23 Settembre 2026 / / Romina Sita

Ti è mai capitato di entrare in una stanza di casa e pensare:

“Non è brutta… però non mi convince del tutto.”

Probabilmente senti che c’è qualcosa che non funziona, ma non riesci a capire esattamente cosa.
Un mobile fuori posto?
I colori?
La disposizione degli elementi?
O forse manca semplicemente qualcosa che renda l’ambiente più tuo?

In questo articolo (che è come un vero e proprio manuale d’uso!) ti spiego come creare immagini con l’AI per la tua casa.

Ti mostrerò passo dopo passo come analizzare una stanza, individuare criticità e potenzialità, capire quale stile di arredo ti rappresenta e trovare idee concrete per migliorarla.

E lo faremo con l’aiuto di ChatGPT (o Gemini) e dell’AI, imparando a creare immagini e simulazioni che ti permetteranno di visualizzare diverse possibilità prima ancora di intervenire nella realtà.

L’obiettivo non è semplicemente ottenere una bella immagine, ma usare l’intelligenza artificiale come uno strumento pratico per capire meglio il tuo spazio, sperimentare soluzioni, ricevere idee su misura e immaginare come valorizzare ciò che hai già.

Alla fine, avrai tutti gli strumenti per passare dall’idea alla pratica e sistemare, migliorare e valorizzare la tua stanza e, perché no, tutta la tua casa, in autonomia.

Fico, no? Allora iniziamo subito perché ho tante cose da dirti!

INDICE DEI CONTENUTI
Le scelte che hai fatto finora non sono sbagliate
5 Esercizi per creare immagini con l’AI e valorizzare la tua stanza e la tua casa
ESERCIZIO 1 • Fotografa la tua stanza da valorizzare
ESERCIZIO 2 • Osserva la tua stanza e scrivi i tuoi pensieri
ESERCIZIO 3 • Chiedi all’AI un’ analisi della tua stanza
ESERCIZIO 4 • Chiedi all’AI lo stile della tua stanza
ESERCIZIO 5 • Chiedi all’AI un’immagine che valorizza la tua stanza
E adesso? Come concretizzo le idee generate dall’AI?
E se non riesci a trovare gli oggetti giusti?
Una riflessione finale

Le scelte che hai fatto finora non sono sbagliate

Torniamo alla tua stanza e a quella tua sensazione che qualcosa non funziona come dovrebbe,

Magari hai scelto ogni cosa con attenzione.

Hai cercato il divano giusto, hai aspettato per avere quel mobile che desideravi, hai scelto colori e dettagli pensando a come sarebbe stata la tua casa una volta finita.

E poi arriva quel momento… La casa è “finita”, ma qualcosa non torna.

Non sai spiegare bene cosa sia.

Forse manca quel tocco finale, forse alcuni elementi non stanno bene insieme come immaginavi, forse semplicemente non senti ancora che quella stanza racconti davvero te o forse stai mettendo in dubbio le scelte che hai fatto… credevi di essere capace di arredare la tua casa, e invece…

E così ti demoralizzi un pò e rimandi.

“Prima o poi sistemerò quella parete”
“Prima o poi sceglierò il tappeto”
“Prima o poi troverò l’idea giusta”

Ma intanto quella stanza rimane lì, un po’ sospesa.

5 Esercizi per creare immagini con l’AI e valorizzare la tua stanza e la tua casa

Ed è proprio da qui che voglio partire: l’AI può aiutarti a vedere possibilità nuove, ma non può conoscere il tuo modo di vivere una casa, le tue abitudini, i tuoi desideri e ciò che davvero ti rappresenta.

In questo percorso imparerai a guardare la tua casa con occhi nuovi.

Useremo anche l’intelligenza artificiale, ma in modo semplice e intelligente: non per farle decidere tutto al posto tuo, ma per aiutarti a vedere cose che magari da sola non avevi notato.

Perché una cosa che ho imparato nel mio lavoro è questa:

Non c’è bisogno di stravolgere una casa per renderla più bella.

E non serve nemmeno acquistare nuovi arredi costosi sperando che siano quelli giusti (della serie: “se spendo tanto, per forza saranno belli e funzioneranno!”).

Ciò che si deve fare è imparare a guardare la casa, fare chiarezza e iniziare a scegliere con più intenzione.

Ascoltando il proprio modo di vivere gli spazi, i propri gusti e le proprie esigenze… e non solo quello che ci propongono le tendenze del momento o addirittura il rivenditore di mobili (il cui solo obiettivo, molto spesso, è venderti mobili).

In questo primo esercizio non non dobbiamo cambiare nulla.

Non dobbiamo comprare nulla.

Non dobbiamo cercare ispirazioni su Pinterest.

Dobbiamo solo fermarci un attimo e osservare.

Scegli una stanza della tua casa.

Quella che senti meno “tua”.

Quella in cui pensi: “Qui manca ancora qualcosa.”

Ora fai una foto

Va benissimo il tuo cellulare.

Apri l’app della fotocamera e segui questi consigli per scattare la foto:

  • Usa la luce naturale (scatta di giorno e non di sera);
  • Posizionati in un angolo della stanza e cerca di inquadrare più superficie possibile
  • Tieni la fotocamera (il telefono) in orizzontale (per inquadrare più elementi) … se necessario, puoi anche usare uno zoom 0.5x)
  • Tieni la fotocamera (il telefono) perpendicolare al pavimento, in modo tale che le linee verticali dei muri e degli arredi risultino dritte (questo darà semplicemente un aspetto più gradevole alla foto)
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Immagine generata con l’AI

E soprattutto… non sistemare la stanza prima.

Lascia i cuscini come sono, gli oggetti dove si trovano.

Lascia la stanza esattamente com’è nella vita di tutti i giorni.

Perché è proprio lì che spesso si nascondono gli indizi più interessanti.

Guarda la foto scattata per qualche secondo e chiediti:

  • Qual è la prima cosa che noto?
  • C’è qualcosa che mi piace molto?
  • C’è qualcosa che invece mi disturba?

Non cercare subito la soluzione.

Per ora dobbiamo solo iniziare a capire.

Forse ti è sembrato un gesto banale, ma ti assicuro che non lo è.

Quando viviamo in una casa per tanto tempo, succede una cosa: smettiamo di guardarla davvero, ci muoviamo per automatismi e ci abituiamo a vedere e accettare le cose come le abbiamo sempre viste.

Passiamo davanti a quel mobile ogni giorno.

Vediamo quella parete vuota ogni mattina.

Ma lo stesso notiamo che qualcosa che “non torna”.

Ci chiediamo cosa, ma non sappiamo dire esattamente cosa.

Proprio perché come ti dicevo prima, siamo condizionati da come siamo abituati a vedere la nostra casa e il nostro occhio fa fatica ad essere critico. 

Ed è proprio questa la parte più interessante del lavoro di un home stylist.

Non si tratta solo di scegliere cose belle.

Si tratta di capire perché uno spazio non fa sentire bene chi lo abita.

Nel prossimo esercizio faremo proprio questo.

Prima di chiedere un parere all’intelligenza artificiale, voglio chiederti di fare una cosa:

ascoltare il tuo primo istinto.

Perché il tuo gusto esiste già.

Forse deve solo essere messo a fuoco.

Guarda la foto che hai scattato come se fosse la foto della casa di qualcun altro.

Non pensare a quanto hai speso, non pensare a chi ti ha consigliato quell’arredo e non pensare a quanto tempo hai impiegato per sceglierlo.

Guarda solo quello che vedi.

Ora prendi carta e penna o apri l’app delle Note del telefono e scrivi:

3 cose che ti piacciono di questa stanza

Possono essere:

  • un mobile
  • un colore
  • una sensazione
  • un dettaglio

Poi scrivi:

3 cose che invece non ti convincono

Non devono essere “errori”.

Semplicemente cose che senti non completamente armoniche.

Spesso pensiamo: “Devo cambiare tutto.”

Ma molte volte il problema non è quello.

A volte è:

  • un elemento o una zona che attira troppo l’attenzione;
  • qualcosa che manca per completare l’insieme;
  • un mix di stili che non abbiamo ancora imparato a gestire.

Stai pian piano imparando a osservare.

A osservare cosa ti piace e cosa invece non ti convince.

E forse ti sarai accorta che alcune risposte le avevi già dentro di te.

Magari sapevi già che quella parete era un po’ vuota, che quel mobile non era valorizzato abbastanza, che qualcosa nell’insieme non era completamente armonioso.

Quando viviamo ogni giorno dentro uno spazio, facciamo fatica ad avere uno sguardo esterno.

Un po’ come quando riguardiamo una foto dopo tanto tempo e ci accorgiamo di dettagli che prima non avevamo visto.

Ed è qui che oggi entra in gioco l’intelligenza artificiale.

Non per scegliere al posto tuo e nemmeno per dirti cosa devi assolutamente comprare.

Ma per offrirti un nuovo punto di vista.

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Foto della casa di Marzia, una lettrice delle Styletter che ha partecipato a questo percorso

Ora mostreremo la tua stanza all’AI e le chiederemo di analizzarla come farebbe un home stylist.

Poi confronteremo il suo punto di vista con quello che hai notato tu.

Riprendi la foto della stanza che hai scattato.

Apri ChatGPT oppure Gemini.

Carica la tua immagine e copia/incolla questo prompt:

Agisci come un home stylist professionista.
Analizza questa stanza e aiutami a capire meglio il suo potenziale.

Indicami:
– quali sono i punti di forza dello spazio;
– quali sono gli elementi che oggi creano poco equilibrio o armonia;
– cosa potrebbe essere migliorato senza necessariamente cambiare tutti gli arredi;
– quali dettagli potrebbero valorizzare maggiormente la stanza.

Dammi un’analisi semplice e concreta, spiegando anche il perché delle tue osservazioni.

Clicca INVIA e osserva la magia.

Quando leggi la risposta dell’AI, non limitarti a pensare:

“Ha ragione” oppure “ha torto”.

Dobbiamo imparare a fare (e farci) domande precise, mirate e che stimolano il pensiero, il ragionamento costruttivo e la creatività.

Prova a chiederti:

  • Ha notato qualcosa che avevo già percepito?
  • Ha evidenziato un problema che non avevo mai considerato?
  • Mi ha dato una nuova chiave di lettura della mia stanza?

Oppure:

  • Ma questa cosa può funzionare davvero a casa mia?
  • Mi può piacere?
  • È fattibile per me? (ad esempio se ti propone degli interventi troppo invasivi o onerosi)

Se ciò che ti ha restituito (in gergo si dice Output) non ti convince al 100%, continua a conversare con lui, non fermarti alla prima risposta che ti dà.

Digli cosa non ti ha convinto e cosa secondo te deve aggiustare.

Digli la tua opinione, non si offende… fidati!

Ed è questa la gran figata dell’AI: puoi dirgli tutto quello che vuoi e lui sarà sempre gentile con te… è per questo che lo amo!

Io gliel’ho pure detto! AHAH

Una volta che avrai raggiunto un’analisi che per te è soddisfacente, fermati un attimo e rispondi a questa domanda:

Se la tua casa potesse raccontare qualcosa di te, cosa direbbe?

Ci sono persone dicono:

“Non so quale sia il mio stile.”

Ma sai qual è la cosa curiosa?

Nella maggior parte dei casi lo stile c’è già.

Si vede nelle scelte che abbiamo fatto negli anni, nel legno che abbiamo scelto, nei colori che ci fanno stare bene, nei materiali che ci attirano, negli oggetti che continuiamo a tenere con noi.

Il problema è che spesso questi elementi non parlano ancora la stessa lingua.

Ci sono tante piccole scelte belle, ma manca un filo conduttore.

Ed è proprio quello che andremo a cercare nel prossimo esercizio.

Chiediamo all’AI di aiutarci a leggere lo stile della tua stanza.

Non per incasellarla, non per darle un’etichetta, ma per capire quali elementi la rendono riconoscibile e quale direzione potresti seguire per correggerla e completarla.

Continua la conversazione con l’AI che hai già iniziato (così manterrà tutto il ragionamento fatto finora).

Ora copia e incolla questo prompt:

Ora analizza la stanza seguendo l’approccio di una home stylist che crede che una casa debba essere accogliente, personale e armoniosa, valorizzando ciò che esiste già senza stravolgere gli arredi.
Individua massimo 3 stili di interior design che riconosci nella stanza.
Per ciascuno indicami:

– quale stile riconosci;
– quali elementi della stanza lo richiamano (colori, materiali, forme, arredi, tessili, decorazioni);
– quanto è presente: dominante, secondario o solo accennato.

Poi analizza la coerenza dello spazio:

1. Elementi coerenti
Quali elementi funzionano bene insieme e rafforzano lo stile della stanza?

2. Elementi fuori armonia
Quali elementi sembrano appartenere a uno stile diverso e potrebbero creare confusione visiva o mancanza di equilibrio?

Infine:

– indicami quale potrebbe essere la direzione stilistica principale da seguire per completare e valorizzare questo ambiente;
– suggeriscimi quali elementi mantenere, valorizzare o eventualmente rivedere;
– crea un nome originale e descrittivo per definire lo stile unico di questa stanza, ispirandoti agli elementi presenti e non a uno stile di catalogo.

Quando leggi la risposta dell’AI, prova a chiederti:

  • Mi riconosco nella descrizione?
  • Ci sono elementi che amo davvero e che vorrei valorizzare di più?
  • Ci sono cose che ho scelto in momenti diversi e che oggi sembrano un po’ scollegate?

Anche qui, come la volta scorsa, non fermarti alla prima risposta che ti dà.

Se non ti soddisfa del tutto, chiedigli di modificarla, parlagli apertamente, sii specifica e raggiungi un output che ti convince del tutto.

Trovare il proprio stile non significa scegliere un’etichetta.

Non significa dire:

“Sono minimal”
“Sono nordica”
“Sono classica”.

Una casa bella non è una pagina di catalogo, è un insieme di scelte che raccontano chi siamo.

E  passiamo all’ultimo step: lo step per immaginare come completare quello che hai già.

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Immagine generata da Marzia con l’AI

Ora chiediamo all’AI di aiutarti a creare una proposta idee per la tua stanza.

Tenendo sempre a mente il nostro obiettivo, non vogliamo stravolgere quello che hai e le scelte compiute finora, vogliamo solo valorizzarlo.

Mantieni la stessa conversazione con l’AI che hai utilizzato (è importante continuare quella conversazione perché l’AI avrà già in memoria tutte le informazioni che le hai dato sulla tua stanza) e copia e incolla questo prompt:

Ora, sulla base dell’analisi fatta in precedenza, aiutami a creare un progetto di completamento per questa stanza.
Considera:

– lo stile individuato;
– gli elementi che voglio mantenere;
– i punti critici emersi dall’analisi.

Proponi:

– come migliorare la disposizione degli elementi presenti;
– quali dettagli aggiungere per rendere la stanza più armoniosa;
– quali colori, materiali e texture potrebbero valorizzarla;
– quali piccoli interventi potrebbero avere il maggior impatto.

Non stravolgere la stanza e non sostituire gli arredi principali: crea una proposta realistica e applicabile.

Se quello che ti dice, non convince al 100% e magari vorresti fare qualche modifica al risultato che ti ha dato, chiediglielo!

Chiedigli di modificare la sua risposta andando a dirgli esattamente cosa non ti piace e magari anche il perché: saranno ottimi spunti per lui per darti risultati sempre migliori e più affini alle tue esigenze.

Successivamente chiediamogli ancora (vogliamo anche immaginarlo meglio questo progetto, no?):

Crea un’immagine realistica della mia stanza completata seguendo il progetto appena elaborato.
Mantieni:

– l’inquadratura e punto di ripresa;
– la struttura originale della stanza;
– gli arredi principali presenti;
– lo stile individuato.

Mostrami come potrebbe apparire uno spazio più armonioso, accogliente e coerente, tenendo in considerazione l’analisi e il progetto che hai fatto.

Quando guardi il risultato, non chiederti: “È perfetto?”

Chiediti invece:

  • Mi piace la sensazione che trasmette?
  • Mi rappresenta?
  • Quali elementi vorrei davvero portare nella mia casa?
  • Cosa invece sento che non è adatto a me?

Stessa cosa qui: vuoi fare qualche modifica all’immagine che ha creato?

Digli cosa cambieresti.

Più sei specifica e ultra dettagliata e più sarà semplice per lui capire le tue istruzioni.

Prosegui la conversazione con lui finché non arrivi a un punto in cui ti senti soddisfatta.

Attenzione però che il piano gratuito di queste piattaforme di Intelligenza Artificiale, generalmente hanno un numero limitato di generazioni di immagini. Quindi probabilmente arriverai a un punto in cui si bloccano e poi a una certa ora (ti dice lui quando) si riattiveranno.

Progettare un interno non scegliere quello che è bello in assoluto, ma è scegliere quello che è bello e funziona per te.

E adesso? Come concretizzo le idee generate dall’AI?

Ora hai davanti agli occhi una possibile direzione per la tua stanza.

Magari alcuni elementi ti piacciono tantissimo, magari altri meno (ed è normale…).

L’intelligenza artificiale è bravissima ad aiutarci a immaginare nuove possibilità, ma poi arriva il momento più concreto: trasformare un’idea in scelte reali.

Trovare quel tavolino.

Quel tappeto.

Quella lampada.

Quel dettaglio che rende tutto più armonioso.

Un consiglio pratico su ciò che puoi fare ora: parti proprio dall’immagine che l’AI ha creato.

Carica la foto su Google Immagini (o usa la funzione di ricerca tramite immagine sul tuo telefono) e prova a cercare gli elementi che ti piacciono di più (seleziona l’elemento che vuoi cercare, riquadrandolo con l’aiuto delle maniglie bianche)

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A volte basta partire da un singolo dettaglio per trovare prodotti simili o nuove ispirazioni.

Non sentirti in dovere di realizzare tutto subito.

A volte basta partire da un solo elemento: una lampada, un quadro, un tessile, un piccolo dettaglio che cambia l’atmosfera e ti fa sentire che quella stanza sta finalmente diventando più tua.

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Foto della trasformazione dell’angolino di casa di Marzia, una lettrice delle Styletter che ha partecipato a questo percorso

Mi raccomando: verifica sempre le dimensioni reali degli oggetti!

Uno dei limiti dell’AI è che non conosce automaticamente le dimensioni reali degli elementi che inserisce nell’immagine e nemmeno gli spazi di passaggio consoni tra un arredo e l’altro. Può quindi proporti un mobile, una lampada o un complemento perfettamente coerente dal punto di vista estetico, ma rappresentarlo con proporzioni che nella realtà non sarebbero corrette per il tuo spazio.

Per questo, quando trovi online un oggetto che vuoi inserire nella tua stanza, non limitarti a guardare se assomiglia a quello presente nell’immagine generata: controlla sempre le sue dimensioni reali e confrontale con quelle della stanza e degli altri elementi.

In pratica, chiediti: “Se inserissi davvero questo oggetto nella mia stanza, avrebbe le stesse proporzioni di quello che vedo nell’immagine?”

L’immagine generata dall’AI deve essere quindi considerata uno strumento per visualizzare un’idea, non una rappresentazione perfettamente fedele alla realtà. Le proporzioni vanno sempre verificate prima di acquistare qualsiasi elemento.

E se non riesci a trovare gli oggetti giusti?

Se, nonostante tutto, fai fatica a trovare online gli elementi che vorresti inserire nella tua stanza, sappi che è disponibile Il Tocco che Mancava il servizio per trasformare le idee in un progetto concreto da seguire passo dopo passo.

Riceverai un progetto pensato per te, con indicazioni sugli elementi da inserire e sui prodotti da acquistare, così da poter agire con maggiore sicurezza e senza il rischio di comprare qualcosa che, una volta arrivato a casa, non funziona davvero nel tuo ambiente.

Ma non finisce qui.

Durante tutto il percorso avrai anche il mio supporto a distanza, direttamente su WhatsApp. Potrai scrivermi mentre fai shopping, quando trovi un’alternativa a un prodotto che avevamo individuato, quando hai un dubbio su una misura o quando arriva un imprevisto (perché ahimè, quelli capitano sempre!) e anche nel momento in cui dovrai posizionare i vari elementi nella stanza.

Sarà un po’ come avermi lì con te, come un’amica esperta a cui chiedere: “Secondo te, questo va bene?” oppure “Dove lo metteresti?”. Io sarò al tuo fianco per aiutarti a fare le scelte più giuste per te, per il tuo stile e per la tua casa, anche quando qualcosa non va esattamente come avevamo immaginato.

Perché l’obiettivo non è semplicemente darti un progetto bello da guardare, ma accompagnarti fino a quando quel progetto diventa davvero la tua casa.

Il tutto, naturalmente, nel rispetto del tuo stile, dei tuoi gusti, delle tue esigenze e del budget che hai a disposizione.

Una riflessione finale

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento davvero interessante.

Può aiutarci a trovare idee, vedere possibilità e guardare uno spazio da un’altra prospettiva.

Ma c’è una cosa che nessun strumento può fare al posto nostro: capire come viviamo una casa.

Perché una casa non è solo un insieme di mobili belli.

È il luogo in cui viviamo le nostre giornate, le nostre abitudini, i nostri momenti importanti.

Ed è proprio questo che rende ogni progetto unico.

Grazie per aver letto fino a qui e buona trasformazione della tua casa!

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L’articolo Come creare immagini con l’AI (Chat GPT o Gemini), per trovare idee personalizzate, sistemare e migliorare la tua casa sembra essere il primo su Romina Sita.

23 Settembre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

L’A’ Design Award & Competition, prestigioso concorso internazionale dedicato alla valorizzazione del buon design e organizzato in Italia dal 2008, ha aperto le candidature per l’edizione 2026-2027. Il termine previsto per le iscrizioni è il 30 settembre 2026.

Se volete avere informazioni dettagliate, vi consiglio di leggere gli articoli che ho dedicato al tema come media partner:

consulta questa pagina.

Successivamente a questa data sarà ancora possibile iscriversi, dietro il versamento di una tariffa, fino al 28 febbraio 2027.

Il concorso è rivolto a designer, architetti, aziende, marchi e creativi provenienti da 180 Paesi, che possono presentare prodotti, progetti e servizi all’interno di 196 categorie. Le aree di partecipazione comprendono, tra le altre, il design industriale e di prodotto, l’architettura, l’interior design, l’urbanistica, l’architettura del paesaggio, la fotografia, la grafica e la comunicazione visiva, i prodotti digitali, la moda, il design sociale e il design sostenibile.

Questo il link per iscriversi: https://competition.adesignaward.com/enter

Come funziona la candidatura al A’ Design Award

La registrazione e il primo caricamento del progetto sono gratuiti. Il candidato deve innanzitutto presentare il proprio progetto per ricevere una valutazione preliminare riservata. Solo successivamente, qualora lo ritenga opportuno, potrà procedere con la candidatura ufficiale dell’opera alla valutazione della giuria, pagando la relativa quota di partecipazione.

Il semplice caricamento del progetto o la richiesta del punteggio preliminare non comportano alcun obbligo contrattuale di procedere con l’iscrizione ufficiale al concorso.

Le quote di partecipazione possono variare in funzione del periodo di iscrizione, della tipologia di candidato e delle modalità con cui viene presentata la candidatura.

Valutazione

Le opere candidate all’A’ Design Award vengono esaminate da una giuria internazionale formata da accademici, designer professionisti, giornalisti ed esperti nei diversi ambiti del design. La valutazione avviene attraverso un processo di “revisione tra pari anonimo”, nel quale i giurati analizzano i progetti seguendo criteri prestabiliti.

Tra gli aspetti considerati rientrano la creatività, la funzionalità, la qualità estetica, la sostenibilità, l’efficacia della presentazione e il livello di innovazione. L’elenco completo delle categorie e i criteri di valutazione dettagliati sono disponibili all’indirizzo https://competition.adesignaward.com/categories/

Risultati

Gli esiti dell’edizione 2026-2027 del A’ Design Award saranno annunciati il 1° maggio 2027. I progetti selezionati e premiati avranno l’opportunità di essere presentati durante la mostra dei vincitori e la relativa cerimonia di premiazione, che si svolgeranno in Italia.

I vincitori riceveranno inoltre l’A’ Design Prize, un insieme di servizi e strumenti dedicati alla promozione dei progetti, tra cui attività di PR, marketing e comunicazione. Ulteriori dettagli sul premio sono disponibili all’indirizzo https://competition.adesignaward.com/prize e il catalogo può essere scaricato all’indirizzo https://competition.adesignaward.com/catalog

Ulteriori informazioni

Tutte le informazioni necessarie per partecipare all’A’ Design Award, comprese le modalità di candidatura, le descrizioni delle categorie, le quote di partecipazione e il sistema per l’invio dei progetti, sono disponibili all’indirizzo https://competition.adesignaward.com 

22 Settembre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Un appartamento di 20 mq nella corte di Les Invalides, disegnato centimetro per centimetro

A pochi passi da Les Invalides, dove i grandi viali parigini lasciano spazio a un labirinto di corti silenziose, si nasconde una costruzione che sembra sfuggire al tempo. È un’antica scuderia, raccolta attorno alla propria corte, oggi trasformata in un appartamento di 20 mq che dimostra come la qualità dell’abitare dipenda dalla visione più che dalla superficie.

A firmare il progetto Garibaldi è Studio IDÀ. La ristrutturazione è stata totale, dalla copertura alle facciate fino a ogni ambiente interno. L’obiettivo era chiaro: esprimere il potenziale di un volume atipico senza tradire il carattere di una costruzione discreta, incastonata nel tessuto della città.

Calce, terrazzo, marmo e legno: una palette senza tempo

Il progetto ruota attorno ai materiali naturali. Calce, terrazzo, marmo e legno compongono una tavolozza sobria che accompagna ogni ambiente e ne definisce l’atmosfera, calda e accogliente. Non c’è ricerca dell’effetto: le texture dialogano con la luce in modo semplice, lasciando che siano le superfici a dare profondità agli spazi.

Isola curva rivestita di piastrelle bianche, top in marmo e pavimento in terrazzo, con parete in calce sullo sfondo

In un ambiente così ridotto, la coerenza dei materiali è una scelta strategica. Un linguaggio omogeneo evita frammentazioni visive e permette allo sguardo di scorrere senza inciampi, amplificando la percezione di continuità.

Leggi anche: “Terrazzo alla veneziana: la tradizione italiana protagonista dell’abitare contemporaneo“

La curva come filo conduttore del progetto di Studio IDÀ

Se i materiali definiscono il tono, la curva definisce il ritmo. Studio IDÀ ne fa il tema dell’intero progetto: segue le pareti e le facciate esistenti, addolcisce le geometrie e crea un passaggio naturale tra un ambiente e l’altro. La ritroviamo nei dettagli come negli elementi strutturali, e proprio questa presenza costante mette in relazione i volumi e guida lo sguardo attraverso la casa.

Isola curva e panca su misura dal profilo sinuoso, con top in legno, accanto alla porta d'ingresso verde

Arco d'ingresso al bagno con lavabo cilindrico in pietra e finestra ad arco sul fondo

In un appartamento di 20 mq la linea curva ha anche un valore pratico, perché elimina spigoli e cesure e restituisce una fluidità che gli angoli retti difficilmente garantirebbero.

Ogni centimetro conta: il potere del su misura

Quando la superficie si misura in pochi metri quadri, non esistono soluzioni standard. Il progetto si fonda su un lavoro di disegno sartoriale: armadiature, arredi integrati, percorsi e dettagli costruttivi sono stati concepiti appositamente per questo spazio. Ogni elemento ha una funzione precisa e occupa esattamente il posto che gli spetta.

Cucina su misura in legno chiaro sotto la scala, con forno, piano cottura e mensola integrati nel sottoscala

Angolo pranzo con panca angolare su misura rivestita in tessuto verde e tavolo tondo, sotto lampade in carta di riso

Il risultato è un’organizzazione rigorosa che non compromette mai la leggibilità degli ambienti. Gli arredi si integrano nell’architettura anziché sovrapporsi a essa, e lo spazio resta ordinato, chiaro, respirabile. È la dimostrazione che, con un progetto ben calibrato, anche un ambiente minuscolo può evitare l’effetto di ingombro.

L’altezza come materia progettuale

La vera risorsa della scuderia è la generosa altezza del volume originario. Studio IDÀ l’ha trasformata in un elemento di progetto a tutti gli effetti, sviluppando gli spazi sia in orizzontale sia in verticale. Il soffitto alto diventa così una riserva di superficie: permette una lettura dell’ambiente su più livelli e moltiplica le possibilità d’uso senza allargare di un centimetro l’impronta a terra.

Zona giorno con soffitto alto, travi bianche e finestra interna sul soppalco, con isola curva in primo piano

Camera da letto sul soppalco sotto il tetto, con travi in legno scuro a vista e lucernario

A collegare i diversi ambienti è una scala disegnata su misura, che li fa susseguire con naturalezza. Ogni intervento contribuisce all’equilibrio complessivo del volume, in una composizione dove nulla appare aggiunto o casuale.

Leggi anche: “Ricavare spazio in casa con un soppalco: soluzioni, costi e idee da copiare“

Ristrutturare l’antico con intelligenza

Oltre alla trasformazione architettonica, il progetto nasce da una riflessione più profonda su come funzionano gli edifici storici. Come molte costruzioni dell’epoca, anche questa aveva perso nel tempo la capacità di gestire l’umidità, a causa di interventi eseguiti con materiali poco compatibili con la struttura originaria.

Finestra alta con ringhiera in ferro battuto sulla facciata intonacata dell'ex scuderia, con griglia di aerazione alla base

La risposta è stata ristabilire un equilibrio costruttivo duraturo. Alla base c’è un vespaio ventilato, che risana le strutture a contatto con il terreno. Le pareti interne sono state isolate con un sistema in calce e canapa, che migliora il comfort abitativo e mantiene gli scambi igrometrici tipici di questo tipo di muratura. All’esterno, un isolamento termico in fibra di legno sotto intonaco eleva le prestazioni energetiche dell’involucro, corregge alcune criticità delle facciate e preserva l’espressione architettonica dell’edificio.

Dietro queste scelte c’è una convinzione semplice: gli edifici antichi vanno accompagnati nella loro evoluzione, non adattati a sistemi pensati per le costruzioni contemporanee. Ogni intervento punta a prolungarne la vita, lavorando in sintonia con le qualità costruttive originarie anziché cancellarle.

Leggi anche: “Can Monges: la casa di 200 anni che rinasce grazie alla canapa“

Piccolo solo sulla carta

Nonostante le dimensioni contenute, la casa offre le qualità di uno spazio molto più ampio. Architettura, tecnica e savoir-faire lavorano insieme e mettono in dialogo comfort contemporaneo, materiali naturali e rispetto per ciò che esisteva. Il progetto Garibaldi di Studio IDÀ conferma che, in un appartamento di 20 mq, il lusso più autentico è la precisione: sapere dove collocare ogni cosa e lasciare che il resto respiri.

Progetto: Studio IDÀ | Fotografie: Denys Vinson

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