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Bonus ristrutturazioni 2018: come approfittarne prima di fine anno

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detrazioni fiscali ristrutturazione casa 2018

Bonus ristrutturazioni 2018, siamo ancora in tempo per approfittare delle agevolazioni finanziarie previste fino a dicembre 2018.

Anche quest’anno si spera in una proroga per l’anno successivo, ma non avendo ancora informazioni definitive a proposito, meglio non perdere questa interessante occasione.

In generale, sono inclusi tutti gli interventi volti a migliorare la classe energetica. Ad esempio l’acquisto di elettrodomestici a basso impatto ambientale, oppure ridurre la dispersione energetica cambiando gli infissi e migliorando l’isolamento, o creare spazi verdi.

Il requisito principale per aderire al bonus ristrutturazioni del 2018 è quello di essere in linea con gli adempimenti fiscali, infatti essere contribuente è condizione fondamentale per avere diritto a questo tipo di agevolazioni.

Hanno diritto a richiedere il bonus i proprietari dell’immobile in cui si svolgono gli interventi di manutenzione e ristrutturazione, gli usufruttuari, i nudi proprietari, gli inquilini, familiari e conviventi intestatari delle fatture.

Tra gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di ristrutturazione, ricordiamo i principali: sistemi di allarme e videocitofoni, finestre, box, ampliamenti di volume e cambi nella struttura, balconi e terrazzi, davanzali e cornicioni, abbattimento barriere architettoniche, isolamento acustico, canna fumaria e caldaia, impianti elettrici, di riscaldamento e idraulici, pavimentazioni, piscine, sanitari, tetti e mansarde.

Per avere diritto alle detrazioni, è necessario compilare il bonifico parlante. Ovvero un bonifico completo dei dati dell’azienda che ha effettuato i lavori; del richiedente e il riferimento normativo dell’agevolazione.

Importantissimo. La documentazione necessaria per avere accesso al bonus ristrutturazioni 2018 è la seguente:
  • bonifico parlante
  • fatture delle spese sostenute
  • dichiarazione di inizio lavori (con data)

ristrutturazione casa

I bonus casa 2018 attivi fino a dicembre sono:

Ristrutturazione fino a un massimo di 96.000 €: incentivi del 50%

  • Lavori in casa e acquisto di elettrodomestici in classe energetica alta (A+): incentivi del 50%
  • Caldaie in classe A: incentivi tra il 50% e il 65%
  • Assicurazione casa: detrazione fiscale del 19%
  • Ecobonus, ovvero tutti gli interventi volti alla riqualificazione energetica di edifici esistenti, facciate, pannelli solari, isolamento termico: incentivi tra il 50% e il 65%
  • Super Bonus, per le zone sismiche. Per i lavori che riguardano sia riqualificazione sismica che energetica, gli incentivi sono tra l’80 e l’85% della spesa.
  • Bonus Verde: fino a un massimo di 5.000 € di spese, incentivi del 36%. Il bonus nasce con l’obiettivo di aumentare le aree verdi e migliorare la cura di tetti, balconi, terrazze e giardini.

Gli incentivi fiscali in molti casi permettono di realizzare lavori e migliorie che altrimenti sarebbe impegnativo sostenere. La percentuale di incentivo corrispondente verrà detratta durante i successivi dieci anni.

Il Bonus ristrutturazioni 2018 è un’ottima occasione per realizzare quei lavori da tanto sognati che si continuano a posticipare!

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PLDC 2019 a Rotterdam, è aperto il Call for Papers

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Siete pronti per  PLDC Professional Lighting Desing Convention 2018, che tra poche settimane si svolgerà a Singapore? Vi ricordo infatti che l’organizzazione dell’evento, subito dopo la chiusura dell’edizione 2017 , svoltasi a Parigi il novembre scorso, ha deciso di esportare l’evento anche fuori Europa, trasformandolo a tutti gli effetti in appuntamento globale di riferimento per il settore della progettazione della luce.

PLDC2018 in singapore

Giusto per ricordare, PLDC Professional Lighting Design Convention è un evento annuale (in passato si svolgeva con cadenza biennale) di riferimento per il settore lighting, mirato sia alla categoria dei progettisti indipendenti, che alle aziende produttrici ed  altri  attori connessi al campo dell’architectural lighting design. Tuttavia, mentre si aspettano gli eventi del prossimo 25 ottobre, l’organizzazione ha già cominciato il conto alla rovescia per l’appuntamento di PLDC 2019, che si terrà a Rotterdam  dal 23 al 26 di ottobre 2019, sono infatti aperti i Call for Paper per sottoscrivere i documenti da proporre quale traccia per la prossima conference.

PLDC

Call For Papers PLDC 2019 a Rotterdam

Il call for paper è rivolto a professionisti della luce indipendenti senza limiti d’età o meriti, oltre che a ricercatori, docenti e in generale a coloro che lavorano nei settori della luce, in cui sono coinvolti lighting designers professionisti.

L’invio della documentazione è consentito solo fino al 16 di novembre 2018, l’esito della selezione dei papers sarà comunicata a febbraio 2019.

Il materiale dovrà essere inviato attraverso il sito dell’evento, al seguente link.

Maggiori informazioni sul call for papers le potete trovare all’interno del pdf completo della call.

PLDC, vi ricordo,  è un evento che nasce con l’intento di incoraggiare la condivisione di competenze dove anche i “ maestri “possono apprendere dai nuovi arrivati.

La conferenza si svolge 3 giorni, durante i quali si susseguono conferenze o altre attività correlate, tra cui workshop, eventi culturali, ecc. Le sessioni di dibattito, che si terranno in lingua inglese, comprenderanno 6 Keynote Speakers, oltre a circa 80 presentazioni, i cui argomenti saranno selezionati durante lo scrutinio (blind selection) dei documenti inviati in fase di Call for Papers.

Gli argomenti che verranno trattati durante la 3 giorni di conferenza, saranno suddivisi i 4 track principali:

  1. ricerca,
  2. lighting Application e casi studio,
  3. pratiche professionali e problemi correlati allo svolgimento della professione e,
  4. hot topic dell’edizione di Rotterdam sarà Office&Retail.

Ricordatevi quindi in fase di invio della documentazione di selezionare adeguatamente la categoria.

La durata di ogni intervento sarà di 45 minuti, incluse domande e risposte finali.

Oltre al call for papers per le conferenze è aperta la sessione di invio per le Experience Rooms, aree dove i visitatori potranno vivere l’esperienza della luce (o dell’ombra) attraverso diversi ergomenti d’interesse che verranno proposti.

Tutte le info aggiuntive le potete trovare sul sito di PLDC 2019 a Rotterdam

Quindi, mi raccomando, inviate il materiale. Non mi resta che augurarvi in bocca al lupo!

 

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I ♥ Fabio Viale (vedrai, pure tu)

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Nell mani di Fabio Viale il marmo diventa malleabile e leggero ma anche urbano ed irreverente.

Fabio Viale crea delle sculture raffinate quanto quelle classiche ma poi le copre di tatuaggi a tutto torso; crea degli aeroplani di carta con il marmo, delle vere e proprie barchette a motore, delle ruote di tir.

Nelle le sue mani il marmo diventa il più versatile materiale che ci sia, diventa carta, legno, carne, gomma, plastica. Viene usato come prima mai.

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Alex Senna, l’ombra lunga della street art

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Alex Senna ombre street art

Col suo inconfondibile segno in bianco e nero, Alex Senna torna con una serie di graffiti al limite dell’illusione ottica in cui l’ombra è la vera protagonista

Alex Senna, streer artist e illustratore di San Paolo del Brasile, è attivo ormai fin dagli anni ’90 ed è internazionalmente riconosciuto per il suo stile unico e inconfondibile fatto di buffi personaggi stilizzati in bianco e nero. L’artista da sempre utilizza solo il bianco e nero perchè è daltonico e preferisce fare affidamento sulla forma piuttosto che sul colore. Il suo stile è essenziale e minimalista con pochi tratti e forti contrasti. Combinando l’illustrazione con i graffiti, lascia il suo marchio poetico sui muri delle città, trasmettendo sempre emozioni positive.

Attraverso situazioni ordinarie Alex Senna rappresenta l’intera galassia delle relazioni: famiglia, amicizia, amore… dipinge indistintamente uomini e donne, vecchi o bambini, persone sole o in compagnia e chiunque può facilmente immedesimarsi in questi personaggi che mostrano la propria fragilità e tenerezza, in contrapposizione alla brutalità dell’ambiente urbano.

• LEGGI ANCHE: Os Gemeos, i gemelli della street art brasiliana

Alex Senna street art in bianco e nero

Shadows, graffiti al limite dell’illusione ottica

Dopo essersi dedicato alla romantica serie Hipsters in Love, Alex Senna è passato a un nuovo tema in cui le ombre sono protagonisteShadows è nata come una serie di illustrazioni alcune delle quali sono state realizzate anche in grande formato come murales. Sembra che l’artista ora voglia esplorare il tema della solitudine con una serie di opere in cui i personaggi hanno solo la loro ombra come unica compagnia.

Personaggi diversi, come sempre in situazioni e atteggiamenti quotidiani, rappresentati spesso dall’alto in una luce radente che crea ombre lunghe e suggestive. Questo cambio di prospettiva è spiazzante e sorprendente e sembra capovolgere i piani della realtà in una sorta di illusione ottica. L’ombra appare la vera protagonista, il vero io di questi soggetti.

“Quando cambi il tuo punto di vista le cose iniziano a cambiare” dice Alex Senna.
Come dargli torto?!

Alex Senna street art Civitacampomarano © Alessia Di Risio

Spesso i personaggi sono ispirati al luogo in cui dipinge, per creare un legame ancora più forte con la città, come la vecchia signora con lo scialle dipinta a Civitacampomarano in Molise. | Foto © Alessia Di Risio

Alex Senna street art Civitacampomarano, Molise © Alessia Di Risio

“Shadows” a Civitacampomarano, Molise © Alessia Di Risio

Alex Senna street art Genova © Stefano Zino

“Shadows” a Genova © Stefano Zino

Alex Senna murale a Dubai

Alex Senna murale a Dubai

Alex Senna street art UK © Bruno Fera

© Bruno Fera

Alex Senna © Rodrigo Erib

© Rodrigo Erib

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Vivere a Doha, tra architettura e deserto

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Venire a vivere a Doha è stato come un vortice. Di quelli da cui non sai liberarti, di quelli di cui alla fine non riesci a fare a meno. La vita mi è cambiata tra le mani, i miei occhi non sono più gli stessi, e le emozioni sono state più travolgenti che mai.

Durante le prime settimane mi guardavo intorno,  disorientata dalle molteplici facce che la città mi mostrava, una a pochi passi dall’altra.

Tra le prime che ho conosciuto c’è quella custodita tra le strade di Souq Waqif. Situato al centro della città, è stato ricostruito per ricordare l’antica architettura tipica, con i suoi portici e le strette vie del mercato, drappeggiate di abiti tradizionali e profumate dalle spezie più diverse. In inverno le temperature permettono di mangiare all’aperto e di fumare una shisha sulle terrazze di vari ristoranti sparsi per il Souq. Ogni sera suonano musica tradizionale accompagnata da danze e canti, una bellissima finestra di vita a cui non si può rinunciare quando si muovono i primi passi in città.

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Souq Waqif

A testimonianza dell’incombente modernità che fino a un trentennio fa era inimmaginabile, di fronte a Souq Waqif sta prendendo corpo uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana previsti nella città: Msheireb Downtown. Il progetto prevede la demolizione di una vasta area di downtown senza un significativo valore storico/architettonico, per lasciare spazio ad un’architettura che risponda ai nuovi bisogni della città, con abitazioni, uffici e servizi, tenuti insieme da uno scenografico sistema di promenade e spazi pubblici.

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Msheireb Downtown Project
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Msheireb Downtown Project

Il ruolo di questo progetto è anche quello di rappresentare un’architettura contemporanea qatarina, che fino a questo momento non ha mai avuto una vera e propria identità. Da architetto, trovo emozionante il fatto di essere qui in questo periodo e di poter assistere a queste trasformazioni!

Dopo qualche mese, ho iniziato ad orientarmi, a riconoscere qualche punto di riferimento nei miei viaggi in taxi per Doha, entrando in contatto sempre di più con le sue innumerevoli sfumature.

Tra queste, il suo status di città in perenne costruzione è quella più evidente ed affascinante. Spesso non basta Google Maps per sopravvivere al reticolo di strade in cui Doha è ogni giorno sempre più aggrovigliata. Un dedalo di deviazioni, demolizioni, e nuove  costruzioni di una scala tale da sfuggire anche alla memoria degli abitanti più esperti. E la preparazione ai Mondiali del 2022 non ha fatto altro che accelerare un’attività costruttiva che già da anni registra numeri impressionanti. Non c’è angolo in cui non ci sia una ruspa in movimento, degli operai intenti a lavorare, o uno scavo in corso. È solo di notte che questa frenesia conosce una tregua, quando le gru che si stagliano all’orizzonte, ormai immobili, sembrano giganti dormienti in attesa dell’alba per ricominciare a costruire la città.

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Questa dimensione di indefinito, di under process, non risparmia neanche la patinata West Bay, la parte più contemporanea della città. Qui l’affascinante caleidoscopio di grattacieli scintillanti si alterna a scheletri in costruzione, tenendo tutti col naso all’insù, ad immaginare cosa ci sarà lì tra un po’ di tempo. Ma se come me preferite un punto di osservazione dall’alto, sono molti i ristoranti e i locali che occupano gli ultimi piani dei migliori alberghi della città, dai quali è possibile ammirare la bellezza di questa città in fervente cambiamento…con conseguente automatica bocca aperta. È proprio quello che è successo a me il primo giorno, quando dall’ultimo piano del Kempinski Hotel ho potuto pranzare con una vista spettacolare. 

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Da allora, è passato quasi un anno….e ne sono successe di cose. Ci sono stati momenti in cui pensavo di non voler più lasciare Doha, momenti in cui avrei preso un aereo per scappare il giorno stesso in Italia. Familiarizzare con una realtà tanto diversa infatti significa anche familiarizzare con parti di noi che forse non hanno mai avuto modo di farsi avanti. Ma dopotutto, partire da sola, a centinaia di migliaia di chilometri dalla mia comfort zone, come poteva non portarmi a un cambiamento, soprattutto interiore?

Con questo piccolo assaggio della mia esperienza a Doha ho voluto finalmente rompere il ghiaccio. Questo, infatti, è solo il primo di una serie di racconti su questa città!

Nel frattempo, se avete domande, curiosità, proposte, non siate timidi! Vi aspetto nei commenti : ) E se siete impazienti di attendere il prossimo post, potete seguirmi sul mio profilo Instagram balizroom_interiorblog, dove attraverso le stories vi lascio una finestra aperta su questo mondo.

A presto,

Baci, Baliz

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Pomezia light festival, quale strumento di riqualificazione del territorio

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Qua su Luxemozione già diverse volte si è parlato di luce quale elemento di rigenerazione e riqualificazione urbana. Le modalità sono diverse: partendo da interventi di illuminazione architettonica permanenti, oppure installazioni temporanee, quali ad esempio workshop di illuminazione urbana, interventi di social lighting, oppure opere di light art su scala urbana,  quali ad esempio FFF Multiplicity Shape of Fire, realizzato a Foggia dell’amico Romano Baratta in seno all’evento Libando, viaggiare mangiando.

In questo settembre ricco di eventi sulla luce, vi voglio riportare un evento degno di nota: il Pomezia Light Festival.  Evento organizzato da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre.

Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino. Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano.

L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni.  Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

Gli eventi del Pomezia Light Festival

Sono previsti interventi di 27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

 

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni:

  • AroundTheCity dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; 
  • EyesUpTower tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia;
  • FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso.

La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

I progetti di punta, e molto altro

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa.

Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

“FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere. 

PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo.

I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari.

SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”.

Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “PROSPECTIVA MENTIS”.

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo.

NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video.

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive.

Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli“LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo.

L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ispira idealmente al ritratto di Tiziano concependo.

“TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. 

“L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole.  L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul problema critico dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Oltre alla light art…

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze.

I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l’unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da “The Gorfaine/Schwartz Agency”;  Anna Maria Monteverdi,  una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia;  Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

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Cersaie 2018: novità e tendenze di Ceramica Flaminia

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lavabo bagno collezione NUDE di Ceramica Flaminia

Tra pochi giorni avrà inizio a Bologna la 36° edizione di Cersaie, l’appuntamento internazionale con il design delle superfici e dell’arredobagno. Anche quest’anno sarà presente Ceramica Flaminia con tante novità.

Dal 24 al 28 settembre, a Cesaie, le aziende presenteranno in anteprima le nuove tendenze per superfici ceramiche, carte da parati, parquet, marmo, sanitari e tutto ciò che fa tendenza nel mondo dell’arredo bagno.  Si tratta della più importante vetrina internazionale del Settore Ceramico e Arredobagno che ogni anno richiama a Bologna più di 100 mila visitatori provenienti da tutto il mondo.

Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 presenterà interessanti novità che confermano la sua grande passione per la ricerca storica e culturale sempre rivolta al futuro.

Partiamo con i nuovi colori 2018che ampliano la palette cromatica proposta da Flaminia: Argilla, Petrolio e Rosso Rubens, tre tonalità calibrate ma di carattere che prendono ispirazione dagli affreschi fiamminghi.

Argilla è un colore neutro e caldo, perfetto per esaltare la forte matericità del materiale ceramico e che ben si sposa sia con le diverse forme di lavabi vasi e bidet. Una tonalità facile da inserire in qualsiasi contesto, anche abbinato a sanitari di altri colori della paletta Flaminia. Petrolio, previsto per i lavabi e i piatti doccia, è un colore profondo ed intenso, capace da solo di aggiungere carattere e stile alla stanza da bagno. Rosso Rubens, previsto anche lui solo per i lavabi, è rubato alla paletta di colori di questo grande pittore del passato. Colore immancabile nei suoi dipinti, è una tonalità di forte energia smorzata dall’ombreggiatura bruna che lo rende estremamente contemporaneo.


Per chi predilige un design classico rivisitato in chiave contemporanea, Ceramica Flaminia presenta Madre, design Studio Angeletti-Ruzza, la collezione ispirata al lavoro degli architetti razionalisti italiani. L’obiettivo è quello di progettare una stanza da bagno con un’anima classica che non imita gli stilemi del passato ma, al contrario, ne interpreta il senso e li trasporta nella contemporaneità con proporzioni completamente rinnovate con una continuità di linee ed andamenti che la rendono propriamente attuale. Un design fuori dal tempo che crea un’atmosfera calda ed avvolgente.


lavabo collezione Madre di Ceramica Flaminia

Novità anche per la collezione di lavabi NUDA, disegnati da Ludovica+Roberto Palomba, che si arricchisce della versione da appoggio proposto in due 2 misure, cm 60 e 75, dove il lavabo è posizionabile a centropiano.


Dopo il suo esordio nel mondo dell’illuminazione con il nuovo progetto Flaminia Lighting, Cersaie 2018 sarà l’occasione per presentare LUX, design di Patrick Norguet. Con le sue linee Lux riporta alla memoria quelle lampade dell’inizio del XX secolo, che è possibile vedere tutt’ora qua e là, ad esempio in alcune fabbriche o ambienti industriali.


lampada da parete collezione LUX di Ceramica Flaminia

A parete o in sospensione, Lux è ideale per illuminare svariati tipi di ambienti: bagni, corridoi di hotel, una stanza da letto, ristoranti. É adatta sia per i luoghi pubblici che per gli spazi privati.

Lux racchiude in sé la bellezza della ceramica, il fascino della luce e il know-how di un’azienda.


Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 vi aspetta al Padiglione 30, stand B4-D3 dal 24 al 28 settembre.

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Cosa vedremo al prossimo Homi (14 – 17 settembre 2018)

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Si annuncia come un’edizione dalle tante sfaccettature il prossimo HOMI, Salone degli Stili di Vita che si terrà come di consueto a Fiera Milano. Dal 14 al 17 settembre 2018 i padiglioni saranno animati dalle ultime creazioni di design ma anche accessori per la casa, la bellezza dell’abitare, ma ci sarà spazio anche per il fascino unico degli accessori per la persona. Ecco qualche anticipazione dei prodotti presenti.

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Complementi d’arredo Tramato
prodotte da 0.0 Flat Floor su disegno di Gumdesign, opere in metallo acidato che giocano sul tema “vedononvedo” con sottili intrecci

La decima edizione di HOMI celebra questo importante anniversario offrendo un’ampia proposta di tipologie merceologiche e di stili, per un’esperienza multisensoriale che spazia dalle fragranze al food, dal design ai tessili per la casa. I nuovi trend sono tutti qui!

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Zafferano, Ai Lati, Poldina sospensione
Zafferano_AiLati_Poldina_colorate
Zafferano, Ai Lati, Poldina
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ZAFFERANO, tableware Petoni
PASSANTI cartone bianco carrara2
PASSANTI, cartone bianco carrara

 

Plato Design_sculture in cemento che reinterpretano icone classiche della nsotra infanzia
Plato Design
Sculture in cemento che reinterpretano icone classiche della nsotra infanzia
ART FRIGO_Abat Book su mensolaa
ART FRIGO, Abat Book su mensola
Blanc mariclo_Fantasie floreali impresse su ceramiche e decorazioni murali che creano distintive pareti couture.
BlancMariClò
Fantasie floreali impresse su ceramiche e decorazioni murali che creano distintive pareti couture.
Carta da Zucchero_accessori per tavola, in ceramica smaltata a mano.1
Carta da Zucchero accessori per tavola, in ceramica smaltata a mano
Changing Atmosphere_product 2
Changing Atmosphere
KnIndustrie_Viaggio in ItaliaPaesaggi_ disegnata da Elisa Ossino la collezione rivisita il tema classico dei piatti dipinti con scene di paesaggi evocativi e
KnIndustrie, Viaggio in Italia, Paesaggi.
Disegnata da Elisa Ossino la collezione rivisita il tema classico dei piatti dipinti con scene di paesaggi evocativi
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Originale bollilatte trasparente in vetro borosilicato con manico in acciaio. Disegnato da Lara Caffi
Virginia Casa _Linea ESSENTIA_ profumatori ambiente a forma di damigelle, alcuni dai richiami occidentali ed altri che prendono spunto dall_oriente, in stile giapponese. Cipria
Virginia Casa, Linea ESSENTIA
Profumatori ambiente a forma di damigelle, alcuni dai richiami occidentali ed altri che prendono spunto dall’oriente, in stile giapponese

Tra le novità per questa edizione le 4 aree speciali di Homi:

. DA UNO A CENTO:  una selezione di autoproduzioni originali a tirature limitate

. HOMI CREAZIONI: proposte di design e artigianato di  qualità di aziende  italiane ed internazionali, selezionate per capacità tecniche e di ricerca elevatissime, dove scoprire proposte innovative ed interessanti rivisitazioni

. EDITORIA TESSILE: novità dei prodotti tessili essenziali, che ampliano  la filiera del  tessile casa già presente a HOMI con le eccellenze del settore

. HOMI FOOD, con le produzioni agroalimentari di qualità, a forte connotazione di ricerca sia nel prodotto che nel packaging, dove il food diventa  idea regalo innovativa, “oggetto” che si ispira al mondo del design

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Villa D’Este, Collezione MASAI BLUS
Decori di ispirazione tribale con colori blu e riflessi dorati per un’eleganza moderna

 

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I MAESTRI DEL PAESAGGIO 2018 landscape, garden & design

Pubblicato da blog ospite in Architettura, News, Room by Room
L’edizione 2018 si presenta in maniera differente dalle precedenti, viene proposto un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dal vocabolario caleidoscopico di cui si compone il Paesaggio, ovvero dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante. I miliardi di piante presenti oggi sul pianeta giocano un ruolo fondamentale per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, per contrastare l’inquinamento, consolidare il suolo e regimare i corsi delle acque. Prelevate dal loro ambito naturale, tuttavia, e invitate a diventare la materia prima naturale per la realizzazione di un giardino, di un parco, di un paesaggio urbano a piccola o grande scala, spesso non riescono a rivestire lo stesso ruolo di protagoniste che hanno in natura.Infatti, le piante, una volta sottratte dal loro habitat naturale selvaggio, o dalla natura addomesticata di un vivaio, per ripartire come protagoniste della nuova vita, hanno bisogno del supporto di un’azione consapevole e fondamentale che le aiuti: il progetto.
PIAZZA VECCHIA
Per l’ottava edizione della Green Square, l’allestimento trasforma Piazza Vecchia e i diversi angoli di Città Alta in uno straordinario giardino. Protagonista è Piet Oudolf, riconosciuto a livello internazionale come il maestro del plant design, protagonista di un nuovo movimento, il New Perennial, che predilige nel giardinaggio l’utilizzo di fiori ed erbe perenni.

Paesaggista Olandese, la voce più importante di un nuovo movimento nell’utilizzo delle erbe e dei fiori perenni. Ha realizzato centinaia di giardini pubblici e privati in tutto il mondo. Tra i più celebri ricordiamo la High Line di New York e il Lurie Garden al Millennium Park di Chicago, le istallazioni temporanee alla Biennale di Venezia e al Serpentine Gallery Pavilion.

Probabilmente la figura più importante del giardinaggio moderno. I suoi paesaggi, sapientemente composti, evocano il passato del luogo, celebrando l’estetica del mondo vegetale e invitando il visitatore a fermarsi, osservare, riflettere.

Profondo conoscitore del comportamento delle piante, Oudolf progetta paesaggi accostando diverse specie di piante e valorizzandone le specifiche metamorfosi in ogni periodo dell’anno, anche prima e dopo la fioritura.
PORTICO DELLA BIBLIOTECA ANGELO MAI
Il progetto di Zenucchi arredamento si è ispirato al tema guida della manifestazione I Maestri del Paesaggio: PLANT LANDSCAPE, un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante ed i fiori. Grazie alla preziosa collaborazione con Kettal, è stato allestito il portico della Biblioteca progettando ambientazioni outdoor con l’inserimento di arredi di design firmati da architetti internazionali come Patricia Urquiola e Rodolfo Dordoni.

La location si affaccia su Piazza Vecchia, trasformata per l’occasione in uno straordinario giardino che accoglie diverse specie di piante e fiori settembrini. Di fronte ad un panorama simile, l’allestimento di Zenucchi non poteva non avere un legame con il concept intrapreso da Piet Oudolf. Le alte piante che l’anno scorso hanno caratterizzato il portico della Biblioteca, quest’anno lasciano il posto a graminacee e fiori settembrini, sempre accolti dai vasi di Atelier Vierkant: un tocco di colore dato dalla natura stessa.

Gli arbusti vengono invece posti in alto: il verde pende dal cielo grazie a strutture circolari in specchio sospese che accolgono diverse tipologie di piante. L’allestimento di Zenucchi arredamento nasce quindi dalle “parole” originarie che quest’anno stanno alla base di tutta la narrazione della manifestazione: piante e fiori sono i protagonisti del Portico e gli arredi contribuiscono a creare un ambiente in cui queste “parole” possono esprimersi.Proprio per questo motivo sono stati scelti colori tenui e neutrali per gli arredi Kettal, che riprendono i toni del cielo e del prato, per creare uno sfondo in cui il colore si manifesta tramite i fiori: una sola vivace nuance che dà vita alla Biblioteca Angelo Mai.
PIAZZA LORENZO MASCHERONI
Il giardino effimero che Gardenia, con Sarah Eberle e Anna Sbokou, creano quest’anno in Piazza Mascheroni, viene denominato “Mirrored Landscape – Il Paesaggio Rispecchiato”.Una Green Square che sarà il fulcro del Green Design, di cui Gardenia è media partner, che si snoda in nove luoghi, fra piazze, palazzi e cortili suggestivi.
Sarah Eberle gioca con le interazioni fra cespugli e alberi che caratterizzano l’Italia. All’estremità meridionale della piazza le combinazioni di piante riecheggiano le forme montuose; da qui partono elementi illuminanti appositamente realizzati per l’allestimento di forma tubolare, forati, che emergono dalle chiome diffondendo una luce che crea un effetto notte stellata.
In questa zona della piazza l’arredo di Ethimo della linea Flower è nei colori verde salvia e azzurro plumbago. Al centro, i mobili della stessa linea sono in un mix di rosso papavero e arancio. Le aree sotto gli alberi sono pacciamate con mulch colorati che si abbinano con gli arredi mentre dagli alberi pendono piante aeree. A rafforzare l’effetto riflettente si staglia la scultura Torus di David Harber.

L’intervento di lighting designer di Anna Sbokou gioca ad adattarsi con il paesaggio, migliorandone la percezione: gli alberi divengono dei corpi illuminanti, il grande muro di pietra si colorerà in varie tinte, in sintonia con le zone progettate da Sarah, al fine di creare un effetto riflesso di stelle e luna tra le piante. La scultura Torus, realizzata da David Harber, la scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma forata al centro. L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio.

La pacciamatura pop sotto alberi, tavoli e sedie, il cippato di legno della inea Orgacolor di Agresta crea tappeti che definiscono gli spazi e danno continuità cromatica al progetto.
ll progetto di Obi per Piazza Mascheroni si sviluppa attraverso un percorso d’ispirazione naturale che si snoda tra la vegetazione per giungere ad un fulcro centrale. Il percorso, attraversando trasversalmente l’area di progetto, è caratterizzato da un ingresso «in punta di piedi» lungo l’arteria principale di collegamento a Piazza Vecchia e da degli ingressi secondari pavimentati. Tutt’intorno si apre una natura via via sempre più spontanea e rigogliosa, caratterizzata dall’utilizzo di piante perenni, per lo più graminacee e piante cosmopolite molto rustiche e dalla grande adattabilità.

Addentrandosi nel percorso il visitatore avrà modo di scoprire e vivere le quattro isole, che sono state pensate come aree segrete e, proprio per questo motivo, realizzate con una pavimentazione diversa per enfatizzare la differente funzione di sosta e relax. I tre accessi conducono allo snodo centrale, che è stato caratterizzato dall’ utilizzo di una pergola e vuole essere luogo di incontro e di unione tra le altre diverse esperienze, quindi un punto di snodo per raggiungere le isole di relax e contemplazione dove sostare e leggere un buon libro.

Qui trova luogo l’elemento acqua all’interno di un laghetto artificiale delimitato da piante e dalla forma irregolare, in quanto simbolo della spontaneità della natura, che si contrappone al rigore del percorso. Allontanandosi dal nucleo centrale regolare ci si addentra all’interno di una vegetazione più casuale e spontanea, ma allo stesso tempo armonica.La presenza dell’acqua, insieme a questa cornice, vuole regalare momenti di pace e serenità con l’ausilio della vegetazione che circonda l’intero progetto.
ANTICO LAVATOIO DI VIA MARIO LUPO
Un polmone verde nel cuore della città, progettato da Lucia Nusiner. Pedrali abbraccia la filosofia della manifestazione e trasforma la suggestiva piazza dell’Antico Lavatoio in un giardino conviviale, all’interno del quale arredi e vegetazione si fondono armonicamente con l’ambiente circostante.

I visitatori potranno sedersi su sedie, poltrone e sgabelli della nuova collezione Tribeca, disegnata da Mandelli Pagliarulo; prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana sostando sul divano Reva, di Patrick Jouin o immergersi nell’atmosfera di questo angolo di Città Alta resa ancor più magica dalla luce di Giravolta e Happy Apple, lampade disegnate da Basaglia Rota Nodari.
GIARDINO DI CONDOMINIO TRESOLDI
Il Giardino Tresoldi anche quest’anno ospiterà le lampade della collezione Outdoor di Catellani&Smith, studiate per illuminare spazi esterni e terrazzi, giardini verticali e piccole o ampie aree verdi, dove si integrano nell’ambiente circostante. Vicino all’ingresso, gli archi inseriti nelle due strutture laterali sono illuminati da lampade a parete Mora e Syphasfera,che rendono l’ambiente accogliente, come un grande salotto verde.
Numerose Syphaduepassi sono inserite nelle fitte siepi che disegnano l’area interna del giardino, per illuminare il percorso ai visitatori che si inoltrano nei vialetti, dove altre versioni ‘custom’ spuntano dalle aiuole.Un suggestivo Albero di Luce completa l’arredo, simile ad un salice piangente.In una zona dedicata del giardino si accende invece Medousê, realizzata in vetro industriale lavorato a mano, qui proposta in una nuova finitura. Syphasera, Syphaduepassi, Syphasfera, More e Medousê sono alcuni degli articoli a disposizione di architetti e progettisti, per creare nuovi ambienti in cui la luce gioca in perfetta sintonia con la natura.

PORTICO DI PIAZZA DELLA CITTADELLA
Casanova Interior Designers in collaborazione con l’Architetto Katuscia Ratto e Giardini Arioldi, nel progetto che verrà presentato sotto il porticato di Piazza della Cittadella a Bergamo Alta, metteranno insieme tante piante fino a formare un Bosco: il luogo dove avranno luogo favole d’arredo.

Nell’emozionante e vibrante location verranno inseriti arredi dal sapore magico e divertente come i pouf Brioni di Kristaliadai colori discreti e naturali; ricreate zone contemplative con l’accogliente Kokoon di Royal Botania e la raffinata rusticità della collezione Nara progettata da Louis Benech per la medesima azienda; ed allestite zone più consone ad esaltare la convivialità del vivere all’aria aperta con gruppi di tavoli e sedie della collezione outdoor di Kristalia.Tutti gli ospiti che vorranno farci visita saranno accolti sotto l’elegante e raffinata copertura frangisole Opera di Pratic.

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Permessi e sconti fiscali per i lavori d’estate

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, News
detrazioni fiscali 2018 ristrutturazione casa
I lavori in casa in estate saranno più facili grazie a semplificazioni nei permessi e al bonus fiscale per i giardini. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi sono gli aventi diritto. Attenzione, si ha tempo fino al 31 dicembre 2018.

Un punto importantissimo riguarda la detrazione fiscale per tutti gli interventi volti alla ristrutturazione dell’edificio, da distinguere tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. In questo caso la detrazione fiscale Irpef è del 50%. Il tetto massimo è di 95.000 €. Lo stesso tipo di detrazione è applicabile sia per appartamenti che per condomini.

Videosorveglianza e antifurti sono inclusi nel bonus, un’ottima notizia in vista delle vacanze estive. Si può detrarre fino al 50% per la sicurezza dell’immobile, sia in caso di appartamento che come spesa condominiale.

Per quanto riguarda invece gli interventi volti al risparmio energetico, la detrazione irpef va dal 50% al 65%, a seconda delle classi energetiche guadagnate.

Questo tipo di bonus riguarda anche per le società di capitali (detrazione ires).

Il Bonus mobili invece, è richiedibile solo in caso di acquisto di mobili successivo alla data di inizio di lavori ordinari o straordinari. Il budget massimo in questo caso è di 10.000 €. Bisogna sempre fare attenzione agli acquisti, ad esempio nel caso di una caldaia a condensazione si può avere una detrazione che va dal 65% al 50%, ma deve avere le caratteristiche di risparmio energetico qualificato.


bonus verde 2018
Passiamo al Bonus Verde, interessante e da cogliere al volo. Il Bonus Verde infatti riguarda tutti gli interventi riferiti a giardini e balconi. Sono inclusi i lavori di recinzione, progettazione, irrigazione, manutenzione e anche l’acquisto di piante, realizzazione di pozzi o di coperture verdi, pergole e giardini pensili. Questo tipo di incentivo fiscale, perfetto per preparare il proprio giardino al meglio con l’arrivo della bella stagione, si può applicare anche a livello condominiale. L’importo massimo dei lavori che è possibile detrarre è di 5.000 €. Non sono invece inclusi nel bonus attività commerciali, aziende e fabbriche. Ovviamente è necessario un pagamento tracciato, va benissimo un bonifico dal cc del soggetto che vuole detrarre.

Molto importante è il Bonus Sisma, che prevede una detrazione irpef (vale anche per ires) dal 50% all’85%. Come nel caso del miglioramento della classe energetica, anche nel caso delle classi sismiche si ha un aumento della percentuale detraibile proporzionale al miglioramento antisismico. Se si riduce di due classi, la detrazione sarà dell’85%, se invece solo di una, avrò una detrazione del 75%.

Il Bonus Sisma e il Bonus ristrutturazioni sono cumulabili, però vanno applicati a spese diverse. Non possiamo applicare due sconti alla stessa voce. Il Bonus Sisma si applica sia in caso di irpef che di ires.

È fondamentale tenere presente che qualsiasi manutenzione ordinaria o straordinaria effettuata dopo un lavoro importante, rientra in essi (ad esempio dipingere la facciata dopo un intervento di miglioramento sismico).

Chi sono gli aventi diritto?

Gli aventi diritto sono le persone fisiche e soci di società di persone (sas, snc…)

Chi è esente dal pagamento delle imposte è esente da questo bonus.

Una precisazione sul condominio. I bonus relativi alla singola unità immobiliare si moltiplicano per il numero di unità che compongono il condominio in caso di lavori su parti comuni. In questo modo è possibile che ogni condomino paghi la rispettiva quota di spese condominiali con l’applicazione del bonus, quindi con uno sconto del 50% dilazionato in 10 anni. È l’occasione perfetta per provvedere a livello condominiale a un intervento di riqualificazione energetica.


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