili in commercio, risparmiare è possibile! Naturalmente sono adatte a chi desidera effettuare un restyling estetico senza quindi intervenire anche su impianti e tubazioni.

Ecco per te 5 utili soluzioni che ti permetteranno di eseguire una ristrutturazione bagno low cost

1. Rinnova le pistrelle con il colore senza rimuoverle

Per regalare un nuovo look al tuo bagno, per prima cosa puoi intervenire sulle piastrelle. Per evitare i lavori di rimozione e smaltimento delle vecchie piastrelle, puoi ad esempio scegliere di rivestirle con della resina. Si tratta di un materiale idrorepellente e resistente che si applica direttamente sui rivestimenti esistenti. La resina, una volta applicata, copre le fughe ottenendo una levigata superficie omogenea. Puoi scegliere tra una gamma infinita di colori ed effetti decorativi, dallo spatolato al nuvolato, dal monocolore alle sfumature, inoltre, grazie allo spessore di soli 3 mm, non occorre adattare la porta alla nuova quota di pavimento. Puoi utilizzare la resina non solo per rinnovare le piastrelle ma anche per il pavimento. Venduta in qualsiasi negozio di bricolage, la resina può essere applicata fai da te.

ristrutturazione bagno low cost resina per superfici

Un’altra soluzione, per rinnovare le piastrelle senza rimuoverle, è quella di dipingerle con uno smalto. Rispetto alla resina, lo smalto per piastrelle è più facile da applicare, basta dare due mani con un rullo, ma le fughe, in questo caso, saranno visibili.

ristrutturazione bagno low cost smalto per piastrelle

2. Posa un nuovo pavimento sopra quello esistente

Per una ristrutturazione bagno low cost, la scelta ottimale è quella di posare un nuovo pavimento senza rimuovere il vecchio. Se per le piastrelle avete scelto la resina, e desiderate creare un effetto uniforme e omogeneo, potete applicarla anche sopra il pavimento esistente. In alternativa, la soluzione più pratica ed economica, è posare un bel pavimento in vinile. In commercio si trovano fantastici pavimenti vinilici autoadesivi, in grado di cambiare aspetto al bagno in pochissimo tempo.  Oltre alla facilità di posa, i rivestimenti in vinile sono resistenti, impermeabili e non richiedono particolari cure. Disponibili in tinta unita e differenti fantasie, dai pattern geometrici ai motivi floreali, il loro spessore è di soli 1,2mm.

ristrutturazione bagno low cost pavimento vinile

pavimenti in vinile ZazousOnline in vendita su Etsy

3. Scegli nuovi sanitari con attacchi universali

Se hai deciso di sostituire i sanitari, per evitare inutili complicazioni, il consiglio è di scegliere specifici modelli dotati di attacchi universali, come ad esempio la linea Esedra di Ideal Standard. Gli attacchi universali sono dotati di 3 curve tecniche in grado di coprire di stanze dal muro comprese tra 5 e 20 cm, permettono di procedere con l’allacciamento agli scarichi e agli attacchi idraulici esistenti, senza intervenire sull’impianto idrico e nemmeno sui muri. Naturalmente, è importante mantenere la disposizione originale dei sanitari.

ristrutturazione bagno low cost nuovi sanitari

sanitari linea Esedra Ideal Standard

4. Sostituisci la vasca con una doccia senza opere di muratura

Oggi, grazie a SEP SYSTEM di FIORA, un pratico sistema di montaggio su binari, puoi sostituire facilmente la tua vecchia vasca da bagno con una moderna doccia, in poco tempo e senza alcuna demolizione. Per rivestire l’area su cui rimangono scoperte le vecchie piastrelle, puoi installare i pannelli decorativi della collezione SKIN PANELS, scegliendoli nella stessa finitura del piatto doccia. Anche per i pannelli non è richiesta nessuna opera di muratura, infatti ti basterà installarli sulla parete con della colla adesiva abbinata al colore del pannello, incastrandoli tra loro con un semplice clic.

ristrutturazione bagno low cost sostituzione vasca con doccia

SEP SYSTEM di FIORA

5. Rinnova accessori e complementi bagno

Per ultimare il restyling del tuo vecchio bagno, non dimenticare i tanti accessori e complementi che lo completano! Puoi ad esempio sostituire le luci, cambiare lo specchio, rinnovare il porta spazzolini, il porta sapone, il dispenser, inserire un nuovo tappeto e nuovi asciugamani. Da Ikea, ad esempio, puoi trovare tante linee di accessori bagno coordinate tra loro che sono belle e anche economiche.

ristrutturazione bagno low cost accessori e complementi

accessori e complementi per il bagno IKEA

 

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Cambiare il pavimento per rinnovare la casa.

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Cambiare il pavimento è la soluzione più efficace per dare alla nostra casa un aspetto completamente nuovo.

Cambiare il pavimento per rinnovare la casa gres porcellanato

A volte si ha la necessità di cambiare il pavimento di casa, interamente o solo in una porzione dell’abitazione: il vecchio pavimento può essere rovinato, oppure lo stile è troppo datato e non si adatta ai nostri mobili. Una cosa è certa: cambiando il pavimento la nostra casa non avrà più lo stesso aspetto.

Scegliere il pavimento giusto

Scegliere il pavimento giusto è fondamentale, visto che il suo aspetto incide sulla percezione dell’ambiente: un pavimento scuro ha il pregio di mettere in rilievo mobili e pareti chiare, ma può far sembrare la stanza più piccola. Un pavimento chiaro dilata lo spazio e rende l’ambiente più luminoso, ma l’insieme può risultare un po’ piatto.

Forse avrete notato che il pavimento può trasmettere anche sensazioni di calore o di freddezza: i pavimenti in legno, soprattutto se chiari, rendono l’ambiente più caldo, al contrario delle piastrelle di ceramica, del marmo o del cemento.

In ogni stanza andrà poi posato il pavimento adatto in base alle prestazioni: nelle zone di maggior passaggio,  di norma va evitata la posa di pavimenti delicati come il marmo, il cotto o il legno. In cucina e in bagno è meglio non scegliere il legno, vista la bassa residenza all’umidità di questo materiale. Se amate il parquet e desiderate averlo in tutta la casa, il mio consiglio è quello di optare per il grès porcellanato effetto legno: oltre a soddisfare le vostre esigenze estetiche, risolve il problema della resistenza all’usura e all’umidità. Lo stesso discorso vale per il grès porcellanato effetto marmo: più economico del marmo naturale, resiste agli urti e alle sostanze acide che potrebbero danneggiarlo irrimediabilmente.

Cambiare il pavimento per rinnovare casa marmo

In ogni caso, prima di procedere all’acquisto, assicuratevi che il prodotto sia conforme alle norme su qualità e prestazioni, controllando le certificazioni.

Cambiare il pavimento esistente

Cambiare il pavimento di casa rimuovendo quello preesistente è un’operazione complessa e costosa, soprattutto se già vi abitate. Inoltre, è un lavoro che genera molti disagi,  tra rumori, via vai di operai, macerie da smaltire e polvere. Mettete in conto anche le spese del soggiorno fuori casa, a meno che non abbiate parenti e amici pronti ad ospitarvi.

In definitiva, la sostituzione dei pavimenti con rimozione di quelli preesistenti è la scelta ideale per una casa nuova da ristrutturare; 

se di desidera rinfrescare il look della casa in cui si abita, la soluzione migliore è quella di sovrapporre il pavimento nuovo a quello vecchio.

Sovrapporre il pavimento nuovo

Oggi sul mercato esistono diverse alternative per cambiare il pavimento sovrapponendo un nuovo rivestimento, sia con posa a secco che con la colla. 

Queste soluzioni sono praticabili senza intoppi se il pavimento esistente è in buono stato: se presenta crepe, avvallamenti o distacchi, è necessario intervenire nelle zone danneggiate per consolidarlo e livellarlo. 

Bisogna poi calcolare la quota del nuovo pavimento, sommando gli spessori del rivestimento con quelli della colla o dell’isolante, per adattare porte e portefinestre.

  • La posa a secco è la soluzione più rapida ed economica, e in alcuni casi può essere fatta senza ricorrere a un posatore: con una buona manualità e noleggiando gli attrezzi giusti potete farlo voi stessi. Si va dai laminati con posa flottante effetto parquet, al PVC multistrato, fino alle piastrelle in grès porcellanato a incastro.
  • La posa con collante è più laboriosa ma conferisce al nuovo pavimento più stabilità e un aspetto più solido.  Attenzione: è sconsigliato incollare un pavimento in legno su legno. Assorbendo l’umidità i due legni “tirerebbero” in direzioni opposte, causando rotture e fessure.

I pavimenti di tendenza nel 2019

Lo abbiamo visto al Cersaie 2018: il grès porcellanato è il materiale più gettonato. Grazie alle lastre di grande formato, agli spessori sempre più sottili e alle tecniche di stampa innovative, è adatto a tutti i gusti ed esigenze. La versione effetto legno è l’ideale per una soluzione di stile e sempre di tendenza, con le nuove superfici sempre più simili ai tradizionali parquet.

Per chi preferisce un look contemporaneo, consiglio di puntare sulle piastrelle a motivi geometrici, oppure sui nuovi mosaici con tessere triangolari o esagonali.

Cambiare il pavimento per rinnovare la casa piastrelle geometriche

Piastrelle Puzzle by Mutina

Di grande tendenza anche nel 2019, il terrazzo veneziano. Proposto sia in grandi lastre in grès che con la posa tradizionale a semina, che restituisce un pavimento senza fughe  e di grande effetto. Il grès porcellanato effetto marmo, che si è imposto soprattutto nell’ambiente bagno e in cucina, per un look sofisticato che non passerà mai di moda.

Cambiare il pavimento per rinnovare casa TERRAZZO

Crediti foto di copertina: Materia Project by Florim


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Ristrutturare la casa, come scegliere l’impresa edile

Pubblicato da admin in Architettura, Design Ur Life

Tutti abbiamo il desiderio di avere la casa dei propri sogni e quando è il momento di fare i lavori risulta molto difficile scegliere un’impresa idonea alle nostre esigenze. Di seguito una breve guida per semplificare la scelta dell’impresa per ristrutturare la casa .

Ristrutturare la casa

Ristrutturare la casa e di conseguenza individuare l’impresa che fa il lavoro senza farti sprecare il tempo e il denaro può essere molto impegnativo. Vediamo insieme come devi affrontare questa scelta:

Consulta un tecnico

Innanzitutto bisogna capire che tipo di intervento si vuole fare e documentare tutte le informazioni e i dettagli per fornire all’impresa che poi dovrà fare i lavori. In questa fase potete affidarvi ad un consulente come ad esempio un Architetto o Interior designer. Di solito l’architetto può occuparsi anche di selezionare l’impresa e stimare i lavori ma se volete fare voi dove seguire alcune fasi fondamentali.

Ristrutturare la casa

Richiedi preventivi

Richiedi a non più di 5 imprese di fare un preventivo per poter confrontare tra di loro. Dover decidere tra troppi preventivi è inutile.

Sopralluogo per stimare i lavori

Un’impresa seria per ristrutturare la casa e valutare l’entità dei lavori dovrà iniziare con un sopralluogo prima di fare un preventivo.

Usa Internet

Per valutare un’impresa edile, puoi visitare il loro sito internet, vari profili social e il feedback degli utenti. Puoi chiedere il portfolio dei lavori precedenti dell’impresa.

Cerca lo specialista

Non scegliere l’impresa troppo generica ma chi è specializzata per ristrutturare la casa, una ditta specializzata in impianti edili. L’impresa che propone diversi lavori  e servizi diversi tra di loro non è mai affidabile.

Chiavi in mano

Ricercare da soli i fornitori (muratori, elettricisti, idraulico, imbianchino, serramentista …) può richiedere tanto tempo e ci vuole la competenza e l’esperienza. Chiedi sempre se l’impresa propone il servizio chiavi in mano per ristrutturare la casa.

Ristrutturare la casa

No a Low-Cost

Quando devi ristrutturare la casa non sempre la qualità e basso costo vanno d’accordo. La manodopera esperta, i professionisti seri e preparati, i materiali di qualità e le attrezzature … hanno un costo e quando un’impresa ti fa un preventivo basso non è affidabile.

Ristrutturare la casa

Una volta valutato tutte le voci sopracitati e scelto l’impresa per ristrutturare la casa, dovresti controllare tutti i documenti che un’impresa dovrebbe avere sul luogo di lavoro.

Ristrutturare la casa

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