12 Settembre 2026 / / Dettagli Home Decor

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The River Stones of Senegal: l’eco-resort che vince l’International Architecture Award 2026

Sul delta del fiume Senegal, dove le acque dolci incontrano l’oceano Atlantico oltre la sottile lingua di sabbia della Langue de Barbarie, sorge uno dei progetti di hospitality più interessanti degli ultimi anni. O’ndar, The River Stones of Senegal ha appena conquistato l’International Architecture Award 2026 nella categoria Hotels, il riconoscimento promosso da The Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design insieme a The European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies.

Non è un premio da poco: la giuria internazionale ha selezionato circa 190 progetti tra oltre 500 candidature arrivate da tutto il mondo, per un award che quest’anno taglia il traguardo della ventunesima edizione. Tra i vincitori, O’ndar si distingue come primo eco-resort della categoria ONOMO Allure, firmato dallo studio mid [michelangeli design] e situato a Saint-Louis, storica città senegalese affacciata sull’oceano.

Vista dall'alto dei tetti in fibre vegetali di O'ndar The River Stones of Senegal a Saint-Louis

Un’architettura che nasce dal paesaggio

Quello che colpisce di O’ndar The River Stones of Senegal, ancora prima di guardarne le forme, è l’approccio progettuale. Il resort non si impone sul territorio: lo interpreta. Il sito su cui sorge è caratterizzato da condizioni climatiche e topografiche estremamente delicate, sospeso com’è tra fiume e oceano, e l’architettura ha scelto di seguirne la morfologia invece di sovrapporvisi.

Edificio centrale di O'ndar The River Stones of Senegal con piscina a sfioro e tetto in paglia

Il risultato è un complesso dove i tetti in fibre vegetali, dal profilo morbido e sinuoso, ricordano le vele o le onde del delta, sorretti da una foresta di pilastri lignei che si intrecciano come tronchi spogli nella sabbia. Le facciate in materiali naturali dialogano con la vegetazione rada del paesaggio saheliano, mentre gli spazi comuni – dalla lobby alle aree lounge – sono pensati per restare aperti, ventilati, in costante rapporto con la luce esterna.

Facciata dell'edificio camere di O'ndar The River Stones of Senegal, architettura in terra e legno

Dietro queste scelte non c’è solo un’intenzione estetica, ma una vera e propria strategia bioclimatica: orientamento degli edifici, controllo dell’irraggiamento solare, ventilazione naturale e uso dell’inerzia termica dei materiali diventano strumenti concreti per garantire comfort senza dipendere da sistemi tecnologici invasivi. Una sintesi, insomma, tra saperi costruttivi locali e soluzioni contemporanee a basso impatto.

La filosofia “Poetry of Matter” di Jérôme Michelangeli

A firmare il progetto è Jérôme Michelangeli, architetto e designer francese formatosi all’École des Beaux-Arts di Parigi, fondatore dello studio mid [michelangeli design] con base a Madrid. Il suo lavoro si fonda su un concetto che lui stesso ha battezzato “Poetry of Matter”: l’idea che architettura, interior design e progettazione degli oggetti non siano discipline separate, ma livelli diversi dello stesso racconto narrativo.

In quest’ottica, la sostenibilità non è un accessorio aggiunto a posteriori, ma parte integrante del processo creativo fin dalle prime fasi. Materia, artigianato locale, arte e innovazione tecnologica concorrono insieme a costruire ambienti che vogliono essere, prima di tutto, emotivamente coinvolgenti.

Ingresso della lobby di O'ndar The River Stones of Senegal con pilastri lignei e tetti a ombrello

Per Michelangeli, inoltre, l’hospitality rappresenta una delle forme più complete della progettazione, perché coinvolge ogni senso dell’ospite: dal momento dell’arrivo alla percezione degli spazi, fino al passaggio graduale dalla dimensione pubblica a quella più intima e privata delle camere.

Il futuro dell’ospitalità in Africa

O’ndar, The River Stones of Senegal si inserisce in un percorso professionale che ha già portato lo studio mid [michelangeli design] a realizzare o sviluppare oltre 1.000 camere d’hotel nel continente africano. Un dato che racconta bene quanto il tema dell’hospitality sostenibile in Africa sia oggi centrale, in un momento di rapida espansione del settore alberghiero continentale.

Secondo Michelangeli, il futuro di questo settore si gioca proprio sull’equilibrio tra comfort di livello internazionale, espressione culturale autentica, artigianato locale e attenzione ambientale. Un progetto riuscito, per lo studio, dovrebbe dare la sensazione di non poter esistere in nessun altro luogo al mondo: una filosofia che a O’ndar sembra trovare piena espressione, tra le acque del delta e la sabbia della costa atlantica.

Lobby di O'ndar The River Stones of Senegal illuminata di notte, atmosfera calda ed elegante

Dove vedere il progetto The River Stones of Senegal

O’ndar, The River Stones of Senegal sarà protagonista della mostra “The City and the World”, dedicata ai vincitori dell’International Architecture Awards 2026, in programma ad Atene dal 18 settembre al 18 ottobre 2026 presso The European Centre – Contemporary Space Athens. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà proprio il 18 settembre nella capitale greca. Il progetto sarà inoltre incluso nel volume Global Design + Urbanism XXVI – New International Architecture 2026, pubblicato da Metropolitan Arts Press.

Scheda progetto

  • Progetto: O’ndar, The River Stones of Senegal
  • Anno: 2025
  • Luogo: Saint-Louis du Sénégal, Senegal
  • Categoria: Hotels
  • Architettura e interior design: mid [michelangeli design] S.L.
  • Lead Architect: Jérôme Michelangeli
  • Architetti associati: Groupe Atepa
  • General Contractor: Makinen Suisse SA
  • Brand alberghiero: ONOMO hotel

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12 Settembre 2026 / / Case e Interni

Come trasformare un ex negozio in appartamento: il caso del loft di 29 mq

 

Un ex negozio diventa un micro-loft luminoso. Scopri come arredare un piccolo spazio su due livelli

C’è qualcosa di speciale negli spazi che nascono con una funzione e poi ne abbracciano un’altra. Questo mini appartamento di 29 mq è l’esempio perfetto di come luce, proporzioni e una progettazione sensibile possano trasformare pochi metri quadrati in un rifugio elegante e accogliente.

Ci sono diversi indizi che fanno pensare a un ex locale commerciale convertito in abitazione. Ricavato in un edificio degli anni Quaranta a Malmö, nel sud della Svezia, conserva la sua caratteristica più preziosa: un’altezza generosa e una vetrata che oggi è la sua finestra sul mondo.

Questa piccola casa racconta la cura per i dettagli, il gusto per le cose semplici rese belle.

Ex locale commerciale trasformato in casa

 

La luce come elemento architettonico

La grande finestra a tutta altezza, un tempo vetrina del negozio, è la protagonista silenziosa di questo spazio. Inonda il soggiorno di una luminosità morbida e continua, rendendo tutto equilibrato e luminoso. Non è un dettaglio decorativo: è la scelta progettuale attorno a cui ruota l’intero appartamento.

Consiglio pratico: Se la privacy è un problema, opta per tende a rullo abbinate a tende in lino grezzo o pellicole satinate (come in questo caso) che di giorno filtrano la vista senza bloccare la luminosità.

Monolocale con soppalco: idee e consigli per sfruttare l'altezza al massimo

 

La palette di colori: neutri caldi con tocchi di cipria

La palette è costruita su bianchi, grigi, legno chiaro e tocchi di nero grafico e rosa cipria. Una combinazione che dona carattere, amplifica la luce naturale e rende lo spazio più armonioso. I dettagli in rosa cipria, distribuiti nei cuscini e nei tessuti, aggiungono calore e delicatezza senza appesantire. Il risultato è un’estetica pulita e contemporanea, con un’anima morbida e vissuta. L’atmosfera è accogliente e curata.

Consiglio pratico: Per replicare questa palette, adatta ad un piccolo spazio, parti da una base neutra (bianco, bianco caldo o grigio chiaro su pareti), poi aggiungi uno o due colori “accento” in questo caso il rosa cipria, solo negli accessori e tessili. Così potrai cambiarlo a piacimento, senza toccare i mobili.

 

Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio

 

Il layout su due livelli: come sfruttare l’altezza

La vera idea per sfruttare lo spazio in questo appartamento è la verticalità. Una scala a gradini sfalsati, per occupare meno spazio, in legno scuro e metallo nero conduce al soppalco, dove il letto matrimoniale trova posto di fianco a una vetrata industriale, liberando completamente la zona giorno.

Sotto il soppalco una cucina compatta in bianco e nero, molto pulita e minimalista, con un tavolo pieghevole per non invadere lo spazio. Sempre sotto il soppalco si vede il volume occupato dal bagno.

È un gioco di incastri perfetto: si sfrutta l’altezza del locale, sempre generosa negli ex negozi e laboratori, per creare un secondo livello abitabile senza consumare metratura a terra.

Consiglio pratico: Un soppalco è conveniente quando il soffitto supera i 4-4,5 metri (meglio se sopra i 5 metri). Prima di costruirlo, verifica con un tecnico abilitato, i regolamenti edilizi del tuo Comune, anche per effettuare il cambio d’uso. Per la scala, scegli un modello a gradini alternati o a pioli: occupano meno di 60 cm di profondità e diventano un elemento di design.

Arredare un appartamento piccolo senza rinunciare all'eleganza

 

La scelta dei mobili: leggeri alla vista, funzionali nell’uso

Ogni elemento è scelto per alleggerire lo sguardo: un tavolino in vetro che quasi sparisce, sedie pieghevoli con paglia di Vienna che si ritirano quando non servono, un divano chiaro poco ingombrante. Nessun mobile è lì per caso: tutti hanno una funzione precisa e contribuiscono alla sensazione di spazio.

Consiglio pratico: In un ambiente compatto, evita i mobili con gambe massicce o elementi ingombranti. Preferisci pezzi sospesi o con gambe alte e sottili, superfici in vetro o specchio e colori chiari con tocchi scuri per dare rilievo. Qui ad esempio hanno riservato i toni scuri agli elementi verticali — scala, ringhiera, cucina, dettagli — dove creano profondità senza pesare.

Arredare un appartamento piccolo senza rinunciare all'eleganza

 

Il dehors improvvisato: trasformare l’ingresso su strada

L’ingresso diretto sulla strada, che potrebbe sembrare un limite, diventa qui un dettaglio riuscito, come solo in Svezia sanno fare. Due sedie pieghevoli, qualche pianta e un mazzo di fiori trasformano la soglia in un piccolo dehors domestico temporaneo.

Consiglio pratico: In situazioni come queste in Italia, sappi che non si può occupare lo spazio esterno, senza precise autorizzazioni. Tuttavia bastano un cuscino sulla soglia rialzata o una seduta pieghevole da usare all’occorrenza, un vaso con una o due piante resistenti (rosmarino, lavanda) e una fonte di luce calda la sera. È il primo messaggio che lo spazio dà a chi arriva e può fare tutta la differenza.

Lo stile complessivo: minimal scandinavo con un’anima urban

Il risultato finale è un mix molto equilibrato tra minimalismo scandinavo (linee pulite, materiali naturali, luce come protagonista) e urban loft, con il soppalco, la scala in metallo e le proporzioni industriali dell’ex locale. Le stampe floreali e i tessuti morbidi aggiungono un tocco di delicatezza francese, che ammorbidisce l’insieme. Un’estetica studiata attraverso l’home staging (l’appartamento è apparso su un sito di un’agenzia immobiliare), ma autentica e abitabile.

Consiglio pratico: Per ottenere questo mix senza cadere nel caotico, scegli uno stile dominante (in questo caso lo scandinavo) e aggiungi elementi degli altri stili solo come accenti: non più di due o tre pezzi “fuori registro”. Sarà quello strato di personalità a rendere lo spazio interessante senza farlo sembrare un campionario di tendenze.

Questo micro-loft dimostra, ancora una volta, che non serve una grande metratura per vivere bene. Basta una buona luce, un buon progetto, una palette coerente e la capacità di leggere lo spazio e la sua storia con occhi nuovi.

 

Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
Loft su due livelli in 29 m²: la riconversione di un ex negozio
credit photos: Hemnet 

Vuoi trasformare un ex negozio in casa? Cosa sapere sul cambio di destinazione d’uso

Se questo micro-loft ti ha ispirato e stai valutando una riconversione simile, ecco le informazioni essenziali per orientarti nella normativa italiana.

Il passaggio da locale commerciale ad abitazione è considerato un cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante e richiede sempre un’autorizzazione del Comune competente. Con il Decreto Salva Casa del 2024 (Legge 105/2024) le regole si sono semplificate: nelle zone urbanistiche A, B e C il cambio è generalmente consentito. Se non sono previsti lavori strutturali, è sufficiente presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività); se invece sono necessarie opere edilizie, occorre il titolo abilitativo corrispondente al tipo di intervento.

Prima di procedere è fondamentale verificare con un tecnico che l’immobile rispetti alcuni requisiti minimi: altezza dei soffitti adeguata, metrature conformi agli standard residenziali, presenza di vespaio areato, impianti a norma e assenza di vincoli nel regolamento condominiale.

Ai costi di ristrutturazione vanno aggiunti gli oneri di urbanizzazione, le pratiche catastali e le parcelle dei professionisti coinvolti.

Nota: nonostante l’importanza della normativa nazionale, le norme possono variare da comune a comune, da regione a regione. Rivolgiti sempre a un tecnico abilitato per valutare la situazione specifica del tuo immobile.

Leggi anche: Decreto Salva Casa e micro-appartamenti: cosa è cambiato per chi ristruttura piccoli monolocali

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Anna e Marco – DMstudio –  CASE E INTERNI