21 Giugno 2022 / / Blogger Ospiti

Quando si ha l’esigenza di acquistare degli infissi, la domanda più annosa è questa: quale materiale scegliere?

A questo riguardo sono molto interessanti le informazioni fornite dall’azienda Tigullio Design, specializzata appunto in vendita serramenti, che sul proprio sito Internet ufficiale ne descrive nel dettaglio le peculiarità.

Scopriamo dunque quali sono gli aspetti più interessanti da considerare in relazione ai tre materiali più adoperati per questo tipo di realizzazioni, ovvero PVC, legno ed alluminio.

PVC

Il PVC, acronimo con cui si indica il cloruro di polivinile o polivinilcloruro, è un materiale largamente adoperato per la produzione di infissi, un materiale plastico molto moderno, leggero, di facile lavorazione industriale e anche piuttosto economico.

Punti di forza di questo materiale sono senz’altro la sua capacità di isolamento, da intendersi sia come isolamento termico che acustico, e questi sono senz’altro aspetti di primaria importanza: simili infissi possono influire non poco sulla complessiva efficienza energetica dell’immobile, oltre che sul suo comfort.

Non bisogna inoltre trascurare che il PVC, con le sue superfici lisce e resistenti, è molto semplice da pulire, dunque questi serramenti sono l’ideale anche per chi cerca dei prodotti che sappiano rivelarsi molto agevoli nella loro gestione.

Legno

Il legno è un materiale naturale inconfondibile nel suo aspetto, con i suoi caldi colori e con le sue graziose venature, e nel parlare dei suoi vantaggi per quel che concerne la realizzazione di infissi non si può non partire dalla sua estetica.

I serramenti in legno sanno influire in modo davvero importante sul design degli ambienti, rendendo le atmosfere più piacevoli sia per quel che riguarda gli spazi interni che le facciate esterne dell’immobile; il legno, inoltre, sa abbinarsi al meglio sia ai contesti classici che a quelli più moderni.
La bellezza, tuttavia, non è l’unico aspetto su cui è utile soffermarsi: il legno infatti, anzitutto, non teme l’esposizione agli agenti climatici, si parla d’altronde di un materiale che in natura è esposto ai raggi solari ed alle più forti intemperie, senza che si danneggi in alcun modo.

Gli infissi in legno rappresentano una prima scelta anche per quanto riguarda l’insonorizzazione, inoltre non necessitano di particolari interventi manutentivi; il loro costo può essere leggermente superiore alla media, ma vale assolutamente la pena di spendere un po’ di più per assicurarsi un infisso così pregevole.

Alluminio

Quando si parla di infissi in alluminio è doveroso fare una premessa: questo metallo è stato largamente impiegato dall’industria del settore, fino a quando si è scoperto che le sue caratteristiche tecniche (l’alluminio è per natura un “buon conduttore”) lo rendevano tutt’altro che ideale nell’ottica dell’isolamento termico, quindi non particolarmente adatto a quest’utilizzo.

Gli infissi in alluminio, dunque, sono inefficienti?

No, o meglio, non più, perché l’industria del settore è riuscita, tramite l’impiego di ulteriori materiali e di particolari metodologie realizzative, si pensi al cosiddetto “taglio termico”, a far convivere le ottime caratteristiche tecniche di tale metallo con delle capacità di isolamento termico più che apprezzabili.

Oltre che per quanto detto, gli infissi in alluminio sono economici, ben insonorizzanti, resistenti, inoltre sono straordinariamente efficaci contro condensa e muffa, due “nemici” tutt’altro che irrilevanti per tali elementi.

21 Giugno 2022 / / Things I Like Today

Andy Warhol - ritratto e opere più famose

Andy Warhol ha trasformato il concetto di arte con un’idea rivoluzionaria: utilizzare nelle sue opere le immagini familiari della produzione e della cultura di massa. Nessuno prima di lui aveva mai rappresentato un barattolo di zuppa o una bottiglia di Coca-Cola!

Grafico, illustratore, pittore e regista, Andy Warhol è stato il padre della Pop Art ed è sicuramente uno degli artisti più influenti del XX secolo. Nato a Pittsburgh, dopo la laurea in Arte Pubblicitaria nel 1949 si trasferisce a New York in cerca di fortuna e inizia a lavorare nel mondo della pubblicità per Vogue e Glamour. Ma la sua strada è la pittura e inizia ad esporre in gallerie locali. Fin dal 1962 lavora nella sua Factory, un’ex fabbrica trasformata in laboratorio creativo, un’officina di lavoro collettivo ma anche un luogo di ritrovo e feste per intellettuali e artisti dove passano le menti più brillanti e significative dell’epoca: Nico e i Velvet Underground, Truman Capote, Mick Jagger, Jim Morrison ma anche Salvador Dalì e Allen Ginsberg.

Warhol trova la sua ispirazione nella società consumistica nata nel dopoguerra e prende come soggetti delle sue opere i prodotti di consumo di massa, i miti e le celebrità del suo tempo. Cose e persone nelle sue opere diventano indistintamente oggetti del desiderio e icone pop.


 

Campbell’s Soup Cans – 1962

Campbell’s Soup Cans di Andy Warhol - 1962

I barattoli di zuppa Campbell sono forse l’opera più famosa di Andy Warhol e anche quella che probabilmente ha segnato la nascita della Pop Art, dando vita a uno dei movimenti artistici più diffusi e conosciuti negli Stati Uniti e nel mondo.
Warhol mangiava quotidianamente le zuppe in barattolo della Campbell nel suo studio (che infatti era pieno di lattine di zuppa vuote e bottigliette di Coca-Cola). All’epoca queste zuppe venivano prodotte in 32 gusti diversi e Warhol le rappresenta tutte in altrettante tele tele realizzate in stampa serigrafica e perfezionate a mano. Le lattine sono rappresentate tutte allo stesso modo con l’unica differenza del nome sull’etichetta.

Al momento di esporle alla Ferus Gallery di Los Angeles nel 1962, le tele vennero disposte in file ordinate proprio come in uno scaffale del supermercato. La critica accolse l’opera con iniziale indifferenza ma le polemiche sull’opportunità di rappresentare degli oggetti di consumo così ordinari e banali, contribuirono ad aumentare la notorietà di Warhol e la sua idea di arte trasgressiva e provocatoria.

“Tutti gli scandali aiutano la pubblicità, perché non c’è migliore pubblicità della cattiva pubblicità”.


 

Green Coca-Cola Bottles – 1962

ANDY WARHOL Green Coca Cola Bottles 1962

Green Coca-Cola Bottles – 1962 – Pittura acrilica, serigrafia e matita su tela

Nel 1962 Andy Warhol passa dalla pittura alla stampa serigrafica, una tecnica utilizzata nel mondo della pubblicità che gli consente di riprodurre in serie lo stesso soggetto infinite volte. In questo modo l’artista può perseguire più facilmente sua idea per cui l’arte deve essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
Molti artisti hanno realizzato versioni diverse di una stessa opera d’arte (basti pensare a Monet e i 30 dipinti della Cattedrale di Rouen) ma Warhol stravolge il significato di questa pratica e la porta alle estreme conseguenze, dissacrando il concetto di unicità dell’opera d’arte e inaugurando con le sue opere seriali la democratizzazione dell’arte.

Green Coca-Cola Bottles è una delle prime serigrafie di Andy Warhol e rappresenta 112 bottiglie di Coca-Cola disposte in una griglia 16×7. Ogni bottiglia è leggermente diversa dall’altra e presenta piccole differenze nel colore o nella posizione così che l’impressione generale è allo stesso tempo quella di un’opera fatta a mano e di una rappresentazione standardizzata e ripetuta in serie.

 

Guarda il video e scopri la tecnica serigrafica usata da Andy Warhol


 

Le tante “Marilyn” di Andy Warhol

Andy Warhol - Marylin Monroe 1967

I due temi principali che accompagnano la carriera artistica di Andy Warhol sono 1) l’esplorazione della fama e della celebrità e 2) la tragedia e la morte.
Marylin Monroe rappresentava l’incarnazione di bellezza, fama e successo, finiti improvvisamente in maniera tragica; la sua morte fu uno shock collettivo. Warhol riprodusse per la prima volta il ritratto di Marylin nel 1962 soltanto pochi giorni dopo la morte della diva di Hollywood.
L’immagine originale era una foto promozionale del film Niagara (1953) resa bidimensionale grazie a un forte contrasto e riprodotta in 50 versioni diverse 25 a colori e 25 in bianco e nero a rappresentare il dualismo celebrità / morte. Negli anni successivi l’artista tornò diverse volte sull’immagine di Marylin rielaborandola e creandone nuove versioni. Nel 1967 realizzò una nuova serie di 10 ritratti con la serigrafia fotografica, ormai il suo mezzo distintivo. Ognuna di queste grandi tele si presenta con una gamma cromatica diversa in differenti combinazioni di colori piatti e sgargianti, con effetti di solarizzazione e viraggio fotografico che cambiano completamente la percezione dell’osservatore. La ripetizione delle immagini depersonalizza il soggetto e lo trasforma allo stesso tempo in un’icona immortale, capace di vivere per sempre nella sua arte.

“La cosa migliore di una fotografia è che non cambia mai, anche quando le persone in essa lo fanno”.

 

Marylin, la musa di Andy Warhol

Oltre a Marylin l’artista ha creato serigrafie di Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Jackie Kennedy, Marlon Brando, la Regina Elisabetta o presidente del Partito Comunista Cinese Mao Tse-Tung.


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La Banana (con sorpresa) per l’album dei Velvet Underground – 1967

Andy Warhol - Banana album Velvet Underground

Una sera del 1966 al Cafe Bizarre nel Greenich Village, Andy Warhol ascolta per la prima volta i Velvet Underground in concerto. Sono una band emergente, alternativa e d’avanguardia dall’attitudine anticonformista. Li invita nella sua Factory e nel 1967 decide di produrre il loro primo album The Velvet Underground & Nico creando la copertina di uno dei dischi più influenti della storia del Rock.

L’album è anche conosciuto come il “banana album” per la sua celebre copertina con una banana gialla e la firma di Andy Warhol, senza nemmeno il nome del gruppo o il titolo dell’album. Sulle prime copie compare la scritta “peel slowly and see” (sbuccia lentamente e vedi) che invita a staccare la buccia di pellicola adesiva per rivelare al di sotto una banana rosa shocking, chiara allusione a un membro maschile.

Con questa immagine iconica Warhol riuscì a interpretare perfettamente lo spirito trasgressivo e provocatorio dell’album e i testi scabrosi della band, a base di sesso e droga.


 

Big Electric Chair – 1967

Electric Chair by Andy Warhol

Oltre a quello delle celebrità, un’altra tematica ricorrente nella produzione di Warhol è Death and Disaster, l’esplorazione della morte violenta, incidenti stradali, suicidi, armi e teschi, con la rielaborazione di immagini cruente trovate sui magazine o sui quotidiani dell’epoca. Warhol riconosceva il potere delle immagini dei media diffuse nella cultura americana e si è appropriato di queste immagini come materiale di partenza per le sue opere d’arte. Crash ed Electric Chair sono le due serie più famose, espressione della fascinazione morbosa del pubblico per la morte e la violenza.

Big Electric Chair del 1967 è una delle tante diverse versioni di una sedia elettrica vuota nella stanza delle esecuzioni capitali. La cosa scioccante di questa serie è la contrapposizione fra la cupezza dell’immagine che evoca la morte e la vivacità dei colori con cui viene riprodotta. La sensazione macabra e inquietante deriva proprio dall’uso di colori vivaci e allegri in tale contesto. Ma anche in questo caso la ripetizione ossessiva del soggetto lo svuota della sua essenza e lo rende un simbolo astratto, decontestualizzandolo dal suo reale significato e generando così una tranquillizzante assuefazione visiva.

“Più a lungo guardi esattamente la stessa cosa esatta, più il significato scompare e tu ti senti meglio e più vuoto. Quando vedi un’immagine raccapricciante più e più volte, in realtà non ha alcun effetto”.


 

Triple Dollar Sign – 1982

ANDY WARHOL triple dollar sign 1982

Warhol era ossessionato dal denaro probabilmente perchè la sua famiglia di origine di immigrati slovacchi era molto povera. Amava il denaro e amava disegnarlo e dipingerlo, fin dall’inizio degli anni ’60. Warhol una volta ha scherzato:

“Avevo chiesto suggerimenti a circa 10 o 15 persone. Alla fine un’amica ha posto la domanda giusta:
Beh, cosa ami di più?
È così che ho iniziato a dipingere soldi”.

Warhol inizia a dipingere il denaro nel 1962 ma è nel 1981 che si dedica a una serie incentrata sul simbolo del dollaro con disegni, dipinti e serigrafie. A differenza di altre opere in cui partiva da un’immagine fotografica preesistente, in questo caso ha disegnato personalmente a mano i simboli del dollaro perchè non riusciva a trovare niente che riuscisse a dare l’effetto drammatico che cercava. Pur con un approccio tecnico diverso, anche in questo caso l’artista prende come soggetto un simbolo della cultura popolare americana, un segno sinonimo di successo, celebrità e glamour.

“Fare soldi è arte e lavorare è arte e i buoni affari sono l’arte migliore”.


 

The Last Supper, l’ultima cena di Andy Warhol – 1987

Andy Warhol - The Last Supper 1987

Last Supper è una serie di opere che rielaborano il celebre Cenacolo di Leonardo da Vinci. Fu realizzata su richiesta del gallerista Alexandre Iolas per il suo spazio espositivo a Palazzo Stelline a Milano, proprio di fronte alla chiesa dove si trova il dipinto di Leonardo.
Partendo da una riproduzione commerciale del Cenacolo, l’artista ha creato quasi 100 opere di diverso formato fra serigrafie, dipinti e opere su carta in cui reinterpreta il dipinto in chiave pop attraverso l’ingrandimenti dei dettagli, l’aggiunta di loghi pubblicitari, campiture di colore e integrazioni con ritocchi pittorici realizzati a mano. Anche l’Ultima Cena, proprio come i barattoli di zuppa o la Coca-Cola, diventa così un prodotto di consumo riproponendo una riflessione sul modo in cui ci relazioniamo con l’arte.

Questa è anche l’ultima serie di opere realizzata dall’artista. Andy Warhol morì nel 1987 , soltanto un mese dopo l’inaugurazione della mostra, in seguito alle complicanze di un intervento chirurgico. La sua opera però è rimasta e ha cambiato per sempre l’arte moderna, proprio come lui desiderava.

“L’idea non è quella di vivere per sempre; è creare qualcosa che lo farà”.

21 Giugno 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Il poliedrico designer Karim Rashid stupisce con le sue creazioni alla Milan Design Week 2022, dai rubinetti disegnati per Cisal alle installazioni.

Karim Rashid

Lo stand dell’azienda italiana Cisal al Salone Internazionale del Bagno 2022 non passa inosservato. L’ultimo progetto di Karim Rashid per lo stand del marchio di rubinetterie esprime lo stile dinamico del designer in tutto il suo splendore. Il poliedrico, eccentrico e famosissimo designer ha concepito uno stand veramente geniale, dispiegato su 100 mq. Uno spazio popolato di enormi rubinetti, una surreale foresta colorata e pop, nello stile che caratterizza il designer.

Karim Rashid

La collezione Vita by Cisal

Il designer si è ispirato alla natura, mutuando le forme dal ramo e del bambù, e il risultato sono rubinetti dalle linee morbide ed organiche. Vita è una serie completa che comprende miscelatori monocomando per lavabo e bidet, da appoggio o da parete. Seguono i comandi da incasso per doccia e vasca, miscelatori tradizionali con doccino, soffioni, bocche di erogazione e accessori. Le finiture sono 4: il classico cromo, il ricercato Black Titanium, e il bianco e il nero opachi, dal mood contemporaneo.

Fondata nel 1952 da Liborio Soldi, Cisal è un marchio di rubinetterie per cucine e bagni con sede sulle rive del Lago d’Orta, nel cuore del distretto artigianale del Cusio. Il marchio rappresenta un capitolo importante nella storia del made in Italy. Sapienza artigianale, innovazione e creatività contraddistinguono l’operato dell’azienda, che offre prodotti di alta qualità da 70 anni. 

Karim Rashid, un designer eclettico e poliedrico

Karim Rashid si può definire in tanti modi, vista la mole di progetti e di attività che lo vedono districarsi tra il design di prodotto e il design di interni, tra l’architettura e la moda, tra l’arte e la grafica, tra la musica e il packaging, la pubblicazione di volumi e le mostre. Possiamo citare anche la sua attività di insegnante, e gli oltre 300 premi di design ricevuti. Nato nel 1960 al Cairo, da madre inglese e padre egiziano, cresce tra Londra e Ottawa, ma sceglie New York per aprire il suo studio nel 1993. La sua natura cosmopolita lo porta a sviluppare i temi della sostenibilità e della democraticità del design, che deve essere accessibile a tutti. I suoi materiali di elezione sono la plastica e le solid surface, che offrono una grande possibilità espressiva. Le sue forme morbide e sensuali, i colori pop, tra cui spicca il rosa,  il mood futuristico ed eccentrico sono la sua inconfondibile cifra stilistica.

Tra le sue opere degli esordi, oramai iconiche, possiamo citare il cestino Garbo di Umbra (1996), le sedie Oh Chair di Umbra (1999), le coloratissime sedie per bambini Kapsule Chair di Offi (2001), il progetto di arredo d’interni del ristorante Morimoto a Philadelphia e dell’hotel Semiramis di Atene (2004).

20 Giugno 2022 / / Dettagli Home Decor

idee e consigli per arredare l'ufficio nell'era post-Covid
Salone del Mobile – Worplace3.0 – foto Diego Raviel

L’arredamento dell’ufficio ha assunto un ruolo di primo piano nell’era post-Covid: la pandemia ha accentuato il bisogno di avere a disposizione spazi funzionali, accoglienti e confortevoli, organizzati in maniera tale da agevolare lo svolgimento delle attività lavorative. Di conseguenza, un ufficio moderno deve essere organizzato al meglio e, se possibile, improntato alla sostenibilità. Naturalmente, le scelte di arredo e design devono essere calibrate in base al tipo di attività svolta ed alle relative esigenze pratiche e organizzative. In  aggiunta, l’interior design degli uffici rappresenta, a tutti gli effetti, una sorta di ‘biglietto da visita’ per l’azienda, poiché contribuisce a definire l’immagine che essa offre ai potenziali clienti ed agli osservatori esterni. Ragion per cui, l’arredamento e l’organizzazione degli spazi devono essere curati in maniera attenta e meticolosa, così da ottimizzare la gestione degli ambienti e creare un’atmosfera sobria, accogliente e professionale.

La collocazione degli arredi

Il primo aspetto da tenere in considerazione quando si progetta l’arredamento di un ufficio è la collocazione dei mobili. Tra questi, l’elemento più importante, in quanto indispensabile, è la scrivania; anzitutto, deve essere proporzionata alle dimensioni dell’ambiente (in modo da non risultare ingombrante) e, al contempo, deve offrire una superficie d’appoggio sufficiente alle necessità di chi la utilizzerà. Per quanto riguarda la collocazione, è consigliabile sistemarla di lato rispetto alle finestre, per evitare che la luce batta direttamente sulla scrivania (soprattutto se si utilizzano dispositivi digitali). Ad una buona scrivania va abbinata una sedia ergonomica posturale, indispensabile per garantire un comfort adeguato durante l’intera giornata lavorativa.

idee e consigli per arredare un ufficio

In relazione alla posizione della scrivania, è possibile scegliere la collocazione degli altri mobili; in un ufficio ben accessoriato, possono essere molto utili armadi e scaffali, in cui riporre articoli di consumo e archiviare il materiale cartaceo. Le scaffalature possono essere utilizzate anche per ‘esporre’ gadget aziendali (come quelli disponibili all’interno del catalogo di un sito specializzato come Gedshop), destinati alla distribuzione a scopo promozionale a clienti e visitatori, soprattutto negli uffici di rappresentanza o in quelli riservati al personale che ha contatti frequenti con il pubblico e la clientela.

Come arredare un ufficio

Cassettiere e pareti divisorie

Nel caso in cui si disponga di un ambiente ampio a pianta aperta, le pareti divisorie rappresentano un buon modo per dividere gli spazi in modo versatile e funzionale e garantire a ciascun dipendente il giusto grado di privacy. Di contro, meglio evitare di creare cubicoli che possono risultare asfissianti, rendendo le postazioni di lavoro poco funzionali. L’inserimento di cassettiere e altri elementi analoghi possono agevolare la gestione del materiale d’ufficio e ottimizzare l’utilizzo degli spazi a disposizione. Una piccola cassettiera può essere inglobata in una scrivania ad isola. In questo modo si avranno a portata di mano documenti, faldoni, cartelle e quant’altro può essere necessario allo svolgimento delle attività d’ufficio.

Idee e consigli per arredare un ufficio

Modulare l’illuminazione

Un aspetto da non sottovalutare è l’impostazione dell’illuminazione. Com’è facile intuire, le luci dell’ufficio non devono interferire con gli schermi di PC e laptop.  Al contempo, però, devono garantire una visibilità ottimale (affinché la vista non venga affaticata eccessivamente). Per questo, è possibile integrare l’illuminazione fissa con lampade da scrivania e da terra; una buona distribuzione delle luci è fondamentale per mettere i dipendenti nelle condizioni migliori di lavorare, evitando un eccessivo stress fisico e mentale.

Gestire bene lo spazio

Negli uffici di piccole e medie dimensioni, sfruttare adeguatamente lo spazio a disposizione è fondamentale per godere di un ufficio funzionale. In contesti di questo tipo, elementi modulari e scrivanie a isola rappresentano soluzioni pratiche e versatili. Infatti, consentono di gestire gli arredi e le dotazioni in funzione di specifiche necessità logistiche. Più in generale, è necessario sfruttare al massimo le superfici verticali e adottare soluzioni flessibili per l’utilizzo dei piani orizzontali.

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20 Giugno 2022 / / Dettagli Home Decor

come arredare casa al mare
progetto Santa Teresa di Amelia Tavella

Arredare casa al mare significa dare vita a un ambiente fresco e rilassante, in grado di rispecchiare lo spirito vacanziero grazie a scelte d’arredo e décor mirate. Ecco per voi una raccolta di idee e consigli da seguire

Idee per arredare la casa al mare

Quando arriva il momento di arredare la propria casa vacanze al mare è importante ricreare la giusta atmosfera rilassante. Il primo consiglio è quello di scegliere materiali e tessuti naturali. Via libera a mobili in legno grezzo e naturale. A questi abbinate complementi e accessori in vimini e rattan; aggiungete poi tessuti naturali come lino e cotone per cuscini, tende e copriletti, mixando il tutto con molta semplicità.

Se avete un budget di spesa limitato, una buona idea è quella di ridare nuova vita a vecchi mobili dimenticati in soffitta. Potete ad esempio rinnovarli nel colore, aggiungendo così un tocco personale agli ambienti. Naturalmente, in questo caso, fate attenzione a quali mobili riutilizzare e come rinnovarli, poiché dovranno risultare in armonia con lo stile dei nuovi arredi e complementi.

Date una bella rinfrescata alle pareti con il bianco, così facendo gli ambienti risulteranno più ariosi e luminosi. Aggiungete tocchi di colore vivaci oppure optate per le sfumature del mare, dall’azzurro più chiaro al blu più profondo. Per chi preferisce dipingere le pareti della casa al mare con altri colori, il suggerimento è di optare per le tonalità pastello.

consigli colori pareti casa al mare

Morbidi e ariosi, caldi e accoglienti, i toni pastello ci permettono infatti di creare interni rilassanti, che è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in vacanza.

Gli oggetti decorativi sono elementi indispensabili per esaltare l’atmosfera marina della casa al mare. Potete inserire oggetti nei colori del mare come cuscini, vasi, candele, oppure, per restare veramente in tema marino, potete optare per oggetti legati al mondo della nautica e della pesca.

E per finire aggiungete un tocco di natura, inserendo qua e là rami, conchiglie, coralli e stelle marine.

Consigli per arredare ogni ambiente della casa al mare

Una volta individuato lo stile scelto per arredare casa al mare occorre valutare con attenzione quali mobili inserire in ogni ambiente e la loro disposizione.

Come arredare la zona giorno

Per organizzare l’ingresso sarà utile un piccolo armadio nel quale sistemare borse, cappelli, ciabatte e tutto ciò che utilizziamo quotidianamente in spiaggia. Qui è importante aggiungere un pratico tappeto per evitare di portare in giro per tutta la casa sabbia o impronte bagnate.

Il soggiorno è il fulcro della casa e dovrà essere arredato per offrire il massimo comfort. Immancabile un comodo divano dedicato ai momenti di convivialità con gli amici ed al relax in famiglia.

Oltre al divano, se lo spazio lo permette, è consigliabile aggiungere delle poltroncine in vimini o rattan per completare la zona relax. In alternativa vanno benissimo anche pratici pouf, morbidi cuscini da terra o le più divertenti poltrone a sacco. Naturalmente, se desiderate ospitare qualche amico, meglio scegliere un divano letto o aggiungere un pratico pouf che diventa letto.

Per una maggior praticità gli imbottiti dovranno essere rigorosamente sfoderabili, rivestiti con tessuti antimacchia, resistenti all’acqua e lavabili in lavatrice.

Idee per arredare casa al mare

La cucina della casa al mare dovrà essere informale e accogliente. Il suggerimento è di scegliere un arredo in legno naturale per uno stile più rustico, oppure una cucina bianca dal look più moderno, magari con l’aggiunta di qualche dettaglio in legno.

Trattandosi di una casa vacanze è sufficiente attrezzare la cucina con l’essenziale. Un piano cottura, un lavabo, un pino d’appoggio facile da pulite, pensili per organizzare la dispensa e per contenere piatti e pentole e tutto ciò che serve.

camera da letto casa al mare

Come arredare camere e bagno

La camera da letto andrà attrezzata con l’essenziale, ovvero letto, comodini, armadio o cassettiera. Importante, però, scegliere della biancheria da letto fresca e leggera, come lino e cotone.  Per accentuare l’atmosfera relax potete dipingere la parete dietro il letto di azzurro o applicare una bella carta da parati in stile marino.

Se la casa dispone di due camere da letto per ospitare amici e familiari scegliere letti comodi. Un letto a castello o due letti singoli dotati di letto estraibile sarà l’opzione migliore.

Arredare casa al mare i consigli

Nella stanza da bagno potete sfruttare tutte le varianti e le sfumature del blu e dell’azzurro per portare un’aria estiva. Inoltre, arredi effetto legno, lavabo capiente e pratici accessori, trasformeranno il bagno in un ambiente davvero funzionale.

Gli spazi esterni al mare

Completato l’arredo degli interni è il momento di pensare anche agli spazi esterni.

Arredare gli spazi esterni della casa al mare

Che si disponga di un giardino, di una terrazza o di un piccolo balcone, è bene attrezzare lo spazio per sfruttarlo al meglio. Qualche idea? Ad esempio, se la cucina si affaccia sulla terrazza o giardino, si può organizzare una zona pranzo all’aperto con tavolo e sedie da esterno. Nel caso di un piccolo balcone vi basterà aggiungere un tavolo per due da utilizzare per la prima colazione.

Arredare casa al mare

Se invece è il soggiorno ad avere un collegamento con l’esterno, si può creare un proseguimento del living. In questo caso puntate a divani e poltrone da esterno, aggiungete un tavolino e delle luci per sfruttarlo anche nelle ore serali.

Arredare gli esterni casa al mare
ombrellone ONE di POggesi

Qualsiasi sia la funzione, gli spazi esterni al mare andranno ombreggiati per renderli fruibili anche nelle ore più calde. Le soluzioni sono tante e la scelta dipende da quanto spazio si deve ombreggiare e dal budget a disposizione. Potete scegliere tra ombrelloni, vele ombreggianti, tende da sole fino alle più moderne pergole bioclimatiche.

 

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