7 Ottobre 2019 / / Architettura

Ovvero come sapere in ogni momento cosa sta facendo l’impresa, capire se ci sono problemi e prevedere quanto manca alla fine dei lavori.

La ristrutturazione completa di una casa è un processo lungo. Non è come nei programmi televisivi americani dove “la ristrutturazione sarà completata in 5 settimane”. In realtà sono necessari molti mesi.

Ogni cantiere di ristrutturazione è differente dall’altro, ma tutte le ristrutturazioni, per essere eseguite a regola d’arte, passano attraverso 6 precise fasi che tutti i committenti ignorano e che invece dovrebbero conoscere.

In questo articolo ti svelerò quali sono le 6 fasi dei lavori che trasformeranno la tua casa da come la vedi adesso a come la stai sognando.

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Imprese e tecnici, io per primo, danno per scontate le 6 fasi dei lavori per averle viste ed eseguite moltissime volte. Ma raramente pensano di informarne dettagliatamente i loro committenti.

Dall’esperienza mi sono reso conto che spiegare ai miei clienti tutte le precise fasi attraverso cui passerà la parte operativa della loro ristrutturazione li aiuta ad affrontare con maggiore serenità i lunghi mesi dei lavori.

Infatti esserne consapevole ti consentirà di:

  • capire realmente in ogni momento a che punto stanno i lavori, se ci sono rallentamenti e che ripercussioni avranno sulla conclusione, e quindi…
  • programmare con la necessaria serenità e consapevolezza la data in cui dovrai lasciare la vecchia casa (che magari hai affittato per l’occasione con un contratto a termine…);
  • non farti prendere da inutili crisi d’ansia perchè i lavori ti sembrano fermi o non procedono come ti aspettersti.

Quindi ecco la guida a:

LE 6 FASI DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

ristrutturazione: le fasi dei lavori

Naturalmente ogni ristrutturazione è un abito sartoriale
costruito su una specifica casa, quindi una totale standardizzazione del
processo di ristrutturazione è impossibile.

Ci sono talmente tante variabili in gioco che le carte in tavola cambiano sempre.

In compenso è possibile individuare 6 macro-fasi che si susseguono sempre uguali in tutte le ristrutturazioni. Eccole:

  1. Demolizioni e smaltimenti
  2. Opere edili Parte 1 (muri)
  3. Impianti Parte 1 (impostazione)
  4. Opere edili Parte 2 (massetti e finiture)
  5. Impianti Parte 2 (installazione) + Forniture
  6. Opere edili Parte 3 (rifiniture + pitturazioni)

Come puoi leggere nell’elenco che ti ho fatto qui sopra le
tipologie di lavori necessarie per eseguire una ristrutturazione in realtà sono
solo 4:

  • Demolizioni e smaltimenti
  • Opere edili
  • Impianti
  • Forniture

Però, per fare in modo che una ristrutturazione segua un processo realizzativo logico , coerente e rapido, devono essere suddivise in più passaggi.

Prova a pensare alla ristrutturazione come alla realizzazione di una scultura in pietra: lo scultore prima sbozza grossolanamente la figura dal masso e poi, con passaggi successivi e utilizzando tecniche diverse, la affina sempre di più fino ad arrivare alla figura che aveva in mente originariamente.

Di sicuro uno scultore non può partire con il levigare la pietra.

La ristrutturazione è esattamente la stessa cosa: ogni passaggio è un affinamento sempre più preciso della tua casa dove, invece di togliere materiale come fa uno scultore, ad ogni passaggio viene aggiunto qualcosa di nuovo e più rifinito.

I sei passaggi che ti ho elencato qui sopra vengono svolti in ogni ristrutturazione nell’ordine che hai letto. Vediamo in modo più approfondito in cosa consiste ogni fase.

Fase 1 – Demolizioni e smaltimenti

fasi della ristrutturazione: le demolizioni

Potrebbe essere banale dirlo ma prima di iniziare a realizzare qualsiasi opera edile o impiantistica è necessario creare la tela bianca su cui lavorare.

La casa deve essere liberata da tutto ciò che non serve più. Che in una ristrutturazione significa:

  • Rimuovere tutti gli arredi (sull’importanza di farlo ne abbiamo già parlato in questo articolo) e i sanitari;
  • Rimuovere gli infissi esterni e le porte interne;
  • Demolire eventuali controsoffitti non più necessari;
  • Demolire tutti i muri che non faranno parte della nuova distribuzione interna;
  • Rimuovere tutti gli impianti dai muri che invece faranno ancora parte della nuova distribuzione interna;
  • Eventualmente rimuovere anche intonaco e/o i rivestimenti ceramici dai muri che rimarranno in piedi;
  • Rimuovere i pavimenti da sostituire con i relativi massetti.

Chiaramente tutto dipende dal tipo di lavori che farai in casa tua e da quanto radicale sarà la ristrutturazione: nell’elenco qui sopra ti ho riportato le principali voci di demolizione di una ristrutturazione completa.

Ma ti assicuro che, anche per lavori poco invasivi, verranno prodotte una bella quantità di macerie.

Ti faccio l’esempio di due cantieri che ho seguito personalmente e che ben rappresentano gli estremi opposti: in uno sono stati rifatti solo i bagni e poco più, nell’altro è stato rifatto ex novo tutto l’appartamento (parliamo di 160mq):

  • Nel primo caso sono stati prodotti rifiuti per circa 4 metri cubi.
  • Nel secondo caso sono stati prodotti rifiuti per circa 48 metri cubi.

Sicuramente una differenza notevole ma ti assicuro che se li vedi anche 4 metri cubi non sono pochi.

Sai quanto pesano mediamente le macerie da demolizione? Tra i 1.800 e i 2.000 kg/mc, sono 2 tonnellate a metro cubo. Nei due cantieri di cui sopra si tratta rispettivamente di 8 e 96 tonnellate di macerie.

E tutto questo materiale deve essere completamente rimosso dal cantiere prima di iniziare le opere edili della seconda fase.

Lo smaltimento può essere rapido ed indolore oppure lento e fonte di infinite preoccupazioni.

Proprio su questo aspetto è importante fare una breve riflessione, su quella che io chiamo la “fase 0” della ristrutturazione: si tratta di una decisione cruciale che deve essere presa prima di iniziare i lavori e che riguarda sia lo smaltimento dei rifiuti che l’approvvigionamento di nuovi materiali.

Fase 0 – Come avverrà lo smaltimento delle macerie e l’approvvigionamento
dei materiali da costruzione? L’installazione del cantiere

Il problema sostanzialmente riguarda da un lato come far arrivare le macerie, che sono state prodotte durante la demolizione, dal cantiere al camion che le porterà in discarica, e dall’altro come far arrivare i nuovi materiali da costruzione dai camion che li scaricano sotto casa fino dentro casa.

In realtà questo problema si pone se il tuo appartamento si trova in un condominio, mentre non ti riguarda se hai una casa con un giardino accessibile dalla strada.

Infatti negli ultimi casi solitamente si tratta di abitazioni di uno o due piani, in cui hai tutto lo spazio e il modo per svolgere le operazioni di smaltimento e approvvigionamento in libertà e senza grosse difficoltà.

Ma nel caso di appartamenti in condominio la situazione cambia. Ci sono spesso diversi piani che separano la tua casa dal piano dove verranno parcheggiati i camion.

Come superarli agevolmente?

Esistono due opzioni per smaltire e approvvigionare i materiali da e verso il cantiere: una economica e una costosa.

La prima è sbagliata e la seconda è giusta.

E purtroppo la prima è (ancora) molto diffusa.

Come NON devi prevedere la movimentazione dei materiali del cantiere

La soluzione sbagliata prevede di utilizzare l’ascensore condominiale per scaricare le macerie, solitamente sminuzzate e messe all’interno di secchi, cercando di farlo nelle ore in cui ci sono meno persone che utilizzano l’ascensore, e quindi non raramente durante la notte. Ed allo stesso modo verranno caricati tutti i materiali necessari ai lavori: in orari improbabili in modo da non farsi scoprire oppure (per materiali molto ingombranti) facendo arrancare gli operai per le scale.

Non c’è dubbio che in questo modo si risparmiano alcuni costi vivi: dall’occupazione di suolo pubblico (se il tuo condominio affaccia direttamente sulla strada pubblica), ai costi di installazione dei necessari mezzi per la movimentazione verticale dei materiali (te ne parlo tra poche righe).

Però abbiamo detto che questo metodo è sbagliato, e lo è per vari motivi:

  • gli ascensori condominiali non sono fatti per caricare e scaricare materiali edili, sono omologati solo per il trasporto di persone, è sarebbe consentito farne altri usi (chiaramente la spesa e piccoli oggetti si possono portare…);
  • trasportare così i materiali non è un metodo sicuro sia per gli operai che per i beni condominiali (ascensore, pianerottoli, androne) che per i materiali da costruzione;
  • si sporca e anche molto…e di sicuro i condomini non ti ringrazieranno per quest;
  • i tempi si allungano a dismisura sia per scaricare le macerie che per caricare i nuovi materiali.

Pensa ad esempio alla realizzazione di un controsoffitto in cartongesso: le lastre sono grandi 2x3m, pesano dai 20kg in sù, e non entrano in ascensore. Solo per trasportarli attraverso le scale ci possono volere giorni e gli operai sono sottoposti ad uno sforzo non indifferente (e sicuramente ti chiederanno un sacco di soldi in più).

Come DEVI prevedere la movimentazione dei materiali di cantiere

La soluzione giusta per la movimentazione dei materiali in cantiere invece prevede di installare sistemi per il trasporto verticale esternamente all’appartamento, individuando una finestra o un balcone, lungo la verticale fino a terra da sfruttare per far entrare e uscire tali materiali.

E a terra si deve individuare un’area di cantiere in cui posizionare i mezzi che caricano e scaricano i materiali da e per il cantiere.

Questi sistemi sono principalmente due:

  • montacarichi di cantiere (il sistema migliore e consigliato, soprattutto per i piani alti);
  • argani a bandella (o sistemi similari).

Te ne ho parlato in questo articolo specifico su questo aspetto.

L’utilizzo di tali sistemi ha molti aspetti positivi ma presenta un inconveniente significativo: andare incontro a spese maggiori. Cioè quelle di installazione e noleggio del montacarichi/argano per tutta la durata necessaria ai lavori, e quelle di occupazione di suolo pubblico (sempre se, come prima, il tuo condominio affaccia sulla via pubblica) necessaria per recintare l’area in cui appoggia il montacarichi e per dare uno spazio di sosta minimo per i mezzi.

In una ristrutturazione completa che dura svariati mesi tali costi possono tranquillamente superare i 5.000€, non una bazzecola.

Ma i benefici sono impagabili: lavori più rapidi, sicurezza di tutti gli operatori garantita, leggi totalmente rispettate.

E ti assicuro che, alla fine dei lavori, la spesa maggiore che hai sostenuto viene completamente ammortizzata: lo scarico e il carico a mano dei materiali al piano ti verrà fatto pagare salato, magari in modo occulto, ma non ti sarà risparmiato.

La cosa curiosa è che, almeno per la mia esperienza, sebbene la prima soluzione non sia a norma di legge e la seconda lo sia, la prima viene accettata con più facilità dai condòmini non interessati dai lavori rispetto alla seconda.

Il motivo è da ricercarsi in ipotetiche ostruzioni di vedute causate dal montacarichi o presunto pericolo di furti attraverso il traliccio del montacarichi o del ponteggio dell’argano a bandella.

La realtà è che spesso si tratta solo di scuse che nascondo invidia o di un modo di vendicarsi per vecchi rancori.

Sappi solo che istallare il montacarichi di cantiere o l’argano a bandella anche appoggiandoti al muro esterno del condominio è un tuo diritto sancito anche dal codice civile.  

Fase 2 – Opere edili parte 1

fasi della ristrutturazione: le opere edili

Una volta che il cantiere è totalmente sgombro (dopo le demolizioni casa tue è un cantiere a tutti gli effetti) si può finalmente iniziare a realizzare le opere edili.

Le prime da eseguire sono le nuove murature.

Abbiamo già detto che una ristrutturazione si realizza per successivi affinamenti. Considera le nuove pareti (e naturalmente anche le vecchie) come lo scheletro su cui verrà agganciato tutto ciò che serve a far funzionare e rendere abitabile la casa.

È necessario avere l’impianto distributivo della casa definito prima di poter impostare gli impianti. E naturalmente è necessario avere le pareti prima di fare intonaci e pitturazioni.

Le pareti in questa fase saranno realizzate grezze. Quindi:

  • nel caso di tramezzi in laterizio (mattoni forati) o similari (tipo i mattoni in cemento cellulare) verrà realizzata solo la muratura senza nessuna finitura superficiale (intonaci);
  • nel caso di tramezzi in cartongesso verrà realizzata la struttura metallica e le lastre saranno messe solo da un lato della stessa.

In questa fase saranno anche realizzati i vani per le porte interne, inserendo i necessari controtelai in legno che vengono murati nei tramezzi (servono per agganciare le porte). La stessa operazione viene fatta anche per i controtelai delle nuove finestre e porte-finestre, in cui inoltre vengono installati anche i cassonetti delle tapparelle.

Fase 3 – Impianti parte 1

fasi della ristrutturazione: gli impianti

La terza fase è la prima in cui entrano in casa gli impiantisti. Se stai ristrutturando tutta la casa gli impianti da rifare sono sostanzialmente quattro:

  1. Impianto elettrico
  2. Impianto idrico
  3. Impianto di riscaldamento
  4. Impianto del gas

C’è da dire che ultimamente si stanno diffondendo sistemi completamente elettrici molto efficienti, però il gas continua ancora ad essere un impianto capillarmente diffuso.

Quando ti parlo di impostazione degli impianti significa che vengono posate solo le tubazioni e poco altro, non che gli impianti vengono realizzati completamente:

  • gli elettricisti poseranno le canaline in materiale plastico per gli impianti elettrici (se non ti è ben chiaro cosa siano leggi questo articolo sul rifacimento degli impianti elettrici per capire di cosa parliamo);
  • gli idraulici poseranno i tubi di adduzione dell’acqua calda e fredda ai vari punti di utilizzo (i sanitari nei bagni sostanzialmente) e quelli di scarico per l’impianto idrico;
  • sempre gli idraulici si occuperanno dei tubi che distribuiscono l’acqua ai termosifoni (se hai deciso per questo tipo di impianto) per l’impianto di riscaldamento;
  • e per finire ancora gli idraulici installeranno le tubazioni dal contatore alla caldaia e alla cucina per  l’impianto del gas.

In questa fase vengono anche posati tutti i pezzi necessari per eseguire gli snodi dei vari impianti: stiamo parlando di cassette di derivazione e di cassette portafrutti per gli impianti elettrici, collettori per gli impianti idrici (adduzione acqua) e di riscaldamento, pozzetti di ispezione e brache per gli impianti idrici (scarico acque).

Per fare tutti questi lavori verranno realizzate delle tracce nelle murature: nella sostanza i muri, anche quelli appena realizzati, verranno rotti per inserirci le tubazioni e le cassette. Sembra strano che una cosa appena realizzata vada rotta ma purtroppo funziona così…solo nel caso di pareti in cartongesso praticamente non vengono fatte demolizioni, giusto il foro per incassare le varie cassette (per questo sono un grande fan di tale sistema costruttivo).

Molte tubazioni, se ci sono gli spessori necessari, verranno fatte passare a terra, sui solai da cui sono stati precedentemente tolti pavimenti e massetti.

Devo dire che non è raro, soprattutto nelle case realizzate fino agli anni ’60 del secolo scorso, trovare massetti praticamente inesistenti. In questi casi risulta difficile far passare a terra tutti i nuovi tubi, che rispetto a 50 anni fa sono molti di più e di dimensioni decisamente maggiori. La soluzione in questi casi è far passare tutti gli impianti a parete/controsoffitto, oppure rassegnarsi ad alzare tutto il livello della casa (ma questo te lo sconsiglio soprattutto per questioni statiche: i massetti pesano!)

Tornando a noi, in questa fase verranno installati anche tutti i macchinari previsti ad incasso (ad esempio i condizionatori incassati nel controsoffitto con i sistemi di distribuzione tramite tubi e bocchettoni, ma anche sistemi di ventilazione).

Fase 4 – Opere edili parte 2

fasi della ristrutturazione: massetti e intonaci

Dopo che se ne sono andati gli impiantisti tornano gli operai: riprendono le opere edili. Lo scopo qui è portare il grezzo della casa ad un livello tale per cui è possibile posarci le finiture.

In questo secondo passaggio di opere edili devono essere coperti tutti gli impianti e rifiniti i muri. In sostanza i lavori da fare sono:

  • Massetti a terra
  • Chiusura delle tracce sui muri
  • Intonaco sulle pareti
  • Rivestimenti dei bagni

Facciamo qualche rapida riflessione su questi lavori.

Massetti

I massetti hanno un duplice scopo: coprire tutti gli
impianti e raggiungere il livello su cui verranno posati i pavimenti.

In questa fase è fondamentale aver già scelto quale sarà il pavimento da installare: non solo il materiale di cui sarà composto (legno, gres porcellanato, ceramica, pietra, resina, etc.) ma anche il modello preciso. E sarebbe importante che in cantiere ci fosse almeno un campione del pavimento per calcolare correttamente gli spessori.

Il motivo è duplice:

  • Il materiale scelto serve per scegliere correttamente il tipo di massetto da realizzare (cementizio, all’anidrite, alleggerito, mono o a doppio strato, etc.);
  • Il campione serve per determinare precisamente lo spessore del massetto. O meglio quanto lasciare tra la quota finita dell’appartamento (detta quota “0”) e il piano del massetto.

Chiusura delle tracce

La chiusura delle tracce avviene in due modi diversi tra
pareti in laterizio e pareti in cartongesso. Anzi in realtà nelle pareti in
laterizio si tratta di vera e propria chiusura delle tracce, nelle pareti in
cartongesso si tratta di conclusione delle pareti.

La chiusura delle tracce delle pareti in laterizio avviene
con malta e se necessario scaglie di laterizio per riempimento.

Nelle pareti in cartongesso, siccome non sono state fatte tracce ma, se ti ricordi, un lato della parete è stato lasciato senza lastre di cartongesso, vengono semplicemente installate le lastre sul lato rimasto libero.

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Intonaco

Anche in questo caso si tratta di due procedimenti
differenti da seguire a seconda che le pareti siano in laterizio o cartongesso.

Nel primo caso quello che viene realizzato è un vero e
proprio intonaco, nel secondo caso si tratta della stuccatura di viti e giunti.

Nel caso tu abbia optato per far realizzare pareti in
laterizio (ricordai che quando parlo di laterizio intendo anche altri tipi di
mattoni come il gasbeton) l’intonaco viene realizzato per rifinire e proteggere
le pareti.

I materiali con cui possono essere realizzati gli intonaci sono molti e fanno parte integrante di una corretta progettazione, che naturalmente farà il tuo progettista, e che deve coordinarsi sia con il supporto (cioè il muro di mattoni) che con la finitura (cioè la pittura).

Le tecniche standard utilizzate negli ultimi decenni prevedono intonaci a base di cemento ma ormai si stanno riscoprendo vecchie tecniche (con le dovute migliorie tecnologiche) che garantiscono ambienti interni più salubri (mi riferisco principalmente alla calce). Non è mia intenzione in questo articolo scrivere un vademecum sugli intonaci quindi interrompiamo qui l’argomento.

Voglio solo evidenziarti che se ti trovi a nord di Roma probabilmente l’intonaco verrà eseguito in modo molto più preciso e rifinito (e con costi maggiori) rispetto a tutto il territorio da Roma verso sud.

Non fraintendermi: non è che nel sud Italia non siano capaci di fare bene gli intonaci, semplicemente è diffusa una finitura delle pareti diversa, che prevede un passaggio ulteriore, effettuato dai pittori (che quindi vedremo a breve nella fase 6), e che permette di lasciare gli intonaci meno precisi.

Si tratta semplicemente di tecniche costruttive differenti.

Per quanto riguarda le pareti in cartongesso invece la stuccatura dei giunti tra le lastre e delle viti viene fatta con stucco a base di gesso e serve per rendere perfettamente planari le pareti.

La tecnica prevede vari gradi di finitura delle stuccature
(denominate da Q1 a Q4), a seconda di come si vuole procedere con le
pitturazioni.

Senza approfondire sappi che le più diffuse sono la Q2, che
prevede una stuccatura dei giunti e delle viti con allargamento ai lati di
circa una decina di centimetri, e la Q3 che in aggiunta prevede una stuccatura
completa della lastra di cartongesso, rendendola praticamente pronta per la
pitturazione.

(Tienine conto quando chiedi preventivi e valuti le offerte).

Rivestimenti

A conclusione di questa quarta fase vengono anche posati i rivestimenti dei bagni (le piastrelle sulle pareti e sul pavimento) e potrebbero essere posati anche i pavimenti in tutta la casa.

In realtà i pavimenti sono installati durante questa fase in relazione a cosa hai scelto: quelli in gres porcellanato, o in materiali ceramici in genere, possono essere tranquillamente posati adesso, quelli in legno invece no, devono essere messi nell’ultima fase. E tra poco ti spiegherò il perché.

Altre opere

Sono tipiche di questa fase anche la realizzazione di
controsoffitti e mobili in cartongesso.

In sostanza, come ti ho già detto, vengono realizzati tutti i lavori che sono propedeutici per l’ultimo passaggio di finiture che vedremo nella fase 6.

Fase 5 – Impianti parte 2 e forniture

fasi ristrutturazione: gli impianti

Dopo aver completato le principali finiture edili è possibile completare gli impianti, che in sostanza significa:

  • Impianto elettrico: infilare i cavi, installare il quadro elettrico e mettere i frutti nelle cassette elettriche;
  • Impianto idrico: installare i sanitari e le rubinetterie nei bagni.

Invece per l’impianto di riscaldamento è ancora presto per installare i termosifoni (se hai previsto questa tipologia di riscaldamento) o gli split a vista, così come la caldaia: per queste cose è necessario che tutte le pareti siano pitturate.

In questa fase invece è essenziale che vengano installati anche gli infissi esterni, senza i quali non potranno essere realizzate le opere dell’ultima fase.

Questa cosa diventa maggiormente importante se hai scelto un pavimento in legno (di qualsiasi tipo, massello, prefinito o laminato, vai a leggerti la mia guida sui pavimenti in legno per capirne di più): infatti il legno è un materiale che teme l’umidità e gli sbalzi di umidità, soprattutto appena installato. Quindi ha bisogno di un ambiente chiuso, cosa possibile solo con gli infissi installati.

Fase 6 – Opere edili parte 3

fasi della ristrutturazione: le pitturazioni

Siamo arrivati alla fine: la casa a questo punto è molto vicina ad essere conclusa, ma proprio le ultime finiture spesso richiedono più tempo del previsto.

Vengono realizzate le ultime rifiniture edili, che sarebbe impossibile elencare in questo articolo perché si tratta di tante piccole cose che variano in modo radicale da casa a casa.

Dopodichè entrano in gioco gli imbianchini.

La pitturazione della casa (è solo pittura?)

Se ti trovi al centro-sud questa fase sarà molto più lunga
di quello che ti aspetteresti, spesso i clienti, anche se avvertiti, si
lamentano di come i pittori siano lenti.

Il motivo è, come ti dicevo qualche paragrafo fa, che qui gli intonaci vengono lasciati più grezzi rispetto al nord Italia. E il motivo è che… la finitura finale sarà più liscia!

Lo so, può sembra una contraddizione ma non lo è: nel sud Italia è diffusa l’abitudine di lisciare le pareti fino a farle sembrare velluto.

Per ottenere questo risultato è necessario realizzare le cosiddette camicie di stucco. Si usano stucchi a base di gesso o sintetici e ne vengono date una, due o più passate rigorosamente a mano. E ogni passata viene poi carteggiata (a mano o con una macchina apposta) per renderla sempre più liscia.

Più liscia desideri la parete più mani di stucco ci
vogliono.

E ogni volta che la parete viene carteggiata per lisciarla si formano montagne di finissima polvere bianca che ricopre tutto.

Io sono Veneto, ma vivo a Salerno da ormai parecchi anni. Nel mio trasferimento da Nord a Sud la cosa che mi ha trovato più impreparato (in ambito lavorativo) è stata proprio questa differenza di trattamento delle pareti in laterizio.

Sulle pareti in cartongesso invece la stuccatura per preparare le pareti alla pittura è sempre obbligatoria, sia che tu abiti al nord che al sud.

Una volta che le pareti sono pronte le operazioni subiscono un’accelerata notevole: viene passata una mano di fissativo e due o tre di pittura e il gioco è fatto (sia chiaro: a meno che tu non voglia finiture particolari).

Un’operazione che puoi fare solo in questa fase…il pavimento in legno!

Te ne ho già accennato parlando degli infissi nella fase 5: il pavimento in legno richiede condizioni di umidità stabile per evitare che si imbarchi e quindi che tutti gli infissi siano già stati installati.

Il pavimento in legno deve essere posato dopo che i pittori hanno realizzato le prime mani di stucco (se sono previste in casa tua naturalmente). Invece può essere posato indifferentemente prima o dopo la pittura, naturalmente avendo cura di incartarlo completamente in questo secondo caso.

Le ultime opere

Posati i pavimenti e finite le pitturazioni mancano gli ultimi lavori da fare prima che ti venga riconsegnata la tua casa ristrutturata. Solitamente si tratta di:

  • Installare i battiscopa;
  • Installare le porte interne;
  • Installare e avviare caldaie/unità esterne/etc. (l’installazione può avvenire anche nella fase precedente);
  • Montare le placchette dell’impianto elettrico;
  • Installare apparecchi illuminanti e montare i mobili (se previsto dal contratto).

E con questo in 6 fasi la tua casa è pronta!

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È
TUTTO QUI? LA SETTIMA FASE CHE LE IMPRESE VOGLIONO FARTI SALTARE…

Negli anni ho capito che la ristrutturazione è un gioco delle parti: ognuno ha un suo ruolo e ognuno cerca di trarre il massimo da quello che fa.

Per te il massimo è ottenere una casa che rispecchi le tue aspettative e i tuoi desideri, che ti lasci con l’effetto “wow” e che non ti dia problemi quando ci vai a vivere.

Per l’impresa è realizzare un lavoro in tempi rapidi, non
avere scocciature e passare immediatamente ad un’altra casa da ristrutturare.

Dover tornare, dopo aver ultimato i lavori, sul luogo del misfatto per risolvere eventuali problemi è una scocciatura che si evitano volentieri, anche perché tutto ciò ha un costo per loro e sono obbligati a farlo gratuitamente (almeno per i primi due anni).

Per questo motivo realizzano la ristrutturazione, ti consegnano la casa facendoti vedere quanto sia venuta bene, ti chiedono il saldo e saluti&baci: una volta finito di pagare, se hai dei problemi, in alcuni casi potrebbe essere difficile far valere i tuoi diritti.

Però tu hai un’arma per avere la certezza che l’impresa non ti abbandonerà con mille piccoli problemi da risolvere: ed è proprio il saldo.

Una volta conclusi i lavori tu devi fare un sopralluogo approfondito della casa, cercare tutti i difetti visibili ed evidenti e pretendere che siano sistemati dall’impresa immediatamente. Questa cosa devi farla:

  • Prima di effettuare il trasloco
  • Prima di pagare il saldo all’impresa

Altrimenti il risultato sarà che l’impresa ti rimanderà all’infinito per fare queste sistemazioni e tu, con tutti i mobili in casa, le renderai anche più difficoltosa questa fase.

Ti dico questa cosa perché non c’è ristrutturazione in cui
non abbia trovato qualche piccola cosa da sistemare a lavori ultimati. Alle
volte piccolezze, alle volte cose importanti.

Niente di cui preoccuparsi, è nella norma: una ristrutturazione è un lavoro grande e complesso e qualcosa può sempre sfuggire. Basta controllare e far sistemare.

Naturalmente in tutto ciò dovresti avere il tuo tecnico che
ti accompagna. Ha sicuramente l’occhio più allenato di te a trovare questi
difetti.

[Se invece hai deciso per una di quelle “ristrutturazioni chiavi in mano” con tecnico incluso allora mi spiace dirti che sono fatti tuoi: lì il tecnico che ti hanno affibbiato è un dipendente o collaboratore dell’impresa e quindi dirà sempre che è tutto “perfetto, bellissimo, meraviglioso”. In fondo da chi prende i soldi?]

Attenzione però: non si tratta di essere pignoli all’inverosimile. Si tratta di trovare difetti reali che potrebbero portare a dei problemi in futuro, o di trovare evidenti errori, estetici o tecnici, nella realizzazione di alcune opere.

Ad esempio in una ristrutturazione che ho seguito recentemente ho verificato che nel rivestimento del bagno un paraspigoli in ceramica non era fissato bene: sicuramente nel giro di qualche mese si sarebbe staccato diventando un problema non solo estetico ma anche di funzionalità. In quella parte (stiamo parlando di un bordo vasca) l’acqua si sarebbe potuta infilare tranquillamente creando in futuro chissà quali danni (fino ad arrivare al distacco delle altre piastrelle di rivestimento).

Uno dei più importanti architetti della storia, Mie van der Rohe, una volta disse “Dio è nei dettagli”, per sottolineare come la perfezione di un edificio si raggiunga grazie alle migliaia di particolari di cui è composto.

Casa tua potrà non essere perfetta ma la cura dei particolari la renderanno tale per te. Tu sei il primo a doverti preoccupare degli aspetti generali ma non devi tralasciare i dettagli della tua ristrutturazione.

Una ristrutturazione è fatta di aspetti generali e di aspetti di dettaglio. E la prima persona che deve preoccuparsene sei tu.

Tu li conosci? Certo, con l’articolo di oggi hai scoperto come verranno eseguiti i lavori in casa tua. Ma questo è solo un piccolo granello di una ristrutturazione…e nemmeno troppo importante per un committente.

Sono altri gli aspetti di cui devi dovresti preoccuparti realmente. Quelli che consentiranno alla tua ristrutturazione di essere come vuoi tu, di non farti sprecare soldi e di non subire fregature.

Ho scritto un manuale in cui ti spiego esattamente tutto questo. Lo trovi qui:

“Ristruttura la tua casa in sette passi”

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L’articolo Le 6 fasi del cantiere della tua ristrutturazione sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

24 Settembre 2019 / / Architettura

Ogni ristrutturazione è composta da due aspetti precisi e distinti: le scelte progettuali e tecniche da prendere, un processo da seguire per realizzarla.

Tutti i committenti si concentrano sul primo aspetto e ritengono che sia sufficiente occuparsi solo di quello, ma ignorano completamente il secondo aspetto, che invece è quello che realmente determina l’esito di una ristrutturazione.

Nell’articolo di oggi ti farò vedere tre errori in cui incappano tutti i committenti che ristrutturano senza conoscere il corretto processo da seguire.

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Se hai un ottimo progetto ma applichi un processo di ristrutturazione sbagliato dovrai affrontare infiniti problemi che porteranno i lavori a costare fino al doppio di quanto preventivato, essere eseguiti male e a volte a non vederne mai la fine.

Se applichi un corretto processo di ristrutturazione non correrai il rischio di avere un progetto sbagliato perchè tutto andrà esattamente come deve andare. L’unica possibilità che le cose vadano male sarebbe un sabotaggio della tua ristrutturazione da parte tua…

Perchè i committenti quasi mai prestano attenzione al processo?

I motivi sono tre:

  1. Non sono a conoscenza del fatto che esista un processo per ristrutturare;
  2. Immaginano che esista un processo ma non sanno dove trovarlo e quindi lasciano perdere;
  3. Credono di sapere perfettamente come si gestisce una ristrutturazione.

Il risultato però è sempre lo stesso: si avventurano nella ristrutturazione di casa propria con tanta buona volontà e nessuna esperienza, convinti di riuscire a domare un mostro che poi immancabilmente si rivela essere più grande delle loro capacità.

Se sei arrivato a leggere fino a qui e non hai chiuso questo articolo, a questo punto do per certo che tu sia più sveglio della maggior parte delle persone che si avventura quotidianamente in una ristrutturazione e quindi sei alla ricerca delle giuste informazioni per non sbagliare prima di tutto il processo da applicare.

Come per tutti i processi produttivi del mondo la prima cosa da fare è individuare, saper riconoscere e imparare ad evitare gli errori che potrebbero mandare a monte l’intero processo prima ancora di iniziarlo.

Quindi in questo articolo ti sbatterò in faccia i tre principali “errori di processo” della ristrutturazione.

Evitali e sarai già all’80% del tuo percorso.

ERRORE DI PROCESSO N°1: AFFIDATI DIRETTAMENTE ALL’IMPRESA

Affidare i lavori all'impresa: il primo errore di processo di una ristrutturazione

Questo è L’ERRORE.

È talmente tanto diffuso che oltre il 90% delle ristrutturazioni in Italia viene affidato direttamente alle imprese.

E puntualmente tutte queste ristrutturazioni sono causa di lamentele e contestazioni da parte dei committenti.

Molte persone mi scrivono mail o messaggi privati su facebook chiedendomi aiuto per risolvere i problemi che si trovano a dover affrontare per aver commesso questo errore. Ma puoi trovarli anche tra i commenti agli articoli del blog o ai post della mia pagina facebook.

Nei casi più gravi mi sono ritrovato a leggere richieste di questo tipo (mi scuserai se non faccio nomi, luoghi e ho addolcito un po’la pillola, si tratta di questioni molto delicate e confidenziali):

“Dovevo ristrutturare casa e ho chiamato l’impresa che mi ha suggerito mio cugino e che gli aveva già ristrutturato casa. Non abbiamo firmato nessun contratto ma ci siamo accordati sui lavori e sull’importo che mi ha scritto su un’offerta firmata da lui.

Ora però sono passati già 5 mesi, io gli ho pagato quasi tutti i lavori ma non ne ha fatti nemmeno un terzo e sono scomparsi…non riesco più a rintracciarli.

Sono disperato…cosa devo fare?”

C’è un’unica risposta possibile ad una situazione del genere: non puoi fare un ca***o. Sono stato abbastanza chiaro?

Chiaramente questi sono casi estremi, ma le cose che non possono andare bene commettendo questo errore sono innumerabili.

Perchè le cose finiscono sempre male quando ti affidi direttamente ad un’impresa? Perchè si tratta di un errore?

Non si tratta di motivazioni intuitive se non si conosce approfonditamente il settore delle ristrutturazioni. In fondo il ragionamento che fanno la maggior parte dei committenti di per sè è logico: “devo ristrutturare, a chi mi rivolgo? A chi dovrà eseguire i lavori di ristrutturazione!”. Se non conoscessi il settore lo farei anche io.

I motivi per cui rivolgersi direttamente ad un’impresa è un errore sono almeno tre:

  1. Le imprese, per prendere un lavoro, si ritrovano a fare offerte con un margine di utile (il loro guadagno) ridottissimo. Quindi il preventivo che ti fanno è falso e non sarà rispettato (o altrimenti falliscono…);
  2. Le imprese sono allergiche alla burocrazia (obbligatoria) legata ad una ristrutturazione. Devono già occuparsi della loro burocrazia (gli adempimenti per lavorare), quindi cercano in tutti i modi di farti evitare le pratiche edilizie (ulteriori costi e controlli);
  3. Nessuno controlla i lavori che fanno. Un controllore qualificato è necessario, ma non averlo significa maggiore libertà per le imprese di fare quello che vogliono.

Qui sopra hai letto le motivazioni per cui affidare i lavori direttamente all’impresa è un errore…ecco alcune conseguenze:

  • I lavori da realizzare sono scelti dall’impresa (esiste un progetto?);
  • La durata dei lavori è indefinita;
  • La ristrutturazione è abusiva;
  • Il costo dei lavori raddoppia o triplica;
  • Non viene data nessuna assistenza dopo i lavori.

L’argomento è complesso e articolato, qui lo abbiamo appena scalfito: ho scritto un articolo in cui ti spiego approfonditamente i motivi per cui affidare i lavori direttamente ad un’impresa è un errore. Lo puoi trovare qui: I motivi per cui in una ristrutturazione non dovresti mai chiamare l’impresa per prima (articolo che mi ha provocato anche aspre critiche, con messaggi privati che non riporto, da parte di alcuni impresari che si sono sentiti scottati).

Quindi rivolgerti direttamente ad un’impresa quando devi ristrutturare casa è un errore grave, di quelli da matita rossa.

Cosa puoi fare però in alternativa?

C’è solo una risposta: adottare l’unico processo corretto che esiste al mondo per la tua ristrutturazione.

  1. Assoldare un progettista
  2. Fargli fare un progetto a regola d’arte
  3. Chiedere più preventivi alle imprese sulla base del progetto
  4. Selezionare l’impresa che ti fa l’offerta migliore (non la più economica mi raccomando!)
  5. Stipulare un contratto di appalto dei lavori blindato

Come trovare il progettista? Da cosa deve essere formato un progetto a regola d’arte? Come individuare le imprese a cui chiedere i preventivi? Come chiedere i preventivi? Come selezionare l’impresa giusta? Come stipulare un contratto blindato?

Sono tutti aspetti che devi conoscere se vuoi garantirti una ristrutturazione serena, realizzata a regola d’arte, come piace a te e che rispetti i costi. E sono tutti aspetti che trovi spiegati dettagliatamente nel manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”.

ERRORE DI PROCESSO 2: INFISCHIATI DELLE PRATICHE EDILIZIE

Fregarsene delle pratiche edilizie per ristrutturare è un errore

Lo so: la burocrazia è sempre una scocciatura, ci ho a che fare tutti i giorni e sono il primo a dirlo.

E lo sono anche e soprattutto quando devi fare dei lavori dentro casa tua e ti chiedi “ma cosa gliene frega al Comune di quello che sto facendo?”.

Sai quanti clienti ho perso perchè sono stato irremovibile sulla necessità di fare le pratiche edilizie necessarie come Dio comanda?

In Italia c’è una cultura diffusa per cui, pur di risparmiare qualcosa, si possano evitare questi adempimenti perchè “tanto chi vuoi che se ne accorga?”.

E in questo atteggiamento, come abbiamo visto poco fa, ti viene incontro l’impresa (quella che hai contattato senza prima passare dal tecnico): se la burocrazia è una scocciatura per te figurati per loro!

Il fatto è che se loro in qualche modo possono essere giustificate nella cosa tu non lo sei affatto: se sorge qualche problema sono tutti ed esclusivamente tuoi! Le pratiche edilizie sono documenti che devi fare a nome tuo e non a nome loro.

Ti do una pessima notizia: quando ristrutturi casa sono sempre obbligatorie delle pratiche edilizie. Se hai voglia di sbattere un po’ la testa leggiti il dpr 380/2001, il testo unico sull’edilizia.

Ma, a parte quello che dice la legge, vuoi sapere quali sono i reali motivi per cui è un errore madornale non fare tutte le pratiche burocratiche necessarie quando ristrutturi? Eccoti i più evidenti:

  1. Se succede qualche incidente durante i lavori e non è tutto a posto chi ci finisce di mezzo sei tu (e stiamo parlando di responsabilità penali, non solo civili);
  2. Senza le dovute pratiche edilizie non puoi accedere alle detrazioni fiscali…bella fregatura no?
  3. In caso di verifiche sull’immobile per qualsiasi motivo se non è tutto in regola se ne accorgono! E sono multe salate…(negli ultimi anni sono sempre più frequenti le verifiche, con sopralluoghi, delle superfici ai fini delle tasse sui rifiuti);
  4. Se in futuro dovrai vendere casa sarà necessaria almeno una planimetria catastale corretta, ma (fortunatamente) nelle compravendite si stanno diffondendo sempre di più le richieste di relazioni sulla conformità globale dell’immobile…e la tua non lo sarebbe;
  5. In caso di successione tutti i problemi vengono scaricati sui tuoi figli. Ti faccio i miei migliori auguri per una vita lunga e in salute, ma vuoi lasciare la polpetta bollente a loro?

Chiaramente una pratica edilizia presuppone la presenza di un tecnico che abbia fatto un progetto e che lo abbia fatto, tra l’altro, rispettando tutti i parametri di igiene e salubrità imposti dai regolamenti comunali per gli ambienti residenziali. Vuoi vivere in una casa che ti garantisce condizioni di vita dignitose o no?

Se per te questi non sono motivi sufficienti per decidere di investire qualche soldo nella regolarità della tua ristrutturazione allora cosa ci stai a fare ancora su questo sito?

Anche in questo caso la soluzione è seguire l’unico processo corretto per ristrutturare. Cioè assoldare il famoso progettista di cui al punto 1 dell’elenco che ti ho messo al paragrafo precedente.

Questo tecnico, oltre a farti il progetto, avrà anche il compito di preparare:

  • Le pratiche edilizie comunali (solitamente CILA)
  • Tutte le comunicazioni necessarie agli enti
  • La variazione catastale
  • La segnalazione di agibilità (se necessaria)

D: “Tu conosci quali sono tutte le pratiche che deve presentare un progettista, dall’inizio alla fine, perchè la tua ristrutturazione sia totalmente in regola?”

R: “Deve saperle il progettista!”

Certo è la risposta giusta, ma tu devi sapere controllare che sia effettivamente tutto in regola. Ed è un’altra cosa che trovi nel manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”.

ERRORE 3: NON AFFIDARTI AD UN’UNICA IMPRESA

Chiamare più di un'impresa per la ristrutturazione: un errore da non commettere

Alla fine del primo errore ti ho messo una sintesi del processo che devi seguire per la tua ristrutturazione e hai visto come la scelta dell’impresa avviene solo alla fine.

Ora però è importante che tu capisca che nei tuoi lavori di ristrutturazione l’impresa con cui avrai a che fare deve essere una e una sola.

Sai perchè ci tengo a sottolineare questa cosa?

Ho avuto a che fare con molti clienti che, al momento di scegliere l’impresa a cui affidare i lavori, mi hanno detto cose del genere: “però gli impianti elettrici li facciamo fare a mio cugino che è elettricista e l’idraulico lo porto io che ce n’è uno che mi deve un favore…”

Ma come? Hai fatto tanto per evitare tutti i casini dati dal rivolgersi direttamente all’impresa e ora li vuoi tirare fuori da capo decidendo di affidare i lavori un po’a questo e un po’a quello? E per cosa poi? Per la speranza di risparmiare qualcosa?

Il gioco non vale mai la candela. Se all’apparenza ti potrà sembrare di risparmiare perchè riesci a raccogliere le offerte migliori per ogni lavorazione che viene fatta durante la tua ristrutturazione, la realtà è esattamente il contrario. Infatti vai incontro a due problemi certi:

  • Lavori eseguiti male
  • Costi nettamente maggiori

Ti racconto una situazione che ho osservato di persona perchè capitata ad un mio socio. Non si tratta di una ristrutturazione ma della costruzione di una villa…ma in questo caso non fa molta differenza.

Il committente decide di affidare le varie parti dei lavori da svolgere a diverse imprese. Quindi:

  • impresa A realizza le strutture
  • impresa B si occupa delle finiture edili
  • impresa C installa gli impianti elettrici
  • impresa D installa gli impianti di riscaldamento  pavimento (alimentati a gas)
  • impresa E installa gli impianti di raffrescamento (ti tipo elettrico)
  • impresa F insalla gli impianti di energie rinnovabili

6 imprese diverse in cantiere, tutte chiamate singolarmente dal committente, che non si erano mai viste prima e che soprattutto non avevano mai collaborato assieme. E naturalmente senza nessuno a gestirle se non il mio povero collega che lottava quotidianamente tra mille telefonate e furiosi litigi per fare in modo che i lavori procedessero (tutte cose che però non sono il compito di un direttore dei lavori…)

Per farla breve il risultato di questa scelta è stato che:

  1. Durante i lavori non c’era alcun tipo di coordinamento tra le varie imprese in quanto non era chiaro quale fosse l’impresa che dovesse gestire il tutto. Ciò ha portato a continua confusione e innumerevoli problemi sia di tempi che di qualità dell’esecuzione.
  2. Nessun impianto è stato realizzato in modo coordinato con l’altro. Cosa significa? Che il committente si è ritrovato con più impianti che fanno la stessa cosa (ad esempio l’impianto di riscaldamento a pavimento poteva essere usato anche per raffrescare), ci sono infiniti sprechi di energia, e per far funzionare il tutto hanno realizzato un vano tecnico di controllo degno di uno shuttle.

Cosa ti insegna questo esempio? Due cose:

  • Tutto, ed in particolare gli impianti, deve essere sempre progettati PRIMA. Sicuramente il tuo appartamento non avrà le stesse necessità di una villa di 400mq, ma senza un progetto unitario e coerente rischi di sprecare soldi in lavori sbagliati e inutili;
  • Ma soprattutto che devi affidare i lavori ad un’unica impresa.

I motivi per cui i lavori devono essere affidati ad un’unica impresa sono veramente tanti ma possono essere riassunti in un’unica cosa: è l’unico scelta che ti garantisce una perfetta coordinazione di tutte le fasi dei lavori.

Le imprese di ristrutturazione non hanno mai in organico tutti gli artigiani che servono per una ristrutturazione: solitamente hanno operai edili e subappaltano tutti gli altri lavori (solitamente gli impianti). Però lavorano sempre con gli stessi artigiani, con cui hanno un rapporto duraturo e con cui sanno come coordinarsi. I lavori vengono svolti tra squadre di operai che si conoscono e che sono abituate a lavorare insieme. E sarà chiaro chi comanda in cantiere (l’impresa a cui tu hai affidato i lavori) e chi decide quando deve andare una determinata squadra (sempre l’impresa a cui hai affidato i lavori).

I lavori di ristrutturazione non procedono a compartimenti stagni: prima i muratori fanno tutti i loro lavori, poi arrivano gli idraulici e fanno gli impianti di riscaldamento e del bagno, poi arriva l’elettricista e ti fa l’impianto. Non è assolutamente così.

Tutti questi professionisti devono lavorare contemporaneamente e in più fasi all’interno del cantiere dei lavori di ristrutturazione e per ottenere un risultato certo e in tempi brevi è necessaria una perfetta coordinazione e un certo grado di conoscenza tra gli operai che lavorano insieme.

Sicuramente il preventivo complessivo dell’impresa sarà superiore rispetto alla somma di quelli spacchettati dei vari artigiani ma sei sicuro che anche il costo finale sarà ancora più alto?

I maggiori tempi per realizzare i lavori, gli inevitabili problemi da risolvere, lo spreco di materiali…sono tutte cose che pagherai caro con un aumento inaspettato dei costi.

Se chiami un’impresa edile per i lavori in muratura e poi tuo cugino Franco per gli impianti elettrici e tuo cognato Pasquale per gli impianti idrici ti assicuro che non risparmirai e avrai un risultato peggiore che affidandoti ad una sola impresa.

3 ERRORI EVITATI E HAI RISOLTO TUTTI I TUOI PROBLEMI?

Conoscere gli errori di una ristrutturazione è la soluzione?

Nell’articolo di oggi ti ho svelato qualcosa che sono sicuro nessuno ti aveva mai detto: ogni ristrutturazione ha due anime ben precise e distinte, il progetto e il processo.

Il progetto riguarda tutte le scelte distributive, di materiali e tecnologiche che è necessario compiere prima di una ristrutturazione.

Il processo è il meccanismo che accompagna tutta la tua ristrutturazione, prima durante e dopo il progetto. Il processo si applica a partire dall’idea di progettare a dopo che l’ultimo operaio se n’è andato di casa.

Io sono un progettista e per me il progetto è fondamentale: progettare è l’essenza del mio lavoro e difenderò sempre la sua centralità nella ristrutturazione.

Tu sei il committente e devi pensare al tuo interesse personale: il processo per te deve avere la precedenza sul progetto. Se applichi il processo giusto il progetto perfetto verrà di conseguenza.

Qui hai potuto leggere tre enormi errori di processo, di quelli che possono minare dalle fondamenta le possibilità di riuscita della tua ristrutturazione.

Il giusto processo di per sè è abbastanza semplice, ti ho elencato le principali fasi di cui è composto in questo e in altri articoli. La vera difficoltà è sapere come metterlo in pratica: ci sono tante cose che devi conoscere e non troverai nessuno che te le spiega.

Una volta capito di dover applicare un processo alla tua ristrutturazione e dopo aver individuato gli esatti passaggi che lo compongono, potresti sentirti abbandonato. Non sarà il tuo progettista a spiegartelo, non sarà di certo l’impresa a farlo.

Ho scritto il manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi” proprio con questo scopo: accompagnarti lungo tutto il processo di ristrutturazione, spiegare i meccanismi e le azioni da compiere, fornire le risposte a tutti i dubbi che naturalmente nascono e a cui è difficile trovare risposta.

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L’articolo 3 letali errori di processo che devi evitare nella tua ristrutturazione. sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

20 Settembre 2019 / / Architettura

Scopri i costi reali e le differenze a seconda del tipo di finitura che sceglierai.

Quasi sempre un committente che ristruttura casa, quando si parla di pavimenti e rivestimenti, si concentra solo sul costo dei materiali, ma spesso è del tutto ignaro che una grossa fetta della somma che spenderà va a finire nella posa in opera.

Ci sono casi, poi non così rari, in cui quest’ultima ti costerà addirittura di più della fornitura dei materiali. E questa cosa lascia spesso perplessi se non arrabbiati i committenti.

In questo articolo scoprirai quali sono i reali costi di posa in opera di pavimenti e rivestimenti di due dei materiali più diffusi: piastrelle e legno.

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Questo articolo nasce perchè recentemente mi sono imbattuto in una guida, pubblicata da un noto portale sulla ristrutturazione, in cui si parlava proprio di costi per la posa in opera dei pavimenti.

E leggendo quanto c’era scritto ho provato un senso di profondo disagio: erano stati scritti valori totalmente inventati e inverosimili, sia in eccesso che in difetto, il cui unico effetto era di sviare i lettori.

Il motivo di imprecisioni così grossolane è che dietro a tutti questi portali si nascondono esperti di ristrutturazione autonominati, che in realtà ne sanno meno della sciùra Maria e che non ne hanno mai realizzata manco mezza.

Queste persone raccattano informazioni qua e là in rete, spesso prese da fonti meno attendibili di loro, le impacchettano alla bene e meglio con una grafica accattivante, et voilà: il nuovo articolo è servito!

Il problema non sono tanto i contenuti che ti danno, ma il fatto che nei loro lettori alterano totalmente la percezione dei reali valori di mercato, dando alternativamente adito a false speranze di risparmiare o infondati timori di spendere troppo. E chiaramente non mi riferisco solo ai costi di posa in opera delle piastrelle, ma in generale ai prezzi di ristrutturazione…

Uno degli scopi di questo sito è portare un po’ di chiarezza in tutta l’informazione legata alla ristrutturazione rivolta ai committenti. Quindi nell’articolo di oggi oggi leggerai informazioni reali sulla posa in opera, fornite da chi calpesta cantieri di ristrutturazione ogni giorno.

CAPIRE IL COSTO DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI

valore piastrellista e piastrelle

Te l’ho già anticipato in premessa: il costo di una pavimentazione o di un rivestimento di parete è formato da due voci, la fornitura del materiale e la sua posa in opera.

In questo articolo parleremo solo della posa in opera. La fornitura è un argomento che non affronteremo, però se vuoi qualche informazione in merito ho scritto due articoli approfonditi sulle piastrelle (principalmente il gres porcellanato) e il legno, in cui trovi qualche accenno anche ai costi. Puoi trovarli qui:

E ti svelo una cosa che nessun altro ti dice mai: esiste un terzo costo che probabilmente dovrai sostenere per la realizzazione di un nuovo pavimento in casa tua. Quello della preparazione del supporto, cioè del piano su cui verrà posato il rivestimento scelto (pavimento o parete).

Ad esempio, prima di posare un nuovo pavimento, dovrai valutare se posizionarlo sopra il pavimento esistente (scelta quasi sempre sbagliata) oppure se rimuovere il pavimento esistente, compreso il massetto sottostante, e poi installare il nuovo pavimento (scelta quasi sempre corretta).

Ma queste sono valutazioni che vanno fatte caso per caso e tra l’altro prestando massima attenzione alla scelta di materiali compatibili (quindi non solo le piastrelle o il legno, ma anche le colle, i massetti, etc.). Per non sbagliare questa fase, dovrai rivolgerti e pagare un progettista (e mi raccomando: non chiedere all’impresa edile, che solitamente fa in modo solo di accontentare le tue richieste senza spiegarti vantaggi, svantaggi e reali problematiche delle varie soluzioni).

Tornando di corsa all’argomento centrale di questo articolo, la posa in opera di pavimenti e rivestimenti viene calcolata in euro per metro quadro da rivestire (€/mq). A questo punto potresti pensare che l’argomento sia banale: basta moltiplicare la superficie per un prezzo-tipo ed il gioco è fatto. Ma in realtà non è così.

Infatti non solo ci sono costi differenti per le due tipologie di materiali di cui parliamo in questo articolo (piastrelle e legno) ma anche all’interno dei materiali ci sono ulteriori distinzioni da fare, che portano a escursioni significative nei costi di posa in opera e che potrebbero influenzare significativamente la scelta sia del materiale che dei formati.

Te l’ho già detto: ci sono dei casi in cui la posa in opera potrebbe costare più della fornitura del materiale.

I COSTI DELLA POSA IN OPERA DI PIASTRELLE IN CERAMICA E IN GRES
PORCELLANATO

costo della posa in opera

Sebbene ne abbia parlato ampiamente nell’articolo sul gres porcellanato che ti ho linkato sopra, facciamo comunque alcune precisazioni tecniche in merito alle piastrelle in quanto incidono in modo diretto sul costo di posa in opera.

Quando parliamo di piastrelle intendiamo quelle classiche in
ceramica (monocotture o bicotture) oppure quelle ormai molto più diffuse in
gres porcellanato.

I costi di posa in opera non variano significativamente per il materiale scelto, ma principalmente per le dimensioni della piastrella: più è grande più costa la posa in opera.

Inoltre devi considerare che se ti rivolgi direttamente ad un piastrellista avrai un costo, se invece la posa in opera te la realizzano l’impresa a cui hai appaltato tutta la ristrutturazione (che è la soluzione che devi percorrere) avrai un costo differente, leggermente maggiore, dovuto al fatto che spesso le imprese edili non hanno piastrellisti nel loro organico e quindi devono subappaltare tale lavorazione e ci caricano un minimo di utile.

Ti sconsiglio caldamente, nel caso in cui tu stia ristrutturando casa, di chiamare tu il piastrellista, ma affidati a quello dell’impresa anche se ti ritroverai a pagare qualche euro in più.

I motivi per cui devi evitare di chiamarti un piastrellista a parte sono svariati, ti cito i due principali:

  • Dovrai occuparti tu di coordinare tutte le maestranze (impresa edile e piastrellista) e potresti ritrovarti con ritardi importanti;
  • Nel caso di problematiche dopo la posa in opera ci sarà un continuo rimpallarsi di responsabilità tra piastrellista e impresa, mentre con un unico referente le responsabilità saranno sempre chiare (e cioè dell’impresa).

Ricordati che quando ristrutturi non devi mai pensare ai soli benefici immediati, ma anche e soprattutto a quelli a lungo termine.

Un’altra cosa: quando ti viene consegnata l’offerta per la posa delle piastrelle verifica attentamente che siano presenti nel prezzo, oltre alla manodopera, la colla e lo stucco per le fughe. Non è raro che queste due forniture, che comunque non hanno una grossa incidenza, vengano messe come costi a parte. Personalmente non la considero una pratica corretta perché tali materiali fanno parte integrante della posa, però mi è capitato più di una volta.

Posa in opera di piastrelle di formato standard

Quando parliamo di piastrelle di formato standard intendiamo quelle che vanno dalla dimensione di circa 10x10cm fino a 60x60cm.

Mi ricordo che fino a qualche anno le piastrelle 30x30cm erano considerate il formato standard di dimensioni maggiori e già quelle 60x60cm erano considerate fuori formato.

Ciò significava che la posa in opera di piastrelle di queste dimensioni ti costava di più.

Ma ormai da alcuni anni la situazione si è evoluta e quello che una volta era grande formato si è diffuso capillarmente diventando lo standard e abbattendo i costi di posa in opera.

Per questi formati generalmente ti verrà chiesto un prezzo che può variare da 25€/mq a 35€/mq.

Diffida da chi ti chiede molto di meno perché non sarà in
grado di fare un lavoro a regola d’arte.

Posa in opera di piastrelle di grande formato

Per piastrelle di grande formato ormai si intendono quelle che vanno da 80x80cm fino ad arrivare a piastrelle che raggiungono i 3 metri di lunghezza.

Avere piastrelle grandi in casa, magari rettificate con pochissima fuga (per capire di cosa ti sto parlando vai sempre all’articolo sul gres porcellanato), rende visivamente gli ambienti molti più grandi.

Sicuramente è un effetto bellissimo ma i costi di posa in opera aumentano (parallelamente a quelli di fornitura).

Se da un lato puoi pensare che la posa potrebbe essere più veloce perchè ci siano meno piastrelle da posare, la realtà è che si tratta di un lavoro molto più complesso, anche solo per movimentare lastre di tale dimensione, per cui è richiesta una maggiore precisione e quindi maggiore competenza. E anche più tempo.

E soprattutto più aumenta la dimensione della piastrella più il costo deve essere valutato caso per caso. Infatti posare una piastrella da 3m in un salone di 50mq è diverso che farlo in una cucina di 10mq…

Per cercare di darti un riferimento realistico sui costi, per piastrelle di dimensioni da 90x90cm fino a 120x120cm (ormai molto diffuse) la posa in opera vale da 35€/mq fino a 50€/mq.

Ti assicuro che per formati molto grandi i soli costi di posa in opera possono arrivare a superare i 100€/mq.

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Altri aspetti che incidono sul costo di posa in opera delle piastrelle in
gres porcellanato o in ceramica

Quelli che hai appena letto sono i prezzi medi che le imprese chiedono per la posa in opera delle piastrelle. Ho messo un range di prezzi che li rende validi per tutta Italia (naturalmente escludendo gli estremi: ci saranno casi in cui la posa costa un po’meno e casi in cui costa un po’di più).

Però ci sono altri fattori che potrebbero incidere (anche se solitamente in modo marginale) sul costo della posa in opera. Ho individuato i tre principali:

  1. Posa in opera verticale (rivestimento pareti);
  2. Spessore della piastrella;
  3. Posa senza fuga.

Sono tutti fattori che aumentano il costo della posa in
opera. Vediamone i motivi.

Posa in opera verticale

L’aumento dei costi per la posa in verticale non è dovuto tanto ad una maggiore difficoltà della posa stessa, che oggettivamente non c’è, sempre ad eccezione di formati molto grandi.

L’aumento dei costi è dovuto a come vengono trattati gli spigoli quando vanno rivestiti gli angoli esterni, cioè quelli che si formano se devi rivestire un pilastro per capirci.

In questo caso le soluzioni sono due:

  1. Si fa un taglio a 45° sul bordo della piastrella
    e si fanno coincidere gli angoli;
  2. Si utilizzano dei profili specifici (detti
    angolari) che possono essere in metallo, pvc o nella piastrella stessa (molto
    utilizzato nelle bicotture).

Il taglio a 45° (taglio jolly), che sicuramente ha un valore estetico maggiore, non può però essere realizzato su tutte le piastrelle: solo il gres porcellanato è abbastanza duro da garantire di non spezzarsi (quasi mai) quando viene effettuato (e quindi non produrre montagne di sfrido). Infatti per eseguirlo si usano speciali punte diamantate che su piastrelle delicate come monocotture e bicotture portano sempre a rottura.

In questo caso i costi maggiori al metro quadro che
potrebbero esserti comunicati dall’impresa sono dovuti principalmente a questo
fattore.

I profili angolari (profili jolly) invece sono probabilmente esteticamente meno belli ma sicuramente più pratici. E sono adatti a tutti i tipi di piastrelle.

In questo caso la posa in opera non comporta costi maggiori, però il costo dei profili jolly verrà sostenuto a parte e dovrai comunicare al fornitore delle piastrelle quale tipologia di profilo ti serve e quanti metri lineari te ne occorrono (non metri quadri, metri lineari!).

Spessore della piastrella

Più è spessa la piastrella più è stabile, quindi la posa
viene facilitata.

Però negli ultimi anni si sono diffuse piastrelle molto
sottili, fino a mezzo centimetro (ci sarebbero anche quelle da 3mm ma stanno
uscendo di produzione).

Queste piastrelle, dato il basso spessore, hanno la tendenza ad imbarcarsi leggermente verso il centro. Ciò comporta la necessità di porre maggiore attenzione nella posa in opera proprio per fare in modo che questa leggera gobba scompaia.

Da qui dei costi leggermente superiori che potrebbero
esserti applicati se fai installare piastrelle di questo tipo.

Posa senza fuga

Altra tipologia di piastrelle sempre più diffusa sono quelle
dette rettificate, che consentono la cosiddetta posa senza fuga.

In realtà non esiste la posa senza fuga, una fuga minima di 1,5-2mm deve essere sempre garantita per questioni di dilatazione dei materiali. Però se consideri che in passato si mettevano fughe che potevano tranquillamente superare il mezzo centimetro di spessore, capirai che l’effetto è notevolmente migliore (soprattutto se abbini il colore della fuga alla piastrella).

Però questa cosa ha un costo: infatti la posa senza fuga
richiede un’ulteriore attenzione e manualità per far coincidere perfettamente
gli spigoli delle piastrelle, cosa che non è assolutamente semplice.

IL COSTO DI POSA IN OPERA DEI PAVIMENTI IN LEGNO

Costo posa in opera pavimento in legno

Se finora abbiamo parlato di piastrellista, quando si parla di legno hai bisogno di un’altra figura specifica: il parquettista (in alcune regioni chiamato palquettista).

Il legno è un materiale particolare, molto più delicato delle piastrelle soprattutto nella fase di posa in opera. Ci sono molti elementi a cui porre attenzione nella posa in opera del parquet:

  • Il tasso di umidità del massetto
  • La perfetta planarità e pulizia del massetto
  • Gli ambienti devono essere chiusi (mai posare il parquet prima degli infissi!)
  • Il legno deve essere sufficientemente acclimatato
  • ….

Inoltre la metodologia di posa deve essere adatta non solo al sottofondo presente (il massetto) ma anche alla tipologia di legno scelto (massello, prefinito, laminato).

Ti rimando ancora all’articolo sul pavimento in legno per scoprire tutti questi aspetti della posa in opera del parquet. Qui però ora occupiamoci dei costi.

Nonostante quello che abbiamo scritto qui sopra non è detto che la posa in opera di un pavimento in legno ti costi di più della posa in opera di un pavimento in gres porcellanato.

Ma anche in questo caso dobbiamo fare una distinzione che riguarda non tanto lo schema di posa che hai scelto (su quella incidono di più i costi di fornitura che di posa in opera), quanto la tipologia di materiale scelto e la tipologia di posa.

In particolare possiamo fare questa distinzione:

  • Pavimento in legno massello
  • Pavimento in legno prefinito
  • Pavimento in laminato

Le tipologie di posa praticate ormai sono solo due: incollato e flottante. La prima è obbligatoria per il massello e consigliata per il prefinito; la seconda è utilizzata praticamente sempre per il laminato e in alcuni casi per il prefinito (ma per questo tipo pavimento te la sconsiglio…).

Costo della posa in opera di pavimento in legno massello

Il pavimento in legno massello è formato da listelli (o tavole) ricavate da un unico blocco di legno: ogni tavola è un unico pezzo di legno.

Il costo di posa in opera di questa tipologia di pavimento è quello maggiore tra i tre perché il materiale arriva grezzo in cantiere e dopo la posa deve essere levigato e verniciato.

Le fasi di posa sono sostanzialmente quattro:

  • Preparazione del sottofondo
  • Incollaggio del pavimento secondo lo schema
    scelto
  • Levigatura del pavimento
  • Verniciatura protettiva (a vernice, olio o cera)

Costo complessivo della sola posa in opera? Tra i 40 e i 60 €/mq. Minimo.

Costo posa in opera di pavimento in legno prefinito

La differenza rispetto al precedente è che si tratta di liste o tavole formate da più strati di legno (due o tre a seconda dei formati) in cui i supporti (le parti inferiori) sono solitamente in betulla mentre l’ultimo strato, di pochi millimetri (da 4 a 6 mm), è in legno nobile nell’essenza che hai scelto. Ed è già finito con la finitura definitiva.

In sostanza dopo aver posato un pavimento prefinito non devi farci più nulla.

Le fasi di posa quindi si riducono a due:

  • Preparazione del sottofondo
  • Incollaggio del pavimento secondo lo schema
    scelto

Di conseguenza anche i costi di posa diminuiscono in modo sensibile. Solitamente sono compresi tra 18 e 30 €/mq.

Costo della posa in opera di un pavimento in laminato

Chiariamo subito un aspetto: il pavimento in laminato non è un pavimento in legno.

Le tavole di laminato sono composte da un sottostrato di fibra di legno e da uno strato di finitura di tipo plastico stampato con i motivi dell’essenza di legno scelta.

Gli effetti sono molto simili al legno vero, anche se la
differenza è comunque evidente (non credere a chi ti dice il contrario…).

Il pregio principale di questo materiale è la sua leggerezza
(motivo per cui è adatto alla posa “flottante” su vecchi pavimenti) mentre il
suo principale difetto è che teme l’umidità, più del legno normale.

La posa flottante è sicuramente quella più rapida e si
compone di due o tre fasi:

  • Eventuale preparazione del sottofondo
  • Stesa di pannello isolante sottile
  • Posa del laminato ad incastro

Niente colla per la posa flottante: le tavole vengono semplicemente appoggiate sul pannello isolante e incastrate tra di loro. Per questo motivo il costo si abbassa notevolmente, nonostante la necessità di inserire dei fogli isolanti che servono a separare il laminato dal pavimento sottostante (principalmente per evitare problemi legati all’umidità) e a livellare il sottofondo se ce ne fosse bisogno.

Il costo della posa in opera del laminato con questa tecnica è varia tra i 10 e i 15 €/mq.

QUANTO TI COSTA RIFARE IL PAVIMENTO DI CASA?

Abbiamo visto i reali costi di posa in opera (non quelli inventati che puoi trovare in rete), ti ho rimandato ad alcuni articoli per il costo di fornitura, cerchiamo ora di fare il punto della situazione vedendo alcuni esempi di costo complessivo di rifacimento del pavimento di casa

Rifare un pavimento con piastrelle di gres porcellanato, compreso di
rimozione del pavimento esistente

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con
    smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento (fino 60x60cm) ->
    20-40 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 25-35 €/mq

Totale: 75-115 €/mq

Questo per piastrelle di dimensioni standard, con piastrelle di maggiori dimensioni i costi aumentano come abbiamo già visto.

Ti sconsiglio, per questioni di sicurezza statica del tuo
immobile, di sovrapporre pavimenti in ceramica o gres a pavimenti esistenti.
Infatti tali piastrelle sono molto pesanti ed andresti ad aggiungere carichi
importati su un solaio esistente senza sapere quanto effettivamente sia in
grado di supportare tale solaio. Se decidi di farlo opta per piastrelle sottili
(quelle da 5mm massimo) e fatti consigliare da un tecnico esperto.

Rifare un pavimento con legno massello

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento -> 35-100 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 40-60 €/mq

Totale: 105-200 €/mq

(NB: il costo massimo è indicativo, i legni possono costare anche molto di più!)

Rifare un pavimento con prefinito

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento -> 40-110 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 18-25 €/mq

Totale: 88 – 175 €/mq

(NB: sui costi massimi del pavimento vale la stessa riflessione fatta poco sopra, i legni possono costare anche molto di più!)

Rifare un pavimento con laminato

  • Fornitura del pavimento -> 15-50 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 10-15 €/mq

Totale: 25-65 €/mq

In questo terzo caso ho considerato una posa flottante, che è l’unica corretta per il laminato, e sovrapposta al pavimento esistente, quindi non ci sono costi di demolizione e smaltimento. Se tu decidessi di rifare il pavimento smantellando il vecchio pavimento, rifacendo i massetti e poi ci mettessi sopra un laminato flottante cercherei di farti desistere…sarebbero soldi sprecati!

CAMBIARE IL PAVIMENTO…SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIALI E POSA?

In questo articolo ti ho parlato dei costi per posare un
nuovo pavimento.

E abbiamo anche avuto modo di capire che per dare un lavoro finito non si tratta solo di pensare ai costi per posare il pavimento e per fornire le piastrelle: ci sono altri costi da sostenere che possono essere obbligatori o meno a seconda della situazione del tuo pavimento esistente e del tipo di intervento che vuoi fare.

Fare un nuovo massetto non è una cosa banale, deve essere attentamente studiato in base al tipo di pavimento che verrà posato. E devi fare attenzione a chi ti rivolgi per ottenere indicazioni su come procedere.

Ad esempio poco tempo fa mi è capitato di rifare totalmente
il massetto di un appartamento molto grande (oltre 150 mq) per far posare un
parquet in legno.

In base a precise valutazioni avevo scelto un determinato tipo di massetto, diverso da quelli usati solitamente, perché era l’unico che rispondeva a tutte le caratteristiche che il luogo mi richiedeva.

Mi ricordo che una mattina arrivano gli operai dell’impresa per fare il massetto e mi dicono:

“Architetto perché stiamo facendo questo tipo di massetto? Io avrei fatto un massetto alleggerito di base e sopra ci avrei messo un massetto cementizio per posare il pavimento”

Aveva ragione: quella che mi aveva proposta sarebbe stata la soluzione ottimale. Avrei alleggerito i carichi sul pavimento e avrei ottenuto un isolamento maggiore dal piano sottostante (il massetto alleggerito è anche isolante).

Ma era totalmente sbagliata per il caso specifico.

Mancavano le condizioni tecniche per realizzare un intervento del genere: il massetto a due strati richiede spessori importanti (almeno 10 cm: 6 di alleggerito + 4 di cementizio) che io non avevo, e inoltre il massetto cementizio richiede sempre, da schede tecniche, l’introduzione di una rete elettrosaldata al suo interno per evitare lesioni.

Io mi trovavo nella situazione in cui, in alcuni punti, avevo circa 3 cm di spessore (e in altri arrivavo ad 8cm): non potevo certo usare la soluzione che mi prospettava l’impresa!

Prima di iniziare i lavori, in fase di progettazione, ho
studiato le schede tecniche di vari prodotti per massetti e ho trovato quello
perfetto per il mio caso: un massetto all’anidrite che andava bene per spessori
da 3cm a 8,5cm. Senza la necessità di inserire rete elettrosaldata.

[Tra l’altro lo sai che spesso le imprese, nonostante sia prescritto dalle schede tecniche, non inseriscono la rete elettrosaldata nei massetti cementizi?]

Se il mio cliente si fosse fidato dell’impresa e non del suo tecnico avrebbe avuto un bel problema da risolvere!

Ma credi che sia tutto qui?

  • Tu sai se per sostituire un pavimento devi fare
    una pratica edilizia?
  • Sai se puoi usufruire delle detrazioni fiscali?
  • Sai come capire quale sia la soluzione adatta al
    tuo caso?

Questi sono problemi che devi porti sia che tu debba sostituire solo il pavimento, sia (anzi a maggior ragione) se la sostituzione del pavimento è solo una piccola parte di una ristrutturazione più ampia.

Per trovare delle risposte sicure a questa e alle altre domande che affliggono quotidianamente i committenti scarica il mio report e iscriviti alla mia newsletter cliccando il banner che trovi qui sotto.

Alla tua ristrutturazione!

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L’articolo Quanto costa la posa in opera di pavimenti e rivestimenti? sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

13 Settembre 2019 / / Architettura

Perché ristrutturare casa non è solo preoccuparsi di imprese da contattare, lavori da eseguire e burocrazia da rispettare, ma anche mobili da spostare e un tetto da trovare durante i lavori…

Ristrutturare casa è una vera e propria impresa che ti obbliga ad acquisire competenze in molti campi che non avresti mai pensato: burocratici (le pratiche edilizie, le detrazioni fiscali, etc.), tecnici (la distribuzione degli spazi, gli impianti, le finiture, etc.), organizzative (l’impresa, gli artigiani), economiche (il controllo dei costi, la contabilità).

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Naturalmente per fare in modo che tutto ciò scorra come un ingranaggio perfetto dovrai rivolgerti a dei professionisti (progettisti e impresari edili).

Ci sono però alcuni aspetti pratici per cui dovrai per forza sbrigartela da solo. Ma per i quali non sei oggettivamente preparato.

E difficilmente troverai un aiuto a risolverli tra i professionisti di cui ti sei circondato.

E ti troverai completamente solo, senza uno straccio aiuto, a risolvere questi problemi.

  • Posso lasciare i mobili in casa durante la ristrutturazione?
  • Posso abitare in casa durante la ristrutturazione?
  • Quanto durerà la ristrutturazione?
  • Quando potrò fare il trasloco?

Nell’articolo di oggi risponderemo a queste quattro domande, essenziali per organizzare al meglio la tua ristrutturazione.

Sono o no domande che ti stai ponendo anche tu in vista della tua ristrutturazione?

Ecco le risposte.

POSSO LASCIARE I MOBILI IN CASA DURANTE LA RISTRUTTURAZIONE?

deposito mobili

È vero che spesso le ristrutturazioni sono una ghiotta occasione per cambiare i mobili di casa: avere finalmente una scusa valida per disfarsi di vecchi arredi con decine di anni sulle spalle, ormai rovinati e vecchi e che non si adatteranno mai alla perfezione alla nuova casa è spesso troppo appetitoso.

Però è anche vero che spesso si vuole recuperare almeno una parte del vecchio arredo (come anche che non si vuole cambiare alcun mobile…)

A prescindere da quale sia il tuo caso, quando ristrutturi la casa in cui vivi e vuoi continuare ad usare almeno parte dei mobili devi porti il problema:

“ Che fine faranno questi mobili durante i lavori di ristrutturazione?”

Per esperienza personale posso garantirti che la naturale conseguenza di questa domanda è chiedere al tecnico o all’impresa:

“Posso lasciare i mobili in casa?”

La risposta che do io ai miei clienti è….dipende.

O meglio: la risposta corretta è che devi assolutamente sgombrare tutte le zone della casa dove sono previsti lavori di ristrutturazione da qualsiasi mobile.

Ma non tutte le ristrutturazioni sono uguali quindi…dipende.

Se la tua ristrutturazione riguarda solo alcuni ambienti della casa puoi decidere di ammassare tutti i mobili nelle stanze in cui non farai nessun lavoro.

L’importante è che tutti i luoghi dove dovranno lavorare gli operai e in cui dovranno transitare siano completamente sgombri.

Fai attenzione: anche quelli dove dovranno transitare…quindi se per arrivare al bagno che vuoi ristrutturare gli operai devono passare attraverso un corridoio in cui non eseguirai alcun lavoro, il corridoio deve essere sgombro. Se per buttare le macerie devono arrivare al terrazzo passando attraverso una stanza che non devi ristrutturare, la stanza deve essere sgombra.

E non pensare che basta proteggere i mobili perché sia tutto a posto. Il materiale che entra ed esce dal tuo cantiere spesso è voluminoso e pesante, spostarlo è problematico e nessuno può garantirti che niente vada a finire contro i mobili, anche se sono protetti.

Certo, quella di proteggere i mobili senza spostarli è una strada che puoi percorrere, ma a tuo rischio e pericolo…e se poi succede qualcosa non lamentarti.

Riassumendo: in caso di ristrutturazioni parziali, tutti gli ambienti in cui lavoreranno o passeranno gli operai devono essere completamente sgombri da qualsiasi mobile. E le stanze in cui eventualmente deciderai di ammassare i mobili dovranno essere totalmente escluse dai lavori e chiuse. A chiave.

Ci tengo a sottolinearti a chiave perché mi è capitato
spesso di committenti che hanno accusato l’impresa di oggetti spariti. E ti
assicuro che nella quasi totalità dei casi gli operai non avevano preso proprio
nulla…semplicemente i committenti si erano scordati dove avevano messo quegli
oggetti.

Quindi il fatto che le stanze che trasformerai in deposito per i mobili siano chiuse a chiave serve sia a te per stare tranquillo che all’impresa per poter lavorare più serenamente.

E mi spiace darti una brutta notizia: per quante precauzioni
prenderai per fare in modo che non entri polvere dentro queste stanze…la
polvere entrerà e alla fine ti ritroverai con i mobili completamente sporchi.
Anche se li hai coperti con teli di nylon (la povere ha la capacità di passare
dappertutto…incredibile).

Invece, nel caso in cui tu stia ristrutturando integralmente la casa…valgono gli stessi principi!

Quindi la sostanza è che non ci devono essere mobili in casa.

Lo so che questa può sembrare una banalità…ma ci tengo a sottolineare questa cosa perché mi è capitato che qualche committente proponga di ristrutturare la casa a pezzi spostando i mobili da una stanza all’altra man mano che i lavori vengono completati.

Non ci pensare minimamente: una cosa del genere è
impossibile.

Ti ritroveresti ad avere:

  • Lavori eseguiti male
  • Costi aumentati
  • Tempi dilatati all’inverosimile
  • Mobili rovinati

La ristrutturazione completa di una casa è un processo globale che deve essere coordinato nel suo complesso e deve proseguire in modo unitario.

E dove li metto i mobili durante i lavori?

Naturalmente se devi sgombrare casa dovrai risolvere questo problema.

A meno che tu non sia abbastanza fortunato da avere qualche parente o amico che possa fornirti un appoggio temporaneo, le risposte sono sostanzialmente due:

  1. Chiedi all’impresa che ti farà i lavori se ha un magazzino dove può depositare i tuoi mobili durante i lavori;
  2. Affitta un deposito temporaneo, ne stanno sorgendo sempre di più, per il tempo necessario ai lavori.

Personalmente tenderei ad evitare la prima ipotesi, anche se sicuramente più economica, perché probabilmente il deposito dell’impresa è comunque un posto di passaggio (non ci terrà solo i tuoi mobili ma anche i materiali da costruzione) e quindi non sarai mai del tutto sicuro che siano realmente protetti e non potrai controllarli a tuo piacimento.

La seconda ipotesi invece è quella più sicura per te e i tuoi mobili in quanto solitamente questi depositi sono personali e chiusi a chiave (hai uno spazio a cui puoi accedere solo tu).

Chiaramente per spostare i tuoi mobili in un magazzino (o in qualsiasi altra parte fuori da casa tua) dovrai organizzare un vero e proprio trasloco.

O chiedi all’impresa a cui affiderai i lavori che se ne occupi, oppure ti rivolgi ad una ditta di traslochi.

L’unica cosa che devi sapere è che, se possiedi una casa in un condomino che affaccia direttamente su una strada pubblica, dovrai pagare un’occupazione di suolo pubblico temporanea.

POSSO ABITARE IN CASA DURANTE LA RISTRUTTURAZIONE?

abitare in casa durante ristrutturazione

La risposta è una e una sola possibile: NO.

E non ti lascio spazio per eventuali obiezioni.

Se stai ristrutturando casa (chiariamoci: non rifacendo il bagno, ma proprio ristrutturando casa, anche se non integralmente ma una ristrutturazione che coinvolga più ambienti di casa) non puoi continuare ad abitare in casa.

Confido nel fatto che se stai ristrutturando casa integralmente non ti passi minimamente per la testa l’idea di continuare ad abitarci durante i lavori.

Questa idea potrebbe balenarti in testa se stai facendo una
ristrutturazione parziale, magari che non interessa la camera da letto.

Lo scrivo perché è una richiesta che mi viene fatta spesso…e anche per esperienza diretta!

Appena laureato, con pochissima esperienza, mi è capitato infatti di dover ristrutturare parzialmente una casa in cui vivevo e, sebbene avessi un appoggio in cui andare durante i lavori, ho deciso di rimanere a vivere in quella casa durante i lavori.

Lo ricordo come un incubo totale: orari improponibili (lo sai che gli operai a volte arrivano in cantiere alle 6:30 del mattino?), sporcizia dappertutto (vestirsi quotidianamente con abiti impolverati non è il massimo, per non dire dell’igiene personale), imbarazzo nel condividere gli spazi di vita quotidiana con estranei, impossibilità di rilassarsi e riposarsi, etc. etc. etc.…

Ma la cosa peggiore di tutto era il pericolo costante in cui vivevo: un cantiere è pur sempre sempre un cantiere!

Macchinari e attrezzature dappertutto, calcinacci, intralci a terra. Girare con le infradito (era pure estate…) tra tavole di legno, macerie, mattoni e quant’altro non è né semplice né piacevole.

Però queste che hai letto qui sopra sono “solo” motivazioni pratiche: in realtà in qualche modo potresti riuscire a vivere per alcuni mesi come un cavernicolo, senza i più elementari lussi della vita moderna. La realtà è che la legge ti impedisce di vivere nel cantiere della tua ristrutturazione. E se qualcuno ti scopre sono multe salate!

Non puoi vivere nel tuo cantiere perché te lo dice la legge

La legge di cui stiamo parlando è il testo unico sulla
sicurezza (d.lgs. 81/2008).

Non ti voglio annoiare con riferimenti ad articoli, commi, interpretazioni e quant’altro. La sostanza è che, nel momento in cui inizi dei lavori di ristrutturazione, casa tua si trasforma magicamente in un cantiere (tutta casa tua, anche gli ambienti in cui non fai i lavori) e l’accesso ai cantieri è consentito:

  • Al direttore dei lavori
  • All’impresa appaltatrice (e naturalmente ai suoi operai…)
  • Alle imprese sub-appaltatrici (che devono essere esplicitamente indicate in un documento chiamato POS)
  • Al coordinatore della sicurezza

Nessun altro può accedere al cantiere a meno che non abbia
specifica autorizzazione da parte del direttore dei lavori o del coordinatore
della sicurezza.

E in ogni caso deve indossare i sistemi di protezione previsti per legge (caschetti, guanti, scarpe antiinfortunistiche, etc.).

Siccome per legge la responsabilità sulla sicurezza di chi sta in un cantiere cade in capo prima al committente, poi al coordinatore della sicurezza, al direttore dei lavori e infine all’impresa, non credo che troverai mai nessun professionista che potrà accettare che tu abiti nel tuo cantiere di ristrutturazione.

C’è solo un caso in cui questa cosa potrebbe essere possibile: individuando percorsi di accesso/uscita e aree di lavoro nettamente separati tra il cantiere e la parte di appartamento in cui si continuerà a vivere.

Ma ciò comporta che non ci deve essere alcuna interferenza e che dalla parte in cui si vive non deve essere possibile accedere alla parte di cantiere.

Mi è capitato un cantiere del genere, ma l’appartamento in questione aveva tre porte di ingresso e tra le aree di cantiere e quella rimasta abitabile era presente una porta blindata (interna). In casa tua hai queste condizioni?

Se me ne devo andare…dove vado a vivere?

Se non hai qualche parente che accetta di averti tra i piedi per un po’ di tempo o se non hai seconde case sfitte da occupare, c’è solo una risposta: devi affittare un appartamento.

Per tua fortuna la legge prevede gli affitti brevi: della durata di massimo 18 mesi, decisamente abbondanti per una ristrutturazione media (ma possono durare anche meno…puoi contrattare tu i tempi necessari), e che ti consentono di ovviare a questo problema senza andarti a incasinare con i contratti standard per il residenziale (4+4 anni), con preavvisi di disdetta biblici (mai meno di 6 mesi…) e con mille altri problemi.

Gli affitti brevi sono sempre più diffusi, soprattutto nelle
città con una certa vocazione turistica/terziaria e non dovresti avere problemi
a trovarne uno.

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QUANTO DURERÀ LA RISTRUTTURAZIONE?

Questa è una domanda che nasce esattamente nel momento in cui realizzi che dovrai lasciare casa tua per tutta la durata dei lavori.

Infatti sia che tu abbia a disposizione una residenza di appoggio sia che tu debba affittare un appartamento temporaneamente (soprattutto in questo caso in realtà) vorrai sapere quanto durerà il tuo esilio.

Vorrei essere in grado di darti una risposta precisa sulla durata dei lavori ma non lo posso fare.

Ci sono troppe variabili in gioco che differenziano nettamente una ristrutturazione da un’altra per poter rispondere senza dire sciocchezze:

  • La tipologia di lavori che farai
  • In che percentuale incidono sull’immobile (è una
    ristrutturazione completa?)
  • Quanto è grande l’immobile
  • Che forniture hai scelto (e le relative
    tempistiche di consegna)

Inoltre c’è l’enorme incognita degli imprevisti che in un cantiere edile sono sempre presenti e in una ristrutturazione ancora di più.

Una cosa te la posso dare per certa: l’impresa ti dirà sicuramente dei tempi di consegna. Tu aggiungici almeno un 20-30% in più e otterrai i reali tempi di consegna della tua casa ristrutturata…raramente ho visto un’impresa completare i lavori nei tempi previsti.

Detto ciò mi sembra comunque giusto provare a darti alcuni
riferimenti in merito a tempistiche verosimili per la realizzazione della tua
ristrutturazione.

Tempistiche di realizzazione dei lavori

Cerchiamo di dividere i tempi in tipologie di lavori e
dimensioni dell’immobile.

Ristrutturazione completa di un bagno (di almeno 4-6 mq): un mese.

Per completa naturalmente intendo compresa la sostituzione
degli impianti. Cambiare sanitari e piastrelle può essere un lavoro più breve
(anche se non di molto).

Rifacimento completo degli ambienti con impianti idrici (bagno/i, lavanderia, cucina): da due a tre mesi.

Ristrutturazione completa (quindi con rifacimento di tutti gli impianti e sostituzione delle finiture tra cui gli infissi) di un appartamento, senza modifica della distribuzione interna:

Per appartamenti fino a 50mq: tre mesi

Per appartamenti fino a 80mq: quattro mesi

Per appartamenti fino a 100mq: cinque mesi

Per appartamenti fino a 150mq: sei mesi

Se comprendi anche la ridistribuzione interna (spostamento dei muri) aggiungi almeno un mese a quello che hai letto sopra.

Ti sembrano tempi troppo lunghi? In realtà mi sono tenuto un po’ stretto…

L’edilizia italiana non è come quella americana che puoi
vedere nei programmi televisivi in cui parlano di rifacimento completo di
appartamenti di 200-300mq in sei/sette settimane.

Lì è possibile per i sistemi costruttivi utilizzati
(principalmente a secco, senza uso di malte e intonaci) e per l’alta
standardizzazione dei componenti edilizi. (E comunque non è sempre vero quello
che ti raccontano).

Qui i materiali hanno bisogno di più tempo per essere posati e di più tempo per maturare (penso ai massetti, alle malte, ai cementi, agli intonaci…). Inoltre la situazione delle nostre città è nettamente diversa: strade spesso strette, appartamenti difficilmente raggiungibili…tutto ciò rendono le tempistiche millantate dagli americani inapplicabili al nostro mercato.  

QUANDO POTRÒ FARE IL TRASLOCO?            

Quando fare il trasloco

In questo caso parliamo del trasloco finale, quello che farai dopo i lavori, quando la tua ristrutturazione sarà completata e potrai finalmente tornare a vivere in casa.

E parliamo sia del trasloco dei mobili che hai messo in deposito sia dei nuovi mobili che hai deciso di acquistare.

La risposta più logica e banale a questa domanda è: quando sono completamente finiti i lavori. Ed è esattamente quello che devi fare! Aspettare che siano completamente finiti tutti i lavori.

Allora perché te ne sto scrivendo?

Perché la realtà dei fatti è che troppo spesso i committenti, verso la fine dei lavori, si fanno prendere dall’ansia di rientrare a casa. Esausti dopo estenuanti mesi di ristrutturazione, fanno pressioni all’impresa per concludere in fretta i lavori, e spesso anticipano la consegna dei mobili quando ancora la casa non è pronta.

È una cosa da evitare assolutamente. E adesso ti spiego il perché.

L’ultima fase di una ristrutturazione è la pitturazione: i pittori devono avere la casa completamente sgombra per poter lavorare velocemente e in modo preciso. Se devono fare lo slalom tra i mobili o peggio infilare le mani dietro armadi e comò già installati, il risultato sarà pessimo.

Correresti il rischio di trovarti con colature di pittura sui mobili, porzioni di casa con difetti di pittura, pareti non omogenee…non è questo che vuoi vero?

Inoltre, prima di fare il trasloco è essenziale che, oltre al fatto che i lavori siano completi del tutto, tu e il tuo direttore dei lavori facciate un sopralluogo approfondito per verificare l’eventuale presenza di difetti evidenti che vanno assolutamente sistemati prima di riempire la casa delle tue cose.

E l’unico modo per farlo è con la casa sgombra.

Quindi il trasloco va fatto solo dopo che anche l’ultimo operaio è uscito dalla casa e tutto è perfetto.

UN’ORGANIZZAZIONE PERFETTA PER NON TROVARSI IMPREPARATI

In questo articolo ti ho parlato di alcuni aspetti che, sebbene all’apparenza banali, spesso sono causa di grandi punti interrogativi e ansia per chi ristruttura e che non vengono mai sufficientemente chiariti da imprese e tecnici, generando spesso incomprensioni e scuse per futili litigi.

Ma una ristrutturazione non è solo una perfetta organizzazione dei lavori (con le modalità che ti spiego nel mio manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”) ma è anche una perfetta organizzazione di tutto ciò che ruota intorno ad essa, a partire da come dovrà svolgersi la tua vita durante quei complicati mesi.

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L’articolo Guida pratica di sopravvivenza agli aspetti organizzativi della ristrutturazione sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

26 Agosto 2019 / / Blog Arredamento

Anche se le temperature sono ancora calde e confortevoli, non è mai troppo presto per realizzare i primi passi per la preparazione della nostra abitazione all’autunno e ai mesi freddi. Alla fine dell’estate, tra agosto e settembre, infatti, è importante iniziare a pensare ad eventuali progetti che migliorano il comfort della tua abitazione e contattare un esperto pronto per realizzarli. Qui troverai alcune idee da cui prendere ispirazione e consigli utili su come trovare il professionista migliore in poco tempo.

L’isolamento della casa

Oggi sempre più al centro dell’attenzione per questioni ecologiche, l’isolamento o la coibentazione della casa è un fattore importante che ti garantisce un aumento del comfort e un notevole risparmio in bolletta. Per prima cosa cerca spifferi da finestre e porte interne ed esterne. Queste sono le aree principali che causano disagio in casa.

Controlla, inoltre, che i vetri delle finestre siano doppi e il tetto sia ben isolante. Un esperto del settore ti può aiutare a valutare gli interventi da realizzare per una casa calda e confortevole.

L’imbiancatura di facciate ed interni

Vuoi dare un nuovo tocco di colore alla tua abitazione? È necessario procedere al rifacimento della facciata? Grazie alle temperature moderate ma ancora calde, la pittura si asciugherà velocemente e ultimerà il tuo progetto nel giro di pochi giorni. Trova un imbianchino locale e inizia subito con questo lavoro.

Il riscaldamento delle stanze

Prima dell’accensione dei termosifoni è importante controllare l’impianto di riscaldamento e assicurarsi che funzioni al meglio. Sei passato ad una caldaia a condensazione? Se la risposta è no, questo è il momento ideale per sostituire la caldaia. Grazie agli incentivi offerti dal Governo, con una piccola spesa, potrai godere di un impianto efficiente e ricevere bollette più economiche.

Come trovare l’esperto giusto?

Vuoi realizzare uno di questi lavori ma non sai come trovare un esperto fidato in poco tempo? Sulla piattaforma online Homedeal.it entri subito in contatto con esperti della tua zona. Compilando un semplice form e descrivendo il tuo progetto, riceverai diverse offerte. Potrai inoltre consultare i profili online dei professionisti e scegliere quello più adatto alle tue esigenze.

26 Agosto 2019 / / Architettura

Il General Contractor – che può declinarsi sia nella forma di persona fisica che giuridica – è un fornitore cui viene affidata l’intera ristrutturazione o realizzazione di un’opera edilizia. Fino a qualche decennio fa, si faceva riferimento al General Contractor soprattutto per gli appalti pubblici, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione complessiva del processo di costruzione; ultimamente, però, la figura è sempre più richiesta anche nell’ambito dell’edilizia privata.

Il ruolo del General Contractor: efficacia e convenienza di un interlocutore unico

Il General Contractor è una figura indispensabile: durante i lavori infatti, sorgono sempre criticità da risolvere. Ed è proprio qui che subentra il General Contractor, il cui ruolo è appunto quello di gestire efficacemente i lavori, dalle pratiche burocratiche agli obblighi di legge da adempiere, fino alla scelta dei fornitori e alla soluzione dei problemi che possono sorgere in cantiere.
Il termine, di origine anglosassone, può essere traducibile come “capocommessa” e indica una persona la cui attività è del tutto assimilabile a quella di un regista teatrale o cinematografico: compito del General Contractor è infatti quello di coordinare tutti gli attori che entrano in scena nel momento in cui si avviano dei lavori edilizi, tenendo sotto controllo in particolare tempi e costi ma garantendo al contempo la massima qualità dell’opera.



Come si accennava, il General Contractor accorpa diverse professionalità specializzate nei diversi settori riguardanti i processi di ristrutturazione e costruzione. Ci saranno dunque professionisti dedicati a espletare le pratiche edilizie e amministrative del caso, come per esempio i permessi comunali, i progetti esecutivi e altri ancora che si occuperanno della selezione dei singoli artigiani, quali imbianchini, elettricisti e idraulici.
Con l’apertura di un cantiere, comunque, i problemi vengono a galla man mano che si procede con i lavori: in questi frangenti, pertanto, il General Contractor deve individuare la strategia più efficace e le soluzioni più idonee per risolvere le criticità in tempi ridotti, cercando di contenere eventuali spese extra.

Il General Contractor nell’edilizia privata

Anche nel campo dell’edilizia privata affidarsi a un General Contractor si rivela spesso la scelta giusta. Chi costruisce una casa ex novo o ristruttura la vecchia abitazione, infatti, si trova a gestire un processo estremamente complesso, soprattutto se, anziché optare per un’unica ditta cui affidare i lavori, si decide di far ricorso a diverse aziende, oppure di acquistare autonomamente alcuni materiali. Proprio come accade per un film o per uno spettacolo teatrale, più attori calcano il palcoscenico, maggiori saranno le difficoltà che incontrerà il regista. Lo stesso accade per un’opera edilizia: con l’aumentare delle persone coinvolte, accresceranno anche le variabili da gestire. Un altro tasto dolente è costituito dalle responsabilità: a chi attribuirle in caso di ritardi o lavori mal eseguiti? Senza contare, infine, i costi e le tempistiche, che, in mancanza di una corretta organizzazione, potrebbero dilatarsi in modo preoccupante. Ecco allora che, anche per l’edilizia privata, affidarsi a un General Contractor assicura numerosi vantaggi: il committente riceverà un lavoro “chiavi in mano”, senza doversi preoccupare in alcun modo della gestione dei lavori. E, anche se inizialmente sembrerà di dover pagare di più a conti fatti il risparmio sarà notevole.

8 Agosto 2019 / / Blog Arredamento

Desideri ristrutturare la tua abitazione? Realizzare una cucina/salotto open space o ristrutturare il bagno? Questi lavori ti permettono di ottenere maggior comfort nella tua abitazione ma anche di aumentare il valore dell’immobile. In questo articolo trovi alcuni esempi di ristrutturazione casa e dei consigli pratici per un lavoro perfetto.

Una ristrutturazione semplice

A volte piccoli lavori in casa possono cambiare e migliorare totalmente l’ambiente. Le piccole ristrutturazioni, inoltre, sono molto economiche ma particolarmente consigliate per abitazioni di recente costruzioni, che non presentano problemi strutturali gravi. Ad esempio, se la tua casa è stata costruita negli anni ‘80, è in buone condizioni, ma presenta degli ambienti con poca luce, e poco pratici, una ristrutturazione semplice ti può aiutare a ottenere un ambiente migliore. Potrai, ad esempio:

  • Creare un open space per permettere a maggiore luce di entrare in casa
  • Rinnovare la cucina con mobili più moderni
  • Intonacare le stanze

Rendere la tua abitazione energeticamente efficiente

Un altro tipo di ristrutturazione ti permette di ottenere un ambiente isolato e confortevole oltre che risparmiare energia. Questo tipo di ristrutturazione richiede un investimento maggiore, ma bisogna attentamente valutare lo stato attuale della tua casa. Se si tratta di una abitazione datata con infiltrazioni d’aria e ambienti freddi, potrà essere necessario:

  • Installare un cappotto esterno o interno per isolare gli ambienti
  • Ottimizzare gli impianti per renderli più efficienti
  • Sostituire gli infissi
  • Installare tende da sole

Una ristrutturazione totale

La tua abitazione è datata e poco pratica? Crea la casa dei tuoi sogni con una ristrutturazione totale. Questo tipo di progetto richiede un maggiore investimento di tempo e denaro ma i risultati possono essere sorprendenti. Non solo realizzi una casa che rispecchia le tue esigenze e il tuo stile, ma è possibile ottenere anche un’abitazione ecosostenibile, che utilizza energia in modo efficiente. Questo è possibile realizzando:

  • Un impianto fotovoltaico per produrre energia pulita
  • Stanze nelle aree più/meno colpite dal sole a seconda della loro funzione
  • Una pavimentazione in materiali naturali come il legno
  • Dei nuovi infissi isolanti e resistenti
  • Un sistema domotico per avere tutto sotto controllo

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25 Luglio 2019 / / Architettura

Per cambiare un pavimento che non ci piace più non bisogna demolire. Si può rivestire un pavimento esistente con tante opzioni. Te le spiego nel post.


Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

E’ davvero difficile convincersi ad imbarcarsi in un lavoro di ristrutturazione del genere, se non c’è un’esigenza di vita o morte.

Fortunatamente non è più necessario grazie alle tante opzioni possibili che ti permettono di posare un nuovo pavimento su quello esistente.

Ce ne sono almeno 5 di cui ti voglio parlare oggi, per darti tutti gli strumenti per scegliere in modo facile e veloce.

#1 Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato

Il laminato è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

  • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
  • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
  • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
  • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
  • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato
Photo by Erick Palacio on Unsplash

#2 rivestire usando la flessibilità del vinilico

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico è la scelta giusta.

Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%è
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).

#3 rivestire con la monoliticità della resina

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

  • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo
  • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
  • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
  • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
  • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
  • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
Rivestire un pavimento esistente con la resina
Photo by Nvdu on Unsplash

#4 la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince.

Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

  • come la resina ha uno spessore di 3 mm, che ti consente di rivestire un pavimento esistente ma senza dover modificare o limare i serramenti.
  • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..).
  • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore
  • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
  • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Quindi meglio affidarsi a dei professionisti del mestiere.
  • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

#5 la resistenza del gres

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto.

In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

  • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati
  • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
  • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro
  • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta.

Quale tra questi materiali sceglierai?

Ora che conosci tutte le opzioni e tutte le loro caratteristiche sei pronto a scegliere.

Quale tra i materiali di cui ti parlo sopra preferisci?

Ce n’era qualcuno che non conoscevi? Fammelo sapere nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Come rivestire un pavimento esistente: le 5 alternative tra cui scegliere facilmente sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

16 Luglio 2019 / / Architettura

A volte ad una casa manca poco per essere perfetta. Poco, però manca!
A questo trilocale immerso nel verde della zona di Brescia nord mancava giusto giusto un bagnetto in più…
Anche piccolo, per carità, ma prezioso per una famiglia di 4 persone.
PRIMA


Il progetto di ristrutturazione ha ritoccato la distribuzione delle stanze, ricavando il bagnetto in più e ridimensionando l’atrio della zona notte, che era spazio sprecato!
DOPO
La razionalizzazione degli spazi, arricchita da preziosi rendering per una visualizzazione in 3D, ha permesso alla giovane famiglia un’esperienza “immersiva”: per essere lì, nel futuro (nella casa che sarà!) prima delle vere e proprie opere di ristrutturazione 🙂
Che ne pensate, vi piace?
SOGGIORNO

Segue…




CUCINA


CAMERA MATRIMONIALE

BAGNO

CAMERA

16 Luglio 2019 / / Architettura

terrazzo villa Lago di como

“Appoggiata sull’acqua del Lago di Como come una barca, una villa celebra il proprio passato industriale con finiture e soluzioni ruvide, contemporanee, urbane.”

Breakwater è il risultato ottenuto da una ristrutturazione di un’industria di barche medio piccole situata sulle rive del Lago di Como.

Dal 1921 questo edificio era la sede del cantiere navale Cramar dei fratelli Cranchi, attivo sul lago fin da metà 800 e dal quale sono usciti, negli anni, motoscafi entrobordo, cabinati, imbarcazioni a vela, a remi e da canottaggio. Dell’antico fabbricato rimangono i volumi e l’aspetto di massima, che oggi appare geometricamente lineare: “un parallelepipedo di cemento bianco con grandiose aperture sul lago che entra nelle stanze”.

sala da pranzo con vista sul lago

zona giorno con pareti vetrate

piscina e solarium villa sul lago di Como

Trattandosi di una ristrutturazione, l’interior designer Dario Turani e l’architetto Massimiliano Nutricati hanno dovuto progettare il nuovo edificio con la stessa volumetria del precedente, ovviamente ridistribuendola in modo che venisse incontro alle richieste della committenza.

Particolari degni di nota sono i pilastri in pietra di Moltrasio, il resto è volutamente contemporaneo, nell’aspetto ammicca più a un loft urbano che a una casa di villeggiatura, ha un dècor ruvido e industriale; legno di recupero grigio e rovere marchiato per pavimenti e boiserie, resine, cemento e serramenti in ferro contrastano con la delicatezza del paesaggio.

cucina stile industriale
interno Villa Breakwater

ex cantiere navale trasformato in villa privata

Appoggiata sul lago come una barca, la villa si sviluppa su tre livelli. Al piano lago si trova la zona giorno (cucina e living), la palestra attrezzata con macchine Techongym, una sala fumatori, la cuba room e una sala gioco con un grande tavolo da biliardo Sir William Bentley; al primo piano le camere da letto composte dalle rispettive sale da bagno; mentre al secondo piano vi sono due ulteriori proprietà immobiliari separate, che il proprietario ha tenuto per sè.

Una terrazza di 350 metri quadrati circonda il primo piano, dove si trovano la piscina e il solarium, arredato con poltroncine e letti Royal Botania.

zona giorno Villa Breakwater

living con vista sulla piscina e il lago

zona relax in terrazza

camera da letto vista lago

poltrone di Royal Botania

interno di Villa Breakwater

boiserie in legno nel living classico contemporaneo

bagni di Villa Breakwater

Per avere maggiori informazioni e affittare questa meravigliosa Villa di lusso sul Lago di Como, visita www.breakwatercomo.com

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