Rinnovare la cucina: #3 cambiare il top e scegliere i materiali

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Cambiare il top e scegliere i materiali è un’altra opzione facile e veloce che ti permetterà di rinfrescare il look e lo stile della tua cucina.


Quale altro elemento della cucina è sempre in bella vista e ci aiuta nel 90% delle attività che ci svogliamo? Il top. Soggetto ad usura, se non scelto del materiale giusto dopo pochi anni potrebbe risentire di graffi, calore ed acqua. Questo comporterebbe sicuramente un disagio dal punto di vista estetico, ma soprattutto pratico.

Come cambiare il top e scegliere i materiali quindi? Le possibilità oggi sono tantissime e tutte molto valide. Dipende sempre dall’uso che fai della cucina e dal livello di prestazioni che ti servono.

Cambiare il top e scegliere i materiali: laminato, quarzo e acciaio

Questi tre materiali dei grandi classici, usati da sempre nella produzione delle cucine. Pratici, resistenti e di facile manutenzione, sono una sicurezza per chi fa un grande utilizzo della cucina.

Ognuno di essi ha pro e contro e differenti metodi di pulizia e mantenimento, quindi da scegliere soprattutto in base all’utilizzo che ne farete.

I laminati sono adatti a chi usa molto la cucina ma non vuole avere preoccupazioni legate al rovinarsi della cucina. La scelta migliore per chi ha fretta e vuole coniugare praticità ed estetica, ma soprattutto cerca un ottimo rapporto qualità – prezzo. I laminati sono fogli impregnati di resine fenoliche che vengono applicati sui pannelli di legno. Si tratta di un materiale resistente, impermeabile e di facile manutenzione: con un panno morbido ed un detergente specifico, il gioco è fatto.

Il quarzo è un agglomerato formato da un insieme di polveri, sabbie silicee, quarzo naturale per il 94% e per il restante da resine. Si tratta di un materiale che ha tantissimi vantaggi: resistenza alle macchie e ai graffi, all’abrasione, agli acidi ed inassorbente (non ci sono pori). Proprio per questo non c’è proliferazione di germi e batterie, dettaglio che lo rende perfetto per la cucina.

Tra i contro, la sensibilità al calore: quindi tra pentole, superfici calde e quarzo assicuratevi di interporre sempre un piano, per evitare di macchiare indelebilmente il piano. Per la pulizia assolutamente da evitare
detersivi aggressivi a base di cloro o ammoniaca e prodotti anticalcare. Meglio usare detersivo per piatti e bicarbonato e aceto.

Infine l’acciaio: per anni è stato il materiale protagonista delle grandi cucine professionali, per molti motivi. Innanzitutto la grande resistenza dello stesso, composto in parte da cromo, che ne impedisce l’arrugginimento (se esposto ad acqua ed aria per molto tempo). E’ biologicamente puro e facilmente lavabile, caratteristiche queste che lo rendono igienico e adatto ad ambienti a contatto col cibo. Infine è riciclabile al 100%, nota non indifferente.

La nota “dolente” se vogliamo, è la pulizia. Bisogna prestare particolare attenzione ai detersivi con cui si pulisce: assolutamente vietati detergenti come candeggina e sgorgatori di lavandini (in generale, tutti gli acidi) perché lo ossiderebbero. Non teneteli neanche sotto i lavandini perché le esalazioni potrebbero provocare danni. Usare sempre panni morbidi e prodotti per l’acciaio.

Top in laminato, Fenix e Quarzo per cambiare il top e scegliere i materiali.
| Da sx: top in laminato – top in Fenix – Top in quarzo – Tutto Leroy Merlin |

Scegliere i materiali tecnologici

Tra i materiali di cui tenere conto ce ne sono alcuni con elevate prestazioni, in quanto materiali di nuova generazione e molto tecnologici (se vogliamo).

Tra questi ci sono il FenixⓇ e il CorianⓇ. Il primo è un materiale nanotech, fortemente innovativo. Fa parte dei laminati ma non ha nulla a che spartire con quelli tradizionali: dall’aspetto estetico gradevolissimo, si presenta setoso al tatto ed in finitura opaca. Trattato con speciali resine acriliche, è antisettico (per cui niente polvere), impermeabile, antimuffa e resistente alla luce (quindi non cambia colore). Cosa succede se si graffia? Se i danni sono lievi con una spugna magica Fenix torna nuovo. In caso di danni più seri ma non irreparabili, basterà bagnare un panno con acqua calda e passarci sopra il ferro da stiro

Il CorianⓇ è un materiale solido, che non si sfalda. E’ un materiale composito, formato da idrossido di alluminio e resina acrilica, con l’aggiunta di pigmenti colorati. Può essere prodotto in qualsiasi forma e colore ed è conosciuto anche come “pietra acrilica”. Resistente a graffi e scalfiture, è altamente resistente. Non essendo poroso non lascia passare i liquidi e quindi anche i germi non proliferano.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un materiale sensibile al calore: per cui assolutamente si a sottopentole (per evitare danni irreparabili) e acqua fredda aperta quando si versano sostanze calde nel lavandino. Per quanto riguarda la pulizia, usa un panno umido con una crema abrasiva leggera o un comune detergente.

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Che differenza c’è tra mobili in laminato e in impiallacciato?

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Meglio i mobili in laminato o i mobili in impiallacciato? Quali sono i vantaggi, gli svantaggi e le caratteristiche di questi materiali? Leggi il nostro articolo per trovare risposte alle tue domande. Cerchiamo di capire cosa sono i laminati, cosa significa “impiallacciatura” e riassumiamo le principali differenze tra questi pannelli rivestiti, sempre più presenti nelle case moderne.

 

Che cos’è il laminato (nei mobili)?

Il laminato è un rivestimento composto da strati di carte impregnate di resine termoindurenti (melaminiche e fenoliche), applicati su un pannello di MDF, truciolato o tamburato e sottoposti a una pressione più o meno elevata. È conosciuto anche come fòrmica dal nome della società americana, la Formica Products Company, che lo brevettò come sostituto della mica. Il laminato più diffuso ha uno spessore di circa 0,6 mm, anche se non è raro imbattersi in laminati di 1,2 mm o in pannelli autoportanti di 2 cm, detti compatti. Se lo spessore del pannello può variare a seconda della tipologia, quello che resta pressoché costante è la sua stratificazione interna.

Di norma, i laminati sono composti da 3 strati. Procedendo dalla superficie al cuore del pannello, si trovano:

  • l’overlay, ovvero un film in pura cellulosa impregnato di resina melaminica con funzione protettiva
  • un foglio decorativo su cui sono riprodottii motivi e i colori visibili sul pannello
  • il kraft, ovvero una stratificazione di fogli di carta robusti e resistenti impregnati di resine fenoliche.

Ogni elemento ha una funzione ben precisa e contribuisce a definire la qualità del materiale. Se la pellicola è indispensabile per creare uno strato di protezione da calore, graffi o liquidi, il foglio decorativo risulta altrettanto importante per nobilitarne l’aspetto. Infatti, a parità di disegno, una stampa accurata restituirà un pannello più fedele all’originale ed esteticamente più gradevole.

I tipi di laminato

In commercio esistono diversi tipi di laminato, classificati a seconda della procedura di lavorazione o dei fogli decorativi applicati. Prima di tutto, in base alla lavorazione si parla di:

  • HPL (acronimo dell’inglese High Pressure Laminate), ovvero un pannello ottenuto dalla forte pressione dei fogli con presse piane abbinate ad alte temperature, ciò che rende il materiale molto resistente
  • CPL (acronimo dell’inglese Continuous Pressure Laminate), ovvero un pannello sottoposto ad una pressione minore ma costante con presse a rullo (chiamate calandra)
  • CHPL (acronimo dell’inglese Continuous High Pressure Laminate), un pannello di nuova generazione sottoposto a pressione continua in calandra per ottenere un laminato molto simile a quello ad alta pressione

In base al materiale del foglio decorativo utilizzato, si possono ottenere diversi tipi di laminato, tra cui:

  • laminato melaminico: pannello di legno rivestito con fogli di carta impregnati di resina melaminica, che può essere verniciata in superficie
  • laminato polimerico, in cui del materiale sintetico (PVC) è applicato sul supporto di legno. Il foglio plastico viene riscaldato, stirato, adeso alla superficie e ripiegato lungo i bordi affinché il rivestimento interessi la totalità del pannello. Grazie alla capacità di stiratura, che differenzia i polimerici da altri tipi di laminato, questo materiale è impiegato nella produzione dei rivestimenti 3D
  • laminati di nuova generazione come il Fenix NTM® e il PET

Cos’è il laminato Fenix NTM®? Si tratta di un tipo di laminato ottenuto da lavorazioni nanotecnologiche e composto di resine acriliche fissate sul pannello con polimerizzazione a freddo. Quanto a caratteristiche, il Fenix NTM® è opaco e liscio, anti-impronte digitali e si ripara termicamente. Questa proprietà permette di riparare piccoli graffi o segni con l’ausilio del calore per riportare la superficie del laminato ad uno stadio pressoché originale. Impiegato per fabbricare top da cucina eleganti e resistenti, il Fenix NTM® non imita l’effetto legno, ma è proposto in una gamma di colori neutri e di tendenza: scale di grigi, nero, bianco, beige, tortora.
Il PET, invece, è una materiale plastico molto resistente e setoso al tatto, completamente riciclabile, igienico e privo di emissioni tossiche. Costituisce una vera e propria evoluzione delle foglie polimeriche.

Infine, a seconda dell’effetto estetico ottenuto, in commercio si trovano:

  • laminati colorati, lucidi o opachi
  • laminati in finto legno: il più celebre della famiglia, è disponibile in moltissime varianti, che spaziano dalle essenze più scure a quelle più chiare
  • laminati materici: riproducono fedelmente la texture del cemento, della pietra, del marmo o dei materiali tessili, restituendo l’impressione di porosità o irregolarità

Dettaglio di un tavolo con piano in legno laminato effetto ossidato

Caratteristiche tecniche del laminato

Come per tutti i materiali, le caratteristiche del laminato possono cambiare a seconda del tipo di pannello, ma i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Se ne stai valutando l’acquisto, il consiglio è di scegliere un laminato HPL, considerato dagli esperti come il migliore del gruppo. In particolare, il laminato ad alta pressione presenta le seguenti caratteristiche tecniche:

  • durezza, compattezza e omogeneità
  • buona resistenza agli urti, alle sollecitazioni meccaniche e ai graffi; ottima resistenza all’usura
  • impermeabilità e resistenza all’umidità, alle infiltrazioni e al vapore
  • resistenza al calore, ma non a quello elevato (il limite si aggira intorno a 180° per l’HPL)
  • resistenza alle macchie e al calcare
  • ottima igiene e antistaticità
  • praticità di utilizzo
  • ricchezza cromatica e resa estetica gradevole, soprattutto nel caso dell’effetto legno o pietra
  • stabilità alla luce e resistenza alla luce solare (questo è dovuto alla natura sintetica della stampa)
  • durata di vita lunga
  • manutenzione rapida e limitata

Tra i principali svantaggi del laminato si annovera il colore rossastro delle resine fenoliche, che nel caso di laminati molto chiari potrebbe risultare leggermente visibile (ad eccezione dei pannelli di nuova generazione). A partità di materiale, il laminato lucido è meno resistente ai graffi (gli addetti ai lavori lo paragonano al laccato).

Mobili in laminato

In virtù delle sue molteplici caratteristiche, il laminato è sempre più spesso usato nel settore dell’arredo. L’ottima resistenza, l’ecletticità estetica, la grande praticità e il prezzo abbordabile ne fanno il materiale ideale per la produzione di mobili bagno, top per la cucina, ante per pensili, piani per tavoli da pranzo.
Il laminato HPL è in assoluto la scelta migliore per le superfici orizzontali sottoposte a sollecitazioni severe, come appunto il piano della cucina. Il laminato stratificato HPL ne rappresenta l’evoluzione. Oltre ad averne ereditato le caratteristiche, questo materiale ha perfezionato la sensibilità al calore e l’impermeabilità, doti che lo rendono particolarmente apprezzato nelle cucine moderne. Non resta che citare nuovamente il laminato Fenix NTM®: dati l’impatto estetico notevole, la resistenza all’usura e la capacità di auto-rigenerazione (sì, proprio come le fenici!), non è difficile immaginare il motivo della sua scalata verso l’Olimpo dei migliori materiali per i top da cucina.

I laminati in PVC o PET, invece, sono preferibilmente applicati su superfici verticali che non subiscono particolari sollecitazioni. Nel caso delle ante, i fogli polimerici giocano un ulteriore asso nella manica: il rivestimento tridimensionale. Si tratta di una speciale tecnica di lavorazione delle foglie polimeriche, che in seguito a riscaldamento e stiratura, sono applicate su tutta la superficie lignea, rivestendo i bordi ed eventuali irregolarità del pannello (come nel caso delle ante bugnate o a telaio). In virtù di queste caratteristiche, il laminato polimerico è un’alternativa ottima (e meno costosa) al laccato.

Ecco qualche esempio di mobili in laminato:

Esempio di un mobile bagno in laminato

Esempio di un tavolo da pranzo con piano in laminato

Esempio di una cucina con top in laminato effetto materico

Manutenzione: come pulire un top in laminato?

Come abbiamo visto, il laminato è un materiale resistente e duraturo, rapido da pulire e di facile manutenzione. Basta seguire pochissimi accorgimenti per garantire ai mobili in laminato una lunga vita e un aspetto sempre impeccabile. Ecco un piccolo esempio pratico.

Per la pulizia ordinaria, è sufficiente utilizzare un panno morbido (la microfibra è perfetta), imbevuto in acqua e sapone neutro da strofinare dolcemente sul piano. In alternativa si può usare anche l’aceto, ottimo per sciogliere il calcare in modo naturale ed ecosostenibile. L’importante è ricordarsi di strizzare il panno e asciugare bene la superficie trattata perché ristagni di acqua potrebbero, alla lunga, creare piccoli e antiestetici rigonfiamenti nei punti di giuntura. Rimuovi macchie di vino o caffè immediatamente, quando sono ancora liquide, per prevenire la formazione di aloni sul piano della cucina.
Non utilizzare pagliette, creme abrasive o detersivi in polvere, soprattutto sui laminati lucidi, perché rischieresti di graffiarli irrimediabilmente e di rimuovere la pellicola protettiva. Evita anche l’uso di acetone, trielina, ammoniaca o detergenti aggressivi che potrebbero danneggiare l’omogeneità e la lucentezza del colore. Non utilizzare il top come piano di taglio né per appoggiare pentole molto calde, perché nonostante la sua resistenza, il materiale potrebbe danneggiarsi.
Nel caso di laminati polimerici, è sconsigliato l’uso di getti di vapore durante la pulizia.

Che cos’è l’impiallacciato?

Partiamo da una semplice definizione: impiallacciare significa rivestire una superficie lignea con sottilissimi fogli di vero legno nobile. Questa operazione di falegnameria, chiamata impiallacciatura, può essere applicata su pannelli di varia natura: truciolato, compensato, multistrato, MDF, truciolare o tamburato, giusto per citare i più comuni.
Utilizzata fin dal Rinascimento, l’impiallacciatura era conosciuta con il nome di lastronatura, una tecnica che consisteva nel ricoprire legno di scarso valore con lastre di essenza di circa 6 millimetri. L’evoluzione della tecnologia e l’introduzione di macchinari sempre più precisi hanno permesso di perfezionare le tecniche di taglio fino ad ottenere fogli di pochi decimi di millimetro, usati anche per impiallacciare superficie curve.
Ecco nel dettaglio le fasi di cui si compone la moderna impiallacciatura del legno:

  • scortecciatura e taglio: è la prima operazione di lavorazione del legno, in cui il tronco è privato della corteccia e di eventuali irregolarità. Il blocco così ottenuto è porzionato in blocchi più piccoli e sottoposto ad una prima e grossolana rifilatura. Successivamente, il legno subisce un’operazione di vaporizzazione per allentare le fibre e garantire una qualità di taglio ottima
  • tranciatura: si tratta della vera e propria fase di creazione dei piallacci. I blocchi di legno sono sottoposti ad un’operazione di taglio che può avvenire con lame o laser. Si tratta di una fase determinante, poiché la direzione di taglio (transversale o longitudinale) definisce l’orientamento delle fibre e il disegno visibile sui tranciati. Oltre alla tranciatura, esiste una tecnica chiamata sfogliatura: in questo caso, il taglio viene effettuato con movimento rotatorio, alle volte anche sul tronco tondo. I piallacci così ottenuti sono più grandi, ma la loro resa estetica è meno pregiata
  • essiccazione: una volta tagliati, i piallacci sono essiccati, stirati, spianati e accorpati in più fogli (detti pacchi)
  • impiallacciatura: è la vera e propria fase di creazione del legno impiallacciato. I piallacci sono ulteriormente rifiniti, accostati tra loro e incollati sul supporto ligneo.

Come abbiamo visto, l’impiallacciatura si basa sull’utilizzo di legno nobile per rivestire mobili meno pregiati ed ottenere una resa estetica davvero impagabile. A questo proposito, per classificare i legni impiallacciati ci si riferisce a:

  • l’orientamento delle fibre del legno, per cui si distinguono piallacci fiammati, rigati e misti
  • la disposizione dei tranciati, che a seconda del loro accostamento creano pattern di fiammature e venature parallele o asimmetriche (si parla di disposizioni “a correre”, “a libro” o “baciata”)
  • il tipo di essenza: nazionali o esotiche, tra le essenze impiallacciate più diffuse ci sono il noce (nazionale e canaletto), l’ulivo, il mogano, il frassino, l’olmo, il rovere, il palissandro, il ciliegio, l’acero, la betulla, l’ebano, il tanganika. A questi si aggiungono i legni di recupero come quello riciclato dalle Briccole della laguna di Venezia
  • le laccature e le tinture: l’impiallacciato può essere naturale, verniciato, laccato, tinto (sono noti il rovere e il frassino tinti grigio o wengé)

Piccolo chiarimento
Finora abbiamo considerato i piallacci come fogli ricavati dal tronco degli alberi, ma bisogna precisare che non sono i soli. Ne esistono altri due tipi: i piuma e la radica. Gli impiallacciati piuma sono ottenuti dalla tranciatura della porzione di tronco da cui dipartono i rami. La radica, invece, è una massa legnosa molto fibrosa, che si trova in prossimità delle radici. Particolarmente apprezzata per l’intricato gioco di venature, la radica di noce è in assoluto la tipologia più celebre.

Caratteristiche tecniche del legno impiallacciato

Ecco, in breve, le principali caratteristiche del legno impiallacciato:

  • buona impermeabilità e stabilità
  • resistenza ai graffi, al calore e alla luce *
  • manutenzione rapida e pulizia facile
  • ottima ecosostenibilità
  • ricca gamma di essenze, colori e motivi
  • unicità, calore e aspetto tipici del vero legno
  • costi contenuti rispetto al massello

* Precisazione:
trattandosi di un rivestimento in vero legno, l’impiallacciato potrebbe presentare, nel corso degli anni, le tipiche e lievi variazioni che interessano i materiali naturali. Uno fra tutti, il cambiamento cromatico, che si accentua in caso di prolungata esposizione alla luce diretta del sole.

L’impiallacciato nei mobili

In virtù del pregio e dell’eleganza che lo caratterizzano, l’impiallacciato è diventato uno dei principali materiali utilizzati nel mondo dell’arredo e della produzione di mobili di qualità eccellente. Per quanto riguarda l’ambito domestico, è possibile integrare arredi impiallacciati in qualsiasi ambiente della casa:

  • in sala da pranzo, con tavoli o sedie
  • in soggiorno, con credenze e buffet
  • in camera da letto, sottoforma di armadi o strutture per il letto
  • in cucina, come ante per pensili, cassetti e cassettoni
  • in bagno, come mensole e piani per il lavabo

Esempio di un tavolo con piano in legno impiallacciato

Esempio di una parete attrezzata con piano impiallacciato in legno riciclato

Esempio di mobile bagno con piano per lavabo in legno impiallacciato

Tra gli arredi in legno impiallacciato possiamo annoverare anche mobiletti intarsiati, in cui piallacci di dimensioni ridotte sono utilizzati per creare disegni e motivi decorativi di forte impatto. In Italia, i mobili in stile Maggiolini sono un vero e proprio punto di riferimento per gli estimatori del genere.

Come pulire il legno impiallacciato

La manutenzione dei mobili in impiallacciato è tanto semplice quanto quella del laminato. Trattandosi però di vero legno, è bene rispettare qualche accortezza in più per godere a lungo della sua qualità e della sua bellezza.
Per la pulizia ordinaria è sufficiente munirsi di un panno morbido, inumidito con acqua e ben strizzato. Sono da evitare spugnette o panni abrasivi e detergenti non idonei. Prima di pulire, assicurati di aver spolverato la superficie da trattare; passa il panno umido seguendo le venature del legno e infine asciuga accuratamente.

Impiallacciato o laminato: le differenze

Dopo aver chiarito cos’è il laminato, di cosa è fatto l’impiallacciato e le rispettive caratteristiche, non resta che riassumere quali sono le principali differenze tra i due materiali. Se non sai dove orientarti o cosa scegliere, prima di affrontare un acquisto definisci le tue esigenze, le tue aspettative e un orizzonte di spesa da rispettare. Se ti trovi nella condizione di dover scegliere tra un mobile in laminato e un arredo in impiallacciato, puoi valutare questi elementi:

  • il rivestimento: il laminato è ricoperto di materiale sintetico, mentre l’impiallacciato è rivestito in vero legno
  • l’aspetto: l’impiallacciato preserva le caratteristiche autentiche del legno (colore, venature, sfumature), mentre il laminato ne imita, seppur magistralmente, l’effetto
  • la varietà di gamma: entrambi i materiali presentano una gamma di colori e texture ricca e variegata. I pannelli in legno laminato possono riprodurre anche effetti materici come la pietra, il marmo o il cemento; l’impiallacciato, invece, si limita alle essenze più celebri, ma si declina sia in versione naturale che laccata
  • il prezzo: il legno impiallacciato è sensibilmente più costoso rispetto ai pannelli in laminato (ad eccezione dei laminati di nuova generazione come il Fenix NTM®, che hanno un costo più elevato)
  • la manutenzione: i pannelli in laminato sono di facile manutenzione, mentre gli impiallacciati richiedono trattamenti specifici per il vero legno
  • la resistenza: in linea generale, il laminato è più resistente rispetto al legno impiallacciato (il PVC, però, non possiede una grande resistenza al calore)
  • bordi postformati: più che di una differenza, si tratta di una caratteristica da conoscere in fase di scelta. Il pannello subisce un’operazione di postforming, lavorazione che permette di ottenere una base leggermente arrotondata su cui applicare carta melaminica. Il rivestimento viene fatto aderire alla superficie del pannello, bordi compresi, con un’operazione di piegatura a caldo. Questo processo garantisce una resa estetica gradevole, senza giunture a vista, ed è impiegato soprattutto per rivestire linee morbide e curve.
    In alternativa, il pannello può essere rifinito con bordi applicati sullo spessore. In questo caso, il materiale utilizzato agisce sulla resistenza del piano, dell’anta o del cassetto a cui viene aggiunto. Comunemente, i bordi dei pannelli lignei sono realizzati in materiale plastico come il PVC o l’ABS; tra i due, l’ABS risulta più resistente ad urti, graffi, sollecitazioni meccaniche, all’esposizione alla luce e a diverse temperature.

Certificazioni e Norme di Legge

Come per tutti i pannelli a base di legno, la produzione dei laminati e degli impiallacciati è controllata e certificata da normative europee. Le regolamentazioni internazionali definiscono gli standard produttivi e qualitativi che i pannelli lignei devono rispettare, i test di laboratorio da superare e l’elenco delle caratteristiche che il prodotto deve possedere per poter essere lavorato e trasformato per il cliente finale.
Per quando riguarda i laminati HPL o HPDL (sigla che sta per High-Pressure Decorated Laminates), sono due le norme di riferimento: ISO 4586 e EN 438. Quest’ultima, in particolare, classifica il laminato in base alla destinazione d’uso (utilizzo interno o esterno, per superfici orizzontali o verticali, e via dicendo).
Ultima ma non meno importante, la celebre normativa UNI EN 13986 certifica che i pannelli a base di legno appartengano alla classe E1 (a bassa e limitata emissione di formaldeide, materiale che – allo stato gassoso – diventa nocivo per la salute). Prima di valutare un acquisto, è prudente informarsi sulla conformità dei pannelli alla normativa vigente.

Per approfondire
Ora che conosci tutto su laminato e legno impiallacciato, non ti resta che esplorare gli altri materiali! Ecco gli articoli che potrebbero interessarti:

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Shop my faves! Cannage trend

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Design, Stili



Ci sono correnti e trend che rubano il cuore e che fanno sperare che non passino mai di moda. Non perché se non è di moda non è bello (disdegno del tutto questo concetto), ma perché quando qualcosa è di tendenza, è più facile da trovare ed in più, è più facile scoprire le millemila ispirazioni a tema.


Due dei trend riemersi dal passato ultimamente, hanno reso felici un sacco di vintage lovers. Sto parlando di paglia di Vienna e canne, fibre naturali che, intrecciate, creano motivi regolari e geometrici. 

Sono tornati sulla cresta dell’onda da più di due anni ormai. Inizialmente, la loro diffusione è stata incoraggiata dalla collezione IKEA Stockholm 2017 (madre della panca qui in basso e dalla ambita ed introvabile credenza, entrambi attualmente non acquistabili in Italia) e dalla corrente natural che già dal 2015 aveva preso piede nel mondo dell’interior design.

Per fortuna non è stata solo una ventata passeggera!
Molte aziende hanno fatto dei mobili cannage i loro capolavori.

La combo vincente li vede insieme a strutture curvilinee di legno. Sarà merito delle sedie Thonet?
A guardare la paglia di Vienna, la prima cosa che mi viene in mente, per associazione, è proprio la sedia Thonet: il primo arredo ad essere stato realizzati in legno curvato. 
Le sedie ideate nel 1861 ed ora rappresentate dal marchio Ton, si sono presto tramutate in vere e proprie icone di design grazie all’abbinamento ben riuscito della struttura sinuosa e sottile con la seduta in paglia di Vienna.

Il connubio tra figure circolari, ovali o curve con la texture disciplinata del cannage rivela un design essenziale e retrò, visivamente leggero e, nel complesso, molto raffinato.

Ecco una selezione dei pezzi più interessanti presenti sul mercato e, alla fine del post, una gallery dalla quale puoi acquistare i tuoi mobili direttamente con un click!


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Il bello dei materiali 6: il cedro

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Il cedro è un albero imponente della famiglia delle Pinacee, originario del vicino oriente, è il simbolo nazionale del Libano, dove purtroppo le poche centinaia di esemplari sono minacciate dal riscaldamento globale.
Dalla fine del Settecento è stato introdotto e coltivato nei parchi e nei giardini di tutta Europa ed è molto diffuso anche alle nostre latitudini.

L’apprezzamento del Cedro è millennario, rinomato per il suo profumo fortemente balsamico e aromatico capace di assorbire i cattivi odori e depurare l’aria, il profumo per noi molto gradevole è invece sgradito agli insetti come le tarme.
E’ un legno stabile e pesante, molto resistente agli urti e al passare del tempo, viene impiegato per la fabbricazione di mobili di pregio e soprammobili.

Per queste caratteristiche quando progettiamo arredi su misura come cassettiere e cabine armadio noi amiamo molto usare il legno di cedro per gli interni

The beauty of the materials 6: the cedar

Cedar is a massive tree of the Pinaceae family, originally from the Near East, it is the national symbol of Lebanon, where unfortunately the few hundred specimens are threatened by global warming.
Since the end of the eighteenth century it has been introduced and cultivated in parks and gardens throughout Europe and is very widespread even in our latitudes.

The appreciation of the Cedar is millennial, renowned for its strongly balsamic and aromatic scent capable of absorbing bad odors and purifying the air, the smell for us very pleasant is instead unpleasant to insects such as moths.

It is a stable and heavy wood, very resistant to shocks and over time, it is used for the manufacture of fine furniture and ornaments.

For all these characteristics when we design custom furniture such as dressers and walk-in closets we love to use cedar wood for the internal elements

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CAFElab | studio di architettura

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Il bello dei materiali 5: il teak

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

Il legno di Teak è un’essenza pregiata, che noi adoriamo tanto per le sue caratteristiche estetiche quanto per quelle meccaniche e fisiche.
Poter progettare mobili in teak è per noi sempre un piacere, soprattutto sapendo che un mobile in teak durerà per decenni con poca manutenzione, anche se è un legno notoriamente costoso.

Le foto che accompagnano questo articolo sono di una home spa che abbiamo avuto il piacere di realizzare.

Come altri legni pregiati il nome Teak è usato per una serie di altre specie come “Teak Brasiliano” (Cumaru) e “Teak Africano” (Afrormosia)
Ma il teak autentico, chiamato anche Burma Teak originario della Birmania, consiste in una sola specie: Tectona Grandis
L’albero cresce fino a 30-35m nelle regioni tropicali a nord dell’Oceano Indiano si trovano piantagioni in Asia, Africa e Sud America.

Il teak naturale a crescita lenta è molto difficile da trovare al giorno d’oggi in quanto le varietà Birmane e Filippine sono rischio di estinzione e il mercato è dominato dal legno di piantagione che però, pur mantenendo le stesse proprietà manca della colorazione profonda e delle belle venature del teak naturale.

E’ un legno facile da lavorare, relativamente leggero e soffre di movimenti stagionali minimi, è abbastanza duro da resistere a graffi e ammaccature pur rimanendo facile da tagliare e modellare, la sua rinomata resistenza all’umidità ha reso il legno di teak la scelta preferita per i deck delle imbarcazioni
Questa incredibile resistenza è principalmente attribuibile all’elevato contenuto di olio del legno, altri legni sono altrettanto resistenti ma sono pochi quelli lavorabili e leggeri come il teak.
Come tutti i legni soffre l’esposizione al sole, diventando progressivamente sempre più grigio, ma per ripristinarne la tonaltà naturale del legno bastano semplici trattamenti

Anche il peso ridotto è importante per il suo utilizzo sui mobili da esterno: una sedia in teak sarà molto più leggera di una in Ipe

The beauty of the materials 5: teak

We absolutely love the teak, both for its aesthetic and mechanical and physical characteristics.
Being able to design teak furniture is always a pleasure for us, especially knowing that a teak furniture will last for decades with little maintenance, even if it is a notoriously expensive wood.

The photos that accompany this article are a home spa that we had the pleasure to design.

Like other precious woods, the name Teak is used for a number of other species such as “Brazilian Teak” (Cumaru) and “African Teak” (Afrormosia)
But the authentic teak, also called Burma Teak, originally from Burma, consists of one species: Tectona grandis
The tree grows up to 30-35m in the tropical regions north of the Indian Ocean are plantations in Asia, Africa and South America.

Slow-growing natural teak is very difficult to find nowadays because the Burmese and the Philippine varieties are endangered and the market is dominated by the plantation wood which, though maintaining the same properties, lacks deep coloration and beautiful veins of natural teak.

It is a wood that is easy to work, relatively light and suffers from minimal seasonal movements, it is hard enough to withstand scratches and dents while remaining easy to cut and shape, its renowned moisture resistance has made teak wood the preferred choice for boat decks
This incredible resistance is mainly attributable to the high oil content of the wood, other woods are just as resistant but few are workable and light as teak.
Like all woods, it suffers from exposure to the sun, becoming progressively more and more gray, but simple treatments are needed to restore the natural tonality of the wood.

Even the low weight is important for its use on outdoor furniture: a teak chair will be much lighter than one in Ipe

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Il bello dei materiali 4: il noce

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Da sempre il noce (Juglans Regia) è uno dei legni più ricercati per i mobili, rivestimenti di pareti e soffitti e strumenti musicali
Il legno di noce è stabile e resistente, definito a porosità semidiffusa con pori grandi e ben riconoscibili e fasce di durame scure e ben marcate che creano una texture molto bella e ricercata adatta all’utilizzo in mobili pregiati
E’ un legno piuttosto pesante e duro, si vernicia e lucida molto bene anche se è facilmente attaccabile da insetti xilofagi.

L’essenza più ricercata e quindi più costosa è il Noce Nazionale, o noce europeo che presenta il colore e le venature più apprezzate nel settore dell’arredamento di lusso

Il Noce Nero Americano, chiamato Noce Canaletto è più duro e più scuro con una colorazione più uniforme è un legno che si lavora bene e può essere piegato al vapore con risultati stabili e prevedibili è più economico del noce nazionale

Il Noce Americano Grigio più chiaro, meno pregiato e più economico   
Il Noce Brasiliano, dal colore castano chiaro, apprezzato come variante esotica.
Il cosiddetto Noce Siberiano (che in realtà proviene dall’Asia pacifica e dall’arcipelago giapponese) che si sta affermando come variante di particolare pregio.

Sentirete parlare anche di “Noce Tanganica” che non è un noce, è più chiaro con un colore biondo rossastro, ha una tessitura diversa sempre molto apprezzato, infatti viene spesso scurito e abbinato al noce

The beauty of the materials 4: walnut

Walnut (Juglans Regia) has always been one of the most sought-after woods for furniture, wall and ceiling coverings and musical instruments
The walnut wood is stable and resistant, defined as semi-diffused porosity with large and well recognizable pores and dark and well marked bands of heartwood that create a very beautiful and refined texture suitable for use in fine furniture
It is a rather heavy and hard wood, it can be painted and polished very well even if it is easily attacked by xylophagous insects.

The most sought-after and therefore most expensive essence is the European Walnut, which presents the most appreciated color and veins in the luxury furniture sector

The American Black Walnut, also called Canaletto Walnut is harder and darker with a more uniform coloring is a wood that works well and can be steamed with stable and predictable results is cheaper than the national walnut

The lightest, least priced and cheaper Gray Walnut
   
The Brazilian Walnut, with a light brown color, appreciated as an exotic variant.

The so-called Siberian Walnut (which actually comes from Pacific Asia and the Japanese archipelago) which is emerging as a particularly valuable variant

You will hear also talk about “Walnut Tanganica” that is not a wallnut, it is lighter with a reddish blond color, has a different texture always very appreciated, in fact it is often darkened and matched with walnut

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Sughero e legno per una casa accogliente

Pubblicato da admin in Design, Design Ur Life

L’impiego di materiali naturali come il legno ed il sughero per il rivestimento degli interni di un’abitazione è un’ottima scelta. Non solo perché si tratta di materiali eco sostenibili, bensì anche per il fatto che tali prodotti sono altamente performanti a livello di isolamento termico ed acustico, senza contare che esteticamente rendono ogni casa calda ed accogliente.

Se anche voi avete deciso di trasformare gli interni del vostro immobile effettuando una ristrutturazione che preveda l’inserimento di complementi d’arredo o finiture in legno e sughero, ecco qui di seguito qualche idea per ispirarvi!

Sughero

Top ed accessori per la cucina

A volte per modificare l’aspetto di una stanza è sufficiente cambiare pochi elementi, come ad esempio gli accessori, le decorazioni ed i rivestimenti dei mobili. Per la cucina che spesso (soprattutto per quello che concerne i modelli più contemporanei) risulta fredda ed asettica, è possibile sostituire il vecchio top per installarne uno in legno o in sughero ed inserire sedute ed oggetti coordinati, realizzati con lo stesso materiale. Con questa piccola modifica l’atmosfera della stanza cambierà radicalmente.

Sughero

Sughero

Decorazioni per interni

Inserendo all’interno della vostra casa dei mobili, dei ripiani o delle piccole decorazioni in legno o sughero, gli spazi risulteranno più accoglienti. É importante, però, fare attenzione alla lavorazione dei materiali ed anche alle finiture. È consigliabile, ad esempio, optare per il sughero compattato, un materiale molto resistente e duraturo nel tempo e per il legno non trattato, il cui aspetto molto naturale lo rende unico.

Sughero

Pareti di sughero

Il sughero è un materiale molto apprezzato per via delle sue proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. Proprio per questo motivo, potrebbe essere utilizzato per il rivestimento interno delle pareti. In modo da insonorizzarle e proteggerle anche dagli sbalzi repentini di temperatura. Questa scelta è molto vantaggiosa anche a livello estetico e funzionale, in quanto è possibile non ricoprire le pareti in sughero ed utilizzarle anche come decorazione a vista.

Sughero

Working area

L’impiego del legno per la decorazione degli interni di un immobile è un’ottima soluzione. Soprattutto se desiderate rendere il vostro studio una stanza ordinata ed accogliente, all’interno della quale è possibile lavorare in comodità e rilassandosi. La tendenza di oggi è quella di acquistare pochi complementi d’arredo, tutti rigorosamente in legno naturale (come ad esempio la scrivania, la seduta e la libreria) e decorare il tutto con accessori fabbricati in sughero (come i portapenne e le bacheche).

Sughero

Lampade

Se il design vi appassiona, sarete felici di sapere che oggi, la maggior parte dei nuovi prodotti realizzati da aziende ed Interior designer sono fabbricati utilizzando materiali organici e naturali. Poiché, oltre che all’estetica entrano in gioco fattori molto importanti, come ad esempio, l’ecosostenibilità. Per questo è importante scegliere prodotti in legno o sughero anche per quanto riguarda l’illuminazione.

Sughero

Complementi d’arredo

I complementi d’arredo realizzati in sughero compattato e legno grezzo sono perfetti per ogni tipologia di abitazione. Sia che essa sia arredata in stile classico, sia in stile Contemporaneo. Inoltre, questi materiali possono essere inseriti all’interno di ogni stanza: in cucina, in camera da letto e perfino in bagno! Oggi, in moltissimi scelgono soluzioni naturali anche per la zona bagno e optano per tipologie di legno resistenti all’acqua ed idrorepellenti, come ad esempio il Teak.

Sughero

Guest post by habitissimo
Crediti: Pinterest

 

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Il bello dei materiali 3: l’abete

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

L’abete è un albero molto diffuso nelle zone alpine e in tutto il nord Europa; è una specie rustica, sempreverde, dalla crescita veloce, adatta ai rimboschimenti e l’abbattimento non provoca danni ai boschi.

Il legno di abete, in particolare dell’abete rosso è molto utilizzato per le sue caratteristiche peculiari:
Nonsostante sia un legno tenero e con un basso peso specifico, è molto stabile, cioè assorbe poca acqua e quindi si deforma poco al variare della temperatura e dell’umidità, in più, essendo leggero è facilmente trasportabile e lavorabile, essendo un legno resinoso è naturalmente protetto dagli attacchi degli insetti xilofagi.

L’essiccamento è relativamente veloce e non richiede particolari attenzioni.
L’abete trova molteplici applicazioni in edilizia, sia massello che sotto forma di legno lamellare, è un ottimo isolante sia termico che acustico, ha una buona resistenza alla compressione; le sue caratteristiche di elasticità e resistenze lo rendono una scelta ideale per le strutture portanti delle case prefabbricate in legno.

L’abete bianco, ha caratteristiche diverse, è più tenero, ci sono più nodi e va protetto dall’attacco degli insetti e dall’umidità, per questo è meno adatto all’utilizzo in edilizia.

The beauty of the materials 3: Fir

Fir is a very common tree in the alpine areas and in all of northern Europe; It is a rustic species, evergreen, with a fast growth, suitable for reforestation and the cut does not cause damage to the woods.

Fir wood, in particular the Spruce, is very used for its peculiar characteristics:
despite being a soft wood with a low specific weight, it is very stable, absorbs little water and therefore deforms little when the temperature and humidity vary, moreover, being light it is easily transportable and workable, being a resinous wood it is naturally protected from the attacks of the xylophagous insects.

The drying is relatively fast and does not require special attention.
The fir wood has many applications in construction, both solid wood and in the form of laminated wood, is an excellent insulator both thermal and acoustic, has a good resistance to compression; its characteristics of elasticity and resistance make it an ideal choice for the load-bearing structures of prefabricated wooden houses.

The silver fir, has different characteristics, is more tender, there are more knots and must be protected from attack by insects and moisture, so it is less suitable for use in construction.

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Il bello dei materiali: il legno 1

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

La conoscenza approfondita dei materiali non solo quelli da costruzione ma soprattutto tutti quei materiali che contribuiscono a dare personalità a un progetto è molto importante per un architetto, per noi di CAFElab è molto interessante studiare le possibilità e sperimentare gli utilizzi dei materiali, che siano gli ultimi ritrovati della tecnologia industriale come quelli più tradizionali.
Uno dei materiali da manifattura più diffusi al mondo è naturalmente, il legno,
su cui c’è una sapienza millenaria, fatta di esperienze e tecnicne di lavorazione tradizionali che rischiamo di perdere.
Questo è il primo di una serie di articoli con cui esploreremo le qualità delle essenze più comunemente utilizzate

100.000 alberi diversi

In tutto il mondo sono state identificate oltre 100.000 diverse specie di alberi; molte sono in pericolo, inaccessibili o non sono adatti per essere utilizzati come legname. In effetti, solo una piccolissima parte viene utilizzata come materiale da costruzione, una piccola porzione che però comprende oltre 500 specie

Per lo più tendiamo ad utilizzare essenze geograficamente vicine, la Quercia, il Castagno e varie conifere come il Pino, l’Abete e il Larice ma in tutto il mondo si trovano legni dalle qualità e dai colori più variegati

Misurare la durezza

Uno dei modi per classificare e quindi identificare il possibile utilizzo di un legno è la durezza: ci sono vari metodi empirici, in Europa si predilige il test di Brinell, che consiste nel misurare l’impronta lasciata da una sfera di ferro da 1 cm su cui si esercita una pressione calcolata in chili per centimetro quadrato.

Sulla base della durezza i legni si dividono in tenerissimi, teneri, mediocremente duri, molto duri, durissimi e ossei

Comprensibilmente più un legno è duro, più è difficile lavorarlo

il Ritiro

E’ un indicatore fondamentale: il legno asciugandosi si contrae, questo è spesso un buon indicatore di quanto il legno si deformerà in seguito ai cambiamenti ambientali, un effetto chiamato movimento stagionale.
Si dice spesso che il legno è vivo perchè, per esempio, assorbe l’umidità dell’aria contraendosi o espandendosi.
Un legno che si muove molto non è adatto per applicazioni in cui la deformazione non è accettabile.

Ci sono altri fattori che qualificano un legno come il peso, la stabilità e la presenza e la disposizione dei nodi che possono caratterizzare un legno in maniera distintiva, come per esempio il larice.
E infine il colore gioca probabilmente il ruolo più importante nella scelta dell’essenza anche se naturalmente un legno può essere trattato per assumere qualsiasi tipo di aspetto.

The beauty of materials: wood 1

The in-depth knowledge of both building materials and those that contribute to giving personality to a project is very important for an architect, for us at CAFElab it is very interesting to study the possibilities and experiment with the use of materials, both the latest findings of industrial technology as well as the more traditional ones.

One of the most widespread manufacturing materials in the world is, of course, wood, on which there is a millennial wisdom, made up of experiences and traditional manufacturing techniques that we risk losing.
This is the first of a series of articles with which we will explore the qualities of the most commonly used essences

100,000 different trees

More than 100,000 different tree species have been identified worldwide; many are in danger, inaccessible or are not suitable for use as lumber. In fact, only a very small part is used as a building material, a small portion that however includes over 500 species
Mostly we tend to use geographically close essences, the Oak, the Chestnut and various conifers such as Pine, Fir and Larch but all over the world we find woods with the most varied qualities and colors.

Measure hardness

One of the methods for classifying and therefore identifying the possible use of a wood is the hardness: there are various empirical methods, in Europe the Brinell test is preferred, which consists in measuring the impression left by a 1 cm iron sphere on which pressure is exerted
Based on the hardness of the wood are divided into very tender, tender, moderately hard, very hard and bony. Understandably, more wood is hard, the harder it is to work it

Shrinkage

It is a fundamental indicator: the drying wood contracts, this is often a good indicator of how the wood will deform as a result of environmental changes, an effect called seasonal movement. It is often said that wood is alive because, for example, it absorbs moisture from the air by contracting or expanding. A wood that moves a lot is not suitable for applications where the deformation is not acceptable.

There are other factors that qualify a wood such as weight, stability and the presence and arrangement of the knots that can characterize a wood in a distinctive way, such as larch.
And finally, color plays probably the most important role in the choice of the essence even if naturally a wood can be treated to take on any kind of appearance.

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Bagni in resina e microcemento

Pubblicato da blog ospite in Easy Relooking, Idee, Interiors

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L’ambiente più intimo e riservato della casa diventa protagonista. Il bagno è, infatti, la stanza dove trascorriamo sempre più tempo per prenderci cura di noi stessi. Creare un ambiente funzionale ma allo stesso tempo elegante e rilassante diventa dunque la parola d’ordine quando si parla di home living e decor. Le tendenze abitative degli ultimi anni confermano che l’utilizzo di resine, malte e microcemento stanno conquistando gli addetti ai lavori e soprattutto la clientela.

Bagni in resina, una scelta di design e gusto estetico

Ambienti minimal, spesso monocromatici, che donano alla stanza un senso di continuità e ampiezza. Le resine impiegate come rivestimento per pavimenti e pareti del bagno sono in grado di conferire all’ambiente un aspetto materico, uno spiccato gusto industriale, un mood essenziale, lineare e pulito che si sposa con l’utilità di questo spazio. Bianco, tonalità di grigio e marrone, dai toni più chiari ed eterei a quelli più scuri e decisi, sono i colori più in voga, quelli che conferiscono allo spazio un aspetto più naturale. Ad arricchire (ma non troppo) gli ambienti ci pensano sanitari lineari e sospesi, lavabi dalle linee basiche poggiati su top ricercati (in marmo, legno o pietra), vasche e box doccia anch’essi rivestiti in resina e pochi alti elementi di arredo. Tutti elementi in grado di conferire uno stile elegante ma minimal ed essenziale.

Bagni in micro cemento, una scelta di stile per ristrutturazioni e non solo

La tendenza del momento è ristrutturare utilizzando il microcemento per pareti e rivestimenti. Un materiale  ultra resistente e pratico da pulire. Mixando top in legno a complementi d’arredo dal gusto retrò (con specchi a cornice o mensole laccate) anche case classiche, rustiche oppure in stile acquistano un mood contemporaneo, moderno. Questo particolare rivestimento è, infatti, estremamente versatile e si combina alla perfezione con differenti stili, sia classici che moderni. L’atmosfera che si respira è quella di un ambiente intimo e accogliente ma con carattere ed eleganza. Il senso di ampiezza degli spazi e la continuità delle dimensioni sono garantite dalla possibilità di utilizzare il microcemento anche per rivestire interamente una vasca, un lavabo o addirittura un box doccia.

Via Pinterest

Microtopping: cos’è e perché sceglierlo

Il microtopping, o micro cemento, è perfetto per rinnovare gli ambienti, è veloce da applicare, è innovativo ed ecologico, ma è soprattutto un elemento di design grazie all’effetto materico che conferisce agli spazi. Si tratta di un prodotto unico, in grado di personalizzare bagni o altre stanze grazie alla realizzazione a mano.

Perchè sceglierlo rispetto ad altri rivestimenti?

Il microtopping è utilizzabile sia in ambienti esterni sia interni, grazie alla sua particolare resistenza agli agenti atmosferici. E’ estremamente resistente alle sollecitazioni e agli urti, è facile da pulire e anche da riparare in caso di danneggiamento. Ma la caratteristica principale è la resa in termini estetici unica e particolare. Può essere applicato sopra qualsiasi superficie evitando di dover rimuovere vecchi pavimenti o rivestimenti e viene realizzato in pochi giorni. Questo particolare tipo di rivestimento è uno dei pochi in grado di offrire al cliente soluzioni estetiche di design innovative, visto che è personalizzabile in base al gusto estetico. Un box doccia interamente in microtopping con nicchia per accessori o una vasca da bagno con scalini sono solo alcuni esempi di cosa si può fare con il microtopping.

Voi lo utilizzereste nel vostro bagno?

L’articolo Bagni in resina e microcemento proviene da easyrelooking.

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