12 Maggio 2019 / / Design

Le strategie commerciali si basano su esigenze reali di mercato e non solo su statistiche e trend legati al mondo dell’abitare. Lo sa bene l’azienda Marchi Cucine che, monitorando e analizzando le vendite del 2018 e l’andamento del primo quadrimestre del 2019, ha delineato una nuova tendenza d’acquisto da parte delle giovani coppie e dei single.

Pur mantenendo il core business su cucine di ampie metrature, Marchi Cucine ha saputo modulare la propria offerta per soddisfare la richiesta di una nuova clientela, molto esigente in fatto di qualità e di rifiniture, che dispone di spazi abitativi ridotti che vanno ottimizzati anche grazie agli elementi della cucina studiati per essere efficienti e funzionali.
Marchi Cucine, da anni leader nella produzione di cucine artigianali, propone alcuni modelli pensati proprio per favorire questo nuovo pubblico: Kreola e Nolita, due cucine contraddistinte da un gusto unico ed inconfondibile, “marchio di fabbrica” di tutta la produzione del brand.

Kreola e Nolita sono caratterizzati dalla versatilità e sono studiati per permettere di combinare elementi, finiture e accessori, così da creare ambienti che uniscono stile, funzionalità e rispondono al gusto e alle esigenze del nuovo pubblico.

Cucina Nolita @Marchi Cucine

Cucina Kreola @Marchi Cucine

Kreola è una cucina che si presta ad essere personalizzata diventando parte essenziale della zona living. Realizzato con materiali pregiati e resistenti -quali legno massello e marmo- questo modello offre la certezza di una qualità che dura nel tempo, anche grazie al suo design contemporaneo dalle linee pulite e rassicuranti. Kreola è disponibile nei colori beige, bianco gesso e polvere.

Cucina Kreola @Marchi Cucine

La cucina Nolita si caratterizza per la scelta di esaltare, accostandoli, gli elementi materici come il legno sbiancato, il metallo e i mattoni a vista, particolari che conferiscono uno stile prettamente industrial. Per personalizzare l’angolo cottura si possono sfruttate in modo originale le ante a ribalta formate da pannelli in lavagna inseriti in una cornice in legno neutro.

Cucina Nolita @Marchi Cucine

12 Maggio 2019 / / ArtigianaMente

Finalmente questa settimana abbiamo definito il progetto della nuova cameretta di Nicolò, scegliendo i colori, la disposizione dei mobili, le finiture… Credo sarà una bella cameretta, divertente ma anche attuale per quando sarà più grandicello. Pensando al progetto mi viene da dire che ciò che lo caratterizza sono il design e la qualità dei materiali. Non vediamo l’ora che si concretizzi, tra 2 mesetti. Ahimé, dovremmo armarci di pazienza. Nel frattempo però ti mostro alcuni particolari.

La cameretta di Nicolò

Ormai la camera di Nicolò ha fatto il suo corso: sta crescendo, i mobili e lo spazio vanno ripensati perché non corrispondono più alle sue esigenze. Così a 10 anni Nicolò avrà una cameretta tutta nuova, con mobili salva spazio, una scrivania come si deve, delle mensole per riporre i libri.

Attualmente sono i mobili Ikea ad arredare la camera da letto.

Il progetto e le nuove finiture

Il progetto è opera dell’architetto Elena di TollotandC. Elena è una persona deliziosa, piena di pazienza e super professionale. Devo dire che grazie a lei questo progetto è davvero un’avventura divertente e stimolante.

Per la nuova stanza abbiamo sfruttato la tutta la geometria della stanza, per esempio, la nicchia creata dall’attiguo box doccia che ospiterà un letto in alto. Sotto il letto abbiamo deciso di inserire l’armadio per liberare la stanza dagli ingombri dei mobili che rimpiccioliscono ulteriormente la stanza.

La scrivania riceverà tutta la luce della finestra e unirà gli spigoli del letto alla parete opposta, su cui correrà {più in alto, a livello dello stipide della porta} una lunga mensola. In questo modo lo spazio sembrerà più grande e comodo da vivere.

Abbiamo optato dei mobili seriali. Nonostante le misure standard essi hanno risposto alle nostre esigenze: si tratta di mobili in legno, laccati e spazzolati, prodotti da Callesella. L’azienda lavora artigianalmente per cui risulta flessibile e soddisfa molte richieste che si scostano dal catalogo.

A noi sono piaciute le finiture color bianco, carta da zucchero e petrolio: il bianco dominerà, mentre gli altri due colori serviranno per alcuni dettagli {… non posso svelarti tutto }. Purtroppo le immagini non rispecchiano fedelmente le cromie.

La testiera del letto è stato un dilemma. Inizialmente avevamo scelto la collezione Outwall di Dominique Kieffer by Rubelli, ma i colori non ci hanno convinti appieno e preferito la linea Lin Bombé.

Non mancheranno i tocchi di design… la lampada Tolomeo di Artemide, l’appendiabiti Hang it all di Vitra e la sedia Trip Trap di Stokke che zia Mari ha regalato a Nicolò in occasione del battesimo.

Speriamo che il risultato sia soddisfacente, soprattutto per Nicolò… ora non ci resta che aspettare.

Che ne dici?

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12 Maggio 2019 / / Architettura

L’innovativo progetto dello studio di architettura tailandese Octane architect&design, ci porta in una villa privata tailandese.
L’architettura è caratterizzata da volumi disposti liberamente fuori terra, la struttura e le coperture convergono verso un cortile centrale che svolge le funzioni dell’Atrium di una Domus dell’antica Roma:
“un cortile, dove la luce del sole è lasciata libera di passare e dove può cadere la pioggia. Il muro diagonale collega la struttura esterna dell’edificio con quella del cortile, così come fa il tetto (inclinato)”

Ma, mettendo da parte per un momento l’eleganza della soluzione, concedeteci per una volta uno sfogo.

Sono quasi 10 anni che su Coffee Break condividiamo con voi i progetti di architettura che ci colpiscono e ci ispirano;
la quasi totalità dei progetti che trovate qui NON sono stati realizzati in Italia

In progetti come questi salta dolorosamente agli occhi la libertà di cui hanno potuto godere gli architetti e i loro committenti:
anno di realizzazione 2019, volumi liberamente disposti sul terreno, grandissime vetrate…

Impensabile per noi!

In Italia ci vorrebbero anni; un progetto del genere starebbe ancora girando per uffici pubblici, in 5 copie, accantonato in un angolo da svogliati impiegati, in attesa del nulla osta, del silenzio assenzo, dell’integrazione, con un faldone si riempirebbe di richieste, solleciti, numeri di protocollo ecc ecc

O peggio, sarebbe stato ferocemente osteggiato da tutti coloro che non concepiscono qualcosa di diverso dall’edilizia vernacolare, la famosa edilizia povera ma sapiente, che dovrebbe “sorprendere per la felice sintesi forma-materia”,  ma che nella maggiorparte dei casi delude, perchè l’edilizia che vediamo girando lo sguardo tutta questa sapienza non ce l’ha.

Così mentre in altri paesi gli architetti hanno la possibilità di portare avanti una ricerca architettonica concreta, sperimentare materiali e soluzioni, realizzare architettura, fare cultura,
in Italia, no, un architetto anche quando riceve carta bianca  dal committente, al massimo può progettare qualcosa che sia accettabile dall’articolo di un tal Regio Decreto e che sia anche mimetico coi palazzotti che stanno intorno, costruiti nel dopoguerra, con un pò di mattoni, tufo, e quel pò di cemento che a giudizio del mastro bastava per farli rimanere in piedi.

L’Italia è famosa in tutto il mondo per la sua meravigliosa architettura perchè i nostri predecessori hanno avuto coraggio, hanno osato sperimentare e spingere le tecniche e i materiali ai limiti.
Oggi invece ci viene imposto di arrenderci all’indolenza di una burocrazia elefantiaca che si nasconde dietro leggi e normative, abbassare il livello, non osare, non progettare.

Questo si traduce in immobilismo e arretratezza

E noi non ci stiamo.

immagini VIA

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CAFElab | studio di architettura