25 Luglio 2019 / / Dettagli Home Decor

concorso di design nuova edizione 2020

Partecipa alla nuova edizione di A Design Award & Competition , il più importante concorso internazionale di design. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 settembre. Tutte le informazioni in queto articolo. 

A’ Design Award & Competition, il prestigioso premio per il design più influente al mondo, è nata a Como nel 2009 e fin da subito ha riscosso un grande successo a livello internazionale. Ogni anno, infatti, il numero dei partecipanti tutti di nazionalità diverse aumenta notevolmente.

Chi può partecipare al concorso?

A‘Design Award, aperto a designer, architetti, artisti e aziende di tutto il mondo, comprende ben più di 100 categorie di design. Tra queste troviamo architettura, interior design, materiali da costruzione, arredamento, illuminazione, grafica, comunicazione, moda, tecnologia, prodotti per bambini, per animali e molto altro ancora.

Puoi trovare l’elenco di tutte le categorie a questo link.

concorso internazionale di design

Perché partecipare?

Il premio A’Design Award è uno dei premi di design più prestigiosi.  I vincitori del premio ricevono un trofeo in metallo stampato in 3D e una serie di altri vantaggi: un certificato di eccellenza, la pubblicazione del prodotto nel volume annuale, un’intervista esclusiva pubblicata sul sito web di  A’ Design Awards,  utilizzo gratuito dei servizi di DesignMediator, un invito gratuito per due persone alla cerimonia di premiazione con serata di gala. In quell’occasione sarà inoltre presentata una mostra con esposti tutti i prodotti vincitori. Oltre a ciò non mancherà una ricca campagna pubblicitaria con interviste e articoli su riviste e portali web volta a promuovere e diffondere i progetti vincitori, la progettazione e stampa di manifesti in formato A2 per le mostre e l’inserimento nelle classifiche mondiali del design.

A questo link puoi trovare l’elenco completo dei vantaggi.

premio concorso A'Design Award

La giuria e metodologia

La giuria di A’Design Award è composta da 209 membri tra designer, professori, imprenditori e giornalisti provenienti da tutto il mondo, ognuno dei quali deve firmare un accordo e seguire un codice di condotta. Al fine di evitare conflitti di interesse, i giurati non possono essere dipendenti delle società partecipanti. Inoltre, a differenza di altri premi o concorsi di design, A’Design Award fornisce gratuitamente dei “punteggi preliminari” e feedback per aiutare i progettisti o le aziende che stanno prendendo in considerazione l’idea di partecipare al concorso.

Il processo di valutazione di un “Design Award & Competitions” richiede diverse settimane poiché ogni iscrizione viene attentamente valutata. Ma ancora più importante, prima che le iscrizioni siano accettate, ogni progetto viene controllato dozzine di volte e la giuria esprime il proprio voto in modo indipendente senza alcuna possibilità di influenzarsi a vicenda.

Puoi trovare tutte le informazioni sulla giuria e sulla metodologia qui .

serata di gala A Design Award

Premiazione con serata di Gala A’Design Award

Come iscriversi

Le iscrizioni per la presentazione anticipata del progetto si chiudono il prossimo 30 settembre 2019. I risultati saranno resi pubblici il prossimo 15 aprile 2020. Dettagli Mag da quest’anno è tra i media partner di A Design Award e vi terremo sempre aggiornati su questa nuova edizione con nuovi articoli e, naturalmente, non mancheremo di pubblicare i progetti vincitori del premio.

Per registrarsi al concorso clicca su questo link https://competition.adesignaward.com/registration.php

A’ Design Award & Competition 2019 i vincitori

Ecco di seguito una piccola selezione dei progetti vincitori dell’edizione che si è da poco conclusa, estrapolati dalla categoria arredamento, architettura e interior design.

divano imbottito marrone e blu

divano Bandage by Bogdanova Bureau

interior design Villa moderna

Feliz Villa Suite Hospitality di Nakahara Norito

poltrona di design pieghevole

Poltrona pieghevole di Serge Atallah

progetto di architettura

Qin Garden Holiday Villa di Shuai Wang

carrello bar di design

Vello Bar Cart by Fabricio Roncca

casa stile loft con soppalco

Inclayer Residential House di Masayuki Miki

sedia in legno di design

Portuguese Roots by Alexandre Caldas

moderna casa in pietra

Stone House di Hueb Ferreira

lampade da esterno in cemento

Vira Garden Collection Lampade da esterno di Lucas Bittar

sgabelli di design

Drum by Serge Atallah

bar pasticcieria dal design attuale

Zanotti Bread Pastries and Coffee by Flussocreativo Design Studio

lampada da scrivania regolabile

Lampada da scrivania orientabile Umbu di Juliana Bertolucci Atelier Bam

locale in stile industriale

The Skull Lounge Bar di Amir Cherni

progetto di architettura

Tsingpu Baisha Retreat di Yoshimasa Tsutsumi

porta tutto d'appendere

Goccia di Giuliano Ricciardi

una casa flessibile

Casa Ojala Casa altamente flessibile di Beatrice Bonzanigo

 

Per saperne di più su A ‘Design Award:  https://competition.adesignaward.com/

Scopri i design premiati: https://competition.adesignaward.com/winners.php

Per maggiori informazioni su pubblicità e pubblicazioni: https://competition.adesignaward.com/publications.html

 

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25 Luglio 2019 / / Architettura

Finalmente vi parlo di un altro mio lavoro.

L’anno scorso è successa una cosa fighissima: che una donna fighissima mi abbia chiesto di progettare il locale che stava per aprire…in CINA!

La richiesta
è arrivata improvvisa e frettolosa ma carica di entusiasmo e di allegria e sono
stata travolta dal vortice, dall’energia, dalla caparbietà e allegria di questa
ragazza e del compagno.

In Cina a Changsha,
nella regione del Hunan, è stato realizzato un immenso e bellissimo parco a
tema ITALIA che ha inaugurato il 28 settembre scorso e questi avventurosi
ragazzi hanno deciso di aprire un locale, con prodotti tipicamente italiani o
meglio romani, all’interno del parco.

Frutto della collaborazione tra un’importante società cinematografica cinese attiva nel settore dell’intrattenimento, e la creatività degli italiani, questa nuova Little Italy è in realtà un originalissimo parco divertimenti, costruito come se fosse un borghetto nostrano con ristoranti, cafè e negozi in puro stile italiano, si chiama hb Italian town Changsha ed è dedicato alle eccellenze italiane.

Il mio
compito è stato quello di progettare il locale a distanza, supportata da tutta
la squadra di progettisti Cinesi prima ed esecutori dopo.

come arredare un locale

Roberta e il
suo compagno sono stati bravissimi nell’aiutarmi a realizzare tutto nel minor
tempo possibile, con le idee chiare e tanto entusiasmo, abbiamo progettato un
locale affascinante, funzionale, moderno, di design e che in qualche modo
richiamasse anche alcuni elementi dell’Italia come le mattonelle che imitano le
vecchie cementine e che tanto successo hanno riscosso, al punto che i
visitatori entrano per fare le fotografie e il video promozionale è stato
realizzato nel loro ristorante e le cementine immortalate!

Abbiamo
utilizzato questo rivestimento per la porzione di parete dietro al banco di
lavoro per un tappeto al centro del pavimento del locale, incorniciato da altro
gres effetto parquet e per rivestire i due parallelepipedi delle casse, una
integrata nel bancone e una all’ingresso.

  • Le cementine e il legno sono due degli elementi caratterizzanti questo locale e che vogliono ricordare l’italia e le fraschette in una veste elegante e contemporanea
come arredare un locale

Il bancone e
una lunga ed elegante boiserie in legno sormontata da tutte le vetrine e i
piani per l’esposizione e la preparazione dei cibi, al centro del locale ci sono
degli scaffali espositori, anch’essi disegnati da noi, dalla forma tondeggiante
e morbida che accompagna l’incedere dei visitatori tra gli scaffali dove si
possono acquistare prodotti tipici italiani, è presente anche il banco
gelateria, dei tavolini e piano snack per una degustazione veloce. In questo
ambiente dai tratti rustico contemporaneo, che richiama un po’ l’atmosfera
delle nostre fraschette, abbiamo inserito sgabelli e luci di design per creare il
giusto contrasto e donare il tocco di stile che ci contraddistingue.

come arredare un locale
Italian Moodboard!

  • Work in progress e tanta polvere per gli scaffali espositori!
  • Cementine vintage e sgabelli di design
  • schema bancone

Per l’illuminazione è realizzato un controsoffitto con faretti perimetrale e specifico per illuminare la parte operativa, mentre al centro del locale sopra gli scaffali abbiamo creato due installazioni luminose originali con due vecchie scale e lampadine, anch’esso simbolo della creatività che contraddistingue l’Italia e della mia personale passione per l’upcicling!

come arredare un locale
le eleganti lampade pendenti nere illuminano e decorano il bancone, la parte retro banco è invece illuminata da faretti tecnici, che si ripetono su un controsoffitto perimetrale al locale
  • Pianta dell’illuminazione
  • Al centro del locale è stata realizzata un’istallazione luminosa creativa con scale e luci

Ho dovuto provvedere alla progettazione anche degli ambienti tecnici, bagno, spogliatoio, laboratorio ed anche se a volte la comunicazione è stata complessa devo dire che i Cinesi sono davvero ben organizzati e tutto era pianificato per poter lavorare al meglio.

Roma 900 è
così sbarcato in Cina in tutto il suo splendore e sono orgogliosa e grata ai
ragazzi di avermi dato la possibilità di fare questa esperienza e chissà…magari
di andare a Changsha a vederlo dal vivo, sarebbe bellissimo.

L’articolo Come arredare un locale…in Cina! proviene da Architettura e design a Roma.

25 Luglio 2019 / / Charme and More

Bianco e nero da indossare in estate in total look o abbinati.

Gli opposti si incontrano creando un mix cromatico intramontabile e di stile.

Un binomio perfetto di eleganza e semplicità; la scelta vincente per essere sempre impeccabili sia indossando outfit casual da giorno che sofisticati per la sera.

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Indossare il nero d’estate in total look, anche quando le temperature sono elevate è possibile puntando su tessuti freschi come il lino, il cotone o la garza (in lino o cotone) declinati su abiti o pantaloni over-size.

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Maxi dress e cappello in lino biologico fatti a mano da DALEKO.

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Copyright © LINENFOX
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Abito a tunica in lino biologico di Linenfox.

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L’articolo Bianco e nero d’estate. proviene da Charme and More.

25 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Se ti stai chiedendo come scegliere il futon, allora devi sapere che non sono poche le info da studiare, anche se non si tratta di nulla di complesso. Innanzitutto, le operazioni di scelta non sono poi tanto diverse da quelle relative ai comuni materassi occidentali, e il motivo è presto detto: dettagli come la qualità dei materiali e lo spessore del materasso possono fare (e fanno) tutta la differenza del mondo. Per questo motivo, conviene partire da una breve premessa sui materassi giapponesi, e in seguito studiare tutti i fattori da analizzare per acquistare il materasso giapponese perfetto per il tuo caso.

Materasso futon matrimoniale srotolato a terra

Che cosa è

Prima di leggere la nostra guida all’acquisto, ti conviene capire esattamente di cosa stiamo parlando. A tal proposito, noi ti consigliamo di approfondire il vasto mondo dei “materassi che si arrotolano” sul sito futon.it: un ricco contenitore di notizie, di curiosità e di guide su questi complementi giapponesi così amati anche in Italia. In questa sezione, invece, ci limiteremo a fornire una breve ma esaustiva definizione. La traduzione dal giapponese è – come detto – “materasso che si arrotola”: si parla di un complemento dalla storia molto antica, realizzato in strati di cotone vergine cardato, del tutto privo di elementi artificiali. In Occidente siamo soliti utilizzare altri materiali insieme al cotone cardato, ma questo avremo modo di scoprirlo fra poco.

Come sceglierlo
Esistono alcuni aspetti preponderanti che vanno presi in analisi, e che approfondiremo uno ad uno nei paragrafi a seguire. Intanto è fondamentale valutare lo spessore del materasso giapponese, perché da esso dipende il grado di comfort e la durezza del complemento. In secondo luogo, non vanno sottovalutati i già citati materiali che compongono l’imbottitura del materasso, ancora una volta per una questione di comodità. Poi troviamo altri elementi che in realtà appartengono a tutti i materassi, ma che diventano decisivi anche in questo caso, come ad esempio la taglia. Pronto per cominciare?

Spessore del materasso

Leggendo la guida all’acquisto del futon sul sito futon.it emerge in primo luogo tutta l’importanza dello spessore, come detto per una questione di comfort. Qui è il caso di dire che esistono delle grandi differenze fra i materassi giapponesi e quelli pensati per l’Occidente. Nel primo caso lo spessore è piuttosto ridotto, e si attesta intorno agli 8 centimetri, ma in Italia i materassini di questa misura vengono usati più che altro per la pratica del massaggio shiatsu. Nel secondo caso, invece, le medie partono da circa 11 centimetri e possono tranquillamente superare i 20. Il nostro consiglio è di optare per un materasso giapponese con uno spessore pari ad almeno 14 centimetri, perché così potrai contare su un complemento più morbido.

Considera che non c’è nulla di male nell’acquistare un materasso con uno spessore più basso, ma non devi farti prendere dalle ansie. Cosa vogliamo dirti? Che un futon più spesso è comunque un futon originale, quindi non andrai ad intaccare lo stile d’arredo della tua camera da letto, se ti piace il look giapponese. Semplicemente, optando per uno spessore maggiore, potrai garantirti una maggiore morbidezza e quindi un grado di comfort più alto. Noi occidentali, infatti, non siamo abituati a dormire su materassi poco spessi, mentre i giapponesi hanno questa abitudine da secoli.

Materiali e strati

Poco sopra ti abbiamo accennato all’importanza dei materiali, e anche qui troviamo alcune differenze fra materassi giapponesi e i modelli progettati per il mercato nostrano. Consultando l’approfondimento sul futon occidentale di futon.it, ecco cosa scopriamo: in questi tipi di materassi non si trovano soltanto gli strati in cotone vergine cardato, ma anche altre lastre, come quelle realizzate in lattice o in fibra di cocco. La funzione di questi inserti è, ancora una volta, una questione di comfort: i suddetti strati aggiuntivi, difatti, hanno lo scopo di rendere il materasso più comodo.

In genere queste lastre vengono inserite in posizione centrale, e possono anche fungere da supporto per la schiena, come nel caso dei filamenti di cocco. Il motivo? Consentono al cotone cardato di schiacciarsi in misura minore. Chiaramente la presenza di questi strati aggiuntivi rende molto complesso arrotolare il materasso, quindi si parla di complementi adatti per una sistemazione fissa sul letto. Questa è un’altra differenza piuttosto importante, se si mettono a confronto i futon all’occidentale e quelli prettamente giapponesi.

Cotone biologico e certificazioni

Un approfondimento a parte lo merita il materasso giapponese biologico, anche perché spesso l’etichetta “bio” non è poi tanto chiara, e viene di frequente fraintesa. Nella guida al futon bio di futon.it si spiega chiaramente quanto segue: per biologico si fa riferimento ai materiali che provengono da coltivazioni di cotone bio. In altre parole, da coltivazioni che seguono i ritmi imposti dalla natura, e che non fanno uso di pesticidi e di altri agenti di questo tipo, come i concimi chimici. Purtroppo non è semplice distinguere un futon 100% cotone da un complemento in cotone biologico, però ci vengono in aiuto le apposite certificazioni.

Taglia
In tal caso ci sarebbe ben poco da aggiungere, perché si parla di un argomento comune a tutti i materassi. Quando arredi la tua zona notte, infatti, devi stabilire la taglia che meglio si adatta ai tuoi desideri e al tuo caso. Ad esempio, se hai intenzione di dormirci insieme al tuo partner, dovrai ovviamente optare per una misura matrimoniale. Se invece lo userai per i tuoi bambini, potrai scegliere un complemento con una taglia ridotta.

Futon singolo con testiera in legno

Tipologia d’utilizzo
Abbiamo deciso di chiudere questa guida su come scegliere il futon concentrandoci su un altro aspetto importante, ovvero la tipologia di utilizzo. Quando acquisti questo materasso, difatti, devi partire da un’idea chiara sull’uso che ne farai. Per farti un esempio, un modello occidentale con uno spessore un po’ più basso (intorno agli 11 centimetri) potrebbe essere la scelta migliore per il letto degli ospiti. Se invece desideri un complemento da usare per i massaggi, allora ti conviene optare per un materassino con uno spessore intorno ai 6 centimetri. Lo stesso discorso vale se intendi portarlo spesso con te, dunque se hai l’esigenza di arrotolarlo in tutta comodità. Infine, puoi anche considerare la possibilità di acquistare un divano futon.

Divano letto futon kanto

25 Luglio 2019 / / Architettura

Per cambiare un pavimento che non ci piace più non bisogna demolire. Si può rivestire un pavimento esistente con tante opzioni. Te le spiego nel post.


Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

E’ davvero difficile convincersi ad imbarcarsi in un lavoro di ristrutturazione del genere, se non c’è un’esigenza di vita o morte.

Fortunatamente non è più necessario grazie alle tante opzioni possibili che ti permettono di posare un nuovo pavimento su quello esistente.

Ce ne sono almeno 5 di cui ti voglio parlare oggi, per darti tutti gli strumenti per scegliere in modo facile e veloce.

#1 Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato

Il laminato è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

  • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
  • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
  • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
  • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
  • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato
Photo by Erick Palacio on Unsplash

#2 rivestire usando la flessibilità del vinilico

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico è la scelta giusta.

Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%è
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).

#3 rivestire con la monoliticità della resina

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

  • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo
  • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
  • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
  • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
  • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
  • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
Rivestire un pavimento esistente con la resina
Photo by Nvdu on Unsplash

#4 la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince.

Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

  • come la resina ha uno spessore di 3 mm, che ti consente di rivestire un pavimento esistente ma senza dover modificare o limare i serramenti.
  • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..).
  • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore
  • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
  • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Quindi meglio affidarsi a dei professionisti del mestiere.
  • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

#5 la resistenza del gres

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto.

In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

  • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati
  • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
  • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro
  • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta.

Quale tra questi materiali sceglierai?

Ora che conosci tutte le opzioni e tutte le loro caratteristiche sei pronto a scegliere.

Quale tra i materiali di cui ti parlo sopra preferisci?

Ce n’era qualcuno che non conoscevi? Fammelo sapere nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Come rivestire un pavimento esistente: le 5 alternative tra cui scegliere facilmente sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

25 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Amaca: quanti e quali tipi esistono e perché ci piace così tanto

Anche voi avete sempre sognato di avere un’amaca?
Io ne sono sempre stata affascinata e da piccola desideravo averne una al posto del letto.

Sono convinta di averla vista la prima volta in Peter Pan, forse ci dormivano i bambini sull’Isola che Non C’è, sta di fatto che per me divenne una sorta di ossessione che mia mamma si è puntualmente ostinata a sabotare.

Non avendo mai avuto un giardino o un terrazzo abbastanza grandi, il mio sogno è rimasto tale (fino ad oggi!).
Crescendo mi sono resa conto che forse dormire tutti i giorni in questo giaciglio pensile può non essere così piacevole come dondolarsi qualche ora in riva al mare, magari con un cocktail gelato tra le mani…ma nonostante le avversità e i sabotaggi materni, la fascinazione per questo esotico letto sospeso è rimasta sempre fortissima.

Cosa ci piace così tanto dell’amaca?
Perché anche da adulti continua ad esercitare su di noi un’attrazione magnetica? Sarà il dondolare che ci culla verso stati di relax assoluto? Sarà che ci trasporta subito verso assolate isole tropicali e acque cristalline?

Partiamo dalla sua storia e vediamo quanti e quali modelli di amaca esistono. Preparati, perché c’è solo l’imbarazzo della scelta tra amache tradizionali, freestanding, a poltrona, a letto, giganti…

Storia

Prima cosa da sapere è come si pronuncia. L’accento va sulla seconda “a” quindi: amàca.

Il termine deriva dallo spagnolo hamaca, di origine caraibica, e sembra derivi dal nome dell’albero fibroso che veniva utilizzato per tessere la tela (hamack).
Questo comodo giaciglio in rete o tela nasce nell’America del Sud e pare sia stata presto adottato da Cristoforo Colombo per far dormire più comodamente i marinai, ma soprattutto per evitare il contatto con i pavimenti sottocoperta, bagnati, sporchi e infestati da insetti e topi.

Probabilmente anche gli Indios dell’America Latina e dei Caraibi le usavano proprio per una questione igienica e di sicurezza contro animali, insetti e rettili. Anche la funzione termica non è da sottovalutare: con il caldo e l’umidità meglio stare sospesi dal suolo e su una superficie traspirante.
Sembrerebbe inoltre che le definissero “culle degli dei”: sarà per questo che continuano ad esercitare su tutti noi un enorme fascino?

La storia dell’amaca accompagna la nostra, la vediamo in dipinti, cartoni animati, film. Ancora oggi è sinonimo di relax e pace dei sensi, non a caso ne vediamo una stupenda nel capolavoro di Sorrentino “La Grande Bellezza”: una raffigurazione potente del “dolce far niente”.
Tony Servillo scena amaca Grande Bellezza

Materiali

Se le più antiche amache venivano prodotte con fibre naturali intrecciate (hamack tree, agave sisalana o Sisal) oggi ne possiamo trovare di tutti i tipi: cotone traspirante, corda, rete, stoffa.

Per esterni e campeggio ci sono materiali sintetici “tecnici” e performanti super robusti (ci sono lettini sospesi e tende-amaca studiati per resistere a temperature estreme e prodotte in poliammide, polipropilene, nylon).

Tipologie

Esistono due grandi famiglie:

    • amache autoportanti: si appoggiano a terra e hanno una struttura di sostegno o supporti in legno, metallo, acciaio

    • amache da appendere: le più tradizionali si sospendono agganciando le estremità a due sostegni che possono essere alberi, pali, rocce. Si possono fissare tramite nodi o con ferramenta idonea (ganci, moschettoni, corde…). Esistono inoltre le poltrone-amaca o sedie-amaca con aggancio a soffitto


Entrambe le tipologie possono essere portatili (le autoportanti dotate di struttura sono in realtà fisse e meno agevoli da spostare, ma ci sono autoportanti pieghevoli che sono invece facilmente richiudibili e spostabili).

Il giaciglio più essere inoltre dotato di bastoni alle due estremità. In questo modo il piano su cui ci si sdraia rimane teso. Quelle prive di bastone sono più avvolgenti e si adattano alle forme del corpo.

E tu che amaca vuoi?

Amaca da giardino

La più amata: torni a casa la sera dopo il lavoro e ti fiondi a rilassarti con un buon libro o con il semplice cinguettare degli uccellini (magari se ti doti di zanzariera è meglio).
In giardino puoi scegliere l’autoportante o quella più tradizionale appesa a due alberi.

Se la vuoi in terrazzo probabilmente la soluzione migliore è quella da terra con supporti free standing, oppure la poltrona-dondolo da soffitto.

Amaca matrimoniale o doppia

Soluzione maxi, l’amaca doppia o gigante ospita comodamente due persone. Non lanciarti in acrobazie perché potreste ribaltarvi in men che non si dica.
Pare esistano anche i modelli familiari per 3 o 4 persone…sinceramente io concepisco l’amaca come un angolo di relax individuale o al massimo in coppia, ma sono sicura che un pisolino all’ombra insieme ai bambini possa essere ugualmente rigenerante.

Amaca da interni

L’amaca in casa è più difficile da gestire. Dove si appende e come?
In appartamento può trovare spazio in balcone, nello studio o nella cameretta dei bambini (anche i ragazzi apprezzano). Altra opzione indoor è il salotto…ma stiamo parlando a mio parere di ambienti da rivista patinata o da Instagrammer. Anche se una valida alternativa è un’amaca o una poltrona sospesa con struttura autoportante. Comunque le ispirazioni ci sono, guarda qui sotto!

Amaca dondolo e poltrona

Ci sono quelle a sacco, i cocoon (amatissimi dai più piccoli e ideali in cameretta per costruire una “tana”) e le poltrone con aggancio a soffitto “a forma di uovo”. Solitamente possono essere in tessuto, nylon o rattan.

Amaca brasiliana

A righe o tinta unita in tela di cotone, con inserti in macramé per gli amanti dello stile boho chic.

Amaca messicana

Le migliori sono prodotte in Yucatan dove vengono tessute a mano come una volta. Sono caratterizzate da struttura a rete traspirante e sono leggerissime. Poco indicate per i bambini.

Amaca da campeggio

Non voglio entrare nei meandri del mondo outdoor, perché ne so davvero poco. La mia idea di amaca è relax a bordo piscina o in spiaggia…insomma scalate e trekking non sono il mio pane quotidiano. Mi limito a segnalare l’esistenza di modelli pazzeschi e resistentissimi, dalla semplicissima amaca da bivacco da attaccare fra due alberi, alle tende sospese, amache da 3 e 4 persone, sacchi a pelo pensili realizzati per resistere a bassissime temperature in mezzo a cime innevate.

Amaca letto

Parlando di sacchi a pelo, l’amaca può essere usata come letto. Dopotutto è la sua funzione originaria! Se intendete usarla outdoor mi affiderei ad amache come quelle appena descritte sopra: resistenti e costruite per offrire performance di alto livello. Se volete usarla in casa, optate per l’opzione matrimoniale con agganci alle 4 estremità.

Amaca da spiaggia

Se vuoi portare l’amaca in spiaggia scegli un materiale traspirante, facile da piegare e che occupi poco spazio. Attrezzati con i ganci giusti e trova l’angolo perfetto. Puoi anche optare per un modello pieghevole tipo lettino da camping. Se invece avevi in mente di stare a mollo, sappi che esistono le amache galleggianti e gonfiabili (ideali anche in piscina in alternativa al materassino).

Dove comprare un’amaca?

La citazione tratta da I Simpson è d’obbligo: “…c’è “Amica Amaca” sulla quinta, “Amaca Magò”, “Hai mica un’amaca”. Ah già, ora che ci penso sono tutti nel DISTRETTO DELLE AMACHE!!!”

Nel mondo reale il mio consiglio è di comprare l’amaca online. I siti sono tantissimi, partendo dai grandi colossi (Amazon, ebay) fino ai portali specializzati, quindi potete trovare amache economiche e vere e proprie Rolls Royce delle amache.
Io preferisco i siti specializzati perché spesso tra questi si trovano piccole aziende che prestano maggiore attenzione alla qualità dei materiali e ai processi di produzione. Ad esempio Tropilex, da cui ho comprato la mia, si rifornisce da tessitori tradizionali colombiani e indiani, dona l’1% delle vendite a organizzazioni no profit che si dedicano alla salvaguardia ambientale ed ha certificazioni FSC® per il legno e OEKO-TEX® per i tessuti.

Misure ce ne sono di tutti i tipi. Non esiste uno standard, a meno che non siate dei puristi e non vogliate un’amaca tradizionale intrecciata a mano nello stile dei Maya…allora credo che lo standard fosse quello di un letto singolo. Oltre alle dimensioni controlla anche il peso massimo consentito, ma non ti preoccupare, ci sono anche quelle per orsi!


Foto di Chris Favero

25 Luglio 2019 / / Idee


In questo breve articolo vi parlerò di come ci siamo organizzati per l’alloggio, dei vari posti che abbiamo visitato insieme ai bimbi (ne ho due di 7 e 5 anni) e alla fine, in una sola settimana, venendo incontro alle esigenze di tutti, abbiamo visto cose meravigliose, ci siamo rilassati in spiaggia, il tutto con pochi capricci e pochi musi lunghi. Penso che dilungarsi troppo sulle caratterisctiche dell’isola sia superfluo, su internet ci sono mille articoli e blog che possono aiutarvi a fare un’itinerario…io mi soffermerò di più proprio sulle scelte che abbiamo fatto noi per questo viaggio in famiglia.

DOVE ABBIAMO DORMITO ( CONSIGLIATISSIMO)

Lanzarote è un’isola dove puoi trovare dalla città con tanta vita notturna e piena di turisti al paesino caratteristico di pescatori, un’isola che si può tranquillamente girare in macchina ( di macchine in affitto se ne trovano tantissime, a noi l’ha procurata il proprietario dell’alloggio, abbiamo preso un appartamento con Booking, e la benzina costa solo 1 € al litro).
Noi abbiamo valutato: 1- la posizione, 2- il non essere troppo isolati 3- il mare adatto ai bimbi. 
La scelta è ricaduta su Puerto del Carmen, e ora vi spiego anche il perchè è stato perfetto per noi.
La posizione rispetto al resto dell’isola è centrale, è vicino all’aeroporto di Arrecife (la capitale), puoi raggiungere l’estremità sud in 20 minuti e quella nord in 30 minuti. Il mare, rispetto l’altro versante (per intenderci quello di FAMARA) è più calmo, infatti qui si pratica lo snorkeling, mentre a Famara il surf.
A Puerto del Carmen ci sono due spiagge la prima si chiama Playa Grande, ed è appunto enorme, la seconda quella dove andavamo noi il pomeriggio e vicino all’alloggio Playa Chica, perfetta per chi ha i bimbi, piccolina, intima, mai pienissima, tranquilla.

Playa chica
LE SPIAGGE

A sud dell’isola, rimanendo in tema spiagge, da andare assolutamente a vedere Playa Papagayo, si deve percorrere un pò di strada sterrata con la macchina e si paga 3 € l’ingresso. Ai bimbi è piaciuta tantissimo.

Playa Papagayo
A nord, come vi avevo anticipato, c’è la spiaggia di Famara, il paradiso dei surfisti, (la bandiera è sempre rossa o gialla, quindi il bagno per noi comuni mortali, assolutamente no), se andate però a visitarla, posso affermare che a Caleta de Famara cucinano divinamente, il posto dove abbiamo mangiato meglio e si mangia bene ovunque! 

Playa de Famara
 CÉSAR MANRIQUE

Da visitare TUTTO  e dico TUTTO quello che ha progettato, trasformato César Manrique insieme ai suoi collaboratori.
Lanzarote è un’isola vulcanica, dove varie eruzioni hanno creato paesaggi fantastici, (anche la scogliera di Famara si è formata da un’eruzione avvenuta nel Miocene, sono i resti di una caldera di 10 km di diametro al centro di La Graciosa, la piccola isola di Lanzarote) e già questo la rendono un posto unico al mondo, ma Lanzarote ha saputo dare ancora più valore a tutto ciò, grazie a questo artista e architetto.
Prendete carta e penna e segnatevi le tappe fondamentali di questa vacanza e giuro che sono piaciute anche ai bimbi… (forse perchè ogni luogo è dotato di shop?! 😄😶)
 GIARDINO DEI CACTUS


JAMEOS DEL AGUA


Il riflesso nell’acqua che vedete è naturale…una piccola grotta con un’apertura da dove entra questo fascio di luce, (qui vivono i rarissimi granchi albini). In questo posto c’è anche un auditorium dove organizzano bellissimi concerti.

MIRADOR DEL RIO

Terrazza panoramica del Mirador del Rio

Due occhi a 474 m di altezza sul Promontorio di Famara. (Mi raccomando ricordatevi sempre qualche maglia più pesante… il vento in alcuni posti è forte e anche freddo).

Interni del Mirador del Rio

A sinistra si vede l’siola La Graciosa


FONDAZIONE CÉSAR MANRIQUE



Ubicata nel bel mezzo di una colata di lava, un’architettura che sorprende ad ogni passo.



CASA MUSEO CÉSAR MANRIQUE

Ad Harìa si trova la casa dove César Manrique visse nell’ultimo periodo della sua vita, morì in un incidente stradale nel 1992, il grande studio dove dipingeva è rimasto così come lo lasciò lui quel giorno. 
I bambini non si sono MAI annoiati nel visitare queste opere architettoniche straordinarie, attratti dalla loro particolarità, data dalla natura così predominante e imponente.
Questa casa è circondata da un giardino di palme, funzionale ed esteticamente moderna, all’interno non si possono scattare fotografie, quindi solo foto di esterni



L’accesso allo studio, che come vi dicevo è separato dal resto dell’abitazione. Emozione pura

LA CASA DI OMAR SHARIF o LAGOMAR

La leggenda narra che fu sua per un solo giorno, la perse subito con un partita a bridge, si trova in un paesino nel comune di Teguise, Nazaret, che non è quel famoso Nazareth che credeva Darietto 😄
Ci siamo andati di sera, all’interno c’è un ristorante e un pub, noi ci siamo fermati al pub..anche questa casa si trova in mezzo ai resti di lava vulcanica. Un lago dove prima c’era il cratere, e come sempre ci si ritrova dentro un posto magico.



IL RISTORANTE EL DIABLO – PARCO NAZIONALE TIMANFAYA

Se fino ad ora vi è piaciuta quest’isola, tenetevi forte che arriva la parte più bella. Un paesaggio spettrale, ci sono più di 25 vulcani, si trova nella parte sud-ovest dell’isola, non che nella parte nord non ci siano vulcani, c’è il Corona che ha dato vita con la sua eruzione ad un altro luogo MERAVIGLIOSO, ma ne parleremo dopo.
Magma solidificata ovunque. Si può fare un tour con un autobus proprio in mezzo alla cosidetta montagna del fuoco.  (Tenete sempre quella famosa felpa a portata di mano)


Un lago di magma si estende a 4 Km di profondità, la terra è calda e a dimostrazione di questo sono stati scavati dei buchi profondi circa 10 m dai quali, se ci si butta dell’acqua, escono dei geyser, a 3 m di profondità, invece, il calore della roccia brucia immediatamente  la paglia, ma cosa c’entra in tutto ciò Cesar Manrique? Lui ha progettato un ristorante circolare che si affaccia su questo paesaggio, dove si sfrutta il calore della terra, per cucinare piatti prelibati.



Cucinare con il geotermico


I bimbi poi hanno voluto fare anche un’altra esperienza, cioè quella di salire sui cammelli, li trovate proprio sotto Timanfaya, il giro è breve dura circa 15/20 minuti.

Vicino al Jameos del Agua c’è invece un altro spettacolo della natura:

CUEVA DE LOS VERDES

Già l’ho detto posto magico, meraviglioso, spettacolare?!? credo di si, ma quest’isola è tutta una sorpresa!
La cueva, cioè la grotta, è uno tubo lavico, formatasi dall’eruzione del Monte Corona, si percorrono due gallerie sovrapposte, sapientemente illuminata sempre dal grande Cesar, la galleria, in realtà, è molto più lunga del pezzo aperto al pubblico, vi è anche una parte sotto il livello del mare chiamato “Tunnel di Atlantide”. All’interno fu allestito il primo auditorium dell’isola, purtroppo non abbiamo assistito a nessun concerto, ma deve essere un’esperienza unica. 




Livello interesse dei bimbi 10 😄
CASA DI JOSÈ SARAMAGO A TIAS

Se amate questo scrittore, se volete conoscerlo meglio, un posto autentico, la casa dove visse gli ultimi suoi 18 anni e dove scrisse molti suoi capolavori come: Cecità, La caverna, L’uomo duplicato  e tanti tanti altri…
Una guida solare e gentile, vi accompagnerà in ogni stanza, e infine in cucina vi offrirà un caffè portoghese proprio come soleva fare Josè ai suoi ospiti.


Da una sedia posizionata al centro del suo giardino, Saramago guardava il mondo, sempre diverso anche se sempre lo stesso… l’isola di Fuerteventura in lontanza e un oceano pieno di disperazione. 
Certo mio figlio di 5 anni qui ha fatto un po’ di storie, ma già il grande voleva che gli comprassi un libro! quindi anche da Saranago male male non è andata…

Mancano ancora due cosette alla fine di questo luungo articolo, giuro 😓… arrivare fino in fondo è difficile me ne rendo conto, per questo cerco di scrivere poco ed essere il più sintetica possibile.

LA GERIA

Lanzarote è anche la terra di vini buonissimi: il Mascatel e la Malvasia volcanica, ma le viti non sono come quelle che conosciamo noi alte e a filari, ma escono dalla terra, piantate in grandi fossi o protette da pietre vulcaniche, proprio per proteggerle dai venti Alisei dell’Atlantico… un paesaggio lunare… consiglio un aperitivo cenato da El Chupadero.


EL GOLFO

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio (lo so che molti di voi hanno appena esclamato “Era ora!” ahah).
Dopo l’eruzione del Timanfaya nel 1730 la lava scese verso il mare e si raffreddò creando un anfiteatro che si affacciava verso l’oceano. Si formò anche un piccolo lago, chiamato lago verde, per il suo particolare colore dovuto dalla presenza di organismi vegetali che vivono in sospensione. Consiglio di andare verso l’ora del tramonto per godere appieno dei colori della natura.



Ho tralasciato molti paesini, strade panoramiche, il Mercato di Teguise della domenica, sempre bello ma pieno di turisti, ho inserito le cose essenziali, comunque vi lascio anche dei link di atri blog, che abbiamo consultato per organizzare questo viaggio, spero esservi stata d’aiuto. 

Buona giornata … The submarine is back! 

Come da vecchie abitudini vi lascio un po’ di musica e che musica…. Cucurrucucu palama di Caetano Veloso –



                              P.S: (Scusate l’assenza su questi canali, ma in questi ultimi mesi sono stata impegnata con lo shop e ho scritto altri articoli su norddesign, quindi se volete leggere di design nordico, e cercate qualche ispirazione per la vostra casa, vi consiglio di andare su norddesign e magari, visto che vi ci trovate, potete dare uno sguardo anche al mio shop 😊! )