28 Maggio 2026 / / Dettagli Home Decor

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Sotto i tetti di Milano, NOMASS crea il rifugio urbano perfetto per chi non smette di viaggiare

C’è una casa a Milano che racconta una storia di movimento e di radici, di partenze e di ritorni. È firmata NOMASS, lo studio creativo fondato da Nadia Vlasopoulou — designer di origini greche con base nel capoluogo lombardo — e porta un nome che non è casuale: νομάς, nomade in greco antico. Un progetto di interior design che si chiama “Sotto i tetti di Milano” e che, ancora prima di mostrarsi, sussurra.

Un ingresso che rallenta il tempo

Varcare la soglia di questo appartamento significa entrare in un’altra dimensione temporale. Il buio lieve dell’antracite avvolge immediatamente, lo specchio restituisce un riflesso sfuggente, il passo si fa più lento. La luce filtra da un taglio lontano come a ricordare che il mondo fuori non è scomparso — è semplicemente sospeso.

Scala in antracite e legno dell'appartamento NOMASS Milano, progetto di interior design bicolore

Penisola cucina in marmo e nero del progetto di interior design NOMASS Milano con bar a vista

La cucina, laccata in nero lucido con la presenza scenica di un pianoforte chiuso, riflette le figure di chi la attraversa. Una superficie chiara segnata da venature sottili disegna traiettorie leggere sotto la pelle dello spazio, mentre gli specchi moltiplicano i riflessi all’infinito. È un ingresso-manifesto: ogni elemento parla prima ancora di essere guardato.

Il soggiorno come wunderkammer contemporanea

Senza confini netti, lo spazio si apre sul soggiorno. Qui il progetto di interior design di NOMASS raggiunge una delle sue espressioni più originali: un divano basso e privo di rigidità invita a sedersi senza pretendere di definire una postura. La libreria funziona come una vera wunderkammer contemporanea — oggetti collezionati più che scelti, memorie di luoghi lontani convocati in un unico spazio.

Vista soggiorno e cucina nera laccata nell'appartamento NOMASS Milano, rifugio urbano in interior design

Soggiorno NOMASS con opera Playboy Andy Warhol, consolle DJ e lampada Vertigo, Milano

Libreria wunderkammer del progetto NOMASS Milano con opere d'arte e oggetti da collezione

Al centro della scena, la consolle DJ booth. Scura, opaca, sinuosa: non è un accessorio ma una presenza architettonica, un altare urbano, un manifesto silenzioso sul modo di abitare lo spazio. Accanto a lei, opere d’arte che rompono la continuità e introducono tensione e ironia — tra cui il celebre Playboy X “Andy Warhol Cover”, presenza che impedisce allo spazio di diventare mai del tutto statico.

Le tende in lino lasciano entrare Milano in piccole dosi. Non c’è bisogno di chiuderla fuori.

La scala come sequenza ritmica

Salendo, la scala si divide in due colori — non per estetica, ma per ritmo. L’off-white incontra l’off-black come due voci che si riconoscono. Lungo il percorso, opere grafiche su misura introducono una cadenza visiva fatta di archi, linee e ripetizioni. Non decorano: scandiscono il passo, trasformando la salita in una sequenza narrativa.

Vista dall'alto della tromba delle scale NOMASS Milano con opere grafiche arancio su misura e lucernario

È uno dei tratti distintivi dell’approccio di NOMASS: ogni transizione tra uno spazio e l’altro è progettata come un passaggio, non come una interruzione.

I tetti inclinati e la camera principale

Sotto le travi inclinate, la luce si muove più lenta e lo spazio acquista una qualità quasi sospesa. La camera principale è definita da una tasca architettonica: il verde salvia segue le inclinazioni del soffitto e le risale, assorbendo la geometria dello spazio in un abbraccio cromatico che va dal pavimento alle pareti fino all’alto. La luce non è mai fissa — si modula, si sottrae, si avvicina al silenzio.

Camera principale NOMASS Milano con soffitto inclinato verde salvia, armadi a muro e specchio a terra

Gli elementi sono ridotti all’essenziale: una presenza grafica, un accento, un oggetto. La scrivania è incastonata nella struttura come una pausa nel ritmo. Gli armadi si confondono con le pareti e poi si aprono, rivelando profondità inattese.

La camera ospiti è essenziale per scelta: progettata per chi arriva senza imporre una funzione. Una fascia orizzontale definisce lo spazio, mentre il resto è ridotto al minimo — perché accogliere, per NOMASS, significa anzitutto lasciare spazio.

Camera ospiti essenziale del rifugio urbano NOMASS Milano sotto il tetto inclinato con lampada Verpan

Una partitura silenziosa per chi si muove nel mondo

Questo rifugio urbano è pensato come una partitura silenziosa per chi si muove nel mondo ma cerca un luogo in cui restare. Un progetto in cui NOMASS si muove in un registro diverso rispetto ai lavori precedenti: più grafico, più dichiarato, senza perdere la propria attitudine narrativa.

Lo studio, con radici nella cultura greca e uno sguardo internazionale, sviluppa da anni progetti che spaziano dall’interior all’architettura, fino a collezioni e prodotti per realtà globali. Ogni spazio nasce come sintesi di esperienze, suggestioni e discipline diverse — e questo appartamento milanese ne è forse l’esempio più compiuto.

Uno spazio per chi riconosce il valore delle pause, ma anche delle interruzioni. Per chi vive tra linee essenziali ma riconosce il peso degli accenti. Per chi parte. Per chi ritorna.

NOMASS — nomassdesign.com | Fotografie: Ventunopuntodue

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28 Maggio 2026 / / Dettagli Home Decor

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SCISCIORÉ: quando il gioco di montagna diventa manifesto del design alpino

C’è una parola ladina, “sciscioré“, che nella Val Badia indica il gioco delle biglie. È da questa piccola, precisa immagine – le biglie che rotolano sulla neve, o forse sul legno di una stube – che prende vita una delle mostre più sorprendenti della stagione milanese. SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino è in programma all’ADI Design Museum di Milano, in Piazza Compasso d’Oro, fino al 28 giugno 2026. E se pensate di sapere già tutto sul design di montagna, preparatevi a ricredervi.

Vista del playground di SCISCIORÉ con tavolo ping pong circolare blu, sedie e sgabelli di design alpino, ADI Design Museum Milano

Un progetto che sfida gli stereotipi alpini

La mostra, a cura di Anna Quinz e organizzata da franzLAB, non è una celebrazione folkloristica del Trentino-Alto Adige. È piuttosto un’indagine culturale acuta, capace di restituire la complessità di un territorio spesso ridotto a cartoline di malghe e Lederhosen. Qui il gioco non è evasione – è metodo, è pensiero, è progetto. «Il gioco si è rivelato una chiave di lettura sorprendentemente precisa: non evasione, ma un modo di pensare e di fare, capace di attraversare pratiche, generazioni e linguaggi», spiega la curatrice.

Inaugurata il 21 maggio, SCISCIORÉ era già apparsa in forma embrionale a EDIT Napoli 2025. A Milano arriva nella sua versione definitiva: oltre cento oggetti e settanta tra designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio. Un panorama eterogeneo come le guglie dolomitiche – frastagliate, dinamiche, stratificate.

Sezione Radicamenti della mostra SCISCIORÉ: maschera Krampus, bambole e oggetti della tradizione alpina, ADI Design Museum Milano 2026

Dal Compasso d’Oro ai prototipi inediti: cosa vedere

Il percorso espositivo si articola in dieci sezioni — Naturalia, Animali fantastici, Figure, Radicamenti, Altaquota, Girotondo, A incastro, Cameretta, A palla, Equilibrismi — e funziona come un vero playground, aperto e allegro, in cui gli oggetti dialogano per assonanze più che per cronologia.

Accanto agli oggetti della tradizione – maschere da Krampus, giocattoli in legno di Val Gardena – convivono icone assolute del design alpino: la celebre lampada Gatto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos (1960), nata grazie all’intuizione del meranese Artur Eisenkeil e al suo innovativo “cocoon”; il divano Rumble di Gianni Pettena per Poltronova (1967), provocazione anticonvenzionale firmata dall’anarchitetto bolzanino.

Non mancano i premi Compasso d’Oro ADI: la sedia Myto di Konstantin Grcic per Plank (2008) e lo scarpone Masterlite di MM Design per Garmont (2014), dove l’alta quota diventa laboratorio tecnico. E poi le novità assolute: le Giraffe (Animal Factory) di Luca Boscardin per Magis (2025), mai esposte prima, e il prototipo FiguraT del duo Dissegna (2026), fresco di concept. Perfino il mondo automotive trova spazio: in mostra lo scooter Augment 360° di Christian Zanzotti (2026), ulteriore prova che il confine tra sport, industria e design in montagna è sottile e permeabile. 

Sezione Altaquota di SCISCIORÉ: scarpone Garmont Compasso d'Oro, sci Sarner e scarpe La Sportiva, mostra design alpino Milano

Leggi anche:Compasso d’Oro 2026: tutti i vincitori della XXIX edizione del premio più importante del design italiano

I Maestri e la nuova generazione

La mostra riesce nell’impresa rara di far dialogare epoche e sensibilità molto diverse. Ci sono i Maestri storici — Luciano Baldessari, Ettore Sottsass Jr., Martino Gamper — e c’è una generazione emergente che abita questi territori per nascita o per scelta: lo spagnolo Ignacio Merino, la libanese Beatrice Harb. Aziende locali come Sevi, La Sportiva e Salewa si confrontano con marchi internazionali come Thonet e Normann Copenhagen, che hanno scelto di lavorare con talenti del territorio.

Il filo conduttore non è lo stile, ma l’attitudine: quella propensione al gioco intesa come tensione creativa tra vincolo e libertà, tra sapere antico e tecnologia contemporanea, tra artigianato e industria. Una postura mentale, più che estetica.

Vista generale dell'allestimento di SCISCIORÉ all'ADI Design Museum di Milano, 2026

L’allestimento come paesaggio

Lo spazio è firmato da insalata-mista studio e realizzato da Barth, azienda altoatesina specializzata in interni su misura. Il bianco domina come colore base, scandito da accenti cromatici che guidano il visitatore — in piena sintonia con il visual vivace firmato da Lucas Zanotto. L’effetto complessivo è quello di un paesaggio bianco e luminoso, à la montagna d’inverno, ma pieno di colore e sorpresa.

Il presidente ADI, Luciano Galimberti, inquadra perfettamente la posta in gioco: «Il gioco può configurarsi come strumento critico e metodo progettuale, capace di tenere insieme sapere tecnico, immaginazione e radicamento». È esattamente questo che SCISCIORÉ dimostra, con eleganza e precisione, nel cuore di Milano.

locandina della mostra Sciscioré all'ADI Museum di MIlano

SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino ADI Design Museum Milano — Piazza Compasso d’Oro Dal 22 maggio al 28 giugno 2026 · Tutti i giorni 10.30–20.00, chiuso il venerdì scisciore.com · adidesignmuseum.org

Foto allestimento di Luca Menghel

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