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Sotto i tetti di Milano, NOMASS crea il rifugio urbano perfetto per chi non smette di viaggiare
C’è una casa a Milano che racconta una storia di movimento e di radici, di partenze e di ritorni. È firmata NOMASS, lo studio creativo fondato da Nadia Vlasopoulou — designer di origini greche con base nel capoluogo lombardo — e porta un nome che non è casuale: νομάς, nomade in greco antico. Un progetto di interior design che si chiama “Sotto i tetti di Milano” e che, ancora prima di mostrarsi, sussurra.
Un ingresso che rallenta il tempo
Varcare la soglia di questo appartamento significa entrare in un’altra dimensione temporale. Il buio lieve dell’antracite avvolge immediatamente, lo specchio restituisce un riflesso sfuggente, il passo si fa più lento. La luce filtra da un taglio lontano come a ricordare che il mondo fuori non è scomparso — è semplicemente sospeso.
La cucina, laccata in nero lucido con la presenza scenica di un pianoforte chiuso, riflette le figure di chi la attraversa. Una superficie chiara segnata da venature sottili disegna traiettorie leggere sotto la pelle dello spazio, mentre gli specchi moltiplicano i riflessi all’infinito. È un ingresso-manifesto: ogni elemento parla prima ancora di essere guardato.
Il soggiorno come wunderkammer contemporanea
Senza confini netti, lo spazio si apre sul soggiorno. Qui il progetto di interior design di NOMASS raggiunge una delle sue espressioni più originali: un divano basso e privo di rigidità invita a sedersi senza pretendere di definire una postura. La libreria funziona come una vera wunderkammer contemporanea — oggetti collezionati più che scelti, memorie di luoghi lontani convocati in un unico spazio.
Al centro della scena, la consolle DJ booth. Scura, opaca, sinuosa: non è un accessorio ma una presenza architettonica, un altare urbano, un manifesto silenzioso sul modo di abitare lo spazio. Accanto a lei, opere d’arte che rompono la continuità e introducono tensione e ironia — tra cui il celebre Playboy X “Andy Warhol Cover”, presenza che impedisce allo spazio di diventare mai del tutto statico.
Le tende in lino lasciano entrare Milano in piccole dosi. Non c’è bisogno di chiuderla fuori.
La scala come sequenza ritmica
Salendo, la scala si divide in due colori — non per estetica, ma per ritmo. L’off-white incontra l’off-black come due voci che si riconoscono. Lungo il percorso, opere grafiche su misura introducono una cadenza visiva fatta di archi, linee e ripetizioni. Non decorano: scandiscono il passo, trasformando la salita in una sequenza narrativa.
È uno dei tratti distintivi dell’approccio di NOMASS: ogni transizione tra uno spazio e l’altro è progettata come un passaggio, non come una interruzione.
I tetti inclinati e la camera principale
Sotto le travi inclinate, la luce si muove più lenta e lo spazio acquista una qualità quasi sospesa. La camera principale è definita da una tasca architettonica: il verde salvia segue le inclinazioni del soffitto e le risale, assorbendo la geometria dello spazio in un abbraccio cromatico che va dal pavimento alle pareti fino all’alto. La luce non è mai fissa — si modula, si sottrae, si avvicina al silenzio.
Gli elementi sono ridotti all’essenziale: una presenza grafica, un accento, un oggetto. La scrivania è incastonata nella struttura come una pausa nel ritmo. Gli armadi si confondono con le pareti e poi si aprono, rivelando profondità inattese.
La camera ospiti è essenziale per scelta: progettata per chi arriva senza imporre una funzione. Una fascia orizzontale definisce lo spazio, mentre il resto è ridotto al minimo — perché accogliere, per NOMASS, significa anzitutto lasciare spazio.
Una partitura silenziosa per chi si muove nel mondo
Questo rifugio urbano è pensato come una partitura silenziosa per chi si muove nel mondo ma cerca un luogo in cui restare. Un progetto in cui NOMASS si muove in un registro diverso rispetto ai lavori precedenti: più grafico, più dichiarato, senza perdere la propria attitudine narrativa.
Lo studio, con radici nella cultura greca e uno sguardo internazionale, sviluppa da anni progetti che spaziano dall’interior all’architettura, fino a collezioni e prodotti per realtà globali. Ogni spazio nasce come sintesi di esperienze, suggestioni e discipline diverse — e questo appartamento milanese ne è forse l’esempio più compiuto.
Uno spazio per chi riconosce il valore delle pause, ma anche delle interruzioni. Per chi vive tra linee essenziali ma riconosce il peso degli accenti. Per chi parte. Per chi ritorna.
NOMASS — nomassdesign.com | Fotografie: Ventunopuntodue
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