24 Settembre 2020 / / Blog Arredamento

Per molte famiglie la cucina è un vero e proprio secondo salotto, dove si trascorrere buona parte del proprio tempo in casa. Vediamo alcuni degli errori più comuni che è bene evitare quando si prende la decisione di arredarla nel migliore dei modi.

Come ci confermano gli esperti di Agof Store, l’illuminazione di una cucina deve essere funzionale ma allo stesso tempo deve avere anche una funzione decorativa. Si tratta di una stanza dove si prepara da mangiare, si condivide del tempo con tutta la famiglia, si lavora, si legge e in alcuni casi si festeggia con i propri amici eventi e ricorrenze.

Ecco, perché è essenziale pensare con molta attenzione a quale sarà l’illuminazione che andrà inserita al suo interno. Per trovare le migliori soluzioni di illuminazione, utilizzano lampade di design come i lampadari flos in offerta sul sito di Agof Store, ecco una guida che comprendere 10 errori da evitare.

1: Trascurare l’illuminazione funzionale

Per creare un ambiente confortevole, è opportuno non dimenticare di illuminare in modo specifico le zone chiave della propria cucina. Il piano cottura, la zona lavaggio o il piano di lavoro devono avere una illuminazione perfetta in ogni momento della giornata.

Scegliere una illuminazione localizzata, forte e precisa, permette di illuminare chi andrà ad eseguire le tre principali attività in cucina: preparare, lavare e cucinare. L’illuminazione localizzata può essere una buona soluzione da adottare sotto i mobili, mediante delle luci a LED. Si tratta di una soluzione molto pratica e moderna che ha preso sempre più piede nel corso degli anni.

2: Dimenticare l’illuminazione decorativa

Installare una singola plafoniera non è una soluzione appropriata, se si vuole andare a creare la giusta atmosfera in cucina. È essenziale moltiplicare le sorgenti luminose mediante l’illuminazione ausiliaria, per riuscire a creare un’atmosfera che non risulti “incompleta”.

Ecco, alcuni consigli da seguire per farlo nel modo più corretto:

– scegliere di installare un set di applique per produrre una luce soffusa;
– inserire una lampada a sospensione decorativa o un lampadario moderno per animare la zona da pranzo;
– posate una elegante lampada da tavolo su uno scaffale per decorarlo;
– utilizzate le strisce a LED per illuminare nicchie o angoli poco luminosi.

3: Valutare con attenzione la potenza della luca in cucina

Illuminare i vari angoli della cucina è importante, ma è bene non esagerare troppo. Aggiungere lampade troppo forti può rendere una cucina piatta e farle perdere il suo fascino. È bene essere consapevoli che una cucina richiede in media una base luminosa di 300 lux. Mentre, le zone di lavoro dovrebbero avere una illuminazione media di 500 lux.

Per raggiungere questa tipologia di ammontare di illuminazione, è bene dosare con sapienza più fonti luminose. Così da non lasciare angoli bui e allo stesso tempo dare un’atmosfera alla propria cucina.

4: Volume generale delle luci

Come è già stato detto, è bene non illuminare troppo una cucina. Fattore che la porterò a diventare piatta e pallida. Per evitare questo, è bene ridurre al minimo le luci pallide e i neon come punto focale dell’illuminazione della stanza.

In questo frangente entra in gioco il ruolo dell’illuminazione generale, che mira a illuminare la cucina nel suo complesso senza lasciare ombre rilevanti. Ad esempio, si può scegliere una plafoniera decorativa con diversi faretti che possono essere orientati in base alle proprie esigenze.

In ogni caso è bene ricordare, che l’illuminazione generale illumina la cucina nel suo complesso ma non sostituisce l’illuminazione funzionale.

5: Mettere i punti luce nella posizione sbagliata

Un errore comune, è sbagliare il posizionamento delle luci e delle lampade che si andranno a installare nella propria cucina. L’illuminazione deve offrire un’atmosfera piacevole e una luce sufficiente per non creare ombre sui piani di lavoro.

6: Comprendere quali sono le lampade non idonee

La cucina è uno spazio ideale per far coesistere una serie di diverse luci e tipologie di illuminazione, ma non è detto che tutte vadano bene per questa tipologia di ambiente. Comprendere immediatamente quali non lo sono, è senza ombra di dubbio una scelta oculata e che permette di non commettere errori.

Se si vuole ravvivare la propria cucina, si possono inserire delle applique a parete o inserire delle barre con più punti luci. Queste soluzione si trovano spesso in molti cataloghi di arredamento delle migliori marche ma anche in quelle più economiche.

7: Scegliete il giusto colore dell’illuminazione

Scegliere la giusta tipologia e la quantità di luce che ogni lampada emette non sono le sole caratteristiche da prendere in considerazione. Anche il colore di ogni luce è un punto importante da inserire nella propria checklist di cose da verificare.

La luce che andrà a illuminare tutto l’ambiente, è bene che sia scelta vicino ai 3000 kelvin. Mentre le lampade per l’illuminazione funzionale richiedono una luca bianca più neutra che si colloca tra i 4000 e i 4500 kelvin. Anche l’arredamento della propria cucina gioca un ruolo chiave nella scelta del colore dell’illuminazione. Se si p scelta una cucina più tradizionale, è bene scegliere una luce più gialla per l’ambiente (da 3000 a 3500 kelvin), mentre se si è scelta una cucina più moderna si può optare per una illuminazione più fredda (da 3800 a 4200 kelvin).

8: Evitate di installare lampade fluorescenti senza accensione istantanea

Anche se le lampade fluorescenti offrono una illuminazione calda e sono a basso consumo, se si sceglie la versione tradizionale ha un tempo di accensione lungo. Fattore che non le rende una scelta ideale se si ha la necessità di mettersi ai fornelli immediatamente o non si vuole aspettare del tempo per vederci bene.

9: Utilizzare lampadine con un cattivo IRC

Con la sigla IRC, si identifica l’indice di resa cromatica. Un fattore che indica quanto una luce può affaticare gli occhi di una persona. In cucina, luogo dove ci sono una o più aree di lavoro, è bene che tutte le luci siano vicine a 100 CRI. Lampadine che producono una luce bianca e uniforme, ideale per non affaticare la vista anche dopo molte ore che si lavora.

10: Evitare i punti fissi

Quando si scelgono dei faretti o delle luci da applicare su soffitto o su una parete, è sempre bene assicurarsi che possano direzionare la luce dove più si ha bisogno. Fattore, che permette quindi di annullare le zone d’ombra e illuminare una zona di lavoro con maggiore luce se si ha questa necessità.

Come si può comprendere, senza tenere conto di questi 10 punti, si può installare nella propria cucina una serie di lampade, faretti e applique che non è detto siano la scelta migliore che si può fare. Pianificare con attenzione quali sono le luci da acquistare, è sicuramente un fattore fondamentale per arrivare ad avere una cucina perfettamente illuminata e dove è un piacere soggiornare.

24 Settembre 2020 / / A forma di casa

Nel mondo dell’immobiliare, sempre più spesso si sente parlare di Home Staging. Questa attività nasce negli anni ’70 negli Stati Uniti come attività di marketing per valorizzare abitazioni destinate alla vendita. Da tempo se ne sente parlare anche in Italia, restando però purtroppo una pratica ancora poco conosciuta e diffusa, nonostante i vantaggi siano ampiamente superiori rispetto alla compravendita tradizionale.
Per questo motivo ho deciso di intervistare Giorgia Barbieri, una professionista del mercato immobiliare e dell’Home Staging, per fare chiarezza e approfondire il tema. Mi ha raccontato come si è avvicinata al mondo dell’Home Staging, qual’è la sua visione in merito. Abbiamo parlato delle persone che si rivolgono a lei, dei vantaggi che ottengono, quanto costa e quanto tempo può richiedere un intervento. Ecco l’intervista:


Ciao Giorgia, benvenuta su A forma di casa. Iniziamo da te: come hai deciso di intraprendere la carriera di Home stager? Come ti sei avvicinata a questo mondo?
Nel 2011, durante un convegno del settore immobiliare, ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione di una scuola di Milano specializzata nella formazione di Home Stager ed è stato amore a prima vista: mi si è spalancato un mondo. Perché nell’ascoltare i relatori mi sono resa conto che stavano dando un nome e codificando una serie di azioni che io già mettevo puntualmente in atto ogni volta che ricevevo un incarico di vendita. Da quel momento in poi ho frequentato ogni anno corsi di specializzazione in Home Staging, in marketing, sulla fotografia d’interni (la mia grande passione!) nelle più importanti scuole di Milano per formarmi adeguatamente e migliorare le mie competenze.

Cos’è per te l’home staging? Qual è il tuo approccio professionale?
Negli anni ho capito che non solo l’Home Staging, ma più in generale la valorizzazione immobiliare – come io chiamo l’insieme di azioni da promuovere su qualsiasi immobile prima di immetterlo sul mercato – sono elementi imprescindibili del processo di compravendita e per questo ne ho fatto il fulcro del mio metodo di lavoro. Per ogni pratica aperta studio approfonditamente le caratteristiche di ogni casa, al fine di coglierne l’essenza e individuare i punti che la caratterizzano e la rendono unica, per metterli in risalto e trasformarla nella casa dei sogni di chi cerca esattamente quelle caratteristiche.
Una casa non potrà mai essere per tutti, proprio così come una persona ha pochi grandi amori nella vita: ogni proprietà ha il suo acquirente ideale e viceversa e sta a me farli incontrare.

home staging soggiorno
home staging soggiorno

Chi sono i tuoi clienti e quali vantaggi ottengono grazie ai tuoi servizi?
I miei clienti ideali sono quelle persone che apprezzano la gestione dell’immobile tipica della nostra agenzia, che si basa sul concetto di “rispetto e guanti bianchi”. Sono due espressioni che mi sento di usare per identificare uno standard di cura che è un “di più e oltre”, in relazione al livello medio che c’è nei confronti di tutti gli immobili sul mercato. Per noi non si tratta solo di acquisire, pubblicizzare e vendere, ma di valorizzare e promuovere ogni incarico con tutti gli strumenti a nostra disposizione, online e offline, anche studiando caso per caso quale possa essere la migliore comunicazione a riguardo.
L’immobile è sede di espressione delle emozioni umane, ma quando decido di cederlo o acquistarlo diventa un “prodotto” commerciale e come tale va presentato, ovvero al massimo delle sue potenzialità per aumentarne l’appetibilità agli occhi dei potenziali acquirenti. Una nota da non dimenticare è che visionare immobili ordinati, puliti e che mostrano le proprie peculiarità, significa evitare di perdere tempo con visite inutili e ricerche impossibili, in un mercato confusionario dove l’identità di una casa spesso rimane sepolta e perciò inafferrabile. E chi c’è passato sa bene cosa intendo dire.

Molto spesso si pensa che Home Staging ed Interior Design siano la stessa cosa. Puoi raccontarci qual è la differenza?
Ottima domanda! Vedo in giro molto “Interior Design” spacciato per “Home Staging”. E facile farsi ingannare, anche se sono due attività diametralmente opposte, perché entrambi presentano un miglioramento estetico e funzionale dell’abitazione, partendo da presupposti differenti. L’Interior Design è studiato e messo a punto sulla base dei gusti espressi da uno specifico cliente che commissiona le opere, invece l’home staging, definito a monte il target, cerca di colpire il maggior numero di persone cui l’intervento si rivolge senza sapere a priori chi sarà effettivamente l’acquirente finale di quegli spazi.
L’altra importante differenza è che il progetto di Interior Design, una volta realizzato, viene realmente vissuto dal cliente che lo ha commissionato, mentre l’Home Staging finisce di esistere quando l’immobile viene venduto, quindi non avrà mai un fruitore reale. Dicono – e concordo in maniera assoluta – che il miglior Home Staging è quello che non si vede: da un punto di vista tecnico, c’è sempre un alto rischio che l’intervento risulti un’opera di Interior Design o, peggio ancora, un mero esercizio stilistico di chi lo ha realizzato. Fare Home Staging significa applicare un metodo quasi scientifico che tiene conto di solidi principi di marketing, quindi se un professionista che si propone con la qualifica di Home Stager non è adeguatamente preparato non applicherà le esatte modalità di realizzazione e il risultato difficilmente sarà efficace. Non il “bello”, ma ciò che cattura l’acquirente e deve catturarne l’attenzione in maniera tanto persuasiva da ridurre a zero le trattative sul prezzo e permettere di realizzare al proprietario il massimo valore possibile, che spesso è ben superiore a ciò che incasserebbe senza l’ausilio della nostra consulenza.

home staging camera
home staging camera

Com’è percepito l’Home Staging in Italia? E all’estero?
In Italia siamo indietro anni luce dal comprendere l’utilità dell’Home Staging, anche se negli ultimi anni ho notato con piacere che la professione si sta diffondendo. Ciò non equivale naturalmente al fatto che venditori o acquirenti, né tantomeno purtroppo gli operatori di settore, lo cerchino spontaneamente; le agenzie che promuovono questo servizio in Italia l’Home Staging si contano sulle dita di una mano. Il mio sogno è che il mercato comprenda che la valorizzazione immobiliare è indispensabile per qualificare il patrimonio immobiliare italiano e la professionalità degli operatori che se ne occupano. All’estero è diverso, c’è una grande sensibilità per la valorizzazione immobiliare, concentrata maggiormente nelle grandi città, che da sempre fanno da pioniere per le tendenze più innovative. Meno di un anno fa sono stata a Londra per studiare il trend di settore (anche l’home staging ha le sue “mode”) e ho verificato, anche attraverso laboratori con colleghi italiani e stranieri, i principi da applicare per avere i migliori risultati. Il mio modello di ispirazione è quello americano, dove l’Home Staging si pratica da 50 anni e dove un’agenzia immobiliare che non ha un Home Stager tra i collaboratori è considerata meno che “entry level”. La sensibilità per questa tecnica di marketing lì è ai massimi livelli, ed è stato quindi per me un grande orgoglio avere ottenuto il titolo di “Home Stager professionista” nel 2018 proprio da IAHSP (International Association Home Staging Professional), la cui socia fondatrice è la vulcanica Barb Schwarz. Ritenuta in tutto il mondo la madre dell’Home Staging è una meravigliosa donna e professionista, che ho avuto modo di conoscere a Roma nello stesso anno del mio diploma. La passione per l’etica del lavoro e l’educazione all’eccellenza che mi ha trasmesso mi hanno fatto credere ancora di più nel servizio di valorizzazione immobiliare, facendone infine il mio tratto distintivo professionale: l’Home Staging come “un modo di migliorare la vita delle persone”.

Veniamo agli aspetti pratici: quanto costa un intervento di Home Staging e quanto tempo richiede?
Il costo di un intervento di Home Staging varia a seconda del tipo di progetto (se parziale o totale), dal numero di stanze e da altre variabili. Da alcuni anni ho scelto di inserire uno studio relativo agli interventi base di Home Staging che ritengo indispensabili, e dei quali coordino poi la realizzazione (quest’ultima è invece a carico del venditore), nel servizio di assistenza alla vendita dell’immobile, senza alcun ricarico; un servizio che viene eseguito prima del servizio fotografico e naturalmente è precedente a qualsiasi sopralluogo con aspiranti acquirenti.
Il tempo di revisione dell’immobile varia dai 7 ai 15 giorni; un periodo che sembra “perso”, perché l’immobile non è visibile sul mercato, ma che si traduce in investimento, regalando una diminuzione drastica dei tempi di vendita che per la nostra agenzia sono di 89 giorni (3 mesi circa), contro i 210 circa (7 mesi) della media nazionale.

home staging cucina

Si tratta di un servizio sicuramente interessante e certamente piacevole anche per chi vende, perché vede la sua abitazione migliorare e apparire al meglio delle sue possibilità. Ma allora perché, se l’Home Staging funziona così bene ed è apparentemente indispensabile, i proprietari non lo richiedono e le stesse agenzie non lo promuovono?
Ti rispondo con due punti fermi. Uno: non se ne conosce l’esistenza, non abbastanza almeno. E due: si è sempre fatto senza e sappiamo che l’abitudine, specie se prima o poi porta ai risultati, rassicura. Inoltre, molte persone vedono nella spesa per il servizio solo una “spesa”, appunto. Mentre si tratta di un “investimento”, perché una casa venduta impiegando 180 giorni in meno rispetto alla media e senza riduzioni drastiche di prezzo, dà il massimo ritorno nel netto ricavo (in quel tempo non si pagano eventuali interessi del mutuo, rate di spese condominiali, imposte sulla casa, eccetera), oltre al piacere di veder presentato il proprio immobile come solitamente vengono presentate solo le case da copertina. Pensi che una cliente, dopo un mio intervento di valorizzazione immobiliare una volta mi ha detto “Se avessi saputo che la mia casa sarebbe diventata così bella, non so se avrei deciso di venderla!”
Ai proprietari direi che la propria casa è lo specchio della nostra persona e che presentarla al meglio è una scelta che equivale a dire come vogliamo essere percepiti da fuori. Ai colleghi direi che avvalersi di un servizio di valorizzazione immobiliare restituisce un’immagine estremamente positiva e professionale di come l’agenzia si prende cura degli immobili affidatile.
Un buon modo per diffondere questa meravigliosa e incredibile pratica è continuare a parlarne, come stiamo facendo ora: sui social principalmente, ma anche nei siti e nei blog, così come informando i venditori, gli acquirenti, i fornitori con cui collaboriamo, come ad esempio i grafici e i fotografi. Si tratta di presentare un servizio che è un’opportunità per tutti e io stessa ne parlo ogni volta che posso.
Il mercato e le abitudini sociali evolvono in continuazione (ne abbiamo uno specchio chiarissimo in questi giorni) ed essere pronti ad accogliere i cambiamenti con nuovi strumenti è la migliore delle reazioni. Non a caso Einstein diceva “follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”.


Grazie a Giorgia Barbieri, Agente Immobiliare Senior e Home Stager di Retecasa Carmignano di Brenta, per questa interessante intervista sul mondo dell’Home Staging.

La puoi trovare qui: giorgia.barbieri@retecasa.it tel. 049/9430630

L’articolo Home Staging: intervista a Giorgia Barbieri proviene da A forma di casa.

24 Settembre 2020 / / A forma di casa

Sin da tempi antichi il marmo è sinonimo di lusso ed eleganza. Questo materiale naturale di grande pregio, negli ultimi tempi si è affermato sempre di più come tendenza indiscussa nell’interior design, portando con sè un senso di autenticità, solidità e raffinatezza dato dalle caratteristiche che lo contraddistinguono e dalle infinite texture delle sue venature.

Il marmo è dotato di grande versatilità, motivo per cui è possibile ritrovarlo in rivestimenti per pavimenti e pareti, in arredi come tavoli, consolle, top, tavolini e negli accessori per la casa. Le sue texture vengono addirittura riprese per creare grafiche, per caratterizzare tessuti e per simulare le sue qualità estetiche su materiali alternativi, come il gres, la ceramica e persino sulle carte da parati.

Il marmo, a seconda di come viene scelto e utilizzato, può caratterizzare gli ambienti in vari modi: nello stile classico moderno è un must-have per rivestimenti e arredi; negli interni contemporanei dona un tocco di sobria raffinatezza grazie a motivi delicati e finiture opache; in abbinata ad elementi che lo contrastano, esaltandone il carattere, diventa un elemento distintivo per stanze dal gusto eclettico.

bagno marmo

Le tipologie di marmo sono tantissime, possono variare nella loro composizione chimica e di conseguenza nella tonalità, nelle venature, nella lucentezza e nella porosità. Oltre al marmo è importante considerare anche il granito e le rocce come l’ardesia, l’onice e il quarzo: materiali di alto pregio che sono assimilabili al marmo, ma che ne differiscono per composizione e proprietà. Le lavorazioni di questi materiali permettono di personalizzare le superfici, modificandone l’aspetto a seconda del risultato desiderato. In base al tipo di materiale scelto, si possono ottenere superfici in finitura lucida, opaca, sabbiata, acidata, anticata, con effetto materico e molte altre ancora.

Queste innumerevoli possibilità lo rendono un materiale facile da abbinare a materiali come il legno, il metallo, il cemento, il vetro e la ceramica. Si possono inoltre accostare insieme più tipi di marmo con diverse colorazioni o finiture: molto utilizzati sono gli accostamenti banco-grigio, o l’abbinamento delle finiture lucido-opaco di uno stesso tipo di marmo. In generale è da tenere presente che il marmo accostato al bianco riflette la luce, mentre con il nero esalta le sue caratteristiche diventando protagonista. In generale, è un materiale che dialoga molto bene con i colori neutri, sa dare carattere alla vivacità dei colori accesi e si riscopre intramontabile negli ambienti black and white.

Borga Marmi

Se siete alla ricerca di uno specialista nella lavorazione di marmo, pietre e graniti, vi segnalo Borga Marmi, un’azienda ligure che opera nel settore con un’esperienza tramandata da padre in figlio in ben più di 100 anni di attività. Le loro realizzazioni sono frutto di una scrupolosa ricerca della materia prima, unita alle tecnologie e alle lavorazioni artigianali con cui creano soluzioni per l’arredo bagno, per l’ambiente cucina e per rivestire pareti e pavimenti di interni ed esterni residenziali, commerciali, nautici e dedicati all’ospitalità. Il tutto all’insegna della qualità e dell’attenzione verso le necessità del cliente, per offrire un servizio personalizzato e soluzioni ad hoc con grande cura del dettaglio.

In collaborazione con Borga Marmi

Photo credits: Borga Marmi

L’articolo La raffinatezza del marmo e le sue infinite possibilità proviene da A forma di casa.

24 Settembre 2020 / / A forma di casa

Eccoci al termine della progettazione della cucina contemporanea della Community House! La stanza è finalmente completa! Qui sotto puoi vedere le immagini del risultato finale realizzate in visualizzazione 3D.

Ora la Community House ha la sua quarta stanza arredata! Che te ne pare?

Io sono molto contenta del risultato e ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato votando ai sondaggi di questo esperimento di progettazione condivisa.


Gli elementi della stanza

Anche per la cucina, come per le altre stanze, siamo partiti definendo lo stile d’arredo contemporaneo e la palette colori, che questa volta è sui toni del rosa e del grigio. In seguito è stato deciso il layout degli arredi in pianta, preferendo tra le varie soluzioni una cucina angolare con penisola. Per il pavimento sono state scelte delle piastrelle chiare.

palette colore

Una volta definiti gli elementi di base della stanza, siamo passati alla scelta degli arredi, partendo dal modello cucina One di Ernestomeda in versione bianca con piani in pietra grigia e proseguendo con il tavolo Moka di Flexform, le sedie Wire Chair e gli sgabelli Zeb di Vitra, le lampade a sospensione PH5 di Louis Poulsen da posizionare sopra al tavolo e la lampada A39 di Artemide per illuminare il bancone.

Qui sotto puoi vedere i render di tutti i singoli elementi scelti.


Per sapere di più sulla Community House puoi leggere questo articolo che spiega nel dettaglio il progetto. Qui invece trovi le altre stanze arredate di questo esperimento di progettazione condivisa: il soggiorno, la camera da letto e la stanza studio.

Per vedere tutti i sondaggi fatti sinora e avere una panoramica generale della Community House, puoi cliccare qui.

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L’esperimento della Community House per il momento è concluso. Mi sono molto divertita ed è stato davvero interessante arredare questa casa virtuale insieme alla community di A forma di casa, proporre le selezioni di arredi, scoprire ogni settimana i risultati dei sondaggi e vedere l’arredamento di ogni stanza prendere forma mano a mano. Ma non temete, non è ancora tutto… dal 2020 ci saranno delle belle novità e una piccola sorpresa che riguarda proprio la Community House! Stay tuned!

L’articolo La cucina in stile contemporaneo: la stanza finita proviene da A forma di casa.

24 Settembre 2020 / / A forma di casa

La cucina contemporanea della Community House è in fase di arredo e dopo l’inserimento degli arredi principali, passiamo ora a definire gli elementi per ultimarla.

Prima di scoprire il sondaggio di questa settimana, voglio mostrarti il work in progress con i render di aggiornamento del progetto. Al momento la stanza si compone di pavimentazione con piastrelle chiare, cucina con penisola One di Ernestomeda in bianco con piano in pietra grigia, il tavolo Moka di Flexform e le sedie Wire Chair di Vitra. Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi. Ti piace come sta diventando o avresti preferito arredi o soluzioni diverse?

cucina community house

La Community House è un esperimento di progettazione condivisa a cui puoi partecipare per scegliere gli elementi d’arredo da inserire nelle stanze di questa casa virtuale. Ogni settimana trovi un nuovo sondaggio con una selezione di arredi tra cui puoi scegliere i tuoi preferiti e ogni mese ti mostro l’avanzamento del progetto con i render aggiornati, per vedere il risultato delle scelte della community di A forma di casa.

Le stanze della Community House già ultimate sono il soggiorno, la camera da letto e la stanza studio.


Gli arredi della cucina

Ma torniamo alla cucina, stanza che ci accompagnerà per tutto il mese di dicembre, e continuiamo a definire gli arredi che la caratterizzeranno. Qui sotto trovi il layout e la palette colori scelte all’inizio del progetto, che ci fanno da guida nella scelta degli elementi della stanza.

palette colore

Nelle scorse settimane sono stati scelti gli sgabelli Zeb di Vitra per la penisola della cucina, le lampade Ph5 di Louis Poulsen da posizionare sopra al tavolo e la A39 di Artemide per illuminare il bancone.

Per esplorare il progetto della Community House e vedere tutti i sondaggi fatti sinora, puoi cliccare qui.

Sotto trovi i risultati dei sondaggi di dicembre.

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Sondaggi di dicembre

Quali lampade scegli?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

Che lampade scegli?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

Quali sgabelli scegli?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

L’articolo Continua la progettazione della cucina contemporanea proviene da A forma di casa.

24 Settembre 2020 / / A forma di casa

La cucina della Community House è la quarta stanza virtuale che realizzeremo insieme in questo esperimento di progettazione condivisa. La stanza ora è vuota e aspetta di essere arredata. Sono curiosissima di scoprire quale sarà il risultato finale. Ma andiamo per gradi.

Innanzitutto ricordo che, se vuoi progettare insieme a me le stanze della Community House, puoi farlo attraverso i consueti sondaggi. Ogni settimana trovi un articolo dedicato, come questo, in cui puoi scegliere i vari elementi che andranno a comporre l’ambiente di cui ci stiamo occupando, in questo caso la cucina. Inoltre, ogni mese c’è l’aggiornamento del progetto, in cui descrivo l’avanzamento dei lavori e ti mostro i rendering dell’ambiente. È davvero bello vedere come mano a mano la stanza prende forma, arricchendosi ad ogni step di un elemento in più, sino a diventare completa. Partecipare è semplice, si tratta di scegliere di volta in volta la soluzione che preferisci tra quelle proposte nei sondaggi.

Per maggiori dettagli su come funziona il progetto della Community House ti invito a leggere questo articolo.


Le decisioni iniziali

Abbiamo dato inizio alla progettazione della stanza, definendo lo stile d’arredo contemporaneo, la palette colori sui toni del rosa e del grigio e delle piastrelle chiare come rivestimento a pavimento. Il layout scelto per la cucina è una soluzione angolare con penisola e il modello cucina è One di Ernestomeda.

Questa è la base da cui partiremo per arredare la cucina della Community House.

palette colore

La scelta degli arredi

Nelle scorse settimane sono stati decisi il layout, il modello e le finiture della cucina, il tavolo Moka di Flexform e le sedie Wire chair di Vitra.


Per esplorare il progetto della Community House e vedere tutti i sondaggi fatti sinora, puoi cliccare qui.

Sotto trovi i risultati dei sondaggi del mese di Ottobre e Novembre.

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Risultati dei sondaggi di Ottobre e Novembre

Quali sedie scegli?

Grazie per aver votato!

Che tavolo scegli?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

Che finiture scegli per la cucina?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

Che modello di cucina scegli?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

Che disposizione scegli per la cucina?

Grazie per aver votato! Il sondaggio è concluso.

L’articolo La cucina è pronta per essere arredata proviene da A forma di casa.

24 Settembre 2020 / / Stili

Arredamento anni ’70 ’80: cosa ti viene in mente? Al bando le case di nonne e zie. Qui una selezione di pezzi per la tua casa.


Se dico anni ’70 e ’80, cosa ti viene in mente?

Quasi sicuramente la casa di qualche nonna o zia che ti è rimasta impressa nella memoria. Quanto erano ingolfate di arredi e complementi quelle case?

Quanta voglia di trasmettere benessere e opulenza c’era, in certe scelte d’arredo? Una cosa è certa. Too much era sicuramente una delle parole chiave di quegli anni.

Però se prese a piccole dosi, alcune scelte di stile possono integrarsi benissimo anche oggi.

Vediamo quali.

Arredamento anni '70 '80 con carta da parati a tema esagonale
Mindthegap

Arredamento anni ’70 ’80.  Un ripasso degli elementi chiave

Effettivamente quali erano i punti cardine degli interni di quei decenni?

Cominciando dai pavimenti mi verrebbe da dire due cose, principalmente. La moquette nei toni del marrone o del beige, soprattutto nelle stanze di rappresentanza come il soggiorno. Anche nelle camere non era difficile vederla, per quel senso di pace e accoglienza che comunque da.

Anche il parquet a cassettoni diritti era super diffuso. Anzi, di solito era facile trovare la combinazione dei due elementi: moquette in soggiorno e zone di passaggio e parquet a cassettoni nelle camere. E te lo dico per esperienza, perché nella prima casetta in cui ho vissuto con i miei genitori era proprio così.

Qualche dritta sulla posa del parquet? Clicca qui

Alle pareti (soprattutto negli anni ’70) una delle scelte più in voga era la carta da parati. In colori saturi e anche scuri, a pattern geometrici ed un po’ optical. Quante volte nelle case di zie & co ti sei imbattuta in un’infilata di stanze con carte di ogni tipo?

Poi per toglierle però erano guai.

Le essenze di legno dei mobili sono cambiate nel corso di questi ventenni. Si è passati da essenze scure (il teak ad esempio), dalla radica, a essenze più chiare come il frassino. Le forme degli arredi invece si sono fatte sempre più tonde, grazie soprattutto ai materiali plastici che hanno svolto il ruolo di padroni della scena.

Alcune icone di design quegli anni?

Ti piacciono le icone del design? Allora leggi questo post su Albini

La lampada Eclisse di Artemide, la Ball Chair, la lampada Nesso e lo stile Memphis, solo per citarne alcuni.

Una grande presenza di materiali come il poliuretano, il vinile, il cuoio. C’era una grande sperimentazione di forme e materiali contrastanti, così come colori vivaci e accostamenti a dir poco azzardati.

Lampada Nesso di Artemide
Lampada Nesso di Artemide

Dal passato al presente: usare gli stili iconici per dare un twist a casa tua

Ora ti starai domandando: bene, dopo aver percorso la strada dei ricordi, come inserisco degli arredi così in casa mia?

Comincio col dirti che i complementi anni ’70 e ’80 sono davvero esagerati. Sia nei colori, che nelle forme. Quindi è meglio evitare di creare un total look con più pezzi. Scegli un paio di elementi che vuoi inserire in un certo ambiente e abbinali al preesistente.

Potresti optare per un tappeto anni ’80 e una lampada anni ’70, per ravvivare il soggiorno, magari coprire un pavimento pessimo e creare un colpo d’occhio immediato.

Se invece hai una parete un po’ spoglia, magari in camera o dietro al divano, perché non appendere dei quadri di quei decenni? Ispirati alle space age o perché no, alla disco dance.

Hai voglia di qualcosa di più forte? Allora perché non inserire una carta da parati optical per dare quel colpo di colore che ti mancava.

Arredamento anni ’70 ’80: la mia selezione di pezzi

Non poteva mancare la mia selezione di arredi ispirati proprio agli anni ’70 e ’80. Ho provato a immaginarmi un soggiorno ravvivato da questi temi e mi è subito venuta tanta allegria. Ma mi sono anche ricordata di alcuni episodi di quando ero bimba, in cui guardavo certi pezzi e proprio non riuscivo a capirne la bellezza.

Il primo pezzo degno di nota è la carta da parati di Mindthegap: “The Mysterious Traveller Taj Mahal”. Bellissima e materica, al punto che sembra di essere di fronte a una parete intarsiata con pietra, marmo e terrazzo veneziano. Se la accosti ad arredi dalle forme semplici e in legno chiaro, riesci a controbilanciarne la vitalità.

La credenza in legno di mango di Cult Furniture è perfetta: forme essenziali, dettagli preziosi e tanto spazio contenitivo. Perfetta all’ingresso ma anche vicino alla zona pranzo, da decorare in modo semplice ma d’effetto con piante, vassoi e libri.

Le sedie non potevano mancare, visto il mio amore spassionato per questo complemento. La sedia Melvin di Sweetpea & Willow diventerà sicuramente il punto nevralgico del tuo spazio. Grande, comoda e accogliente è perfetta sia in soggiorno, che in camera, per un piccolo angolo lettura.

Chiudiamo la carrellata con tre complementi decorativi: la splendida lampada Nesso, che non ha bisogno di presentazioni (a proposito, ti ho raccontato di averne trovate due bianche nella casa di montagna?), il tappeto pieno di energia di KSL Living e una stampa di Mint & May che fa subito strobo e discodance.  

Arredamento anni '70 '80 la mia moodbaord
Stampa: Mint & May | Tappeto: KSL Living | Credenza: Cult Furniture | Sedia: Sweetpea & Willow

Cosa ne pensi di questo ritorno al passato?

Ora che ti ho raccontato un po’ dì questi tempi passati e che ti ho detto come inserirli in un contesto contemporaneo, sono curiosa di conoscere il tuo punto di vista.

Ti piaceva lo stile di quegli anni? Inseriresti complementi di questo tipo in casa tua? Per entrambe le risposte, per quale motivo?

Ti aspetto nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

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24 Settembre 2020 / / Design

La designer ucraina Daria Zinovatnaja firma Soda, la nuova collezione di piastrelle in gres porcellanato prodotte da Ceramica Bardelli. Colori vivaci e forme geometriche in 10 famiglie di decori assortiti.

Daria Zinovatnaja

Daria Zinovatnaja è una giovane designer ucraina che possiede già una personalissima cifra stilistica, caratterizzata da forme geometriche e colori vivaci. Le sue creazioni spaziano dagli arredi ai complementi, e vanta già numerosi premi internazionali di design

Daria Zinovatnaya

Ceramica Bardelli è un’azienda attiva dal 1962 nel settore dei rivestimenti e pavimenti in ceramica, da sempre all’avanguardia per quanto riguarda i materiali ed il design. Nel corso degli anni, hanno collaborato con l’azienda designer del calibro di Giò Ponti, Pietro Fornasetti, Ruben Toledo e tanti altri, facendo di Ceramica Bardelli sinonimo di ceramica d’Autore.

Dalla collaborazione dell’azienda con la designer Daria Zinovatnaja è nata Soda, la nuova collezione di mattonelle in grès porcellanato per interni ed esterni. 

Soda by Daria Daria Zinovatnaja, il fascino dell’insolito

Composta da 16 diverse mattonelle disponibili nel formato 25×25 rettificato, dallo spessore di 1 cm, Soda è una collezione che sfoggia un mix di colori e di disegni geometrici. Grazie alla vasta scelta, con Soda si possono comporre infinite configurazioni, rendendo unico ogni rivestimento.

Daria Zinovatnaya

Caratterizzate da una finitura opaca, le piastrelle della collezione Soda sono declinate in tre linguaggi decorativi differenti, divise in tre famiglie di colore. Le tinte delle mattonelle in tinta unita spaziano nella palette dei neutri, dal grigio chiaro al Tortora fino all’avorio, ognuna accostabile a 16 pattern geometrici differenti.

L’avorio si combina con toni a contrasto come il blu, il nero, il rosa e il mattone. Il grigio si combina con una palette di verdi, blu e neri, mentre il tortora si accorda con diverse sfumature di marrone, già il nero.

Unione di consueto e insolito, la collezione Soda è caratterizzata da un forte carattere espressivo, e si abbina ad arredi d’epoca, ma anche ad ambienti moderni, ai quali conferisce un tono artistico. Soda può essere applicata sia ai pavimenti che alle pareti, per decorare qualsiasi ambiente e dare carattere alle pareti di bagni e cucine. Soda rappresenta una interpretazione contemporanea delle tradizionali cementine, un rivestimento che non è mai passato di moda.

Per informazioni: collezione Soda Ceramica Bardelli

23 Settembre 2020 / / Design

In caso di ambiente bagno piccolo e stretto, un mobile lavabo compatto consente di guadagnare spazio, risparmiando centimetri preziosi, senza rinunciare ad avere oggetti e prodotti utili ben riposti.

Qui di seguito, una selezione di composizioni firmate Arbi Arredobagno da cui trarre ispirazione.

La composizione Code03 di Arbi Arredobagno, con presa maniglia integrata e caratteristico taglio a 45° su fianchi e frontali, è contraddistinta da un mobile monoblocco in legno eucalipto opaco con lavabo Mantra in Laminam Statuarietto. La mensola Slide in alluminio Nero e la specchiera Light tonda con luce led perimetrale completano l’arredo.

Il calore senza tempo del legno in finitura Rovere Essenza e l’esclusività del gres Iris Calacatta si incontrano nel mobile monoblocco Sky 180 di Arbi Arredobagno che si propone come piccolo e pregiato punto focale dell’ambiente bagno. La specchiera Lucy verticale, in finitura coordinata, e il faretto Piro lo affiancano, per creare un ambiente bagno minimale ma elegante, dove riscoprire ogni giorno la propria essenza.

Delicato e femminile, sinuoso e pulito, il mobile monoblocco a terra Street 30 di Arbi Arredobagno con doppio cassetto laccato nei toni del Blush lucido, ben si inserisce anche in spazi ristretti, offrendosi come una soluzione che consente di dare brio ad ogni tipo di bagno. Il lavabo Today in mineralguss ha la vasca che si allarga nella parte centrale, in modo da aumentarne la capienza e la mensola New Clip può essere usata come comodo portasalviette.

La composizione Alma15 di Arbi Arredamento è una proposta raffinata che, nonostante le dimensioni ridotte, può essere bene inserita anche in un contesto ampio e signorile. La specchiera Scia, grazie alla luce integrata, traccia una linea forte che segna la verticalità della composizione. Anche il lavabo Slot in tekno e le maniglie Lato nere rispettano la linearità dell’insieme.

Per maggiori informazioni visita www.arbiarredobagno.it

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23 Settembre 2020 / / Dettagli Home Decor

Society Limonta tessile letto autunno inverno 2020 2021

Society Limonta presenta la sua nuova collezione autunno inverno 2020-2021 ”Il giardino interiore”

La natura insegna l’accostamento cromatico senza errore, ispira le forme e le architetture, crea perfezione nella apparente casualità e armonia nella asimmetria. Society Limonta come sempre si lascia ispirare da ciò che la natura offre per creare tessuti d’autore perfettamente in sintonia con l’ambiente ed il periodo.

Sono tre i nuovi colori autunnali che Society Limonta offre nella sua palette: un verde Crab, un rosso mattone chiamato Marte e Caramel un giallo scuro e denso come il caramello.

OLTRE Society Design Collection poi completa il lifestyle con nuovi oggetti progettati all’interno del team creativo o frutto di collaborazione con artisti e designer affini a Society per gusto e filosofia.

Society Limonta novità letto autunno inverno

In camera da letto, volumi e matericità

In autunno il letto si stratifica con volumi, texture e tessuti caldi e naturali. I plaid si ricoprono di lana e alpaca mélange, il jacquard disegna geometrie accostando il nero ai tre colori stagionali, reticolati leggeri o disegni delicati.

Bernardo servo muto progettato dal designer Dario Antoniali che si compone di una struttura in ferro, fermata da un tessuto che permette ulteriore sostegno.

Society Limonta tessile letto autunno invernoSociety Limonta biancheria letto autunno inverno

A tavola in armonia

Society Limonta propone tessuti grezzi, effetti minimal e dettagli della tradizione per la tavola di tutti i giorni e la tavola delle feste.

Chic ad esempio è una tovaglia in abaca finemente ricamata con un motivo floreale tono su tono e disponibile nel classico grigio tisana, oppure nel nuovo ed elegante verde Crab.

Society Limonta tessile tavola autunno inverno

In abbinamento a tovaglie, tovaglioli, set da colazione e molti complementi OLTRE Society Design Collection arricchisce si arricchisce con la sezione Ceramics, dalla mano di Beatrice Rossetti e dal desiderio di esplorare la materia per completare lo stile della tavola, è realizzata a mano con la cura artigianale che permette di ottenere pezzi unici.

Society Limonta tavola autunno invernoSociety Limonta collezione tavola autunno inverno

La collezione Arte da Tavola by Martina Geroni per l’uso quotidiano sulla tavola è ispirata da valori etici ed estetici, questa ricerca umana sulla sperimentazione di nuovi impasti di argilla e scarti naturali.

Society Limonta collezione tavola autunno inverno

Il benessere nella sala da bagno

Lino, cotone, nido d’ape e spugna sono disponibili nelle nuove varianti cromatiche autunnali che Society Limonta propone anche nel locale bagno. Qui compare un nuovo accessorio firmato da Dario Antoniali: si chiama Isacco è un cesto della biancheria assolutamente innovativo per completare la linea di complementi d’arredo di cui non si può fare a meno.

Society Limonta collezione bagno autunno inverno 2020 2021

Society Limonta collezione bagno autunno inverno 2020 2021

immagini di Society Limonta

Per maggiori informazioni visita il negozio online su www.societylimonta.com

Articolo di Silvia Fabris

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