Lo stile Luigi XIII e lo stile Luigi XIV a confronto (parte 1)

Lo stile Luigi XIII e lo stile Luigi XIV sono molto diversi tra loro, ma è facile confonderli. Per la serie sulla storia dell’arredamento, li metterò a confronto per capire le differenze.

Alzi la mano chi riesce a ricordare con sicurezza, osservando due mobili antichi, a quale stile appartengono. Spesso le differenze sono sottili, e poi resta il fatto che gli stili, pur avendo dei tratti distintivi marcati, hanno sempre elementi che discendono da quelli precedenti. Anche la suddivisione in epoche storiche non ci dà certezze, perché gli stili sono un fenomeno fluido. Inoltre, va ricordato che tutti gli stili che hanno assunto il nome da un re si estendono ben oltre l’arco temporale del loro regno.

In questa prima puntata analizzo lo stile Luigi XIII.

Il contesto storico 

Prima del Seicento i mobili sono evoluti ben poco: nei castelli medievali e nelle ville rinascimentali gli arredi erano ridotti al minimo, visto che i proprietari si spostavano di continuo da una dimora all’altra. Vi parlerò in un altro post di come si viveva in queste epoche, ora mi preme chiarire come il modo di arredare si sia evoluto nell’epoca cosiddetta moderna (1492-1789).

stile Luigi XIII

Il periodo durante il quale regnò Luigi XIII copre un arco di appena trent’anni, dal 1610 al 1643, troppo breve per creare e consolidare uno stile. Infatti, si tende a indicare come anno d’inizio dello stile Luigi XIII il 1589, anno in cui la dinastia dei Borboni fu fondata, e come anno finale il 1661. Per darvi un’idea del quadro storico, siamo nell’epoca di Richelieu, dei tre moschettieri, della regina Anna d’Austria e dell’architetto François Mansart, l’inventore dei “toit à la Mansart”, mansarda in lingua italiana. A Parigi si costruisce Place des Vosges, vengono create e finanziate le manifatture che renderanno celebre il savoir faire francese, anche se le tecniche furono tutte importate, in certi casi sottratte, agli artigiani italiani e fiamminghi. Les Gobelins, La Savonnerie, Abusson, solo per citare le più celebri manifatture tessili, ottengono lo statuto di manifattura reale.

stile Luigi XIII
Château de Maisons-Laffitte, architetto François Mansart

I pittori italiani orami vengono raramente chiamati alla corte di Francia, al contrario sono i talenti francesi, come Nicolas Possin, a studiare in Italia. 

Anne Brochet nel film Cyrano de Bergerac (1990)

Lo stile Luigi XIII e la nascita del mobile moderno

Lo stile Luigi XIII può essere considerato uno stile di transizione tra il Rinascimentale e il Barocco. L’influenza italiana è ancora presente, ma cede man mano alle suggestioni provenienti dalle Fiandre, allora dominate dalla Spagna.

I mobili sono massicci e monumentali, caratterizzati da una decorazione esuberante. I materiali più disparati, come la madreperla, l’avorio, le pietre dure, sono utilizzati per gli intarsi, e le decorazioni a intaglio variano dai motivi rinascimentali zoomorfi e antropomorfi a quelli tipicamente barocchi, come le foglie a volute larghe. Lo sviluppo dell’arte dell’ebanisteria, importata dalle fiandre, fa si che i mobili impiallacciati in ebano siano in gran voga.

L’ornamento tipico del mobile di questo periodo è senz’altro la colonna tornita a spirale, a rocchetto, a bulbo o a roccia, utilizzata anche per le gambe delle poltrone e dei tavoli. Le linee sono rette e le decorazioni geometriche, con pannelli spesso decorati con punte di diamante e losanghe.

stile Luigi XIII

I tessuti sono pesanti e riccamente ricamati a piccolo punto con motivi floreali. Frange di velluto e di seta rifiniscono i bordi, e i colori predominanti sono il rosso, il verde, il giallo brunito.

L’attenzione, oltre che all’estetica, è rivolta alla funzionalità e al confort: nascono nuovi mobili, come la poltrona imbottita e rivestita in cuoio o tessuto, nella quale l’imbottitura fissa rimpiazza i cuscini; il “lit de repos” che evolverà nella “dormeuse” o daybed; l’armadio, che lentamente rimpiazza il baule per riporre gli indumenti; il canapè o divano, che sostituisce la panca; la scrivania, nata dal cabinet privato della parte superiore.

I mobili per eccellenza dello stile Luigi XIII sono proprio i cabinet, in pratica una cassaforte ove riporre i preziosi o i documenti segreti, composti da una parte superiore, attrezzata di numerosi cassettini nascosti da sportelli con serrature, e una parte inferiore formata da sostegni torniti e uniti da una traversa ad “H”

Cabinet in legno d’olivo, rovere e abete, decorato con intarsi in ebano e palissandro

Il tavolo in stile Luigi XIII è rettangolare e si distingue per le sue gambe tornite e a forma di “H”, ed è spesso dotato di cassetto. Molto utilizzati anche piccoli tavoli con alette inclinabili e i tavoli di prolunga, molto pratici, che furono molto in voga anche durante il regno di Luigi XIV.

Il letto a baldacchino si riveste completamente di tessuti cosicché la parte in legno diventa invisibile, mentre si afferma il “lit d’ange”, in cui il baldacchino, sorretto solo dalla testata, si riduce fino a coprire solo una parte del letto.

La casa nel periodo Luigi XIII

Nelle abitazioni del periodo in cui regnò Luigi XIII gli interni sono suddivisi in piccole stanze disposte in fila. Nelle case dei più abbienti sono presenti una o due sale di ricevimento, un’anticamera, diverse camere da letto, uno studio e una stanza per il guardaroba.

stile Luigi XIII
Castello di Cormatin

La sala da pranzo è un’altra novità di questo periodo, visto che finalmente il tavolo diventa un arredo fisso. Tuttavia questa stanza era riservata ai banchetti, mentre normalmente i pranzi venivano consumati in camera da letto o nell’anticamera. Questa infatti era una stanza molto importante, nella quale a volte si ricevevano gli ospiti, o dove le donne passavano la giornata ricamando. 

Castello di Cormatin

Per quanto riguarda la decorazione, l’influenza del tardo rinascimento italiano è ancora molto presente. Il soffitto sfoggia travi e travetti a vista spesso riccamente decorati, mentre le pareti sono rivestite con arazzi, o con pannellature in stile francese, alte circa 2 metri, o all’italiana, alte fino al soffitto, suddivise in piccoli pannelli dipinti e decorati con paesaggi, fiori o animali. Cominciano a comparire gli specchi a parete, ma sono ancora di piccole dimensioni. 

stile Luigi XIII
Castello di Cormatin, la decorazione della boiserie

I caminetti, spesso presenti in ogni stanza, sono costruiti in stile francese, cioè applicati su tutta l’altezza del muro. La parte superiore del focolare è decorata con un cartiglio o un dipinto. È solo alla fine del regno di Luigi XIII che i camini perdono la loro importanza.

stile Luigi XIII
La cucina del castello di Cormatin

La cucina era la stanza principale nelle case dei più poveri, mentre nelle dimore di un certo livello restava invisibile, spesso relegata nel seminterrato, ed era frequentata solo dalla servitù. Naturalmente la stanza da bagno non esisteva: per i bisogni si usavano i vasi da notte, mentre per lavarsi si usavano dei catini e, quando arrivava il “giorno del bagno”,una vasca di legno o di zinco veniva portata in camera da letto e riempita con acqua calda.

Nel prossimo post vedremo lo stile Luigi XIV e cercheremo di capire le differenze.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

Written by: