31 Gennaio 2021 / / Case e Interni

Il marchio House Doctor è un’azienda danese di arredamento e complementi d’arredo studiati per “prendersi cura” della casa. Solitamente i loro cataloghi sono piuttosto essenziali, come essenziale è lo stile nordico, tuttavia quest’anno il brand ha deciso di presentare la nuova collezione in modo più spettacolare. E’ così che per lo shooting fotografico è stata scelta una location d’eccezione:

30 Gennaio 2021 / / Amerigo Milano

In occasione della festa degli innamorati, non basta solo il pensiero. Meglio un regalo che la conquisterà.

Puntalmente, il 14 Febbraio, cade la festa più romantica che ci sia. Nonostante si finga sempre un pò di snobbare questa giornata, non c’è niente di più bello che ricevere un regalo fatto con il cuore. Penna alla mano! Le idee per conquistarla/lo ve le suggeriamo noi.  


Bracciale in pelle – euro 75,00

bracciale in pelle

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Cuffie Bluetooth senza fili – euro 109,00

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Pantofole Slippers – euro 190,00

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Scarponcino  con tomaia in lanacotta – euro 290,00

scarponcino artigianale


Zaino porta PC  – euro 78,00

PIJAMA


Igienizzatore e caricatore per cellulare da euro 55,00

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Borraccia termica da euro 40,00

24 bottle


Custodie porta pc da euro 45,00

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Lampada senza fili da euro 120,00

lampada senza fili


I Nanottini portafortuna  da euro 50,00

i nanottini


Amerigo Concept Store
via Carlo Alberto 31 Monza
martedì-domenica  10-13  15-19
www.amerigomilano.com
store@amerigomilano.com

  

30 Gennaio 2021 / / Interiors

Non solo sanitari, mobili e accessori, l’attenzione per l’arredamento richiede cura anche per le piastrelle del bagno.  Come sceglierle dipende dai gusti personali, ovviamente, ma anche dall’armonizzazione con il resto del locale.

È finita infatti l’epoca in cui si parlava di ‘servizi’; da tempo anche il bagno è oggetto di progettazione di design perché diventi un ambiente piacevole e accogliente.

L’importanza delle piastrelle

I vapori della doccia, il calore dell’asciugacapelli, i vestiti bagnati che escono dalla lavatrice: le piastrelle della doccia sono messe a dura prova per proteggere i muri dall’umidità. La loro presenza permette di assicurare un locale igienico, grazie alla facilità di pulizia, necessaria quotidianamente.

Il primo elemento da considerare quindi, per scegliere le piastrelle del bagno, è la loro resistenza e durata nel tempo. I materiali certificati permettono anche di evitare graffi o danneggiamenti; sostituire una o alcune piastrelle può non essere semplice, richiede l’intervento di un muratore e bisogna accertarsi che le nuove si armonizzino perfettamente al resto della piastrella tura. Meglio prevenire, quindi, che curare.

Particolare attenzione meritano poi le piastrelle da dedicare al pavimento. Sempre a causa dell’umidità, il rischio di caduta rende il bagno una delle stanze dove si registra il maggior numero di incidenti casalinghi. Le piastrelle del bagno sono classificate anche secondo un ‘coefficiente di scivolosità’, che è indicato da una R e da un numero: più è alto, meglio il pavimento impedisce di scivolare. Un buon coefficiente è R9.

Se ti stai chiedendo dove trovare le piastrelle per il tuo bagno, è opportuno che tu ti rivolga ad esperti del settore, in grado di farsi carico delle tue esigenze e di proporti il miglior prodotto in base al budget a disposizione.

I materiali per il bagno

Se la scelta più comune è la ceramica, seguita dal gres porcellanato, ci sono anche soluzioni più originali per le piastrelle del bagno. Per esempio il legno, in listoni trattati, per un effetto che oscilla fra il country chic e il rustico; una soluzione ottimale è il teak, resistente all’umidità.

Altre idee sono la pietra naturale, di grande effetto soprattutto per la doccia.

I colori per le piastrelle del bagno

E dato che anche l’occhio vuole la sua parte, colori e forme hanno la loro importanza nello scegliere le piastrelle del bagno. Il bagno è un ambiente che si presta molto all’effetto neutro, che da un senso di luminosità, ordine e pulizia; restando sui toni del bianco o del beige; eviterei i grigi troppo freddi e impersonali, meglio se abbinati al bianco o al legno.

Se invece preferite orientarvi su uno stile più moderno, anche per quanto riguardo i mobili, potete osare di più in termini cromatici. Le tinte del verde o del turchese andranno benissimo con mobili alla moda, magari con maniglie cromate. Se vi piacciono gli effetti forti, potete anche scegliere piastrelle del bagno scurissime, addirittura nere, e giocare di contrasto con il bianco di sanitari e mobilio.

Lo stile delle piastrelle

Nel box doccia stanno molto bene piastrelle a contrasto come un mosaico o un decoro, che possono essere riprese nel colore per il pavimento e le altre pareti, ma con piastrelle più grandi. Per le pareti, potete giocare sul contrasto cromatico col pavimento oppure per una gradazione di sfumature.

Ma fino a che altezza vanno posate le e piastrelle a parete? Possono essere posate ad un’altezza a partire da1.20cm per realizzare una boiserie che può salire fino a 1.40 oppure possiamo fare un rivestimento alto fino a 2.20 altezza della porta o 2.00mt altezza dei box doccia, o tutt’altezza fino al soffitto!

E con questo spero di avervi detto tutto quello che può essere utile sapere per i rivestimenti di bagni.

L’articolo Piastrelle per il bagno, come sceglierle proviene da Architettura e design a Roma.

30 Gennaio 2021 / / Design

Siete insoddisfatti di un’illuminazione scialba e incapace di creare la giusta atmosfera? Questo mese abbiamo deciso di dedicarlo a come illuminare correttamente ogni ambiente della casa, dalla definizione dei punti luce alla tipologia di lampade.

Partiamo con questo primo articolo dedicato all’ingresso e al soggiorno.

Durante l’arco della giornata le stanze riflettono una luce fluida e vivida, i colori sono audaci e l’atmosfera è calda e accogliente ma con il calare della sera qualcosa cambia.

Quando si accendono le luci artificiali tutto si appiattisce, l’atmosfera appare meno accogliente e ci si rende subito conto che la casa non è illuminata correttamente.

Quando si progetta una casa nuova o si procede con una ristrutturazione, sbagliare i punti luce e scegliere lampade non adatte ai diversi ambienti può significare vivere in condizioni di disagio.

Pensiamo ad esempio alla zona lettura in cui non è possibile leggere nelle ore serali per la mancanza di una corretta illuminazione interna.

Questo errore porta anche a non valorizzare la ristrutturazione effettuata o all’arredamento scelto con tanta cura e attenzione.

L’illuminazione casa deve sempre essere funzionale, fornendo luce sufficiente ove è necessaria, inoltre deve essere decorativa, mettendo in evidenza gli aspetti caratteristici di ogni singolo ambiente.

Come illuminare casa: l’ingresso

L’ingresso è la prima zona in cui si accolgono gli ospiti o in cui ci si trova una volta varcata la soglia.

In questo ambiente,

spesso privo di luce naturale,

si ha necessità di avere una luce calda per creare fin dall’inizio una sensazione di accoglienza e comfort.

La scelta ottimale prevede la combinazione di due differenti tipologie di luce:

  • un punto luce generale
  • un punto luce funzionale.

La luce generale può essere diretta o indiretta, quest’ultima la più confortevole in quanto l’occhio non vede la superficie luminosa.

La luce funzionale, invece, illumina punti specifici dell’ingresso mettendo in evidenza mobili, complementi e oggetti.

Quando l’ingresso è lungo e stretto come un corridoio, il consiglio è di optare per un’illuminazione indiretta generale oppure inserire più punti luce a soffitto,

questo perché una sola luce centrale può non essere sufficiente, rischiando di avere delle zone d’ombra.

Se invece l’ingresso si apre direttamente sulla zona giorno, è il caso delle abitazioni open space, è opportuno inserire un punto luce dedicato all’ingresso per valorizzarlo al meglio.

Per illuminare il corridoio la tradizionale plafoniera è piatta e poco accogliente, il lampadario troppo invasivo: meglio i faretti da incasso, o spot orientabili per mettere in risalto una console con luci a led.

In alternativa vanno bene delle applique con lampade alogene da 50-70W, in grado di diffondere e riflettere la luce verso un bel soffitto, una carta da parati o una finitura pregiata dei muri.

Come illuminare casa: le diverse zone del soggiorno

Il soggiorno è l’ambiente più vissuto della casa e nel quale si trovano più zone con funzioni diverse: la zona dedicata al relax e alla tv, l’angolo lettura, la zona pranzo e molto spesso anche l’home office.

Oltre a una luce diffusa in questo ambiente occorre prevedere una illuminazione specifica per ogni singola zona.

Per il soggiorno è importante illuminare il tavolo da pranzo con una luce diretta calda e perché no, sospesa.

Le lampade a sospensione sopra il tavolo da pranzo non devono essere troppo basse altrimenti si rischia di creare un’interferenza visiva tra i commensali o delle zone d’ombra. La distanza corretta è di circa 70 cm dal piano.

Nel caso di un tavolo lungo almeno 180 cm è possibile prevedere l’installazione di più lampade a sospensione.

Oltre alla luce diretta, è importante prevedere un secondo punto luce diffusa vicino al tavolo, come ad esempio una bella applique a parete.

Sempre in soggiorno un altro punto focale è la zona relax con divani e tv.

Guardare la TV al buio completo è un’abitudine tanto frequente quanto sbagliata.

La luce dello schermo affatica notevolmente la vista, per questo motivo la soluzione ottimale è di illuminare la parete della tv in modo molto soft con una luce calda possibilmente dimmerabile e posta alle spalle del televisore.

In prossimità della zona divani bisognerebbe prevedere anche una luce di intensità minore per creare atmosfera, ad esempio una lampada a piantana.

Quando si definiscono i punti luce nel soggiorno va inoltre considerato che oggi sempre più mobili e complementi sono dotati di sistemi luminosi integrati che di fatto si sommano alle luci già presenti nella casa.

In fase di scelta è dunque importante tenere presente questi elementi, che fanno parte delle luci di atmosfera.

Quali aspetti considerare nella scelta delle lampade


Una volta definiti quali e quanti punti luce servono per una corretta illuminazione casa è il momento di scegliere la tipologia di lampade.

Per farlo è necessario tenere in considerazione alcuni aspetti fondamentali:

  • la dimensione della stanza,
  • lo stile degli arredi, materiali e colori che caratterizzano i vari ambienti.

Solo valutando con cura questi aspetti possiamo capire quali modelli sono adatti e come abbinarli tra loro, questo perché le lampade dovranno integrarsi in modo molto armonico e naturale in ogni ambiente al fine di contribuire a dettare lo stile della nostra casa.

Per un buon risultato è bene utilizzare sempre forme lineari e minimali, soprattutto per le applique, che proiettino fasci di luce intensi e suggestivi.

Nel prossimo articolo dedicato all’illuminazione casa parleremo di come illuminare la cucina.

L’articolo Illuminazione casa: prima parte, come illuminare l’ingresso e il soggiorno proviene da Laura Home Planner.

30 Gennaio 2021 / / ArtigianaMente

Il mio approccio verso gli acquisti negli ultimi anni è decisamente cambiato. Che si tratti di moda o di casa, cerco qualcosa che abbia una durata nel tempo, sempre meno usa e getta. Un po’ per una accresciuta sensibilità ambientale, un po’ per carattere, perché pur non essendo minimalista, l’accumulo seriale mi spaventa e mi infastidisce. Per questo motivo il design risponde benissimo alle mie esigenze: aggiunge sempre qualcosa in più a qualsiasi stile, non va mai fuori moda e a conti fatti non è mai una spesa di cui pentirsi.

La top ten del design

La Mela di Enzo Mari

Decorare le pareti in “maniera bella” trovo che non sia mai facile: bisogna sicuramente partire da opere d’arte e stampe che abbiano di per sé un significato estetico rilevante e poi, eventualmente, creare composizioni che funzionino. Partire dalla Mela di Enzo Mari, uno dei più grandi designer italiani {scomparso lo scorso anno}, già rende il lavoro più semplice.

Ho scelto la Mela, come quadro {in realtà è un poster} che dura nel tempo, perché mi piace il concetto che Mari ha voluto esprimere: lo scopo era quello di portare immagini artistiche all’interno dell’ambiente abitativo, perseguendo un’idea di serialità e accessibilità, dell’arte.

Il lavoro di Mari nasce sempre da un intento democratico: l’idea che le cose belle debbano essere alla portata di tutti, e quindi riproducibili, è alla base di ogni suo progetto.
Mari sceglie i soggetti più semplici e archetipici «sapendo che, dal punto di vista simbolico, sono significativi da millenni». Così, disegna una mela che è la sintesi di tutte le mele del mondo e «ha una forma perfetta perché non ha alternative, è quella e basta».

DSR di Charles Eames

Siccome in questo blog propongo solo cose che mi piacciono, devo proprio segnalarti la Eames Plastic Side Chair DSR. L’ho scelta per il tavolo da pranzo e lo farei ancora, è così comoda, è leggera, è bella e giovane nonostante sia nata nel 1960.

Radio.Cubo di Brionvega

Radio.cubo è il prodotto cult del design italiano: disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper nel 1964.
E’ presente nei principali musei del mondo – MoMa, Victoria & Albert Museum, ecc.- come emblema dello stile e del design italiano. Rappresenta un oggetto senza tempo, che arreda le case di migliaia di persone passando di generazione in generazione e diventando un oggetto destinato a mantenere inalterata per decenni la propria funzione, ma soprattutto il fascino e lo stile.

Attila di Kartell

Disegnato da Philipp Starck nel 2000, è uno sgabello/tavolino che arreda casa con un tocco di ironia. ma anche con un occhio di riguardo alla funzionalità: il cappello degli gnomi, infatti, è piatto e circolare appositamente per essere utilizzato come piano d’appoggio o sgabello.

Tolomeo di Artemide

E’ una delle lampade di design più apprezzate al mondo, per la sua linea semplice e per il suo costo accessibile rispetto ad altri oggetti che fanno parte dell’emisfero design. Si abbina ovunque e ci sono tutte le varianti, da parete, da tavolo, piantana.

Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina l’hanno progettatata nel 1986. La sfida era interessante: Artemide voleva innovare la classica lampada da tavolo a pantografo e confrontarsi con alcune delle icone del design moderno. La sfida è stata vinta: la Tolomeo si è aggiudicata il Compasso d’Oro nel 1989.

Moka Express di Bialetti 

Ma dove vai se la Bialetti non ce l’hai? Questa fantastica moka accompagna momenti fondamentali della vita di noi italiani, fa parte di noi e della nostra quotidianità. Mi piacerebbe prenderne una colorata, ma anche nera ha il suo perché…

La planetaria di KitchenAid

Non c’é concorrenza che tenga, la regina delle planetarie è quella di KitcheAid. E’ costosa, ma durerà una vita {la mia ha 15 anni, è un regalo del matrimonio}.
Questo fantastico robor da cucina è stato ideato verso 1910 circa da Herbert Johnson, un ingegnere della Hobart Manufacturing Company, dopo aver osservato un fornaio mentre preparava un impasto.
Stregato dalla potenza del macchinario, Johnson pensò che sarebbe stato utile poter disporre di una tale meraviglia in formato “mignon” da poter usare anche in casa. Nacque nel 1914 il primo modello industriale, ancora molto pesante e voluminoso rispetto ai modelli attuali, ma che trovò subito il suo primo cliente di tutto rispetto: la Marina americana.

Johnson, e i dirigenti della Hobert, non erano ancora soddisfatti: il loro reale obiettivo non erano le forze armate, ma era quello di arrivare a uno strumento apprezzato da un pubblico più ampio, adatto a un uso casalingo. E fu così che vennero creati modelli più leggeri e maneggevoli.

La storia narra che una volta sfornati i prototipi, i dirigenti della Hobart li abbiano portati a casa perché fossero testati dalle rispettive consorti. Una di loro pare abbia esclamato entusiasta: “Non mi interessa come lo chiamiate, è il miglior aiuto in cucina – in inglese “kitchen aid” – che io abbia mai avuto!”.  E così è nata la leggenda.

Frigo di Smeg

Gli elettrodomestici arredano, indubbiamente. Perciò se cerchi un bel frigo che svolga la sua funzione e, in più, aggiunga un tocco estetico alla tua cucina la scelta obbligata cade sul frigo di Smeg.

Non so se ne sei a conoscenza {io l’ho scoperto di recente}, ma Smeg è una ditta italiana (acronimo di Smalterie Metallurgiche Emiliane Guastalla) è stata fondata nel 1948 da Vittorio Bertazzoni ed è un punto di riferimento per il mondo del design. Smeg collabora con architetti e designer industriali che hanno reso l’estetica di questo frigorifero degli anni ’50 un grande classico. Negli anni ’90 Smeg ha ampliato la sua offerta aggiungendo al catalogo il celebre frigorifero in stile anni ’50, destinato a diventare un’icona internazionale. Il celebre architetto Guido Canali ha disegnato la sede centrale dell’azienda nel 2004, vincendo la medaglia d’oro all’architettura italiana con menzione d’onore.

Tavolo Tulip di Knoll 

Il tavolo Tulip di Eero Saarinen rappresenta uno di quegli arredi che cavalcano il tempo con molta disinvoltura: futuristico nella forma e nei materiali, è diventato un’icona del design moderno.

«Abbiamo sedie con quattro, tre o due gambe, ma nessuno ne ha mai fatto una con una gamba sola, così la faremo noi»: è il 1955 quando Eero irrompe nel suo studio con questa frase. Il piedistallo sarà la soluzione progettuale per mettere un ordine estetico sotto il tavolo rendendo la fruibilità di questo arredo molto più comoda.

Aprilina di Gae Aulenti

Concludo questa mini rassegna di design con il lavoro di una donna, Gae Aulenti, molto conosciuta in campo internazionale per i suoi progetti volti alla riconversione di edifici storici in spazi museali ma pressoché ignota ai più.

Nel 1964 Gae Aulenti progetta per Zanotta la sedia Aprilina, in metallo, pieghevole e leggera, di minimo spessore quando è chiusa. In un articolo del 1966 pubblicato su “Domus”, che presenta il progetto della Aulenti per il nuovo Centro Fly Casa di Milano {un supermarket dell’arredamento moderno di qualità} la sedia appare tra gli oggetti in vendita con il nome di Black and White, accompagnata dalle parole: “Può essere appesa a un gancio dentro a un armadio ed essere ‘la sedia in più’”. Di fatto sarà proposta anche per le imbarcazioni.

Ti è piaciuta questa selezione di arredi e oggetti?

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29 Gennaio 2021 / / Idee

Sempre più spesso sono presenti nelle nostre case e ci offrono la possibilità di inserire nel soffitto (e così occultare) gli impianti di dimensioni importanti come condizionatori e impianti di illuminazione o sistemi per il ricambio dell’aria. Stiamo parlando delle botole di ispezione, che possono essere in cartongesso, legno oppure in alluminio; sono ormai divenute veri e propri elementi di design. Il tipo più comune è la botola per cartongesso, la forma è generalmente quadrata oppure rettangolare. Le misure – in genere 60 x 60 centimetri – devono sempre essere stabilite per favorire il passaggio in sicurezza di cose e persone. La moderna edilizia ricorre spesso e volentieri a soluzioni a secco per la realizzazione di soffitti dove collocare impianti ingombranti. L’accesso ai relativi punti chiave (centraline hi-tech ma non solo) è assicurato proprio dalle botole di ispezione, caratterizzate da un’alta resistenza al fuoco.

Botole di ispezione: un accesso discreto all’intercapedine del soffitto

Quando nell’ambito di una progettazione si fa mente locale sulla possibilità di inserire una botola di ispezione in cartongesso, occorre valutare con quale frequenza si avrà necessità di aprirla per avere accesso all’intercapedine del soffitto. Si tratta di un aspetto molto importante, che riguarda la funzionalità di tale accessorio. Ogni volta che la botola verrà aperta – sollecitando la struttura – potranno comparire piccole e impercettibili crepe, in grado di minare la stabilità e l’integrità dell’anta. Ecco perché il ricorso a tale accessorio è da sconsigliare se si prevede di avere accesso al soffitto con cadenza frequente.

Sarà anche importante valutare la planarità della botola: è l’elemento principale in grado di assicurare un perfetto risultato estetico. Bisogna fare in modo che non siano presenti dislivelli nel soffitto in grado di comportare una poco geometrica fuoriuscita dal telaio da parte dell’anta apribile.

Tipologie di apertura e importanza del telaio

Esistono diverse tipologie di apertura per le botole di ispezione, a cominciare da quelle con sportello fisso o removibile. Nel primo caso è presente un telaio in alluminio, sia per quanto riguarda l’anta basculante (una parte metallica e una lastra di cartongesso) che in relazione alla parte fissa da avvitare alla struttura. L’apertura è del tipo classico ‘push pull’ e avviene verso l’esterno della botola. Nel secondo caso invece lo sportello removibile sarà composto da due elementi: il telaio in alluminio da avvitare alla struttura del controsoffitto e l’anta removibile da aprire verso l’esterno.

Esistono poi botole in appoggio per cartongesso anch’esse dotate di telaio in alluminio ma con un’apertura differente, verso l’interno del controsoffitto. Si spinge lo sportello removibile verso l’alto per poi collocarlo – ruotandolo – nel vano di apertura. La chiusura avviene nel senso inverso. Visto che la fantasia in fase di ristrutturazione è sempre in agguato, è anche possibile realizzare botole diispezione su misura; per poter rispondere a esigenze sempre nuove e diverse in questo contesto . Anche in questo caso l’apertura avverrà verso l’esterno della struttura, in presenza di sistema push pull, oppure verso l’interno nel caso di una struttura in appoggio per controsoffitti.

L’articolo Cosa sono e a cosa servono le botole di ispezione proviene da Architettura e design a Roma.

29 Gennaio 2021 / / Decor

Le carte da parati del marchio italiano Insabilelab sono delle vere e proprie scenografie murali, capaci di donare ad ogni ambiente un carattere unico ed originale.

Le carte da parati

Instabilelab è un brand italiano, nato da un’idea di Stefano Munaretto, designer e art director dell’azienda. Come spiega Munaretto, il nome rispecchia il suo carattere, per così dire, Instabile. Appassionato dal mondo della grafica e dai simboli esoterici, il designer ha introdotto motivi decorativi con teschi, formule matematiche, cristalli e vedute notturne, seguendo la formula dell’irriverenza e dell’originalità

Come spiega Stefano Munaretto, il processo creativo di Instabilelab segue un iter particolare, incentrato sull’estrosità.

“Tutto ciò che vediamo, incontriamo, ascoltiamo, leggiamo rappresenta spunti creativi che possono accendere
un’idea e far sì che l’immaginazione si trasformi in un’immagine. Mi piace confrontarmi e
condividere con il nostro team di grafici idee e immagini che in un secondo momento si
trasformano in bozze. Se lo sviluppo ci convince si procede con la preparazione della grafica
definitiva e con lo studio delle varianti, affiancata da prove di stampa con le quali testiamo
la resa cromatica e dimensionale. Cerchiamo di non farci condizionare da ciò che fanno i
nostri competitor ma di scegliere sempre la strada dell’originalità e del nostro personale e
unico stile, solo in questo ci sentiamo davvero liberi”.

Le carte da parati

Le collezioni di carte da parati 2021

Per il 2021 il brand ha lanciato diverse collezioni, tra le quali spicca ORONERO, una linea esclusiva in edizione limitata ispirata al mondo della moda. Colori brillanti, lustrini e paillettes caratterizzano i parati, rifiniti con preziosi tocchi d’oro cangiante e stampato in negativo, in modo da far risaltare il fondo. Le grafiche sofisticate della linea ORONERO _Prestige richiamano i preziosi orditi veneziani o i dipinti in chiaroscuro. Scenografie vegetali e animali si affiancano a motivi grafici inediti, caratterizzati da una resa estetica straordinaria.

Le carte da parati
Le carte da parati
Le carte da parati

Accanto alla linea ORONERO _Prestige, il catalogo offre ORONERO_The Skull, sul tema del teschio e caratterizzata da applicazioni realizzate a mano. L’irriverente motivo del teschio, ormai immagine iconica del marchio, è declinata in numerose varianti, dalla paillette oro su oro all’oro su fondo nero, glitter e Crystal mesh.

Le carte da parati

Tutti i prodotti Instabilelab sono testati e certificati da laboratori specializzati, così da garantire prestazioni altamente performanti e applicazioni anche in esterno, in ambienti umidi e su qualsiasi superficie.

Il progetto CUSTOM-ME

Instabilelab non si ferma alla produzione di carte da parati. Il progetto CUSTOM-ME propone un concept d’arredo che permette di rinnovare qualsiasi ambiente nel segno dell’orginalità e dell’unicità. Perfetto per il contract, il progetto può essere esteso anche alla casa. Il programma d’arredo, ad altissimo tasso di personalizzazione, permette di soddisfare la creatività e qualsiasi esigenza progettuale in modo innovativo.

In pratica, con CUSTOM-ME è possibile realizzare, per qualunque ambiente, progetti completi e coordinati che coinvolgono pareti, pavimenti, tessuti, lampade e tanti altri complementi. Questi ultimi (poltroncine, lampade, consolle, tavolini, tappeti etc) sono prodotti a catalogo, realizzati da artigiani italiani e a chilometro zero e vestibili con le innumerevoli ed esclusive grafiche proposte dall’azienda veneziana.

Per informazioni: https://www.instabilelab.it/it/

28 Gennaio 2021 / / Idee

tettoia metallica

Le tettoie metalliche rientrano nella più ampia definizione di copertura, adibita a garantire una funzione protettiva verso ciò che è posto sotto di esse. Si tratta di una struttura esterna, autoportante o addossata, composta da un tetto permanente che può essere realizzato nei materiali più disparati come legno, metallo o anche muratura.

Scegliendo una copertura in metallo si avranno notevoli vantaggi tra cui praticità, resistenza e durevolezza. Praticità perché la leggerezza del ferro lo rende facile da spostare e montare. Questa sua caratteristica non implica che si possa danneggiare facilmente, in quanto riesce a sopportare temperature estreme e qualunque tipo di condizione atmosferica, che va dal sole battente al vento. Proprio in virtù della loro resistenza innata, le tettoie metalliche avranno lunga durata dato che non temono in alcun modo gli agenti atmosferici. I prezzi più elevati di questo materiale rispetto ad altri sono giustificati proprio da quest’ultima caratteristica, rendendo l’installazione delle tettoie metalliche un investimento a lungo termine. Inoltre il costo finale dipenderà anche dalla complessità della struttura e dall’impatto estetico che si vorrà conferirle.

tettoia metallica

Le funzioni e le tipologie in commercio di tettoie metalliche

Ma quali sono le funzioni che ricoprono le tettoie metalliche? La prima è sicuramente protettiva: l’obiettivo di chi vuole installarne una è assicurare un riparo agli oggetti che verranno collocati sotto di essa, impedendo agli agenti atmosferici di danneggiarli. Le tettoie metalliche dovranno quindi offrire prestazioni ottimali sotto questo punto di vista per svolgere al meglio il loro lavoro. L’altro ruolo che ricoprono riguarda l’estetica: essendo un materiale poliedrico, il ferro permette di realizzare strutture oggettivamente belle da vedere, specie se impreziosite con elementi in vetro.

Passando alle tipologie, possono essere racchiuse in due gruppi: le tettoie metalliche addossate, come dice la parola stessa, appoggiano parte del loro peso a una struttura secondaria, mentre le tettoie metalliche autoportanti non necessitano di elementi d’appoggio, disponendo di tutte le caratteristiche utili per stare in piedi da sole. Se lo scopo è creare un piccolo terrazzo coperto in prossimità della casa, la prima soluzione si rivela la più consona; la seconda si sceglie più nei contesti industriali o commerciali.

Luoghi dove installare le tettoie metalliche

I contesti d’applicazione delle tettoie metalliche sono aumentati nel corso degli ultimi anni, tanto da farle diventare elementi architettonici di un certo rilievo. Questo cambio di rotta è dovuto in particolar modo ai progressi compiuti in fase di realizzazione: si è cercato di renderle il più possibile gradevoli alla vista, oltre che funzionali. Inoltre, grazie alla malleabilità del ferro, è possibile adattarle a qualsiasi esigenza, costruendo forme personalizzate e originali, perfette per ogni ambiente.

Quindi pur continuando a essere adottate per edifici, capannoni industriali, centri commerciali e parcheggi per le aiuto, le tettoie hanno acquisito importanza anche nelle realtà domestiche, specialmente nelle case con giardino, per creare uno spazio dove trascorrere momenti di relax in compagnia.

tettoia metallica

I requisiti per la sua installazione

Una volta che si è scelta la tipologia di tettoia metallica e dove applicarla, si pone il problema dell’installazione. La domanda più frequente in questa fase è se sia necessario o meno richiedere un permesso per costruirla. Su due piedi è difficile stabilirlo: bisogna innanzitutto conoscere le dimensioni della struttura. Se la volumetria dell’immobile è ampia e quest’ultimo ha un carattere stabile, è opportuno munirsi di un apposito permesso, soprattutto se non è possibile rimuovere la copertura con facilità; altrimenti se realizziamo la tettoia meramente per motivi estetici e le dimensioni si rivelano modeste si potrà farne a meno. Nel primo caso l’intervento è classificato come una nuova edificazione, quindi dovrà esserci il rilascio di un titolo abilitativo per poter continuare; altrimenti la struttura verrà definita abusiva.

Non è tutto: oltre a richiedere l’autorizzazione si dovrà sottostare alle regole stabilite dalla Soprintendenza, organo competente in materia delle distanze tra edifici limitrofi. Per installare una tettoia bisogna sottostare a precise distanze minime che devono esserci tra una struttura e l’altra: generalmente si parla di tre metri, calcolati dall’ultimo centimetro della tettoia, se sono regolarmente autorizzate, o dai muri delle case su cui le tettoie sono ancorate, se sono abusive.

Si devono valutare anche i vincoli architettonici o paesaggistici: l’ente che si occupa di tutelare tali vincoli può infatti decidere di non concedere il nulla osta, qualora l’installazione della tettoia possa deturpare un centro storico o altri luoghi caratterizzati da un forte pregio artistico.

La costruzione di una tettoia in ambito domestico può incontrare ulteriori rallentamenti se si abita in un condominio: per poterla montare si rende necessario il nulla osta dell’assemblea comunale.

Per chiarire qualsiasi dubbio riguardo quest’ambito basta chiamare l’ufficio tecnico del proprio Comune e spiegare quale tipo di intervento si vuole compiere: sarà lui poi a fornire tutte le istruzioni in merito a come procedere con i lavori, rispettando la norma edilizia in vigore in quel momento.

Il rischio di incorrere in sanzioni rimane comunque minimo, perché le leggi che regolano l’installazione di una tettoia sono facilmente comprensibili e alla portata di tutti.

tettoia metallica

L’articolo Tettoie metalliche: quali requisiti per installarla proviene da Architettura e design a Roma.

27 Gennaio 2021 / / Francesca Grua

Barbara è una designer multidisciplinare e interdisciplinare che sostiene la creatività fluida, quella che non si può contenere e circoscrivere ad un ambito solo, ma che contamina e si mischia con tutto quello che tocca, questa è la premessa su cui nasce tbdesign.

Conosco Barbara da un po’, c’è da dire che le nostre professioni sono complementari sotto diversi aspetti e, in questi mesi, ci è capitato spesso di confrontarci e supportarci.

Come avrai capito, mi piace raccontarti di piccole realtà italiane, di grande valore e guidate da una forte passione per il proprio lavoro. Oggi quindi ti faccio conoscere Barbara e tbdesign, attraverso le sue parole.

Ti faccio continuare la frase per farti conoscere in poche righe. Mi chiamo Barbara…

Ciao, sono Barbara, di professione faccio la designer e sono costantemente alla ricerca della creatività trasversale, multidisciplinare e interdisciplinare.

Ho lavorato per anni nell’ambito della moda, della grafica e della carta da parati, conciliando il mio amore per lo stile e per la decorazione. Sono ormai dieci anni che grazie alla mia propensione ad innovare, la passione per i colori, l’amore per i dettagli, il senso estetico ma anche quello pragmatico, esploro il mondo del design da tante angolazioni.

Ho capito che l’etichetta di fashion designer, di graphic designer e quella di illustratrice mi stanno strette.

Come nasce la tua passione per la grafica?

Da piccola ero una bambina molto timida e solitaria, vivevo nelle campagne di un borghetto di montagna e mi affascinava la vita di città per il suo fermento culturale e sociale.

Ho iniziato a disegnare tutto quello che vedevo in tv per evadere. Il mio primo disegno impeccabile nella sua fedeltà è stato l’ape Maia, avevo sei anni, poi ho riprodotto l’abito della principessa Sissi del film del ’55 con Romy Schneider a nove, da allora ho iniziato a studiare prima arte alle scuole superiori e poi design all’Università.

Praticamente non ho mai smesso di disegnare, con l’unica differenza che prima lo facevo a mano libera oggi lo faccio molto di più al pc. Il disegno era la mia via di scampo, la mia modalità di espressione fin quando ho deciso di farne il mio lavoro. Ho sempre avuto uno spiccato senso estetico e dello stile per questo prediligo lavorare nel settore del fashion e dell’interior.

Carta da parati GEOMETRIKA 003

Come nasce tbdesign e cosa rappresenta per te?

Ad un certo punto della vita ho sentito la necessità di creare qualcosa di mio, di avere uno spazio da dedicare alla grafica e alla decorazione, tbdesign.it per me rappresenta la grande vela spiegata che porta la mia nave a largo.

Con il mio lavoro voglio far conoscere a tutti come nasce un progetto creativo, cos’è il design e la bellezza. Inoltre voglio mostrare la differenza tra grafica e decorazione e come si comunica con l’uno e con l’altro.

Ho visto che in tbdesign c’è anche carta da parati. Da dove arriva questo tuo interesse?

Mi sono imbattuta quasi per caso in un’azienda che produceva stampe digitali su carte da parati e ho lavorato li come illustrator & graphic designer per quattro anni. È stata una grande scuola in cui ho imparato molte cose sulla stampa digitale, sui materiali impiegati per la decorazione muraria e anche sulla storia della carta da parati.

Oggi posso divulgare le mie conoscenze di questo settore anche da sola per questo offro un servizio di progettazione e stampa anche su carta da parati.

Mi piace accompagnare le persone a scoprire il loro stile, a comprendere i loro gusti facendo un viaggio personale dentro se stessi perché, come dico sempre: il Design è un “fatto” individuale, personale, spirituale e io posso aiutare a dare forma alle idee, tracciando le linee del design dei sogni di chiunque.

Carta da parati GEOMETRIKA 002

Raccontaci un po’ di MINI SIZE e GEOMETRIKA

GEOMETRIKA è la collezione wallpaper ispirata all’astrattismo geometrico dove le forme pure e bidimensionali sono le protagoniste. La palette colori è orientata sulle gamme dei colori neutri e le linee pulite vengono arricchite con effetti murari, è adatta ad ambienti minimali, moderni o di tendenza.

MINI SIZE è una capsule collection di Kids wallpaper. Il progetto rappresenta la narrazione romantica e giocosa di un mondo animale divertente. Lo stile minimale, caratterizzato da forme pulite e una palette di colori pastello, è la scelta giusta per rivestire le camerette e gli spazi ricreativi dei più piccoli perché rispetta la loro armonia e loro crescita.

Collezione MINI SIZE Balenottera
Collezione MINI SIZE Giraffa 2

Le mie carte da parati garantiscono un ambiente originale in cui stare con gioia e benessere soprattutto se sono personalizzate alle esigenze del cliente, al suo stile e alle dimensioni delle sue pareti.

Obiettivi e progetti futuri?

Sto creando una nuova collezione di grafiche da declinare sia nell’interior che nel fashion  suggellando il mio amore per l’interdisciplinarità.

E io non vedo l’ora di vedere questa nuova collezione.

La parola più citata nell’intervista di Barbara è PERSONALIZZARE, ci tiene molto a creare qualcosa che sia sempre “su misura”. Ed è proprio quello che distingue un prodotto della grande distribuzione da un prodotto artigianale, in qualsiasi campo.

Se quindi sei alla ricerca di una carta da parati personalizzata, di una grafica per la tua attività o per un evento della tua vita che sia però “su misura”, potresti fare due chiacchiere con Barbara.

L’articolo CONOSCIAMO BARBARA DI tbdesign proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

27 Gennaio 2021 / / diotti.com

Ricorrere ad un armadio divisorio per dividere e organizzare un ambiente è una soluzione abitativa sempre più diffusa, proposta dagli arredatori e ricercata da chi la casa la vive tutti i giorni. Dividere senza separare nettamente, organizzare lo spazio senza innalzare pareti, muri, cartongesso e senza imbattersi in lavori di muratura lunghi, costosi e definitivi. Progettare e rendere più funzionale la casa servendosi solo di un armadio separa ambienti è possibile e in questo articolo vediamo come. Prima una breve introduzione.

Un armadio divisorio è un armadio che può essere utilizzato in qualità di parete divisoria e di separatore di ambienti. Separa senza schermare totalmente la luce e senza bloccare la circolazione dell’aria.
Ha una struttura autoportante e, come tale, non richiede il fissaggio a parete o a soffitto, ma rimane comunque ben stabile sul pavimento.
Un armadio divisorio può essere posizionato a centro stanza perché è rifinito anche posteriormente con pannelli abbinati alle ante o alle spalle della struttura, un armadio bello da ammirare da ogni lato insomma.
Utilizzando questo tipo di armadiatura si ottimizza lo spazio a disposizione. Si possono infatti predisporre ante e cassetti che si aprono sia da una parte sia dall’altra e sfruttare così l’armadio da entrambi i lati e per diverse funzioni. Un armadio divisorio può essere contemporaneamente contenitore, guardaroba, scarpiera, mobile soggiorno con porta tv, dispensa.
Si possono anche prevedere dei pannelli fissi ai quali affiancare altri elementi d’arredo come libreria, scrivania, scrittoio e rendere l’armadio ancor più una soluzione pratica, ampiamente sfruttabile e multifunzionale.

È una tipologia di armadio che torna particolarmente utile nella divisione degli spazi e nell’organizzazione di diversi ambienti della casa. Può dividere la zona giorno e la zona notte in un monolocale, delimitare l’ingresso dal soggiorno in un open space, la zona guardaroba dalla zona notte vera e propria in camera da letto, oppure può dividere cucina, soggiorno e salotto.

Cosa puoi dividere con un armadio divisorio?

Un ambiente: un open space con soggiorno e cucina a vista, una zona giorno molto grande, una camera da letto o un cameretta per due bambini o ragazzi
Se la camera dei ragazzi è abbastanza ampia e ognuno desidera privacy e uno spazio personale si può pensare di posizionare al centro della stanza un armadio bifacciale e ai lati due letti, due comodini, due scrivanie; a seconda delle necessità. In questo caso attenzione a valutare una fonte di luce alternativa alla finestra se questa è unica e per forza di cose illuminerà solo una parte della stanza.

Due ambienti: cucine e soggiorno, zona giorno e zona notte, zona pranzo e zona relax, camera da letto e zona guardaroba, camera da letto e bagno in camera. Tutte le stanze della casa possono essere divise da un armadio, l’importante è valutare le dimensioni e soprattutto l’utilità

Se vuoi valutare subito delle soluzioni su misura per la tua casa o se vuoi confrontarti con un arredatore e ricevere un progetto su misura clicca qui…

Armadio divisorio: 5 idee per separare diversi ambienti

Vediamo ora come dividere una stanza con un armadio divisorio, meglio se bifacciale.
Idee, progetti e immagini di armadi battenti e scorrevoli che dividono stanze moltiplicando lo spazio contenitore e migliorando la fruizione degli ambienti. In particolare vediamo come può essere utilizzato un armadio separè per creare una zona ingresso in un soggiorno open space, per rendere indipendenti cucina e salotto, per dividere zona giorno e zona notte.

Idea #1: armadio divisorio tra ingresso e open space con soggiorno e cucina insieme

Un open space prevede per definizione un ambiente unico con cucina e soggiorno insieme, spesso anche ingresso con porta d’entrata che conduce direttamente nell’ampio locale e questo significa nessun corridoio e nessun disimpegno.
Senza snaturare l’open space e se le metrature lo consentono, può essere un’ottima idea posizionare un armadio divisorio multiuso. Le ante che danno sull’ingresso possono essere trasformate in guardaroba e scarpiera, le ante più vicino alla cucina in dispensa, le altre in contenitori per la zona giorno. Il top sarebbe prevedere su uno o su entrambi i lati un terminale a giorno: i tanti ripiani a vista sono perfetti per libri, soprammobili, orologi da tavolo e altri piccoli oggetti

Attenzione all’illuminazione. Se il corridoio che si viene a creare tra l’armadio e la parete non è dotato di finestre o illuminato da luce naturale è bene prevedere dei punti luce, meglio se faretti sul soffitto o sul controsoffitto.

Armadio divisorio per ingresso con terminale libreria - Midley Wide

Armadio divisorio per ingresso multiuso - Midley Wide

Armadio portascarpe con ante a specchio - Wide

Queste tre foto sono immagini da catalogo ma le tre immagini che seguono sono foto scattate da dei nostri clienti a casa loro.
Si tratta di un armadio divisorio davvero originale: tante ante dalla parte dell’ingresso / corridoio per giacche, cappotti, borse, scarpe; parete attrezzata dalla parte che si affaccia sull’open space cucina e soggiorno. Non lasciarti ingannare dal rivestimento in mattoncini, si tratta appunto di un rivestimento parziale, non di un vero e proprio muro a mosaico.

Foto Cliente - armadio divisorio con vista sulla porta d'ingressoFoto Cliente - armadio divisorio visto dalla porta d'entrataFoto Cliente - armadio usato come parete divisoria con mobile tv e mensole

In questo caso la posizione esatta dell’armadio è vincolata dalla presenza di due pilastri portanti della casa che, per ovvi motivi, non potevano essere toccati e spostati di un centimetro. Dove sono i pilastri? Ci sono, se non li noti nella foto credici sulla parola. Questo progetto è un esempio lampante di come gli armadi divisori possano essere progettati praticamente su misura, per adattarsi al 100% alla casa e ai vincoli strutturali esistenti. Con ante e pannelli di rivestimento i pilastri e le colonne possono essere integrati negli arredi, resi invisibili e non più considerati dei fastidiosi elementi al centro dell’ambiente.

Idea #2: armadio separa cucina e zona giorno

Una zona giorno molto grande o un open space possono avere cucina, zona pranzo e zona relax nello stesso ambiente. Puoi decidere di separare la cucina e la zona pranzo dal salotto vero e proprio inserendo un armadio. Per il massimo della funzionalità potresti optare per un armadio bifacciale così da assicurare delle zone contenitore sempre utili sia in cucina sia in salotto. Oppure potresti decidere di affiancare all’armadio una parete attrezzata.

Armadio divisorio bifacciale per separare soggiorno e cucina - collezione Wide

Idea #3: armadio in mezzo alla stanza per separare zona relax e zona pranzo

Qui la situazione è molto simile a quella appena vista e anche in questo caso la soluzione migliore potrebbe essere un armadio bifacciale. Inoltre in una casa con grandi finestre o vetrate lungo tutta una parete questa soluzione assicura una corretta illuminazione a tutti gli ambienti.
Attenzione alla percorribilità della zona giorno. È fondamentale lasciare lo spazio necessario per spostarsi agevolmente in ogni angolo di casa.

Armadio bifacciale usato come parete attrezzata - collezione Wide

Armadio ad ante complanari ideale anche a centro stanza - Blace Player

Idea #4: armadio separè per camera da letto

Le camere da letto moderne hanno metrature modeste ma se la tua camera è grande puoi sfruttare un armadio in mezzo alla stanza per creare un angolo tutto tuo da arredare come preferisci. Poltrona relax, tavolino alto e stretto al lato della poltrona, sedia a dondolo di design appesa al soffitto, lampada da terra… le alternative possibili lasciano campo libero alla fantasia e ai desideri di ciascuno. Quello che è certo è che in questo modo puoi creare un tuo angolo di relax per rilassarti o leggere oppure un angolo beauty con mobile toeletta, pouf, specchio, portagioie e portatrucchi.

Armadio divisorio ad ante scorrevoli per camera da letto - Reflexion PlayerArmadio divisorio con ante scorrevoli - Mind Player

Armadio divisorio scorrevole - Oregon Pacific

Armadio divisorio con spazio per tv appeso - Wide

Armadio divisorio scorrevole porta tv - Wide

Armadio ad ante battenti con terminale aperto - Oregon Armadio parete divisoria - Oregon

Armadio divisorio ad ante battenti a specchio - Midley

Idea #5: armadio che divide la camera e separa il letto da guardaroba e angolo beauty

Una cabina armadio come quella di Chiara Ferragni o di Carrie Bradshaw è per molti un sogno. Non sempre c’è la possibilità di destinare al proprio guardaroba il posto che si meriterebbe ma se non vuoi rinunciare all’idea di avere una cabina armadio e sei disposta a cedere a compromessi potresti valutare di dividere la camera da letto in due zone. Da una parte il letto con i comodini, dall’altra una cabina a vista autoportante, al centro ovviamente un armadio divisorio.

Zona guardaroba con cabina a vista autoportante e armadio con terminale aperto

Due armadi divisori con spazio al centro

Armadi divisori su misura

Un armadio divisorio può essere realizzato su misura. Solo in questo modo può adattarsi perfettamente alla casa e allo spazio a disposizione. Può raggiungere altezze e larghezze importanti, può svilupparsi in verticale o in orizzontale, può avere solo ante oppure ante intervallate da cassetti e cestoni, può essere organizzato internamente con attrezzature di ogni genere.

Per soluzioni su misura rivolgiti ad un arredatore professionista. Gli interior designer diotti.com sono a disposizione per consigli, progetti personalizzati e per la realizzazione di render 3D per visualizzare subito il risultato. Clicca sul banner qui sotto per confrontarti con un nostro arredatore

In questo articolo abbiamo parlato esclusivamente di armadi divisori ma un’altra ottima soluzione per separare due ambienti senza innalzare muri o pareti in cartongesso sono le librerie divisorie. Trovi un approfondimento completo con immagini ispirazione leggendo l’articolo qui: “Dividere due ambienti: la soluzione? Le librerie!