31 Ottobre 2019 / / Design

Uno spazio accogliente. Un profumo di legno naturale. Un atmosfera calda. Un divano, un libro e una morbida coperta.

Quando penso alla stagione fredda il primo pensiero è proprio questo. La casa, un nido, un ambiente familiare, un rifugio.

Quando ho visto le proposte living di Scandola Mobili mi sono innamorata:

  1. La naturalezza del legno
  2. La linearità del design
  3. La funzionalità del progetto

Credo che questi tre punti siano la base per la scelta di un mobile da giorno. All’interno della nuova collezione living Maestrale di Scandola Mobili troviamo due proposte molto interessanti.

Il legno è il vero protagonista di questa composizione realizzata all’interno di una nicchia e completamente personalizzabile.
Vani a giorno si alternano a quelli con anta dogata e con anta liscia laccata. I meccanismi di apertura dei pannelli sono push-pull, tranne che nella sezione centrale dove le ante scorrono nascondendo – a seconda dell’esigenza – la tv o la libreria al suo interno.
Elemento estetico e, soprattutto, funzionale è lo schienale del televisore che permette di contenere le prese e i cavi. Realizzata in legno massello di abete questa composizione living è proposta nel colore bianco, una tonalità neutra che ben si adatta ad ogni ambiente.

Un armonico gioco di tonalità bianco/tortora, altezze e profondità. Questa composizione di Scandola Mobili si presenta con numerosi vani a giorno, una vetrinetta realizzata in alluminio e vetro fumé e vani chiusi con ante lisce e a telaio.
Le colonne in finitura gesso spazzolato profondità 36 cm sono alternate dalle basi, sotto lo spazio riservato alla televisione, con profondità 50 cm che si aprono con un meccanismo push-pull a ribalta e che permettono il passaggio dei cavi.
Una soluzione contemporanea che strizza l’occhio al passato in perfetto stile Scandola Mobili.

31 Ottobre 2019 / / Architettura

Sestini e Corti firma un nuovo progetto di interior design dove estetica e funzionalità si combinano in modo semplice e naturale.

Siamo nel cuore della Toscana, vicino al borgo medievale di Montepulciano, qui un’antica abitazione contadina è stata completamente ricostruita nel pieno rispetto del contesto paesaggistico e utilizzando materiali autoctoni come mattoni e pietre per i muri, tegole e coppi per i tetti.

Il podere, diviso in più livelli, è stato suddiviso in ambienti ampi e luminosi grazie anche a pavimenti in travertino e parquet in rovere dalla finitura molto chiara, mentre gli arredi sono stati tutti realizzati su misura dall’azienda toscana Sestini e Corti al fine di ottenere il giusto equilibrio tra estetica e funzionalità.

All’entrata di questo podere dallo stile fortemente contemporaneo, si accede alla zona giorno. Protagonista di questo ambiente è la bellissima scala realizzata con una lunga trave in ferro e scalini in legno massello. Sulla destra, invece, una particolare parete in rovere divide l’ingresso dalla cucina anch’essa in legno, installata sul retro della parete.

Ogni camera dispone di armadi realizzati su misura, i bagni hanno tutti lavabi in cermica in appoggio su mensole di legno massello, mentre in esterno è stata realizzata una cucina con ante in legno e piano in travertino.

La ricerca dei pochi materiali da utilizzare come rovere, travertino e ferro è stata un’espressa richiesta della committenza che ha dato particolare importanza alla cura dei dettagli e alle modalità di costruzione di ogni singolo arredo.


Il progetto di ricostruzione è stato curato da CONIX RDBM Architects.

www.sestiniecorti.it

L’articolo Residenza Toscana di Sestini e Corti proviene da Dettagli Home Decor.

31 Ottobre 2019 / / Decor

Ho sempre detto, e non smetterlo mai di ripeterlo, che un buon interior design è soprattutto composto da piccole cose, piccole attenzioni, piccoli dettagli, che tutti insieme ci permettono di ottenere un grande risultato.

Ogni oggetto che noi scegliamo per la nostra casa è importante nel suo piccolo e in relazione agli altri e l’amore, la cura e l’attenzione con le quali lo avete scelto, di sicuro, si respireranno e si percepiranno all’interno dell’ambiente che avete arredato.

Anche delle semplici ciotole di ceramica, come quelle che potete trovare e scegliere comodamente su homelook.it, se disposte e selezionate nella maniera giusta, potrebbero cambiare le sorti del vostro arredo.

ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica

Come e in quali ambienti usare le ciotole di ceramica

Le ciotole di ceramica sono tra gli oggetti più utili ma anche più decorativi per dare carattere e personalizzare l’arredamento, inoltre possono essere utilizzate in svariati modi.

Possiamo sfruttare le ciotole di ceramica per contenere, oltre che cibi, oggetti, potpourri, piante o anche semplicemente vuote faranno la loro figura.

Possiamo usare ciotole di ceramica per riempire in modo creativo le mensole o i ripiani della cucina, per dare un tocco di colore e di personalità o impiegarle nella zona giorno, per creare delle affascinanti composizioni su mobili, ripiani, tavolini o librerie, grazie ad un attento home staging.

Anche in bagno e in camera da letto, questi oggetti potranno tornarci utili come contenitori alternativi e, allo stesso tempo, per decorare in modo creativo, originale e alternativo le superfici, la maggior parte delle volte molto spoglie o riempite a casaccio.

ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica

Ciotole di ceramiche per tutti i gusti

Questo tipo di complimenti, poco impegnativi, ci permettono di cambiare di frequente stile ai nostri ambienti, le potremo scegliere così a tema natalizio sotto le feste o con foglie e fiori se siamo nel nostro periodo jungle e ancora, in colori accesi se ci sentiamo particolarmente vivaci o pastello se siamo romantici.

La scelta è davvero infinita, fantasie geometriche, black & white, stile nordico, rustico, orientale, glamour, scegliete i pezzi giusti, componeteli armonicamente insieme ad altri elementi, come decorazioni, piccole stampe, vasetti, libri, e la vostra casa acquisterà senza dubbio il giusto stile.

Anche on line è semplice trovare su siti specializzati sull’arredamento, come ad esempio homelook.it, tantissime proposte selezionate tra le marche più interessanti sul mercato.

Vi sarà così molto semplice trovare proprio quello che fa per voi e creare il giusto set su quella mensola, quel mobile o quel ripiano che aveva davvero bisogno del dettaglio giusto.

Piccoli allestimenti

Una delle regole base, quando si vuole creare una composizione, set di oggetti o “vignettes” è la regola del tre:
si tratta di studiare sempre degli allestimenti formati da tre elementi (o comunque un numero dispari di oggetti) e disporli secondo un triangolo immaginario, dove gli elementi più bassi formano la base e i più alti il vertice.

Grazie a questo piccolo suggerimento creerete dei bellissimi set con il giusto equilibrio; ora non vi resta che scegliere le ciotole in ceramiche più adatte al vostro stile.

L’articolo arredare con le ciotole di ceramica proviene da Architettura e design a Roma.

31 Ottobre 2019 / / Architettura

Coperture per piscina: utili per mantenere in perfette condizioni l’acqua, oltre ad essere un elemento estetico che rende la piscina ancora più elegante e di design.

Coperture per piscina

La piscina, oltre a regalare momenti di divertimento e relax, conferisce alla casa un indiscutibile tocco di eleganza. Se non curata nel modo adeguato, però, non si mantiene in condizioni ottimali: ecco perché è fondamentale non sottovalutare l’importanza di una manutenzione costante. Una copertura per piscina è l’ideale per mantenere in perfette condizioni l’acqua, oltre ad essere un elemento estetico che rende la piscina ancora più elegante e di design.

Le coperture per piscina sono tantissime e di svariate tipologie , a seconda dei gusti, delle esigenze e della capacità di spesa di ognuno.

Abrisud concepisce, produce, consegna e installa circa 5000 coperture all’anno, e garantisce una prestazione su misura. Abrisud dispone della gamma più completa per proteggere e mettere in sicurezza la piscina; coperture piatte, basse, alte, in alluminio o in legno, ma anche tapparelle fuori terra o immerse o, e una copertura per piscina unica, che rimane sempre tesa, sviluppata in esclusiva per Abrisud dalla società Coverseal. Oltre al settore delle piscine, Abrisud propone coperture appositamente pensate per spa e terrazze: coperture spa, coperture residenziali, rotonde e pergolati. 

Ma analizziamo più da vicino alcuni dei più importanti tra i vari modelli di coperture Abrisud

Tapparella fuori terra per piscina 

La copertura a tapparella per piscina con panchina fuori terra, realizzata su misura, garantisce un ingombro minimo e può essere installata su qualsiasi piscina. È disponibile in due versioni: con o senza rivestimento esterno. Il design unico delle lame di questa tapparella è brevettato per garantire tenuta e pulizia superiori e la durata nel tempo delle labbra di copertura per impedire l’accumulo di sporcizia tra le lame. I tappi di otturazione saldati con ultrasuoni mantengono stagna ogni lama per una durata ottimale della copertura. 

Coperture per piscina

Copertura per piscina bassa scorrevole

Questa copertura multifunzionale offre il massimo accesso alla piscina: frontone amovibile, apertura, sollevamento moduli e soprattutto scorrimento parziale o totale della copertura. Le discrete maniglie integrate nel profilo offrono una presa in qualsiasi punto. Le rotelle permettono di far scorrere facilmente gli elementi fino al punto di impilaggio. A terra, un sistema unico assicura la guida, l’allineamento dei moduli e il loro mantenimento in posizione, nonché il fissaggio della copertura: eviterete di dover svitare manualmente ogni singolo modulo.

Coperture per piscina

Coperture per piscine alte curve indipendenti

La copertura alta è un’oasi di pace nel cuore del giardino. Associa l’estetica di una veranda alla modularità di una copertura per piscina, per creare un autentico spazio da vivere. Il suo volume interno permette di restare sul bordo della vasca anche senza fare il bagno. Per sfruttarla al massimo, immaginatela capace di ospitare l’arredo da giardino, con tavolo, sedie e sdraio. Una soluzione adottata anche da chi desidera uno spazio relax, sport e fitness o un salotto esterno: una struttura di design, leggera e modulabile, una microarchitettura in giardino che dà un autentico valore aggiunto alla casa!

Tutta la gamma di coperture è conforme alla norma francese NF P 90-309, e a tale scopo sono state sottoposte a vari test e prove di resistenza: sottoposte a venti fino a 100 km/h con vari orientamenti, per due giorni, hanno dato prova di poter sopportare fino a 45 kg/mq di neve. 

Le coperture sono consegnate e assemblate presso i clienti da tecnici installatori specializzati. Queste squadre sono preparate alla posa e al montaggio delle coperture in un centro di formazione interno all’azienda.

Ora non vi resta che trovare il modello che fa più per voi, scegliendo di dare un tocco di classe e di design alla vostra piscina. 

Leggi tutti gli articoli sull’argomento piscina


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31 Ottobre 2019 / / Architettura

Domani sarà Novembre e io non avevo assolutamente voglia di lasciar passare un intero mese senza aver scritto neanche un Post!

Sono sparita? In effetti sembrerebbe proprio questa la risposta, se non fosse che il motivo del mio silenzio è presto detto… tanto lavoro dietro le quinte, che richiede testa bassa e concentrazione,  poco tempo da dedicare al virtuale, per recuperare quanto più possibile la vita vera. 
Potete però star tranquilli, perchè le immagini che arriveranno nei prossimi mesi saranno le foto degli spazi che finalmente ci stanno accogliendo (finalmente infatti abbiamo una sede bellissima per il nostro Studio Paz) e la nostra tanto sognata Casetta. 
Ormai non è più un sogno infatti, abbiamo firmato il nostro impegno (leggi anche mutuo ahi ahi!) e lei è ufficialmente pronta per ricevere qualche ritocco di stile insieme alle nostre visioni!!!
E sapete la verità? Il Post di oggi nasce proprio ispirato dal progetto di ristrutturazione della nostra Casetta. Vi ricordate il post sulla cucina dei miei sogni? O quello sul progetto del nostro “quasi” bagno?  
Sembra passata una vita ma i gusti non sono cambiati, anzi!
Dopo tante ricerche però, ora è scoppiata la fase critica, e cioè… adesso quali piastrelle scelgo?
Come non ritrovarsi quindi a fantasticare sulle Zellige marocchine. Ci ricordano i viaggi in Marocco, la bellezza dell’imperfezione, la voglia di ammirare la Luce e le sfumature che nascono ad ogni raggio di sole.

Opera artigianale per eccellenza, ogni pezzo è ovviamente unico e originale. La parole ZELLIGE è la traduzione che diamo alla parola araba zullayj, che significa “piccola pietra levigata” e fa riferimento al mondo delle piastrelle in generale. 
La tecnica a mosaico è tipica dell’architettura che ritroviamo in tutta la zona del Maghreb, ma se durante i nostri viaggi ci lasciamo sedurre dai suoi arcobaleni ricchi di colore e accostamenti insoliti, questa stessa tecnica sta seducendo da un pò di tempo anche gli interior designers e gli architetti di tutto il mondo, assecondando però la nostra predisposizione per le armonie monocromatiche.
L’utilizzo all’interno delle Zellige assicura bellezza e carattere agli ambienti, grazie alla ceramica che assume colorazioni sempre cangianti, o grazie ai bordi irregolari che garantiscono una posa mai perfetta o industriale.
Soprattutto, e questo è il motivo per cui le sceglieremo anche noi, sono capaci in un attimo di riportare calore e atmosfera a un interno contemporaneo e minimale.
Ma ora che ne dite di curiosare tra tutte le immagini che ho selezionato per voi?

PHOTO LINK 
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31 Ottobre 2019 / / Architettura

Ci sono molti luoghi abbandonati nel mondo, ecco una selezione di alcuni luoghi davvero molto inquietanti

The Haunting New Bedford orpheum, U.S.A.

Il New Bedford Orpheum è un vecchio teatro nel Massachusetts negli Stati Uniti chiuso dal 1959

Salto Hotel, Colombia 

L’Hotel De Salto è stato aperto nel 1928 vicino alle cascate di Tequendama in Colombia; è stato chiuso nei primi anni ’90 ma nel 2012 il sito è stato trasformato in un museo.

Ospedale militare abbandonato a Beelitz, Germania

Queste immagini inquietanti fanno parte del complesso ospedaliero Beelitz-Heilstätten a Beelitz, in Germania. Il grande complesso fu costruito alla fine del 1800, alcune parti del complesso sono ancora in funzione, ma la maggior parte furono abbandonate dopo che i sovietici si ritirarono nel 1995

Foresta galleggiante a Sydney, in Australia

Lo scafo della SS Ayrfield, una grande nave a vapore condannata allo smantellamento a Homebush Bay, in Australia, dopo la seconda guerra mondiale.  Quando il cantiere di demolizione si chiuse, molte navi rimasero dove si trovavano. Ora è una foresta galleggiante bella ma inquietante che ci ricorda la capacità della natura di sopravvivere

Sede del partito comunista bulgaro

L’ex quartier generale del Partito comunista bulgaro è misterioso all’esterno tanto quanto all’interno.
L’edificio simile a un disco volante, probabilmente una meraviglia mentre era in uso dal 1981 al 1991 andò in rovina subito dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

I.M. Cooling Tower, Belgio

Una torre di raffreddamento in una centrale elettrica dismessa a Monceau, in Belgio.

getty

Aniva Lighthouse, Russia

La torre di Aniva, che si trova sull’isola omonima è in realtà un faro in calcestruzzo a pianta circolare, ed è sormontata da una “lanterna” per il segnale luminoso, circondata da una balconata di servizio (“galleria”). Accanto alla struttura si erge un edificio a sette piani che ospitava il personale del faro prima che questo fosse automatizzato. Lontano da fonti energetiche, per il faro la fonte energetica che permetter il fascio luminoso e il segnale radio erano diverse batterie atomiche.

VIA

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CAFElab | studio di architettura

31 Ottobre 2019 / / Design

Il settore della progettazione d’interni degli yacht è più vicino a quello dell’Interior Design. Seppure ci sono delle differenze tra yacht design di lusso e le case ma i due mondi si intrecciano creando scenari affascinanti.

L’interior yacht design è decisamente influenzato dall’interior design, ma negli yacht viene considerato il movimento. Quindi si progetta alcune strutture fisse e gli arredi fissi per la sicurezza legata al movimento dello yacht. Se abbiamo lo spazio limitato si gioca sui dettagli come l’illuminazione. Infatti, la luce contribuisce in maniera determinata alla percezione degli spazi, come in architettura.

La differenza tra Interior yacht design e la progettazione d’interni degli immobili sta nella tecnologia, la modalità di costruzione  e la sicurezza.

Yacht design

La rubrica Interior yacht

Questo post è l’inizio di una serie di articoli dove ti parlerò degli yacht più costosi del mondo, le fiere di boat show e le ultime tendenze e mode nel settore nautica. Qui sotto un elenco di tutte le fiere internazionali:

Le fiere boat show più importanti 2019 – 2020

Novembre 2019

30/10 – 03/11     FORT LAUDERDALE BOAT SHOW  

05/11 – 08/11     EUROPORT 2019 ROTTERDAM

15/11- 17/11      BOATSHOW POLAND

19/11 – 21/11     METSTRADE

21/11 – 24/11     Boot & Fun Berlin

Dicembre 2019

07/12 – 16/12     Salon Nautique de Paris

Gennaio 2020

18/01 – 26/01     boot Düsseldorf

Febbraio 2020

01/02 – 09/02      Gothenburg Boat Show

05/02 – 09/02      Belgian Boat Show

07/02 – 16/02      Helsinki International Boat Show

07/02 – 12/02      Boot Holland

19/02 – 23/02      Zagreb Boat Show

20/02 – 23/02      Beach & Boat Wassersportmesse

21/02 – 24/02      Budapest Boatshow

21/02 – 01/03      CNR Eurasia Boat Show

Marzo 2020

05/03 – 08/03      Boot Tulln – Austrian Boat Show

06/03 – 15/03      Allt för sjön

10/03 – 14/03      Dubai International Boat Show

11/03 – 15/03      Hiswa InWater Boat Show

12/03 – 15/03      Wind and Water Warsaw

13/03 – 15/03      Magdeboot

18/03 – 22/03      Sjoen for alle Lillestrom

Giugno 2020

05/06 – 07/06     HAMBURG ancora YACHTFESTIVAL 2020

Yacht design


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Photo credit: Covet House

 

L’articolo Yacht design e la progettazione d’interni della barca proviene da Design ur life blog.

31 Ottobre 2019 / / Architettura

Le statistiche ci dicono che la tipologia di edificio residenziale più diffusa in Italia è di gran lunga il condominio. E tutti i condomini realizzati dal dopoguerra fino agli anni ottanta del secolo scorso soffrono inevitabilmente di due problemi patologici che li rende dei malati da curare:

  1. Non rispettano le attuali normative antisismiche;
  2. Lo scorrere del tempo ha intaccato le parti strutturali ed edilizie.
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Sebbene possano sembrare problematiche strettamente correlate, si tratta in realtà di aspetti molto diversi tra di loro, soprattutto dal punto di vista degli interventi necessari per risolverli (o per attenuarli).

In questo articolo non ti parlo di problematiche legate alla ristrutturazione della tua casa, ma allarghiamo un po’ lo sguardo e parliamo di problematiche, molto comuni e gravi, che con ogni probabilità affliggono anche l’edificio in cui si trova il tuo appartamento.

Ne parliamo perchè, se non si interviene per tempo, possono portare a conseguenze tragiche, come il crollo. Ma anche in casi meno gravi possono portare a problematiche importanti dentro casa tua.

Mi ricordo di un appartamento su cui sono intervenuto qualche anno fa in cui erano presenti evidenti macchie di umidità su alcune pareti. A differenza di quello che accade di solito, cioè che l’umidità è causata da perdite dell’impianto idraulico dell’inquilino del piano di sopra o di una mancata ventilazione in ambienti particolarmente umidi, in questo caso l’umidità aveva un’origine condominiale.

Infatti l’intonaco esterno si era lesionato in più parti e l’acqua piovana nel tempo aveva trovato la sua strada dentro le pareti fino a manifestarsi dentro l’appartamento.

Fatta presente la questione all’amministratore, l’assemblea condominiale si è rifiutata di porre rimedio al problema (rifacendo l’intonaco), così il mio cliente si è visto costretto a fare causa al condominio e io ho dovuto prevedere una soluzione tampone per poter proseguire i lavori e garantire la salubrità degli ambienti interni.

Quindi nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le cause delle due patologie che abbiamo elencato poco sopra e come è possibile intervenire per risolverle.

RENDERE SICURI EDIFICI NON ANTISISMICI

sicurezza antisismica

Dire che un edificio non è antisismico non significa affermare che crollerà sicuramente in caso di terremoto. Allo stesso modo dire che un edificio è antisismico non significa avere la certezza che rimarrà in piedi in seguito a un sisma. Però tra i due io preferirei vivere in uno progettato e realizzato con criteri antisismici…

Detto ciò, negli ultimi decenni in Italia ci sono stati molti terremoti che hanno creato enormi danni, ma che hanno anche permesso di raccogliere una mole di informazioni vastissima in merito al comportamento delle strutture edilizie durante questi eventi.

Tutto ciò, insieme alle parallele ricerche fatte in tutto il modo sul tema, hanno permesso di mettere a punto delle pratiche costruttive che hanno reso i nuovi edifici nettamente più sicuri dal punto di vista sismico.

Però c’è da evidenziare che le prime normative tecniche relative alla progettazione delle strutture antisismiche risalgono alla metà degli anni 70 (a partire dalla legge 64/1974). Negli anni la normativa tecnica si è evoluta, soprattutto in seguito ai terremoti del Friuli del ’76 e dell’Irpinia dell’80, ma una normativa realmente aggiornata e completa ce l’abbiamo solo dal 2008, quando sono entrate in vigore le norme tecniche per le costruzioni (recentemente aggiornata nel 2018).

A ciò dobbiamo aggiungere che la prima classificazione sismica del territorio basata su criteri scientifici risale all’inizio degli anni ottanta del secolo scorso: ma riguardava circa il 45% del territorio italiano su cui risiedeva solo il 40% della popolazione. Tutto il resto del territorio non era classificato sismicamente e pertanto non c’era l’obbligo di applicare alcun criterio antisismico nella progettazione degli edifici.

La classificazione sismica completa del territorio italiano risale solo al 2003, quando abbiamo scoperto che tutto il territorio italiano, tranne piccolissime porzioni, è totalmente sismico (anche se con gradi di sismicità differenti).

Quindi in sostanza solo da allora abbiamo la certezza che un nuovo edificio dovrà sempre essere progettato rispettando i criteri antisismici. Ma quelli esistenti?

Queste informazioni dovrebbero farti comprendere come le probabilità che il condominio in cui vivi sia antisismico non sono poi così alte.

Per capire meglio quante sono le reali probabilità che casa nostra si trovi all’interno di un edificio costruito secondo criteri antisismici, è utile vedere i dati statistici sulle costruzioni italiane. Ci vengono in aiuti quelli contenuti nel censimento del 2011:

PERIODO DI COSTRUZIONE NUMERO DI IMMOBILI COSTRUITI
Prima del 1919 3.893.567
Dal 1919 al 1945 2.704.969
Dal 1946 al 1961 4.333.882
Dal 1962 al 1971 5.707.383
Dal 1972 al 1981 5.142.940
Dal 1982 al 1991 3.324.794
Dopo il 1991 2.161.345

Come puoi leggere la maggior parte degli edifici sono stati realizzati in periodi in cui non c’era una normativa tecnica antisismica in vigore e quasi tutti sono stati costruiti quando non c’era una classificazione completa del territorio.

Puoi trarre da solo le tue conclusioni…

Chiaramente non rispettare le attuali normative antisismiche non significa che gli edifici sono instabili e non sicuri in situazioni normali, lo diventano però durante un terremoto. E il fatto che un edificio non progettato con criteri antisismici abbia resistito ad un terremoto importante, non significa automaticamente che lo farà nuovamente.

Cosa dovremmo fare allora? Abbattere tutti gli edifici non antisismici e ricostruirli da capo?

Sebbene la qualità architettonica italiana del dopoguerra sia mediamente molto scarsa, la sostituzione degli edifici residenziali non è quasi mai attuabile, in compenso è possibile intervenire su quelli esistenti per migliorare la situazione.

Rendere un edificio esistente totalmente rispondente alle norme antisismiche è impossibile, però sono state sviluppate tecnologie in grado di migliorare notevolmente le prestazioni da questo punto di vista con degli interventi mirati sulle strutture esistenti.

Quindi la risposta alla prima patologia dei condomini italiani, cioè il loro non rispondere a criteri antisismici pur trovandosi in un territorio altamente sismico, è duplice:

  • Demolizione e ricostruzione dell’edificio;
  • Interventi strutturali che migliorino la sicurezza antisismica.

Chiaramente la prima soluzione sarebbe quella preferibile, però in caso di condomini abitati da decine di famiglie risulta quasi inattuabile (e infatti non viene mai fatto in Italia). La seconda invece è più facilmente perseguibile e, grazie alle detrazioni date dal sismabonus di cui abbiamo già parlato in un altro articolo, si sta provando a farla diventare anche economicamente appetibile.

Certo, nonostante le detrazioni l’investimento economico continua ad essere molto oneroso e pertanto continua a non essere particolarmente diffuso. Per farlo è necessaria una certa lungimiranza e sicuramente una disponibilità economica che non è sempre presente, per cui molti condomini desistono.

Comunque al momento quella è la via per rispondere alla prima patologia dei condomini.

La seconda patologia invece, cioè i danni strutturali ed edilizi dati dal passare del tempo, ha natura e soluzioni molto diverse. E la sua risoluzione è più facilmente attuabile, oltre che quasi sempre molto più urgente del miglioramento sismico. Infatti anche in condizioni di normalità potrebbe rendere estremamente pericolosi gli edifici per gli inquilini e anche per la pubblica incolumità delle persone che ci passano nei pressi.

RIPARARE AI DANNI DEL TEMPO SUI CONDOMINI

Danni in facciata

Se quando passeggi per strada provi ad alzare un po’ il naso, ti accorgerai di quanti siano gli edifici che portano pesantemente i segni del tempo: facciate totalmente rovinate, intonaci staccati, strutture di calcestruzzo armato in vista e evidentemente danneggiate.

Mai sentito di persone che sono state colpite da pezzi di intonaco o mattoni che si sono distaccati da pareti e terrazzi? Ogni poche settimane se ne legge notizia.

Un cornicione che si stacca, oltre ad essere mortale, non è altro che il segno del tempo che si fa sentire sugli edifici. I quali spesso sono stati costruiti in periodi in cui venivano sperimentati nuovi materiali le cui conoscenze tecnologiche non erano approfondite e paragonabili a quelle attuali. E in cui venivano utilizzati anche volutamente materiali economici e scadenti.

Gli inquilini sono i primi che dovrebbero preoccuparsi dello stato di salute dell’edificio in cui vivono, ma troppo spesso sono interessati solo a ristrutturare la propria casa per fare in modo che sia bellissima, per poi accettare che si trovi all’interno di un edificio che sembra uscito da una zona di guerra.

La manutenzione ordinaria necessaria non viene mai fatta sui condomini e, anche quando si evidenziano i primi segnali di problemi, vengono ignorati fino ad arrivare a situazioni di degrado estetico, funzionale e strutturale gravi.

I danni dovuti al passare del tempo in assenza di manutenzione interessano tutti i componenti di un edificio:

  • Le strutture
  • Gli elementi edilizi
  • Le finiture
  • Gli impianti

Abbiamo detto che tali danni sono dovuti a mancanza di manutenzione nel momento in cui cominciano a manifestarsi. Ma quali sono le cause che portano alla loro comparsa?

Sostanzialmente possono essere individuate tre cause:

  1. Interventi impropri eseguiti nel tempo;
  2. Perdite impiantistiche (idriche);
  3. Danni climatici.
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I danni da interventi impropri

In merito agli interventi impropri eseguiti nel tempo mi viene sempre in mente un edificio della città in cui vivo, Salerno, che proprio a causa loro ha rischiato e rischia tutt’ora di crollare.

Questo edificio è in muratura portante: cioè non ci sono colonne e pilastri come gli edifici in calcestruzzo armato, ma le strutture verticali sono composte da robusti muri che percorrono l’edificio per tutta l’altezza.

Mi hanno raccontato che nel corso degli anni gli inquilini dei vari appartamenti, per modificare la distribuzione interna in seguito a ristrutturazioni, hanno aperto talmente tante porte più o meno grandi e in posizioni differenti, su questi muri portanti che l’hanno trasformato in un groviera, rendendolo instabile e pericoloso.

Abito a Salerno da poco più di 10 anni: ho sempre visto quell’edificio circondato da impalcature, con l’androne interno puntellato per evitare che i solai crollino: in tutti questi anni non si è fatto nulla e le persone continuano ad abitarci come nulla fosse.

I danni da perdite idriche

patologie edifici: tubazione rotta

Altri danni che capitano frequentemente causati dal passare del tempo sono quelli dovuti al deterioramento delle tubazioni idriche, che ad un certo punto possono causare perdite d’acqua.

L’acqua è una brutta bestia: quando trova una strada tra muri e solai può fare danni gravissimi, e gli impianti vecchi sono naturalmente soggetti a rotture dei tubi o degli snodi tecnici (per esempio gli attacchi tra sanitari e impianto). Il problema è che spesso non te ne accorgi perché gli impianti sono nascosti e le perdite avvengono dentro i massetti, sotto il pavimento, e nelle murature.

L’acqua continua ad uscire e scorrere imperterrita portando a “marcire” strutture, mattoni, intonaci (marcire non è la parola tecnicamente più appropriata ma rende il concetto).

Cosa comporta questo? Ad esempio che porzioni di intonaco del soffitto si possono staccare all’improvviso. Alle volte portandosi dietro pezzi di laterizio o di cemento delle strutture.

Recentemente in un cantiere mi è capitata una situazione del genere: poco dopo l’inizio dei lavori l’inquilino del piano di sotto ci ha chiamati dicendo che l’intonaco nel soffitto della sua cucina si era crepato. Vado a controllare con degli operai ed effettivamente si stava staccando…era possibile farlo a mani nude!

Andando più in profondità abbiamo visto che non solo l’intonaco si stava staccando, ma anche parte del laterizio e del cemento del solaio, addirittura una trave portante era stata intaccata. Se non fossimo intervenuti sarebbe potuta succedere una tragedia.

Parlando con il proprietario dell’appartamento in ristrutturazione mi ha detto che circa trent’anni prima c’era stata una perdita dal bagno di casa sua, che però era stata riparata.

Solo che il bagno si trovava a 10 metri di distanza da dove abbiamo trovato il danno: le conseguenze di una perdita riparata anni prima hanno presentato il conto trent’anni dopo e in un posto del tutto imprevedibile…capisci quanto può essere grave il problema della perdita d’acqua?

Questi danni naturalmente si possono presentare dentro gli appartamenti tanto quanto lungo le facciate degli edifici, andando a sgretolare il calcestruzzo e ossidare i ferri di armatura, diventando quindi pericolosi per tutti gli inquilini del condominio oltre che per la pubblica incolumità.

C’è infine la terza tipologia di danni, quella dovuta agli eventi climatici, che naturalmente non puoi controllare.

I danni climatici agli edifici: quali sono e come intervenire

Danni alle facciate dal tempo

Una casa è fatta anche per proteggerci dalle intemperie, quindi deve subirle al posto nostro.

Per quanto un edificio possa essere realizzato “a regola d’arte” (cioè seguendo tutte le migliori pratiche), nel tempo subirà inevitabilmente dei danni dovuti alle intemperie.

Acqua (la principale causa), cicli di gelo e disgelo, vento, sono tutti elementi che battono costantemente sugli edifici e portano i materiali di cui sono composti a deteriorarsi.

Se pensi che l’acqua e il vento hanno scolpito valli e montagne scavando la roccia, puoi capire la forza e la pazienza che hanno.

L’acqua è la principale causa di tutti i danni. Quella che piove non è mai pura, ma contiene sostanze che, a contatto con i materiali di cui è composto l’edificio, danno origine a reazioni chimiche che ne modificano le caratteristiche e nel tempo li portano a perdere le loro prestazioni originarie e a deteriorarsi. Si tratta principalmente di sali, anidride carbonica, acido solforico, etc.

Tutte queste sostanze iniziano col tempo ad intaccare le superfici di finitura: intonaci, rivestimenti, guaine di copertura, e una volta trovata una strada l’acqua arriva ad intaccare le strutture portanti, facendo sgretolare i calcestruzzi e ossidare le armature (esattamente come succede per le perdite idriche di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente).

Però l’acqua non è da sola in questa opera. Gli edifici infatti sono sottoposti anche a cicli di gelo e disgelo, che portano i materiali ad espandersi e contrarsi generando notevoli forze interne. La conseguenza è il crearsi di fessurazioni attraverso cui può insinuarsi l’acqua;

Allo stesso modo il vento che sferza continuamente porta ad una lenta erosione delle superfici.

A ciò aggiungi che gli edifici, sebbene stabili e sicuri, subiscono sempre piccoli movimenti di assestamento o, nei casi estremi, grossi movimenti dovuti a terremoti, che possono portare al formarsi di crepe in cui può infilarsi l’acqua.

Il risultato di tutte queste forze è quello che puoi vedere nella foto qui sotto:

Patologie degli edifici: l'effetto del tempo e della mancata manutenzione

Questa situazione è stata causata principalmente dall’acqua ed è il risultato di una mancata manutenzione all’edificio. Ed è la situazione in cui si trovano tantissimi condomini realizzati tra gli anni cinquanta e ottanta del secolo scorso.

In questi casi intervenire urgentemente è indispensabile perché:

  1. L’edificio diventa pericoloso per la pubblica incolumità: c’è il rischio di distacco di elementi edilizi, con conseguenza caduta a terra, su strade e marciapiedi aperti al pubblico;
  2. L’edificio diventa pericoloso per l’incolumità degli inquilini: le strutture perdono parte delle loro prestazioni e potrebbero non continuare a reggere ai carichi cui sono sottoposti (anche il peso proprio potrebbe diventare un problema…);
  3. Le strutture accelerano il processo di decadimento: infatti elementi strutturali che prima erano protetti (per esempio dall’intonaco) adesso si trovano a diretto contatto con l’atmosfera esterna. Ne sono un esempio i ferri di armatura che all’aria aperta si ossidano molto più rapidamente finendo per sbriciolarsi.

Quando si arriva a questa condizione estrema bisogna intervenire con urgenza e ci sono degli interventi da eseguire in un ordine preciso e utilizzando degli specifici mezzi.

Gli interventi necessari per rimediare ai danni di mancata manutenzione

1. Rimuovere la causa di pericolo pubblico

spicconare vigili del fuoco

La prima cosa da fare è garantire che, chi si trova a passare nei pressi dell’edificio, non rischi di beccarsi in testa un pezzo di mattone o qualsiasi altra cosa che si possa staccare dall’edificio.

Quindi vanno eliminate tutte le parti molto ammalorate che rischiano di staccarsi da un momento all’altro.

Siccome stiamo parlando di pubblica incolumità in questa fase solitamente intervengono i vigili del fuoco, che tra l’altro intervengono in tempi rapidissimi. Possono essere chiamati dall’amministratore del condominio, da un inquilino ma anche da un passante che ha notato il pericolo.

Una volta constata la pericolosità della situazione intervengono in prima persona, coi loro mezzi, a rimuovere tutte le parti in cattive condizioni.

Naturalmente i costi di tale intervento vengono addebitati al condominio.

2. Bloccare il degrado degli elementi

ripristino delle facciate

Diventa poi fondamentale fare in modo che il degrado di tutti gli elementi edilizi e strutturali venga bloccato.

Non è possibile pensare di ripristinare subito la situazione iniziale perché, sebbene esista una serie di interventi standard da fare per risolvere le problematiche di cui stiamo parlando, è necessario fare un’analisi preventiva e successivamente una progettazione puntuale. Inoltre, trattandosi di lavori che interessano un condominio popolato da molte persone bisogna mettere d’accordo tutti: è necessario preparare dei preventivi di spesa, deliberare i lavori, trovare un’impresa che li esegua….nei condomini si tratta un processo molto lungo e in cui l’amministratore non può muoversi autonomamente.

Però se non si interviene subito il degrado continua a propagarsi.

Quello che un amministratore può fare con autonomia di spesa sono le operazioni necessarie a garantire la non pericolosità dell’edificio per i suoi abitanti. E in questo caso si tratta proprio di questo.

L’intervento da fare è solitamente fermare il processo di ossidazione delle armature del calcestruzzo. Se ciò non fosse fatto tempestivamente i ferri continuerebbero nel loro processo che consiste prima in un aumento di volume con forze tali che riescono a rompere anche il calcestruzzo, e poi si sbriciolano a loro volta. In sostanza, non intervenendo, quello che una volta era struttura portante, col tempo perde qualsiasi funzione di questo tipo, causando in ultima istanza il crollo.

Bisogna intervenire rapidamente.

In questi casi si opera con delle piattaforme aeree semoventi, provviste di cestello (vengono dette “ragno” per la particolare forma che le fa sembrare dei ragni giganti): questi sono gli unici mezzi che riescono a raggiungere le notevoli altezze richieste da alcuni condomini e che al contempo garantiscono efficacia e sicurezza dell’intervento. Il tutto senza dover installare costose impalcature.

piattaforma aerea

Si opta per questi sistemi in quanto consentono di intervenire in tempi rapidissimi e di risparmiare molti soldi rispetto all’installazione di un ponteggio.

Considera che una piattaforma aerea per interventi di questo tipo costa circa 600€/giorno e in pochi giorni consente di mettere in sicurezza un intero edificio.

Un ponteggio completo costa svariate migliaia di euro di installazione, un noleggio giornaliero e tempi molto lunghi di installazione.

Soprattutto in questa fase in cui è necessario solo fermare i processi degenerativi le piattaforme aeree sono la soluzione ottimale…probabilmente l’unica percorribile.

L’intervento da fare infatti si riduce a completare la rimozione dei materiali che si stanno staccando e mettere, tramite pennello, un prodotto detto “passivante”, che ha proprio lo scopo di bloccare l’ossidazione del ferro.

Lo avrai visto sicuramente: si riconosce per il classico colore azzurro.

3. Ripristinare le strutture e le finiture dell’edificio

ristrutturazione della facciata

Questo è l’ultimo passaggio da compiere, come abbiamo detto solo in seguito ad una progettazione approfondita.

Si tratta della fase di ristrutturazione vera e propria dell’edificio.

L’intervento-base in questi casi è rimettere in sesto pilastri, travi e solai, e rifare le finiture: facendo questi interventi l’edificio sembrerà come nuovo.

Ma la realtà è che limitarsi ad eseguire queste opere spesso è sprecare una grande occasione.

Ci sono infatti interventi più utili che devono essere valutati in questi casi:

  • Migliorare l’efficienza sismica dell’edificio (quello di cui abbiamo già parlato nella prima parte dell’articolo);
  • Migliorare l’efficienza energetica dell’edificio;

Si tratta di interventi che, sebbene siano oggetto di detrazioni fiscali importanti, vengono quasi sempre ignorati, portando i condomini a spendere molti soldi per non ottenere miglioramenti significativi ad edifici ormai vecchi e non rispondenti alle moderne normative ed esigenze.

Tra l’altro spesso sarebbe opportuno valutare anche un restyling dell’edificio: spesso le zone di sviluppo edilizio al di fuori della città storica sono state realizzate con logiche speculative e si tratta quindi di edilizia brutta e senza nessun valore architettonico. Ripensarne l’estetica spesso sarebbe un intervento auspicabile per la qualità di vita delle persone che popolano questi condomini, anche se è sempre un ragionamento osteggiato proprio dai condomini stessi.

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

Te l’ho detto all’inizio dell’articolo: quello che hai appena letto è un testo molto diverso dai soliti che pubblico.

Non perché abbiamo affrontato argomenti non legati alla ristrutturazione, ma perché abbiamo visto qualcosa di diverso: ti ho parlato delle parti comuni degli edifici condominiali, facciate, finiture e strutture, di quali sono le patologie più diffuse di cui soffrono e di come si debba intervenire.

Chiaramente non pretendo di aver esaurito l’argomento, ci sono decine di libri che trattano di patologie edilizie e in questi paragrafi abbiamo solo scalfito l’argomento. Ma il mio scopo non era creare una guida.

Il mio scopo è stato quello di aprire una breccia su un tema poco compreso e che mi sta a cuore: il problema degli edifici non sicuri, in pessime condizioni di manutenzione e pericolosi, è ormai diffuso e molto grave in Italia. E i primi a doversi muovere per migliorare le cose sono proprio gli inquilini.

Sono consapevole che la mia voce è flebile, ma far capire anche ad una sola persona l’importanza di preservare non solo la propria casa, ma anche l’intero edificio in cui si trova, sarà comunque una piccola vittoria.

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31 Ottobre 2019 / / Design

Kicca D’Ercole e la collezione improntine e Pet Memories: una zampata di design al MACRO e al Palazzo delle Esposizioni di ROMA

Kicca D'Ercole

Kicca D'Ercole

Le forme dell’amore per gli animali in due serie di oggetti disegnati da Kicca D’Ercole da ottobre 2019 nei bookstore dei due importanti musei capitolini.

L’amore per gli animali e la cura per gli oggetti germogliano nelle Improntine, ciotole per erba gatta disegnate da Kicca D’Ercole. Sono pezzi unici realizzati con materiali eco compatibili e colori alimentari. Una o più Improntine, disseminate in casa o in esterni come un percorso, ricostruiscono un angolo di natura per gatti, cani e conigli domestici, trasformando un oggetto funzionale in un elemento di arredo e di design. Ispirate ai canopi egiziani le Pet Memories sono urne cinerarie per animali. Sottolineano il legame indefinibile, misterioso e profondo tra uomo e animale. In casa, su un balcone, in giardino, danno forma a un piccolo luogo della memoria: riconoscono dignità ai nostri cari amici e diventano per noi umani un angolo per riflettere e ricordare.

Kicca D'Ercole
Kicca D'Ercole

Le due collezioni Improntine e Pet Memories da ottobre 2019, sono in esposizione nei bookstore del MACRO del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

About designer Kicca D’Ercole

Kicca D’Ercole vive e lavora a Roma, dove auto produce piccole serie da lei disegnate e realizzate in modo semi artigianale. Alcuni suoi oggetti sono stati selezionati e realizzati come prototipi o piccole serie da Alessi, Acquachiara, B&BItalia, Steel Molteni, Soffieria Parise, Ubaldo Grazia Ceramiche. L’Algoide, automa cibernetico realizzato con Maria Gallo per la tesi all’I.S.I.A. di Firenze è stato tra i suoi primi lavori di design e poi, tra Milano e Parigi, ha disegnato e curato la produzione di oggetti presentati in Italia e all’estero nell’ambito di mostre e rassegne internazionali di arte e design. Come ad esempio a Triennale Milano, Biennale Venezia, Magazzini Seibu Tokio, Biennale Giovani Firenze, Sad Parigi, Cersaie Bologna, Nuovo Bel Design Milano, Bijorhca Parigi, Animal house Milano. Inoltre ha pubblicato su cataloghi e riviste come Modo, Interni, Amica, Gran Bazaar, Elle dècor.

Nell’ambito della grafica editoriale e della comunicazione visiva ha una pluriennale esperienza soprattutto nel settore dello spettacolo, cinematografico e teatrale. Collabora con Cinecittà/Istituto Luce e ha inoltre lavorato per Cineuropa, Italia Cinema, Festa del Cinema di Roma, Mostra del Cinema di Venezia, Teatro di Roma/TeatroArgentina, Elleu Multimedia, Accademia Filarmonica Romana, Medici senza Frontiere, Wind Telecomunicazioni. È tra gli autori del libro Restyling, meraviglie e miserie del progetto contemporaneo a cura di Virginio Briatore, edizioni Castelvecchi, aprile 2000.


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30 Ottobre 2019 / / Charme and More

La zucca è la vera protagonista dell’autunno.
Con il suo sapore dolce e vellutato è un ortaggio salutare, ricco di vitamine (A, B, C) con tante proprietà (migliora la circolazione e il transito intestinale, aiuta contro la ritenzione idrica) ed è perfetta per le ricette di stagione: dalle zuppe ai dolci!

Per coccolarsi nelle sere d’autunno, quando le temperature esterne diventano più fredde, la zuppa di zucca è un piatto delicato, gustoso e confortevole.

Ecco gli ingredienti per due persone per la preparazione della zuppa di zucca altoatesina.

2 carote di media grandezza
500g di zucca moscata
curry
curcuma
acqua
sale
pepe

Inoltre occorre un po’ di olio di semi di zucca e semi di zucca tostati per guarnire.

Ph via
Ph via

Preparazione

Sbucciare le carote e tagliarle a cubetti. Togliere i semi dalla zucca, tagliare la buccia esterna con un coltello da cucina e infine tagliarla a cubetti.

Cuocere al vapore la zucca con le carote in una pentola. Condire con curcuma, curry, pepe e sale.

Versarvi acqua bollente e lasciar cuocere finché le verdure siano morbide.

Frullare la zuppa finemente.

Versare la zuppa di zucca in una zuppiera e guarnire  con semi di zucca e olio di semi di zucca prima di servire.

Consiglio: se preparata con un pizzico di zenzero, si conferisce alla zuppa un po’ di piccantezza e un gusto fantastico.

Buona preparazione!

zuppa-di-zucca

Ricetta via 

 

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