31 Dicembre 2020 / / Idee

È il momento più atteso dell’anno.

Che siate del settore arredamento, grafica, moda o meno, tutti aspettiamo con curiosità di sapere quali saranno i colore Pantone dell’anno. Molto spesso si attende l’annuncio per capire se effettivamente sarà un colore che tutti noi potremo utilizzare.

C’è sempre l’impressione che i colore Pantone siano un po’ scollati dalla realtà quotidiana. In realtà la scelta dei colori si basa su analisi sociologiche e trend mondiali, che servono a tracciare la rotta internazionale.

Vediamo quali sono i colori del 2021.

Giallo e grigio sono i colore Pantone 2021: scopriamoli da vicino

Esatto, per il 2021 i colori scelti sono due.

Pantone 17-0647 Illuminating, un giallo carico e vibrante e Pantone 17-5104 Ultimate Gray, un grigio neutrale.

Il Pantone Institute ha definito questa accoppiata “un matrimonio di ottimismo e forza”.

Una scelta che ha lasciato tutti senza parole, perché ogni anno ci si aspetta una proposta azzardata, ma non come quella di quest’anno.

Innanzitutto è la prima volta che un colore neutro come Ultimate Gray viene selezionato come colore dell’anno; ma la scelta di queste tonalità è stata frutto di analisi accurata e lunga, che vuole ridare conforto e speranza in questo periodo travagliato.

Se ripensiamo al colore annunciato per il 2020, Classic Blue, ci possiamo leggere anche un filo di premonizione. Classic Blue è stato il colore scelto per annunciare il nuovo decennio e con lui una nuova epoca di cambiamenti.

Sicuramente non erano questi i cambiamenti e le rivoluzioni che ci si aspettava, ma non si può dire che non abbia fatto centro.

Quindi ora speriamo tutti che questi due colori ci accompagnino verso un futuro roseo e sereno.

“L’unione di un colore duraturo come Ultimate Gray con un giallo vibrante come Illuminating esprime un messaggio di positività e di fermezza allo stesso tempo”, questa la dichiarazione di Leatrice Eiseman, direttore esecutivo dell’Istituto Colore Pantone.

colore pantone dell'anno

Consigli pratici e abbinamenti con i colore Pantone del 2021 giallo e grigio

Per una perfetta riuscita nell’uso di questi colori in casa, c’è da tenere conto di alcuni punti:

Il grigio scelto da Pantone è si un colore neutro, ma che applicato su grandi superfici può risultare comunque scuro. Quindi se l’ambiente in cui andrete ad inserirlo riceve poca luce naturale rischiate di farlo sembrare ancora più buio.

Bisogna assicurarsi che la luce artificiale garantisca il giusto illuminamento, per non affaticare gli occhi. Piuttosto che usarlo a tutta parete, in queste situazioni, potete creare decorazioni a righe, a rettangoli, oppure imbiancando di grigio solo una fascia nella parte bassa della parete. In questo modo darete slancio alla parte alta della stanza, facendola sembrare più alta.

colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio

Il giallo sicuramente contribuisce a schiarire il grigio, ma va usato con parsimonia nelle zone notte. Questo perché il giallo è il colore più stimolante per il sistema nervoso e rischierebbe di non conciliare correttamente il sonno.

A questo scopo, potete inserire del blu avio, del carta da zucchero e del verde scuro nel tuo schema di colori. Sono abbinamenti vincenti che riportano calma in uno schema che prevede colori altamente energetici.

Consigli pratici per utilizzare questi colori in casa: dalle pareti agli accessori

Anche se possono sembrare colori “eccessivi” sotto alcuni aspetti, vedrete che si tratta solo di una paura dettata da non molti esempi concreti a riguardo.

Uno degli utilizzi più frequenti dell’accoppiata grigio e giallo si vede in case dallo stile rustico e industriale. Il grigio è una base perfetta per interni che hanno caratteristiche architettoniche marcate.

Permette di inserire un tocco di colore (anche su vasta scala) che non è mai invadente e non storpia la natura costruttiva dell’ambiente in cui si inserisce.

Un grande divano grigio insieme a una coppia di poltrone gialle, il tutto unito da un tappeto grigio con accenti gialli; in questo modo si crea un punto focale che darà risalto ad un grande soggiorno con camino ad esempio, o con vista mozzafiato.

Anche in cucina si può pensare di utilizzare questi colori. Magari in colonne dispensa a tutta altezza, da alternare in grigio e giallo. Potrebbe essere un elemento di alterazione del ritmo, in una cucina total white.

Camera da letto o cameretta in toni neutri? Questi due colori sono la tua scelta migliore per dare carattere e creare un ambiente equilibrato e armonico.

Come inserirli?

Nei tessili del letto, con un copripiumino grigio e dei cuscini gialli e grigi.

Oppure con delle decorazioni a parete che diano importanza a una zona che deciderete voi.

La parete su cui poggiano le testate dei letti, oppure la zona studio. Delle righe verticali, dei cerchi o degli esagoni o ancora dei rettangoli orizzontali in cui appendere quadri o specchi.

E in bagno? Scegliete il mobile del lavabo grigio e giocate con i rivestimenti e i decori a parete colorati. Una carta da parati piuttosto che delle piastrelle gialle e grigie.

colore pantone 2021 grigio e giallo in cameretta
colore pantone in cucina
colore pantone in cucina
colore pantone nell'home office
colore pantone in bagno

Giallo e grigio: sono i tuoi colori dell’anno?

Ora che avete una panoramica più ampia su questi colori, avendo capito perché sono stati scelti e avendo visto come si possono usare, potreste essere pronti per accoglierli nella vostra casa.

Illuminating e Ultimate Gray sono due colori che non lasciano spazio alle mezze misure. O si amano o si odiano, ma sicuramente sono da rivalutare anche solo per le motivazioni che ce li hanno fatti trovare sotto l’albero.

L’articolo Giallo e grigio: i colore Pantone del 2021 per arredare proviene da Architettura e design a Roma.

31 Dicembre 2020 / / Design

La casa giapponese è per me una fonte infinita di ispirazione. La filosofia orientale e in particolare l’architettura giapponese tradizionale, è molto vicina alla mia idea di abitare naturale. Oggi vi propongo quindi un “tour” nella casa tradizionale giapponese, tra tatami, stanze del tè e pannelli divisori scorrevoli.

Caratteristiche della casa tradizionale giapponese

Nella casa giapponese tradizionale il telaio ligneo portante poggia a terra a mezzo di brevi palafitte, le pareti esterne e i pannelli divisori interni non sono portanti. Da questa breve descrizione deduciamo la caratteristica di temporaneità che ha la casa giapponese: «oggetto lievemente e temporaneamente appoggiato sul terreno, ma facilmente smontabile e trasportabile altrove»[1].

Già questa temporaneità, così opposta alla visione occidentale, può aiutarci a capire come per gli orientali “abitare” sia un qualcosa di transitorio, e le loro costruzioni siano per questo motivo più leggere, flessibili e trasformabili.

Per usare le parole di Francesca Chiorino, le case giapponesi sono case “fragili, transitorie e intensamente umane”!

L’ingresso

Se esaminiamo la pianta di una casa tradizionale borghese dell’800, possiamo dedurre alcune caratteristiche importanti sul modo dell’abitare e del vivere uno spazio della cultura giapponese.

Foto di shell_ghostcage da Pixabay.

L’ingresso avviene quasi sempre mediante un cancello esterno e poi, attraversato il giardino, ci si trova davanti alla porta di casa. Se invece il giardino è più ristretto o manca del tutto, la porta di casa può dare direttamente sulla strada. All’interno della casa, un primo ambiente (genkan), si trova a livello della strada al quale ci si accede con le scarpe. Questo spazio rappresenta il passaggio dal mondo esterno (pericoloso, impuro, sporco) a quello interno (dominio della sicurezza, pulizia e purità rituale). Passaggio enfatizzato dalla differenza altimetrica tra quest’ultimo e lo spazio dell’abitazione vera e propria, corrispondente all’altezza dei pilastrini su cui poggia la casa, e dal passaggio da materiali del mondo esterno (pietra, laterizio o cemento del genkan) a quelli nobili della casa (legno, tatami).

«L’atto di “salire” in casa è così significativo che uno dei primi saluti rivolti all’ospite non è “prego entrate”, bensì “prego salite” (o-agari-nasai): molti elementi fanno pensare che in tempi remoti questo “salite” fosse davvero impegnativo e si riferisse al superamento di un metro e più di dislivello»[2].

A questo proposito potete leggere qui, un articolo che ho scritto sulla stanza del tè, in particolare le case del tè di Teronobu Fujimori, e il loro essere sospese!

Semplicità e percezione dello spazio

«Quando si entra in una casa, la prima cosa che colpisce sono le dimensioni minuscole delle stanze. […] Inoltre sono visibili dappertutto elementi strutturali scoperti: pilastri, sostegni, traverse e così via in legno massiccio»[3].

Una delle caratteristiche principali di una casa giapponese è la totale semplicità, «l’assenza quasi assoluta di mobili, la precarietà dei pannelli divisori tra stanza e stanza, le differenze tra le varie superfici sulle quali ci si muove»[4].

Foto di shell_ghostcage da Pixabay.

L’architettura di una casa giapponese e la sua semplicità nelle forme ma anche nell’arredo, si basa su una diversa concezione che gli orientali hanno del vuoto, inteso non come mancanza o aspetto negativo ma come un’altra parte del pieno. In particolare un aspetto a mio avviso fondamentale è proprio il loro considerare il vuoto né una parte del pieno, né qualcosa di separato dal pieno, ma una sua “funzione costitutiva”. Se volete approfondire il tema del vuoto vi consiglio la lettura di questo articolo di Ilaria Vasdeki che ritrovate qui.

Oltre alla semplicità, l’intera estetica della casa giapponese è fondata sul fatto che il punto di vista privilegiato non si trova all’altezza dell’uomo, bensì a circa un metro da terra, altezza degli occhi di una persona seduta. Questo aspetto pone in risalto l’importanza dello stare seduti, del percepire lo spazio da terra. Infatti se analizziamo la terminologia giapponese per indicare l’atto di sedersi, si hanno diversi termini: agura wo kaku (sedersi a gambe incrociate comodamente), suwaru (sedersi a gambe raccolte, più formalmente), za-suru (più formale ancora), zazen (atto di sedersi con le gambe strettamente incrociate, per la meditazione).

E questo influisce molto l’aspetto architettonico della casa giapponese, dove l’esterno, la natura, è sempre presente all’interno delle case attraverso visuali che sono possibili grazie ai pannelli scorrevoli o aperture che collegano visivamente la casa con la natura che la circonda.

Flessibilità

Proprio le caratteristiche strutturali della casa giapponese fanno sì che la sua caratteristica principale sia la flessibilità. Infatti «l’interno della casa giapponese ha partizioni assai meno rigide di quelle che ci sono abituali; e questo perché le pareti non sono portanti. Portante è solo il telaio di legno dell’edificio»[5].

Inoltre nella casa giapponese con la sua quasi totale assenza di mobili e arredi, lo spazio, le attività e le relazioni diventano gli elementi più importanti. Tutto questo riporta di conseguenza al tema della flessibilità e totale adattabilità delle stanze giapponesi: «nella casa tradizionale giapponese non si vedono letti in quanto qualsiasi stanza a tatami della casa può servire come stanza da letto – come può servire per mangiare. In teoria le stanze sono a destinazione neutra, sono “uno spazio” che di volta in volta viene adattato all’uso più opportuno»[6].

Gerarchicità

Interessante infine l’uso di pavimenti diversi, che invece definisce una certa gerarchicità nella casa giapponese. Ovvero la differenziazione della pavimentazione a seconda della funzione e dell’uso di scarpe, pantofole, calzari specifici per i bagni, i geta per il giardino, calzini (o meglio scalzi) per i tatami.

Un esempio dalla tradizione giapponese

La villa imperiale di Katsura_La zona della cerimonia del tè del Gepparo.

La villa imperiale di Katsura, Giappone. Foto di Hidden Architecture.

I cambiamenti della natura, il passaggio del tempo, il riconoscere un valore maggiore alle qualità effimere piuttosto che a quelle legate alla permanenza, che viene riassunto nel termine utsuroi, “momento in cui la natura si trasforma”, viene spesso tradotto nello spazio architettonico, dove ritroviamo la leggerezza mediante l’uso di superfici scorrevoli e opache degli shoji.

La villa imperiale di Katsura possiamo dire che sia uno dei massimi esempi di questo concetto, oltre ad essere uno dei modelli principali dell’architettura tradizionale giapponese. Vi riporto qui due stanze. La prima caratterizzata da pannelli scorrevoli e i tatami e dove si vede il collegamento diretto tra interno ed esterno, tra la casa e la natura.

La villa imperiale di Katsura_La stanza del tè dello Shokintei.

Nel secondo esempio, la stanza del tè, possiamo esprimere un secondo concetto: quello della bellezza e dell’asimmetria.

L’asimmetria deriva dalla filosofia Zen, secondo cui la perfezione della bellezza risiede nella sua imperfezione. La natura, la quale non è simmetrica, viene presa inoltre come modello e canone di bellezza.

Villa Katsura. Foto di Marie-Louise Høstbo.

Conclusioni

In questo breve viaggio attraverso la casa giapponese e alcune sue principali caratteristiche, spero abbiate trovate degli spunti interessanti per riguardare alla vostra casa con occhi diversi.

Se volete modificare alcuni angoli della vostra casa, e ri-abitarla in maniera più consapevole, o volete chiedermi qualche consiglio trovate i mie contatti qui.


Note:

[1] Fosco Moraini, Introduzione all’architettura giapponese in AA.VV. Architettura islamica e orientali, Alinea editrice, Firenze, 1986. p.154

[2] Ivi p.156

[3] Edward S. Morse, La casa giapponese, Introduzione e traduzione di Giovanna Baccini, Bur, Milano, 1994. p. 116.

[4] Fosco Moraini, Introduzione all’architettura giapponese in AA.VV. Architettura islamica e orientali, Alinea editrice, Firenze, 1986. p.156

[5] Ibidem

[6] Ibidem

Articolo tratto dalla Tesi di Laurea in Scienze dell’Architettura, PASSI IN EQUILIBRIO SUL ROJI. UN PERCORSO NELL’ARCHITETTURA GIAPPONESE CONTEMPORANEA, Chiara Baravalle, 2010.

Bibliografia:

Katsura. La villa Imperiale, Mondadori Electa, 2015

Case in Giappone, Francesca Chiorino, Mondadori Electa, 2017. Di cui possibile scaricare un estratto qui.

Immagine di copertina foto di FranckinJapan da Pixabay.


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