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Casa di Ringhiera a Torino: come PlaC Architecture ha restituito il futuro a un appartamento dell’Ottocento
C’è un filo sottile che attraversa i migliori progetti di restauro contemporaneo: la capacità di ascoltare ciò che un edificio ha da dire prima ancora di intervenire su di esso. È esattamente questo che ha fatto PlaC architecture — Plateau Collaboratif — nell’appartamento torinese noto come Mazzini di Ringhiera, restituendo vita e identità a uno spazio del XIX secolo senza tradirne l’anima.
Cos’è una casa di ringhiera e perché è ancora attuale
Prima di tutto, un’archeologia affettiva. La casa di ringhiera è una tipologia residenziale popolare nata nell’Italia settentrionale tra Otto e Novecento: abitazioni organizzate attorno a un ballatoio lineare condiviso — la ringhiera, appunto — dove la vita privata e quella collettiva si sfiorano ogni giorno. Un modello nato dalla necessità, diventato nel tempo un patrimonio architettonico e sociale di straordinaria densità umana. A Torino, nel cuore del centro storico, questo tessuto urbano tardo ottocentesco è ancora leggibile con chiarezza. Ed è qui che PlaC architecture ha scelto di lavorare, non aggirando la tipologia ma facendone il cardine concettuale dell’intero progetto di ristrutturazione.
Il recupero della volta: il momento della rivelazione
Ogni progetto di restauro ha il suo momento chiave, quella svolta che definisce la direzione estetica e spaziale dell’intero lavoro. In questo appartamento di 90 mq nel centro di Torino, è stato il recupero della struttura a volta originaria. La rimozione dei soffitti sospesi in canneto — stratificazioni novecentesche che avevano occultato l’autenticità costruttiva dell’edificio — ha riportato alla luce un sistema architettonico di straordinaria qualità. Il risultato è una zona giorno amplificata, non solo nelle dimensioni fisiche ma nella sua percezione visiva, capace di respirare con la leggerezza propria degli interni storici più riusciti.
La cucina come scultura inserita nella massa
All’interno di questa narrazione fatta di scoperte e rivelazioni, la cucina emerge come un contrappunto preciso e studiato. Incassata in una nicchia diagonale, si presenta come un volume compatto e monomateriale: il trattamento cromatico la trasforma in qualcosa di simile a un oggetto scolpito nella materia circostante, un corpo solido che dialoga per contrasto con le superfici neutre degli spazi adiacenti. Non è un semplice elemento funzionale: è una presenza architettonica.
Fluidità e privacy: la grammatica degli spazi
PlaC architecture ha ridisegnato la distribuzione interna introducendo una pluralità di percorsi. La nuova configurazione genera una sequenza di spazi interconnessi che garantiscono continuità spaziale pur articolando diversi livelli di privacy — una qualità fondamentale in 90 metri quadri dove ogni scelta deve essere al tempo stesso generosa e precisa.
Il bagno per gli ospiti è il frutto di una soluzione tanto elegante quanto efficace: una geometria diagonale ottimizza il volume disponibile, mentre il trattamento continuo delle superfici tra pavimento e parete abbassa il baricentro visivo, ampliando la percezione dello spazio e della luce. Nel bagno padronale, invece, piastrelle di piccolo formato generano una griglia tridimensionale che definisce la cabina doccia con rigore quasi minimalista, ulteriormente scandita da una parete divisoria in vetro e da una variazione cromatica calibrata.
La libreria e l’ingresso: architettura che si fa arredo
Due elementi segnano con forza la qualità progettuale di Mazzini di Ringhiera. Il primo è una libreria lineare di circa dieci metri — concepita come autentico elemento architettonico — che integra funzione contenitiva, separazione tra soggiorno e zona lavoro, e struttura compositiva dell’intera parete. Il secondo è il modulo d’ingresso: pannelli scorrevoli in policarbonato creano un filtro fisico e visivo tra esterno e interno, incorporando al contempo una zona guardaroba. Trasparenza e opacità, apertura e riserbo, in un unico gesto progettuale.
Il colore come strumento critico
In questo progetto il colore non è decorazione: è linguaggio. PlaC architecture lo usa per enfatizzare aree funzionali specifiche, per segnare soglie invisibili, per dare peso o leggerezza a volumi e superfici. Una scelta concettuale coerente con la filosofia dello studio, che da oltre dieci anni lavora sulla valorizzazione delle qualità esistenti degli spazi — costruite e non — per evolvere verso qualcosa di sempre inaspettato.
PlaC architecture: progettare è collaborare
Fondato nel 2014 e attivo in Italia, India, Germania, Stati Uniti e Regno Unito, PlaC architecture — Plateau Collaboratif — è uno studio che opera nei campi dell’architettura, dell’urbanistica e del design. I suoi lavori sono stati selezionati e premiati in concorsi internazionali in tutta Europa. La ricerca critica sulla città, sui processi costruttivi e sugli stili di vita contemporanei è il motore di ogni progetto. Mazzini di Ringhiera ne è la dimostrazione più nitida: una casa di ringhiera del XIX secolo che non ha smesso di parlare al presente — e che, grazie a una ristrutturazione di appartamento a Torino condotta con sensibilità e rigore, è pronta per i prossimi cent’anni.
Progetto residenziale — 90 mq — Torino Progettisti: PlaC architecture Scopri di più: pla-c.eu0 Fotografie: Specchistudio
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