Se abiti in una casa costruita dopo la seconda guerra mondiale probabilmente hai le tapparelle all’esterno delle finestre.

E se con la tua ristrutturazione stai pensando di cambiare gli infissi sono certo che non stai prestando grande attenzione alle tapparelle.

Sì, magari hai detto al serramentista “insieme agli infissi cambiamo anche le tapparelle”…ma in fondo per te una vale l’altra…

In questa guida ti dimostrerò che anche nella scelta della tapparella ci sono tante cose di cui devi tenere conto.

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Però cerchiamo di capirci: non è che scegliere la tapparella sia qualcosa di poi così complicato…non voglio passare per l’addetto all’ufficio complicazioni cose semplici.

Ma le tapparelle sono comunque il primo elemento a protezione della tua casa (e degli infissi che magari hai pagato uno sproposito).

Quando c’è vento, pioggia, grandine o sole battente magari pensi “adesso chiudo la finestra” ma poi ti ritrovi ad abbassare le tapparelle.

E siccome la loro sostituzione avviene quasi sempre insieme a quella degli infissi, è importante che tu pensi al foro-finestra come se fosse un’unica cosa, in cui ogni elemento è ugualmente importante.

Quindi ti devi occupare tanto dell’infisso quanto del sistema di oscuramento (cioè la tapparella).

Invece spesso si tende a risparmiare su questo elemento, o a rimandarne la scelta ad un secondo momento.

“Si vabbè…per le tapparelle ce la vediamo dopo”

…l’ho sentito dire un sacco di volte…

Ma dopo potrebbe non andare bene.

Perché magari hai bisogno di tapparelle che risolvano uno specifico problema, e per installarle ci vuole un sistema specifico che magari necessita di spazi e collocazioni diverse da quelli standard.

Ad esempio un problema che mi capita di affrontare spesso qui a Salerno è legato al vento.

Non so se abiti in una città ventosa…ma qui alle volte il maestrale può essere fastidioso (certo non come la bora di Trieste…).

In molti si lamentano che durante la notte non riescono a dormire perché le tapparelle sbattono o i cassonetti fischiano (è successo anche a me nella casa dove abitavo fino a pochi anni fa).

In questi casi spesso la causa sono vecchie tapparelle in legno…e quasi tutti pensano che sia sufficiente cambiare quelle per risolvere il problema.

Ma non è così: in questi casi, se vuoi veramente risolvere il problema alla radice, devi cambiare anche le guide con quelle anti-rumore.

“…Mbè? Dove sta il problema?”

Il problema è che queste guide hanno delle dimensioni differenti rispetto a quelle standard.

Quindi se non le prevedi insieme agli infissi, ma ti decidi quando ormai il foro-finestra è stato impostato senza tenere conto di questo aspetto, potresti ritrovarti a dover fare modifiche costose per riuscire a metterle…o ad installare guide non adeguate alla riduzione del rumore (o peggio ancora a tenerti quelle vecchie).

Così avrai tapparelle nuove…che però continuano a fare rumore tanto quanto quelle vecchie.

Ma di certo il vento non è l’unico possibile problema.

Un altro che, soprattutto in alcune zone d’Italia, sta diventando importante è quello legato alla grandine.

Proprio qualche giorno fa mia mamma (che abita in provincia di Treviso), mi ha detto che una violenta grandinata le ha rovinato la carrozzeria della macchina (nuova…). E non è la prima volta che succede.

Ecco: come le carrozzerie anche le tapparelle si possono rovinare con la grandine. Non tutte le tapparelle infatti sono idonee per resistere alla grandine.

Solo che se la macchina viene rovinata da una grandinata la porti dal carrozziere ad aggiustare…se una tapparella si rovina a causa di una grandinata la porti in discarica.

Se vivi in un posto dove questi fenomeni sono frequenti dovresti installare delle tapparelle adatte.

E tu sai che caratteristiche devono avere queste tapparelle?

Ma la scelta delle tapparelle non è un problema solo di chi deve trovare la risposta a specifici problemi come quelli che abbiamo appena visto…con tutti i produttori e la scelta che c’è in giro la sòla è dietro l’angolo anche se sei alla ricerca di un prodotto standard…

Quando scegli la tapparella devi anche saper distinguere tra i vari materiali.

Conosci il PVC?

Ormai gli infissi in PVC sono quelli largamente più diffusi. Credi che il PVC non sia arrivato anche alle tapparelle?

Anzi…si è iniziato prima a realizzare tapparelle in PVC (da dopo la seconda guerra mondiale) e poi si è passati a realizzare anche gli infissi di questo materiale.

Quindi la tecnologia è consolidata.

“Bene!” dirai tu…ma anche qui si nascondono delle insidie.

Potresti installare delle tapparelle in PVC che il serramentista ti vende a prezzi stracciati come bellissime e che “signora mia durano una vita”

Sei convinto di aver fatto un affare. Ma proprio quando il sole delle 13:30 di un caldo pomeriggio di agosto ti sta facendo sudare anche le sopracciglia mentre provi a mangiarti quello spaghetto alle vongole che ti guarda invitante dal piatto…ecco che la tua unica salvezza, cioè “le tapparelle scese” (come si dice qui al sud) improvvisamente si bloccano…perché le stecche si sono deformate a causa del caldo.

È meno inusuale di quello che pensi…e il motivo è che le tapparelle in PVC devono avere delle caratteristiche precise per durare nel tempo (e resistere al calore). E il bello è che alcune normative entrate in vigore alcuni anni fa hanno reso meno banale questo aspetto. (Ne parleremo a breve).

Ok, non ti voglio spaventare: ti ho già detto che scegliere la tapparella giusta non è difficile. E lo confermo.

Basta avere le informazioni giuste.

In questa guida troverai alcune indicazioni su cosa devi sapere quando un serramentista ti propone una tapparella piuttosto che un’altra.

In realtà di tapparelle ne abbiamo già parlato un’altra volta nel blog…quando ho pubblicato una mega guida in cinque parti alla sostituzione degli infissi. In un paragrafo di uno di quegli articoli ti ho parlato di tapparelle (lo trovi qui).

Ma oggettivamente avevo affrontato l’argomento in modo superficiale e sbrigativo.

Così ho deciso di dedicare una guida completa alle tapparelle.

E siccome ammetto di non essere proprio ferratissimo sull’argomento, ho chiesto aiuto ad un esperto del settore: Vincenzo Mancusi di Chiudicasa mi ha dato una mano a scrivere questa guida.

Così questo sarà un articolo scritto a quattro mani (in realtà i contenuti tecnici sono quasi tutti di Vincenzo…).

Ma abbiamo già speso troppe parole senza ancora dire nulla…quindi andiamo al sodo.

Se non è la prima volta che mi leggi sai che mi piace affrontare ogni argomento nel modo più completo possibile (almeno in relazione alle mie conoscenze…).

E anche questa volta faremo così.

Per questo non ritengo che si possa parlare di tapparelle senza avere almeno idea di come sia fatto questo sistema di oscuramento, quali sono gli elementi che le compongono e come funzionano. Quindi partiamo con il rispondere a questa domanda:

COME È FATTA UNA TAPPARELLA?

Potrebbe sembrare un argomento banale, ma non lo è.

Quando parliamo di tapparelle, in realtà parliamo di “sistema di oscuramento”. Che come ogni sistema è composto da varie parti, che viaggiano sempre insieme.

Il sistema-tapparella è sempre costituito da almeno quattro elementi:

  1. Un telo flessibile realizzato con stecche unite tra loro (quello che chiamiamo tapparella…);
  2. Un rullo in ferro, posizionato in un vano sopra dell’infisso (il cassonetto), che tramite dei perni può ruotare e a cui il telo viene agganciato;
  3. Un sistema di sollevamento (motorizzato o manuale) che consente l’avvolgimento del telo;
  4. Una coppia di guide in cui la tapparella scorre durante la movimentazione.
Come sono fatte le tapparelle

Questi quattro elementi nel loro complesso consentono di gestire la quantità di luce e aria che entrano in casa e a cui sono esposti gli infissi.

E siccome, anche se non sembra, le cose da dire sono molte, ho deciso di dividere questa guida in tre parti:

  1. In questo primo articolo parleremo di quali sono le tipologie di tapparelle attualmente maggiormente diffuse.
  2. Nella seconda parte invece vedremo prodotti nuovi e/o più di nicchia, pensati per risolvere specifici problemi, che però stanno avendo sempre maggiore diffusione.
  3. Nella terza parte parleremo di cassonetti, accessori e sistemi di sollevamento.

Ti ho già detto che mi piace essere completo nell’affrontare un argomento? Ecco…nel prossimo paragrafo ti voglio raccontare un po’ la storia della tapparella e della sua evoluzione.

So che non è indispensabile per i nostri scopi, quindi se non ti interessa saltala e passa pure al paragrafo successivo in cui parleremo delle tre tipologie di tapparelle attualmente più diffuse.

TAPPARELLA STORY

Le tapparelle sono l’evoluzione delle stuoie in bambù o in canne, ancora oggi in uso per proteggere dal sole i gazebo, le verande e le strutture all’esterno in generale.

L’evoluzione da stuoie a tapparella avviene in Germania, a partire dalla metà dell’800.

La prima azienda che razionalizza questo sistema di oscuramento, arrivando a progettare e brevettare il sistema avvolgibile per come lo conosciamo oggi, è la Komarek, azienda bavarese fondata nel 1880.

Questa azienda era specializzata nella produzione di “gelosie”…cioè i classici scuretti…ed ha visto un’opportunità di innovazione con le tapparelle.

Quindi dalla fine del 1800 in Europa, tra i canoni di progettazione di sempre più architetti, si diffonde anche la tapparella in sostituzione delle persiane o degli scuretti interni.

Palazzo delle Debite a Padova

Questa soluzione arriva in Italia grazie ad alcuni architetti che non avevano gli occhi puntati solo al loro vicinato. Ad esempio Camillo Boito, architetto di caratura internazionale vissuto tra l’800 e l’inizio del ‘900, è stato tra i primi ad utilizzare sistematicamente questa nuova soluzione, impiegando l’avvolgibile in numerosi suoi progetti.

Un esempio famoso è il palazzo delle Debite, che si trova in piazza delle Erbe a Padova, costruito nel 1874.

Ma questi sono rimasti episodi isolati per molti anni nel nostro territorio. Perché si diffonda definitivamente anche in Italia la nuova tecnologia delle tapparelle dobbiamo aspettare l’inizio del secolo successivo.

Proprio la Komarek all’inizio del XX secolo apre una filiale in Italia, per la precisione a Rovereto in provincia di Trento. Qui nasce la “Komarek società italiana gelosie avvolgibili”.

Komarek azienda italiana tapparelle

Dopo la Komarek sono nate numerose aziende nello stesso settore. Già negli anni ‘20 del secolo scorso sono rintracciabili numerose realtà imprenditoriali specializzate nella produzione di gelosie, serrande avvolgibili e tapparelle. Qui sotto ad esempio puoi vedere un estratto dell’annuario del Regno d’Italia del 1935, dove sono elencati alcuni produttori nelle provincie di Milano, Trieste, Trento, Napoli, Modena.

Grazie alla flessibilità di questo sistema e alle soluzioni progettuali innovative che ha dato agli architetti, da allora tutta l’architettura istituzionale (Ospedali, Uffici Amministrativi, Uffici governativi) e civile ha fatto un uso sempre più ampio della tapparella come sistema oscurante.

Ad esempio grazie alle grandi dimensioni che fin dall’inizio potevano raggiungere le tapparelle è stato possibile progettare serramenti più ampi, accoppiali a 90° oppure liberare finalmente le finestre a nastro dalla presenza degli scuri.

Ma è nel secondo dopoguerra, periodo in cui anche l’edilizia è stata travolta da un forte impulso all’industrializzazione, che l’uso della tapparella ha sostituito in modo quasi totale quello degli oscuranti tradizionali, rendendo la persiana in legno ad ante battente un prodotto di nicchia..

In particolare è stata l’introduzione delle tapparelle in PVC, sempre ad opera della Komarek, a dare l’input definitivo: un materiale economico, di rapida produzione e facile installazione, ideale per le necessità di una nazione che doveva affrontare una ricostruzione post bellica in tempi rapidi.

Ok…penso che abbiamo detto abbastanza sulla storia delle tapparelle. Non è il tema di questo articolo, ma mi sembrava interessante provare a fare una rapida ricostruzione di questo sistema di oscuramento.

Passiamo alle cose che ci interessano veramente.

LE TRE TIPOLOGIE DI TAPPARELLE MAGGIORMENTE DIFFUSE (E COME SCEGLIERLE)

Come abbiamo visto fino alla seconda guerra mondiale le tapparelle erano solo in legno.

Se adesso vai da un serramentista a chiedere una tapparella in legno ti guarda come se fossi un pazzo appena uscito dal manicomio.

Infatti adesso le tapparelle sono essenzialmente in tre materiali:

  1. PVC
  2. Alluminio
  3. Acciaio

Ma una non vale l’altra. E ognuna di queste deve rispondere a delle precise caratteristiche per garantirti di durare nel tempo, sia a livello meccanico che estetico.

Ti darò anche dei costi medi di fornitura di questi prodotti. Considera che tali costi sono relativi alla sola fornitura del telo-tapparella, e non di tutti gli accessori e nemmeno del montaggio.

Tapparelle in PVC: una tecnologia consolidata

Avvolgibile in pvc

Costo medio di fornitura: 20-30 €/mq

Il PVC (acronimo di polivinilcloruro) è un materiale plastico. È un materiale largamente utilizzato nel settore edile da decenni e può essere rifinito in tantissimi colori, oltre che con pellicole (per dare l’effetto-legno ad esempio).

Come abbiamo visto le tapparelle in PVC in passato hanno avuto una larghissima diffusione, soprattutto perché con bassi spessori e costi contenuti garantivano un buon isolamento.

Ma da alcuni anni stanno lasciando il passo ad altri materiali.

Infatti, sebbene siamo di fronte ad un sistema con tecnologie di produzione consolidate, presenta alcuni difetti difficilmente superabili.

Le stecche delle tapparelle in PVC sono realizzate attraverso un processo di estrusione. Cioè il PVC sotto forma pastosa (semi-liquido per intenderci) viene fatto passare forzatamente attraverso una sagoma che riproduce la forma del pezzo che si vuole ottenere.

Si ottiene così una stecca sufficientemente rigida da poter essere usata per formare il telo della tapparella.

Ma c’è un problema.

Il PVC quando fa caldo tende ad assorbire questo calore. E si dilata. Soprattutto durante le ore più calde della giornata.

I continui cicli di dilatazione e restringimento sono sempre un problema nel settore edile. E lo stesso vale per il PVC.

Infatti queste costanti sollecitazioni a lungo andare deteriorano la mescola con cui sono realizzate le stecche dell’avvolgibile.

Ti ricordi quando prima abbiamo detto che le tapparelle in PVC possono smettere di funzionare perché le stecche si deformano?

Ecco…questo è il motivo.

Ma la realtà è che fino al 2015 non era un problema…

Il motivo è che prima di questa data le tapparelle e tutti i prodotti in PVC destinati all’edilizia prodotti in Europa contenevano piombo come componente stabilizzante.

La presenza di questo e altri metalli pesanti all’interno della mescola aiutava e contenere sia le deformazioni che gli scolorimenti durante l’estate, e le crepe durante i mesi invernali.

Da anni sappiamo che il piombo è un materiale pericoloso per la salute umana. A tal proposito nel 2006 il Parlamento Europeo ha emanato il Regolamento REACH, n. 1907/2006, concernente la registrazione, valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.

Per quanto riguarda il PVC questo regolamento limita l’uso del piombo allo 0,1%.

Quindi non lo elimina del tutto ma lo riduce in modo drastico.

Però i produttori europei di PVC, con un impegno volontario, hanno deciso eliminarlo del tutto in modo graduale a partire dal 2015.

Sebbene il piombo sia ancora presente nel PVC importato (e per questo è il caso di fare attenzione alla provenienza delle tapparelle…), oggi le tapparelle in PVC, se acquistate da un produttore Italiano o europeo, non presentano rischi per la salute di chi le utilizza.

Ma la mancanza di Piombo, mercurio e altri additivi dannosi nella mescola le rende inesorabilmente più deboli e soggette a maggiori dilatazioni.

Quindi facciamo 1+1 e vediamo quali accorgimenti devi prendere nella scelta delle tapparelle in PVC:

  1. Evita tapparelle di colore scuro, perché sono molto più sensibili alle variazioni termiche (metti al sole un oggetto nero e un oggetto bianco e dimmi quale scotta di più…). E quindi durano di meno.
    Se proprio non puoi fare a meno di installare una tapparella in PVC nera cerca di non metterla su finestre esposte al sole per molte ore del giorno (quindi prediligi orientamenti nord e al massimo est).
  2. Un buon indicatore di robustezza è il peso della tapparella. In particolare il peso al metro quadrato (kg/mq).
    Il motivo è che una tapparella più pesante è realizzata con stecche il cui telaio ha uno spessore maggiore…quindi sono più robuste.
    La tapparella in PVC dovrebbe pesare almeno 4 kg/mq (meglio 4,5…)
  3. Se proprio vuoi toglierti ogni pensiero richiedi tapparelle con stecche rinforzate tramite inserti in ferro o fibra di vetro, per contenere eventuali deformazioni.

Ultimo consiglio: le tapparelle in PVC, a differenza delle altre di cui parleremo a breve, di solito vengono fornite senza tappi laterali di chiusura. Questi tappi hanno la funzione principale di non far sfregare tra di loro le lamelle quando si movimenta la tapparella. Ma il PVC è un materiale che potremmo dire autolubrificato, quindi non ne ha bisogno.

Però questi tappi hanno anche un secondo ruolo: quello di stabilizzare la tapparella. Quando mancano c’è la tendenza a muoversi orizzontalmente durante il funzionamento.

Questo porta le stecche ad incastrarsi e quindi a bloccare il movimento della tapparella.

Quindi verifica (o chiedi) che siano dotate di questi tappini.

Tapparelle in Alluminio coibentato: occhio alle caratteristiche!

Stecca tapparelle in alluminio

Costo medio di fornitura: 35-45 €/mq

Quando parliamo di “alluminio coibentato” intendiamo tapparelle con stecche realizzate in alluminio riempite di schiuma poliuretanica.

Che ad oggi sono il prodotto più utilizzato.

Le stecche di questa tipologia di tapparelle sono realizzate in due modi differenti: o per estrusione (come il PVC) o per pressopiegatura.

Questo è sicuramente il sistema più diffuso perché rapido ed economico.

In sostanza si parte da enormi bobine di alluminio che vengono laminate (tecnicamente pressopiegate) fino a prendere la forma desiderata (che nel caso delle tapparelle è più o meno quella di un parallelepipedo).

Lo spessore standard di queste lamine di alluminio è di 0,35 millimetri. E anche se la forma che gli viene data fornisce un minimo di rigidità, non è per niente sufficiente a garantire un prodotto che sia minimamente utilizzabile come tapparella.

Basta un dito per deformarle.

Cosa viene fatto quindi?

Si riempie la sagoma della stecca con schiuma poliuretanica. In questo modo si raggiunge la stabilità e rigidezza necessaria per poter utilizzare queste stecche nei teli delle tapparelle.

Però attenzione: la maggior parte delle tapparelle che ti vendono in giro sono riempite con schiuma poliuretanica a bassa densità, circa 75 kg a metro cubo.

Questo cosa vuol dire?

Che la tapparella è sì stabile e leggera (indicativamente puoi paragonarne le prestazioni ad una in PVC da 4 kg/mq…ma come (scarsa) resistenza alla grandine siamo sullo stesso livello e isola molto poco.

Una tapparella di questo tipo pesa circa 2,7kg/mq e sicuramente presentano alcuni vantaggi indiscutibili rispetto a quelle in PVC:

  • Maggiore resistenza e minore deformabilità. Infatti l’alluminio resiste molto meglio agli sbalzi di temperatura, quindi puoi tranquillamente scegliere colori molto scuri senza correre rischi;
  • Grande varietà di colori disponibili (come il PVC) che però non sbiadiscono (e hai detto nulla…);
  • Installazione più semplice. Perché a differenza del PVC tutti i produttori, una volta preparato il telo, applicano sulle stecche i  tappi laterali che impediscono alla tapparella di muoversi in fase di installazione (quelli che abbiamo detto mancano alle tapparelle in PVC).

Ma detto ciò, se non vuoi accontentarti di un entry-level nelle tapparelle in alluminio, ma cerchi delle prestazioni migliori sotto tutti i punti di vista (isolamento, resistenza, durabilità), dovresti optare per sistemi che abbiano:

  • Riempimento con poliuretano ad alta densità, dai 300 kg/mc a salire (maggiore isolamento e resistenza alla grandine);
  • Realizzate con profili estrusi e non pressopiegati (maggiore resistenza)

Visto che stiamo parlando di sostituzione di vecchie tapparelle devi porre attenzione anche ad un altro aspetto, legato alle guide.

La tapparella in Alluminio ha uno spessore delle stecche di circa 12 mm, mentre una vecchia stecca in PVC ha uno spessore di 15/16 mm. Se decidi di sostituire solo la tapparella e non le guide…la tapparella sbatte (come quando c’è vento…solo che rischia di farlo sempre).

Quindi insieme alla tapparella sostituisci anche le vecchie guide. Nel caso togliere quelle esistenti sia un problema (nel caso tu non stia sostituendo tutti gli infissi ad esempio) chiedi espressamente delle guide da ristrutturazione. Sono guide che si inseriscono in quelle vecchie e che quindi, senza fare opere particolari, ti consentiranno di installare le nuove tapparelle in alluminio coibentato eliminando definitivamente ogni rumore in salita e discesa ma soprattutto durante le giornate di vento.

Vogliamo riassumere i tre accorgimenti-base nella scelta delle tapparelle in alluminio coibentato?

  1. Se abiti in una zona a rischio di frequenti grandinate, acquista tapparelle con schiuma ad alta densità;
  2. Sostituisci le guide (se possibile);
  3. Assicurati che i nuovi teli avvolgibili siano dotati dei tappi laterali posizionati sulle stecche.

Ok, abbiamo quasi finito, ci rimangono solo le:

Tapparelle in Acciaio coibentato: sono di sicurezza?

Stecca tapparelle in acciaio coibentato

Costo medio di fornitura: 50-60 €/mq

Il procedimento produttivo di queste tapparelle è identico a quello dell’alluminio.

Si parte da una bobina di acciaio, cioè un foglio spesso pochi decimi di millimetri arrotolato su sé stesso, che viene fatto passare attraverso delle presse che sagomano la lamiera fino a formare delle stecche.

Se per l’alluminio avevamo detto che lo spessore della lamiera solitamente è 0,35mm, per l’acciaio è di 0,42mm.

I profili sagomati vengono riempiti con schiuma poliuretanica a bassa densità per irrigidirle.

Se abbiamo detto che una tapparella in PVC (di buona qualità) pesa 4-4,5 kg/mq, una in alluminio 2,7kg/mq, una tapparella in acciaio realizzata in questo modo pesa circa 8-9 kg/mq.

Bastano questi dati per capire che una prima sostanziale differenza rispetto all’alluminio è il prezzo. Ma non solo per il peso, anche perché l’alluminio è un materiale più economico rispetto all’acciaio.

Quali sono i vantaggi che ti da una tapparella in acciaio?

Dal punto di vista tecnico l’acciaio ha una densità superiore rispetto all’alluminio, quindi le tapparelle in questo materiale sono più robuste e meno soggette ai danni provocati da vento e grandine (anche con schiuma a bassa densità).

Però facciamo chiarezza su un aspetto: è idea abbastanza diffusa che le tapparelle in acciaio offrano maggiore sicurezza contro le effrazioni.

In realtà una tapparella coibentata in acciaio pressopiegato standard (cioè quelle maggiormente diffuse) ti dà più o meno le stesse garanzie di sicurezza di una qualsiasi tapparella in alluminio o PVC.

Perché una ti garantisca maggiore sicurezza deve avere determinate caratteristiche.

(La sicurezza antieffrazione è un argomento articolato a cui ho già dedicato un articolo, lo trovi qui.)

Ma questo sarà uno dei temi del prossimo articolo sulle tapparelle.

Detto ciò: quali sono le caratteristiche a cui devi prestare attenzione quando acquisti una tapparella in acciaio?

Più o meno le stesse di una tapparella in alluminio:

  1. Se vuoi maggiore robustezza e isolamento opta per versioni con schiuma poliuretanica ad alta densità;
  2. Sostituisci anche le guide;
  3. Se stai scegliendo le tapparelle in acciaio perché cerchi maggiore sicurezza leggi il prossimo articolo sulle tapparelle 😛
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E ADESSO QUALE SCEGLI? PVC, ALLUMINIO O ACCIAIO?

Ok, abbiamo fatto tutto questo lungo articolo, adesso sai tutto (o quasi) delle tre tipologie di tapparelle più diffuse…

Ma quali scegliere?

Ognuna risponde a precise esigenze, e le tue esigenze le puoi sapere solo tu.

Se tu domani venissi da me e mi dicessi “Alessandro devo cambiare le tapparelle…cosa mi consigli di mettere?”, probabilmente, senza sapere nulla ti consiglierei delle tapparelle in alluminio coibentato.

Soluzione economica, di buona qualità e resistente nel tempo…

(Tra l’altro mi è capitato di farlo proprio poco tempo fa…)

Ma non è detto che sia sempre la scelta migliore o che sia sempre attuabile.

In questo ultimo paragrafo vorrei riassumere i pro e i contro di ognuna delle tre tipologie di tapparelle che abbiamo visto.

TIPOLOGIA PRO CONTRO PRESTA ATTENZIONE A COSTO
PVC Tecnologia consolidata

Economiche

Nessuna sicurezza

Si deformano (e rompono) col calore

Tendono a scolorirsi

Scarsa resistenza ad eventi atmosferici importanti (grandine)

Usa colori chiari

Chiedi che vengano inseriti i tappini laterali

 20-30
€/mq
ALLUMINIO COIBENTATO Economiche

Resistenti agli sbalzi termici

Mantengono il colore nel tempo

Nessuna sicurezza

Bassa resistenza ad eventi atmosferici importanti

Per maggiore resistenza chiedi tapparelle con schiuma ad alta densità

Per maggiore sicurezza chiedi tapparelle in alluminio estruso Sostituisci anche le guide

35-45
€/mq
ACCIAIO COIBENTATO Garantiscono un minimo di sicurezza

Resistono meglio ad eventi atmosferici importanti

Resistenti agli sbalzi termici

Mantengono il colore nel tempo

Costano di più   Verifica il reale grado di sicurezza (chiedi riempimento con schiume poliuretaniche ad alta densità)

Se vuoi tapparelle blindate leggi il prossimo articolo sulle tapparelle 😛

50-60
€/mq 

Come sempre se hai qualche domanda da farmi ci sono i commenti qui sotto. Ma io NON sono un esperto di tapparelle (a differenza di Vincenzo che mi ha aiutato con questo articolo), quindi vai sul suo sito e chiedi a lui per informazioni tecniche.

Invece, se la sostituzione delle tapparelle è solo uno dei lavori che devi fare nella ristrutturazione di casa tua, devi essere consapevole che cercare informazioni a spizzichi e bocconi qua e là in rete è un errore.

Non ti serve a nulla sapere tutto sulle tapparelle e poi cannare totalmente il processo di ristrutturazione.

Se vuoi impostare la tua ristrutturazione nel modo corretto da subito il punto da cui partire è il mio libro “Ristrutturazione Roadmap” che puoi acquistare su Amazon da qui.

Se invece vuoi informazioni più approfondite, che non riguardano solo il processo corretto di ristrutturazione da seguire ma anche nozioni su detrazioni fiscali, adempimenti burocratici, come stipulare contratti che ti tutelano (e varie altre cose indispensabili ad un proprietario di casa che deve ristrutturare) c’è il mio manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”. In questa pagina trovi maggiori informazioni sui suoi contenuti.

Se invece ti interessa solo sapere quali sono i principali errori da non commettere in una ristrutturazione puoi scaricare il report gratuito “i 7 errori della ristrutturazione”, cliccando sul banner che trovi qui sotto.

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L’articolo Guida completa alla sostituzione delle tapparelle sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | la corretta pianificazione e gestione della ristrutturazione.


monolocale
monolocale

I monolocali sono soluzioni abitativi sempre più popolari al giorno d’oggi. Quando li si chiama in causa, è necessario prendere in considerazione i consigli migliori per arredarlo. Quali sono? Nelle prossime righe di questo articolo, ne abbiamo selezionati cinque.

La comodità delle pareti attrezzate in un monolocale

Cosa fare quando si ha la passione per i libri e non si ha sufficiente spazio per tenere una libreria in casa? Chi ha un monolocale si pone spesso questa domanda. Trovare la soluzione è tutto tranne che problematico, per fortuna. In questi frangenti, il riferimento giusto sono infatti le pareti attrezzate, facili da montare e versatili dal punto di vista estetico. Ci sono davvero per tutti i gusti! Si può infatti andare dai brand più economici fino a soluzioni di pregio come quelle proposte da aziende come Opinion Ciatti.

Come gestire l’illuminazione in un monolocale

L’illuminazione del monolocale deve essere gestita senza lasciare nulla al caso. Dal momento che si ha poco spazio, è meglio evitare le lampade da terra. L’optimum in questo frangente sono i faretti incassati. Se la collocazione viene scelta con intelligenza, ne bastano pochi per ottenere un effetto a dir poco speciale. Ah, ovviamente nessuno vieta di valorizzare la luce naturale. Se in alcune zone della casa è consentito, una buona idea prevede il fatto di evitare tende e tapparelle.

monolocale faretti
monolocale faretti

Oltre il divano letto

Quando si ha a che fare con l’arredamento del monolocale, non si può non pensare al divano letto. Questo elemento, versatilissimo e ormai disponibile in commercio anche con caratteristiche estetiche pregevoli, è fondamentale. Attenzione, però: se si ha sufficiente spazio, si può… andare oltre! In un monolocale non piccolissimo, nessuno vieta di posizionare qualche pouf, orientandosi anche verso soluzioni di cromie particolarmente vivaci.

monolocale pouf

La magia delle mensole

Non c’è che dire: le dritte per arredare al meglio un monolocale non sono mai abbastanza! Tra quelle degne di nota, rientra il focus sulle mensole. Questi complementi sono a dir poco preziosi. I loro lati positivi sono numerosi. Possono essere scelte di forme particolarmente creative – alzi la mano chi, appassionato di arredamento, non ama le mensole a spirale che, molto spesso, vengono posizionate sulla parete sopra il divano – oppure mettendo in primo piano la sostenibilità. La mensola, infatti, può essere ricavata anche da un vecchio cassetto ridipinto. Provare per credere!

monolocale, mensola a spirale

La bellezza del vetro e del cristallo

I trucchi per rendere un monolocale affascinante e per massimizzare la sua resa spaziale sono diversi e interessanti! Tra quelli degni di nota, rientra il fatto di focalizzarsi su elementi in vetro o in cristallo. L’esempio che viene in mente in questi frangenti riguarda senza dubbio lo specchio. Appenderne anche più di uno alla parete – un trucco creativo ma efficace per far sembrare lo spazio più ampio prevede il fatto di sistemarne uno sulla superficie interna della porta di ingresso – è un espediente tanto creativo quanto utile.

Come già detto, ricorrere in generale alle superfici in cristallo aiuta tantissimo. Quando le si chiama in causa, non bisogna considerare solamente gli specchi. Da non dimenticare, infatti, è anche la possibilità di scegliere ante in vetro per i mobili della cucina, del salotto o del bagno.

Per quanto riguarda i primi – usciamo un attimo dal tema specifico di questo paragrafo – è meglio orientarsi verso pensili e soluzioni sospese, così da avere più chances di utilizzo dello spazio calpestabile.

L’elenco di alternative per sfruttare la magia del vetro e del cristallo in un monolocale è davvero ampio! Come non citare, per esempio, la possibilità di inserire un paravento in vetro per separare la zona living da quella della cucina? In commercio si possono trovare soluzioni moderne, ma anche vere e proprie chicche del passato realizzate in stili meravigliosi come il liberty!

monolocale ante specchiate
monolocale accessori bagno in vetro

L’articolo Arredare un monolocale: 5 consigli da non perdere proviene da Architettura e design a Roma.

27 Luglio 2021 / / Clever

Croce e delizia delle stanze moderne, la cabina armadio è diventata un vero must have delle camere da letto contemporanee, tanto quelle degli adulti che le camerette per i ragazzi.

Quando non c’è – vuoi perché la stanza è piccola o semplicemente non si sa come impostare il progetto – la sua mancanza si fa sentire. Ma quando lo spazio per accoglierla c’è… arriva fulmineo il temuto quesito:

meglio una cabina armadio aperta o una chiusa da ante?

Vediamo qual è la soluzione migliore.

Sommario:

Cabine armadio a vista: pro e contro

Le cabine armadio aperte sono costituite da una struttura portante a vista che rende il contenuto sempre accessibile.

Senza ante e sprovviste di sportelli, spesso si presentano come un sistema componibile con elementi modulari di dimensioni e tipologia variabili, una varietà che consente di creare composizioni lineari, angolari o a ferro di cavallo quasi su misura.

Cabina armadio senza ante Flexy

Modularità e personalizzazione sono le chiavi che consentono di progettare e inserire questi armadi aperti in ambienti di dimensioni ridotte, piccole stanze, nicchie, mansarde, camere soppalcate o con soffitto spiovente.

Vantaggi delle cabine armadio a vista

  • abiti, vestiti e accessori sono sempre a portata di mano
  • assenza di ante = spazio minore in profondità
  • a seconda dei modelli, i costi di realizzazione sono più contenuti

Svantaggi delle cabine armadio a vista

  • la mancanza di ante non protegge gli abiti dalla polvere
  • mensole, scaffali e rastrelliere richiedono un certo rigore metodico
  • se non riempite uniformemente, suscitano una sensazione di disordine

Cabine armadio a vista: i modelli più amati

Le cabine armadio aperte giocano con le forme, con i materiali e con le configurazioni per restituire soluzioni d’arredo originalissime, degne sostituite delle armadiature più canoniche.

In legno o in metallo, a terra o sospese a muro, possono essere personalizzate con accessori, complementi ed elementi che, oltre a garantire in massimo della funzionalità (e dell’ordine!), strizzano l’occhio agli stili d’arredo più contemporanei.

Tra i modelli di tendenza spiccano:

  • le cabine armadio con boiserie
  • le cabine armadio a pannelli
  • le cabine armadio a pali
  • le cabine armadio senza schienale
  • le cabine armadio con montanti
  • le cabine armadio con sistema a cremagliera
  • le cabine armadio con mensole
  • le cabine armadio a scaffali

Una lista non esaustiva, questa, che non contempla l’universo delle stanze-guardaroba, ovvero locali più o meno spaziosi interamente adibiti ad armadio (o a camera-armadio, viste le dimensioni).

Ma ciò non toglie nulla alle cabine armadio più piccole, che proprio per la loro struttura a giorno danno forma a composizioni destrutturate o asimmetriche, adatte quindi anche alle camere da letto di dimensioni ridotte.

Cabine armadio a giorno: idee d’arredo e foto-ispirazioni

Cabina armadio a cremagliera

Cabina armadio a cremagliera Naked

Una cabina armadio di ultima generazione, senza ante né fianchi, sospesa e fissata al muro per lasciare libero il pavimento sottostante.

Componibile, personalizzabile e attrezzabile con ripiani, pensili, cassettiere, trova la sua collocazione nella camera di un ragazzo dinamico e metodico, che conosce alla perfezione le lezioni di Marie Kondō.

Cabina armadio con pali

Cabina armadio con montanti Pole

Non nasconde la sua anima industrial style questa cabina armadio modulare con montanti in alluminio. Più minimalista di un armadio, offre una visione d’insieme del guardaroba senza dare nell’occhio.

Da completare con cassetti, ripiani e pensili con anta a vetro, consente di progettare configurazioni in appoggio a terra, sospese a parete o fissate al soffitto, anche se inclinato.

Cabina armadio senza ante

Cabina armadio senza ante Flexy

La cabina armadio aperta per eccellenza. Completamente a vista, senza ante, la struttura portante è modulare e configurabile nei modelli lineare o angolare, anche sprovvisti di schienale.

Il dettaglio degno di nota: cassetti e ripiani sporgono rispetto ai fianchi, elemento che rende Flexy una cabina armadio a doppia profondità.

Cabina armadio con pannelli di boiserie

Cabina armadio con boiserie Start

Con la sua boiserie, questa cabina armadio a pannelli è tutto quello che serve per arredare una camera da sogno. Sofisticata ed elegante, non perde di vista la funzionalità che un guardaroba aperto deve conservare.

Consente tagli su misura e personalizzazioni in altezza e lunghezza, è attrezzabile con elementi chiusi, ripiani e tubi appendiabiti e – non da ultimo – può essere arricchita da specchi a figura intera.

Cabina armadio con mensole e appendiabiti

Cabina armadio con sistema a cremagliera Naked

Armadio chiuso e cremagliera: l’accoppiata vincente per la cameretta di una bambina indipendente e intraprendente, che si avvia verso l’adolescenza con outfit pratici ma selezionati.

Ripiani alti per i cambi di stagione – raggiungibili con l’aiuto di mamma e papà – e ripiani bassi per avere sempre a portata di mano sneakers, camicette, maglioncini e lo zaino per la scuola.

Cabine armadio chiuse: pro e contro

Come dice il nome, le classiche cabine armadio chiuse offrono uno spazio contenitivo protetto da ante o sportelli che ne celano il contenuto.

Battenti o scorrevoli, le ante sono il principale elemento che le distingue dalle loro omonime aperte, ovviamente, ma non solo.

Negli anni, i sistemi di chiusura sono stati curati nei minimi dettagli per diventare autentiche componenti decorative – oltre che funzionali – capaci di dare un twist all’intero ambiente grazie a rese estetiche inedite e accattivanti.

Cabina armadio con ante in vetro Start Su Misura

Vantaggi delle cabine armadio chiuse

  • il contenuto della cabina è nascosto alla vista
  • le ante proteggono il vestiario da polvere, pulviscolo e luce solare
  • sono utili sia come guardaroba che come armadio contenitore

Svantaggi delle cabine armadio chiuse

  • richiedono un certo spazio in profondità (soprattutto in caso di ante battenti)
  • non sono indicate per stanze mini o piccolissime
  • a seconda dei modelli e dei formati, i prezzi potrebbero essere più elevati

DA RICORDARE

Fondi, schienali, pannelli di chiusura e ante sono gli elementi strutturali che i guardaroba chiusi condividono con i classici armadi da camera.

Ma a differenza di un armadio battente, le cabine chiuse richiedono una maggiore disponibilità di spazio in profondità, sia esso a lato, accanto o dietro al letto.

Una cabina armadio ben progettata deve considerare, oltre all’ingombro della struttura e delle ante in fase di apertura, uno spazio da dedicare al passaggio e alla circolazione nella stanza.

Per questo motivo, se la camera non è molto grande e disponi di una stanza in più da poter trasformare in spogliatoio, il consiglio è di optare – al posto di un armadio cabina – per una vera e propria stanza cabina.

Cabine chiuse da ante: quali modelli?

Chiamale tradizionali, ma non classiche!

I guardaroba chiusi non hanno nulla da invidiare alle versioni a giorno, anzi. Fanno prova di estrema modernità grazie a materiali di alta qualità, accessori esclusivi, linee pulite e composizioni dalla geometria rigorosa.

Tra i modelli più amati non mancano:

  • le cabine armadio con ante in vetro fumé, satinato o scuro
  • le cabine armadio con 2 ante battenti
  • le cabine armadio con porte scorrevoli
  • le cabine armadio con sportelli
  • le cabine armadio con modulo ad angolo
  • le cabine armadio con terminale libreria
  • le cabine armadio con guardaroba esterno (o semi chiuse)

Degna di nota, la cabina armadio semi aperta è una delle possibilità progettuali che questo arredo eclettico offre.

Si tratta di un sistema componibile che permette di combinare moduli chiusi ed elementi a giorno. Questi sono spesso proposti sottoforma di cremagliere con ripiani, montanti con mensole o moduli a scaffale-libreria.

Cabine armadio chiuse: idee e immagini

Cabina armadio per cameretta

Maxy cabina armadio da cameretta con libreria integrata

Cameretta piccola? Cabina armadio piccola, e pure angolare. Se sfruttare gli angoli è uno dei segreti per ottimizzare lo spazio, disporre di una cabina super attrezzata diventa vitale.

Cestelli estraibili, porta pantaloni, appendiabiti e specchi interni: sono solo alcuni degli accessori disponibili per personalizzare questo armadio chiuso. Basta affiancare un letto al lato più profondo e il gioco è fatto.

Cabina armadio angolare

Cabina armadio angolare bianca Start

Adatta per la camera matrimoniale o per la stanza dei bambini, questa cabina con ante battenti è la soluzione ideale per chi vuole nascondere il guardaroba e far sì che l’ordine regni sovrano.

La struttura portante, proposta in tre altezze, è personalizzabile con un modulo terminale aperto che funge da modulo libreria, scaffale arrotondato, sistema di mensole lineari.

Cabina armadio con moduli aperti

Cabina armadio completamente a vista Flexy

Cabina aperta o armadio guardaroba con scaffali laterali? Un ibrido, questa soluzione d’arredo, che abbina un sistema modulare chiuso ad un programma componibile aperto fatto di ripiani, tubi appendiabiti e una cassettiera a 6 scomparti.

Adatta a camere, camerette, stanze degli ospiti.

Cabina armadio con ante in vetro

Cabina armadio con ante in vetro Start Su Misura

Una cabina armadio su misura, con ante in vetro trasparente, fumé o bronzato, che offre una libertà compositiva illimitata e illimitate soluzioni d’arredo.

La struttura è costituita da grandi pannelli in legno su cui si incastonano moduli a libreria, colonne guardaroba, pensili e armadietti coperti da sportelli a effetto vedo-non-vedo. Può integrare elementi a vista, ripiani, tubi appendiabiti anche trasversali.

Cabina armadio a tutta parete

Cabina armadio senza ante Flexy

Un’altra soluzione mista, in cui un sistema componibile di mensole e ripiani fa da sfondo ad un grande armadio guardaroba chiuso da ante battenti e cassetti. Perfetta nella zona notte di un loft metropolitano, è la scelta ideale per chi non sa scegliere tra cabina aperta o chiusa.

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Da non perdere:

26 Luglio 2021 / / Dettagli Home Decor

Bross presenta in anteprima SIT, la famiglia di sedute disegnata da Marco Zito che saranno esposte al Supersalone 2021

Gli ampi volumi imbottiti e l’esile struttura in tondino metallico, identificativi della famiglia WAM, ritornano con differenti modalità espressive nella nuova collezione SIT di Bross. A firmarla è sempre Marco Zito, che compone una gamma versatile e contemporanea fatta di poltrone lounge, chaise longue e pouf dalle linee morbide e avvolgenti, sagomate per la massima ergonomia.

Bross nuova collezione di sedute SIT

Il nome SIT rievoca il termine inglese seduta o sedersi, un archetipo che viene qui declinato in una scocca dai profili curvi, dove l’elemento dello schienale è sviluppato su due soli lati, con imbottitura modellata a spessori differenti per accogliere la persona. Ne risulta la possibilità di disporsi liberamente, grazie anche al fianco libero che permette un facile accostamento di un tavolino o di un side table, che nella versione lounge può essere direttamente integrato alla struttura, proposta in laccato nero o bronzo spazzolato. In quest’ultima configurazione, si rivela ideale per una collocazione in ambiti ufficio o hospitality.

Bross nuova collezione di sedute SIT

SIT di Bross è disponibile con rivestimento in tessuto o pelle, valorizzato dalle cuciture a vista che contribuiscono a disegnarne la forma.

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26 Luglio 2021 / / Dettagli Home Decor

vetrata scorrevole per aumentare la luce naturale

Una casa più luminosa regala maggior comfort domestico e riduce i consumi. Ecco 5 soluzioni per aumentare la luce naturale in casa.

Progettare in modo corretto le aperture di una casa ha molti effetti positivi come la qualità estetica degli spazi interni, la relazione con l’ambiente esterno, l’efficienza energetica della casa e il benessere di chi la vive grazie alla luce naturale.

Se stai pensando di ristrutturare casa segui i nostri consigli per sfruttare al massimo la luce naturale in casa.

Ripensa la disposizione degli ambienti

Quando si ristruttura casa uno dei primi aspetti da valutare è la quantità di luce naturale presente in ogni stanza. A volte può succedere di avere una camera da letto molto luminosa mentre la cucina risulta buia. Per ovviare al problema occorre pensare a un nuovo lay out cambiando la disposizione delle stanze. Cucina e camera da letto prediligono un’esposizione a Sud-Est per beneficiare della luce chiara del mattino; zona pranzo e soggiorno meglio se esposti a Sud-Ovest dove saranno illuminati dalla luce pomeridiana; bagno e lavanderia vanno esposti a Nord, il lato più freddo e poco luminoso della casa.

parete ferro e vetro per dividere camera e soggiorno

Elimina le pareti divisorie

Una valida soluzione per aumentare la luce naturale è quella di demolire eventuali pareti divisorie non portanti per creare ambienti aperti oppure sostituendole con pareti in ferro e vetro permettendo alla luce che filtra dalle finestre di irradiarsi al meglio in tutti gli angoli.

cameretta luminosa con due porte finestre

Amplia le finestre

Se stai ristrutturando una casa singola e non ci sono particolari vincoli storici, paesaggistici o architettonici, puoi considerare l’idea di ampliare le aperture esistenti oppure trasformare due finestre piccole in una più grande.

vetrata scorrevole per aumentare la luce naturale

Sostituisci i serramenti

I moderni infissi sono caratterizzati da profili super sottili e montante centrale ridotto. Questo permette di guadagnare un 20% di luce naturale, inoltre, abbinando finestre con vetri extra chiari la luce sarà ulteriormente amplificata.

stanza luminosa in masardra

Installa delle finestre sul tetto

Se disponi di una casa a doppia altezza o abiti in mansarda, installare uno o più lucernari sul tetto ti permetterà di avere più luce naturale dentro casa. Le finestre per tetti Velux, con classificazione energetica A++ e A+++, garantiscono il 18% in più di superficie vetrata, inoltre riducono del 20% le dispersioni energetiche durante l’inverno e consentono inoltre di poter essere azionate a distanza attraverso l’energia elettrica o solare. VELUX ha sviluppato una serie di prodotti che permettono di installare le finestre per tetti a fala o piani in maniera semplice, senza intoppi e con la garanzia di una lunga durata nel tempo.  I prodotti per la posa originali VELUX possono essere installati con finestre per tetti VELUX scegliendo qualsiasi tipo di apertura, finitura e funzionalità.

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