dettagli home decor
Da Fritz Hansen a Nodo Italia: tutto il design che ha fatto parlare a Copenhagen
Tre giorni. Otto distretti. Oltre sessantamila visitatori. E un tema — Make This Moment Matter — che ha funzionato da bussola per brand storici e nuovi protagonisti, ognuno chiamato a rispondere alla stessa domanda: cosa significa progettare con intenzione, adesso? Dal 10 al 12 giugno, 3daysofdesign Copenhagen ha trasformato la capitale danese in un palcoscenico diffuso dove showroom, gallerie, cortili storici e rimesse navali hanno ospitato alcune delle proposte più interessanti del panorama internazionale del design. Abbiamo selezionato le novità che ci hanno convinto di più.
Fritz Hansen × Technics: quando il suono incontra il design
C’è qualcosa di profondamente danese nel modo in cui Fritz Hansen ha scelto di interpretare il tema del festival. Presso Løvstræde 5, nel cuore di Copenhagen, il marchio ha allestito Sound Club, un’installazione multi-spazio che esplora la connessione tra suono, luce e oggetto progettato. Ma la vera notizia è l’annuncio di una nuova collaborazione con Technics, il leggendario marchio audio giapponese sinonimo di cultura analogica e artigianalità sonora.
Il risultato più visibile di questa partnership sono le edizioni limitate coordinate della lampada KAISER idell Luxus 6631-T e del giradischi Technics SL-40CBT, entrambi declinati in una comune finitura bordeaux intenso che trasforma due oggetti iconici in un’unica dichiarazione di stile. Un incontro tra culture progettuali distanti che, invece di neutralizzarsi, si amplificano a vicenda.
Marazzi: un nuovo showroom nel cuore di Kuglegården
Tra le aperture più significative del festival c’è quella di Marazzi, che ha scelto l’occasione di 3daysofdesign Copenhagen per inaugurare un nuovo showroom all’interno di Kuglegården, il complesso storico recentemente riqualificato che è già diventato uno dei punti di riferimento della capitale per architettura e design contemporaneo.
Lo spazio non è una semplice vetrina commerciale: è un percorso progettuale che dimostra come la ceramica possa diventare elemento architettonico capace di definire superfici, volumi e atmosfere. Protagonista assoluta è la collezione Terramater, parte della linea Crogiolo, realizzata con materie prime italiane e il 60% di materiale riciclato, dove smalti speciali si fondono con la terra durante la cottura generando superfici di rara profondità cromatica. Il volume cucina — rivestito con le grandi lastre The Top Stone Look Silver Root White in dialogo con il pavimento in gres della collezione Slow — è la dimostrazione più efficace di come rigore contemporaneo e matericità possano coesistere senza tensioni.
“Copenhagen è oggi uno dei principali punti di riferimento internazionali per il design contemporaneo,” ha commentato Leonardo Tavani, Direttore Generale di Marazzi Group. “Con questa nuova apertura rafforziamo la presenza nei Paesi nordici e mettiamo a disposizione uno spazio dedicato alla scoperta delle nostre collezioni.”
Carl Hansen & Søn: l’equilibrio come principio progettuale
Nel flagship store di Bredgade 33, Carl Hansen & Søn ha presentato “Balanced Principles”, una mostra che riflette sui principi fondanti del design duraturo attraverso un dialogo serrato tra eredità storica e linguaggio contemporaneo. Al centro, come sempre, la figura di Hans J. Wegner: il divano CH280 esprime tutta la sua maestria nelle proporzioni, mentre l’iconica Wishbone Chair viene proposta in una raffinata versione con seduta in pelle.
Le novità più sorprendenti arrivano però da voci diverse. La scultorea Scimitar Chair di Fabricius & Kastholm porta un’espressione architettonica e audace, il lampadario Begonya di Øivind Slaatto traduce riferimenti botanici in luce, e la Porcelight di Erik Magnussen — realizzata in bone china — trasforma la purezza del materiale in una luminosità soffusa e quasi immateriale.
Al piano superiore, il duo londinese Mentsen ha presentato una serie di delicati mobili sospesi realizzati con materiali di scarto della produzione del marchio: un lavoro che esplora l’equilibrio nella sua forma più letterale, e che il 10 giugno si è trasformato in un workshop pratico aperto ai visitatori.
Ingo Maurer: YaYaHo, quarantadue anni e non sentirli
Negli spazi della Alice Folker Gallery, Ingo Maurer ha presentato “Here we YaYaHo again”, un nuovo capitolo nell’evoluzione di YaYaHo, il sistema di illuminazione a bassa tensione che dal 1984 ha ridefinito il modo di concepire la luce nello spazio. In quarantadue anni, YaYaHo non è mai davvero diventato un sistema nel senso convenzionale: è piuttosto un insieme di specchi, paralumi e corpi illuminanti sospesi tra due fili conduttori, privo di una forma definitiva e aperto all’interpretazione di chi lo utilizza.

La novità di questa edizione introduce nuove geometrie — cubi, paralumi e pannelli in pregiata carta giapponese — e, per la prima volta, la possibilità di posizionare alcuni moduli al di sopra dei cavi, introducendo una nuova dimensione verticale. Teso da parete a parete, installato ad angolo retto o in diagonale, YaYaHo continua a evolversi senza perdere la propria identità. Ad accompagnare la mostra, il talk “Mishmash in Design” con Axel Schmid, Head of Product & Project Design di Ingo Maurer, che ha esplorato il potenziale creativo dei contrasti e delle combinazioni inattese nel progetto.
Lapalma a 3daysofdesign Copenhagen: il colore come paesaggio
A Copenhagen, nel contesto di FRAMING all’interno dell’Odd Fellow Palace, Lapalma ha presentato “Colour Landscapes”, un progetto sviluppato con l’architetta e designer Raffaella Mangiarotti in continuità con il lancio del New Colour System presentato al Salone del Mobile.
L’allestimento è un gesto poetico e preciso: pareti e finestre avvolte da un tessuto bianco semitrasparente che scende fino a terra costruendo un effetto sospeso e rarefatto, dove il colore non appare come semplice superficie ma come strumento capace di orientare la percezione e definire le atmosfere. Il tessuto stesso diventa supporto narrativo, con la storia e le ispirazioni della nuova palette stampate direttamente sulla superficie. Al centro della stanza, il sistema modulare PLUS di Francesco Rota. Sullo sfondo, WOD di Mangiarotti. A terra, ZA SYSTEM di Shin & Tomoko Azumi assume una presenza quasi grafica. Più che una presentazione di prodotto, una lezione su come il colore possa riattivare forme già note e renderle nuovamente necessarie.
Saba: la casa come narrazione
All’interno dell’installazione corale “Echoes of Space”, Saba ha allestito un appartamento al terzo piano trasformato in uno spazio domestico dove le recenti collezioni compongono una narrazione fatta di forme organiche, texture avvolgenti e vibrazioni cromatiche.
Protagonista della stanza principale è il divano Up-Grade, progettato da Giuseppe Viganò quasi vent’anni fa e oggi reinterpretato con un’estetica più fluida e contemporanea. Accanto, il tavolo Teatro Magico nella nuova tonalità havana, affiancato da console e tavolini outdoor in ceramica smaltata firmati dallo studio 967arch. Nella seconda stanza, il sistema outdoor Oasi di Robin Rizzini e le poltroncine Voilà di Nicola Pavan completano un ambiente che non espone oggetti ma racconta uno stile di vita.
Ambientec × A-POC ABLE ISSEY MIYAKE × Atelier Oï: la luce si fa tessile
Alla Gallery 2112, uno degli oggetti più insoliti e raffinati del festival: il secondo prodotto della collezione “O Series”, nata dalla collaborazione tra A-POC ABLE ISSEY MIYAKE, lo studio di design svizzero Atelier Oï e la tecnologia manifatturiera di Ambientec. Una lampada portatile che abbina una struttura ovale in filo metallico a un paralume in Steam Stretch — la tecnologia tessile di Issey Miyake che crea superfici tridimensionali plissettate attraverso l’azione del calore — rimovibile e intercambiabile per adattarsi a diversi contesti.
Per l’edizione 2026 vengono presentate le varianti cromatiche WOOD e STONE, che reinterpretano attraverso il tessuto le texture organiche del legno e della pietra. Un oggetto che supera con eleganza i confini tradizionali del product design.
USM a 3daysofdesign Copenhagen: la bellezza della precisione svelata
Alla House of Design di Frederiksgade 1, USM Modular Furniture ha presentato “Greater Than the Sum”, un’installazione che smonta — letteralmente — l’iconico mobile USM Haller nei suoi componenti e li sospende nello spazio come una scultura. Sfere, tubi e pannelli sospesi nell’aria, ispirati ai disegni in vista esplosa dell’architettura e dell’ingegneria meccanica, rivelano ciò che normalmente rimane nascosto: la bellezza della precisione e l’ingegnosità di un sistema modulare rimasto inconfondibile per oltre sessant’anni.
La palette cromatica, in toni terrosi ispirati all’interior design scandinavo, evoca la calma serena dei dipinti di Vilhelm Hammershøi. Un omaggio alla cultura del luogo che non suona mai come citazione, ma come rispetto autentico.
Nodo Italia: il debutto di una visione tessile
Tra le novità più significative di questa edizione c’è il primo debutto internazionale di Nodo Italia a 3daysofdesign Copenhagen. L’azienda di Lazzate, in Brianza, porta a Copenhagen una visione del progetto radicata nella tradizione manifatturiera tessile italiana: tappeti, pouf e sistemi di sedute outdoor realizzati con Olyna®, il filato proprietario completamente riciclabile, prodotto senza acqua e senza additivi chimici.
In mostra, le collezioni di tappeti e i pouf Big Stone e Small Stone, insieme alle collezioni sviluppate con il designer Antonio Marras: il divano e la poltrona EVA e i pouf Pantheon. Un approccio che guarda al mondo della moda — con la stessa attenzione alle armonie cromatiche, alle texture e al valore narrativo dei materiali — e lo traduce in spazi abitativi di grande coerenza. “Le nostre collezioni non nascono per inseguire un consenso universale,” ha dichiarato Matteo Seroldi, CEO di Nodo Italia. “Nascono per esprimere un’identità.”
A-N-D: il Canada apre il suo primo flagship europeo
Durante il festival, il marchio canadese A-N-D ha inaugurato il suo primo flagship europeo a Copenhagen, presentando la mostra “North Quarters” distribuita su più piani. Al piano principale, una curatela in stile galleria con pendenti Contour e Pebble sospesi come una collana luminosa sopra un lungo tavolo da pranzo.

Al piano interrato, lampade da terra, applique e prototipi di prodotto per un’esperienza più tattile e diretta. All’ultimo piano, un respiro: una composizione di lampade Column e la cascata di luce del pannello Vale, con le macchine da espresso La Marzocco a disposizione dei visitatori. Un flagship che non vende oggetti ma racconta un punto di vista sul mondo.
Leggi anche: “3daysofdesign 2026: Copenhagen si trasforma nel palcoscenico del design che conta”
3daysofdesign Copenhagen 2026

Tre giorni che hanno confermato come 3daysofdesign Copenhagen sia ormai molto più di un appuntamento commerciale del settore: è il luogo dove il design rivela le proprie intenzioni, i propri valori e le proprie contraddizioni. Dove un mobile smontato e sospeso nel vuoto può dire più di qualsiasi catalogo. E dove il tema — rendere questo momento significativo — smette di essere uno slogan e diventa una pratica progettuale concreta.
L’articolo Da Fritz Hansen a Nodo Italia: tutto il design che ha fatto parlare a Copenhagen proviene da dettagli home decor.












































































.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)








