30 Ottobre 2019 / / Design

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La pillola di design di oggi è molto speciale! Chiara Fedele, interior designer e brillante collega blogger, ci racconta del tavolo Tulip, famoso in tutto il mondo per la sua particolare e inimitabile forma.

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“Courtesy of Knoll, Inc.”

Quello del tavolo Tulip, progettato nel 1956 per Knoll da Eero Saarinen, è proprio l’esempio per eccellenza di design futurista, nonché icona del design.

Il progetto del tavolo Tulip riesce a raggiungere ben due ambiti traguardi, nonostante (anzi, a maggior ragione) gli manchino le gambe!

“Progettare ogni cosa pensandola all’interno del suo più largo contesto: una sedia in una stanza, una stanza in una casa, una casa in un ambiente, un ambiente in un piano urbanistico.”
 – Eero Saarinen –

IL TAVOLO TULIP DAL DESIGN FUTURISTA

Il tavolo Tulip fu talmente geniale che venne proposto in diverse versioni: da piccolo e alto coffee table a tavolo da pranzo. L’ingegno e il talento del suo progettista sono insiti nella soluzione che vede per la prima volta la superfluità delle tradizionali gambe in un tavolo. Saarinen infatti le sostituisce con una soluzione apparentemente più chic, ovvero una base a calice.

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“Courtesy of Knoll, Inc.”

Anche i materiali però costituiscono elemento di notevole innovazione, attraverso la fusione della gamba in alluminio laccato con il piano del tavolo in legno o marmo, che crea così un’unica struttura.

All’epoca si trattò di qualcosa di davvero rivoluzionario, al punto che oggi, dopo più di cinquant’anni dalla sua nascita, il tavolo Tulip è ancora considerato molto attuale.

ANCHE LE SEDIE TULIP ARRIVANO DAL FUTURO

Ovviamente dopo aver dato vita ad un progetto di questa portata, Saarinen ha sentito la necessità di ultimarlo con delle sedie che ne fossero all’altezza. Eccolo quindi creare poco dopo delle sedie in vetroresina con la stessa caratteristica della gamba a calice.

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“Courtesy of Knoll, Inc.”

Insieme, tavolo e sedie, contribuiscono alla collezione Tulip, anche chiamata Pedestral. Ancora una volta possiamo parlare di design futurista se pensiamo che nel 1960 la collezione Tulip è apparsa nella serie televisiva Star Trek come arredo delle navicelle spaziali.

 

IL PROGETTISTA: EERO SAARINEN

Saarinen fu un talentuoso architetto finlandese-americano e designer industriale degli anni Cinquanta. Gran parte del suo successo fu dovuto alla sua ossessione per la purezza delle forme. Personalmente non posso che ammirare l’estro ed apprezzare con piacere il lascito di un grande progettista, quale è stato. E tu, cosa ne pensi della collezione Tulip? Piace anche a te? Qual è la versione del tavolo che più preferisci tra le sue infinite varianti?

Chiara Fedele Interior Design
http://www.chiarafedele.com

RINGRAZIAMENTI

Un super grazie a Chiara per questo fantastico guestpost! Entrambe nutriamo un grande amore per il design e la scelta di un oggetto come il tavolo Tulip, così unico e particolare, riflette l’unicità di Chiara in tutto quello che fa.

Per questo non ho avuto dubbi che sarebbe stata una collaborazione più che riuscita…e devi sapere che l’unione tra i nostri blog ha già un precedente! Ho pubblicato infatti un mio guestpost sul blog di Chiara dedicato alla Sustainable City di Dubai, se sei curioso di saperne di più puoi leggerlo QUI.

Se vuoi conoscere meglio Chiara,invece, ti consiglio di seguirla sui suoi canali, youtube e instagram, sempre ricchi di spunti e di dietro le quinte della sua vita di blogger e interior designer!

Noi ci aggiorniamo alla prossima pillola!

Baci,

Baliz

 

 

29 Ottobre 2019 / / Amerigo Milano

Che stiamo mettendo a dura prova il pianeta che ci ospita, è un dato di fatto.

La moda, in particolare, è un settore altamente inquinante e comporta un elevato consumo di risorse.

La buona notizia è che la sostenibilità dei processi produttivi è al primo posto nelle preoccupazioni dei brand, il panorama delle eco-fibre è in continuo viluppo e ottenere certificazioni green è un obiettivo sempre più vicino per tantissimi marchi. La moda del futuro sarà e dovrà essere sempre più green.

L’idea alla base dell’eco-fashion è la continua ricerca di materiali che siano ecologici e rinnovabili, non dannosi per l’ambiente e con il minimo spreco di risorse naturali.

Fare acquisti più intelligenti significa anche scegliere capi realizzati con fibre sostenibili ed ecologiche ; tutto questo è vantaggioso per l’ambiente, per i lavoratori coinvolti nel processo di produzione e anche per la nostra salute. 

Il seme della moda eco-compatibile è stato piantato nei primi anni 90 e oggi sembrano spuntare splendidi fiori: infatti nei primi anni 90 gli stilisti hanno iniziato a sperimentare i primi tessuti eco-compatibili: la borsa in carta di Amerigo Milano ne è un bellissimo esempio!

borsa birkin in carta

Amerigo Milano Concept Store ha inventato una borsa modello Birkin in carta: si tratta di un modello in carta lavabile. Una borsa dalle forme eleganti che riprende un’icona di stile trasformandola in un oggetto fashion eco-sostenibile.

borsa birkin in carta

Questa borsa iconica in carta è realizzata con amore e rispetto per la natura: i materiali che utilizzano sono tutti riciclati e sono soggetti a particolari trattamenti che li rendono unici, duraturi e confortevoli. L’intera catena di produzione è made in Italy.

Ha doppio manico e chiusura frontale con gancetto centrale in metallo senza nichel, cinturino esterno che gira intorno alla parte superiore e una tasca interna con cerniera per documenti e piccoli oggetti e una taschina per cellulare.

borsa in carta hermes birkin

Una curiosità? E’ lavabile in lavatrice a 30° con sapone neutro!

In vendita da:

Amerigo Concept Store

Via Carlo Alberto 35 MONZA

Oppure in vendita Online 

ACQUISTA

Amerigo Milano 

via Carlo Alberto 35 Monza

store@amerigomilano.com

29 Ottobre 2019 / / Amerigo Milano

Cambiarli  non è solo un’esigenza estetica, ma anche un modo per risparmiare sulle bollette. Nuovi infissi in legno o in pvc per ridurre le dispersioni di calore per la gioia del portafogli e anche dell’ambiente.
Una spesa importante per la famiglia che spesso si trova di fronte a un grande enigma: meglio scegliere gli infissi in legno oppure le finestre  in pvc?

infisso per inverno

Dipende, prima di tutto, dal budget che si ha a disposizione e poi anche dallo stile che si vuole donare alla casa.
Per prima cosa facciamo chiarezza: entrambe le soluzioni sono ottimali per chiudere definitivamente con gli sprechi e al tempo stesso rispettare l’ambiente.

Naturalmente per chi opta per gli infissi in legno il prezzo è un po’ più alto, rispetto a chi sceglie le finestre in pvc.

Varie le componenti che definiscono il prezzo finale: non solo il numero di infissi da posizionare, ma anche il tipo di apertura delle finestre e la scelta del legno per realizzarle; dalla più economica finestra a due ante in okumè massello che parte da 199 euro al metro quadrato alla più pregiata finestra a due ante in rovere lamellare che arriva a 286 euro al metro quadrato.

Una via di mezzo per chi opta per il mogano lamellare che parte da 224 euro al metro quadrato.

Fondamentale è anche la durata degli infissi in legno  che nella fase di produzione vengono sottoposti a precisi interventi che garantiscono al legno caratteristiche di indeformabilità, oltre a una serie di particolari trattamenti di verniciatura.

infissi in legno

Gli infissi in legno sono eterni purché sottoposti a manutenzione periodica e pulizia con prodotti specifici.
C’è chi, però, al calore e alla tradizione degli infissi in legno (adatti peraltro a qualsiasi tipo di arredamento) preferiscono le finestre  in pvc potendo scegliere tra la classica colorazione bianca e quella effetto legno.

Mentre per una normalissima finestra (60 X 100) bianca il costo si aggira tra i 90 e i 100 euro, per quella con l’effetto legno il costo è leggermente superiore (tra i 100 e i 130 euro).

Per chi non ha un ampio budget, ma desidera comunque mettere al caldo la famiglia per l’inverno, la scelta degli infissi in pvc è certamente la migliore. Sono finestre che necessitano poca manutenzione, che garantiscono isolamento termico e acustico, durano nel tempo e sono riciclabili.

infissi

Una volta definito quanti soldi si possono spendere, e quindi scelto tra gli infissi in legno e le finestre in pvc,  arriva il momento di affidarsi allo specialista.

Ma chi scegliere? Sulla piattaforma Homedeal troverete i migliori professionisti della vostra zona ai quali potrete richiedere preventivi gratuiti.

Ma troverete anche utili informazioni sulle detrazioni fiscali garantite dal Governo, i costi diversi a seconda del materiale e le caratteristiche delle due diverse soluzioni.

Barbara Apicella

Redazione Amerigo Milano 

29 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Mancano meno di due mesi al 25 dicembre.

Sai cosa significa?
È ufficialmente aperta la corsa ai regali di Natale!

Di fronte allo shopping natalizio, ognuno reagisce a suo modo. C’è chi si fa prendere dal panico da pacchetto, chi non ha idee e aspetta la Vigilia per svaligiare i negozi e chi, più risoluto, non sbaglia mai puntando su regali per la casa utili e originali.

Un esempio? I piccoli elettrodomestici, ovvero la nutrita famiglia di apparecchi elettronici di dimensioni ridotte che cuocendo, sminuzzando, scaldando o aspirando al posto nostro, contribuiscono a semplificare la vita di tutti i giorni.

Che siano potenti e tecnologicamente avanzati, non c’è dubbio. Ciò che li rende davvero speciali – per non dire indispensabili in cucina – è il loro design: moderni o vintage, mini frigo, frullatori, robottini, macchine per il caffè si trasformano in bellissimi oggetti da collezione. Da regalare a Natale, ovviamente.

Idea regalo per la mamma: il robot da cucina

La mamma è sempre la mamma… e come non renderla felice con un robot da cucina multifunzione che cuoce prelibati manicaretti al posto suo? Meno tempo passato ai fornelli, più tempo libero per lei!

robot da cucina multifunzione

Idea regalo per il papà: la macchina per il caffè espresso

Sai che il suo passatempo preferito è stare seduto in poltrona, con il giornale sulle gambe e un espresso fumante in mano. Non lascerà facilmente quella poltrona se gli regalerai una personale macchina per il caffè.

macchina per il caffé vintage

Idea regalo per la sorella: l’estrattore di succo

Va a correre, ama i cibi sani, non sgarra mai con le calorie. È l’identikit della perfetta sorella salutista, che detesta i lunghi pasti di Natale. Il regalo perfetto per lei è un estrattore a freddo, ideale per preparare succhi multivitaminici e bevande sane.

estrattore di succhi a freddo

Idea regalo per una coppia di amici: il mini frigo

Si sono appena trasferiti nella casa nuova. Lei ha una passione smodata per lo stile retrò, lui va pazzo per gli elettrodomestici colorati. Forse, con un piccolo frigo vintage, li accontenterai entrambi…

mini frigo colorato vintage

Idea regalo per la suocera: il robot aspirapolvere

Temi il suo giudizio, ma in fondo le vuoi un gran bene. Questo Natale, stupisci tua suocera con un robot aspirapolvere e lavapavimenti che pulisce anche gli angoli più remoti della casa.

robot aspirapolvere lavapavimenti

Guida al riciclo: dove si buttano i piccoli elettrodomestici?

Ricorda che mixer, tostapane e microonde non sono rifiuti ordinari. Sono classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e il loro smaltimento è regolamentato da leggi nazionali che ne promuovono il recupero e il riciclo.

Se non sai dove buttare un elettrodomestico rotto o vecchio, puoi rivolgerti:

  • ad un’isola ecologica o al centro di raccolta del tuo comune
  • ad un grande negozio di elettronica.

In virtù del sistema Uno contro Zero pubblicato nel Decreto Ministeriale 121/2016, gli esercizi commerciali con superficie maggiore di 400 mq sono tenuti a ritirare il tuo elettrodomestico gratuitamente e senza obbligo di acquisto, a patto che l’apparecchio misuri meno di 25 cm e che non costituisca fonte di contaminazione.

25 Ottobre 2019 / / Amerigo Milano

La Biennale Giovani di Monza si mette in bella mostra anche in pieno centro storico.

Una visione moderna delle arti e la contemporaneità della città, vuole sperimentare nuovi dialoghi, per una evoluzione delle arti al passo con i tempi.

E’ la Biennale OFF, una serie di iniziative che vedono il coinvolgimento della città. Ideati e realizzati dai tutor, gli eventi della Biennale OFF offrono allo spettatore la possibilità di assistere a performance e ammirare installazioni anche fuori dall’Orangerie, in conformità alla volontà di rendere Monza “città del contemporaneo”.

Ed è così che in una delle vie più prestigiose di Monza, un intero palazzo si trasforma in un’opera d’arte contemporanea. In via Carlo Alberto sulla facciata di un palazzo storico, compare una grande scritta TUTTO VERO!

biennale giovani monza

Amerigo Milano Concept Store per celebrare la Biennale di Monza ha pensato bene di appellarsi alle soluzioni grafiche create dagli allievi dell’Accademia di Firenze, sotto la regia di Paolo Parisi.

La scritta TUTTO VERO! è esposta a grandi lettere, secondo dieci filoni stilistici quali quelli adottati in altrettanti regimi del passato.

tutto vero biennale monza

«Tutto vero!» ha quindi un valore critico intrinseco: mette in crisi il concetto stesso di verità come si desume anche dalla seconda parte del lavoro, quello dei manifesti esposti in città secondo quattro tipologie diverse, ciascuna a detrimento dell’idea univoca e monosemica di manifesto pubblico.

biennale monza tutto vero

Ecco gli eventi che si svolgeranno all’interno dello Spazio Amerigo Concept Store durante la Biennale Giovani di Monza:

Giovedì 28 novembre h 18.00

Amerigo Concept Store via Carlo Alberto 35 MONZA

TUTTO VERO!: workshop degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze coordinati da Paolo Parisi. Saranno presenti i partecipanti al workshop, Paolo Parisi e il direttore dell’Accademia di BB. AA. di Firenze. Introduce Matteo Perego titolare del negozio, modera Daniele Astrologo.

Sabato 7 dicembre h 18.00

Amerigo Concept Store via Carlo Alberto 35 MONZA

KOK in OFF: soluzioni grafiche emergenti. Presentazione dell’agenda della Biennale con Gianluca Codeghini e Rosella Colombo dello studio grafico KOK (Milano). Introduce Matteo Perego, titolare del negozio, modera Daniele Astrologo.

Amerigo Milano – Concept store

Via Carlo Alberto 35, Monza

Orari di apertura lunedì – sabato 10.00-13.00 / 14.00-19.00 https://www.amerigomilano.com/it/showroom

24 Ottobre 2019 / / Amerigo Milano

Poche ore di lavoro e una fattura da far rizzare i capelli.

Che salasso il conto degli idraulici! Quante volte, anche voi, vi sarete trovati di fronte a situazioni di questo tipo: magari in caso di emergenza avete chiamato il primo idraulico che avete trovato sulla guida del telefono o su Internet. Lavoro eseguito a regola d’arte ma quando vi ha presentato la fattura, vi è venuto un coccolone: ma come è possibile che per poche ore di lavoro gli idraulici chiedano così tanto?
Per evitare sorprese è sempre meglio giocare d’anticipo chiedendo, quando non siamo di fronte a un lavoro urgente, diversi preventivi in cui venga indicato il costo orario dell’idraulico.

cerco idraulico

Perché quelle sante mani del professionista è vero che valgono tanto, ma i prezzi variano a seconda del giorno della settimana (nel week end costa di più rispetto ai  giorni lavorativi), al tipo di manutenzione (più economica se semplice, più costosa se complessa), alla distanza dal cliente.

È normale che gli idraulici che oltre al lavoro manuale, devono anche perdere un’ora nel traffico cittadino, metteranno sul conto il tempo impiegato e la benzina consumata.
Discorso a parte quando gli idraulici vengono chiamati la sera o la notte per un lavoro di pronto intervento: a quel punto il costo può raggiungere anche i 90 euro all’ora anche se si tratta di un lavoro non particolarmente complesso.
Altra variabile la città del professionista: il costo orario dell’idraulico è maggiore a Milano e a Roma (dove oscilla tra i 40 e i 50 euro), rispetto a  Napoli o a Palermo (dove il costo scende tra i 20 e i 30 euro all’ora).
Una volta chiariti i vari aspetti non resta che pianificare (se possibile) l’intervento dell’idraulico chiedendo in anticipo preventivi e cercando professionisti a Km zero.
Un valido aiuto arriva da  Homedeal il sito dove troverete i migliori idraulici della vostra zona ai quali chiedere gratuitamente il preventivo.
Una piattaforma  dove oltre ai contatti potrete trovare preziose informazioni che possono aiutarvi a risparmiare.

idraulico

Per esempio se bisogna eseguire un intervento importante come la realizzazione di un nuovo impianto meglio optare per un prezzo forfettario sul lavoro complessivo che sull’intervento ad ore. Mentre se dovete cambiare i sanitari sarebbe meglio far trovare agli idraulici l’area di lavoro libera così che possa immediatamente montare bidè, lavello e doccia e non perdere tempo a smontare gli altri sanitari.
 Occhio poi a non rimandare interventi che, eseguibili a costi ridotti, potrebbero con il passare del tempo peggiorare.

Per esempio la manutenzione delle tubature potrebbe arrivare anche a 200 euro se l’idraulico, vista la difficoltà dell’intervento, si trova costretto a dover utilizzare la sonda.

Barbara Apicella

Redazione Amerigo Milano

16 Ottobre 2019 / / Architettura

Non dovrebbe essere più un mistero per nessuno. I temi ambientali sono – finalmente – di interesse generale e pubblico. Tutti i settori industriali hanno cominciato ad occuparsene e anche quello dell’interior design e dell’arredamento non poteva essere da meno.

È nato un intero filone di arredamento ecologico, che da un lato strizza l’occhio al tema della riduzione delle emissioni – soprattutto in fase produttiva – e dall’altro prova a svolgere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni ambientali.

Non basta però più scegliere mobilio riciclabile. Un’altra forma di arredamento ecologico è rappresentata dai giardini verticali. L’Italia rappresenta tra l’altro un’eccellenza nel settore del verde verticale annoverando tra le proprie fila aziende come GreenHabitat.it e Planeta srl.

Proprio di questo ci occuperemo nel corso della guida di oggi. Parleremo di giardini verticali come soluzione di arredamento ecologico, sia per gli interni che per gli esterni, senza nasconderci poi dietro un dito su una questione altrettanto fondamentale: il giardino verticale permette anche di raggiungere vette impensabili con soluzioni di stile e di moda, che altri tipi di arredo non possono neanche pensare di ottenere.

Che cosa sono i giardini verticali?

Giardini verticali
I giardini verticali, come d’altronde segnala la locuzione, sono giardini che invece che essere disposti sfruttando lo spazio orizzontale, sfruttano pareti verticali, tanto interne quanto esterne.

Grazie a importanti migliorie tecnologiche e strutturali, oggi questi giardini possono essere installati semplicemente in qualunque tipo di ambiente e soprattutto senza troppe complicazioni.

Le migliorie tecnologiche inoltre permettono – tramite la stabilizzazione – di avere vegetazione che non ha bisogno di grossa manutenzione e che è dunque adatta anche a chi vuole un giardino verticale in casa pur non avendo il proverbiale pollice verde.

Che tipo di soluzioni esistono

In realtà ci sono moltissime soluzioni che si basano sul concetto di giardino verticale:

  • Inserti a muro: che permettono di decorare una parete verticale anche in spazio ridotto. Ci sono quadri e pannelli, soluzioni da alternare ad altri tipi di rivestimenti e anche delle soluzioni più particolari;
  • Orti verticali: che riescono a coniugare la necessità e la voglia di arredo con la funzionalità di un orto disponibile in casa, anche in città e anche magari in un monolocale dagli spazi particolarmente angusti;
  • Muschio: i muschi e licheni nordici sono una soluzione che in Italia, almeno fino all’arrivo della stabilizzazione, era impossibile mantenere. Oggi invece con la stabilizzazione si possono scegliere muschi nordici di praticamente ogni genere e risma, senza che ci siano – ancora una volta – preoccupazioni sulla manutenzione e sulla sopravvivenza delle vegetazione.

Ci sono, per capirci, tutti gli strumenti per permettere ad un bravo arredatore o architetto di interni di rivalutare e rivoluzionare uno spazio, anche con pochi elementi, per una soluzione che oltre allo stile, offre anche tanto alla funzionalità di una casa, di un’azienda, di un ufficio o di una struttura ricettiva.

Che vuol dire stabilizzazione e perché può essere la chiave per un buon giardino verticale

La stabilizzazione è un processo che permette di rendere la vegetazione inerte, pur mantenendola viva e reale. Tramite questa procedura le piante e la vegetazione utilizzata nei giardini verticali smette di crescere, non ha più bisogno di complessi sistemi di irrigazione e riesce a sopravvivere anche in condizioni ambientali ostili.

Un ulteriore strumento a disposizione di chi vuole dare sfogo alla propria creatività oppure offrire ai propri clienti delle soluzioni innovative e di arredamento ecologico.

È arredamento ecologico, perché impatta sulla qualità degli ambienti

Perché parliamo di arredamento ecologico quando ci riferiamo al verde verticale? Perché la vegetazione, tanto all’interno che all’esterno:

  1. Abbatte i livelli di CO2, rendendo dunque l’aria più respirabile e contribuendo al miglioramento delle condizioni climatiche generali;
  2. Stabilizza l’umidità: limitando la proliferazione dei parassiti e rendendo gli ambienti più vivibili;
  3. Assorbe formaldeide: un pericolosissimo agente che viene utilizzato nella verniciatura dei mobili e che viene dimezzato già in pochi giorni di presenza di un’adeguata quantità di verde;
  4. Assorbe l’inquinamento sonoro: un buon giardino verticale può avere un grosso impatto sui rumori e suoi suoni che attaccano gli ambienti cittadini. Un inquinamento di cui ci occupiamo ancora troppo raramente.

Casa con arredamento ecologico

Loft con lichene

Cucina con polemoss

Cucina con muschio

9 Ottobre 2019 / / Architettura

Inutile negarlo, la salvaguardia dell’ambiente è diventata una questione prioritaria. La tutela del pianeta passa non solo dai piccoli gesti, ma anche da scelte eco-sostenibili capaci, negli anni, di diminuire l’impatto sull’ambiente che ci circonda. Sempre più spesso, scegliamo cosa mangiare, come viaggiare e cerchiamo alloggi altamente efficienti per ridurre i consumi di energia e i costi che ne derivano.

È proprio sulla scia di questa filosofia green che, negli ultimi decenni, il settore delle costruzioni ha professato un vero e proprio cambio di rotta, facendo dell’edilizia sostenibile il suo cavallo di battaglia.

La definizione di edilizia sostenibile

Cos’è l’edilizia sostenibile? Con questo termine si intende una disciplina volta a progettare e realizzare edifici eco-sostenibili ed eco-compatibili, costruiti nel rispetto dell’ambiente, dei suoi abitanti e delle sue risorse.

Detta anche green building, l’edilizia verde lavora a stretto contatto con la bioarchitettura e le sue applicazioni: l’architettura ecologica (che mira a progettare edifici sostenibili e poco inquinanti), l’architettura bioclimatica (che utilizza gli elementi naturali come fonte di energia principale) e l’architettura organica (che promuove la coesistenza armoniosa tra uomo, costruzione e natura).

Esempio edilizia sostenibile

Le origini dell’edilizia sostenibile: un po’ di storia

L’edilizia sostenibile non è una disciplina moderna, né contemporanea. Le sue origini sono talmente antiche che risalgono ai primi tentativi dell’uomo di costruire abitazioni di fortuna per sfuggire ai predatori o garantirsi un riparo per la notte.

Queste rudimentali dimore erano costruite con materiali naturali come legno o paglia, facili da reperire e presenti in grandi quantità. Le tecniche di costruzione, benché solo abbozzate, nascondevano già la necessità di assecondare la morfologia del territorio per trarne il miglior vantaggio. In fondo, non sono queste le basi dell’odierna edilizia sostenibile?

Il XX secolo celebra il genio di Frank Lloyd Wright, fondatore dell’architettura organica. Tra le sue opere spiccano la celebre Casa sulla Cascata e le Prairie Houses, dove è evidente la volontà di far convivere in armonia il sistema ternario uomo, edificio e natura.

L’architettura organica di Wright favorisce la nascita di discipline affini. Una di queste è l’arcologia, fondata negli anni ’60 da Paolo Soleri proprio per coniugare architettura ed ecologia. L’obiettivo dell’italo-americano riguardava la possibilità di realizzare edifici autosufficienti, ad alta densità abitativa, capaci di creare e preservare al loro interno una micro ecologia. Un progetto fantascientifico e utopistico per l’epoca? Forse, ma non distante dalle moderne costruzioni ecofriendly.

Germania, 1973: la grave crisi che colpisce l’Europa porta alla luce una questione spinosa: il risparmio energetico. Il mancato approvvigionamento di petrolio e l’aumento dei prezzi obbligano i paesi occidentali a cercare fonti di energia alternative, possibilmente rinnovabili e, nel campo dell’edilizia, materiali da costruzione naturali ed eco-compatibili. Finalmente, un nuovo concetto di edilizia moderna, focalizzato sulla sostenibilità, vede la luce.

Edilizia sostenibile e bioarchittetura: i 6 principi fondamentali

Costruire abitazioni rispettose dell’ambiente ma confortevoli è tutt’altro che banale. Dalla progettazione alla chiusura del cantiere, le fasi che conducono alla realizzazione di una casa in ottica sostenibile si fondano su criteri ben precisi. Ecco i principali:

    • la relazione con la natura: è fondamentale che l’edificio rispetti e assecondi l’ambiente che lo circonda, come professato dall’architettura organica
    • l’utilizzo razionale delle risorse: poiché le risorse naturali non sono illimitate, è indispensabile limitare gli sprechi. Il riuso delle acque piovane è una delle strategie dell’architettura green
    • il risparmio energetico: la bioarchitettura utilizza tecnologie amiche dell’ambiente, capaci di aumentare la prestazione energetica dell’edificio o di ridurne drasticamente il fabbisogno esterno (come succede per gli edifici a energia quasi zero o le case passive)
    • l’esposizione ottimale: in fase di progettazione, è fondamentale definire l’orientamento dell’edificio per sfruttare al meglio la luce solare e l’ombra naturale
    • la qualità di vita e il comfort abitativo: è prioritario, per l’edilizia sostenibile, rispettare il benessere psico-fisico di coloro che vivono nell’edificio e di chi si occupa della costruzione. Emissioni dannose e ambienti insalubri non rispettano i principi dell’edilizia verde
    • la scelta dei materiali: le costruzioni green promuovono l’utilizzo di materiali sostenibili, provenienti da fonti rinnovabili o certificate (ad esempio, il legno delle foreste a gestione responsabile), riciclati e riciclabili, che riducono l’impatto ambientale anche in fase di trasporto e smaltimento

Un esempio virtuoso di edilizia sostenibile: le case ecologiche in legno

Chi dice materiali per edilizia sostenibile dice legno. E chi dice legno… dice casa ecologica! Naturale, caldo, profumato, questo materiale ultra rispettoso dell’ambiente garantisce prestazioni eccellenti e una resa estetica davvero unica nel suo genere. Pur lentamente, anche sul nostro territorio si sta diffondendo il concetto di edilizia sostenibile, ma nonostante questo sono ancora poche le aziende capaci di proporre ai clienti un’offerta capace di coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità.

Un esempio virtuoso è quello rappresentato dalla Rasom Wood Technology, un’azienda della Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti, circondata dal verde dei boschi e per questo estremamente consapevole dell’importanza e del valore di un’edilizia capace di integrarsi armoniosamente nel territorio rispettandolo e valorizzandolo.

Esempio casa in legno

Abitare in un edificio prefabbricato in legno presenta numerosi vantaggi, al punto che è quasi superfluo chiedersi se sia meglio una casa in legno o in muratura!
In termini di risparmio energetico, il legno ha un’ottima capacità di isolamento termico e acustico, dote che permette di evitare dispersioni di calore, di migliorare l’efficienza e di diminuire le spese. I consumi sono ridotti con costi d’investimento ottimali.
Il legno, inoltre, è solido, elastico e flessibile, sopporta le oscillazioni ed è indicato per la costruzione di edifici antisismici.

L’azienda Rasom Wood Technology, leader in Italia per questo tipo di costruzioni, è in grado di unire soluzioni ad impatto ambientale minimo a design ricercati anche nei minimi dettagli . La loro idea di casa è la casa del futuro! che non deve essere solamente confortevole e bella, ma anche e soprattutto in armonia con l’ambiente che la ospita. Ridurre le emissioni e l’impatto ambientale, per quest’azienda, è diventata una priorità improrogabile.
Quindi, se alcuni le considerano ancora una scommessa per il futuro dell’edilizia, per noi quella scommessa è già vinta. Provare per credere!

8 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Il ferro da stiro è un prezioso alleato nella vita di tutti i giorni, poiché consente di eliminare le pieghe dai tessuti sottoposti a lavaggio. Si tratta in effetti di uno degli elettrodomestici di cui non è possibile fare a meno. Di solito, nelle case degli Italiani si trovano ferri da stiro con serbatoio interno, indicati per le sessioni di stiratura brevi, poiché il vano per l’acqua ha una capienza ridotta, o ferri da stiro con serbatoio esterno, che possono essere con caldaia o senza caldaia.

Quest’ultimi, detti anche generatori di vapore, sono l’ideale per i grandi lavori di stiratura, poiché il serbatoio ha una capienza elevata ed il vapore viene emesso in grande quantità, il che permette di eliminare in maniera rapida anche le pieghe più persistenti. Tuttavia, in commercio è possibile trovare un’altra tipologia di ferro da stiro che può dimostrarsi estremamente utile per facilitare la vita di tutti i giorni. Scopriamo di che cosa si tratta.

Ferro da stiro verticale: che cos’è e a cosa serve?

Nella vita quotidiana può capitare di dover rinfrescare i capi da indossare, in modo da avere un aspetto sempre impeccabile. Infatti, anche se i panni stirati vengono riposti con cura, si possono formare delle antiestetiche pieghe in alcuni punti del tessuto, che rischiano di compromettere l’effetto d’insieme. In questi casi, invece che ristirare per intero l’indumento, può risultare utile avvalersi di un ferro da stiro verticale.

Si tratta di un particolare tipo di ferro che non necessita dell’asse da stiro e che sfrutta il vapore per eliminare le grinze. In commercio è possibile trovare una vasta gamma di modelli, ma non tutti sono effettivamente validi. Per avere a disposizione un apparecchio in grado di garantire performance impeccabili è bene puntare alla qualità, che, di norma, viene garantita dai brand più prestigiosi, che negli anni hanno dimostrato serietà ed affidabilità.

Tra tutti si distingue Philips che ha progettato un ferro da stiro verticale all’avanguardia, che consente di stirare in senso verticale ed orizzontale, così da ottenere risultati ottimali senza sforzo. Il vapore penetra delicatamente nei tessuti, in modo da evitare il rischio di bruciature.

Inoltre, questo apparecchio è in grado di rimuovere gli odori e di eliminare i batteri che si possono depositare sui capi, così da poter disporre di indumenti sempre freschi, come appena lavati e stirati. Non bisogna dimenticare, infine, che grazie al design compatto questo apparecchio è facile da riporre in valigia e da portare in viaggio.

Tutti i vantaggi del ferro da stiro verticale

Il ferro da stiro verticale è diventato un elettrodomestico indispensabile, in quanto assicura una serie di importanti vantaggi. Prima di tutto non necessita di un piano di appoggio in fase di stiratura, il che significa maggiore praticità. Inoltre, occupa poco spazio e può essere facilmente riposto anche nelle abitazioni piccole. A ciò si aggiunge anche il fatto che questa particolare tipologia di ferro da stiro non stanca il braccio e la spalla in fase di stiratura, poiché si distingue per il peso ridotto e per l’eccellente maneggevolezza.

In più i ferri da stiro verticali si scaldano rapidamente, non danneggiano i capi delicati e garantiscono consumi contenuti. Ovviamente, come precisato poco sopra, non tutti i modelli disponibili sul mercato sono in grado di garantire prestazioni elevate. Per questa ragione è importante in fase di scelta non agire d’istinto e valutare con attenzione le soluzioni disponibili.

7 Ottobre 2019 / / Amerigo Milano

Con il trascorrere del tempo sono molte le cose che trasformano e si modificano dentro ed intorno a noi. Tra queste anche la nostra casa e gli spazi dove viviamo necessitano di cambiamenti.

Dopo parecchi anni che viviamo nello stesso appartamento o immobile arriviamo a capire che gli edifici hanno bisogno delle ristrutturazioni e di ammodernamenti per una maggiore sicurezza dell’immobile e degli impianti e per soddisfare la nostra voglia di cambiamento.

Può trattarsi di un appartamento in affitto, di una casa di proprietà un po’ datata nel tempo o semplicemente di uno stile che non rispecchia più i propri gusti.

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Ci si trova così a fare i conti con la voglia di cambiare, di regalare agli ambienti domestici una nuova allure, più accattivante o più in linea con le proprie esigenze.

La ristrutturazione ben fatta permette di ottenere sia un restyling estetico che funzionale degli ambienti rendendo l’immobile più confortevole e progettato in base alle abitudini di chi lo abita.

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E’ per questo motivo che ristrutturare la propria casa significa cambiare il proprio modo di vivere quotidiano, pensare agli spazi, a come renderli funzionali, a come migliorare il benessere di chi vi abita.

Trasformare l’intera casa, o anche solo un ambiente della stessa, è un investimento sia in termini economici che di tempo e salute. Ma ristrutturare la casa a volte è necessario, soprattutto se si tratta di un fabbricato abbastanza datato che dispone di impianti, idraulici ed elettrici, che oggi potrebbero non essere più considerati a norma di legge.


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Una volta deciso di ristrutturare casa non perdiamoci d’animo; le ristrutturazioni possono avere i loro aspetti positivi anche a livello economico.

Con la nuova Legge di Bilancio 2019, sono state infatti introdotte importanti novità circa la detrazione fiscale IRPEF che spetta ai contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico Ecobonus, Sismabonus e di sistemazione e recupero del verde urbano.

Non solo: il valore di un immobile appena ristrutturato aumenta dal 5 al 10%.

Ma quali sono i reali costi per la ristrutturazione di una casa?

Questa è la prima domanda che viene in mente quando si decide di fare dei cambiamenti nella propria abitazione. Per questo motivo si va subito alla ricerca di informazioni sui prezzi ma, spesso, è difficile trovare delle cifre affidabili.

Quando vuoi conoscere a cosa vai in contro per un progetto di ristrutturazione casa, devi sapere che le varianti sono moltissime: dipende infatti dalle personalizzazioni, dalle tue esigenze, dalle finiture che preferisci.

L’importante è affidarsi a specialisti, in modo che sappiano come predisporre il preventivo e quali servizi o dettagli aggiungere e quantificare.

Homedeal di può dare un grande aiuto in questo.

Matteo Perego

Redazione Amerigo Milano