3 Ottobre 2019 / / Charme and More

La nursery arredata con materiali naturali ( legno e rattan) e colori neutri e tenui, come il bianco, il grigio e il beige, ha un’atmosfera calda e serena ed è adatta sia ad una bimba che ad un bimbo.

Le sfumature delicate riempiono la stanza con note di tenerezza, hanno la capacità di espandere visivamente gli ambienti piccoli e di creare un clima di pace e serenità.

Un’atmosfera pacifica da ravvivare con sfumature di colore (rosa polveroso, giallo, blu), decorazioni dall’aspetto allegro, giochi morbidi e luci.

La nursery deve essere accogliente, ariosa e luminosa.

Quali sono i pezzi base per arredare la stanzetta di un neonato?

Gil elementi d’arredo essenziali  sono una culla/lettino, una cassettiera o un armadio, un fasciatoio e una poltrona (servirà per stare comode durante l’allattamento o per coccolare e tranquillizzare il bebè durante i risvegli notturni).

Ecco alcune immagini dove trovare spunti e dolci ispirazioni per arredare la nursery con stile.

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Smallable
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Culla in rattan con materasso di CribsandCo perfetta per i primi mesi di vita del neonato.

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Culla Emil in rattan naturale fatta a mano da Bermbach Handcraftedidee-per-la-nursery-001

1Cassettiera 3 cassetti Linea Quercia | 2. Cestino intrecciato Mela Naturale | 3. Tappeto Bereber Crema | 4. Arcobaleno da appendere in lana infeltrita Blush | 5. Campana di vento in stile nordico in lana infeltrita  | 6. Lampada stella Stone Grey realizzata artigianalmente 

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Nuvole in lino e stelle d’oro in pelle metallizzata, da appendere per decorare la stanzetta del nascituro. Sono realizzata a mano da BabyJivesCo

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L’articolo Nursery nei toni neutri e materiali naturali. proviene da Charme and More.

3 Ottobre 2019 / / Architettura

In cerca di qualche consiglio per l’illuminazione della cucina? Nel post di oggi ti spiego cos’è la temperatura colore e come scegliere le fonti luminose.


Sono sicura di una cosa.

Nella tua cucina hai più fonti luminose, ma non è detto che
siano sufficienti per svolgere al meglio tutte le attività legate a questo
ambiente.

Quante volte ti sei arrabbiato perché mentre tagliavi e
preparavi ti facevi ombra da solo? Quante volte ti sei detto: devo comprare un
led da mettere sotto i pensili perché mi sembra di giocare a nascondino?

Si. La progettazione dell’illuminazione in cucina è quanto mai fondamentale, ma molto poco considerata.

Nel post di oggi cerco di darti qualche consiglio utile.

Cominciamo.

consiglio per l'illuminazione della cucina rustica
Maisons du Monde – BURTON Lampada a sospensione in metallo dorato e vetro 34 cm

Illuminazione
della cucina con luce calda o fredda?  

Facciamo una piccola digressione parlando di alcune caratteristiche
della luce.

Lo sai che la luce ha un suo colore?

Le diverse fonti luminose restituiscono differenti tonalità
visibili nella loro emissione: la cosiddetta temperatura colore. Ci sono
tre tipi di temperatura colore (espresse in Kelvin): luce bianco
caldo
, fino a 3300 K; luce bianco neutro, da 3300 K a 5300 K; luce
bianco freddo
 oltre i 5300 K. La luce calda è così chiamata perché
restituisce un colore arancio durante l’emissione che ricorda le candele o le
lampade ad olio. La luce bianca neutra invece è quella maggiormente utilizzata
ad oggi perché restituisce un’emissione quasi uguale alla luce del sole.
Infine, le luci fredde (opposte alle calde) che hanno una maggior emissione di
colore blu e illuminano in modo netto e tagliente lo spazio.

La scelta della temperatura colore in molti casi è
abbastanza soggettiva, ma dipende sempre dall’ambiente in cui vanno inserite.

L’illuminazione della cucina è importante che renda fedelmente i colori e che dia sostegno allo svolgimento delle preparazioni. Per cui la luce migliore rimane la luce neutra, a led ovviamente.

cucina con isola industriale in ferro e rovere con pareti nere
Maisons du Monde – ELLIOT Applique in metallo effetto ruggine L 90 cm – PARK AVENUE Lampada a sospensione stile industriale in metallo effetto anticato 48 cm

Qualche
consiglio per l’illuminazione della cucina: facciamo chiarezza tra Watt e Lumen

Quando scegli le lampadine guardi solo i Watt vero?

Lo so perché è quello che facciamo tutti. In realtà i Watt non ti danno indicazioni sulla quantità di luce che ti serve, ma ti danno informazioni sulla potenza della fonte luminosa (cioè sull’energia consumata).

L’unità di misura che dovrebbe interessarti è il Lumen. Cos’è?

Indica la quantità di flusso luminoso emesso da una fonte illuminante. Ecco perché ti deve interessare così tanto.

Attenzione però: non sempre c’è correlazione diretta tra Watt e Lumen. Mi spiego meglio.

I led ad esempio hanno un consumo Watt molto basso ma emettono tanta luce. Nelle lampadine ad incandescenza invece il flusso emesso corrisponde ai Watt della lampada. Ti consiglio la lettura del post di puntowatt.com che approfondisce e spiega al meglio tutto questo discorso.

Quando acquisti le tue luci tieni d’occhio tutti i parametri di cui ti ho parlato, di modo da effettuare scelte ponderate.

Si certo, ma come so di quanti Lumen ha bisogno la mia cucina?

Hai ragione ed ora ti rispondo. La quantità di flusso luminoso dipende da molti fattori quali: la forma della stanza, la sua misura, l’altezza del tetto, le attività che ci svolgerai… Quindi come vedi non c’è una risposta univoca e precisa. Ci sono delle indicazioni di massima a cui attenersi però. Sul sito lampadadiretta.it trovi un bell’articolo con tutti i parametri di cui tenere conto.

Diciamo che per la cucina avrai bisogno di circa 200-500 lumen per metro quadrato.

consiglio per l'illuminazione della cucina nera lineare
Ikea – SKURUP Lampada a sospensione, nero, 38 cm

Come
illuminare la cucina: i consigli pratici

Ora che sai tutta la teoria importante di cui tenere conto, possiamo passare al lato pratico.

Le cucine di solito quando vengono progettate hanno di
default un punto luce a soffitto, di solito in posizione centrale rispetto alla
stanza.

Questo punto luce da solo serve a ben poco, perché restituisce una luce d’ambiente generale che crea molte ombre e non ti offre quella luce puntuale di cui avrai bisogno.

Per cui se ti trovi nella situazione per cui non puoi effettuare lavori di ristrutturazione, tranquillo. Ci sono altri rimedi.

Potrai aggiungere altre fonti luminose alla cucina, da integrare a quella che hai. La luce sotto i pensili è molto utile perché ti consente di avere un’illuminazione accessoria di dettaglio. Puoi aggiungere degli strip led o dei piccoli faretti tondi da incollare sotto i tuoi pensili.

Un’altra idea molto carina è quella di applicare a parete (se hai spazio a sufficienza) delle lampade con bracci regolabili sia in altezza che profondità. Questa è una soluzione davvero pratica se usi molto la cucina e hai bisogno di fonti luminose regolabili in base alle esigenze.

Oltra alla zona di preparazione del cibo, anche la zona
cottura
necessita di illuminazione puntuale accessoria. Le cappe
tradizionali verticali rispetto al piano cottura hanno già una luce integrata.

Se hai scelto un altro modello di cappa ricordati di
aggiungere un punto luce (meglio se direzionabile) anche qui.

Se invece puoi mettere mano strutturalmente alla tua cucina, ti consiglio di non predisporre un solo punto luce centrale. Molto meglio progettare l’illuminazione della cucina con faretti a led, magari da incassare in un controsoffitto in cartongesso.

Potrai far realizzare un unico ribassamento per tutto l’ambiente oppure creare dei ribassamenti strategici rispetto a particolari punti della cucina.

In questo modo avrai un’illuminazione della cucina molto più
omogenea e potente, che potrai integrare facilmente con delle luci accessorie.

cucina micro laccata bianco opaco
Ikea – OMLOPP Illuminazione sottopensile a LED, bianco, 60 cm
Cucina in stile rustico Verde sottobosco
Ikea – SKURUP Lampada a sospensione, nero, 38 cm
consiglio per l'illuminazione della cucina a tutt'altezza bianca lucida e noce
Unsplash

Qualche
conclusione

Come hai potuto leggere fino a qui, l’illuminazione della
cucina è un argomento davvero ampio e complesso.

Ho cercato di darti le informazioni necessarie da avere per
predisporre un’illuminazione che ti possa semplificare lo svolgimento delle tue
attività quotidiane.

So che la progettazione della cucina è alquanto spaventosa e
stressante e voglio rassicurarti. Il mio lavoro è quello di renderti il
processo facile e quindi sono qui per aiutarti.

Contattami se stai arredando la cucina o hai in progetto di farlo e insieme troveremo la soluzione migliore.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo In cerca di qualche consiglio per l’illuminazione della cucina? La mia guida completa sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

3 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

La pulizia è importante quanto l’ordine e il design in un luogo di lavoro, specie quando viene visitato anche da clienti e professionisti esterni alla propria attività commerciale, commerciale e turistica. Tenere gli ambienti puliti è quindi, innanzitutto, un obbligo sociale e legale collegato alla sicurezza dei luoghi di lavoro ma anche una necessità logica: in un ambiente pulito si lavora meglio, clienti e visitatori si sentono a proprio agio, viene valorizzato il design esterno e interno delle sedi aziendali o commerciali. Lo strumento più adatto per tenere grandi ambienti interni ed esterni puliti è l’idropulitrice professionale, ne parliamo nei prossimi tre paragrafi.

Si rimuove lo sporco profondo senza troppa fatica
Le idropulitrici professionali sono nate per favorire la pulizia e l’igienizzazione profonda di pavimenti e superfici di grandi dimensioni, interne ed esterne. Il getto d’acqua è sempre molto potente, calda o fredda grazie all’aggiunta di detersivi o detergenti specifici riporta a nuovo i pavimenti e le pareti, soprattutto quelle lucide che oltre a rafforzare la luminosità degli ambienti danno un senso di ampiezza e importanza. Parleremo fra poco dei tanti tipi di idropultrici professionali che esistono ma aldilà del modello, l’elemento utile è che permettono di rimuovere lo sporco profondo senza troppa fatica, si utilizza la forza meccanica invece che quella fisica, si riesce a rimuovere lo sporco più profondo con una sola passata o talvolta con due senza dover usare scopettoni, secchi e stracci; un risparmio fisico, di tempo ed energie importanti.

Esistono tanti tipi di idropulitrici
Esistono diversi tipi di idropulitrici professionali, ognuna adatta al tipo di ambiente di lavoro e al pavimenti o superficie da trattare. Esistono idropulitrici industriali, specifiche per fabbriche, officine, capannoni produttivi o di magazzinaggio. Ci sono idropulitrici che possono essere usati all’esterno anche per pulire cortili, mattonelle lisce o ruvide caratterizzate da grandi fughe. Le idrupulitrici possono essere di grandi o piccole dimensioni, alcune facilmente trasportabili, per ambienti molto grandi, interni o esterni, esiste la possibilità di installare idropulitrici ad impianto fisso. Si distinguono anche le idropulitrici ad acqua calda o fredda, per usi speciali adatti o adattabili a tanti settori, pensiamo ad esempio agli studi professionali, ai negozi, agli alberghi che hanno necessità di avere questo particolare macchinario che deve essere non solo efficiente nella pulizia ma anche maneggevole e in grado di essere conservato senza occupare troppo spazio.
 
L’uso di acqua calda e fredda, insieme ad accessori collegati specifici è da collegare alle necessità e ai risultati richiesti. L’acqua calda igienizza e rimuove lo sporco profondo, riesce a sciogliere grasso e residui oleosi anche senza uso di spatole speciali, inoltre il vapore acqueo assorbe e elimina buona parte delle impurità rendendo un pavimento lucido e igienizzato. Anche i macchinari ad acqua fredda consentono di rimuovere lo sporco incrostato, soprattutto quello proveniente dall’esterno che si deposita su macchinari, veicoli, porte o portoni esterni. La tipologia di motore, alimentazione elettrica e grandezza è collegata alla potenza dello spruzzo d’acqua e alla velocità della pulizia.

Si possono anche noleggiare con soluzioni e assistenza tecnica h-24
Le idropulitrici professionali sono macchinari specifici, il loro acquisto incide sul bilancio dell’azienda o dell’attività ma è indispensabile per il mantenimento della pulizia ambientale e un ambiente può anche essere modificato e ristrutturato nel medio tempo creando la necessità di cambiare il tipo di macchinario. Per questo, esiste oltre all’acquisto con chiavi in mano anche la possibilità di noleggiare con diverse soluzioni le idropulitrici professionali oppure di usufruire dell’usato garantito per avere a disposizione macchinari di qualità risparmiando. Sono garantiti insieme all’acquisto e al noleggio, l’assistenza tecnica attiva h24, soluzioni finanziarie personalizzate, possibilità di acquistare detergenti o accessori collegati compatibili.

3 Ottobre 2019 / / Architettura

Questo luminoso appartamento situato nel centro di Tel Aviv, nasce dal progetto del designer Maayan Zusman, dall’architetto Amir Navon, dall’interior designer Karen Brockmann e in collaborazione con gli studenti del programma di progettazione Studio 6b di Tel Aviv.
Lo stile adottato è minimale e comprende la scelta di liberare travi e pilastri, portando a vista la struttura della casa in cemento armato; la palette scelta è praticamente monocromatica, in nero, bianco e grigio con inserti in legno naturale per alcuni arredi e per il parquet a spina di pesce che omogenizza le superfici dell’appartamento.

A renovated apartment in Tel Aviv

This bright apartment located in the center of Tel Aviv, was restored from the project of the designer Maayan Zusman, the architect Amir Navon, the interior designer Karen Brockmann and in collaboration with the students of the design program Studio 6b in Tel Aviv.
The style adopted is minimal and includes the choice of freeing beams and pillars, bringing to view the structure of the reinforced concrete house; the chosen palette is practically monochromatic, in black, white and gray with natural wood inserts for some furnishings and for herringbone parquet that homogenizes the surfaces of the apartment.

Photography: Itay Benit
Via

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CAFElab | studio di architettura

3 Ottobre 2019 / / Architettura

Domotica e internet of things, due sistemi di automatizzazione che, applicati ai dispositivi domestici, danno vita alla smart home. Ma non tutti sanno qual’è la differenza.

Domotica e internet of things

Il mercato della tecnologia applicata all’ambiente domestico negli ultimi anni sta  vivendo una forte espansione. Termini come “smart home”, “IOT”, “internet delle cose”, “domotica” e così via, sono ormai di uso comune. Ma quanti conoscono il significato esatto di queste parole? La confusione riguarda soprattutto i concetti di domotica e internet of things, mentre in realtà ci sono differenze sostanziali che vale la pena di approfondire.

In principio fu la domotica

La domotica è una scienza, composta da tecnologie informatiche ed elettroniche, che studia soluzioni automatizzate per migliorare la qualità della vita e la fruizione dell’ambiente domestico nel suo complesso.

La domotica è nata e si è sviluppata prima dell’arrivo di internet, e il suo funzionamento si basa sulla linea elettrica. L’antesignana della casa intelligente può essere considerata quella esposta nel 1930 all’Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative ed Industriali Moderne di Monza. Si chiamava La casa elettrica, fu ideata da Gio Ponti e realizzata dai designer e ingegneri del Gruppo 7.

Vede la luce nel 1966 invece, la prima smart home, grazie all’intuizione di un ingegnere americano, Jim Sutherland, che decise di installare in casa propria un calcolatore industriale. Si trattava di un prototipo, chiamato Echo IV, che poteva gestire le luci, il televisore, la sveglia, programmando accensione e spegnimento.

Da allora lo sviluppo della domotica non si è mai fermato, e oggi, attraverso numerose funzionalità integrate e cablate nell’impianto elettrico si possono gestire tutti gli apparecchi in funzione nell’abitazione. Sicurezza, riscaldamento, climatizzazione, illuminazione, intrattenimento, elettrodomestici, impianti di irrigazione: le applicazioni sono infinite. Se l’impianto elettrico esistente non è predisposto per supportare un sistema domotico, allora è necessario intraprendere le necessarie opere di cablaggio. L’impianto domotico è più complesso di un impianto tradizionale, e la realizzazione va affidata a elettricisti e installatori specializzati e competenti. I vantaggi di un sistema domotico, rispetto all’IOT sono molteplici. Intanto la gestione dei dispositivi è molto più semplice, poiché avviene attraverso un’unica centralina cui gli stessi sono collegati via cavo. Tramite la rete domotica si possono gestire anche accessori non smart, come lampadine, caldaie, elettrodomestici  e via dicendo.

Domotica e internet of things

L’unico aspetto a sfavore riguarda i costi per la predisposizione dell’impianto. Per questo si consiglia di rendere domotica la propria casa in fase di costruzione o di ristrutturazione. Su questo sito potete comunque chiedere gratuitamente diversi preventivi per un impianto elettrico, giusto per cominciare a farvi un’idea del budget necessario.

IOT o internet of things

L’IOT, o internet of things, è una tecnologia che permette di automatizzare alcune funzioni domestiche attraverso le rete internet. Il vantaggio riguarda i costi da affrontare, visto che non è necessario intervenire con opere di cablaggio.

Tuttavia, bisogna prevedere un certo investimento in oggetti connessi, capaci cioè di dialogare con i dispositivi di controllo. Questi ultimi possono essere gli smartphone, gli assistenti vocali o un Gateway connesso.

Domotica e internet of things

I prodotti IOT stanno conquistando fette sempre più ampie di mercato, e gli oggetti “smart” sono ormai una moltitudine. Si calcola che nel 2021 ci saranno miliardi di dispositivi connessi nel mondo. Dai computer, TV, tablet e smartphone, si è arrivati alle lampadine, alle telecamere, agli interruttori, agli elettrodomestici e così via. Ora abbiamo anche oggetti impensabili, come specchi, docce e miscelatori, macchine del caffè e bilance, e chi più ne ha più ne metta.

La semplicità della casa connessa è quindi relativa: più aumentiamo i dispositivi connessi, più sarà complicato controllarli, visto che i protocolli di comunicazione sono spesso diversi tra loro. Assicuratevi quindi, prima di acquistare un oggetto connesso, che sia compatibile con il dispositivo di controllo che utilizzerete, sia esso uno smartphone o un assistente vocale.

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